PLATO, 50 anni di rete

È stato il primo network, la prima chat, la prima piattaforma multiplayer. E ha pure sdoganato il touchscreen. Ma soprattutto, è stato la palestra di molti dirigenti IT di oggi. Eppure, dopo 50 anni, nessuno ricorda cosa fosse

Roma – Quest’anno cade il cinquantenario della nascita di PLATO, un sistema educativo informatico partito negli USA nel 1960 da cui sono poi scaturiti molti dei concetti e delle tecnologie dell’informatica odierna: dalle chat (1974) e instant-messaging (1973), ai giochi multiplayer (1974), dai monitor al plasma al touchscreen (1964).

un esempio di software di istruzione su PLATO Il governo statunitense, in eterna fase competitiva con le eccellenze formative sovietiche, si preoccupava di colmare il gap educativo e di garantire alle nuove generazioni postbelliche un’istruzione adeguata. Decise quindi di usare la tecnologia stessa per assistere la fase di apprendimento in quello che potremmo definire l’antenato dell’e-learning.

Nella fattispecie il PLATO fu prima implementato nel computer ILLIAC dell’Università dell’Illinois, e dal 1976, anno in cui diventa un progetto commerciale, reso accessibile dall’azienda madre CDC a istituti di medie superiori, militari e altre strutture didattiche in dozzine di città sparse su tutto il globo grazie a potenti mainframe collegati a terminali. “Per quasi dieci anni, c’erano più utenti PLATO che di Arpanet, il precursore di Internet” ama ricordare Brian Dear, curatore del suo principale sito celebrativo .

Proprio la necessità di impartire corsi ad allievi che non fossero stoici studenti d’ingegneria stimolò la necessità di un approccio meno ostico, i terminali furono dotati nei primi anni ’70 di schermi ad altissima risoluzione (512×512 pixel) capaci di grafica vettoriale nativa, di periferiche in grado di generare sonoro (un sintetizzatore a quattro canali audio e uno vocale) e nel complesso si ebbe una tutt’altro che rudimentale multimedialità, pura fantascienza per l’epoca.

Le lezioni era possibile riprogrammarle in loco grazie al linguaggio dedicato di questa piattaforma, il TUTOR , tutto sommato molto abbordabile anche dai novizi. La generosa potenza di calcolo, il fenomenale comparto audiovisivo, la facilità di sviluppo e soprattutto la frubilità estesa anche ai comuni mortali diedero vita a una serie di applicativi anticipatori dei servizi web attuali (newsgroups, IM, chat ecc), e a dei giochi spettacolari in 2D e 3D (antenati di Microsoft Flight Simulator, Doom). Non a caso sul PLATO si sono svezzati nomi del calibro di Ray Ozzie (Lotus Notes, oggi a Microsoft) e Phil McKinney (vicepresidente e CTO alla HP).

un esempio di software di gioco su PLATO

La disponibilità di home computer a inizio anni ’80 pareva volesse togliere al PLATO lo scettro dell’alfabetizzazione digitale delle masse, la casa produttrice cercò quindi di sfruttare la situazione a suo vantaggio mettendoli in condizioni di fungere da terminale remoto tramite modem e un porting del software di comunicazione su TI99/4A, Atari ad 8 bit , TRS-80 e IBM-PC. Purtroppo per la CDC le cose non andarono per il verso giusto: anche volendo soprassedere sulle difficoltà legate alla risoluzione troppo ridotta dei monitor casalinghi, la tariffa di 50 dollari l’ora per la connessione al mainframe centrale (da sommarsi alle già non troppo amichevoli bollette telefoniche) rendeva proibitivo l’uso hobbistico, e la succulenta offerta Homelink che la ridimensionava ad un ben più ragionevole 5 dollari per 60 minuti arrivò troppo tardi.

Scomparso dalla vita quotidiana, PLATO sopravvisse in ambito accademico e nelle reti interne di grandi aziende molto caute nelle migrazioni brutali ad altri sistemi fino al 2006, quando l’ultimo modello su cui era installato fu spento. La memoria di chi sia stato così fortunato da provarlo invece rivive grazie a Cyber1 , un emulatore online, e a “The friendly orange glow”, libro in uscita tra qualche mese.

