PI Hardware/ Brazos, la piattaforma nettop di AMD

Una configurazione pensata per sistemi di piccola taglia e con un occhio di riguardo per i bassi consumi. Declinati, nella versione texana, da Sapphire e Asus

A partire dalla fine dello scorso anno AMD ha avviato la produzione delle nuove CPU pensate per la realizzazione di sistemi desktop e mobile ultra low-cost. Più che “semplici” processori x86, quelli indicati dal nome in codice Zacate rappresentano il cuore di una piattaforma completa grazie ad una forte integrazione che ha permesso all’azienda di mettere all’interno dello stesso die la logica della CPU, quella del chip grafico ed il controller delle memorie. AMD indica queste nuove soluzioni come APU , ovvero Accelerated Processing Units .

La piattaforma, che include anche il chipset FCH – Fusion Controller Hub – prende invece il nome di Brazos e va a porsi in diretta competizione con le piattaforme basate su CPU Intel Atom e chipset Intel ma soprattutto NVIDIA Ion . La proposta di AMD porta sul piano della competizione molti elementi nuovi, cosa assolutamente necessaria visto il ritardo con cui il produttore approda in questo segmento dove la sua rivale è arrivata quasi 3 anni fa.


La APU secondo AMD

Dimensioni, consumi e feature, almeno sulla carta, danno infatti pienamente ragione al chipmaker di Sunnyvale: il mercato sarà della stessa opinione? Difficile dirlo in quanto non è solo il consumatore finale a decidere ma anche tutti i partner di canale, i distributori ed i rivenditori che costituiscono l’indotto: notebook, netbook e nettop che fanno uso di questa piattaforma erano già in bella mostra – ed in una varietà davvero ampia – allo scorso CES 2011 di Las Vegas. A diverse settimane di distanza, però, sugli scaffali dei negozi non ne troviamo ancora traccia.

AMD indica questa nuova piattaforma con il nome commerciale di AMD VISION Basic e la definisce come il perfetto connubio fra performance e costi affermando che potranno trarre benefici da essa sia gli utenti entry level sia quelli più avanzati. I primi potranno godere di prestazioni superiori, mentre i secondi potranno contare su una soluzione effettiva per la realizzazione di sistemi HTPC e multimediali dalle dimensioni e dai consumi contenuti. AMD reputa Brazos interessante anche nel settore commerciale all’interno, ad esempio, di sistemi per il front office o per il banco di vendita.


Logo AMD Vision

Nell’articolo di oggi prenderemo in considerazione due piattaforme, entrambe basate sulla APU AMD E-350 dual core ma dotate di caratteristiche ben differenti. La prima, fornita da ASUS , risponde al nome di E35 M1-M Pro ed è in formato microATX; la seconda, PURE Fusion Mini E350 , è realizzata invece da Sapphire e si presenta con dimensioni più contenute, compatibili con quelle dello standard miniITX.


Le due schede madri ASUS e Sapphire

Le piattaforme di cui osserveremo oggi in dettaglio performance e feature sono basate su uno schema architetturale che ricalca quello fornito dalla stessa AMD. La APU Zacate governa un canale di memoria DIMM o SO-DIMM a 64-bit (single channel), offre un controller grafico integrato con uscite analogiche e digitali ed una connessione PCI Express 1.1 con un massimo di 4 linee per collegare un’eventuale scheda grafica discreta.

La APU è connessa al Fusion Controller Hub Hudson (non chiamatelo chipset), mediante una connessione di tipo PCI Express di prima generazione con 4 linee che si occupa di fornire connessioni verso i dispositivi di I/O come quelli SATA 3, USB 2.0 e audio. Il chip FCH dispone di ulteriori 4 linee PCI Express (questa volta di seconda generazione) per collegare altre periferiche.


Architettura piattaforma Brazos

Le APU al momento disponibili per questa piattaforma prevedono uno o due core Bobcat, con TDP di 18W o 9W, ed hanno un chip grafico integrato più o meno potente a seconda della versione ma comunque compatibile con le API DirectX 11.


Le attuali APU AMD

L’avanzare delle tecnologie produttive fa sì che sia possibile integrare un sempre maggior numero di transistor all’interno dei chip al silicio: la principale conseguenza è quella di ottenere dispositivi elettronici capaci di fare molte più cose consumando meno, e Bobcat ne è una chiara dimostrazione.


Dimensioni lillipuziane per la APU Zacate

Seguono le specifiche tecniche del principale componente della piattaforma Brazos, la APU Zacate, confrontate con quelle della diretta rivale Intel Atom.


Specifiche APU Zacate con core Bobcat

Il core Bobcat supporta le istruzioni SSE, SSE2, SSE3 e SSSE3 ISA, e dispone di 64KB di cache L1 (32KB per le istruzioni e 32KB per i dati). La cache L2 ha una capienza di 512KB e presenta una latenza di 17 cicli. La CPU Atom di Intel prevede un’architettura simile per la cache L2, mentre la cache L1 può contare solo su 24KB per i dati.

Le differenze fra Atom e Bobcat, che non si esauriscono in quelle elencate nella tabella qui in alto, scendono ancor più nel profondo andando a toccare il tipo di politica di gestione delle micro-istruzioni. Atom, infatti, risponde ad una architettura di tipo In Order , scelta che Intel ha fatto per tagliare di netto i consumi accettando di contro un forte degrado delle prestazioni. Con Bobcat AMD è invece rimasta dalla sponda delle architetture Out of Order delle tradizionali CPU per desktop, potenzialmente molto più performanti ma anche più complesse e dunque più avide di energia.

Se a tutto questo aggiungiamo il superiore livello di integrazione, arriviamo facilmente a comprendere come mai una CPU Zacate dual-core contenga 400 milioni di transistor mentre una CPU Atom, sempre dual core, non arrivi a 200 milioni. E se infine aggiungiamo al mix il processo produttivo più avanzato adottato da AMD possiamo giustificare anche le sue minori dimensioni rispetto alla soluzione rivale.


APU e FCH

In questo contesto vanno valutati anche i consumi. Il TDP indicato nella tabella riguarda infatti solo quelli della APU (CPU nel caso Intel) ed include perciò gli assorbimenti dovuti ai core CPU, al controller delle memorie e, solo per la soluzione AMD, anche quelli del chip grafico.

Considerando la APU Zacate, al suo TDP di 18W dobbiamo sommare il TDP del FCH (AMD prevede due possibilità per questo chip indicate dalle sigle A50M e A45) che può variare da 2,7W a 4,7W. Nel caso peggiore l’assorbimento della piattaforma AMD Brazos potrebbe arrivare, conti alla mano, a 22,7W .

Passiamo alla soluzione concorrente. Intel dichiara un TDP di 13W per Atom, valore al quale vanno sommati i 2,1W assorbiti dal chipset Intel NM10 Express che contiene anche il core grafico. In totale siamo a 15,1W . Ricordiamo però che AMD dichiara un livello di prestazioni pari o superiore a quello della combinazione Intel Atom + NVIDIA Ion. Questo ci porta a dover considerare i consumi del chip Ion nella configurazione di confronto, testimoniati da un TDP di 12W. In totale raggiungiamo un valore di 25W , in linea con quello della piattaforma Brazos.

