PI Hardware/ Packard Bell Easynote TS13HR

La nuova piattaforma Sandy Bridge di Intel alla prova. Nessuna traccia del bug del chipset, ma un notebook che sorprende per le prestazioni soprattutto del comparto CPU

Mentre la tempesta infuria al di fuori della finestra, seduti comodamente nella nostra redazione stiamo conducendo un certo numero di test su piattaforme Sandy Bridge mobile . Intel ha ormai fermato la produzione dei chipset difettosi che presentano un bug che affligge il controller SATA integrato. Purtroppo, però, anche tutto l’indotto è bloccato e i produttori partners dell’azienda, i distributori, i rivenditori hanno ritirato i prodotti dal mercato in attesa di una prima ondata che comprenderà i modelli che non presentano problemi, e di una seconda che sarà invece basata sulla nuova revisione del chipset, immune dal difetto.

I nuovi computer desktop e notebook arriveranno entro il mese di marzo o probabilmente aprile: quelli già immessi sul mercato saranno sostituiti secondo politiche differenti a seconda del produttore, ma in generale senza costi per l’acquirente.

In tutto questo marasma, abbiamo sui nostri banchi di prova almeno cinque prodotti basati su chipset P67 ed H67, nessuno che possa essere al momento identificato dalla targhetta difettoso . Riteniamo di essere fortunati o probabilmente il tempo non ha ancora fatto il suo corso. In aggiunta abbiamo a disposizione anche un paio di notebook basati su Sandy Bridge e l’articolo di oggi verterà proprio su uno di essi.

Prodotto da Packard Bell sotto il marchio Easynote TS13HR , questo notebook nasconde un’anima basata sulla nuova piattaforma Intel Huron River che prevede un chipset PCH Cougar Point, controller di rete WiFi, controller Gigabit LAN e CPU Sandy Bridge quad-core.


La roadmap di Sandy Bridge

Il modello esaminato dispone, in particolare, della CPU Sandy Bridge Core i7-2630QM che, come potete vedere dalla seguente tabella, si posiziona in una fascia medio-alta del mercato ed offre un TDP di 45W.


CPU Sandy Bridge

Di seguito riportiamo le specifiche tecniche complete del notebook Packard Bell Easynote TS13HR .

Processore e mainboard
Intel Core i7-2630QM (Sandy Bridge) Quad Core con frequenza di funzionamento nominale pari a 2 GHz, Turbo Mode fino a 2,9 GHz, 4×256 kilobytes di Cache L2, 6MB di Cache L3 condivisa, Intel Hyperthreading. La CPU è realizzata con processo produttivo a 32 nanometri e supporta le estensioni MMX, SSE 4.2, AVX a 256-bit, EM64T e VT-x. Manca invece il supporto per le estensioni VT-d (virtualizzazione delle periferiche di I/O) e per l’accelerazione delle istruzioni AES (specifiche dal sito Intel ).


Dati di targa della CPU


La cache della CPU montata

La scheda madre è una soluzione custom marchiata Packard Bell (probabilmente di produzione Acer) identificata dal nome SJV50_HR con BIOS versione V1.02 e chipset Mobile Intel HM65 Express .


Dati di targa della motherboard

Memoria di sistema
Il notebook dispone di 4GB di memoria DDR3 disponibile attraverso un singolo modulo di tipo PC3-8500 (DDR3 1066MHz) con timings impostati a 7-7-7-20. Questa configurazione non permette di attivare la modalità dual-channel per le memorie, perdendo così un minimo di performance rispetto ad una configurazione a doppio modulo. La scelta fatta da Packard Bell permette però di installare un secondo modulo e garantirsi facilmente 8GB di memoria RAM.


Dati di targa della RAM

Sottosistema Video
Il Packard Bell TS13HR sfrutta la tecnologia NVIDIA Optimus per garantire un ottimale bilanciamento fra prestazioni e consumi. Questo significa che questa tecnologia pilota il display sia tramite il controller grafico integrato nel die della CPU Sandy Bridge ( Intel HD Graphics 3000 ) che tramite la scheda grafica discreta GeForce GT 540M . La seconda interviene solo nel momento in cui c’è una richiesta di potenza grafica superiore, come ad esempio quando si avvia un gioco 3D o si riproducono contenuti in alta definizione.


Informazioni sulla scheda grafica integrata


Informazioni sulla scheda grafica discreta

Sottosistema Audio
Il notebook dispone di due altoparlanti stereo integrati collegati su un controller HDA, microfono monofonico, uscita jack per cuffie stereo ed ingresso jack per microfono esterno.

Disco Fisso
Sul Packard Bell in esame è stato installato un disco fisso Western Digital Scorpio Blue WD7500BPVT da 2,5 pollici con capacità di 750 Gigabytes, interfaccia di connessione Serial ATA 2, 8MB di buffer, velocità di rotazione dei piatti pari a 5400RPM, organizzato in una singola partizione. I consumi, secondo quanto specificato dal produttore , dovrebbero essere pari a 1,6W nelle operazioni di lettura e scrittura, 0,65W in IDLE e 0,2W in standby.


Dati di targa dell’hard disk

Unità ottica
Lettore e masterizzatore Blu-ray 4x, DVD-Super Multi 8X. Legge e scrive praticamente tutti i supporti ottici oggi in commercio.


Le caratteristiche dell’unità ottica

Sistema Operativo
Microsoft Windows 7 Home Premium a 64-bit.

Schermo
TFT LCD da 15,6 pollici con risoluzione pari a 1366×768 pixel (16:9), effetto glossy e retroilluminazione LED, tecnologia Diamond View.

Dimensioni e peso
Dimensioni pari a 381,6x253x25,2/33,2mm. Peso pari a 2,6 Kg con batteria in dotazione da 6 celle.

Batteria
6-celle da 4400 mAh, autonomia media di 4 ore, adattatore in dotazione da 90W.

Varie

  • Uscita VGA D-SUB 15 pin tradizionale
  • Uscita HDMI con audio e supporto HDCP
  • Bluetooth 3.0+HS / 2.1+EDR
  • Wi-Fi Lan 802.11n (Broadcom 802.11n)
  • Porta RJ-45 per Gigabit Ethernet con funzioni Wake-on-LAN (Broadcom NetLink Gigabit Ethernet)
  • 2 porte USB 2.0 + 1 porta USB 3.0
  • Jack audio IN e audio OUT
  • Kensington Lock
  • Lettore Memory Card
  • Webcam 1,3 megapixels (1280×1024) con microfono

Il contenuto della confezione

Design
Packard Bell punta sulla sua tradizionale tonalità di rosso creando una texture che assomiglia ad un tessuto sul coperchio completamente lucido. Un piccolo inserto di colore alluminio con il logo del produttore spezza l’uniformità della trama.