Fabrizio Bartoloni

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  • Dominus scrive:
    paragoni inopportuni
    Secondo me non si può paragonare a niente questo tipo di atto... C'è chi lo paragona a chi lascia la porta di casa aperta.... C'è chi lo paragona a chi lascia le chiavi attaccate nell'auto...Ragazzi... Questa azienda se ne è andata in giro per le strade con l'intento di SNIFFARE i dati degli utenti, PUNTO. Violazione della privacy.Proprio come è violazione fotografare una persona (altro paragone) e poi mettere online le sue foto... CI VUOLE LA SUA AUTORIZZAZIONE.Poi se gli utenti hanno la colpa di aver lasciato il wifi senza protezione... Può passare che qualcuno utilizzi la sau rete, anche se ... Se ne potrebbe discutere... Ma per raccogliere i dati e memorizzarli in una lingua umanamente comprensibile, bisogna sniffarli, utilizzare software specifici, e memorizzarli. Quindi qui c'è la cattiva intenzione.Immagino cosa ne fanno dei dati che arrivano nelle caselle di posta Gmail (compresa la mia)... Senza che te ne chiedano il permesso.
    • Nedanfor non loggato scrive:
      Re: paragoni inopportuni
      Non sono d'accordo, IMHO la violazione la fa chi manda le sue onde fino in mezzo alla strada e manco si cura di criptarle. Okay, le onde sono dati, no? Non sono persone, non hanno una faccia da oscurare. Sono dati, semplici dati. Se uno prendesse tutti i suoi dati e li mettesse su un dannatissimo cartellone in piazza e qualcuno facesse una foto, di cosa sarebbe colpevole? Di violazione alla privacy? È una questione di buon senso. Non cripti? Non ci tieni alla tua privacy, alla pari di uno che fa i manifesti scrivendo tutti gli affari suoi.
      • Lemon scrive:
        Re: paragoni inopportuni
        - Scritto da: Nedanfor non loggato
        Non sono d'accordo, IMHO la violazione la fa chi
        manda le sue onde fino in mezzo alla strada e
        manco si cura di criptarle. Okay, le onde sono
        dati, no? Non sono persone, non hanno una faccia
        da oscurare. Sono dati, semplici dati. Se uno
        prendesse tutti i suoi dati e li mettesse su un
        dannatissimo cartellone in piazza e qualcuno
        facesse una foto, di cosa sarebbe colpevole? Di
        violazione alla privacy? È una questione di buon
        senso. Non cripti? Non ci tieni alla tua privacy,
        alla pari di uno che fa i manifesti scrivendo
        tutti gli affari
        suoi.Con questo principio anche i provider allora potrebbero sniffarti il traffico che fai in chiaro, quello su cavo per intenderci. Metti che io sono un provider nazionale cioè che non rivendo direttamente banda all'utente finale ma sono proprietario di dorsali, quindi non so a chi appartengono gli indirizzi IP che sniffo... secondo te sarebbe legittimo farlo? il router è mio, il traffico è in chiaro, è un problema tuo se non ti metti in sicurezza...E perchè allora non rubiamo l'auto di tutti quelli che la lasciano aperta? o i fiori incustoditi alla finestra della gente?
        • Skywalker scrive:
          Re: paragoni inopportuni
          Un cavo non è un "luogo aperto al pubblico". Il carrier deve INTENZIONALMENTE attaccarsi al cavo per sentire cosa passa. Una trasmissione radio invece è NATURALMENTE diffusa.E' un po' come quando si parlava al CB: chiunque poteva ascoltarti. Ne eri conscio e vedevi di regolarti di conseguenza. Se dovevi dirti qualcosa che non doveva essere sentito, te lo dicevi in verticale o al telefono."L'errore" di Google è che, raccogliendo dati che non aveva pianificato di raccogliere, ha omesso di comunicarlo, di avvisare il pubblico, e li ha mantenuti per un tempo che eccede la pertinenza rispetto alla finalità (che non era nemmeno definita).L'unica difesa che ha Google è dimostrare che i dati raccolti sono talmente brevi da risultare anonimi.
          • Mario scrive:
            Re: paragoni inopportuni
            - Scritto da: Skywalker
            L'unica difesa che ha Google è dimostrare che i
            dati raccolti sono talmente brevi da risultare
            anonimi.Sperando che non si siano fermati a lungo a fare le pause caffé con tutto il baracchino che continuava a raccogliere dati.
        • Nedanfor non loggato scrive:
          Re: paragoni inopportuni
          - Scritto da: Lemon
          Con questo principio anche i provider allora
          potrebbero sniffarti il traffico che fai in
          chiaro, quello su cavo per intenderci.Non sono pubblici e ho fatto un contratto con l'ISP. Il mio vicino non ha fatto contratti con me e mi spara i suoi dati nel mio domicilio privato.
          Metti che io sono un provider nazionale cioè che
          non rivendo direttamente banda all'utente finale
          ma sono proprietario di dorsali, quindi non so a
          chi appartengono gli indirizzi IP che sniffo...
          secondo te sarebbe legittimo farlo? il router è
          mio, il traffico è in chiaro, è un problema tuo
          se non ti metti in
          sicurezza...Il router a casa mia è mio, per il resto ho fatto un contratto con l'ISP ragion per cui sono autorizzato a usare il suo cavo e lui non può intercettare ciò che faccio (se non col permesso della Polizia), mentre il mio vicino spara dati nel mio domicilio privato senza proteggerli. Un conto è diffondere una radio criptata e pretendere che nessuno la ascolti, un conto è diffondere una radio in chiaro e pretendere che nessuno l'ascolti.
          E perchè allora non rubiamo l'auto di tutti
          quelli che la lasciano aperta? o i fiori
          incustoditi alla finestra della
          gente?Perché c'è una differenza che le vecchie generazioni a volte hanno problemi a capire: digitale != fisico. Dati != beni. Se tu lasci incustoditi in strada dei documenti segreti puoi forse dire che chi li ha presi te li ha rubati? No. Per il Wi-Fi dovrebbe essere lo stesso, a rigor di logica.
        • lupoalberto scrive:
          Re: paragoni inopportuni
          - Scritto da: Lemon