Riguardo al core grafico integrato, la proposta di AMD prevede il supporto alle API DirectX 11 e l’accelerazione dei contenuti video mediante il ben noto modulo UVD3 (Unified Video Decoder 3) che troviamo in tutte le attuali schede grafiche discrete della serie Radeon. UVD3 garantisce il supporto per la decodifica in hardware di flussi video H.264, VC-1, MPEG2, WMV, DivX e Flash. In aggiunta ogni APU supporta fino a due display indipendenti ed è compatibile con la tecnologia AMD APP per accelerare tutte quelle applicazioni che sfruttano algoritmi di GPU computing.


La suddivisione del core

Le due soluzioni che abbiamo a disposizione sul nostro banco di prova ci sono state fornite da ASUS e Sapphire e recano le sigle E35 M1-M Pro e PURE Fusion Mini E350. Queste dovrebbero essere correttamente indicate come piattaforme piuttosto che come schede madri, vista l’integrazione on board anche della APU AMD.


Le due piattaforme viste da CPU-Z

Entrambe sono disponibili in formato “mini” e utilizzano una APU AMD E-350 “Zacate” saldata direttamente sul PCB. La piattaforma, per poter funzionare, necessita dunque solo di pochi altri componenti di contorno come un disco fisso e della memoria RAM. In tutti e due i casi si può decidere di utilizzare una scheda grafica esterna grazie alla presenza di un connettore PCI Express x16, che dispone però solo di quattro linee elettriche. Generalmente in questi casi è bene rivolgersi alle funzionalità del core grafico integrato invece di optare per una VGA discreta, a meno che non vi siano delle particolari esigenze e comunque limitatamente a modelli di fascia bassa.

ASUS E35 M1-M Pro Sapphire PURE Fusion Mini E350

Le configurazioni delle due piattaforme sono riassunte nella seguente tabella:


Specifiche tecniche piattaforme

La principale differenza fra le due piattaforme in esame sta nel formato, microATX per la proposta ASUS e miniITX per quella Sapphire. Guardando al layout delle due schede possiamo notare il relativamente grosso dissipatore che campeggia sulla ASUS sul quale non troviamo installata alcuna ventola; questa è invece disponibile fra gli accessori ed il produttore stesso raccomanda di applicarla. La E35 M1-M Pro dispone anche di un certo numero di connettori di espansione, uno PCI Express 16x (connesso a sole 4 linee elettriche), uno PCI Express 1x e due PCI tradizionali (questi derivano direttamente da una connessione PCI Express tradotta in standard PCI mediante bridge ASM1083). Sono inoltre presenti due slot per memorie DDR3 per ospitare fino ad un massimo di due moduli da 4GB o uno da 8GB (non è presente alcun supporto alla modalità dual-channel).


La piattaforma ASUS E35 M1-M Pro

Sapphire ha adottato, gioco forza, un sistema di dissipazione di più piccole dimensioni composto da due elementi in alluminio ed una ventola già avvitata su quello più grosso atto a raffreddare la APU E-350. Lo slot di espansione in questo caso è uno solo, di tipo PCI Express 16x e ancora connesso a 4 linee elettriche, mentre gli slot per le memorie permettono di ospitare moduli di tipo SoDimm DDR3, come quelli utilizzati nei computer portatili. Segue la medesima filosofia anche la scelta di rendere disponibile una connessione mini PCI Express sulla quale collegare un’eventuale periferica progettata per sistemi notebook.

Una piccola chicca per la piattaforma Sapphire è rappresentata dal doppio display a sette segmenti già visto nelle ultime creazioni di questo produttore, sul quale possono essere visualizzate informazioni sullo stato del sistema in tempo reale.


La piattaforma Sapphire PURE Fusion Mini E350

Nonostante le differenti misure, le due schede prevedono un pannello delle connessioni abbastanza simile con la ASUS E35 M1-M Pro che privilegia vecchie tastiere/mouse e periferiche Firewire, e la Sapphire PURE Fusion Mini E350 più attenta alle connessioni audio di ingresso ed uscita ed alle periferiche di tipo Bluetooth. Entrambe dispongono di 4 porte USB 2.0 e 2 porte USB 3.0, uscite video HDMI, DVI-I e VGA, connessione Gigabit LAN ed eSATA.


Pannello connessioni ASUS E35 M1-M Pro


Pannello connessioni Sapphire PURE Fusion Mini E350

Per valutare correttamente prestazioni, consumi ed ergonomia delle due piattaforme basate su APU AMD, abbiamo utilizzato 3 sistemi di confronto. La piattaforma di riferimento principale, costituita da una CPU Atom D510 e da un chipset NVIDIA Ion è disponibile in una classica implementazione nettop. Le altre due, con CPU Atom dual-core N550 e Intel Pentium SU4100, sono invece disponibili come sistemi netbook. Segue la configurazione completa dei diversi sistemi utilizzati:


Configurazione piattaforme di prova

EIST = Enhanced Intel SpeedStep Technology
TMT = Thermal Monitoring Technologies

La valutazione delle piattaforme è stata effettuata utilizzando condizioni e test di seguito elencati:

Benchmark sintetici

  • Fritz Chess Benchmark : questo è un tool che misura la potenza del processore di sistema utilizzando il motore per la creazione di giochi di scacchi "Fritz 9 engine". Il risultato del test è espresso in nodi per secondo medi. Il software è fortemente ottimizzato per girare in ambienti multicore ed è capace di attivare fino ad 8 thread contemporaneamente.
  • HD Tune Pro (versione 4) : utilizziamo questo benchmark per misurare la banda dati, l’occupazione di CPU ed altri parametri inerenti i controller disco ed USB. Sui controller SATA colleghiamo un disco rigido WD Caviar Blue da 320GB SATA 2.0 oppure WD Caviar Blue da 320GB SATA 3.0 o ancora un SSD ADATA S599 da 120GB SATA 2.0 a seconda del test che vogliamo effettuare. Per testare il controller in modalità multi disco utilizziamo due dischi WD Caviar Blue da 320GB SATA 2.0.

