Privacy, nessuna indagine italiana contro Facebook

L'Ufficio del Garante per la Privacy ha smentito alla redazione di Punto Informatico il coinvolgimento dell'Italia nell'istruttoria di alcuni paesi europei contro il social network. A differenza di quanto ha sostenuto il Wall Street Journal

Roma – L’Ufficio del Garante per la privacy ha smentito a Punto Informatico il coinvolgimento dell’autorità italiana nell’indagine portata avanti da alcuni paesi europei per presunta violazioni perpetrate da Facebook nella raccolta e nella gestione dei dati dei suoi utenti .

La notizia era trapelata attraverso una fonte del Wall Street Journal , rilanciata anche da quotidiani italiani : nei confronti della gestione della privacy degli utenti da parte di Facebook, secondo le indiscrezioni, si sarebbero attivati i Garanti per la privacy di diversi paesi europei tra cui Francia, Spagna ed Italia .

Stando a quanto riferisce il giornale statunitense, i tre paesi si sarebbero uniti per investigare nel quadro delle indagini relative alla politiche sulla privacy adottate dal social network nei confronti degli oltre 300 milioni di utenti europei, portati avanti negli scorsi mesi da Germania , Olanda e Belgio.

Il Belgio , in particolare, aveva approfondito nelle scorse settimane le possibili violazioni alla normativa europea di riferimento dell’ ultima revisione delle policy relative alla privacy, e ha rilevato che Facebook sarebbe in grado di raccogliere dati dai siti che ospitano i suoi tasti social (per i “mi piace” ed i commenti), oltre a riservarsi il diritto di aggregare i dati raccolti dal social network, da Whatsapp e da Instagram, al fine di predisporre messaggi pubblicitari mirati. Tuttavia il tutto si inserisce in un’ iniziativa di respiro europeo che vede Facebook analizzata da cima a fondo per la sua policy in materia di trattamento dei dati degli utenti.

La notizia del Wall Street Journal , relativa al coinvolgimento diretto di Francia, Spagna ed Italia, è stata in primo luogo ridimensionata da Facebook, che riferisce di non avere ricevuto alcuna notifica dalle autorità di questi paesi.
Contattato da Punto Informatico , inoltre, anche l’Ufficio del Garante per la privacy italiano ha smentito la notizia, riferendo di non far parte del gruppo, costituito da Germania, Olanda e Belgio, che sta approfondendo la situazione del social network, e di “non avere istruttorie indipendenti aperte nei confronti di Facebook”.

Claudio Tamburrino

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  • zupermario scrive:
    Articolo incompleto
    Coma al solito si parla dei droni facendo riferimento alle sole regole che vanno adottate per chi ne fa un uso PROFESSIONALE, dando ad intendere alla gente che le uniche regole siano quelle. Il fatto che un drone cambi completamente classificazione e relative regole a seconda della destinazione d'uso non viene minimanente citato.Consiglio di leggersi il regolamento ENAC invece che questo articolo.
  • Geo scrive:
    Ingessature
    Burocrazia.Riconosco che in parte è giustificata, ma è lo stesso triste vederla sempre in azione, ingessando tutto e tutti, senza lasciare a nessuno la libertà e la conseguente responsabilità per le sue azioni.
  • lorenzo scrive:
    Tempo perso ...
    Chi ha cattive intenzioni con i droni non chiede certo la licenza , poinon essendo registrati ( almeno per ora ) e oggetto di libero commercio sara' difficile affibbiare responsabilita' per incidenti o usi impropri ...
  • filobus scrive:
    alla fine...
    non si sa bene cosa fare: io ero curioso, potevo essere interessato a prendere un modello "da trastullo", più per gioco che per altro, ma non si capisce bene quali sono le regole, e se a breve potrebbero cambiare (trattandosi del nostro paese mi aspetterei in peggio, soprattutto per la confusione)Quindi per il momento rinuncio (soldi risparmiati)
    • Leguleio scrive:
      Re: alla fine...
      - Scritto da: filobus
      non si sa bene cosa fare: io ero curioso, potevo
      essere interessato a prendere un modello "da
      trastullo", più per gioco che per altro, ma non
      si capisce bene quali sono le regole, e se a
      breve potrebbero cambiare (trattandosi del nostro
      paese mi aspetterei in peggio, soprattutto per la
      confusione)Non farti illusioni su futuribili regole più permissive: nessuna autorità dell'aviazione, di nessun Paese, permetterà mai di far svolazzare oggetti più pesanti di un passerotto sulla testa della gente, quindi volo in città verboten.Forse le regole potrebbero diventare più restrittive... ma più restrittive di così! :)
      • filobus scrive:
        Re: alla fine...
        no, più permissive non me l'aspettavo, più chiare forsenon pensavo certo di farlo girare in città, ma un parco o un campo da calcio in città è fuori luogo? e in campagna ovunque o solo a tot km?se mai decidessi mi dovrei informare meglio., certo..
        • Leguleio scrive:
          Re: alla fine...