Sin da queste prime foto si nota la forma decisamente allungata del notebook dovuta principalmente al formato del display 16:9. Dopo l’era dei display 4:3, infatti, è stata l’occasione di quelli da 16:10 (tipica risoluzione di 1280×800 punti) ed ora tocca a quelli panoramici “tradizionali” (risoluzioni tipiche sono 1366×768 e 1600×900 pixel).


Il coperchio

Le zone della tastiera e del poggiapolsi sono nettamente separate grazie ad un design che prevede due fasce continue, senza interruzioni. Nera opaca quella dove è alloggiata la tastiera, rossa lucida l’altra.


Il notebook aperto

Nella zona sinistra del notebook sono state disposte le classiche porte che, quando utilizzate occupano un certo spazio a causa delle dimensioni dei connettori: in questo modo l’utente che utilizza un mouse (generalmente posizionato a destra) è agevolato nel suo lavoro quotidiano. Troviamo, in dettaglio, un connettore per la presa di alimentazione, una presa LAN RJ45, una porta video VGA D-SUB 15-pin per l’impiego con monitor esterni, una connessione HDMI, una porta USB 2.0 ed i due jack per ingresso microfonico e uscita cuffie/linea. Fra questa serie di prese è stata intervallata anche una grossa feritoia per lo sfogo dell’aria calda.


Il lato sinistro

A destra troviamo solo due connettori, uno di tipo USB 2.0 e l’altro compatibile con l’ultima versione dello standard, la 3.0. Il foro per blocco Kensington Lock è posizionato nell’angolo più alto, tale per cui anche fissando il notebook con una catena non avremo intralci nel suo utilizzo.


Il lato destro

L’unità ottica, piazzata al centro del profilo destro, è del tipo slide-out e si apre tramite pressione del tastino posto sul coperchio.


L’unità ottica

Il profilo frontale del notebook mostra la sezione superiore con il pannello LCD molto sottile che combacia perfettamente con la sezione inferiore. Non vi è alcun meccanismo di blocco in quanto sono le molle della cerniera stessa a tenere fermo il coperchio una volta chiuso.


La visione frontale

Nella parte frontale, a sinistra, Packard Bell ha integrato un comodo lettore di schede di memoria compatibile con i formati più comuni. Quattro led completano il quadro della situazione: essi indicano lo stato del sistema, l’attività del disco, lo stato della rete Wi-Fi e la presenza del collegamento alla corrente.


I LED di stato

Assolutamente anonima la parte posteriore che non nasconde le quasi grezze cerniere plastiche.


La visione posteriore

Tastiera, touchpad e webcam
La tastiera merita una certa attenzione in quanto eleva diversi punti di discussione. Packard Bell ha scelto di utilizzare una soluzione con tasti ad isola : questa sembra essere la moda del momento ma, come ogni cosa, ha i suoi pro ed i suoi contro. Esteticamente è molto accattivante, la solidità è garantita e viene completamente evitato il contatto tra monitor e tastiera quando si chiude il notebook. Gli errori di battitura sembrano però essere più frequenti.


La Tastiera

La digitazione appare abbastanza confortevole: la corsa dei tasti è breve e a metà strada un leggero click avvisa che ormai l’input è stato ricevuto.


Un’altra vista della tastiera

La tastiera è completa anche di pad numerico posizionato regolarmente a destra.


Il tastierino numerico

I tasti freccia hanno una dimensione ridotta rispetto agli altri: risultano scomodi nell’utilizzo con i videogiochi e a volte sono anche causa di possibili errori. Non capiamo, inoltre, per quale motivo il tasto Invio sia praticamente attaccato al tasto cancelletto. Sarebbe stato possibile e corretto, a nostro avviso, farlo di dimensioni leggermente inferiori per garantire una spaziatura uguale a quella presente fra gli altri tasti.


I tasti freccia

Il touchpad ha una superficie molto liscia che non crea attrito al contatto con le dita, ma il materiale utilizzato è esattamente lo stesso di tutta la restante parte del poggiapolsi e per questo difficilmente si riesce a distinguerlo. Insomma, prima di abituarsi è facile sbagliare e muovere le dita su una zona non sensibile. La barra inferiore che nasconde i due tasti destro e sinistro, invece, è ben collocata ed offre la giusta resistenza al tocco.


Il touchpad

La webcam è incastonata al centro nella cornice superiore del display con il sensore da 1,3 Mpixel, in grado di catturare immagini fino alla risoluzione di 1280×1024 punti. Il microfono mono è posizionato alla sua destra e raccoglie fedelmente la voce dell’utente che sta di fronte, per garantire il necessario supporto alle chat vocali.


La Webcam

Tasti funzione, batteria e audio
Il pulsante d’accensione è stato posizionato nell’angolo superiore sinistro del piano tastiera, lontano da possibili interazioni involontarie. Quando il notebook è acceso un piccolo LED presente all’interno del tasto stesso si illumina di blu. Non sono presenti ulteriori tasti di servizio, in quanto le funzioni principali come controllo del volume, luminosità dello schermo, gestione dei moduli WiFi/Bluetooth, attivazione del touchpad e switch fra display integrato ed eventuale monitor esterno sono pilotate da quelli funzione in alto sulla tastiera.


Il tasto d’accensionè

Questi tasti possono essere impostati per default come tasti funzione oppure come tasti accessori direttamente dal bios del notebook, e si distinguono per avere una dimensione inferiore rispetto agli altri.


La schermata del BIOS

I controller WiFi e Bluetooth possono essere impostati in maniera indipendente: la pressione dell’apposito tasto avvia, infatti, una piccola applicazione che permette di scegliere se tenerli accesi entrambi, solo uno o nessuno.


Il software per WiFi e Bluetooth

La zona superiore del piano della tastiera ospita anche una sottile e lunga sezione forata sotto la quale sono alloggiati i due speaker stereo.


Vista dall’alto

La base del notebook prevede, oltre alla batteria, solo due altre zone apribili. Una di piccole dimensioni in alto a sinistra sotto la quale può essere alloggiato un modulo 3G opzionale, e una ben più grande atta a nascondere memorie RAM e disco fisso. L’appoggio è garantito da 4 piedini in gomma di un certo spessore, che aiutano a ridurre vibrazioni e rumorosità.


Il fondo del notebook


Le paratie rimosse

La batteria può essere sfilata dopo aver sganciato il fermo di colore arancio con una penna o altro sottile arnese: trattasi di un modello agli ioni di litio a sei celle, con capacità massima di 4400 mAh e 48Wh.


La batteria

La memoria RAM installata in questo notebook è pari a 4GB, tutti offerti da un singolo modulo: al prezzo della modalità dual-channel, viene lasciato libero uno slot per installare un secondo modulo di memoria senza dover eliminare quelli già presenti.


