Quando le macchine si sfidano a scacchi

Fuori i supercomputer, nel campionato mondiale di scacchi e mezzo computer si confermano i vincitori di sempre. Il motore scacchistico del Maestro Vasik Rajlich ha la meglio su tutti

Roma – Rybka , il software scacchistico del Maestro Internazionale Vasik Rajlich distintosi dai concorrenti per la prevalenza di giocatori professionisti rispetto ai programmatori nel suo team di sviluppo, ha vinto per la terza volta di fila il World Computer Chess Championship ( WCCC ), evento incluso nelle Computer Olympiads organizzate a Pamplona in Spagna dalla International Computer Games Association ( ICGA ). Nell’occasione si è imposto anche nella categoria scacchi di queste ultime e nella variante Blitz del WCCC.

In risposta agli sbilanciamenti nei rapporti di forza sul piano della potenza bruta delle CPU degli scorsi anni che aveva favorito le prestazioni di Shredder, Junior e dell’open source Crafty, da questa edizione una nuova controversa regola restringe la gara all’hardware “domestico” con un massimo di otto core (una motherboard fino a quattro socket) escludendo così i supercomputer già protagonisti di epiche sfide contro avversari umani.

I dieci partecipanti hanno reagito adottando quasi in massa, ben la metà di loro, l’Intel Xeon eight-core a 3.2 Ghz, due gli AMD, uno il Core Duo. Ignoti i restanti. Intel si pone dunque ai vertici di una ipotetica “classifica costruttori”.

Secondo Rajlich un simile approccio apporta un duplice danno: “Previene l’innovazione con cluster di componenti di ordinaria reperibilità e allo stesso tempo enfatizza l’uso di costose workstation”. Tale modifica al regolamento però non ha cambiato l’esito finale: Rybka primo con otto vittorie e due pareggi, Shredder si è dovuto accontentare del terzo posto dopo il belga Deep Sjeng (le varianti “Deep” di questi programmi sono per i multiprocessori, ndr), sono lontani i tempi in cui si batteva col grande assente Fritz per il primato. Ancora più giù c’è l’israeliano Junior al quarto gradino, solo ottava posizione per gli italiani di Equinox. Un rapido paragone con la classifica olimpica, competizione dove il limite summenzionato non valeva, ha confermato analoga graduatoria, il cluster di 52 core assemblato da Lukas Cimiotti per Rybka ha sbaragliato gli avversari, il solito Shredder si è scambiato l’ordine di arrivo col 56-core di Deep Sjeng e l’unico vero stravolgimento è stato il ritiro di Junior per problemi tecnici.

Dalla clamorosa sconfitta di Kasparov ad opera di Big Blue del 1997 al 6-0 tennistico rifilato da Hydra a Michael Adams nel torneo di Abu Dhabi, la sfida tra computer sta diventando un elemento sempre più rilevante per scoprire cosa sia rimasto di inesplorato dalla mente umana in questo sport.

