Phishing, carcere per tre

Operavano in Italia ai danni degli utenti di Poste Italiane. Le forze dell'ordine li avevano pescati nei mesi scorsi

Milano – Sei anni, cinque anni e quattro mesi, due anni e dieci mesi di carcere. Questa la nuova tornata di condanne per i colpevoli di associazione a delinquere finalizzata alla truffa informatica a mezzo phishing, indagati nell’ambito dell’operazione Phish & Chip coordinata dalla Guardia di Finanza e da una squadra di Polizia Giudiziaria.

I tre condannati operavano tra Italia e Romania ai vertici di un’organizzazione che, come ben sanno i lettori di Punto Informatico , si era specializzata in truffe online, in particolare ai danni degli utenti di Poste Italiane. Spacciandosi per rappresentanti dell’azienda, chiedevano via email di compilare dei form con generalità, utenze e password e prosciugavano i conti dei correntisti che abboccavano.

Le tre condanne assegnate dal giudice Piero Gamacchio seguono di pochi giorni il patteggiamento del cracker a capo della seconda organizzazione emersa nel corso dell’operazione Phish & Chip. Altri 22 imputati sono in attesa del processo: accusati di gestire i conti correnti di servizio sui quali fluiva il denaro raccolto dalle due gang, verranno giudicati a partire probabilmente da febbraio. ( G.B. )

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  • stargazer scrive:
    Quanti soldi buttati
    Queste major buttano allegramente dalla finestra milioni di euro per dei progetti che solleticano i loro sogni di dominio (l'utente paga 1.000 euro di attrezzatura, ogni film costa 50 euro, dopo 3 secondi si autodistrugge). E' chiaro che poi attribuiscano perdite mirabolanti al filesharing: è solo per non fare figure di m...La pacchia è finita, quand'è che ne prenderanno atto?
  • Gris scrive:
    Facevano meglio
    Facevano meglio a spendere quei soldi a fare edizioni DVD piú belle e meno costose dei loro film...
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