La memoria RAM

Impostazioni di prova
Per testare il notebook in oggetto abbiamo seguito alcune linee guida, ferma restando la configurazione così come ci viene consegnata dal produttore, sia in termini di hardware che di software (si leggano le eccezioni):

  • Ogni test è stato ripetuto per tre volte e se i valori di qualche test sembravano anomail il test stesso è stato ripetuto;
  • alla fine di ogni sessione di prova l’hard disk è stato formattato e si è ripetuta l’installazione del sistema operativo;
  • le uniche eccezioni che abbiamo fatto in questo caso riguardano la suite di sicurezza installata di default sul sistema,che è stata debitamente rimossa prima dell’esecuzione dei test;
  • per le specifiche dei singoli test vi rimandiamo alla relativa sezione dove trattiamo i risultati che ne derivano.

Le impostazioni di prova

Un’altra schermata del BIOS

Benchmark sintetici

  • Fritz Chess Benchmark : questo è un tool che misura la potenza del processore di sistema utilizzando il motore per la creazione di giochi di scacchi “Fritz 9 engine”. Il risultato del test è espresso in nodi per secondo medi. Il software è fortemente ottimizzato per girare in ambienti multicore ed è capace di attivare fino ad 8 thread contemporaneamente.
  • HD Tune Pro (versione 4) : utilizziamo questo benchmark per misurare la banda passante, l’occupazione di CPU ed altri parametri inerenti i controller disco e USB. Sui controller SATA colleghiamo un disco rigido WD Caviar Blue da 320GB SATA 2.0 oppure WD Caviar Blue da 320GB SATA 3.0, o ancora un SSD ADATA S599 da 120GB SATA 2.0 a seconda del test che vogliamo effettuare. Per testare il controller in modalità multi disco utilizziamo due dischi WD Caviar Blue da 320GB SATA 2.0.

Grafica 3D

  • 3DMark06 (versione 1.1.0 Professional) : ci permette di valutare le prestazioni grafiche 3D offerte dal sistema. Nel suo computo sono inclusi, in particolare, la CPU, la memoria di sistema ed il controller grafico.
  • World In Conflict (RTS): si tratta di uno strategico in tempo reale, che unisce a questo tipo di giochi una visuale simile a quella degli sparatutto in prima persona e che fa degli effetti particellari e della fisica le sue armi migliori.
  • Crysis: uno dei più indicativi titoli 3D DirectX 10 per effetti grafici e per l´utilizzo della fisica.
  • Alien vs. Predator : la versione originale progettata per console Atari subisce una profonda rivisitazione per essere adattata a sistemi DirectX 11, API delle quali sfrutta in particolare effetti SSAO ( Screen Space Ambient Occlusion ), ombre dinamiche e smooting delle curve dell’alieno.
  • Crysis Warhead : uno dei più indicativi titoli 3D DirectX 10 per effetti grafici e per l´utilizzo della fisica.
  • Far Cry 2: è dotato di un motore 3D evoluto, che fa uso intensivo di effetti DX10 e fisica.
  • Lost Planet 2 : nuova avventura d’azione sci-fi di CAPCOM, disponibile in versione DirectX 9 e DirectX 11, nella quale vengono pesantemente sfruttati effetti di tessellation.
  • Staker: Clear Sky (FPS): innovativo First Person Shooter DX10, con splendida gestione di luci, ombre, fisica ed effetti DX10 in generale.
  • Staker: Call of Prypiat (FPS): altro capitolo del noto First Person Shooter , questa volta in modalità DX11, che come al solito offre un’ottima gestione di luci ed ombre.
  • Stone Giant : benchmark DirectX 11 basato sul motore grafico sviluppato da BitSquid e Fatshark che utilizza ampiamente effetti di tessellation.
  • The Last Remnant: dalla Square Enix (già conosciuta per la serie Final Fantasy) giunge un nuovo gioco di ruolo alla giapponese, caratterizzato da un comparto grafico eccezionale e da una giocabilità piuttosto elevata, tali da garantire una certa longevità al titolo.

Utilizzo generico

  • PovRay (versione 3.6) : il tool Persistence of Vision Raytracer (PovRay) permette di creare grafica tridimensionale di elevata qualità. Al suo interno troviamo una scena standard creata proprio per effettuare benchmark sulla CPU che sfrutta la maggior parte delle feature disponibili con questo software. Per rendere ripetibili i nostri test utilizziamo sempre le impostazioni di default del file ini .
  • Cinebench (versione 10 e versione 11) : suite di test multi-piattaforma basato sul software di animazione CINEMA 4D ampiamente utilizzato da studi e case di produzione per la creazione di contenuti 3D. Grazie ad esso possiamo valutare le performance del sottosistema CPU seppure l’influenza di chipset, memorie e scheda grafica installate nel sistema non possa essere trascurata. Il software esegue un test di rendering capace di sollecitare uno o tutti i core del processore disponibili.
  • 7-Zip (versione 9.15 beta) : con questo noto software di compressione dati eseguiamo due diversi benchmark. Il primo viene realizzato utilizzando il tool integrato che restituisce una indicazione sui MIPS (million instructions per second) che il sistema è in grado di offrire (potete confrontare i risultati ottenuti con quelli ufficiali e con quelli del vostro sistema). Il secondo invece prende in considerazione una situazione reale nella quale viene richiesto al sistema di comprimere in formato 7z una cartella da 5,36GB contenente 4.379 file di diversa dimensione e tipologia (immagini, testo, html, video, foto, applicazioni) e 536 sottocartelle e poi di decomprimere la stessa. L’operazione di compressione ha una forte dipendenza dalla memoria cache della CPU e dalla memoria RAM installata nel sistema. Quella di estrazione dipende molto, invece, dalla capacità della CPU di gestire le operazioni su interi. In tutti i casi, il software sfrutta abbastanza bene tutte le risorse (core) di CPU a disposizione.
  • Auto Gordian Knot (versione 2.55) : software utile per effettuare backup di DVD o comunque operazioni di transcodifica video nei formati DivX ed XviD. Per le nostre prove utilizziamo il codec XviD che il tool installa di default ed eseguiamo il ripping di un completo DVD ( Codice Swordfish ) che per l’occasione abbiamo memorizzato su un disco fisso e lo “comprimiamo” in modo da farlo entrare su due CD.
  • Handbrake (versione 0.9.4) : un software di transcodifica video open-source multipiattaforma e multithreaded con il quale effettuiamo una conversione video di un intero DVD ( Codice Swordfish ) in formato adatto per i dispositivi Apple iPod, iPhone e iPad.
  • Mainconcept H.264 (versione 1.6.1) : tool di codifica video in grado di creare stream ad alta definizione compatibili con lo standard H.264.
  • DaCapo (versione 9.12) : questa suite di benchmark permette di valutare il comportamento del sistema quando si utilizzano tool di sviluppo per Java. Esso include tutta una serie di applicazioni reali open source fra cui Tomcat, FOP, Eclipse, Batik, Xalan e altri. Nel nostro caso riportiamo il tempo complessivo necessario all’esecuzione di tutti i test.
  • ScienceMark 2.0 : grazie a ScienceMark è possibile misurare le prestazioni del sistema in ambiente di calcolo spinto. Inoltre il software misura le prestazioni della memoria di sistema e della cache integrata nella CPU.
  • X264 Benchmark : test di conversione video che rileva la velocità di codifica in FPS (fotogrammi per secondo) di due sorgenti video, dal formato MPEG ad H264.
  • PCMark Vantage : di questa suite utilizziamo sia i test sintetici che quelli reali. In particolare ci riferiamo ai test TV and Movies, Music, Communication e Productivity dei quali vi forniamo una breve descrizione di seguito:
    • TV and Movies : sono avviati due task simultanei che effettuano operazioni di transcodifica video e video playback di formati differenti utilizzando anche Windows Media Center;
    • Music : sono avviati tre task simultanei che prendono in considerazione operazioni di rendering delle pagine web di uno store musicale, di transcodifca audio e di aggiunta dei file su Windows Media Player;
    • Communication : sono avviati tre task simultanei che eseguono operazioni di crittazione e compressione dei dati, gestione delle emaile e delle regole, rendering di pagine web, decrittazione dei dati e utilizzo di Windows Defender
    • Productivity : sono avviati quattro task simultanei che eseguono l’editing di testi, gestiscono la ricerca di contatti ed email in Windows, eseguono il rendering di pagine web e caricano applicazioni dal disco fisso.