Fabirizio Bartoloni

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  • nedo78 scrive:
    p2p = pirata .... ma siamo impazziti???
    è vero che chi usa i programmi P2P di solito sono persone dedite allo scambio di file coperti da copyright, ma non è per forza la regola!!Se dovessero chiudere tutte le comunicazioni internet perchè una persona sta usando uno di questi programmi sarebbe una grossa limitazione della libertà personale... e presume un illecito solo per l'utilizzo di un protocollo di comunicazione! Sopratutto se pensiamo che nessuno può mettersi dall'altra parte del filo e controllare ogni pacchetto inviato o ricevuto senza un regolare mandato....Insomma per me la legge francese è solo una mannaia per cercare di salvaguardare i "cavoli" delle major detentrici dei diritti o dei musicisti!!!Il problema non siamo noi utilizzatori, che ci accontentiamo di un film in divx o una canzone in mp3 (due file che sono compressi e quindi di poco valore qualitativo), ma dei veri "DELINQUENTI" che dopo aver scaricato qualcosa poi lo masterizzano e lo rivendono, tramite bancarelle abusive o semplicemente dei lenzuoli a terra, per trarne vantaggio monetario!!!!Fin da quando sono un bambino che vedo gente che si duplica le musicassette o le vhs.... anche quello sarebbe da punire, vogliono solo mettere un bavaglio a un mezzo veramente libero perchè non sono in grado di controllarlo?BAH!!!Nedo
  • giumy73 scrive:
    Cosa diavolo è?
    Bel nome, ma cosa è ?
  • lucente scrive:
    troppo facile..
    Innanzitutto, a quanto pare, questo "Centro nazionale per il contrasto della pedoXXXXXgrafia sulla rete Internet" si occupa in un certo senso di perseguire, in una fase prodromica rispetto a quella vera e propria che spetta alla magistratura, un reato di particolare gravità qual'è la pedoXXXXXgrafia e non di tutelare un mero diritto patrimoniale qual'è il diritto d'autore; inoltre, in quanto organo amministrativo, non è autorizzato a scandagliare la rete per scovare i potenziali illeciti, nè di conseguenza ad emanare "ammonimenti" per una presunta violazione del diritto d'autore; in caso contrario, andrebbe incontro a una evidente violazione dell'art. 15 cost.E poi: la limitazione del "diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione" (art. 21 cost.) che si verificherebbe a seguito della disconnessione per presunta violazione del diritto d'autore, sarebbe un'altra grave stortura giuridica; oltretutto, i diritti fondamentali riconosciuti agli articoli summenzionati, non posson certo esser limitati con un provvedimento amministrativo. In definitiva, la soluzione non è L'Hadopi, ma una modernizzazione del diritto d'autore che tenga conto del fenomeno Internet.
    • Momento di inerzia scrive:
      Re: troppo facile..
      Quante volte la scusa della lotta alla pedoXXXXXgrafia è stata usata come scudo per far passare nefandezze legislative?Questa sarebbe solo l'ultimo esempio.
      • Sgabbio scrive:
        Re: troppo facile..
        Ma il server numero 5 d'imageshack è ancora oscurato, adesso che mi ci fai pensare.
        • Momento di inerzia scrive:
          Re: troppo facile..
          Se fossi malizioso potrei sospettare che su quello stesso server siano ospitate immagini sgradite a qualche potente nostrano...Se fossi malizioso.
          • Sgabbio scrive:
            Re: troppo facile..
            Quella questione è il perfetto esempio di non curanza tutta italiana.Bastava eventualmente segnalare la cosa al gestore del sito invece di menomare un servizio web!Perchè trovo inconcepibile, che per guardare una immagine riguardante una moto, devo per forza di cose usare un proxy...
    • bubba scrive:
      Re: troppo facile..
      - Scritto da: lucente
      d'autore; inoltre, in quanto organo
      amministrativo, non è autorizzato a scandagliare
      la rete per scovare i potenziali illeciti, nè dibisognerebbe ricordarlo al prete Di Noto che, non essendo nemmeno un organo amministrativo, da anni scandaglia e segnala autoassumendosi la carica di fustigatore delle anime altrui...
      • Sgabbio scrive:
        Re: troppo facile..
        Non ti sei mai chiesto perchè Di Noto, il prete purtroppo noto, abbia una stretta collaborazione con le forze dell'ordine? E la meter non è l'unica che ha fatto cosi.Bisogna ringraziane le attuali leggi sul pedoXXXXX che criminalizzano persone o cose che non hanno niente a che vedere con i pedofili. Anche se le stesse forze dell'ordine fortunatamente, in molte circostanze cerano di non fustigare chi segnala l'eventuale sito di robe pedofile XXXXX.Poi Di noto è quello che ha fatto sequestrare un forum perchè parlavano dei preti pedofili.
    • Momento di inerzia scrive:
      Re: troppo facile..
      - Scritto da: Sgabbio
      il p2p anonimo è ancora
      lontano da essere utilizzato massiciamente (c'era
      winny, software giapponese, ma l'autore non ha
      mai voluto che diventasse famoso).Non credo che Winny fosse anonimo: hanno beccato l'autore e stangato gli utilizzatorihttp://punto-informatico.it/2224654/PI/News/giappone-stangata-piu-pesante-contro-p2p.aspx
      Faccio presente che esistono anche i servizi di
      file hosting come Rapidshare, mediafire,
      megaupload e tanti
      altri.Tutti sotto il tiro delle major
      Li come controllano, soprattutto se metto delle
      pass al file compresso
      ?potrebbero costringerti a rivelare le password.Da questo segue che bisognerebbe che i file apparissero innocui a chiunque non avesse la password.E di conseguenza credo che il futuro sia nella steganografia.
  • Doroty scrive:
    no, no è così la realtà....
    Il download esiste e esisterà sempre nonostante leggi e regolamenti emanati da chichessia.Gli esperti informatici troverebbero subito il sistema per raggirare la norma e non farsi "tracciare" oppure trovare sistema alternativi (non sò si qualcuno ricorda al tempo di Napster, non ricordo le motivazioni, ma fù distribuito un software de criptare/descriparate gli mp3 in modo che il rete agli ignari apparivano fei comunissimi file di testo o oltro ma non mp3).E' una lotta impari che potrà essere risolta con sistemi diversi dai divieti.La formula - secondo me - che potrebbe funzionare e far pagare un prezzo aggiuntivo ai canoni ISP in base alla banda ed obbligare gli ISP a fornire applicativi per il p2p con contenuti controllati (scarico il film picopallo e sono sicuro di sacricare pincopallo e non un XXXXX) con ripartizione dei giusti diritti agli autori dei brani "scambiati".Che nessuno mi venga a dire che non è d'accordo perchè il pc lo usa solo per vedere l'oroscopo e quindi non ritiene di dover pagare un pò di più per fruire di opere dell'ingengo!!! Direbbe un falso !!! E' come dire che chi ha la tv l'accende solo e solo per vedere il TG.... Ma và!!!Pochi soldi in più per tutti = contenti tutti = problema risolto.Bye - Doroty
