Progetto Lepida, i risultati

Conferme

Roma – Nei giorni scorsi sono stati presentati i risultati del progetto Lepida@Unife realizzato dall’Università di Ferrara e la Regione Emilia Romagna, un progetto di estensione del network dentro l’Università e in tutte le sedi distaccate sul territorio. Una rete dalle potenzialità notevoli, si parla della bellezza di 1000 megabit al secondo di banda.

Secondo i promotori del progetto sono 17mila gli studenti che ora possono collegarsi gratuitamente alla rete in banda larga attraverso gli hot spot WiFi connessi alla rete. Ma i benefici del nuovo network, sul quale corrono anche VoIP ed altri servizi, sono tali da garantire un risparmio annuale di 550mila euro.

Il sito di riferimento di Lepida@Unife si trova a questo indirizzo

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Anonimo scrive:
    Che dire se non che...
    ...a mountain view sono sempre i più tosti?(love)
  • Anonimo scrive:
    Meglio BLURB.COM !
    Dal sito di Dispenser (http://www.dispenseronline.rai.it/servizi/2211.html):"22/11/2006 - DA AUTORE E EDITORE CON UN CLICK: LA RIVOLUZIONE DI BLURB.Ogni tanto sui giornali ci sono annunci piccoli e quadrati che promuovono la possibilità per chiunque di diventare uno scrittore. Si parla di concorsi, di premi, di valutazione di opere prime, di scouting o editing. È tutta fuffa. Lo sapete benissimo ma ribadirlo è sempre cosa buona e giusta. Daltronde chi crede di essere un genio letterario incompreso ha problemi diversi da quelli di chi vuole pubblicare. E fargliela capire è dura. Per gli altri. Per quelli che sanno di valere quello che valgono, pochino o moltissimo che sia, cè un servizio on line stupefacente. Per smitizzare, e farsi da soli, il proprio volume.[mfb]Sono sempre più frequenti i casi di clamorosi successi commerciali legati a Internet. Ne sono esempio siti come You tube o My space, che sono diventati fenomeni globali, al punto da rendere miliardari i loro creatori. E ben presto altri potrebbero seguire la stessa sorte.Secondo il prestigioso settimanale Time uno dei siti a che ha buone possibilità di rivelarsi il prossimo boom commerciale è lamericano Blurb.com. Non si tratta di un sito di scambi musicali, né di diffusione video, né di chat o messaggeria, ma di un servizio editoriale. Lidea che un sito letterario possa trasformarsi in un successo vi lascia perplessi? Ancora non conoscete lofferta di Blurb, che in pratica è in grado di trasformare ogni cliente in editore istantaneamente.La vera novità di Blurb è infatti racchiusa nel software SmartBook, un programma di semplice utilizzo e scaricabile gratuitamente, che permette allutente di creare un libro in poche mosse.In pratica il software offre una serie di impaginati di diversa grafica e stile. Allutente basta scegliere limpostazione preferita, quindi inserire testi e foto a scelta, e il gioco è fatto.Per esempio, potete raccogliere le ricette di vostra madre, le foto delle vacanze con gli amici, le vostre poesie, le immagini del primo anno di vita di vostro figlio, e trasformare ognuna di queste raccolte in singoli libri. Una volta che avete limpaginato, inclusa la sovraccoperta con tanto di titolo e immagine, inviate il tutto a Blurb.com che ve lo stamperà e invierà a casa, garantendovi la stessa qualità di un volume acquistato in libreria.Un vero e proprio editore on demand, quindi.E con Blurb non solo potete creare un libro su misura per voi, ma anche stamparne quante copie volete o addirittura metterlo in vendita sul sito stesso. Se i vostri amici sono interessati ad averne una copia, basterà loro ordinarla on line.Blurb ha già predisposto una serie di grafiche specifiche per diversi utilizzi: libro di ricette, libro di memorie, libri su cani, gatti o bambini. Ma sta anche studiando un nuovo e innovativo servizio: quello per trasformare i contenuti di un blog in un libro.Se anche voi avete il vostro diario in Rete e sognate di raccogliere i vostri scritti in volume, oggi non dovete più preoccuparvi di contattare un editore. Con Blurb sia voi che i vostri più fedeli lettori, potrete averlo senza bisogno di alcuna intermediazione.E importante sottolineare che il programma SmartBook, una volta scaricato sul proprio computer, è utilizzabile liberamente, ossia senza alcun obbligo di ordinare e acquistare alcun libro. Ognuno è quindi libero di sperimentare tutte le impaginazioni che vuole e di stamparsele a casa propria, se lo desidera. Ma certo la qualità non sarà quella professionale offerta dal sito.In altre parole, rischi zero e molti, evidenti vantaggi. Ora è facile capire perché anche unautorevole rivista come Time è pronta a scommettere sul suo successoMatteo B Bianchi"...e presto nascerà qualcosa di analogo per la musica (lo sto mettendo in piedi insieme a due ingegneri informatici) !Marco Ravich