          no, più permissive non me l'aspettavo, più chiare
          forse
          non pensavo certo di farlo girare in città, ma un
          parco o un campo da calcio in città è fuori
          luogo? Direi proprio di sì. Che gusto c'è a far volare un apparecchio che, con alcuni modelli, si può allontanare di centinaia di metri dalla base, solo sulla verticale? È chiaro che dando il permesso di volo all'interno di questi luoghi si aprirebbe una fessura rapidamente evoluta in voragine.
      • Funz scrive:
        Re: alla fine...
        - Scritto da: Leguleio
        - Scritto da: filobus

        non si sa bene cosa fare: io ero curioso,
        potevo

        essere interessato a prendere un modello "da

        trastullo", più per gioco che per altro, ma
        non

        si capisce bene quali sono le regole, e se a

        breve potrebbero cambiare (trattandosi del
        nostro

        paese mi aspetterei in peggio, soprattutto
        per
        la

        confusione)

        Non farti illusioni su futuribili regole più
        permissive: nessuna autorità dell'aviazione, di
        nessun Paese, permetterà mai di far svolazzare
        oggetti più pesanti di un passerotto sulla testa
        della gente, quindi volo in città
        verboten.possono fare le leggi che gli pare, ma è chiaro come il sole che resteranno lettera morta a meno di non sguinzagliare un mare di poliziotti a rincorrere ogni singolo drone.Alla fine, piaccia o no, dopo infinite polemiche processi e ricorsi, si sancirà l'ovvio ovvero ognuno fa il ca**o che gli pare col suo drone finché non arreca danno a terzi.In questi casi non ci va la palla di cristallo...
        • panda rossa scrive:
          Re: alla fine...
          - Scritto da: Funz
          - Scritto da: Leguleio

          - Scritto da: filobus


          non si sa bene cosa fare: io ero
          curioso,

          potevo


          essere interessato a prendere un
          modello
          "da


          trastullo", più per gioco che per
          altro,
          ma

          non


          si capisce bene quali sono le regole, e
          se
          a


          breve potrebbero cambiare (trattandosi
          del

          nostro


          paese mi aspetterei in peggio,
          soprattutto

          per

          la


          confusione)



          Non farti illusioni su futuribili regole più

          permissive: nessuna autorità dell'aviazione,
          di

          nessun Paese, permetterà mai di far
          svolazzare

          oggetti più pesanti di un passerotto sulla
          testa

          della gente, quindi volo in città

          verboten.

          possono fare le leggi che gli pare, ma è chiaro
          come il sole che resteranno lettera morta a meno
          di non sguinzagliare un mare di poliziotti a
          rincorrere ogni singolo
          drone.
          Alla fine, piaccia o no, dopo infinite polemiche
          processi e ricorsi, si sancirà l'ovvio ovvero
          ognuno fa il ca**o che gli pare col suo drone
          finché non arreca danno a
          terzi.
          In questi casi non ci va la palla di cristallo...C'e' un termine tecnico internazionale ben preciso per indicare questo modo di procedere: "All'italiana".Si fa una legge che dice tutto e il contrario di tutto, alla quale non seguira' alcuna norma attuativa.Tutti faranno come gli pare, fino a che qualcuno non andra' a pestare i calli sbagliati, nel qual caso la legge vedra' una rigida applicazione ad personam.
    • zupermario scrive:
      Re: alla fine...
      Tutto quello che e' scritto qui sopra in quest'articolo e' relativo ai droni ad uso PROFESSIONALE, per quelli come dici tu "DA TRASTULLO" il drone non e' nemmeno piu' classificato come SAPR ma come AEROMODELLO, per cui puoi volare senza "patente", senza "corsi", senza assicurazione, rispettando solo l'altezza massima di 70 metri, l'uso nel raggio di visuale, lontano da aeroporti e in zone non popolate.- Scritto da: filobus
      non si sa bene cosa fare: io ero curioso, potevo
      essere interessato a prendere un modello "da
      trastullo", più per gioco che per altro, ma non
      si capisce bene quali sono le regole, e se a
      breve potrebbero cambiare (trattandosi del nostro
      paese mi aspetterei in peggio, soprattutto per la
      confusione)
      Quindi per il momento rinuncio (soldi risparmiati)
      • Leguleio scrive:
        Re: alla fine...