    • gabriella giudici scrive:
      Re: no, no è così la realtà....
      Leggendo i post di Doroty e Momento di inerzia mi rendo conto di quanto sia perso il concetto stesso di servizio pubblico. La conoscenza (incluso il trash) deve essere accessibile, semplicemente perchè è ingiusto legarla al reddito. Visti gli scenari che si profilano (gente che resta fuori dai circuiti della protezione sociale e precipita nella povertà come niente fosse), penso che nemmeno ad occhi bendati si può continuare a proporre ricette così apparentemente sensate e concretamente sbagliate.C'è vita persino su Marte, esiste qualcos'altro oltre al pay-per-view.
      • gabriella giudici scrive:
        Re: no, no è così la realtà....
        Per Doroty.Rispetto l'opinione chi chi crede che il copyright remuneri (ancora) l'autore, anche se mi sembra smentita dalla realtà di mercato. Non è l'unica giustificazione della legge però, in particolare, il copyright NON nasce come "diritto d'autore", ma come un meccanismo di politica economica finalizzato a creare un mercato legale (di ciò che circolava liberamente, cioè le opere letterarie).C'è stato un tempo in cui ci si finanziava diversamente dall'acquisto dell'opera (ma anche periodi oscuri in cui si serviva un mecenate). Non sono anarchica (anche se non ci troverei nulla di male), ma credo sia necessario sforzarsi di immaginare uno scenario diverso da quello che i cultori del libero mercato si sforzano di farci credere l'unico e perfino il migliore dei modi possibili.
        • Momento di inerzia scrive:
          Re: no, no è così la realtà....
          - Scritto da: gabriella giudici
          il copyright NON nasce come "diritto
          d'autore", ma come un meccanismo di politica
          economica finalizzato a creare un mercato legale
          (di ciò che circolava liberamente, cioè le opere
          letterarie).Ma proprio no!Il copyright nasce come sottoprodotto della censura agli albori della stampahttp://punto-informatico.it/473870/PI/Commenti/internet-mito-del-copyright.aspx
          C'è stato un tempo in cui ci si finanziava
          diversamente dall'acquisto dell'opera (ma anche
          periodi oscuri in cui si serviva un mecenate).Perché li chiami oscuri?L'unico modo di eliminare il copyright sarebbe esattamente di tornare al finanziamento degli autori tramite mecenati ed esibizioni (a tutt'oggi chi vende molto riceve molto dalla SIAE, ma gli altri si sovvenzionano principalmente con concerti e similari)
          Non sono anarchica (anche se non ci troverei
          nulla di male), ma credo sia necessario sforzarsi
          di immaginare uno scenario diverso da quello che
          i cultori del libero mercato si sforzano di farci
          credere l'unico e perfino il migliore dei modi
          possibili.Ma proporre soluzioni utopiche non serve a niente
          • gabriella giudici scrive:
            Re: no, no è così la realtà....
            Momento di inerzia commenta: - Scritto da: gabriella giudici
            il copyright NON nasce come "diritto
            d'autore", ma come un meccanismo di politica
            economica finalizzato a creare un mercato legale
            (di ciò che circolava liberamente, cioè le opere
            letterarie).Ma proprio no!Il copyright nasce come sottoprodotto della censura agli albori della stampahttp://punto-informatico.it/473870/PI/Commenti/int...Mi riferivo solo all'aspetto economico (di cui parlavi), questo è invece l'aspetto politico: le due cose sono andate insieme e mi sembra non casuale ..(vedi Geller, "Copyright History and the Future. Whats Culture Got to Do with It? http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=243115).
            C'è stato un tempo in cui ci si finanziava
            diversamente dall'acquisto dell'opera (ma anche
            periodi oscuri in cui si serviva un mecenate).Perché li chiami oscuri?L'unico modo di eliminare il copyright sarebbe esattamente di tornare al finanziamento degli autori tramite mecenati ed esibizioni (a tutt'oggi chi vende molto riceve molto dalla SIAE, ma gli altri si sovvenzionano principalmente con concerti e similari)Direi che li chiamo oscuri per romanticimo, qualcuno la chiama libertà, ma solo quelli che si ricordano che ce n'è un tipo che non si lega simpliciter alle parole "di mercato". .. proporre soluzioni utopiche non serve a niente.L'utopia è il nome di quella cosa che viene pensata, desiderata e talvolta imposta, prima che si sia realizzata.
          • Momento di inerzia scrive:
            Re: no, no è così la realtà....
            - Scritto da: gabriella giudici
            Direi che li chiamo oscuri per romanticimo,
            qualcuno la chiama libertà, ma solo quelli che si
            ricordano che ce n'è un tipo che non si lega
            simpliciter alle parole "di mercato".Viviamo in un mondo capitalista: tutto è legato al mercato
            L'utopia è il nome di quella cosa che viene
            pensata, desiderata e talvolta imposta, prima che
            si sia
            realizzata.Mi rifiuto di vivere in qualunque sistema in cui un'idea debba essere imposta.Quindi se stai pensando che il P2P free per sempre possa essere imposto di prepotenza agli attuali titolari dei diritti, possiamo anche chiudere la discussione
          • CCC scrive:
            Re: no, no è così la realtà....
            - Scritto da: Momento di inerzia[...]
            Viviamo in un mondo capitalista: tutto è
            legato al mercatoquesta è una falsa premessa, del tutto fuorvianteviviamo in un mondo fatto di terra, di acqua, di aria, di animali, di piante, di uomini, di vento e di piggia, di fenomeni fisici...il "mercato" non è NULLA di tutto questo: è solo una "invenzione" peraltro molto recente e dalla storia brevissima rispetto a quella dell'umanità... un qualcosa, che alcuni spacciano per realtà fenomenologica ineluttabile (condizionando tutti gli altri a pensare che sia davvero così), attraverso cui pochissimi riescono a sopraffare tutti gli altri...