  • avvelenato scrive:
    Gli editori fanno (il loro) bene
    I libri sono l'ultimo baluardo in un mondo dove si sta perdendo tutta l'identità tra contenuto e contenitore.Un'identità che dà(va) potere contrattuale agli editori, i quali possono decidere un prezzo e vendere in condizioni di monopolio (temporaneo, ma quanto temporaneo? 70 anni?), senza dover affrontare il problema della concorrenza sleale che la pirateria reca al mercato musicale e cinematografico.Ovvio che gli editori siano ostili.Si cita il collettivo wu ming (ex luther blisset), ma onestamente, credete ci sarebbe stato spazio per le vendite, se ci fosse stata la possibilità di leggere libri di centinaia di pagine senza utilizzare il libro di carta? (ora per carità non venitemi a dire che voi leggete bene sul vostro palmare, sul vostro cellulare, sul vostro schermo a fosfori verdi, sono cazzi vostri e mi fa anche piacere, ma non rappresentate certo la media)Io "Q" di Luther Blisset l'ho comprato perché mi sono accorto che non sarei mai riuscito a leggerlo sul pc.Onestamente non so se avrei elemosinato qualche soldo se avessi letto il libro su di un lettore di ebook, a sbafo.E onestamente, benché io non creda in un'economia di mendicanza come quella che vorrebbero far passare per il futuro certi santoni barbuti dell'informatica, bravi solo a trovare acronimi ricorsivi, se poniamo per ipotesi che un'economia simile, romanzo gratuito e offerta libera su paypal, prenda piede ed abbia abbastanza successo da rendere l'attività di scrittore altrettanto remunerativa di quanto lo è adesso... che spazio avrebbero gli editori in questo? Che guadagno? Ovvio che se io voglio regalare 2 euro li regalo all'autore, a chi sennò? Tanto se la carta non c'è, se la copertina in brossura non c'è, se l'unico vero editore rimane il provider -che già lo pago ogni mese-, allora ovvio che gli editori di libri non hanno che da perderci!Poi pensiamo ad un'altra cosa: il mercato dei libri è tenuto in piede dal settore educativo. Non raccontiamoci palle perché lo sanno tutti: è una mafia. Poi in ogni stato funziona diversamente, da noi ad esempio i libri si comprano di tasca propria, salvo chi è così povero da godere di agevolazioni, ogni tanto un'edizione nuova con cambiamenti minimi giusto per evitare che i libri possano essere riutilizzati girando nel mercato dell'usato, e così si fanno felici gli editori.Ma con gli ebook? Considerate il potenziale educativo: la possibilità di aggiornare il testo in maniera flessibile come adesso col software, la possibilità di ricerca testuale, le possibilità multimediali, opzioni per prendere appunti "sul testo" senza pasticciare il libro fisico e digitalmente condivisibili.... imho, non appena lettori di ebook diverranno pratici al pari dei libri ed economicamente competitivi, addio libri scolastici... il problema però sarà: accetteremo che i nostri figli debbano pagare testi scolastici, o pretenderemo che sia lo stato a distribuirli e provvedere al loro aggiornamento? Considerando che già adesso molti professori rinunciano ai libri utilizzando al loro posto dispense distribuite gratuitamente, viene ovvio credere che in un futuro simile gli editori perderanno tutto il mercato legato alle spese scolastiche.E voi mi volete dire che questo va a vantaggio degli editori? Ma fatemi il piacere.Piuttosto, prendiamo atto che è guerra aperta, e iniziamo ad erodere vantaggi, come la cessazione dei diritti d'autore per tutti i libri non commercializzati (indipendentemente dalla data di scadenza dei (C) ): se tu editore sei detentore dei (c) di un dato libro, o lo stampi, o i tuoi diritti su quel libro svaniscono.
    • MeX scrive:
      Re: Gli editori fanno (il loro) bene
      ti svelo un segreto, la tua città ha un posto che si chiama "biblioteca" in cui puoi leggere i libri a casa portandoli a casa come un videonoleggio... a non ci sono DRM!Pazzesco eh?
  • Anonimo scrive:
    Gli editori sono miopi
    Se non comprendono i vantaggi anche economici oltre che commerciali di questo metodo di distribuzione: il testo cartaceo prima lo produci, poi lo vendi. Il testo "virtuale" non ha costi anticipati di realizzazione, di stampa, magazzino, distribuzione, rischio di obsolescenza delle giacenze invendute, ecc.Praticamente azzera quasi tutti i maggiori costi fissi (e quindi riduce il rischio).Inoltre se adeguatamente protetto può tutelare anche i diritti di autore, persino molto meglio del testo cartaceo...che come noto si può (illegalmente e facilmente) fotocopiare. Rimanendo nel paragone "Itunes" a quanto mi risulta i brani pirata in circolazione non provengono certo da li, visto che ci sono molti modi più semplici per realizzarli, come rippare (sempre illegalmente e facilmente) un normale cd audio.Sono molto miopi secondo me.