        Tutto quello che e' scritto qui sopra in
        quest'articolo e' relativo ai droni ad uso
        PROFESSIONALE, per quelli come dici tu "DA
        TRASTULLO" il drone non e' nemmeno piu'
        classificato come SAPR ma come AEROMODELLO, Guarda che la classificazione non la decidi tu, in base alla qualifica che tu vuoi dare all'uso.Le regole dell'ENAC sono relativamente nuove, ed è vero che gli aeroplanini telecomandati esistevano da molto prima. Tutto sta nel vedere se queste regole si applicano anche a quelli, oppure no. Non ad una fantomatica destinazione d'uso, che ognuno, in teoria, potrebbe cambiare a seconda delle convenienze.
        • zupermario scrive:
          Re: alla fine...
          E infatti chi l'ha detto che "lo decido io"? Lo stabilisce il regolamento ENAC, mica io: '-----4. Gli Aeromodelli non sono considerati aeromobili ai fini del loro assoggettamento alle previsioni del Codice della Navigazione e possono essere utilizzati esclusivamente per impiego ricreazionale e sportivo. Pur tuttavia, il presente Regolamento contiene specifiche disposizioni applicabili allimpiego degli aeromodelli a garanzia della sicurezza di cose e persone al suolo e degli altri mezzi aerei.'-----'-----Aeromodello: dispositivo aereo a pilotaggio remoto, senza persone a bordo, impiegato esclusivamente per scopi ricreativi e sportivi, non dotato di equipaggiamenti che ne permettano un volo autonomo, e che vola sotto il controllo visivo diretto e costante dellaeromodellista, senza lausilio di aiuti visivi.'-----'-----Aeromobile a Pilotaggio Remoto (APR): mezzo aereo a pilotaggio remoto senza persone a bordo, non utilizzato per fini ricreativi e sportivi.'-----'-----Sistema Aeromobile a Pilotaggio Remoto (SAPR): sistema costituito da un mezzo aereo(aeromobile a pilotaggio remoto) senza persone a bordo, non utilizzato per fini ricreativi e sportivi, e dai relativi componenti necessari per il controllo e comando da parte di un pilota remoto.'------ Scritto da: Leguleio

          Tutto quello che e' scritto qui sopra in

          quest'articolo e' relativo ai droni ad uso

          PROFESSIONALE, per quelli come dici tu "DA

          TRASTULLO" il drone non e' nemmeno piu'

          classificato come SAPR ma come AEROMODELLO,

          Guarda che la classificazione non la decidi tu,
          in base alla qualifica che tu vuoi dare
          all'uso.
          Le regole dell'ENAC sono relativamente nuove, ed
          è vero che gli aeroplanini telecomandati
          esistevano da molto prima. Tutto sta nel vedere
          se queste regole si applicano anche a quelli,
          oppure no. Non ad una fantomatica destinazione
          d'uso, che ognuno, in teoria, potrebbe cambiare a
          seconda delle
          convenienze.
          • Leguleio scrive:
            Re: alla fine...