            L'utopia è il nome di quella cosa che viene

            pensata, desiderata e talvolta imposta, prima
            che

            si sia

            realizzata.

            Mi rifiuto di vivere in qualunque sistema in cui
            un'idea debba essere
            imposta.dunque, per stare in tema, ti rifiuti anche di vivere nel mondo del mercato capitalista che ci viene imposto?
            Quindi se stai pensando che il P2P free per
            sempre possa essere imposto di prepotenza agli
            attuali titolari dei diritti, idee, utopie...vuoi fatti?bene! fatto concreto è che alcuni hanno imposto di prepotenza un esproprio privatistico di beni comuni (sapere, conoscenza, arte, ecc...) che hanno perpetrato a loro vantaggio ed a danno di tutti gli altri... e questo esproprio "a rovescio" lo chiamano diritto, diritto d'autore...
          • gabriella giudici scrive:
            Re: no, no è così la realtà....
            Momento di inerzia è capace di ardore: Mi rifiuto di vivere in qualunque sistema in cui un'idea debba essere imposta.ma anche di grande realismo: Viviamo in un mondo capitalista: tutto è legato al mercatoChissà perchè non ti sei opposto a questa imposizione.
          • Momento di inerzia scrive:
            Re: no, no è così la realtà....
            - Scritto da: gabriella giudici
            Chissà perchè non ti sei opposto a questa
            imposizione.Probabilmente perché io ragiono in termini più ampi di te e mi rendo conto che se una cosa può apparire imposta a un individuo, può non essere lo stesso per la società.Se non mi piace il capitalismo, posso dire che mi è stato imposto dalle generazioni precedenti, visto che quando sono nato era già qui.Ma il punto è questo, cosa hanno fatto le generazioni precedenti per beccarselo?Gli era stato imposto?La storia mi dice di no: le idee si sono confrontate (spesso in modo violento) e alla fine è venuta fuori quella che funzionava meglio.O vuoi dire che la democrazia rappresentativa ci viene imposta semplicemente perché altri venuti prima di noi hanno deciso che era il migliore dei governi possibile?Sentiti pure schiava di un'imposizione (quella del capitalismo), la società vivrà bene lo stesso.
          • gabriella giudici scrive:
            Re: no, no è così la realtà....
            Momento di inerzia:Sentiti pure schiava di un'imposizione (quella del capitalismo), la società vivrà bene lo stesso.Al massimo potrei sentirmi oppressa, lascio a chi si crede libero di godersi interamente la sua schiavitù.
          • Momento di inerzia scrive:
            Re: no, no è così la realtà....
            La tua presunzione di sapere che tutti si sentano come te dimostra quel che asserivo prima circa ciò che pensi della tua importanza rispetto alla società(esplicito: chi te l'ha detto che in questo mondo capitalista io mi limiti a credermi libero? ci conosciamo per caso?(newbie))
      • Momento di inerzia scrive:
        Re: no, no è così la realtà....
        - Scritto da: gabriella giudici
        Leggendo i post di Doroty e Momento di inerzia mi
        rendo conto di quanto sia perso il concetto
        stesso di servizio pubblico.Da quando produrre un film o una canzone è diventato un servizio pubblico?
        La conoscenza (incluso il trash) deve essere
        accessibile, semplicemente perchè è ingiusto
        legarla al reddito.Accessibilità è diverso da acXXXXX.
        C'è vita persino su Marte, esiste qualcos'altro
        oltre al pay-per-view.E cosa? un fantomatico free-per-view?
        • gabriella giudici scrive:
          Re: no, no è così la realtà....
          Momento di inerzia argomenta:Da quando produrre un film o una canzone è diventato un servizio pubblico?Bravo, hai colto il punto: la diffusione della cultura DEVE essere un servizio pubblico (c'è scritto persino nell'IP Cluse della costituzione federale, sennò perché Lessig si sarebbe sbattuto tanto?)
          La conoscenza (incluso il trash) deve essere
          accessibile, semplicemente perchè è ingiusto
          legarla al reddito.Accessibilità è diverso da acXXXXX.Qual'è la diferenza? (e per favore non dirmi che l'accessibilità è la qualità dei siti visitabili dai diversamente abili).
          C'è vita persino su Marte, esiste qualcos'altro
          oltre al pay-per-view.E cosa? un fantomatico free-per-view?Il bello è che il free-per-view è tutto meno che fantomatico. Il P2P è qui per restare, non te sei accorto?
          • Momento di inerzia scrive:
            Re: no, no è così la realtà....
            - Scritto da: gabriella giudici
            Bravo, hai colto il punto: la diffusione della
            cultura DEVE essere un servizio pubblico (c'è
            scritto persino nell'IP Cluse della costituzione
            federale, sennò perché Lessig si sarebbe sbattuto
            tanto?)E infatti ci sono biblioteche e cineteche.Che poi qualche furbone abbia voluto imporre balzelli a tutela di interessi privati anche lì, è un discorso che non ha niente a che vedere con il P2P.Il P2P non è un servizio pubblico di diffusione della cultura e mai dovrà esserlo.
            Qual'è la diferenza? (e per favore non dirmi che
            l'accessibilità è la qualità dei siti visitabili
            dai diversamente
            abili).La differenza è tutta nella grammatica.Lo Stato (o chi per esso) ha solo il dovere di rendere disponibile a tutti, indipendentemente dalle possibilità economiche l'acXXXXX alla cultura, ma poi è giusto che chi questa cultura l'ha prodotta abbia il suo riconoscimento.Ovvero, anche se l'accessibilità è free, non è detto che lo sia l'effettivo acXXXXX.
            Il bello è che il free-per-view è tutto meno che
            fantomatico. Il P2P è qui per restare, non te sei
            accorto?Si, e internet è libera...Scendi dal pero, i governi hanno messo le mani sulla rete e non la molleranno più.Se volessero davvero chiudere il P2P potrebbero farlo domani.Per ora ci "salvano" solo gli interessi contrastanti degli ISP
    • Doroty scrive:
      Re: no, no è così la realtà....
      Ragazzi, calmatevi...in primo luogo ritorniamo sul diritto d'autore che mommeno di inerzia dice che non conosco.Un autore di musica che lo fà per mestiere, passa le sue ore "lavorative" a creare quello che poi altre persone utilizzano per il proprio piacere personale.Non voglio entrare molto nel merito ma, una domanda, consentitemi di farla: Secondo voi, l'autore di che cosa dovrebbe vivere ? non rispondete con i concerti perchè solo i big li possono fare con una redditività comunque inferiore a quanto uno poassa immaginare.Dopo la riposta, riapriamo la discussioneBye - Doroty
      • Momento di inerzia scrive:
        Re: no, no è così la realtà....
        - Scritto da: Doroty
        Ragazzi, calmatevi...
        in primo luogo ritorniamo sul diritto d'autore
        che mommeno di inerzia dice che non
        conosco.E' un dato di fatto che hai detto che chiunque acceda a Internet usufruisca a sbafo di opere dell'ingegno altrui
        Non voglio entrare molto nel merito ma, una
