Progetto Fiducia per l'ecommerce italiano

Federcomin lancia un progetto che dovrebbe offrire maggiori garanzie a chi compie acquisti online


Roma – Nella proliferazione dei progetti pensati per spingere gli utenti internet a diventare consumatori dei servizi di commercio elettronico, si distingue quello promosso da Federcomin. Progetto Fiducia prevede infatti ad un “bollino blu” per quelle aziende che aderiscono a standard commerciali e di sicurezza “garantiti”.

Progetto Fiducia , hanno specificato a Punto Informatico i responsabili, nasce come “un’iniziativa che intende raccogliere il maggior numero possibile di aziende che vendono on-line, intorno ad un Codice di comportamento che stabilisce regole di trasparenza, sicurezza e riservatezza”. Tutto questo per garantire l’affidabilità nelle transazioni on-line presso un’utenza, quella italiana, tradizionalmente diffidente ad utilizzare i canali internet per l’acquisto.

Un’altra differenza rispetto ad altri progetti è che Progetto Fiducia è gratuito tanto per le aziende aderenti quanto per gli utenti. Un servizio che aderisce a quanto previsto dalla direttiva comunitaria (2000/31/CE) che invita alla “elaborazione di codici di condotta a livello comunitario da parte di associazioni e organizzazioni imprenditoriali e professionali”.

Le imprese che aderiscono al Progetto espongono il Marchio Fiducia Federcomin nelle loro pagine Web dedicate alle attività di e-commerce. Secondo Federcomin il marchio “assicura che lo scambio elettronico avvenga nel rispetto della privacy, che i dati riportati sul sito siano veritieri e che siano adottate le migliori tecnologie disponibili per la gestione della sicurezza, oltre a garantire il rispetto delle regole contrattuali e la corretta applicazione delle procedure per la gestione dei reclami.”

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  • Anonimo scrive:
    E' la legge della giungla!
    Solo la sete di guadagno può spiegare queste azioni contro la dignità dei bambini e la legge non può intervenire per proteggere la libertà dei più forti.
  • Anonimo scrive:
    Riflessioni...
    Se uno va sul sito incriminato (moneyopolis.org) si accorge che tale dominio e' in vendita, quindi tutte le scuse accampate dalla E&Y (...il dominio non e' piu' sotto il nostro controllo...) non hanno senso; non penso che una societa' come la E&Y abbia problemi per (ri)comprarsi il dominio in oggetto.
  • Anonimo scrive:
    Non vi sembra di drammatizzare?
    Non c'e' bisogno di moneyopolis per far cascare i bambini nella rete dei siti porno.Offerte di questo tipo sono ampiamente disponibili anche su portali ufficiali come Lycos, Arianna, Iol, ...Si parte dal banner che ammicca con il bel sedere di una modella e si arriva in un paio di link alla selezione dei siti hard.Se si vuole evitare che i bambini ci arrivino, sarebbe il caso che i genitori dosassero l'uso del collegamento ad Internet o vietandolo nelle ore in cui non possono essere li' (si possono usare blocchi Hw o Sw), oppure installando opportuni software anti-porno, senza contare che anche Internet Explorer permette di vietare, in modo blando, siti che riguardano certi argomenti.Via su', i modi ci sono per evitarlo.Teniamo sempre conto che la meta' della navigazione Internet e' diretta a siti porno e, quindi, questi hanno contribuito piu' di tutti alla diffusione del Web.
    • Anonimo scrive:
      Re: Non vi sembra di drammatizzare?
      non si tratta di drammatizzare o altro... è pura questione di morale, ke si scontra con interessi economici.i benpensanti bakkettoni bigotti italiani, ke di nascosto guadagnano con siti porno, sono tantissimi ed irrintracciabili.abbiamo in italia oltre mille siti a pagamento (e x pagamento intendo dialer, i .exe ke ti collegano in chile).ki ci guadagna da questi siti? al webmaster il X%, alla compagnia telefonica estera un altro X%, al gestore dei numeri e dei dialer il X%, ed il resto lo intasca una notissima societa' telefonica italiana, quella ke amiamo TUTTI gli italiani.ERGO: non venite a fare discorsi su morale e protezione dei bambini dal porno online, ke mi sembrano inutili almeno quanto quelli sulla liberalizzazione della droga;Pciao a tutti.
      • Anonimo scrive:
        Re: Non vi sembra di drammatizzare?
        Perche?Scusa, non voglio fare il "vecchio" della situazione o l'antipatico della combriccola...Volevo chiederti PERCHE hai rovinato un post che a me e' sembrato "giusto" e intelligente con una vagonata di "k"...Boh? ti giuro che sono irritanti e lla fine uno non legge quello che hai scritto...Ciao :-))(oh, non ho 40 anni, ne ho al massimo... 30!)
  • Anonimo scrive:
    Ma i domini.org....
    Non dovrebbero essere dedicati ad attivita' senza fini di lucro?
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma i domini.org....
      - Scritto da: §o§e
      Non dovrebbero essere dedicati ad attivita'
      senza fini di lucro?Dovrebbero...Ma come tutto non c'è una vera e propria regolamentazione.In pratica gli ORG si identificano come domini per associazioni senza fini di lucro... ma io volendo potrei acquistare edengames.org per accaparrarmi un secondo dominio per il mio sito ed aumentare la visibilità.La teoria è quella... la pratica non sempre la rispetta.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma i domini.org....
        e mi sembra anche giusto che la teoria sia rimasta quella e la pratica un'altra...chi lo dice che i .org devono per forza ospitare associazioni senza scopi di lucro? quando definirino le differenze tra org, net e com, Internet era troppo agli albori per sapere cosa sarebbe successo.Meglio così... e attendiamo qualche suffisso interessante, non .biz che mi sembra un'antizanzare.
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