            E infatti chi l'ha detto che "lo decido io"?
            Lo stabilisce il regolamento ENAC, mica io:

            '-----
            4. Gli Aeromodelli non sono considerati
            aeromobili ai fini del loro assoggettamento alle
            previsioni del Codice della Navigazione e possono
            essere utilizzati esclusivamente per impiego
            ricreazionale e sportivo. Pur tuttavia, il
            presente Regolamento contiene specifiche
            disposizioni applicabili allimpiego degli
            aeromodelli a garanzia della sicurezza di cose e
            persone al suolo e degli altri mezzi
            aerei.
            '-----Quindi alcune disposizioni valgono <B
            anche </B
            per gli aeromodelli. Scommetto proprio quella che disciplina il volo sopra i centri abitati, l'unica che interessa davvero. :)Magari non te ne fregherà nulla, ma una volta avevo chiesto a un amico se fosse necessaria la patente per guidare un trattore. "Sì" è stata la risposta "ma in mezzo ai campi chi ti controllerà mai?!?". Non ci avevo pensato, in effetti è un un caso tipico di obbligo facilissimamente eludibile.
            Aeromodello: dispositivo aereo a pilotaggio
            remoto, senza persone a bordo, impiegato
            esclusivamente per scopi ricreativi e sportivi,
            non dotato di equipaggiamenti che ne permettano
            un volo autonomo, e che vola sotto il controllo
            visivo diretto e costante dellaeromodellista,
            senza lausilio di aiuti
            visivi.Facciamo uscire la discussione dal suo alveo teorico: degli APR si parla, e attorno a questi c'è interesse, perché diversi soggetti (preciso che Amazon non è stato il primo, il primato spetta probabilmente ad un'associazione studentesca australiana) sostengono di essere in grado di fare consegne a domicilio con questi esacotteri. Ora, che interesse commerciale potranno mai avere dei velivoli che si possono comandare solo a vista? Erano, e rimangono, giocattoli senza applicazioni pratiche, probabilmente l'ENAC fa anche bene a lasciarli fuori dalle sue regolamentazioni, nessuno li potrà mai impiegare per altro fuorché giocare. Se in futuro a questo giocattoli applicheranno delle videocamere che registrano in locale, e se il problema dovesse diventare generalizzato, l'ENAC proibirà anche questi giocattoli, senza opportuna autorizzazione. Non ci vuole molto a prevedere il futuro, in queste situazioni.
          • zupermario scrive:
            Re: alla fine...
            - Scritto da: Leguleio

            E infatti chi l'ha detto che "lo decido io"?

            Lo stabilisce il regolamento ENAC, mica io:



            '-----

            4. Gli Aeromodelli non sono considerati

            aeromobili ai fini del loro assoggettamento
            alle

            previsioni del Codice della Navigazione e
            possono

            essere utilizzati esclusivamente per impiego

            ricreazionale e sportivo. Pur tuttavia, il

            presente Regolamento contiene specifiche

            disposizioni applicabili allimpiego degli

            aeromodelli a garanzia della sicurezza di
            cose
            e

            persone al suolo e degli altri mezzi

            aerei.