        domanda, consentitemi di farla: Secondo voi,
        l'autore di che cosa dovrebbe vivere ? non
        rispondete con i concerti perchè solo i big li
        possono fare con una redditività comunque
        inferiore a quanto uno poassa
        immaginare.
        Dopo la riposta, riapriamo la discussioneMi dispiace per te, ma i big guadagnano dai diritti d'autore, invece gli altri guadagnano proprio dai concerti.Guardati la puntata di Report "il sottofondo della SIAE"http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E90082,00.htmlPoi vatti a vedere i rapporti della SIAE stessa che ammette che più della metà degli iscritti riceve in diritti meno di quanto versa di iscrizione (senza contare il fatto che il 90% dei diritti se li spartiscono i primi 10 in classifica)Quando ti sei fatta un quadro più chiaro, puoi tornare in Kansas e possiamo riaprire la discussione
      • CCC scrive:
        Re: no, no è così la realtà....
        - Scritto da: Doroty
        Ragazzi, calmatevi...
        in primo luogo ritorniamo sul diritto d'autore
        che mommeno di inerzia dice che non
        conosco.
        Un autore di musica che lo fà per mestiere, passa
        le sue ore "lavorative" a creare quello che poi
        altre persone utilizzano per il proprio piacere
        personale.
        Non voglio entrare molto nel merito ma, una
        domanda, consentitemi di farla: Secondo voi,
        l'autore di che cosa dovrebbe vivere ? gli autori (cioè coloro i quali "producono", nei diversi campi del sapere e delle arti, opere di ingegno) esistono da sempre... dai graffiti sulle pareti delle caverne a quelli sulle carrozzerie dei treni...il cosiddetto diritto d'autore, il copyright, lo sfruttamento economico delle opere d'ingegno in genere, esistono invece al massimo da uno o due secoli...per cui la domanda (o la risposta, se vuoi) è un altra: gli autori "prima" di che cosa hanno vissuto?
  • MegaJock scrive:
    Re: ve lo spiego una volta per tutte
    TLDR. Vado a fare il bagno nella trementina.
  • gabriella giudici scrive:
    Re: ve lo spiego una volta per tutte
    Penso che se un giorno entrassi in classe ed esordissi con un "ve lo spiego una volta per tutte", mi arriverebbe in testa qualcosa (quanto di più normale nelle attuali classi). Ma, amenità a parte, dici cose sensate, poi ogni tanto deragli: il capitalismo non è l'unico motore della storia, non attribuiamogli anche questo, ha apologeti in abbondanza senza che anche i critici lo innalzino più del necessario.Mi riferisco ai tuoi due passaggi, a mio avviso, più oscuri: emancipazione femminile e crisi dei mutui. Che entrambi facciano o abbiano fatto comodo al capitale (il primo come fenomeno, il secondo come scusa), non dovrebbe portarti a concludere che sono "epifenomeni" di una struttura marcia. Sarà una trentina d'anni che il marxismo ha abbandonato letture così elementari. Quanto ai mutui sub prime poi, resto convinta che lo scoppio della bolla immobiliare, legato al declino del reddito da lavoro, sia qualcosa di più di un dettaglio.
    • gaetano bresci scrive:
      Re: ve lo spiego una volta per tutte
      sono stato volutamente provocatorio nel titolo perchè non pretendo che gli altri abbiano la mia stessa visione delle cose, ma pretendo coerenza, non si può inneggiare alla proprietà privata e poi renderla un fattore per pochi, è feudalesimo travestito da capitalismo.non si può dire che io rubo se scarico un film quando in questo sistema sono i poveri che finanziano i ricchi, io non ho conoscenze tali da poter spiegare un fenomeno così complesso come quest'ultima crisi , ma la sostanza è che imporranno al mondo del lavoro ulteriori restrizioni di diritti e di salario per i più fortunati, per il resto ci sarà il nulla. i soldi è tanto tempo che nelle banche non ci sono più se li sono aspirati con le borse , facendo dei debiti che non pagheranno mai, mentre i lavoratori facevano una vita di sacrifici per poi nel miraggio di una vecchiaia serena, consegnarli a questi malfattori.i frutti di tutto questo non penso dovremo aspettare molto a vederli, basterà che la generazione dei primi precari arrivi intorno ai 45 anni l'età dove sarà impossibile continuare a lavorare perchè avranno schiavi più freschi da far lavorare, ma si sa i nemici hanno molti nomi, immigrato, sovversivo, comunista.è troppo facile condannare hitler adesso, c'è chi lo ha fatto 80 anni fa, questo sistema è peggio di hitler e stalin 100 volte messi insieme perchè opera solo questo raffronto: quante persone devono morire? quanto ci guadagno?basta andare in africa per rendersi conto di quante persone muoiano di malattie curabilissime a costi irrisori, ma se io non guadagno non ti curo.per arrivare al punto dove siamo oggi ci voleva una fase d'espansione che abbiamo vissuto dagli anni 60 agli anni 80 dopo è stata tutta un'erosione di diritti.la maggior parte delle persone non ha concezione di questo perchè non conosce la storia, il luogo dove ci sono tutte le risposte perchè essa si ripete sempre.in russia come in italia alla gente che protestava per il pane gli si sparava addosso,sarebbe bene non dimenticarlo.davanti a queste enormità io sarei un ladro se scarico un film?oltretutto personalmente non sono interessato al 99% dei film o della musica di nuova produzione, li trovo di una volgarità e di una banalità imbarazzanti, ne faccio una questione di principio.devo anche dirti che io non ho dei o ideologie da difendere, unico limite il rispetto del prossimo.
      • Momento di inerzia scrive:
        Re: ve lo spiego una volta per tutte
        - Scritto da: gaetano bresci
        non si può dire che io rubo se scarico un film
        quando in questo sistema sono i poveri che
        finanziano i ricchiLa realtà è che chi detiene i diritti non può dire che chi scarica ruba, perché chi detiene i diritti ruba quello stesso materiale alla comunità, nel momento in cui rifiuta di metterlo a disposizione ,anche dietro compenso, perché non ne ritiene profittevole la produzione.
      • gabriella giudici scrive:
        Re: ve lo spiego una volta per tutte
        Per Gaetano Bresci: concordo in pieno.Ciao
  • zi_o_zio scrive:
    Io ho un ...Incubo
    ...ricorrentehttp://www.youtube.com/watch?v=yq9NdD3_u-Qbuona fortuna a tutti
  • gabriella giudici scrive:
    chiacchiere salomoniche
    c'è una certa sintonia tra un nick che allude al "taglio del bambino" come forma suprema di giustizia e la pretesa di tagliare con le "chiacchiere". E' una vecchia storia: la democrazia è inefficiente, veniamo ai fatti (ergo, purghe e manganelli). La pretesa poi di "abbonare" tutti gli utenti di internet alla biblioteca universale mi pare un'improvvisazione che ci potevi risparmiare. Internet non è una biblioteca (luogo sacro a cui tutti siamo affezionati), è un posto dove la gente di scambia ciò che ha: idee e merci. Ed è un luogo dove per controllare i baddies si viene a conoscere anche il tuo numero di scarpe.Imbarazzante poi che l'invito a troncare con le chiacchiere arrivi al termine di un post chilometrico, con il significato di "dopo ciò che vi ho spiegato potete smettere di interrogarvi tanto". Per chi non ha voglia di ascoltare, suggerisco passatempi diversi dai forum.
