Ramnit, botnet abbattuta

Microsoft e Symantec, l'Europol e le forze dell'ordine tornano a liberare PC zombie: sequestrati sette server che comandavano un esercito di macchine Windows infette

Roma – La collaborazione su scala internazionale delle forze dell’ordine di Italia, Paesi Bassi, Regno Unito e Francia, coordinata dallo European Cybercrime Centre (EC3) dell’Europol e guidata da soggetti privati quali Microsoft, Symantec e AnubisNetworks, ha condotto all’abbattimento della botnet Ramnit, una rete di PC zombie che nel giro di cinque anni ha finito per coinvolgere 3,2 milioni di macchine Windows.

I sette server che impartivano gli ordini ai computer delle vittime sono stati sequestrati, ora sotto analisi per le indagini delle forze dell’ordine per l’individuazione dei responsabili della rete di cybercriminali.

Riguardo al codice dell’infezione, pochi sono gli elementi ancora da scoprire: individuato per la prima volta nel 2010, Ramnit nasce come worm capace di diffondersi con i classici vettori degli allegati email e viene dapprima utilizzato per la trasformazione del numero più alto possibile di macchine in bot. Progressivamente il malware è mutato, con lo scopo di cominciare a sfruttare la botnet, oltre che costruirla: “Una volta acquisito il pieno controllo da remoto dei computer infettati dal virus malevolo (malware) – conferma la Polizia Postale e delle Comunicazioni italiana – i cyber criminali sottraevano informazioni relative ad account bancari, password di accesso alla posta elettronica nonché credenziali dei più noti social network”.

Con l’obiettivo di individuare queste credenziali da mettere a frutto, il malware si è dotato di differenti moduli e funzioni distribuiti progressivamente dagli amministratori dei centri di comando e controllo, anche presi in prestito dal noto trojan Zeus. Le funzioni a disposizione dei cybercriminali andavano dal monitoraggio delle informazioni inserite dagli utenti in certi siti bancari alle web injection per modificare le pagine di detti siti e richiedere dati aggiuntivi, dal rastrellamento dei cookie, sfruttabili per autenticarsi a nome dell’utente, alla scansione di certe directory dei PC che sogliono ospitare dati sensibili, passando per l’appropriazione delle credenziali dalle applicazioni FTP al fine di propagare l’infezione attraverso i file condivisi.

L’insidioso malware, pensato per sfuggire agli antivirus e far passare inosservato ai firewall il traffico di dati scambiato, è removibile con gli strumenti messi a disposizione da Microsoft e Symantec

Gaia Bottà

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  • stica scrive:
    Youtube...
    Da due anni a questa parte fa sempre più schifo. Vogliono pure guadagnarci? Pensino prima a fixare i commenti, a togliere l'abominio Google plus, ad avere regole meno rigide sul copyright ed il content creator. Poi si può parlare.
    • Prozac scrive:
      Re: Youtube...
      - Scritto da: stica
      Da due anni a questa parte fa sempre più schifo.
      Vogliono pure guadagnarci? Pensino prima a fixare
      i commenti, a togliere l'abominio Google plus, ad
      avere regole meno rigide sul copyright ed il
      content creator. Poi si può
      parlare.Oh!!! Glie ne hai cantata quattro!!! Bravo :D
  • Cavallo Pazzo scrive:
    servizi on demand
    Potrebbero affiancare alla piattaforma anche un servizio on demand dove poter comperare film a noleggio in una struttura ben organizzata dove ad esempio anche i telefilm e le serie TV siano facilmente rintracciabili e visinoabili... farebbero palate d'oro...
    • Samuel Franchi scrive:
      Re: servizi on demand
      Già ci sono film (Esempio youtu.be/JBrIT1sO7Og), penso che in un qualche modo sia integrato con Play Movies, ma si potrebbe organizzare meglio, senza dubbio. Esempio: vedo un trailer, sotto c'è il link per affittare o comprare il film su Play Movies.
    • Jaguaro scrive:
      Re: servizi on demand
      Ehm... solo a me mostra il film PARZIALE e poi si vede bene che è disponibile su Play Movies?Quindi... è esattamente già da ora come dici tu no?
  • Pipparolo scrive:
    La soluzione è a portata...
    ...di pistolino. Se consentisse il por.no, con tutto l'adv che c'è nel settore, farebbe fantastiliardi.
    • NemoTizen scrive:
      Re: La soluzione è a portata...
      il porno genera tanto traffico ma porta pochi soldi, e la pubblicità per adulti è pagata pochissimo
    • panda rossa scrive:
      Re: La soluzione è a portata...
      - Scritto da: Pipparolo
      ...di pistolino. Se consentisse il por.no, con
      tutto l'adv che c'è nel settore, farebbe
      fantastiliardi.In che senso "se si consentisse"?Ne e' piena la rete! :p
      • panda rotta scrive:
        Re: La soluzione è a portata...
        - Scritto da: panda rossa
        - Scritto da: Pipparolo

        ...di pistolino. Se consentisse il por.no,
        con

        tutto l'adv che c'è nel settore, farebbe

        fantastiliardi.