            '-----

            Quindi alcune disposizioni valgono <B

            anche </B
            per gli aeromodelli. Scommetto
            proprio quella che disciplina il volo sopra i
            centri abitati, l'unica che interessa davvero.
            :)Certo, le regole che ho scritto fin dal primo messaggio.
            Magari non te ne fregherà nulla, ma una volta
            avevo chiesto a un amico se fosse necessaria la
            patente per guidare un trattore. "Sì" è stata la
            risposta "ma in mezzo ai campi chi ti controllerà
            mai?!?". Non ci avevo pensato, in effetti è un un
            caso tipico di obbligo facilissimamente eludibileNon vedo il nesso. In mezzo ai campi, come aeromodellista, per volare non serve nulla, non perché non ti controllano ma perché lo dice il regolamento.
            Facciamo uscire la discussione dal suo alveo
            teorico: degli APR si parla, e attorno a questi
            c'è interesse, perché diversi soggetti (preciso
            che Amazon non è stato il primo, il primato
            spetta probabilmente ad un'associazione
            studentesca australiana) sostengono di essere in
            grado di fare consegne a domicilio con questi
            esacotteri. Dissento, degli "APR" si parla anzitutto a sproposito perché (e ho ascritto apposta per questo), si fa disinformazione dicendo che "tutto e' APR" (cosa dico nel mio primo messaggio?), poi se ne parla perché si sono abbassati i costi e quindi sono piu' diffusi, e infine se ne parla cosi' tanto per dire qualcosa, stile "letture sotto l'ombrellone", perché le cosiddette consegne di amazon con i droni erano 1) il pesce d'aprile dell'anno scorso 2) un modo per far parlare di amazon 3) qualcosa di attualmente inconcepibile visto il traffico aereo che si verrebbe a creare.
            Ora, che interesse commerciale
            potranno mai avere dei velivoli che si possono
            comandare solo a vista? Erano, e rimangono,
            giocattoli senza applicazioni pratiche,
            probabilmente l'ENAC fa anche bene a lasciarli
            fuori dalle sue regolamentazioni, nessuno li
            potrà mai impiegare per altro fuorché giocare.Muove piu' soldi il "gioco" che le cosiddette "applicazioni commerciali". La vendita di un gioco non e' una applicazione commerciale? Chiaramente del venditore, non dell'acquirente. L'ultima notizia e' che i droni della DJI sono approdati nei supermercati (http://www.dronezine.it/13710/da-oggi-i-droni-dji-entrano-nei-supermercati-dellelettronica-coinvolti-400-punti-vendita-in-tutta-italia/), a parte i giocattolosi PARROT da sempre nei MediaWorld, ora i DJI si vendono proprio ovunque. Per cui, ribadisco il motivo per cui ho scritto la mia risposta e cosa voglio sottolineare con la mia risposta: quando si parla di droni e si pretende di farlo "seriamente" (qui addirittura intervista all'avvocato....) non si puo' far finta che tutti i droni siano APR con tutte le infinite regole del caso, i droni possono essere sia APR che AEROMODELLI e hanno regole diverse. In sostanza questo articolo non informa ma disinforma e prova ne e' il fatto che qui sopra ci sia qualcuno che dica "eh ma se devo sottostare a tutte queste regole allora io che ci voglio solo giocare e' meglio che non lo copro".
            Se in futuro a questo giocattoli applicheranno
            delle videocamere che registrano in locale, e se
            il problema dovesse diventare generalizzato,
            l'ENAC proibirà anche questi giocattoli, senza
            opportuna autorizzazione. Non ci vuole molto a
            prevedere il futuro, in queste
            situazioni.
          • Leguleio scrive:
            Re: alla fine...


            Quindi alcune disposizioni valgono <B


            anche </B
            per gli aeromodelli.
            Scommetto

            proprio quella che disciplina il volo sopra i

            centri abitati, l'unica che interessa
            davvero.

            :)

            Certo, le regole che ho scritto fin dal primo
            messaggio.Hai ragione, mi ero perso la chiusa della risposta a filobus: "rispettando solo l'altezza massima di 70 metri, l'uso nel raggio di visuale, lontano da aeroporti e in zone non popolate". :P
            Non vedo il nesso. In mezzo ai campi, come
            aeromodellista, per volare non serve nulla, non
            perché non ti controllano ma perché lo dice il
            regolamento.Il nesso, a ben vedere c'è. Se anche esiste un regolamento per gli APR in aperta campagna, la sua applicazione è pressoché impossibile, oggi come oggi. Forse se in futuro saranno in funzione radar tarati per oggetti così piccoli e a bassa quota se ne potrà parlare. Aeromodelli e APR pari sono, in aperta campagna, dal punto di vista pratico. Ma che cosa se ne fa un proprietario di APR in aperta campagna? Giusto per controllare che non gli disegnino i cerchi nel grano sul suo terreno. :)

            Facciamo uscire la discussione dal suo alveo

            teorico: degli APR si parla, e attorno a
            questi

            c'è interesse, perché diversi soggetti
            (preciso

            che Amazon non è stato il primo, il primato

            spetta probabilmente ad un'associazione

            studentesca australiana) sostengono di
            essere
            in

            grado di fare consegne a domicilio con questi

            esacotteri.