Grafica 3D

  • 3DMark06 (versione 1.1.0 Professional) : ci permette di valutare le prestazioni grafiche 3D offerte dal sistema. Nel suo computo sono inclusi, in particolare, la CPU, la memoria di sistema ed il controller grafico.
  • World In Conflict (RTS): si tratta di uno strategico in tempo reale, che unisce a questo tipo di giochi una visuale simile a quella degli sparatutto in prima persona e che fa degli effetti particellari e della fisica le sue armi migliori.
  • Crysis: uno dei più indicativi titoli 3D DirectX 10 per effetti grafici e per l´utilizzo della fisica.
  • Alien vs. Predator : la versione originale progettata per console Atari subisce una profonda rivisitazione per essere adattata a sistemi DirectX 11, API delle quali sfrutta in particolare effetti SSAO (Screen Space Ambient Occlusion), di ombre dinamiche e di smooting delle curve dell´alieno.
  • Crysis Warhead : uno dei più indicativi titoli 3D DirectX 10 per effetti grafici e per l´utilizzo della fisica.
  • Far Cry2: è dotato di un motore 3D evoluto, che fa uso intensivo di effetti DX10 e fisica.
  • Lost Planet 2 : nuova avventura d’azione sci-fi di CAPCOM disponibile in versione DirectX 9 e DirectX 11 nella quale vengono pesantemente sfruttati effetti di tessellation.
  • Staker: Clear Sky (FPS): innovativo First Person Shooter DX10, con splendida gestione di luci, ombre, fisica ed effetti DX10 in generale.
  • Staker: Call of Prypiat (FPS): altro capito del noto First Person Shooter questa volta in modalità DX11 ch come al solito offre un’ottima gestione di luci ed ombre.
  • Stone Giant : benchmark DirectX 11 basato sul motore grafico sviluppato da BitSquid e Fatshark che utilizza ampiamente effetti di tessellation.
  • The Last Remnant: dalla Square Enix (già conosciuta per la fantastica serie Final Fantasy) giunge un nuovo gioco di ruolo alla giapponese, caratterizzato da un comparto grafico eccezionale e da una giocabilità piuttosto elevata, tali da garantire una certà longevità al titolo.

Utilizzo generico

  • PovRay (versione 3.6) : il tool Persistence of Vision Raytracer (PovRay) permette di creare grafica tridimensionale di elevata qualità. Al suo interno troviamo una scena standard creata proprio per effettuare benchmark sulla CPU che sfrutta la maggior parte delle feature disponibili con questo software. Per rendere ripetibili i nostri test utilizziamo sempre le impostazioni di default del file.ini .
  • Cinebench (versione 10 e versione 11) : suite di test multi-piattaforma basato sul software di animazione CINEMA 4D ampiamente utilizzato da studi e case di produzione per la creazione di contenuti 3D. Grazie ad esso possiamo valutare le performance del sottosistema CPU seppure l’influenza di chipset, memorie e scheda grafica installate nel sistema non può essere trascurata. Il software esegue un test di rendering capace di sollecitare uno o tutti i core del processore disponibili.
  • 7-Zip (versione 9.15 beta) : con questo noto software di compressione dati eseguiamo due diversi benchmark. Il primo viene realizzato utilizzando il tool integrato che restituisce una indicazione sui MIPS (million instructions per second) che il sistema è in grado di offrire (potete confrontare i risultati ottenuti con quelli ufficiali e con quelli del vostro sistema). Il secondo invece prende in considerazione una situazione reale nella quale viene richiesto al sistema di comprimere in formato 7z una cartella da 5,36GB contenente 4.379 file di diversa dimensione e tipologia (immagini, testo, html, video, foto, applicazioni) e 536 sottocartelle e poi di decomprimere la stessa. L’operazione di compressione ha una forte dipendenza dalla memoria cache della CPU e dalla memoria RAM installata nel sistema. Quella di estrazione dipende molto, invece, dalla capacità della CPU di gestire le operazioni su interi. In tutti i casi, il software sfrutta abbastanza bene tutte le risorse (core) di CPU a disposizione.
  • Auto Gordian Knot (versione 2.55) : software utile per effettuare backup di DVD o comunque operazioni di transcodifica video nei formati DivX ed XviD. Per le nostre prove utilizziamo il codec XviD che il tool installa di default ed eseguiamo il ripping di un completo DVD (Codice Swordfish) che per l’occasione abbiamo memorizzato su un disco fisso e lo "comprimiamo" in modo da farlo entrare su due CD.
  • Handbrake (versione 0.9.4) : un software di transcodifica video open-source multipiattaforma e multithreaded con il quale effettuiamo una conversione video di un intero DVD (Codice Swordfish) in formato adatto per i dispositivi Apple iPod, iPhone e iPad.
  • Mainconcept H.264 (versione 1.6.1) : tool di codifica video in grado di creare stream ad alta definizione compatibili con lo standard H.264.
  • DaCapo (versione 9.12) : questa suite di benchmark permette di valutare il comportamento del sistema quando si utilizzano tool di sviluppo per Java. Esso include tutta una serie di applicazioni reali open source fra cui Tomcat, FOP, Eclipse, Batik, Xalan e altri. Nel nostro caso riportiamo il tempo complessivo necessario all’esecuzione di tutti i test.
  • ScienceMark 2.0 : grazie a ScienceMark è possibile misurare le prestazioni del sistema in ambiente di calcolo spinto. Inoltre il software misura le prestazioni della memoria di sistema e della cache integrata nella CPU.
  • X264 Benchmark : test di conversione video che rileva la velocità di codifica in FPS (fotogrammi per secondo) di due sorgenti video, dal formato MPEG ad H264.
  • PeaceKeeper : si tratta di un benchmark di Futuremark che permette di testare le prestazioni di un browser attraverso test di funzionalità JavaScript. Noi lo useremo sempre con lo stesso browser (Firefox 3.6.12) in modo da valutare le differenze prestazionali dovute al sistema hardware.
  • PDFCreator (versione 1.0.2): uno dei software maggiormente utilizzati per creare PDF da qualunque programma Windows: si installa come una stampante e permette di trasformare facilmente file Word, Excel, Powerpoint, HTML, StarCalc, etc. in un documento PDF. Per le nostre prove abbiamo utilizzato un documento Powerpoint di ben 114 pagine.
  • PCMark Vantage : di questa suite utilizziamo sia i test sintetici che quelli reali. In particolare ci riferiamo ai test TV and Movies, Music, Communication e Productivity dei quali vi forniamo una breve descrizione di seguito:
    • TV and Movies : sono avviati due task simultanei che effettuano operazioni di transcodifica video e video playback di formati differenti utilizzando anche Windows Media Center;
    • Music : sono avviati tre task simultanei che prendono in considerazione operazioni di rendering delle pagine web di uno store musicale, di transcodifca audio e di aggiunta dei file su Windows Media Player;
    • Communication : sono avviati tre task simultanei che eseguono operazioni di crittazione e compressione dei dati, gestione delle emaile e delle regole, rendering di pagine web, decrittazione dei dati e utilizzo di Windows Defender
    • Productivity : sono avviati quattro task simultanei che eseguono l’editing di testi, gestiscono la ricerca di contatti ed email in Windows, eseguono il rendering di pagine web e caricano applicazioni dal disco fisso.

Le due piattaforme in prova dispongono esattamente della stessa APU AMD E-350 “Zacate”: essa dispone di due core CPU funzionanti alla frequenza di 1,6GHz ed ha un die di 74mm^2 in cui sono inclusi circa 400 milioni di transistor con gate a 40nm.