  • Funz scrive:
    Invece di dare la caccia ai pedofili
    così distrarrebbero le già scarse risorse di polizia e magistratura per correre dietro agli scaricatori. Complimenti, specialmente per un governo che fa della sicurezza una sua bandiera. Prima tagliano miliardi dai fondi delle forze di polizia, poi mandano l'esercito 2 mesi per strada (non costa niente) e tutti applaudono, poi mandano le ronde (non costa niente) e tutti applaudono, intanto la criminalità ringrazia e continua a fare quello che vuole.
    • pabloski scrive:
      Re: Invece di dare la caccia ai pedofili
      e sai l'ultima? hanno proposto il carcere per i fannulloni che producono falsa certificazioneinutile dire che questa mossa ci costerà un'altra multa dell'EUsenza contare poi che da gente che depenalizza il falso in bilancio non ci aspetterebbe la penalizzazione delle false certificazioni
  • Salomone scrive:
    ...ciò che è giusto....è giusto!
    Questo ciarlare, ciarlare, proporre, controbattere, polemizzare, sottomettere......sono solo perdite di tempo.Eppure LA SOLUZIONE esiste già....MOLTO SEMPLICE e sopratutto FUNZIONALE:si chiamono "Biblioteche"!E sapete perchè esistono?Per consetire la diffusione delle "Opere protette da Copyright" anche a coloro che NON SI POSSONO PERMETTERE di acquistarle!!!Siccome sarebbe buono che ogni cittadino aumentasse la proprio conoscenza e cultura, affinchè possa esserci una società migliore, ecco che qualche "illuminato" ha messo nelle mani della Società questo MERAVIGLIOSO STRUMENTO:la Biblioteca.Come mai, lo stesso principio non viene applicato per Internet?Perchè non è stato ancora deciso CHI DOVRA' GUADAGNARCI!!!Ecco perchè c'è questa "finta guerra" del P2P, dei "pirati dei Copyright"....ecc...ecc...!!!Si vuole PERSEGUIRE e PUNIRE coloro che violano i Copyright?Nessun problema....ma CONTEMPORANEAMENTE bisogna dare la possibiltà, a coloro che non possono permettersi di spendere le CIFRE ASTRONOMICHE che vengono richieste, di accedere alla Conoscenza ed alla Cultura, a prezzi RAGIONEVOLI.Uno si fa la Tessera Annuale (diciamo 10) e può scaricare quello che vuole e quante volte vuole.Diciamo che se esistono 1,5 miliardi di utenti di Internet, il 10% di questi potrebbe farsi la Tessera:150 milioni di Tessere a 10 l'una...fa un incasso ANNUALE di 1,5 MILIARDI di EURO !!!che si suddividono EQUAMENTE calcolando il numero dei download per ogni Autore...E poi non fatemi perdere tempo in tutte ste chiacchiere, chiacchiere e chiacchiere......VENIAMO AI FATTI!!!
    • Momento di inerzia scrive:
      Re: ...ciò che è giusto....è giusto!
      - Scritto da: Salomone
      Uno si fa la Tessera Annuale (diciamo 10) e può
      scaricare quello che vuole e quante volte
      vuole.A parte che il prezzo che proponi è ridicolo e i detentori dei diritti non lo accetteranno mai, ma poi che c'entrano le biblioteche? a mettere il classico man in the middle per buttare un po' di soldi?
    • bebuz scrive:
      Re: ...ciò che è giusto....è giusto!
      caro mio lo sai cosa è il movimento nopago? prticamente gli illuminati del copyright hanno preteso il pagamento di diritti su ogni copia prestata dalla biblioteca e tutto con l'approvazione del parlamento UE.........Alla luce di questo cosa fare se non disobbedienza civile?
  • giumy73 scrive:
    Tecnologia vs legge
    Nn starei a preoccuparmi più di tnt. Gli smanettoni del p2p, gli sviluppatori di software e reti sono già al lavoro per potenziare le darknet, che sono senza dubbio il futuro del p2p e di tutta quella Rete che presto si porrà come alternativa all'Internet imbavagliato e piegato a una mera logica commerciale.La tecnologia è più svelata e furba delle leggi. il Decreto Urbani, a tutt'oggi, nn risolve in alcun modo il problema dello scambio di materiale protetto da copyright, perchè nn esiste una struttura che impone un comportamento legale.Io insisto sempre nel dire che basterebbe tassare il p2p e legalizzarlo, e i proventi della tassazione sicuramente ripagherebbero i mancati guadagni, di cui i detentori dei diritti continuano a lamentarsi.
    • Anonymous scrive:
      Re: Tecnologia vs legge
      - Scritto da: giumy73
      Nn starei a preoccuparmi più di tnt. Gli
      smanettoni del p2p, gli sviluppatori di software
      e reti sono già al lavoro per potenziare le
      darknet, che sono senza dubbio il futuro del p2p
      e di tutta quella Rete che presto si porrà come
      alternativa all'Internet imbavagliato e piegato a
      una mera logica
      commerciale.
      La tecnologia è più svelata e furba delle leggi.
      il Decreto Urbani, a tutt'oggi, nn risolve in
      alcun modo il problema dello scambio di materiale
      protetto da copyright, perchè nn esiste una
      struttura che impone un comportamento
      legale.
      Io insisto sempre nel dire che basterebbe
      tassare il p2p e legalizzarlo, e i proventi della
      tassazione sicuramente ripagherebbero i mancati
      guadagni, di cui i detentori dei diritti
      continuano a
      lamentarsi.Sì, come l'equo compenso e l'ente che doveva distribuirne i proventi, ed invece, è stato dichiarato estinto dal prefetto in quanto sono decenni che si tiene la grana e non dice niente a nessuno?
      • faccio cassa scrive:
        Re: Tecnologia vs legge
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    • gabriella giudici scrive:
      Re: Tecnologia vs legge
      Giumy73 scrive: Nn starei a preoccuparmi più di tnt. Gli smanettoni del p2p, gli sviluppatori di software e reti sono già al lavoro per potenziare le darknet, che sono senza dubbio il futuro del p2p e di tutta quella Rete che presto si porrà come alternativa all'Internet imbavagliato e piegato a una mera logica commerciale.Penso anch'io che questo esito sia probabile, ma anche questa sarà una (contro)rivoluzione: si passa da una rete universale a reti chiuse, dalla navigazione in mare aperto a piccoli condomini con gendarmi alla porta, indispensabili per tener fuori tutte la spazzatura di cui hanno inondato internet.Poi scrive: Io insisto sempre nel dire che basterebbe tassare il p2p e legalizzarlo, e i proventi della tassazione sicuramente ripagherebbero i mancati guadagni, di cui i detentori dei diritti continuano a lamentarsi.Qui dissento su tutta la linea. Non solo chi detiene i diritti non è mai pago di guadagno (se ne era accorto anche un liberale genuino come Lessig - Free Culture), ma la maggior parte dei sistemi pensati per tassare a download passano per gli stessi principi di tracciamento e sorveglianza con cui ci stanno ammorbando. Che ci controllino per vedere se siamo pedoXXXXXgrafi o sharers, la sostanza cambia poco. Suggerirei di non applicare automaticamente ricette valide in altri contesti (l'abolizione del probizionismo mi sta bene in via di principio)e sarei dell'avviso di difendere quello scampolo di libertà che ci è rimasto.
      • Momento di inerzia scrive:
        Re: Tecnologia vs legge