            Dissento, degli "APR" si parla anzitutto a
            sproposito perché (e ho ascritto apposta per
            questo), si fa disinformazione dicendo che "tutto
            e' APR" (cosa dico nel mio primo messaggio?),Sono d'accordo sulla puntualizzazione.
            poi
            se ne parla perché si sono abbassati i costi e
            quindi sono piu' diffusi, Be', fosse solo questo lo potresti dire per quanto riguarda le riviste di moda e trend. Andiamo, se PI ne ha parlato più volte è perché questo argomento oramai è tracimato in tutti gli ambiti di discussione, con interventi spesso a vanvera, sono d'accordo: dallo scompartimento ferroviario al parlamento, passando per gli stadi e le portinerie.
            e infine se ne parla
            cosi' tanto per dire qualcosa, stile "letture
            sotto l'ombrellone", perché le cosiddette
            consegne di amazon con i droni erano 1) il pesce
            d'aprile dell'anno scorso 2) un modo per far
            parlare di amazon 3) qualcosa di attualmente
            inconcepibile visto il traffico aereo che si
            verrebbe a
            creare.Totalmente d'accordo, e l'ho sostenuto pure io, in commenti passati, se vuoi ti do il link. Il punto è che se ne parla, e molto, facendo finta che sia una cosa seria. Alcuni ne parlano seriamente perché ci credono, ahimè. :
            Muove piu' soldi il "gioco" che le cosiddette
            "applicazioni commerciali". La vendita di un
            gioco non e' una applicazione commerciale?
            Chiaramente del venditore, non dell'acquirente.
            L'ultima notizia e' che i droni della DJI sono
            approdati nei supermercati
            (http://www.dronezine.it/13710/da-oggi-i-droni-djiMah... ci fossero dei campionati internazionali già in corso, capirei il tuo discorso. Ma così, con tutti i giocattoli esistenti nei supermercati... è evidente che il marketing su questi oggetti è nelle mani di Amazon e dei soggetti che li vogliono usare per consegne, non dei produttori, che non potrebbero mai aspirare ad articoli su organi di stampa così disparati. Per usare una famosa metafora: conoscono lo spartito ma non dirigono loro l'orchestra. Poi ai produttori questo tam tam fa sicuramente comodo, probabilmente fa comodo anche la confusione fra le due tipologie di apparecchi, possono vendere un aeromodello chiamandolo "drone".
            Per cui, ribadisco il motivo per cui ho scritto
            la mia risposta e cosa voglio sottolineare con la
            mia risposta: quando si parla di droni e si
            pretende di farlo "seriamente" (qui addirittura
            intervista all'avvocato....) non si puo' far
            finta che tutti i droni siano APR con tutte le
            infinite regole del caso, i droni possono essere
            sia APR che AEROMODELLI e hanno regole diverse.Il messaggio è arrivato, ora. :|
          • Drone scrive:
            Re: alla fine...
            - Scritto da: Leguleio
            Il nesso, a ben vedere c'è. Se anche esiste un
            regolamento per gli APR in aperta campagna, la
            sua applicazione è pressoché impossibile, oggi
            come oggi. Forse se in futuro saranno in funzione
            radar tarati per oggetti così piccoli e a bassa
            quota se ne potrà parlare.