          Con questo principio anche i provider allora
          potrebbero sniffarti il traffico che fai in
          chiaro, quello su cavo per intenderci.
          Direi proprio di no.Vengono pagati dai consumatori per il servizio di connessione.Non è che il traffico di rete passa da loro per caso o per negligenza, ma è il cliente che affida a loro i dati sotto pagamento.
    • Skywalker scrive:
      Re: paragoni inopportuni

      Secondo me non si può paragonare a niente questo
      tipo di atto... Si paragona benissimo al caso di una telecamera di sorveglianza.
      C'è chi lo paragona a chi lascia
      la porta di casa aperta....Da quando è vietato?!?!?
      C'è chi lo paragona a
      chi lascia le chiavi attaccate
      nell'auto...Da quando è vietato?!? L'unica controindicazione è se hai una Polizza Furto Auto: dato che il Premio della polizza è calcolato escludendo i casi di furto facilmente evitabili, quando firmi ti impegni a evitare queste situazioni. Se sei disposto a pagare di più, probabilmente lo trovi un assicuratore che ti assicura anche per il furto con le chiavilasciate sul cruscotto, ma occhio al Premio!
      Ragazzi... Questa azienda se ne è andata in giro
      per le strade con l'intento di SNIFFARE i dati
      degli utenti, PUNTO. Uhm, raccogliere pochi byte per migliaia di comunicazioni diverse assomiglia più al MAPPARE; "Intercettare" è raccogliere una intera sessione di poche comunicazioni.
      Violazione della privacy.Boh, forse si forse no. Se invece intendi dire che viola il D.Lgs. 196/2003 - ""Codice in materia di protezione dei dati personali" che si occupa del "Trattamento dei dati personali", infelicemente soprannominato "Codice della Privacy", bisogna capire cosa ritieni abbia violato.
      Proprio come è violazione fotografare una persona
      (altro paragone) e poi mettere online le sue
      foto... CI VUOLE LA SUA
      AUTORIZZAZIONE.Se riprendi una persona per strada non sei tenuto a raccogliere la sua autorizzazione. Sei tenuto invece a rendere evidente che stai costituendo un archivio, per quali finalità, e chi si deve contattare se tu vuoi essere rimosso o reso anonimo. E' il caso tipico delle telecamere di sorveglianza. Le GoogleCar sono visibili, non so se riportano la scritta "stiamo registrando per questo e quello", sicuramente sai chi contattare se vuoi essere rimosso o reso anonimo.Il problema è che, per la 196/2003, il problema non si pone se il dato è "anonimo" alla fonte. Se gli spezzoni di comunicazione registrata sono talmente brevi da non costituire una comunicazione di senso compiuto, il problema non si pone.Se sono abbastanza lunghi, il problema si pone, ma più che altro perché:- la google car ha omesso di rendere visibile l'informazione di cosa stava registrando- hanno mantenuto archiviati i dati oltre un tempo pertinente con la finalità (che, al momento, nemmeno sembra essere stata identificata!)Comunque in nessun caso ci sarebbe voluta la "Autorizzazione" ("Raccolta preventiva del consenso informato") perché la finalità era la raccolta di dati anonimi o anonimizzati.Se dimentichi la parola "Privacy" (che non fa parte della Legislazione Italiana) e ti concentri sul concetto di "Trattamento dei Dati", ti è più chiaro.
      Poi se gli utenti hanno la colpa di aver lasciato
      il wifi senza protezione...Colpa? Non c'è alcun obbligo, e men che meno colpa, nel lasciare una WiFi non criptata. L'obbligo introdotto dal Decreto Pisanu è l'IDENTIFICAZIONE dell'Utente. User e Password. Faccio un esempio che ti rende tutto più chiaro: TUTTE LE ADSL SONO IN CHIARO, ma per poter accedere ad Internet devi autenticarti usando User e Password, che non sono né in chiaro né criptate, ma usano dei meccanismo tipo Challenge & Response per verificare se veramente tu sai qual'è la password. Se ti attacchi in strada sul doppino, vedi tutto. Non criptare non è una "colpa". E' poco opportuno se trasmetti informazione che non vuoi che si diffondano. Ma se sto chattando sull'Inter o il Milan, avrebbe benissimo senso farlo anche senza criptatura. Cosa che tra l'altro facciamo regolarmente: sia su Internet che nei vagoni di un treno.
