Per Nokia il futuro è GPS

Morse - Entro il 2008 verranno consegnati ai mercati 35 milioni di cellulari GPS. Sullo sfondo il grande business delle mappe e la contesa con Tom Tom

Roma – La dichiarazione del Direttore Generale di Nokia Olli-Pekka Kallasvuo, in occasione dell’assemblea annuale degli azionisti, è stata: “Pensiamo di rilasciare circa 35 milioni di device comunicanti GPS Nokia nel corso del 2008, il che rappresenta la totalità del mercato dei terminali GPS venduti nel 2007”.

Olli-Pekka Kallasvuo si è felicitato, subito dopo, per l’acquisizione per 8,1 miliardi di dollari del fornitore americano di cartografie digitali americano Navteq, che resta però sempre in attesa del foglio verde da parte della Commissione europea. Acquisizione che va in parallelo con quella del concorrente TeleAtlas da parte di TomTom, anch’essa al vaglio della medesima commissione ma che secondo alcuni rumors sarebbe in via di approvazione già dalle prossime settimane.

La concentrazione delle due sole società di produzione cartografica nelle mani dei due maggiori produttori di dispositivi di navigazione, potrebbe rappresentare un forte ostacolo alla concorrenza da parte di produttori alternativi che si troveranno ad essere clienti dei loro maggiori competitor. Per questo motivo, è presumibile che il disco verde della Commissione ad entrambe le operazioni sarà subordinato a rigide regole circa la tutela degli altri produttori di terminali.

Quest’ultimo annuncio è peraltro coerente con una strategia di lungo termine avviata già da lungo tempo: due anni fa Nokia aveva acquisito il produttore di software di navigazione Gate5, il cui prodotto è stato rinominato in Nokia Maps, ed è già da diverso tempo prima dell’acquisizione di Navteq che il leader mondiale della telefonia si stava concentrando sulla realizzazione di una estesa gamma di cellulari mid range e smartphones top di gamma muniti di ricevitore GPS integrato, di cui i nuovi N96, N78, 6210 Navigator e 6220 Classic annunciati nel corso dell’ultima edizione del salone Mobile World Congress di Barcellona non sono che l’ultimo esempio.

La visione dell’operatore finlandese si completa con i diversi servizi location based che sta sviluppando, come l’innovativo “Point & Find” che permetterà agli utenti di ottenere istantaneamente informazioni su attrazioni, esercizi commerciali o monumenti semplicemente fotografandoli dal proprio telefonino.

Morse.it

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  • pinco pallino scrive:
    perche' si apre un blog
    UNO TRA I MILLE MOTIVI PER APRIRE UN BLOG E PER POI CHIUDERLO??
  • MeMedesimo scrive:
    io sono zombie
    non faccio parte della "parte abitativa blablabla" non ho blog ne' leggo blog assiduamenteRiempire uno spazio web com wordpress in due click e poi scriverci roba copia-incollando a destra e a manca (o stronzate che mi capitano che non interessano a nessuno) mi renderebbe migliore?
  • giacomo_ scrive:
    bugie necessarie
    Senza ipocrisie, so benissimo che tecnicamente tali analisi sono ridicole, senza diplomazia possiamo chiamarle "fuffa".Il problema che servono per ragioni commerciali, e pure sui mercati esteri i criteri per censire i navigatori sono discutibili (sono identici a quelli descritti nell'articolo). Chiaramente in un'analisi economica dove bisogna confrontare il dato aggregato tra i vari paesi, le statistiche in Italia non potevano essere fatte con criteri diversi.C'e' ovviamente interesse a presentare dei dati numerici significativi (leggi gonfiati) per ottenere investimenti. Investimenti che interessano a noi tutti lavoratori dell'IT, lasciamo da parte ipocrisie.Ma voglio far notare che questo avviene anche nel mondo televisivo, dove le agenzie presentano ai clienti (inserzionisti) dei numeri riguardano la share in certe fascie orarie, omettendo il dato fondamentale: quando c'e' pubblicita' almeno un 30% cambia canale.Insomma l'articolo contiene un insieme di dati ovvi e mancadi una corretta 'malizia' economica per spiegare il fenomeno nel dattaglio.
  • Fabio Giglietto scrive:
    Marziani e parte abitata della rete
    Forse chi ha letto l'articolo può essere interessato anche al commento che ho scritto ieri: http://tinyurl.com/576axc.
  • Lapalisse scrive:
    anche qui c'è da chiarire però
    ma anche domande come "quanti italiani leggono un blog" sono cazzate.in che senso?se "seguono assiduamente UN certo blog" o se leggono dei blog tutti i giorni?perché io leggo si dei blog, come qualsiasi altro genere di pagina web che contiene delle informazioni, ogni giorno.Ma non seguo UN blog costantemente. Parto a cercare qualcosa che mi interessa; poco importa se lo dice un blog o un sito costruito da pagine statiche messe li quando si vuole. ...che poi "blog" è solo un riempirsi la bocca.Anche PI è un blog, allora; è un CMS con informazioni aggiornate quotidianamente.Tornando sul "leggono tutti i giorni un blog" ... è come chiedersi se uno legge tutti i giorni "un giornale", oppure "IL CORSERA". Molte persone comprano il giornale una volta alla settimana, leggono qua e la il giornale al bar (quello che trovano), scorrono i titoli della cronaca locale... e approfondiscono solo ogni tanto.Vero è, invece, che è giusto domandarsi cose della rete riguardo a chi la vive davvero. Concordo anche sul considerare un blog attivo rispetto ad un blog "esistente". Resta il fatto che quel che scritto è scritto. L'informazione sedimentata è comunque utile, preziosa, responsabile.
  • pinco pallino scrive:
    blog autoalimentato
    forse il primo blog autoreplicante : non sara' mai abbandonato
  • Tsukishiro Yukito scrive:
    Il cimitero dei blog
    Scusate lo spam... :)Ma per rendersi conto della quantità immensa di blog nati e poi rapidamente morti, basta seguire quest'altro blog, a cui il materiale per essere assai attivo non manca mai:http://blogabbandonati.splinder.com
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