        la maggior parte dei
        sistemi pensati per tassare a download passano
        per gli stessi principi di tracciamento e
        sorveglianza con cui ci stanno ammorbando.Basterebbe che uno possa dichiararsi sharer con la contropartita di un pagamento mensile.Esempio: mi dichiaro sharer, pago 20 euro al mese e scambio quello che mi pare.Se l'autorità preposta becca a condividere (ovviamente parliamo di materiale protetto da copyright) uno che non è sharer dichiarato, fa il qlo a paiolo a lui e lascia in pace me.Così si evitano pure le brutture dell'equo compenso sui CD.In altre parole potrei dichiararmi sharer solo di musica e pagare un tot oppure sharer di film e pagare un'altra cosa
    • MegaJock scrive:
      Re: Tecnologia vs legge
      - Scritto da: giumy73
      Nn starei a preoccuparmi più di tnt. Gli
      smanettoni del p2p, gli sviluppatori di software
      e reti sono già al lavoro per potenziare le
      darknet, che sono senza dubbio il futuro del p2p
      e di tutta quella RetePuoi fermarti qui, il tuo ragionamento è sbagliato in partenza. Suona come: "Non importa se c'è la tirannia in superficie, possiamo nasconderci nelle fogne".Fare affidamento su terze persone (sviluppatori & co) perchè difendano i diritti che stiamo lasciando volare dalla finestra è una strategia perdente. Anzi, non è neanche una strategia, è menefreghismo. Presto o tardi (più presto che tardi) si arriverà ad un punto oltre il quale nessuno sviluppatore o smanettone potrà fare più nulla.A quel punto sarà tardi.
      • CCC scrive:
        Re: Tecnologia vs legge
        - Scritto da: MegaJock
        - Scritto da: giumy73