La APU Zacate E-350 vista da CPU-Z

Tanto la scheda madre ASUS quanto quella Sapphire prevedono lo stesso posizionamento per la APU che si trova a pochi centimetri dal chip FCH, tanto da poter essere raffreddati assieme da un solo dissipatore come accade per il modello  E35 M1-M Pro.


APU e FCH sulla ASUS E35 M1-M Pro


APU e FCH sulla Sapphire PURE Fusion Mini E350

Alcuni benchmark sintetici ci aiuteranno a comprendere il livello di potenza espresso dalla CPU dei due sistemi in prova, messi a confronto con il diretto avversario Atom D510 montato su piattaforma Ion e con altri sistemi mobile basati sulla processore Atom e Intel Pentium SU4100.


SiSoft SANDRA: ALU, FPU ed MMX/SSE

Dalle rilevazioni sulle unità di calcolo ALU, FPU ed MMX/SSE effettuate con il SiSoft SANDRA, possiamo notare come vi sia una sostanziale parità fra le due piattaforme con APU AMD E-350. Mediamente queste sono in pari anche con la soluzione basata su CPU Atom D510 e chipset NVIDIA Ion che garantisce maggiori performance nei test sulle unità multimediali compensate da numeri inferiori nei test sulle unità di calcolo.


SiSoft SANDRA: crittografia

La gestione di algoritmi di crittografia , rispondenti agli standard AES e SHA a 256-bit, vede le due piattaforme ASUS e Sapphire con APU AMD E-350 avere la meglio su tutti gli altri sistemi in prova, sia quello con Atom D510 che addirittura quello con CPU Intel Pentium SU4100 ULV.


Fritz Chess Benchmark

Guardando un altro benchmark capace di sfruttare al meglio i sistemi multi CPU come Fritz Chess , il sistema Atom D510 riesce a fare molto bene grazie all’utilizzo della tecnologia Intel Hyper-Threading che garantisce la presenza di 4 core logici a fronte di soli due core fisici. I sistemi con APU AMD E-350 restano comunque incollati al concorrente, segno che la potenza di ogni singolo core è davvero molto interessante. Una delle principali differenze fra l’implementazione di ASUS e quella di Sapphire sta nella tipologia di memorie RAM supportate. La prima prevede due slot per tradizionali memorie DDR3 desktop con frequenza di funzionamento di 1066MHz single-channel. Gli slot sono posizionati fra la APU ed il bordo esterno intervallati dal connettore di alimentazione ATX a 24 poli e dai connettori Serial ATA.


Slot per memorie sulla ASUS E35 M1-M Pro

Sulla Sapphire PURE Fusion Mini E350 sono stati integrati invece due slot per memorie SoDimm con compatibilità per moduli DDR3 800 e 1066. Anche in questo caso non è possibile configurarle in modalità dual channel e gli slot restano posizionati fra la APU ed il bordo esterno ma non dalla parte del connettore di alimentazione ATX.


Slot per memorie sulla Sapphire PURE Fusion Mini E350

Eseguiamo nuovamente alcuni benchmark sintetici per valutare le performance del sottosistema memorie. A tal proposito occorre tenere a mente che, a causa delle evidenti differenze fra i sistemi provati, esisteranno altrettanti differenze in termini di banda dati delle memorie.


SiSoft SANDRA: memorie

La disponibilità di un singolo canale da 64-bit che collega la CPU alle memorie di sistema non permette di ottenere una banda dati elevata: per la ASUS E35 si ferma a circa 2,7 GB/s per salire a poco più di 3,4 GB/s nella soluzione Sapphire (ricordiamo che la prima utilizza moduli di memoria DIMM DDR3 e la seconda moduli SoDIMM DDR3). Il sistema Atom D510 si posiziona a metà strada fra le due piattaforme basate su APU AMD. Le due schede madri, grazie all’utilizzo del chip FCH Hudson-M1 A50M, utilizzano un controller disco Serial ATA 3 nativo che supporta fino a 5 connessioni interne a 6Gb/s ed una external SATA.


Connettori SATA 3 sulla ASUS E35 M1-M Pro

La scheda madre ASUS E35 M1-M Pro prevede 4 connettori SATA 3 posizionati sul bordo del PCB ed un quinto, installato in senso verticale, posto proprio dietro il gruppetto appena citato.


Connettori SATA 3 sulla Sapphire PURE Fusion Mini E350

Sapphire ha scelto una diversa configurazione con tre connettori in senso verticale e due in senso orizzontale tutti raggruppati al fianco dei due slot per le memorie.

Per testare le potenzialità del controller Serial ATA 3.0 abbiamo utilizzato un disco secondario Western Digital Caviar Blue da 320GB SATA 2. La comparazione avviene solo fra la piattaforma ASUS e quella Sapphire in quanto negli altri casi non abbiamo alcun controller SATA 3.0: ma, soprattutto, si tratta di sistemi chiusi sui quali non possiamo collegare il nostro hard disk di prova.


Banda dati su controller SATA 3

La scheda madre Sapphire PURE Fusion Mini E350 riesce a garantire mediamente prestazioni superiori, in termini di banda dati disco, rispetto alla scheda madre ASUS E35 M1-M Pro. Nelle operazioni di lettura le due soluzioni sono molto vicine ma in quelle di scrittura la Sapphire mostra valori superiori di 5MB/s.


Tempi di accesso su controller SATA 3

In quanto a tempi di accesso siamo su valori molto simili, con la Sapphire che continua a brillare nelle operazioni di scrittura e la ASUS che mostra numeri leggermente migliori in lettura.


Occupazione CPU su controller SATA 3

Anche i dati sull’occupazione di CPU danno ragione all’implementazione di casa Sapphire, ferma attorno al 25%. Con la scheda madre ASUS si sale addirittura al 30 per cento. In generale una così elevata occupazione della CPU non è buon segno: i controller Serial ATA, anche su piattaforme low-cost come quella concorrente Atom, non superano il 2-3 per cento del tempo di CPU sia in operazioni di lettura che di scrittura.

ASUS E35 M1-M Pro Sapphire PURE Fusion Mini E350

Anche se si tratta di due sistemi molto piccoli e dal costo coscienzioso, ASUS e Sapphire hanno integrato gli ultimi ritrovati della tecnologia in fatto di comunicazione. Le piattaforme dispongono infatti di connessioni USB 3.0 e Gigabit LAN, oltre a tutte le altre che abbiamo già visto.


Connettori USB 3.0 e Gigabit LAN sulla ASUS E35 M1-M Pro


Connettori USB 3.0 e Gigabit LAN sulla ASUS E35 M1-M Pro

Le connessioni USB 3.0 sono state realizzate tramite bridge ASM 1043 di ASMedia per la ASUS E35 M1-M Pro. Sapphire ha invece scelto il più noto chip NEC D720200 , già incontrato su molte altre soluzioni tipiche desktop.

