Più PC nel mondo, ma solo in certi paesi

Niente da fare: nonostante tutti gli sforzi per diffondere computer e internet nei paesi in via di sviluppo non si riduce il divario con i paesi più ricchi. Diminuiscono invece gli infopoveri


New York (USA) – Il divario nell’accesso alle nuove tecnologie, computer e internet in particolare, rimane grandissimo tra paesi ricchi e paesi in via di sviluppo pur aumentando la penetrazione della rete e dei PC in tutto il mondo. Lo afferma una ricerca che sta sollevando enorme attenzione, condotta dalla Roper Starch Worldwide .

Secondo Tom Miller, che ha guidato le ricerche, “non viviamo ancora in un mondo di uguali… Ci sono grandi e crescenti divari tra i paesi sia nel possesso di computer che nell’accesso ad internet… Ineguaglianze profonde”.

La ricerca, condotta in 30 paesi tra novembre 99 e febbraio 2000, ha individuato che il trenta per cento dei consumatori possiede un computer e uno su cinque di questi, nel corso dell’ultimo mese della ricerca, è andato online almeno una volta. Dati che segnalano una importante crescita rispetto al 1998, quando i possessori di computer erano il 24 per cento e online erano andati il 23 per cento di questi. Secondo Miller la crescita è prevedibile ma la sua velocità “è sorprendente”.

La crescita maggiore si è avuta in Asia, dove la percentuale di chi possiede computer è salita del 12 per cento: quasi sei consumatori su dieci posseggono un PC. Ad usare di più la rete sono invece i residenti di Singapore: il 50 per cento di loro usa la rete almeno una volta al mese. Negli USA la percentuale è minore, 44 per cento, anche se il numero di utenti è maggiore, essendo l’espressione di una popolazione più numerosa. L’Indonesia è invece il paese che si connette di meno, solo il 3 per cento della popolazione è andata online nel corso dell’ultimo mese delle rilevazioni.

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