        Nn starei a preoccuparmi più di tnt. Gli

        smanettoni del p2p, gli sviluppatori di software

        e reti sono già al lavoro per potenziare le

        darknet, che sono senza dubbio il futuro del p2p

        e di tutta quella Rete

        Puoi fermarti qui, il tuo ragionamento è
        sbagliato in partenza. Suona come: "Non importa
        se c'è la tirannia in superficie, possiamo
        nasconderci nelle
        fogne".

        Fare affidamento su terze persone (sviluppatori &
        co) perchè difendano i diritti che stiamo
        lasciando volare dalla finestra è una strategia
        perdente. Anzi, non è neanche una strategia, è
        menefreghismo. concordo
        Presto o tardi (più presto che
        tardi) si arriverà ad un punto oltre il quale
        nessuno sviluppatore o smanettone potrà fare più
        nulla.purtroppo, considerando proprio quanto sia diffuso quel "menefreghismo", è questo lo scenario più probabile...
        A quel punto sarà tardi.già... e forse "quel punto" era ieri...
    • pierob scrive:
      Re: Tecnologia vs legge
      La risposta è ancora più semplice, è nelle mani deggli essere umani e non della tecnologia, boicottaggio per almeno due semestri commerciali degli acquisti di ogni opera dellingegno. Moltissime sono superflue. Le multinazionali con due bilanci in rosso per due semestri caleranno le braghe maggiormente in periodo di crisi come quella attuale.Altrettanto non votare chi propone leggi e modalità liberticide. Non andrebbero da nessuna parte ritornerebbero al loro paesello e ai loro furti privati.Un copyright di 15 anni è più che sufficiente per fare denaro altrimenti se sei incapace XXXXXXX..Buon pomeriggio PieroPS ricordatevi che chi propone queste cose, almeno fino ad ora, è andato al potere perché una massa di pecoroni li ha votati. Più che loro sono questi che mi preoccupano
    • harvey scrive:
      Re: Tecnologia vs legge
      - Scritto da: giumy73
      Nn starei a preoccuparmi più di tnt. Gli
      smanettoni del p2p, gli sviluppatori di software
      e reti sono già al lavoro per potenziare le
      darknet, che sono senza dubbio il futuro del p2p
      e di tutta quella Rete che presto si porrà come
      alternativa all'Internet imbavagliato e piegato a
      una mera logica
      commerciale.Il problema e' che già ora se qualcuno vuole punirti, ti fa un danno enorme anche se non hai fatto niente.Solo per iniziare ti prende il pc, poi solo per difenderti devi spendere migliaia di euro.Insomma, le leggi piu' dure non servono a nulla, già sono durissime. Ma sono semplicemente inefficaci e obsoleteAlleggerire le leggi non servono ugualmente a nulla, visto che la difesa e' piu' dura della pena
      Io insisto sempre nel dire che basterebbe
      tassare il p2p e legalizzarlo, e i proventi della
      tassazione sicuramente ripagherebbero i mancati
      guadagni, di cui i detentori dei diritti
      continuano a
      lamentarsi.Meglio evitare. Dovrebbero eliminare il copyright e basta. Gli artisti devono far soldi non incidendo dischi, ma con concerti e speciali. Fino a quando non capiscono questo, la vedo dura per tutti.
  • 3my78 scrive:
    già fa schifo
    Già fanno schifo in Francia ma in Italia faranno peggio. Probabilmente prenderanno il peggio del peggio!http://3my78.blogspot.com/
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