      Può passare che
      qualcuno utilizzi la sau rete, anche se ... Se ne
      potrebbe discutere... Ma per raccogliere i dati e
      memorizzarli in una lingua umanamente
      comprensibile, bisogna sniffarli, utilizzare
      software specifici, e memorizzarli. Quindi qui
      c'è la cattiva
      intenzione.Se l'intenzione è Mappare dati personali, l'intenzione è cattiva.Se l'intenzione è Mappare dati anonimi/anonimizzati l'intenzione è lecita.
      Immagino cosa ne fanno dei dati che arrivano
      nelle caselle di posta Gmail (compresa la mia)...
      Senza che te ne chiedano il
      permesso.Te lo hanno chiesto il permesso. E tu, in fase di registrazione glielo hai dato. Non solo, hai concluso un contratto con una società statunitense ed hai dato il benestare al trasferimento dei tuoi dati personali negli Stati Uniti, dove non vige il D.Lgs. 196/2003 e dove, per legge, i dati personali conferiti diventano di proprietà dell'azienda che li riceve, a differenza dell'Europa dove restano sempre di proprietà della persona. Inoltre, su GoogleMail, c'è espressamente scritto che concedi loro una licenza perpetua e irrevocabile a PUBBLICARE tutto quello che invii....!!!Sinceramente, se veramente ci tieni ai tuoi dati personali, hai alcune lacune sulla legislazione in materia di trattamento dei dati personali, che ti consiglierei di colmare, perché temo tu li abbia già compromessi non poco. E non stiamo parlando di brevi spezzoni di comunicazioni WiFi non criptate.
      • Dominus scrive:
        Re: paragoni inopportuni
        Ma perchè continuiamo a dire che google voleva MAPPARE?... Per mappare doveva limitarsi di memorizzare in che zona si trovava l'AP wifi , magari con relativa protezione scelta... Per mappare non hai bisogno di memorizzare i dati che viaggiano, anche se sono in chiaro... Se con il tuo portatile fai uan scansione wifi che dati raccogli? raccogli le reti wifi disponibili o ti dice anche cosa veicola ?Io penso che sia la prima.... Se vuoi anche la seconda devi cominciare ad utilizzare software adatti,. Es. Wireshark
        • Skywalker scrive:
          Re: paragoni inopportuni
          Perché per tutte gli altri dati raccolti con le GoogleCar quella è la FINALITA': Mappare informazioni geolocalizzandole.In realtà hai ragione: noi PRESUMIAMO che fosse quella la finalità, ma Google stesso ha già affermato che quel pezzo di codice NON CI DOVEVA ESSERE e quindi per quella attività non aveva dichiarato ALCUNA FINALITA'.E per archiviare dati che potenzialmente possono contenere dati personali, ancorché raccolti in luoghi pubblici, è necessario dichiarare la FINALITA' per cui lo si fa, da cui ne discende la PERTINENZA del trattamento che si esegue (es. obbligo di anonimizzazione dei dati raccolti). Che poi è quello che la GoogleCar fa normalmente a frequenze ottiche: mentre gira raccoglie visi e targhe, ma prima di pubblicare deve oscurarli (i.e. "anonimizzarli") e comunque non può archiviare le informazioni non anonimizzate, se non per lo stretto tempo necessario ad anonimizzarle. O quello che fa una qualunque telecamera di sorveglianza.L'unica speranza che ha è di aver raccolto frame tanto brevi da poter essere intrinsecamente anonimi.
          • Dominus scrive:
            Re: paragoni inopportuni
            Se crediamo al fatto che quel pezzo di codice non ci doveva essere.... Visto che il codice non si scrive da solo, qualcuno da inchiappettare ci deve pur essere :)
  • Beppe scrive:
    Non ci vedo niente di male
    Non capisco cosa ci sia di male.Se tengo la rete non criptata è normale che i miei dati vaghino liberi nell'aere...è come se parlassi ad alta voce dei fatti miei e mi lamentassi perché uno che mi passa a fianco sente tutto quello che dico (indipendentemente dal fatto che possa avere anche un registratore in mano).
    • Domanda scrive:
      Re: Non ci vedo niente di male
      Quoto.Dovrebbero ringraziare Google per aver evidenziato tante reti non protette!
      • Ozymandias scrive:
        Re: Non ci vedo niente di male
        - Scritto da: Domanda
        Quoto.
        Dovrebbero ringraziare Google per aver
        evidenziato tante reti non
        protette!Scusate, poi, ma quelgi stati che si stracciano le vesti per l'intrusione di Google non sono gli stessi che autorizzano sedicenti società private ad intercettare le comunicazioni private per compattere il p2p (vedi Peppermint) ?Allora, ci sono o ci fanno ?
    • lupoalberto scrive:
      Re: Non ci vedo niente di male
      Quoto!Chiunque potrebbe nell'anonimato raccogliere i dati che ha raccolto Google e rivenderli silenziosamente.Google è solo da ringraziare.Il vero pericolo sono quelli che lasciano le reti wireless senza protezione ... e che coraggio lamentarsi poi ...
      • kaiserxol scrive:
        Re: Non ci vedo niente di male
        quoto tutti...sante parole! Dovrebbero farsi dare i dati per individuare chi ha il wifi aperto e avvertirlo, visto che di informatica probabilmente ne sa poco!
    • Lemon scrive:
      Re: Non ci vedo niente di male
      - Scritto da: Beppe
      Non capisco cosa ci sia di male.
      Se tengo la rete non criptata è normale che i
      miei dati vaghino liberi
      nell'aere...
      è come se parlassi ad alta voce dei fatti miei e
      mi lamentassi perché uno che mi passa a fianco
      sente tutto quello che dico (indipendentemente
      dal fatto che possa avere anche un registratore
      in
      mano).Il problema è lo ha fatto in modo massivo. Se uno ti registra per sbaglio mentre passa è un discorso, se però quella stessa persona va in giro per il mondo a registrare TUTTI quelli che parlano ad alta voce e poi detiene ne i dati... bhè, quella è un'altra cosa.Facciamo un gioco di prestigio: prendi la notizia, sostituisci alla parola Google la parola Microsoft oppure Mafia oppure MandoSpam e poi riprova a postare, vediamo se mantieni la stessa idea.Il punto è che Google è considerata "buona" e per questo motivo gli si fa passare tutto, finchè un giorno ce la prenderemo nel wifi aperto...
      • lupoalberto scrive:
        Re: Non ci vedo niente di male
        per quanto mi riguarda potrebbero anche averlo fatto o farlo.Per questo la mia opinione non cambia.Il pericolo è rappresentato da una certa "ignoranza" in materia.Se probabilmente ci fosse più coscienza sull'argomento, molte persone non lascerebbero le loro reti così facilmente accessibili.Goggle non è una società "buona", è una società che vive per gran parte di pubblicità sul web e che posso immaginare sia "curiosa" e analizzi tutto quello che può per poter ottimizzare la proposta di prodotti e servizi.Ciò nonostante fino ad ora a parer mio è stata discreta e di certo non mi posso lamentare di ciò che offre ed intendo utilizzarla fino a che andremo d'accordo.Considererei una società certamente in maniera diversa, se ad esempio ne acquistassi un prodotto pagandolo e questo tra gli aggiornamenti mi scaricasse anche un "addons dubbio" (e per un prodotto di terze parti), il cui scopo penso non potrebbe essere molto diverso da quello di Google.
  • Teone scrive:
    Cosa non farebbero i governi...
    Pur di rompere le scatole a google per creare precedentPer appropriarsi (nella loro errata fissazione - si sa, gli uomini politici non hanno in genere un alto tasso di istruzione) di dati che credono contengano chissà cosa...