Controller USB3
ASUS E35 M1-M Pro
Controller USB3
Sapphire PURE Fusion Mini E350

Le prestazioni dei controller USB 2.0 e USB 3.0 sono state misurate mediante l’utilizzo di un disco rigido esterno Freecom da 1TB USB 3.0 e del software HD Tune Pro. Di seguito le prestazioni di quello USB 2.0:


Prestazioni controller USB 2.0

Quel che rileviamo circa il controller USB 2.0 sono numeri non all’altezza della piattaforma concorrente. Fra le due soluzioni analizzate in questa recensione, la ASUS risponde in maniera più adeguata con prestazioni mediamente superiori a quelle offerte dalla Sapphire. Resta invece molto alta la percentuale di occupazione della CPU.

Passando al controller USB 3.0, abbiamo effettuato test solo sulle due piattaforme con APU AMD. Nessuna delle altre incluse in questa comparativa offre infatti una simile feature.


Prestazioni controller USB 3.0

La banda dati in lettura e scrittura offerta dalla piattaforma ASUS risulta essere davvero eccellente, ben superiore a quella della Sapphire PURE Fusion. I tempi di accesso sono invece gli stessi a testimonianza che i due controller non sono causa di particolari ritardi o problemi. È bene comunque notare come, grazie al supporto USB 3.0 , queste due piattaforme riescano a raggiungere una banda dati di circa 80MB/s contro gli scarsi 30MB/s che si ottengono dalle piattaforme rivali con connessione USB 2.0.

Tornando al confronto ASUS-Sapphire sul controller USB 3.0, l’occupazione di CPU gioca in favore della seconda, specie nelle operazioni di scrittura. Come visto con il controller Serial ATA, anche in questo caso ci troviamo a dati di sfruttamento del tempo di CPU molto più elevati di quelli che solitamente rileviamo, sempre inferiori al 5 per cento.

Controller LAN

Per valutare le prestazioni del controller LAN integrato abbiamo utilizzato un sistema secondario sul quale abbiamo installato una scheda di rete Gigabit LAN di produzione Zyxel. Sul computer di prova e su quello di riferimento abbiamo fatto girare il software Microsoft NTttcp in modalità Receiver e Sender , e abbiamo registrato i valori ottenuti.


Controller LAN: banda dati


Controller LAN: occupazione CPU

Entrambe le schede madri riportano valori di banda dati discreti nel caso di ricezione ma non altrettanto nel caso di invio dei dati, visto che ci si ferma sui 500Mbit/s. Male per l’occupazione di CPU.

Visto che il problema dell’elevata occupazione di CPU sembra essere comune a tutti i test effettuati sui diversi controller disponibili onboard, abbiamo deciso di indagare più a fondo. Abbiamo lasciato dunque il sistema a riposo e monitorato l’andamento di tale parametro:


Occupazione CPU in IDLE

Come visibile nel task manager di Windows rileviamo un’occupazione di CPU molto vicina a zero, tranne alcuni spike dovuti principalmente all’attività di alcuni componenti del sistema operativo ma comunque non sufficienti a giustificare le percentuali di occupazione viste in precedenza.


Occupazione CPU con benchmark attivo

Continuando a monitorare la situazione abbiamo avviato uno dei benchmark fra quelli che hanno riportato un’anomala occupazione del tempo di CPU. Come si vede, durante la sua esecuzione la CPU risulta realmente molto occupata con un andamento che non riflette più i soli spike notati in precedenza.

Su questa problematica abbiamo già chiesto spiegazioni ad AMD e siamo in attesa di una risposta concreta.

Controller audio

I sistemi audio integrati sulle schede madri in prova differiscono non tanto per il chip utilizzato (a volte è esattamente lo stesso) quanto per il modo in cui è realizzata la circuiteria. Su questa sezione pesa molto sia la qualità dei componenti che il routing dei segnali. Per cercare di capire qual è la qualità di ingressi ed uscite analogiche, colleghiamo una scheda audio secondaria di fascia alta (Auzentech X-Fi) e la utilizziamo per campionare il segnale in uscita dal controller integrato (valutazione dell’output) o per inviare, allo stesso, un segnale in ingresso (valutazione dell’input).


Controller audio: qualità

Il software RightMark Audio Analyzer ci fornisce un quadro di insieme, preso in questo caso alla frequenza di campionamento di 44,1KHz e risoluzione di 16bit, dal quale possiamo notare una sostanziale parità fra le due soluzioni in prova. Se proprio vogliamo essere pignoli potremmo concedere un leggero vantaggio alla scheda madre ASUS, che mostra livelli di distorsione di poco inferiori a quelli della Sapphire.

Frequency
response
Dynamic
range
Noise
level
Stereo
Crosstalk
THD

Portandosi su frequenze di campionamento più elevate e risoluzione superiore, rispettivamente pari a 96KHz e 24bit, vediamo portarsi avanti la soluzione di casa Sapphire che riesce a garantire una risposta in frequenza decisamente migliore alle alte frequenze. Restano invece su valori comparabili le altre grandezze.

Frequency
response
Dynamic
range
Noise
level
Stereo
Crosstalk
THD

Un ulteriore spunto interessante circa le piattaforme che stiamo analizzando è quello legato alla dissipazione. Visti i consumi molto contenuti dei due principali chip, APU E-350 e FCH A50M, sia ASUS che Sapphire hanno utilizzato un sistema di dissipazione con dimensioni molto contenute, specie se consideriamo che questi potrebbero essere gli unici dissipatori presenti nell’intero sistema (fatto salvo quello dell’alimentatore).

ASUS ha optato per un unico blocco in alluminio anodizzato la cui base è posta a contatto sia con il chip FCH che con la APU.


Il dissipatore della ASUS

Il produttore taiwanese richiede che sul blocco dissipante venga montata una ventola di piccole dimensioni disponibile fra gli accessori della scheda madre.


Il dissipatore con ventola montata

Noi in realtà abbiamo provato il sistema anche senza ventola viste le dimensioni del blocco dissipante. Vi racconteremo a breve come è andata.


Anche con sistema di dissipazione passivo

Sapphire ha invece scelto una soluzione più spartana che prevede due piccoli dissipatori indipendenti, uno sulla APU dotato anche di ventola ed uno sul chip FCH.


I dissipatori della scheda Sapphire

Rileviamo dunque le temperature raggiunte dal corpo del dissipatore utilizzando un termometro digitale con sonda a contatto, precisione di ±1C e risoluzione di 0,1C. La sonda viene appoggiata lateralmente al dissipatore e viene tenuta ferma con del nastro biadesivo.


Temperature rilevate sul dissipatore

Le temperature massime misurate sul corpo del dissipatore vanno dai 29,4C della ASUS ai 36C della Sapphire nel caso in cui teniamo accesa la piccola ventola. Sulla ASUS abbiamo provato a staccare la ventola e tutto sommato, abbiamo registrato una temperatura accettabile, pari a 51C circa: ciò significa che se integrate tale piattaforma all’interno di un case dotato di una ventola di areazione potrebbe essere sufficiente il solo dissipatore senza elemento attivo. Con la scheda Sapphire non è stato possibile agire in tal senso in quanto il sistema non rimane stabile a causa delle elevate temperature raggiunte.

