Quelli che il wireless non è mai troppo HD

Nasce un nuovo consorzio di pezzi da novanta dell'elettronica. Obiettivo, un nuovo protocollo wireless perfetto per il salotto hi-tech di domani

Roma – WiFi, WiMax e non basta ancora: il settore delle tecnologie di comunicazione e interconnessione senza fili è in pieno fermento per l’ennesima volta, e mentre si attende ancora di toccare con mano i frutti della supposta “rivoluzione WiMax”, già le corporazioni dell’elettronica si portano avanti con il lavoro, coalizzandosi in nuove sante alleanze e introducendo l’ennesima sigla nel già sovraffollato elenco di tecnologie nate dalla convergenza tra elettronica e digitale.

WiGig Alliance , questo il nome della nuova lobby tecnologica , è formata da protagonisti di assoluto rilievo del settore inclusi Microsoft, Dell, Intel, LG, NEC, Nokia, Samsung e Panasonic. L’obiettivo dell’alleanza è quello di sintetizzare le specifiche dello standard omonimo WiGig (Wireless Gigabit) per poi di adottarlo come sistema di comunicazione comune a un gran numero di dispositivi elettronici , smartphone, set-top-box televisivi, player dvd e tutto quanto abbia potenzialmente a che fare con il trasferimento di dati ad alto bitrate .

Sfruttando le frequenze corte sui 60 GHz, libere da vincoli di licenze pregresse, il WiGig sarà in grado di trasmettere flussi digitali a 6 gigabit al secondo, quanto basta per trasferire il contenuto di un DVD in 15 secondi. WiGig è 10 volte più veloce del comune WiFi, ma al contrario di questo funziona solo su un percorso molto ridotto, candidandosi dunque a divenire la tecnologia che nei salotti hi-tech farà sparire gli antiestetici cavi che ancora penzolano dagli apparati in tempi di Blu-ray, Full HD e invasione degli ultrapollici.

Non che si tratti di qualcosa di completamente nuovo, beninteso: le frequenze di trasmissione sono identiche a quelle del Wireless HD , che dalla sua ha il supporto di Samsung (presente anche nella neo-formatasi WiGig Alliance) e Sony, e che come il WiGig trova il suo sbocco naturale nel trasferimento dei pesanti flussi di bit attualmente necessari a portare su schermo, attraverso la porta “cablata” HDMI 1.3, l’esperienza dell’alta definizione così come dovrebbe essere.

Le lobby tecnologiche hanno dunque deciso di farsi concorrenza in casa propria? Niente affatto, assicura il dirigente di Intel e presidente di WiGig Alliance Ali Sadri, il WiGig non si pone in concorrenza diretta con soluzioni come Wireless HD perché in realtà i suoi obiettivi sono molto più ampi , vale a dire connettere insieme, in un’unica “nuvola” di onde elettromagnetiche e flussi binari, l’intero ecosistema digitale dell’utente.

In ogni caso bisognerà attendere ancora un bel po’ prima di vedere all’opera questo WiGig: l’alleanza ha in animo di sintetizzare specifiche comuni entro il quarto quarto del 2009, ragion per cui si dovrà arrivare almeno al 2010 per ritrovare sul mercato, accanto ad “HD Ready”, “Full HD”, “Wi-Fi”, “HDMI”, “HDMI 1.3”, “Wireless HDMI”, “HDCP compliant”, “720p”, “BD”, “BD-Live”, “BD 2.0”, “1080p” e tutto il resto anche il nuovo, esclusivo, scintillante e conturbante bollino “WiGig”.

Alfonso Maruccia

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  • Consuma tore scrive:
    Bella idea la borsa...
    ... peccato che ogni volta che viaggio in aereo col portatile mi venga invariabilmente richiesto di estrarlo dalla borsa, di aprirlo e di farlo passare aperto sotto i raggi X.Giusto per dire che questo genere di controlli di sicurezza tecnologici, dato anche l'alto livello di errore che introducono - sempreché il principio su cui si basano sia fondato, cosa niente affatto scontata - non costutuiscono alcuna soluzione, solo un'ulteriore problema con cui avere a che fare.
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