  • styx scrive:
    che lagne pero'
    ok ha usato un pezzo di codice di test, dentro alcune (tutte?) macchine streetview ,snoopando qualche byte di reti uncrypted. dati di cui si fa ben poco e il cui codice appunto non doveva finire li' nelle auto. Ok e' una roba che non sta bene fare. Ma ha fatto anche tutto per sistemare la cosa.. audit indipendente, certificato che quella roba non serve a google, che non era una politica aziendale eccecc...Invece di piantare tante grane inutili a google, ma lucrose per gli avvocati (essendo BigG) ,sarebbe meglio perseguire ben altre faccende.. forse meno utili agli avvocati ma certo di piu' alla gente
  • bibop scrive:
    domanda...
    ma in italia non e' illegale utilizzare reti wifi private non cifrate??
    • MeX scrive:
      Re: domanda...
      anche fosse resta illegale intercettarle.
      • bibop scrive:
        Re: domanda...
        ovvio... ma e' comunque una situazione interessante... google puo' commettere il crimine solo se tu commetti un altro crimine...un po come dire... io la pistola la lascio sul tavolino del giardino se un passante XXXXXXXbubbolato passando la vede e spara alla fonte dell'XXXXXXXbubbolamento tu padrone dell'arma sei cmq responsabile
        • MeX scrive:
          Re: domanda...
          certo, cosí come se lasci le chiavi in macchina l'assicurazione non ti copre il furto, ma se trovano il ladro non é che non lo arrestano.
          • bibop scrive:
            Re: domanda...
            se con la macchina viene commesso un omicidio o una rapina credo che qualche problemino lo hai... a parte l'assicurazione...
          • MeX scrive:
            Re: domanda...
            certo, ma se uno fa una rapina non vieni accusato di rapina, e se fa un omicidio non vieni accusato di omicidio colposo... ognuno sará accusato per ció che gli compete...
          • bibop scrive:
            Re: domanda...
            ovvioma forse non mi spiego... e' paradossale che il crimine itinerante di cui e' accusata google e' in essere per un crimine che e' stanziale e reiterato nel tempo... dall'uso di una rete non criptata possono scaturire reati postali reati di mafia reati di un sacco di tipi... poi ovvio che una wep la buchi in pochi secondi e una wpa in minuti... e li sarebbe da discutere sul fatto stesso che le reti non criptate siano illegali... cioe' anche questo e' un bel temiino articolato e tutto per colpa delle googlecar... certo io fossi rappresentante di uno stato che ha subito l'onta chiederei a google le statitiche di quante reti aperte avessero incontrato sul territorio nazionale le google car poi i comporterei di conseguenza... non dico sanzioni ma almeno indagine dello stato "dell'unione" discorsi al vento... le priorita' del governo sono altre...
          • Ozymandias scrive:
            Re: domanda...
            Già, ma a prescindere, in base a quale legge è vietato avere una wifi non criptata ?
          • bibop scrive:
            Re: domanda...
            quello lo chiedo io ... e' solo un ricordo, ma considerando che in italia per accedere ad internet da un terminale pubblico teoricamente dovresti per legge essere schedato per essere riconoscibile e tracciabile...
          • Skywalker scrive:
            Re: domanda...