I risultati che troverete nelle pagine successive sono stati ottenuti con le piattaforme che trovate elencate in tabella:


Piattaforme a confronto

Benchmark sintetici: CPU
Una delle particolarità di questo notebook sta nella piattaforma utilizzata che risponde al nome Huron River ed include chipset della serie 6 di Intel e processore di nuova generazione Sandy Bridge. Quest’ultimo, in particolare, dispone di 4 core e tecnologia Hyper-threading (8 core logici in totale), frequenza di funzionamento nominale di 2GHz con possibilità di raggiungere 2,9/2,8/2,6GHz quando fa uso rispettivamente di 1/2/4 core.


Sisoft Sandra CPU /1


Sisoft Sandra CPU /2

Se potessimo contare solo sulla potenza del processore, potremmo elevare questo notebook a soluzione marziana. I numeri riportati dal SiSoft SANDRA relativi al sottosistema CPU, sono infatti estremamente elevati, ben superiori persino a quelli di prodotti top di gamma di precedente generazione (leggasi Core i7-720 QM dei modelli ASUS G51J e G73J). Questo nonostante la CPU Core i7-2630QM non rappresenti di certo il modello più potente della nuova serie Intel.


Sisoft Sandra: efficienza dual-core

Da un’analisi più approfondita circa la capacità di comunicazione intercore, rileviamo ancora che la CPU Sandy Bridge del Packard Bell EasyNote TS13HR dispone di una banda molto elevata per supportare il traffico di dati che si instaura fra un core e l’altro. Questi numeri sono il risultato dell’applicazione di una cache L3 condivisa fra i 4 core della CPU: tale cache fa sì, però, che vi sia un leggero incremento nella latenza causata proprio dalla presenza di un ulteriore livello di memoria.


Sisoft Sandra: calcolo intensivo, crittografia

Con le nuove CPU Intel ha promesso di integrare un modulo di gestione degli algoritmi di crittografia AES che fosse in grado di offrire prestazioni molto elevate. Questo è quanto accade con tutte le CPU desktop ma solo con alcuni modelli mobile. Quella integrata nel Packard Bell EasyNote TS13HR – Core i7-2630QM – non dispone di tale supporto ed i risultati lo dimostrano, nonostante siano quasi doppi rispetto a quelli di notebook top di gamma di precedente generazione.


Sisoft Sandra: calcolo intensivo, schacchi

Fritz Chess Benchmark serve solo a confermare quanto abbiamo visto sinora con il Core i7-2630QM del Packard Bell in esame, capace di ottenere prestazioni almeno del 50 per cento superiori rispetto a qualunque altro notebook sinora analizzato e facente parte di passate generazioni. Benchmark sintetici: memoria
Come abbiamo già detto in più occasioni, Packard Bell ha scelto di integrare un solo modulo di memoria DDR3 da 4GB perdendo così l’occasione di sfruttare la modalità dual-channel disponibile con la CPU Sandy Bridge utilizzata. Il vantaggio di una simile soluzione sta nel garantire all’utente una facile possibilità di upgrade,in quanto uno slot resta libero per potervi installare un secondo modulo di memoria: le performance ne risentono in maniera negativa, ma da test effettuati in passato sappiamo che comunque la perdita di prestazioni è solo marginale.


Sisoft Sandra: memoria

Le prestazioni offerte dal sottosistema delle memorie non sono così elevate da far gridare al miracolo. Anzi, sono esattamente sugli stessi valori di modelli di precedente generazione come Acer 5745DG basato su processore Core i5 450M. L’utilizzo della modalità dual-channel avrebbe di certo fatto salire questo benchmark verso gli stessi valori di ASUS G73J e G51J.


PcMark Vantage: memoria

PCMark Vantage conferma quanto visto con il SiSoft SANDRA, ponendo ancora una volta il Packard Bell EasyNote TS13HR in coda ai modelli top di gamma basati su processore Core i7 di prima generazione.

Benchmark disco
Il disco installato nel notebook fornitoci da Packard Bell per questa recensione offre una capacità complessiva di 750GB ed è marchiato Western Digital Scorpio Blue.


SiSoft Sandra: disco fisso

Le sue prestazioni risultano essere in linea con la tipologia di prodotto. Da SiSoft SANDRA rileviamo infatti una banda dati sequenziale di 81,2MB/s con un tempo di latenza inferiore ai 18ms.


PcMark Vantage: disco fisso

PCMark Vantage conferma in parte quanto appena detto, ponendo il disco del TS13HR dietro al solo modello installato nell’ASUS G73J.


HD Tune Pro

Le performance sono testimoniate anche dal File Benchmark di HD Tune Pro dal quale rileviamo una banda dati vicina ai 70MB/s in lettura e scrittura di file di grossa dimensione.


HD Tune Pro: SATA

Abbiamo aggiunto in questo caso un test effettuato con HD Tune Pro per valutare la salute della connessione Serial ATA che, come ormai noto, potrebbe essere afflitta dal bug dei chipset serie 6 per Sandy Bridge: il sistema che stiamo provando, almeno per il momento, non denota alcun problema. Codifica video, compressione e rendering
L’analisi di un sistema con applicazioni di transcodifica video, compressione e rendering ci permette di valutare correttamente le sue performance e definire un confronto corretto fra più modelli. Tali strumenti sono infatti abbastanza pesanti da gestire e richiedono una forte sinergia fra più sottosistemi.