ASUS E35 M1-M Pro (con ventola) Sapphire PURE Fusion Mini E350

Per valutare la stabilità del sistema abbiamo avviato una sessione di stress test con Everest e registrato i valori di temperatura raggiunti dalla APU con Core Temp . In entrambi i casi restiamo nel range da 56 a 58C, valori più che accettabili.


Rumorosità in dBA

A livello di rumorosità appare chiaro che dal confronto la ASUS esce vittoriosa: fatta salva la possibilità di usarla senza ventola, anche con ventola installata la scheda E35 M1-M Pro è più silenziosa della soluzione Sapphire. Su quest’ultima, comunque, la velocità della ventola è stata ridotta in fabbrica rispetto alle sue effettive potenzialità. Sistemi come quelli analizzati in questo articolo sono chiamati a rappresentare un perfetto connubio fra consumi, costi e prestazioni. Essi devono riuscire a svolgere perfettamente tutti i compiti di un PC medio, integrarsi all’interno di case di piccole dimensioni, offrire ridotti livelli di consumi e dissipazione e costare poco.

Per ridurre i consumi si fa affidamento principalmente sulla APU AMD E-350 accoppiata con il chip FCH Hudson, che insieme prevedono un assorbimento massimo di 23W circa. Ai produttori delle schede madri tocca realizzare una circuiteria di alimentazione efficiente ed utilizzare componenti accessori che siano rispettosi dei consumi.


I due elementi principali

ASUS utilizza una circuiteria a tre fasi realizzata con componenti discreti per la sezione di alimentazione della APU.


ASUS E35 M1-M Pro, sezione di alimentazione

Sapphire ha invece optato per una circuiteria a due fasi realizzata sempre con componenti non integrati. Evidentemente lo spazio ristretto a disposizione di questa scheda non ha permesso di andare oltre e da quanto abbiamo rilevato due fasi sono più che sufficienti per fornire tensioni perfettamente stabili al piccolo chip AMD.


Sapphire PURE Fusion Mini E350, sezione di alimentazione

Entrambe le motherboard necessitano, per il loro buon funzionamento, di un connettore di alimentazione ATX a 24 poli e di un connettore ATX 12V a 4 poli. Il posizionamento delle due connessioni sulla piattaforma ASUS è da manuale: messi vicino ai bordi esterni evitano che i cavi ad essi collegati creino intralcio ad eventuali periferiche PCI o PCI Express installate o al flusso d’aria del dissipatore.


Connettori di alimentazione sulla ASUS E35 M1-M Pro

Sulla Sapphire rileviamo sì un ottimo posizionamento per il connettore ATX a 24 poli ma la non altrettanto per quello a 12V 4 poli il cui cavo potrebbe creare qualche intralcio in fase di installazione del sistema.


Connettori di alimentazione sulla Sapphire PURE Fusion Mini E350

I consumi sono stati valutati alla fonte utilizzando un wattmetro digitale di precisione e rilevando i dati in tre differenti situazioni:

  • IDLE : il sistema viene lasciato scarico con visualizzato il solo desktop di Windows. In laboratorio controlliamo che non vi siano processi attivi sia sulla CPU che sul disco fisso.
  • WPrime : sul sistema viene avviato il software WPrime che crea un grosso carico su tutti i core della CPU e ci permette di controllare gli assorbimenti massimi nel caso di applicazioni che sfruttano a dovere il processore.
  • 3DMark06 : avviamo il benchmark di Futuremark e registriamo il massimo valore assorbito nel primo test. Questo ci permette di valutare un assorbimento in condizioni di utilizzo miste che prevedono l’utilizzo della CPU e del chip grafico.

In ogni caso ai consumi rilevati viene applicato un fattore correttivo non lineare che tiene conto dell’efficienza (anch’essa rappresentata da una curva non lineare) dell’alimentatore alle diverse potenze assorbite.


Consumi in W. A valori inferiori corrispondono prestazioni superiori

Dai numeri rilevati ricaviamo un duplice aspetto: la scheda madre Sapphire pensata per sistemi di più piccola taglia e dunque dotata anche di meno “ferraglia” onboard garantisce consumi tutto sommato più contenuti con un vantaggio massimo di circa 5W sulla concorrente. Ben diverso il discorso del confronto con la piattaforma Intel Atom + NVIDIA Ion, che riesce a garantire consumi nettamente inferiori aiutati però da tutti i componenti di contorno (ricordiamo che il sistema Atom D510 è un nettop preassemblato con componenti mirati al risparmio energetico). > Il core grafico integrato nel die della APU AMD E-350 risponde al nome Radeon HD 6310 e garantisce supporto per le API DirectX 11 con Shader Model 5.0.


Il chip grafico integrato

Su entrambe le piattaforme sono state integrate tre uscite video: una VGA classica, una DVI ed una HDMI, ed è possibile usarne due contemporaneamente per pilotare altrettanti display in maniera indipendente.


Uscite video sulla ASUS (a sinistra) e sulla Sapphire (a destra)

Pur essendo consci che sistemi di questo genere non possono essere impiegati come macchine gaming, le applicazioni 3D risultano molto utili per avere un quadro completo della situazione.


3DMark 06

Stando a quanto rileviamo con il 3DMark06 la piattaforma Sapphire PURE Fusione Mini E350 garantisce prestazioni leggermente superiori a quelle della ASUS E35 M1-M Pro. Le due soluzioni non riescono però a battere l’accoppiata Atom D510 e NVIDIA Ion.


Call of Juarez (DirectX 10)

Con i titoli 3D “veri”, come Call of Juarez , la scheda Sapphire continua a restare leggermente superiore alla rivale ASUS e stavolta entrambe superano la diretta rivale firmata Intel e NVIDIA.


Prey (DirectX 9)

Con Prey , al contrario, è il sistema con CPU Atom D510 a portare a casa la vittoria con le due proposte a base AMD APU E-350 ad occupare la seconda posizione pari merito.

Valutiamo ora quanto sia fluida la riproduzione di contenuti video in alta definizione tratti da Youtube . Utilizziamo per questo il trailer del film Avatar alle risoluzioni di 360p, 720p e 1080p e, grazie allo strumento Performance integrato in Windows 7, controlliamo l’occupazione della CPU.


Occupazione CPU con playback video

Le due piattaforme con APU AMD restituiscono esattamente gli stessi valori non mostrando quasi alcuna variazione nel passaggio da una risoluzione all’altra. La rivale Intel Atom D510 + Ion riesce a garantire un’occupazione pari a circa la metà grazie alla disponibilità di quattro core logici invece di due. Le altre piattaforme, non disponendo di un chip grafico capace di accelerare i contenuti video, devono per forza contare sulla sola CPU e questo fa si che l’occupazione sia non solo maggiore, ma anche dipendente dalla risoluzione del video.