            Aeromodelli e APR pari sono, in aperta campagna,
            dal punto di vista pratico. Ma che cosa se ne fa
            un proprietario di APR in aperta campagna? Giusto
            per controllare che non gli disegnino i cerchi
            nel grano sul suo terreno.
            :)Il punto che sfugge è che da un punto di vista tecnologico un "APR" e un "Aeromodello" da un punto di vista tecnologico sono ormai pressochè indistinguibili se non "nelle <b
            intenzioni </b
            " di chi li usa .L'uso che ne può essere fatto è assai vario ci sono zone in USA dove vengono usati (ad esempio in California) dai forestali in funzione di ricognizione anti-incendio e ecologica in generale.In italia ci sono alcuni operatori wireless che li utilizzano ad esempio per giudicare se valga la pena di prendere in considerazione un vecchio serbatoio di un acquedotto per installarci le antenne senza dovere fare un sopralluogo che comporti "scalate pericolose" per fare una prima valutazione di massima.Ho visto che spesso si usano proprio modellini (stile parrot per capirci) low-cost perchè per certe cose bastano e avanzano mentre alcuni aeromodelli sono ormai ben più sofisticati di aggeggini tipo parrot (turbine autonomie impensabili ecc. ecc.).La verità è che appunto l'utilizzo di questa roba è demandato in genere al "buon senso" di chi la usa e le tecnologie rendono il tutto sempre meno costoso e sempre più disponibile.L'idea che possano essere usati per delle consegne a domicilio francamente mi pare più una stravaganza poco pratica e abbastanza balzana rispetto alla gran quantità di utilizzi immaginabili e molto più pratici.Se si guardano le cose da questo punto di vista è poco probabile che non ci sarà prima o poi la revisione dei regolamenti in materia non solo perchè le guerre alla evoluzione tecnologica sono puntualmente perdenti ma sopratutto perchè è poco verosimile che si possano basare solo o prevalentemente su una idea di "utilizzo" o "utilizzo prevalente" a uno specifico scopo.Gli "scopi" li inventa la gente e i regolamenti possono farci poco.Se si comprano dei "coltelli da cucina" è improbabile che un regolamento impedisca di scannarci una persona perchè lo "scopo" lo scopri solo dopo che la mano che impugna il manico lo ha messo in atto.Se si ha fortuna quello che ha usato il "coltello da cucina" per accoppare un altra persona lo si acchiappa e lo si mette in galera ma certo a quel punto che il coltello fosse "da cucina" non fa poi tanta differenza rispetto al fatto che non fosse un coltello "da rambo" o a serramanico.Lo stesso vale per gli svolazzanti "droni" (con o senza virgolette).L'unica cosa che i regolamenti possano ragionevolmente fare è distingure in base a caratteristiche oggettive tipo ad esempio quota raggiungibile, distanza, autonomia, peso, potenza ecc.Quelle si distinguibili a differenza dell'uso "supposto".In generale qualunque oggetto può essere utilizzato per commettere un illecito o un reato e il problema non è mai l'oggetto utilizzato semmai il problema è il reato.
          • filobus scrive:
            Re: alla fine...
            E sì, quel qualcuno sono io. :-)Ma in effetti non avendo mai avuto in mano (o visto da lontano) uno di questi apparecchi (i giocattoli, che si trovano anche su Amazon, in vendita, non quelli per le consegne), mi faccio diverse domande per curiosità (consapevolissimo di non capirci niente).Non volendo suggerire usi malevoli, ma uno di questi potrebbe esere usato per scopi non leciti? Ad esempio per "spionaggio"? (industriale, seguire una persona, controllare ad esempio una villa per rapinarla, fare il guardone!)La caduta potrebbe provocare un incendio (non credo, non usano carburanti)Molti scenari sono sicuramente fantasiosi (l'autonomia di questi apparecchi è breve, con il vento credo che siano ingovernabili), ma comunque da tenere in conto per l'evoluzione futura.Teniamo conto che molti potrebbero essere le applicazioni utili e lecite: preparare o operare una riparazione difficile, verificare le buone condizioni di una struttura, aiutare uno scalatore a individuare una traccia utile, aiutare nei soccorsi, ecc.Come in altre cose, il confine tra uso strettamente professionale e uso ricreativo diventa sempre più labile, credo (se non fermato da leggi, magari aggirabili dai malintenzionati ma insormontabili per i benintenzionati)Scusate la approsimazione (almeno non scrivo articoli! ;-)
          • filobus scrive:
            Re: alla fine...
            - Scritto da: filobus
            Come in altre cose, il confine tra uso
            strettamente professionale e uso ricreativo
            diventa sempre più labile, credo (se non fermato
            da leggi, magari aggirabili dai malintenzionati
            ma insormontabili per i
            benintenzionati)scusate se insisto, ma questo ultimo punto lo ritengo importante: le cose cambiano e cambieranno ancora (vedi Uber), magari adesso si cerca di imporre (magari giustamente) la necessità di patenti e patentini, ma potrebbe nascere un mercato di ragazzini abilissimi che fanno quel che vogliono in neroe se adesso su alcuni usi ci può essere un limite dato dalla tecnologia e dai costi, si può supporre che questi limiti dopodomani o persino domani cadrannochissà se in futuro ci saranno aziende dedicate alla sicurezza che venderanno cannoncini laser per abbattere droni non autorizzati che si avvicinano alle proprietà! :-)
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