Quando il Dialer arriva in Tv

Pubblichiamo un intervento di Simonetta Zandiri apparso su Strategie Digitali che traccia un profilo della complessa questione dei dialer

Roma – Quando il Dialer arriva in TV… allora, forse, diventa un problema (o un reato) reale. E’ sempre più frequente che dopo anni di lamentele, esposti, querele spesso appoggiate dalle associazioni consumatori, un business ai limiti (si fa per dire) della legalità possa essere considerato una truffa solo dopo che programmi noti come Striscia la Notizia o, in questo caso, Mi Manda Raitre, li denunciano al vasto pubblico televisivo. Come se il passaggio della notizia in un programma televisivo ne convalidasse l’importanza o la veridicità.

Così è stato per il fenomeno dei dialer, del quale si parla spesso on e off line, ma contro il quale NON sono ancora stati presi seri provvedimenti dagli organi italiani, da quelli che dovrebbero vigilare sul rispetto delle leggi in vigore e da quelli che, invece, dovrebbero rivedere le leggi in funzione di eventuali abusi peraltro segnalati dagli stessi utenti anche alle forze dell’ordine, come vere e proprie truffe.

Se l’Autorità pare prendersi tutto il tempo per risolvere queste truffe che stanno svuotando le tasche di ingenui utenti, tuttavia pare molto più rapida nel gestire leggi tutte a danno degli stessi utenti/consumatori, penalizzati dalle norme contraddittorie sul diritto d’autore che proteggono palesemente più gli interessi (ed i profitti) degli editori che non quelli degli utenti e, per assurdo, degli stessi autori. Ma questo è un altro discorso che apre una serie di riflessioni che affronteremo prossimamente, in altra sede.

Tornando alla piaga dei Dialer, fenomeno più volte affrontato da Punto Informatico (si legga l’interessante racconto di uno sfortunato navigatore ) e da tante altre riviste on e off line, ieri sera la denuncia è arrivata finalmente al grande pubblico grazie al programma Mi Manda Raitre. Dopo alcuni racconti di malcapitati ancora sotto shock per aver ricevuto bollette telefoniche con cifre esorbitanti le accuse sono state presentate e discusse con alcuni protagonisti del “business”, dal webmaster 21enne gestore di un sito per il download di software (a pagamento, con connessione a numero 70xxxxxx), a Plug It , fornitore di servizi telematici e di fonia vocale, alla stessa Telecom, quindi con i “singoli anelli” di quella che non ci sentiamo di definire catena del valore del business legato ai dialer.

Ogni singolo componente di questa catena del NON VALORE ha dichiarato di agire nel rispetto della legge (ma non delle persone, a parere nostro) e nei limiti della stessa, delegando all’anello successivo o a quello precedente la responsabilità di avere oltrepassato quel limite. Nessun colpevole, dunque, perchè nessuno, senza l’anello precedente o quello successivo, avrebbe potuto compiere il raggiro (perchè per chi vi scrive…di questo si tratta!).

Tuttavia un anello di questa catena ha deciso di cambiare le regole del gioco con una mossa a sorpresa che tenta, in qualche modo, di arginare la dilagante piaga dei dialer. Si tratta di Google, il motore tra i più amati dal popolo della Rete, che ha mandato agli utenti del suo servizio di advertising un messaggio che spiega come sono state modificate le policy per tutelare maggiormente gli interessi dei tanti navigatori che utilizzano, con fiducia, il motore di ricerca Google.

Ecco le novità introdotte da Google per chi utilizza il programma AdWords, qualora il sito Web richieda o solleciti l’uso di un Dialer (citiamo testualmente dall’email inviataci dal team di Google):

“Google non consente annunci, o annunci di siti Web, che mancano di
1. indicare l’uso di Dialer nel testo dell’annuncio AdWords. Il termine Dialer (D maiuscola, no abbreviazioni) deve essere incluso nel testo dell’annuncio.
2. fornire nello spazio “immediatamente visibile” della pagina di destinazione un messaggio facilmente leggibile, con una dimensione carattere di almeno 10 punti, in cui si informa dell’utilizzo del Dialer e del costo al minuto, in formato numerico (non testuale), della chiamata effettuata tramite il Dialer.
3. dare agli utenti la possibilità di scegliere se avviare o meno il download. I download non devono essere avviati in maniera automatica, né possono essere consentite le operazioni automatiche associate ad ActiveX; per avviare il download, gli utenti devono fare clic su OK nella relativa finestra di dialogo. Se non è prevista la possibilità di interrompere il download facendo clic su ‘No’, l’annuncio non verrà approvato. Inoltre, l’uso dei Dialer non deve essere riproposto se l’utente ha già espresso parere negativo. Se, dopo aver fatto clic su ‘No’, riappare automaticamente una finestra di dialogo, l’annuncio non verrà approvato.
4. fornire nella pagina di destinazione informazioni sufficientemente dettagliate sui contenuti a cui è possibile accedere tramite il Dialer, in modo da consentire agli utenti di decidere se scaricare o meno il Dialer stesso.Nel testo dell’annuncio AdWords o nel proprio sito possono essere inserite solamente affermazioni accurate e veritiere circa il prodotto o il servizio fornito tramite il Dialer. Effettueremo un controllo continuo del feedback fornito dagli utenti riguardante i vostri annunci o il vostro sito Web e disattiveremo gli annunci, o gli annunci dei siti Web, che riterremo fuorvianti per gli utenti.”

Nell’email Google specifica che vengono dati a tutti i gestori sette giorni di tempo per adeguarsi alle nuove policy, termine oltre il quale il team provvederà ad eliminare eventuali annunci non ancora in regola.

Dunque un anello della catena ha deciso di cambiare le regole del gioco, dimostrando trasparenza, correttezza e rispetto per quell'”utenza” che, tra l’altro, è la vera forza di Google. Ma è lo stesso rispetto che potrebbero dimostrare, adeguando le loro policy, anche altri grandi portali e motori che da mesi “vivono” (o sopravvivono) soprattutto grazie alla pubblicità di servizi di gestori di dialer… E’ lo stesso rispetto che potrebbe dimostrare anche la Telecom, con un controllo più serio di servizi spesso ai limiti della legalità, sui quali peraltro la Telecom incassa parte degli utili…

E’ anche il rispetto che chiedono quei gestori di servizi che con trasparenza e rispetto offrono reale valore aggiunto attraverso queste numerazioni e che adesso rischiano di essere penalizzati. Ed è certamente lo stesso rispetto che i cittadini pretendono da un legislatore che si è dimostrato efficiente (o quasi) per tutelare gli interessi degli editori (copyright), ma non altrettanto rapido nel garantire il rispetto dei diritti dei cittadini!

e-ticamente,

Simonetta Zandiri
Strategie digitali

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

Chiudi i commenti