Per mostrarvi cosa accade con l’accelerazione hardware della APU E-350, abbiamo installato una versione del plugin Flash non compatibile con tale tecnologia.

360p con accelerazione video 360p senza accelerazione video

Il risultato è ben visibile negli screenshot qui in alto: alla risoluzione di 360p si nota un’occupazione di CPU decisamente superiore ma che comunque non inficia il buon funzionamento del sistema.

1080p con accelerazione video 1080p senza accelerazione video

Passando alla risoluzione Full HD le cose cambiano radicalmente impedendo addirittura la corretta riproduzione del video.

Visto che uno dei possibili ambiti di utilizzo della piattaforma Brazos potrebbe essere proprio nella realizzazione di sistemi HTPC, abbiamo valutato le sue potenzialità in quanto a riproduzione di flussi video Full HD su Blu-ray disc. Per farlo abbiamo utilizzato il film Spiderman 3 con player PowerDVD 10 .

Blu-ray 1080p
con accelerazione video
Blu-ray 1080p
senza accelerazione video

Tanto con accelerazione hardware attivata che disattivata, otteniamo una risposta eccellente da parte delle due soluzioni con chip AMD. Come si vede dai grafici, in entrambi i casi siamo su valori medi del 20 per cento circa di occupazione della CPU. >>> Dopo aver analizzato le componenti di base dei due sistemi in prova, ci accingiamo a valutarne le prestazioni in svariati ambiti di utilizzo comune. Gli argomenti legati al rendering delle immagini ed alla compressione dei file potrebbero non sempre essere rappresentativi di una piattaforma nettop, ma ciononostante offrono uno strumento prezioso per creare un quadro più generale.


7-zip: benchmark

Cominciamo proprio con 7-zip , andando ad osservare dapprima i numeri restituiti dal benchmark integrato che prende in considerazione la potenza, espressa in MIPS, della sola CPU, quasi senza considerare l’influenza su operazioni di questo genere di memorie, chipset e disco fisso. Le due piattaforme E35 M1-M Pro e PURE Fusion Mini E350 mostrano valori simili, leggermente migliori per l’implementazione di Sapphire, ma comunque inferiori a quelli offerti dalla piattaforma Intel Atom D510 dual-core con chipset NVIDIA Ion.


7-zip: utilizzo reale. A valori inferiori corrispondono prestazioni superiori

Come avevamo previsto, il valore restituito dal benchmark integrato non sempre è indicativo delle reali prestazioni del sistema. Effettuando una prova sul campo (compressione ed estrazione di una cartella da 5,36GB contenente 4.379 file di diversa dimensione e tipologia) rileviamo che sono proprio i nuovi sistemi Sapphire ed ASUS con APU AMD E-350 ad avere la meglio su tutto il restante gruppo di prodotti, spodestando la piattaforma Atom D510 + NVIDIA Ion.


Cinebench 10

Nelle operazioni di rendering delle immagini con il benchmark Cinebench 10 (legato al rispettivo software Cinema 4D) sono ancora le due piattaforme ASUS e Sapphire a vincere la sfida contro la rivale basata su CPU Atom D510 e chipset Ion. Il divario risulta davvero notevole sia nelle performance single-core che in quelle multi-core. Meglio però porre l’accento sul fatto che la soluzione Intel-NVIDIA mostra prestazioni quasi triplicate passando dal rendering a singola CPU a quello multiple CPU, grazie alla tecnologia Intel Hyper-threading. La APU AMD E-350 si avvicina invece “solo” al doppio, disponendo di due core (sia fisici che logici).


PovRay. A valori inferiori corrispondono prestazioni superiori

Che le prestazioni del singolo core integrato nelle APU AMD E-350 siano ottime lo rileviamo anche dai test effettuati con Povray. Questo software sfrutta molto poco, infatti, le potenzialità di sistemi multi-core e mostra come il tempo impiegato nel concludere un’operazione di rendering dai due sistemi ASUS e Sapphire in prova risulti essere quasi la metà di quello impiegato dalla piattaforma Atom D510. Il sistema Intel Pentium SU risulta però imbattibile. > Uno degli ambiti che sta riscuotendo la maggiore attenzione negli ultimi anni è quello della transcodifica video. La disponibilità a prezzi sempre più abbordabili di videocamere digitali, la presenza di una webcam su ogni dispositivo mobile e, al contempo, la grande varietà di mezzi con i quali l’utente fruire dei contenuti video, fa sì che le necessità di rendere digeribile tali contenuti per ogni specifica piattaforma siano sempre più importanti.


Auto Gordian Knot. A valori inferiori corrispondono prestazioni superiori

I tempi di transcodifica di un DVD intero (Codice Swordfish) in formato XviD danno ragione alle due piattaforme Sapphire ed ASUS basate su componenti AMD. Rispetto alla piattaforma Atom D510, si risparmiano oltre 3mila secondi, ovvero 50 minuti.


Handbrake. A valori inferiori corrispondono prestazioni superiori

Se utilizziamo il software Handbrake per trasformare l’intero DVD di Codice Swordfish in un formato adatto a dispositivi Apple iPod notiamo una sostanziale parità fra le due piattaforme con APU AMD E-350 e quella con Atom D510 + Ion. In questo caso il sistema mobile con CPU Intel Pentium SU4100 è in grado di dare il meglio di sé.


MainConcept Reference. A valori inferiori corrispondono prestazioni superiori

Le operazioni di conversione video effettuate mediante il software professionale Main Concept Reference lasciano ancora una volta un bel vantaggio alle due soluzioni con APU AMD E-350 nei confronti della loro diretta rivale Intel Atom D510.

Per terminare questa rassegna di applicazioni abbiamo cercato di valutare anche software di transcodifica video in grado di sfruttare la potenza del chip grafico integrato. Le soluzioni AMD utilizzano la tecnologia APP (Accelerated Parallel Processing) per eseguire sulla GPU calcoli di tipo General Purpose massicciamente paralleli (si tratta della diretta rivale della tecnologia NVIDIA CUDA). I due software Arcsoft Media Converter 7 e Cyberlink Media Espresso permettono di sfruttare entrambe le tecnologie di casa AMD e NVIDIA per eseguire operazioni di transcodifica video.


Arcsoft Media Converter 7. A valori inferiori corrispondono prestazioni superiori


Cyberlink Media Espresso. A valori inferiori corrispondono prestazioni superiori

I valori da noi rilevati mostrano due situazioni differenti: le piattaforme basate su APU AMD garantiscono un buon incremento di performance a seguito dell’attivazione della tecnologia APP (codifica hardware), passando da circa 800 secondi a soli 500 secondi nella conversione con MC7 e da 380 secondi a 230 secondi circa nella conversione con ME. La piattaforma concorrente Atom D510 + NVIDIA Ion, invece, fa meglio utilizzando una codifica software nella quale non viene utilizzata la GPU ma solo la CPU.

