PHP Day 2004

Il 4 dicembre


Milano – La seconda edizione del PHP Day, una giornata interamente dedicata al famoso linguaggio di scripting open source PHP, si svolgerà il 4 dicembre 2004 presso la facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.

“L’alta affluenza di pubblico registrata nella scorsa edizione, nonostante questa si sia svolta in concomitanza di uno sciopero generale, nonché l’elevato numero di proposte di intervento ricevute nel Call For Papers, han fatto sì che l’offerta di seminari di quest’anno sia veramente importante, per numero e per qualità”, si legge in una nota diffusa dagli organizzatori dell’evento.

Ai seminari parteciperà, fra gli altri, Zeev Suraski, uno dei due creatori di PHP e dello Zend Engine.

I seminari saranno suddivisi in tre canali tematici – base, avanzato e applicazioni – così da soddisfare un pubblico eterogeneo.

La partecipazione all’evento è aperta a tutti, libera e gratuita. Per motivi logistici è comunque gradita una pre-registrazione sul sito PHPday.it , a cui si rimanda per ulteriori informazioni.

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  • KCM scrive:
    Re: Attenzione
    - Scritto da: Anonimo
    penso che il problema sia che cose del
    genere generano commesse molto grosse a cui
    solo grosse aziende possono partecipare e
    quindi vincere. Una volta che una grossa
    azienda ha vinto l'appalto ci saranno 3-4
    subappalti prima di arrivare a chi
    effettivamente svolgerà il lavoro e
    per tutti questi passaggi chi svolge il
    lavoro deve essere uno pagato poco, non
    necessariamente un professionista :(

    Non penso che per cose del genere si
    lascerà la libertà al disabile
    di scegliere chi deve essere il suo
    istruttoreAllora resteranno i soliti progetti di facciata in mano alle solite persone di buona volontà assolutamente mal supportate e per questo destinate prima o poi a mandare il tutto a quel paese. Non illudiamoci, senza soldi e professionalità non si va da nessuna parte, perlomeno in modo efficiente.
  • Anonimo scrive:
    Re: Attenzione
    - Scritto da: KCM
    io non sto parlando di cosa, come, quando
    farlo. Questo deve essere deciso in diversa
    sede. Non voglio nemmeno parlare di software
    Microsoft, Linux, ecc..., non mi interessa
    adesso. Io dico che bisogna pensare di
    investire in figure professionali VERE, non
    i soliti raccomandati, e destinare delle
    risorse economiche ad essi. Va benissimo il
    volontariato, ma da solo non basta e se non
    vogliamo essere ipocriti, un professionista
    per campare deve guadagnare, sia con clienti
    qualsiasi che con clienti disabili. Lo stato
    pensi a destinare i fondi per loro,
    anzichè in cose come la TV digitale,
    altrimenti è la solita aria fritta
    senza futuro.penso che il problema sia che cose del genere generano commesse molto grosse a cui solo grosse aziende possono partecipare e quindi vincere. Una volta che una grossa azienda ha vinto l'appalto ci saranno 3-4 subappalti prima di arrivare a chi effettivamente svolgerà il lavoro e per tutti questi passaggi chi svolge il lavoro deve essere uno pagato poco, non necessariamente un professionista :-(Non penso che per cose del genere si lascerà la libertà al disabile di scegliere chi deve essere il suo istruttore
  • Anonimo scrive:
    Re: INPS stipendiata da m$?
    - Scritto da: Anonimo
    Ti do ragione per buona parte, ma prendiamo
    una tastiera "speciale" e proviamo ad
    installarla su una distro qualsiasi.
    Funzioneranno TUTTE le sue funzioni? Molto
    spesso no, ma questo non è colpa del
    free software ma di quei produttori di che
    usano i loro stupidi pacchetti binari per
    Microzozz. :@è sufficiente provare; tante volte c'è la compatibilità per alcuni tipi di hw e quindi prima di comprare la tastiere è sufficiete verificare qual'è la marca che è supportata da GNU/Linux Per GNU/Linux ci sono a disposizione molti software per i disabili che magari mancano di una controparte sotto uindous
  • Anonimo scrive:
    Re: INPS stipendiata da m$?
    Ti do ragione per buona parte, ma prendiamo una tastiera "speciale" e proviamo ad installarla su una distro qualsiasi. Funzioneranno TUTTE le sue funzioni? Molto spesso no, ma questo non è colpa del free software ma di quei produttori di che usano i loro stupidi pacchetti binari per Microzozz. :@
  • KCM scrive:
    Attenzione
    io non sto parlando di cosa, come, quando farlo. Questo deve essere deciso in diversa sede. Non voglio nemmeno parlare di software Microsoft, Linux, ecc..., non mi interessa adesso. Io dico che bisogna pensare di investire in figure professionali VERE, non i soliti raccomandati, e destinare delle risorse economiche ad essi. Va benissimo il volontariato, ma da solo non basta e se non vogliamo essere ipocriti, un professionista per campare deve guadagnare, sia con clienti qualsiasi che con clienti disabili. Lo stato pensi a destinare i fondi per loro, anzichè in cose come la TV digitale, altrimenti è la solita aria fritta senza futuro.
  • Anonimo scrive:
    Re: Trovo strano ....