            Non Criptata Non AutenticataWiFi InternetIllegaleResponsabilità oggettivaIl Decreto Pisanu prevede che sia identificato chi accede ad Internet. Se hai una WiFi che ruota su internet e non prevedi un sistema di identificazione prima di lasciar passare i pacchetti su Internet, tu diventi responsabile di quello che viene fatto di quella rete. Ma di per se, nessuno ti obbliga a criptare nulla. L'esempio più lampante è l'ADSL: i dati sul doppino di rame non sono criptati, ma per accedere devi tipicamente mettere Utenza e Password con protocolli tipo CHAP.Riassumendo:- non è illegale avere una WiFi non criptata- non è illegale avere una WiFi senza autenticazione se questa non consenti di accedere ad Internet- non è illegale avere una WiFi non criptata che accede a Internet se comunque esiste un sistema di autenticazione prima dell'acXXXXX (es. Utenza e Password su una pagina Web interna, che sblocca l'acXXXXX al tuo mac address/IP)- non è illegale avere una WiFi non criptata, priva di autenticazione che accede a Internet, ma SE QUALCUNO LA USA PER COMMETTERE UN REATO, avendo omesso di identificarlo NE RISPONDI TU.Anche nel caso di Google, almeno in Italia, il problema non è che abbia "intercettato" comunicazioni non criptate, ma il fatto che le abbia archiviate-
            Ha costituito un archivio di dati potenzialmente personali e come tale è potenzialmente esposto all'obbligo della preventiva raccolta del consenso informato. (Se stai filmando la tua morosa nel parco e due su una panchina si scambiano il numero di cellulare, si dicono a che sindacato sono iscritti e che tipo di malattie hanno non è che li ha "intercettati", ma se giri per il parco registrando tutto il rumore di sottofondo per mappare dove la gente si siede abitualmente, e lo mantieni in un archivio catalogato, siamo proprio al confine con l'archiviazione di dati personali. Probabilmente non ti è chiesto di raccogliere il consenso informato di tutti, ma sicuramente di girare con un cartello ben visibile "STO REGISTRANDO TUTTO" in modo che chi non vuole essere registrato possa sottrarsi (tipo i cartelli delle telecamere di sorveglianza).
          • bibop scrive:
            Re: domanda...
            grazie... ma da come la poni tu e poi mi sono andato a spulciare i vari decreti... pisanu landolfi eccecc... non e' obbligatorio ma se non lo fai rischi... insommaclassica legge all'italiana
          • Skywalker scrive:
            Re: domanda...
            Classica legge all'italiana, certo.Che ha fatto sparire le WiFi gratuite ai bar, tanto comuni in altre nazioni.Ma il punto è che rischi "penalmente" se non fai AUTENTICAZIONE.Se fai autenticazione ma NON cripti (ad esempio per problemi di performance o per avere una rete a celle) rischi "riservatezza" ma non rischi nulla penalmente.Le reti WiFi di cui Google ha registrato frammenti di traffico probabilmente erano non criptate e prive di autenticazione.Ma Google NON HA TENTATO DI CONNETTERSI (che comunque, in assenza di utenza e password non è reato - 615ter c.p.) ed ha registrato dati DIFFUSI IN LUOGHI PUBBLICI. Né più né meno di quanto fanno le sue telecamere a frequenze ottiche, lo ha fatto a frequenze radio.Il problema quindi non è che lo abbia fatto (perché nel visibile lo fa normalmente) ma il fatto che, a differenza di quanto fa con le telecamere, non ha DICHIARATO DI FARLO e NON HA INTRAPRESO UNA ATTIVITA' ANONIMIZZAZIONE DEI DATI. Il semplice fatto che li abbiano registrati senza che venisse esplicitata la FINALITA' del trattamento, implica la mancanza di informativa, la mancanza di una attività di anonimizzazione (che elimina la necessità di una autorizzazione per il trattamento) e ha reso impossibile stabilire se la raccolta fosse PERTINENTE con la FINALITA' e se i tempi di CONSERVAZIONE fossero PERTINENTI.L'unica speranza è che riescano a dimostrare di aver registrato frammenti talmente brevi da essere intrinsecamente anonimi. In questo caso non avrebbero alcun problema.
          • bibop scrive:
            Re: domanda...
            presente che telecom con alice consiglia di usare aliceadsl come login e password per l'autenticazione delle adsl? alla faccia dell'autenticazionecmq sia e' una situazione paradossale
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