Nota bene: a valori più bassi corrispondono performances migliori.
Transcodifica video: XMPEG

La nuova piattaforma Intel Sandy Bridge per notebook pone le prestazioni su un nuovo livello, ripetendo il salto che c’era già stato fra la generazione di notebook basati su piattaforma Core 2 e quella basata su piattaforma Core di prima generazione. Gli 87 secondi richiesti per l’operazione di transcodifica utilizzando il software XMPEG sono quasi la metà di quelli necessari ai 5 notebook che occupano le posizioni successive alla prima.


Nota bene: a valori più bassi corrispondono performances migliori.
Transcodifica video: H.264

Effettuando una diversa operazione di transcodifica, che demandiamo al software Mainconcept Reference, le prestazioni garantite dalla nuova piattaforma Intel cedono un po’ il passo e lasciano primo e secondo posto ai modelli top di gamma di precedente generazione come i due ASUS G51J e G73J.


Compressione file

Le potenzialità espresse dal notebook Packard Bell TS13HR con il benchmark di 7-zip sono davvero eccezionali. D’altro canto visti i precedenti risultati non potevamo aspettarci altro, e così ecco un nuovo salto nel nostro grafico che, come vedete, identifica 3 gruppi: più in basso quello composto dai notebook con processori Intel ed AMD di due generazioni fa, poi quelli con CPU Core di prima generazione ed infine quello con Sandy Bridge.


Rendering: Cinebench

Grazie a Cinebench possiamo avere un quadro complessivo della situazione per valutare le prestazioni di chip grafico e CPU. I risultati che fanno capo alla voce OpenGL, infatti, dipendono principalmente dalla scheda grafica e per il TS13HR sono in linea con quelli di altre configurazioni che utilizzano VGA di fascia medio-alta. Guardando invece ai valori della voce CPU notiamo come il notebook Packard Bell TS13HR in esame sia in grado di annientare la concorrenza, specialmente quando vengono sfruttati tutti i core in parallelo per effettuare l’operazione di rendering (Multiple CPU). La “potenza” del singolo core resta invece simile a quella delle CPU Core i7 720 QM dei modelli ASUS G51J e G73J.


Nota bene: a valori più bassi corrispondono performances migliori.
Rendering: PovRay

Con PovRay il comportamento del nuovo notebook Packard Bell continua ad essere molto brillante pur non denotando una differenza così importante: rispetto ai modelli top di gamma di precedente generazione, questa soluzione riesce a guadagnare circa 40 secondi (poco meno del 15%). Questa situazione nasce dal fatto che Povray è una tipica applicazione poco ottimizzata in termini di multithreading.

Applicazioni 3D e video HD
Un notebook come il Packard Bell TS13HR che stiamo analizzando dovrebbe essere in grado senza troppi problemi di far girare degnamente titoli 3D di ultima generazione, non solo grazie al supporto alle API DirectX 11 garantito dalla VGA discreta GeForce GT 540M, ma anche per via della sua buona dotazione in termini di unità di elaborazione.


Grafica: 3Dmark06

Pur non potendo raggiungere gli stessi livelli di concorrenti espressamente dedicati al gaming, come i due modelli ASUS posizionati in cima alla classifica e dotati di scheda grafica GeForce GTX 260M e Radeon HD 5870M, il Packard Bell TS13HR riesce a trovare comunque un posticino in terza fila con il 3DMark06. Questa prima pennellata dovrebbe farci già capire di quale dipinto stiamo parlando.


Grafica: Crysis /1

Quanto appena detto trova infatti conferma nei test effettuati con Crysis alle risoluzioni di 1024×768 e 1280×720 pixel: il TS13HR va a posizionarsi subito dietro l’ASUS G73J che con la sua Radeon HD 5870M risulta essere ancora imbattibile.


Grafica: Crysis /2

Da un confronto diretto con piattaforme desktop di tipo gaming dotate di schede grafiche discrete, come quelle riportate nei grafici qui in alto, emerge che il Packard Bell TS13HR non è una soluzione pensata per i videogamer incalliti che invece dovrebbero dirigersi verso altri lidi.


Grafica: framerate medio

Si tratta invece di un modello general purpose che permette a chi vuol concedersi qualche ora di divertimento con i propri giochi preferiti, anche di ultima generazione, di avere un degno compagno. Dalle prove effettuate con diversi giochi alla risoluzione nativa del notebook e con dettagli al massimo (lasciando AA disattivato), notiamo numeri non sono sopra i 30fps (o molto vicini a tale valore) con 7 titoli su 10. Riducendo un po’ il livello di dettaglio, dunque, si può di giocare con qualunque gioco senza grossi problemi.

Trailer Avatar @ 360p Trailer Avatar @ 720p Trailer Avatar @ 1080p

Grafica: decodifica video

Nulla da dire circa la gestione della decodifica video che, demandata al controller grafico del processore Intel, lascia completamente liberi i core CPU di svolgere altri compiti ma soprattutto garantisce un minor consumo della batteria rispetto alla decodifica di tipo software.


Grafica: latenze

Per avere la certezza che non ci siano problemi di interruzioni o scatti durante la riproduzione di contenuti in real time abbiamo utilizzato il software DPC Latency Checker che esegue un controllo sulle latenze che potrebbero verificarsi nel sistema. Come possiamo notare, il notebook in prova risulta essere in grado di gestire qualunque contenuto in tempo reale senza perdita di frame o di pacchetti audio. Prestazioni generali
Per valutare le prestazioni generali di questo sistema abbiamo utilizzato la suite PCMark Vantage di Futuremark e l’indice di prestazioni di Windows 7.


PCMark Vantage: complessivo

Il risultato complessivo mostrato dal PCMark Vantage, che dovrebbe dunque fornire una visione di insieme sulle potenzialità del sistema in tutti gli ambiti applicativi, fa registrare un buon incremento (quantificabile in un 10-15 per cento) rispetto ai modelli top di gamma di precedente generazione.


PCMark Vantage: produttività

Spulciando fra i test specifici del PCMark Vantage che maggiormente ci interessano per questa valutazione, possiamo affermare che il notebook Packard Bell TS13HR risulta imbattibile con quelli Productivity , Music e Communication . Tutti coloro che usano maggiormente il PC per gestire email, navigare, editare testi, cercare fra i dati nel disco, anche protetti da eventuali algoritmi di cifratura, ascoltare musica, scaricarla, codificarla in formato MP3 e fanno uso di un antivirus potranno avvantaggiarsi molto grazie al notebook oggetto di questa recensione. Le performance gaming restano invece vicine ai valori medi dei notebook testati mentre possiamo classificare come buoni i risultati ottenuti nei test TV Movies .