    Inoltre usando software libero ci sarebbero
    già professionisti pronti a dare una
    mano molte volte senza richiedere alcuna
    remunerazione monetaria: per esempio gli
    aderenti ai LUGmi permetto di segnalare che in occasione dell'imminente linux-day, a Mantova, oltre ai vari classici workshop tecnici, un ragazzo non vedente parlera' e mettera' a disposizione la sua esperienza quotidiana con l'utilizzo del software libero in relazione alla sua disabilita'.per il programma, con replica anche la domenica in altra sede, www.lugman.org
  • Anonimo scrive:
    INPS stipendiata da m$?
    Non sapevo che l'INPS fosse stipendiata da m$, visto che a quanto sembra ai disabili si vuole *imporre* l'uso di software m$ senza prendere in considerazione nessun'altra alternativa ... o forse questa è una regalia dovuta?Faccio presente che uindous funziona solo su un tipo di macchina e solo su una ristretta fascia di queste macchine. Alcuni potrebbero avere hardware non compatibile con tale iniziativa.Ci sono molti disabili che vorrebbero usare software libero, ma purtroppo hanno grossi problemi a crearsi la prima installazione funzionante.Per fare questo bisogna anche evitare che i disabili, che molte volte hanno anche problemi economici, cadano in una spirale che li costringa a continui esborsi di denaro.La soluzione esiste ed è fornita dal software libero che permette:* l'utilizzo da parte di tutti a costi molto modesti* la certezza di poter usare del software decente su macchine non di ultima generazione e di non dover cambiare macchina per poter far andare la nuova versione di un software* la possibilità di non dover continuamente aggiornare obbligatoriamente il software perché altrimenti non riescono a leggere i dati proveniente da software già aggiornato* la disponibilità di tools anche avanzati* la possibiltà di richiedere miglioramenti al software che usano, contattando direttamente chi quel software lo ha prodotto o lo mantiene e magari di collaborare a queste migliorie* la certezza di non dover sborsare soldi aggiuntivi rispetto ad una persona "normale" per poter aver accesso a tools a loro indispensabili* la certezza di non dover avere a che fare con virus vari che infestano i prodotti m$, obbligandoli ad esborsi ulterioriInoltre usando software libero ci sarebbero già professionisti pronti a dare una mano molte volte senza richiedere alcuna remunerazione monetaria: per esempio gli aderenti ai LUG
  • Anonimo scrive:
    Re: Trovo strano ....
    - Scritto da: KCM
    sufficientemente preparati. La
    collaborazione tra volontari e
    professionisti è secondo me l'unico
    modo per creare qualcosa di valido ed
    efficiente, professionisti giustamente
    remunerati, ma allo stesso tempo controllati
    in modo da impedire eventuali sfruttamenti
    economici dei disabili.per fare questo bisogna anche evitare che i disabili, che molte volte hanno anche problemi economici, cadano in una spirale che li costringa a continui esborsi di denaro.La soluzione esiste ed è fornita dal software libero che permette:* l'utilizzo da parte di tutti a costi molto modesti* la certezza di poter usare del software decente su macchine non di ultima generazione e di non dover cambiare macchina per poter far andare la nuova versione di un software* la possibilità di non dover continuamente aggiornare obbligatoriamente il software perché altrimenti non riescono a leggere i dati proveniente da software già aggiornato* la disponibilità di tools anche avanzati* la possibiltà di richiedere miglioramenti al software che usano, contattando direttamente chi quel software lo ha prodotto o lo mantiene e magari di collaborare a queste migliorie* la certezza di non dover sborsare soldi aggiuntivi rispetto ad una persona "normale" per poter aver accesso a tools a loro indispensabili* la certezza di non dover avere a che fare con virus vari che infestano i prodotti m$, obbligandoli ad esborsi ulterioriInoltre usando software libero ci sarebbero già professionisti pronti a dare una mano molte volte senza richiedere alcuna remunerazione monetaria: per esempio gli aderenti ai LUG
  • KCM scrive:
    Trovo strano ....
    ... a fronte di tanti mega flame innescati dai soliti argomenti, la totale assenza di commenti a questa notizia.Ne approfitto per dire la mia. Noi, come piccola aziendina del settore IT vorremmo moralmente offrire il nostro bagaglio di esperienze per aiutare i disabili ad inserirsi meglio nella società del futuro che, come tale, dovrebbe prevedere l'estendersi dei propri tentacoli anche ai meno fortunati.Purtroppo, le solite esigenze di profitto, che già nel normale mercato sono diventate ridicole, impediscono lo spostamento del benchè minimo impegno per iniziative non remunerate.A mio parere è giustissimo creare una rete di volontari che possano dare il loro contributo, ma è altrettanto importante poter affidare a dei veri professionisti delicati compiti di integrazione di hardware, ricerca e testing di nuovi prodotti, fornire adeguata assistenza in caso di problemi di difficile risoluzione e via così, per quanto riguarda tutte quelle attività difficilmente svolgibili da volontari non sufficientemente preparati. La collaborazione tra volontari e professionisti è secondo me l'unico modo per creare qualcosa di valido ed efficiente, professionisti giustamente remunerati, ma allo stesso tempo controllati in modo da impedire eventuali sfruttamenti economici dei disabili.
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