Peter Gabriel, entertainment col Filtro

Uno dei più noti artisti della scena musicale mondiale parla del suo nuovo investimento, un servizio nato per accompagnare l'utente attraverso l'immane messe di dati digitali alla ricerca di contenuti confacenti ai propri gusti

Roma – Peter Gabriel, musicista e artista poliedrico che ha attraversato la storia musicale degli ultimi quarant’anni, non ha mai fatto mistero della sua passione per la tecnologia . Figlio di un ingegnere elettrico, lo Sledgehammer della world music è stato pioniere della distribuzione di musica digitale con OD2 , e continua a investire in servizi innovativi in grado di far avvicinare artisti e audience nella moderna, caotica società dell’informazione. L’ultimo progetto in cui è coinvolto, The Filter , rappresenta appunto il tentativo di far convergere la produzione e la fruizione di intrattenimento attraverso un approccio olistico al problema della scelta illimitata.

Gabriel L’attuale problema dei mezzi a disposizione dei consumatori, secondo Gabriel, non è tanto la limitazione quanto l’eccesso : l’offerta è troppa, e mancano altresì strumenti adeguati perché gli artisti arrivino a chi potrebbe realmente essere interessato alla loro opera. Attraverso la fusione di parametri di suggerimento e algoritmi innovativi basati sui principi della probabilità bayesiana , The Filter vuole in tal senso funzionare proprio come un filtro per il surplus, il flood di informazioni, banner pubblicitari, contenuti e canali di accesso al tutto e al niente digitale.

“Quando anneghi le persone in un oceano di informazioni, devi dargli gli strumenti giusti di navigazione” dice Gabriel a proposito di The Filter. “So – continua l’artista – che c’è in circolazione roba migliore di quella a cui sono generalmente esposto… quindi se ho una specie di alleato intelligente che lavora per me 24 ore al giorno, penso di avere una maggiore possibilità di ottenere quello che mi intratterrà, ecciterà e ispirerà”.

The Filter miscela un sistema di ricerche passate, acquisti, siti visitati, opinioni di amici, recensioni positive e quant’altro assieme a un algoritmo che apprende e raffina in continuazione un profilo personalizzato per ogni utente. Cinema, musica, infotainment , l’applicazione sembrerebbe in grado di spaziare entro un gran numero di contenuti diversi.

E diversamente da soluzioni preesistenti, il servizio è abbastanza “furbo” dal capire a volo quando i nuovi “input” comportamentali si discostano in maniera netta da quelli passati, rimodulando il profilo in funzione di questi ultimi piuttosto che mischiando assieme gli uni e gli altri, riducendo così l’affidabilità e la profittabilità del tutto lato-utente.

“Il migliore strumento di navigazione sono le tue preferenze – dice ancora Gabriel – Noi ti permettiamo di integrare il tuo gusto con quello dei tuoi amici, del tuo musicista preferito, regista, o qualunque cosa”. Attualmente, The Filter è aperto a una cerchia ristretta di betatester registrati tramite invito, con l’obiettivo di aprire al pubblico entro il prossimo mese.

Alfonso Maruccia

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