Indice Prestazioni Windows 7

L’indice delle prestazioni di Windows 7 restituisce un valore di 4,4 corrispondente a quello offerto dal core grafico integrato nella CPU Sandy Bridge. In realtà non riteniamo che questo valore sia il vero collo di bottiglia del notebook TS13HR, in quanto la richiesta di maggiori prestazioni passa per la scheda grafica discreta GeForce GT 540M che invece restituisce un valore di 4,7 punti. Restando in tema non possiamo non notare i ben 7,4 punti ottenuti dalla CPU.

Batteria e consumi
La batteria ha una capacità nominale di 4400mAh con tensione di uscita pari a 11,1V (48Wh) ed è marchiata AS10D61 : si tratta dello stesso modello utilizzato in molti notebook Acer ed in altri modelli Packard Bell EasyNote come LM86, TM86, TM87 e TM89. Riteniamo che in questo caso una batteria leggermente più “prestante” non sarebbe stata una scelta sbagliata.


I dati di targa della batteria

Stante questa situazione abbiamo misurato l’autonomia del sistema in tre scenari tipici:

  • IDLE : lasciamo la connessione WiFi attiva e lo schermo acceso e non permettiamo la disattivazione di alcun altro componente. Registriamo il tempo che intercorre dal momento in cui stacchiamo il cavo di alimentazione con batteria al 100 per cento al momento in cui il notebook si spegne con batteria al 5 per cento;
  • Load : lasciamo attivo in loop il PCMark Vantage per simulare un utilizzo misto e continuo del sistema. Registriamo il tempo che intercorre dal momento in cui stacchiamo il cavo di alimentazione con batteria al 100 per cento al momento in cui il notebook si spegne con batteria al 5 per cento;
  • Video : avviamo il playback in loop con Quicktime (questo ci permette di effettuare anche confronti diretti con i modelli Apple) del trailer di Avatar, simulando una situazione nella quale l’utente utilizza il notebook in viaggio per guardare un film. Registriamo il tempo che intercorre dal momento in cui stacchiamo il cavo di alimentazione con batteria al 100 per cento al momento in cui il notebook si spegne con batteria al 5 per cento.

Autonomia: IDLE

In modalità IDLE le batterie permettono al Packard Bell TS13HR di restare acceso per oltre 3 ore e mezza. Questo valore è sicuramente interessante e un po’ lima le critiche mosse da noi in precedenza, evidenziando dunque la buona efficienza della piattaforma usata.


Autonomia: full load

Quando mettiamo il notebook ai “ferri corti”, però, la sua autonomia scende bruscamente ad un valore che supera di poco l’ora e mezza, raccogliendo una posizione da metà classifica. Se il carico è invece quello di un video HD 720p visualizzato con il lettore Apple Quicktime, la durata delle batterie passa a tre ore circa (per la precisione 185 minuti). Il tempo di ricarica della batteria , da zero fino al 100 per cento (tenendo il notebook spento) è pari a 93 minuti.


Consumi

I consumi mostrati dal notebook in esame sono davvero molto parchi nelle condizioni di funzionamento di base. Nel momento in cui vengono richieste prestazioni importanti a CPU e scheda grafica, però, i valori salgono notevolmente. Questa situazione è lo specchio di quanto visto circa l’autonomia della batteria, che si mantiene su livelli molto interessati solo fino a che al sistema non viene imposto un carico di lavoro elevato.


Temperature

Le temperature misurate sopra e sotto il notebook Packard Bell TS13HR sono più che accettabili considerando le tipiche operazioni che l’utente potrebbe trovarsi a svolgere quando utilizza il dispositivo, magari poggiato sulle proprie gambe. Il massimo valore misurato nella parte superiore lo troviamo purtroppo proprio in vicinanza del touchpad, anche se tutto sommato si tratta solo di 30C circa. Specularmente la stessa cosa accade anche nella parte sottostante. La zona della tastiera rimane invece sempre su temperature leggermente più basse.


System Stability Test

Abbiamo provato anche a mettere sotto stress tutti i principali componenti del sistema usando il System Stability Test di Everest, e ne abbiamo registrato le temperature. La CPU tocca punte di ben 88C con un valor medio 82C, la GPU si ferma sui 62C ed il disco sui 33C. Qualità del display
Per valutare la qualità del pannello LCD utilizzato dal produttore per il suo notebook TS13HR ci serviamo di un certo numero di test e strumenti. In ogni caso i test vengono effettuati impostando i parametri del monitor (solitamente luminosità e contrasto) secondo i valori di fabbrica, pulendolo perfettamente da polvere o altre tracce di sporco e lasciandolo pre-riscaldare per almeno mezz’ora.

  • Gamut (insieme di colori che il pannello è in grado di riprodurre): utilizziamo il colorimetro Spyder 3 Elite di Datacolor per verificare quanto la gamma di colori riprodotta dal monitor del notebook sia compatibile con la gamma di colori che ci si aspetta da un dispositivo RGB.

  • Uniformità : utilizziamo il colorimetro Spyder 3 Elite anche per verificare l’uniformità della retroilluminazione dello schermo. Effettuiamo le misure in 9 punti suddividendo il pannello secondo una griglia 3×3 a valori di IRE pari al 100 per cento (bianco) ed al 50 per cento (grigio).

  • Rapporto di contrasto : sempre lo stesso colorimetro ci permette di valutare il rapporto di contrasto effettivo considerando appunto il rapporto fra una immagine con luminanza al 100 per cento ed una con luminanza allo 0%. Le misurazioni vengono effettuate variando la luminosità del display dal minimo al massimo consentiti dalle regolazioni.

  • Difetti visivi : in questo caso utilizziamo la suite di immagini di test disponibili sul sito web Lagom.nl :

    • Livello di nero : misura la profondità del nero grazie all’utilizzo di un’immagine con sfondo nero sulla quale sono disegnati blocchi con tonalità molto vicine al nero. Nei pannelli migliori si riescono a distinguere tutte le tonalità.

    • Saturazione del bianco : misura la capacità del pannello di distinguere fra diverse tonalità di bianco. In questo caso ci troviamo di fronte ad uno sfondo bianco puro sul quale sono disegnate delle figure con tonalità molto vicine al bianco.

    • Contrasto : una serie di barre di diverso colore composte da blocchi di tonalità via via crescente mettono a dura prova il pannello. Solo quelli di qualità elevata riescono a distinguere perfettamente ogni blocco dall’altro.

    • Pixel walking : in taluni casi i display LCD presentano problemi con particolari pattern di immagini. Una raccolta di quelli più problematici permette di capire se, anche il modello in prova è sensibile a questo fenomeno indicato come pixel walking ovvero pixel che sembrano muoversi anche se sullo schermo è visualizzata una immagine statica

    • Angolo visivo : in questo caso utilizziamo sia immagini di test facenti parte della suite Lagom.nl che un nostro sistema di prova che consiste nello scattare 5 foto con angolazioni di 45 gradi in verticale ed orizzontale quando sullo schermo è visualizzata una particolare immagine di test.