Fatta salva l’efficienza delle tecnologie APP e CUDA, rileviamo che in generale la piattaforma con APU AMD E-350 riesce a battere sonoramente quella Intel/NVIDIA solo nel caso in cui APP sia attivata. Sfruttando la sola potenza di CPU, invece, i tempi necessari alla transcodifica risultano essere molto simili. > Per concludere la nostra sessione di test relativi alle performance, mostriamo i risultati ottenuti con la suite PCMark Vantage di Futuremark e con altri software di utilizzo generico.


PCMark Vantage

Abbiamo evidenziato i risultati (in cima) ottenuti nel test sulle memorie e sul disco fisso, uniche componenti che tutto sommato possono differire da una piattaforma all’altra. Come si vede in questo caso i numeri sono tutti molto vicini, dunque possiamo ipotizzare che la loro influenza sugli altri test sia decisamente contenuta.

È perciò facile individuare i vincitori di questa serie di test: le due piattaforme Sapphire ed ASUS con APU AMD E-350 riescono a surclassare nettamente nella quasi totalità dei casi la piattaforma con CPU Intel Atom D510 e chipset NVIDIA Ion. I circa 500 punti in più ottenuti sull’indice complessivo derivano in buona parte dalla migliore risposta ai test Communication , Music e Productivity (si vedano le impostazioni di test per maggiori dettagli circa i singoli benchmark), ma per le due piattaforme AMD Based le cose vanno bene anche in termini di grafica 3D.


Navigazione web

Sistemi di questo genere non possono esimersi dal fornire un’adeguata potenza per poter navigare in Internet in maniera comoda ed efficiente. Peacekeeper ci dice, in effetti, che nella navigazione le performance garantite dalle due piattaforme ASUS e Sapphire sono decisamente più elevate di quelle cui ci ha abituato la soluzione Atom, mostrando un valore quasi doppio e molto vicino a quello del sistema Intel Pentium SU4100. > Grazie alla nuova piattaforma Brazos, AMD può dire di essere entrata definitivamente nel segmento dei sistemi nettop. Operazione sinora tentata solo con processori "adattati", ma oggi presa seriamente in considerazione dal produttore di Sunnyvale che propone una CPU (o meglio una APU) tuttofare, unita a un chipset all’avanguardia.

Le due piattaforme da noi analizzate usano il modello E-350 che, fra le quattro nuove APU AMD, rappresenta la soluzione top di gamma con due core fisici, frequenza di funzionamento di 1,6GHz e chip grafico Radeon HD 6310 integrato nel die. Ad esso è stato abbinato un chip FCH con supporto per SATA 3 ed architettura PCI Express. Una miscela esplosiva che garantisce ai sistemi low-cost e nettop nuovi livelli di prestazioni.

Nel corso della nostra estensiva analisi abbiamo rilevato come il diretto concorrente, individuato nei sistemi Atom dual core con chipset NVIDIA Ion, sia mediamente più lento in particolare con software e applicazioni di utilizzo quotidiano. C’è invece sostanziale parità nel caso di giochi 3D, mentre va meglio l’accoppiata NVIDIA-Intel con la decodifica dei flussi video HD. La possibilità di sfruttare anche gli algoritmi GPGPU di software ottimizzati allo scopo permette di eseguire comodamente operazioni solitamente ritenute molto pesanti ed appannaggio solo di sistemi di grossa taglia anche su queste piattaforme: abbiamo visto come sia possibile risparmiare il 50 per cento del tempo nella transcodifica video effettuata con Media Converter 7 o Media Espresso.

L’impressione generale, nel raffronto "AMD APU" vs "Intel Atom + NVIDIA Ion", è che il grosso del vantaggio sia nascosto nei core CPU, non tanto nel chip grafico. Se però oltre alla potenza consideriamo anche le features , allora non c’è storia: nessuno altro offre supporto a tecnologie di ultima generazione come DirectX 11 o UVD 3. Aggiungendo a tutto ciò anche la compatibilità con gli standard USB 3.0 e SATA 3, allora difficilmente possiamo trovare un vero concorrente per questa piattaforma.

Andando oltre i numeri che abbiamo riportato nei vari grafici e tabelle, ci siamo trovati di fronte a due sistemi tutto sommato molto reattivi e ben lontani da quei pessimi tempi di risposta e inesistente feeling dei primi nettop che utilizzavano CPU Atom single-core e chip grafico Intel GMA. Un PC dotato di APU AMD E-350 è in grado di svolgere in maniera egregia i compiti per cui è stato progettato, permettendo all’utente di navigare, vedere film a risoluzione standard o in alta risoluzione, compresi quelli Full HD disponibili su supporti Blu-ray, gestire la propria collezione di brani musicali o di foto. Anche se si decide di impiegarla in ambito office, piattaforme come la ASUS E35 M1-M Pro o la Sapphire PURE Fusion Mini E350 garantiscono un buon supporto a tutti i compiti di editing di testi, gestione di fogli di calcolo o creazione di presentazioni multimediali.

Ne sconsigliamo l’utilizzo, invece, con applicazioni professionali, di sviluppo software e di creatività (web creation, audio, video e foto editing), soprattutto se tali programmi non sono ottimizzati per sfruttare la tecnologia AMD APP.

Se dunque pensate che una simile piattaforma possa fare al caso vostro, la scelta fra la soluzione Sapphire e quella ASUS andrebbe effettuata tenendo in considerazione che la prima permette di realizzare sistemi davvero molto piccoli, integrati in case orizzontali o verticali di tipo miniITX e con componenti mobile a basso consumo (in particolare memorie SoDIMM e schede aggiuntive mini PCI Express), mentre la seconda garantisce una maggiore espandibilità (uno slot PCIe x16, uno slot PCIe x1 e due slot PCI) ed una rumorosità più contenuta.

Entrambe le piattaforme offrono mediamente lo stesso livello di prestazioni con differenze solo sui controller USB (meglio per la ASUS) e Serial ATA (meglio per la Sapphire). Molto interessante invece la possibilità di utilizzare la scheda madre ASUS anche senza ventola sul dissipatore nel momento in cui avete già una ventola nel case che crea un flusso d’aria nelle vicinanze della APU. In tutti e due i casi il produttore mette a disposizione dell’utente un connettore PCI Express x16 (connesso però a sole 4 linee elettriche) sul quale potete installare una scheda grafica (non ve lo consigliamo a meno di particolari configurazioni) oppure una qualunque altra periferica PCIe.

Passando alle note dolenti, qualche problema l’abbiamo rilevato nelle percentuali di occupazione della CPU ad opera dei vari benchmark sui controller SATA, USB e LAN. In tali casi ci aspettavamo numeri inferiori al 5 per cento, mentre ci siamo avvicinati (o addirittura superato) il 30.

ASUS ( www.asus.com )
Sapphire ( www.sapphiretech.com

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