Qualcomm per le piattaforme audio smart

La corporation statunitense presenta nuovi chip per gli hub audio next-gen, una tipologia di prodotto potenzialmente destinata a proliferare ben oltre i recinti degli assistenti digitali proprietari di Amazon, Google e compagnia

Roma – Dopo i chip SoC (System-on-a-Chip) per smartphone e altri gadget mobile, Qualcomm vede ora nuove opportunità di crescita nel nascente business degli smart hub sonori , gli assistenti digitali con microfono omnidirezionale incorporato pronti ad ascoltare tutto quello che dice l’utente per fare acquisti online, cercare sul Web e molto altro ancora.

Le novità recentemente presentate da Qualcomm includono prima di tutto una piattaforma Smart Audio ( Smart Audio Platform , appunto) per i produttori OEM, un design di riferimento alternativamente basato su due diversi chip a basso consumo (APQ8009 e APQ8017) e pensato per “accelerare” lo sviluppo e la commercializzazione di speaker intelligenti con pieno accesso alla connettività di rete.

La piattaforma Smart Audio della corporation americana vuole insomma fornire tutto il necessario affinché i produttori interessati possano immettere velocemente sul mercato una nuova soluzione in stile Amazon Alexa o Google Assistant, e non a caso viene offerta la compatibilità con le due piattaforme concorrenti anche se non al “day-one” della disponibilità della nuova piattaforma.

Smart Audio Platform include microfoni, speaker e tecnologia per il riconoscimento vocale di base, mentre sul fronte prettamente “audio” della soluzione sono in arrivo un chip DDFA per l’amplificazione audio e nuovi chip SoC pensati per realizzare speaker wireless (Bluetooth), cuffie e altri dispositivi di ascolto “indossabili”.

Il management di Qualcomm rassicura sul fatto che i nuovi SoC sono in grado di ridurre in maniera sensibile i costi e i tempi di integrazione necessari alla creazione di prodotti smart audio pronti per il mercato, con tecnologie compatibili con le soluzioni più recenti e popolari (kernel/OS Linux, microfoni con cancellazione dell’eco, Bluetooth, WiFi, FLAC, MP3, Ogg Vorbis).

Tutti i nuovi chip includeranno infine il supporto per la piattaforma audio proprietaria di Qualcomm (AllPlay), e la corporation è ovviamente speranzosa sul fatto che ora i produttori OEM si impegnino a supportare in maniera più consistente il servizio. I chip arriveranno nel terzo trimestre del 2017, mentre per il supporto alle tecnologie smart audio di Amazon e Google occorrerà attendere un po’ di tempo in più.

Alfonso Maruccia

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  • alli bito scrive:
    cose strane
    Non ho capito quanto scritto nell'articolo: la nostra voce è attualmente veicolata su una sorta di GSM over LTE e l'intenzione è quella di fare un VoIP over LTE?Se è così sono allibito; siamo alla preistoria delle comunicazioni....
    • Ruppolo scrive:
      Re: cose strane
      pr0prio preistoria non direi, sperimentazioni!
      • fan tozzi scrive:
        Re: cose strane
        Si, ma se ricordo da itempi della scuola, il layer di trasporto è ininfluente rispetto agli altri layer dello stack, ed LTE è alla fine un cavo invisibile....
    • xte scrive:
      Re: cose strane
      Da tempo vari operatori sperimentano una sorta di "SIP" su LTE/4G ovvero al posto dello standard GSM "classico" per le comunicazioni uno standard "stile VoIP classico" che permette di usare codec audio qualitativamente più interessanti del GSM.Perché sarebbe preistoria? Da sempre in campo VoIP c'è la lotta tra n codec per chi usa meno banda, chi ha qualità audio migliore, chi usa meno risorse (cpu/ram ecc) per codificare ecc è naturale cominci ad arrivare anche altrove :-)
    • Il solito scrive:
      Re: cose strane
      Mi risulta che in copertura LTE i terminali facciano il CSFB (Circuit Switched Fall Back), quindi chiamate voce sempre in modalità "circuito".L'uso di IMS e più specificatamente di VoLTE permetterebbe di rimanere sempre in 4G anche per le chiamate voce.
    • alli bito scrive:
      Re: cose strane
      Grazie per le risposte; meno preistorico di quanto pensassi, ma la faccenda mi aveva colpito perché davo per scontato (senza averlo mai ponderato) che cambiando tecnologia, automaticamente fosse implementata e integrata anche la voce.Così non è, evidentemente.
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