    • Gradiente : una speciale immagine di test con sfumatura continua dal bianco al nero permette di valutare la risposta del pannello e del controller che lo gestisce. Nel momento in cui dovessero esserci dei problemi, la sfumatura è visualizzata come un insieme di bande invece che come una barra di con un incremento continuo delle gradazioni di grigio. Un difetto del genere appare evidente soprattutto con display che dichiarano un certo numero di bit per la profondità di colore ma poi realmente ne contano un numero inferiore.


Gamut

Dal grafico del Gamut possiamo notare come il display utilizzato da Packard Bell risponda abbastanza bene alle tonalità di blu secondo lo standard RGB, ma mostri valori ben più stretti con il verde ed il rosso. Questo significa che alcune tonalità di verde e di rosso non saranno ben rappresentate su questo monitor.


IRE 100 per cento


IRE 50 per cento

La retroilluminazione del pannello presenta una scarsa uniformità: con immagini molto vicine al bianco (IRE 100 per cento) la zona sottostante del display è molto più illuminata rispetto a quella superiore, con differenze ancor più nette se prendiamo in considerazione le zone periferiche. Man mano che le immagini diventano più scure (grigio corrispondente a IRE 50 per cento) la distribuzione varia lasciando un picco positivo nella parte alta centrale ed uno negativo in basso a destra.


Calibrazione contrasto

Il rapporto di contrasto misurato per questo pannello varia dal minimo di 88,4:1 al massimo di 92,7:1. Lasciando il display con le impostazioni di fabbrica troviamo un rapporto di contrasto pari a 93,2:1 ed una temperatura colore di 6.500K.


Display a confronto

I punti di forza del display del notebook TS13HR sono da ricercare in una mancanza quasi completa di difetti di pixel walking, ottima risposta al gradiente ed una saturazione del bianco perfetta. Contrasto, livello di nero ed angolo visivo costituiscono invece le sue nemesi. Nel caso del contrasto i problemi maggiori sono relativi alla rappresentazione dei colori rosso e verde, proprio come rilevato in precedenza con il colorimetro.


Angolo visivo: pessimo in verticale

Le perplessità espresse in precedenza circa l’angolo visivo sono completamente confermate dalle foto scattate con angolazione di 45 gradi in orizzontale e verticale. Come tutti i display per notebook, anche quello utilizzato dal Packard Bell TS13HR non fa dunque eccezione con una risposta davvero pessima in senso verticale. Le cose vanno decisamente meglio circa l’angolo visivo orizzontale, che risulta essere invece ben più ampio.


Il notebook a schermo acceso


Il notebook a schermo spento

Essendo di tipo lucido con effetto glossy, il pannello è soggetto ad forti difetti di riflettività. Da spento o comunque quando esso è completamente nero, gli oggetti nelle sue vicinanze sono praticamente riflessi a specchio. Quando il display è acceso i riflessi continuano ad essere visualizzati anche se in forma più attenuata. Utili e futili
È cosa comune negli ultimi anni per i produttori di notebook installare sui propri prodotti varie applicazioni proprietarie e non: purtroppo, nella maggioranza dei casi, tali applicazioni risultano essere solo un inutile bagaglio da rimuovere il prima possibile.

Il notebook Packard Bell TS13HR costituisce una piccola eccezione, anche se solo per un paio di applicativi molto interessanti. Il primo di essi è un tool per la gestione del backup che permette in maniera molto semplice e rapida di mettere al sicuro i propri dati, creare un’immagine completa del disco (cosa fra l’altro assolutamente consigliata almeno per avere a disposizione un set di DVD di ripristino del sistema, non forniti in bundle) e gestire la migrazione di file da un altro sistema.


Utility a Bordo /1


Utility a bordo /2

Nel caso in cui non vi siate ricordati di creare i DVD di ripristino, il sistema provvederà puntualmente a mostrare una notifica esortandovi a farlo.


Notifica creazione disco di ripristino

L’immagine completa del sistema pesa quasi 13GB, dunque quando deciderete di farla sappiate che avete bisogno di almeno 4 DVD oppure di un disco BD-R.


Utility creazione disco di ripristino

Molto meno utile, ma comunque simpatica come applicazione e necessaria a giustificare l’appellativo di “Social Network notebook” , quella che troviamo immediatamente disponibile non appena avviamo il notebook la prima volta. Basta inserire le proprie credenziali di network quali Facebook, Youtube e Flickr per avere a portata di mano tutti gli aggiornamenti dei propri amici e postare facilmente contenuti direttamente dal proprio desktop.


Utility social network

Conclusioni
La nuova piattaforma Intel Sandy Bridge aveva già riscosso i nostri favori nella sua versione desktop : dopo l’articolo odierno non possiamo che decantarne le sue doti di performance anche nel segmento mobile. La piattaforma messa in piedi da Packard Bell ha mostrato prestazioni, nel complesso, davvero eccezionali: il notebook TS13HR si pone come il nuovo riferimento da battere contro il quale poco o nulla riescono a fare anche gli esemplari top di gamma di precedente generazione.

Solo in ambiti specifici abbiamo rilevato possibilità di competizione per altri modelli: con giochi 3D, in particolare, il Packard Bell TS13HR fornisce prestazioni “solo” da fascia media, comunque sufficienti a far girare tutti i titoli 3D di ultima generazione a patto di scendere a qualche compromesso. Questo significa che vi sconsigliamo il notebook in oggetto solo se siete gamer professionisti o comunque il principale utilizzo che intendete farne è quello legato al gaming.

Packard Bell ha puntato anche su alcune feature di ultima generazione come il supporto per periferiche USB 3.0, la tecnologia NVIDIA Optimus e l’unità ottica in grado di leggere e scrivere anche su dischi Blu-ray. Lo schermo da 15,6 pollici, inoltre, permette di integrare una tastiera completa di tastierino numerico e realizzata con tasti ad isola.

Design. Moderno. La prima cosa che salta all’occhio di questo notebook è il suo colore rosso acceso con finiture lucide ma che al tatto sembrano vellutate. Aprendo il coperchio superiore troviamo due zone ben distinte che si estendono per tutta la lunghezza del notebook e che identificano poggiapolsi e touchpad l’una e tastiera e speaker l’altra.

Dimensioni. Molto lungo. Il notebook Packard Bell TS13HR si presenta con una forma molto allungata grazie all’utilizzo di un display da 15,6 pollici ed una tastiera con tastierino numerico. Le dimensioni complessive sono dunque più vicine a quelle di un modello da 16 pollici (come i vari Sony Vaio) che non a quelle di tradizionali modelli da 15 pollici.