    • Anonimo scrive:
      Re: Gli editori sono miopi
      Gli editori ci vedono benissimo come le grandi major della musica. Vedono nell'avvento di internet e nei nuovi modelli di distribuzione quella che sarà la loro inesorabile fine. La loro principale forza sino a ieri era proprio il canale distributivo. A scrivere una canzone basta una chitarra per un libro basta un foglio di carta e una penna. Le poche cose correlate (uno studio per registrare, un grafico che ti inventi una copertina, un po' di pubblicità, etc...), sono tutte fornibili da molte entità (ovvero non c'è un monopolio). Quello con cui ti tenevano per le palle e su cui non c'era possibilità di concorrenza era la rete di distribuzione del medium (CD o libro che sia). Una rete di negozi (o contatti con gli stessi) e un sistema che stampi in volumi il medium sono cose che costano molto e solo pochissimi possono permettersi di offrire un tale servizio. La potenza distributiva e la facilità di riproduzione del mezzo che dà internet unito alle nuove tecnologie abbatte i costi aprendo di fatto il mercato a chiunque abbia la voglia / capacità di provarci. E questo significa per loro la perdita del monopolio e del potere.
      • MeX scrive:
        Re: Gli editori sono miopi
        - Scritto da:
        Gli editori ci vedono benissimo come le grandi
        major della musica. Vedono nell'avvento di
        internet e nei nuovi modelli di distribuzione
        quella che sarà la loro inesorabile fine. La loro
        principale forza sino a ieri era proprio il
        canale distributivo. A scrivere una canzone
        basta una chitarra per un libro basta un foglio
        di carta e una penna. Le poche cose correlate
        (uno studio per registrare, un grafico che ti
        inventi una copertina, un po' di pubblicità,
        etc...), sono tutte fornibili da molte entità
        (ovvero non c'è un monopolio). Quello con cui ti
        tenevano per le palle e su cui non c'era
        possibilità di concorrenza era la rete di
        distribuzione del medium (CD o libro che sia).
        Una rete di negozi (o contatti con gli stessi) e
        un sistema che stampi in volumi il medium sono
        cose che costano molto e solo pochissimi possono
        permettersi di offrire un tale servizio. La
        potenza distributiva e la facilità di
        riproduzione del mezzo che dà internet unito alle
        nuove tecnologie abbatte i costi aprendo di fatto
        il mercato a chiunque abbia la voglia / capacità
        di provarci. E questo significa per loro la
        perdita del monopolio e del
        potere.in realtà gli editori non distribuiscono un bel niente... ma son i distributori, che sono altre società...Ti tengono per le palle perchè promozionare un libro, lavorare con un distributore... ... è un lavoro... e se il tuo lavoro è lo scrittore hai bisogno di un editore :)
        • Anonimo scrive:
          Re: Gli editori sono miopi
          E com'è che girano sempre i soliti nomi? In tutti questi anni non c'è stato nessuno che sia stato in grado di imparare a promozionare un libro o contrattare con dei distributori? Va bene "farsi un nome" nel settore, ma da questo ad avere un quasi monopolio ne passa. A mio avviso il problema sono i grandi costi fissi di produzione e distribuzione appunto. Guarda nel settore della musica che è un po' più avanti a riguardo. Prima di internet era impensabile che una società come la Apple pensasse di diventare un'etichetta musicale. A parte il know-how in materia, avrebbe dovuto spendere un fiume di soldi e tempo per fare accordi con le reti di negozi per distribuire i propri prodotti. Con Itunes adesso non la vedo una cosa così impossibile proprio perchè questo ultimo scalino viene abbattuto.
          • MeX scrive:
            Re: Gli editori sono miopi
            iTunes NON E' un etichetta discografica!E' un negozio.
          • Anonimo scrive:
            Re: Gli editori sono miopi
            Non ho detto che lo sia ma che non vedo così improbabile che lo possa diventare (possibilità che non ci sarebbe stata senza i nuovi mezzi di comunicazione/distribuzione).
Chiudi i commenti