Performance. Eccezionali. La piattaforma Sandy Bridge con processore Core i7-2630QM da una parte, disco rigido WD Scorpio Blu e scheda grafica GeForce GT 540M dall’altra, costituiscono un mix letale – ovviamente per tutti gli altri – tali da porre la competizione su un nuovo livello di performance. Dai numeri che abbiamo registrato possiamo affermare che non esiste ambito in cui questo notebook non potrebbe essere utilizzato in maniera efficiente. Riteniamo sia da sconsigliare solo ai gamer professionisti, che dovranno optare per soluzioni dedicate, o a coloro che necessitano di un prodotto fortemente orientato alla mobilità.

Memoria. Buona. I 4 gigabyte di memoria DDR3 sono sufficienti a gestire tutte le moderne applicazioni ma in questo caso dobbiamo riportare una situazione dal doppio risvolto. Packard Bell ha utilizzato un singolo banco di memoria garantendo all’utente una certa facilità di upgrade (uno slot resta libero per ospitare altri 4GB) ma al contempo perdendo l’occasione di sfruttare la modalità dual-channel.

Connettività. Ottima. Il prodotto offre porte USB 2.0 e 3.0, connessioni RJ-45, HDMI e VGA, oltre a WiFi 802.11n e Bluetooth 3.0.

Mobilità e autonomia. Discreto. Le doti di mobilità di questo prodotto sono inflazionate dalle sue dimensioni, vicine a quelle di un modello con schermo da 16 pollici, e dal peso di 2,68 Kg ai quali vanno aggiunti altri 0,55 Kg dell’alimentatore. L’autonomia della batteria, inoltre, resta su valori buoni solo se non si sovraccarica il sistema con applicativi pesanti superando le 3 ore; viceversa è difficile andare oltre le 1,5 ore.

Display. Discreto. La qualità del display utilizzato da Packard Bell per il TS13HR non è certo il suo piatto forte. Ci troviamo di fronte, infatti, ad un display che raggiunge la sufficienza o poco più per via della non corretta rappresentazione dell’intero spettro di colori RGB e per l’angolo visivo molto ristretto in senso verticale.

Costo. Il modello da noi recensito non è ancora in commercio, in quanto trattasi di un sample inviatoci in anteprima per le prove. Il suo prezzo sarà reso noto non appena arriverà sul mercato.

Produttore: Packard Bell
Sito del produttore: www.packardbell.it

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  • Mario Giachino scrive:
    Ma se...
    Ma se per diffondere l'ottimo e sano pesce azzurro l'ente pubblico si mettesse a regalarlo, ovviamente solo al di fuori dalle pescherie, in aree pubbliche... come la prenderebbero i pescivendoli?Credo che ci siano molti modi migliori per spendere denaro pubblico, senza fare concorrenza a chi lavora con il denaro privato.
    • Paolo Nocco scrive:
      Re: Ma se...
      Cambierebbero mestiere, ce ne sono di campi incoltivati...e tutti mangerebbero pesce azzurro, che non fa altro che bene.
    • Pasquale scrive:
      Re: Ma se...
      Sai la faccia che fanno i turisti stranieri che arrivano nella famosa piazza italiana, siedono al bar, ordinano un cappuccino, accendono il portatile o l'ipod e non trovano un XXXXX di rete.Pensano: forse siamo in Africa...Però difendiamo chi, dalla mancanza di WiFi nei luoghi pubblici, continua a guadagnare con le pennette a 30 euro al mese che vanno a 57Kbit/sec, solo perchè è un privato: privato è la parolina magica per restare indietro in Europa far guadagnare gli squali.
  • Paolo Nocco scrive:
    Internet è un bene pubblico
    ...e come l'acqua deve divenire tale. Basta S.P.A, basta intermediari. Per 1 a testa all'anno si potrebbe fare un impianto in wifi raggiungibile da tutti.
    • Funz scrive:
      Re: Internet è un bene pubblico
      - Scritto da: Paolo Nocco
      ...e come l'acqua deve divenire tale. Basta
      S.P.A, basta intermediari. Per 1 a testa
      all'anno si potrebbe fare un impianto in wifi
      raggiungibile da
      tutti.Nazionalizzare la rete, come tutti i monopoli naturali (strade, ferrovie, antenne, eccetera).Gli unici che possono pensare che sia una buona idea privatizzarle, sono quelli che ci lucrano su.
      • lol scrive:
        Re: Internet è un bene pubblico

        Nazionalizzare la rete, come tutti i monopoli
        naturali (strade, ferrovie, antenne,
        eccetera).
        Gli unici che possono pensare che sia una buona
        idea privatizzarle, sono quelli che ci lucrano
        su.sarebbe ora
    • asdfsdf scrive:
      Re: Internet è un bene pubblico
      - Scritto da: Paolo Nocco
      ...e come l'acqua deve divenire tale. Basta
      S.P.A, basta intermediari. Per 1 a testa
      all'anno si potrebbe fare un impianto in wifi
      raggiungibile da
      tutti.Sarà io ho letto di piccoli comuni che avevano provato a fornire una copertura in wifi, ma i disservizi e i problemi tecnici erano parecchi.Inoltre come ricorda un articolo di Mantellini tutte le reti wifi pubbliche nel mondo sono state un flop.
      • Paolo Nocco scrive:
        Re: Internet è un bene pubblico
        Il problema c'è ed è complesso: primariamente, ci sono troppe cose da controllare (Porte da chiudere, accessi da verificare...insomma, non è una cosa proprio alla portata di chi generalmente vince un concorso statale, con tutto il rispetto ma serve veramente una persona coi contro***** per attivare un sistema senza falle evidenti), poi bisognerebbe evitare la congestione nella rete fornendo banda sufficiente e, soprattutto, andrebbero evitate le pressioni delle telco. A conti fatti è più un'utopia che un qualcosa di davvero fattibile, ma è bello sognare talvolta.
        • lol scrive:
          Re: Internet è un bene pubblico

          Il problema c'è ed è complesso: primariamente, ci
          sono troppe cose da controllare (Porte da
          chiudere, accessi da verificare...insomma, non è
          una cosa proprio alla portata di chi generalmente
          vince un concorso statale, con tutto il rispetto
          ma serve veramente una persona coi contro*****
          per attivare un sistema senza falle evidenti),
          poi bisognerebbe evitare la congestione nella
          rete fornendo banda sufficiente e, soprattutto,
          andrebbero evitate le pressioni delle telco. A
          conti fatti è più un'utopia che un qualcosa di
          davvero fattibile, ma è bello sognare
          talvolta.gli isp già lo fanno, è fattibile
  • Andrea Grandi scrive:
    Progetto "Pistoia Wireless"
    A proposito di reti wifi gratuite, esiste anche il progetto "Pistoia Wireless" di cui sono il responsabile (non ha niente a che vedere con "Provincia di Pistoia Wireless"), ed è stato realizzato interamente dal Linux User Group di Pistoia. Se vi interessa trovate maggiori informazioni qui: http://www.pistoiawireless.net dove potrete anche contattarci in privato (per scriverci eventualmente un articolo).
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