        In che senso "se si consentisse"?
        Ne e' piena la rete! :pSu Youtube.Ci fai o ci sei?
        • ... scrive:
          Re: La soluzione è a portata...
          - Scritto da: panda rotta
          - Scritto da: panda rossa

          - Scritto da: Pipparolo


          ...di pistolino. Se consentisse il por.no,

          con


          tutto l'adv che c'è nel settore, farebbe


          fantastiliardi.



          In che senso "se si consentisse"?

          Ne e' piena la rete! :p

          Su Youtube.

          Ci fai o ci sei?ci fa. recentemente, ci fa. il "panda rossa" normale ormai e' solo un ricordo. purtroppo.
        • panda rossa scrive:
          Re: La soluzione è a portata...
          - Scritto da: panda rotta
          - Scritto da: panda rossa

          - Scritto da: Pipparolo


          ...di pistolino. Se consentisse il por.no,

          con


          tutto l'adv che c'è nel settore, farebbe


          fantastiliardi.



          In che senso "se si consentisse"?

          Ne e' piena la rete! :p

          Su Youtube.

          Ci fai o ci sei?Quale parte di "rete" non ti e' chiara?
          • Prozac scrive:
            Re: La soluzione è a portata...
            - Scritto da: panda rossa
            Quale parte di "rete" non ti e' chiara?E a te quale parte di "youtube" non ti è chiara?
    • Capitan Ovvio scrive:
      Re: La soluzione è a portata...
      Mi pare una soluzione del c....
  • bubba scrive:
    fb e hollywood al rogo
    fb e hollywood al rogo : lo dice anche qui, ma nell'articolo originale e' piu' esplicito.... l'esoso pizzo di hollywood e l'aggressivita' profilatoria di facebook sono i principali nemici... che rischiano far di peggiorare (dal pdv degli utenti) ulteriormente google
  • Mario scrive:
    dilemma
    Se fai pagare non viene nessuno, se lo fai gratis fallisci, bel dilemma...
    • panda rossa scrive:
      Re: dilemma
      - Scritto da: Mario
      Se fai pagare non viene nessuno, se lo fai gratis
      fallisci, bel
      dilemma...Non c'e' nessun dilemma.Se fai cose che nessuno ha chiesto non puoi pretendere di essere pagato.
      • Mario scrive:
        Re: dilemma
        - Scritto da: panda rossa
        - Scritto da: Mario

        Se fai pagare non viene nessuno, se lo fai
        gratis

        fallisci, bel

        dilemma...

        Non c'e' nessun dilemma.
        Se fai cose che nessuno ha chiesto non puoi
        pretendere di essere
        pagato.nessuno ha chiesto la corrente elettrica, il motore a vapore, il motore a scoppio etc. eppure...
        • koboldo scrive:
          Re: dilemma
          - Scritto da: Mario
          - Scritto da: panda rossa

          - Scritto da: Mario


          Se fai pagare non viene nessuno, se lo fai

          gratis


          fallisci, bel


          dilemma...



          Non c'e' nessun dilemma.

          Se fai cose che nessuno ha chiesto non puoi

          pretendere di essere

          pagato.
          nessuno ha chiesto la corrente elettrica, il
          motore a vapore, il motore a scoppio etc.
          eppure...Il computer esiste, anche Internet, i protocolli per trasmettere i video fino a casa tua anche loro esistono. Youtube devrebbe decidersi ad applicare un modello di marketing conveniente, in fondo non c' è nemmeno bisogno di inventarselo... ci ha già pensato qualcuno anche per quello.
          • Mario scrive:
            Re: dilemma
            - Scritto da: koboldo
            Youtube devrebbe decidersi ad
            applicare un modello di marketing conveniente, in
            fondo non c' è nemmeno bisogno di inventarselo...
            ci ha già pensato qualcuno anche per
            quello.e cioè quale?
          • koboldo scrive:
            Re: dilemma
            - Scritto da: Mario
            - Scritto da: koboldo

            Youtube devrebbe decidersi ad

            applicare un modello di marketing
            conveniente,
            in

            fondo non c' è nemmeno bisogno di
            inventarselo...

            ci ha già pensato qualcuno anche per

            quello.

            e cioè quale?http://ccs.mit.edu/papers/pdf/wp226.pdfComunque non è un problema nè mio nè tuo, se lo cercassero loro il modello che più gli conviene.
          • Leguleio scrive:
            Re: dilemma



            Youtube devrebbe decidersi ad


            applicare un modello di marketing

            conveniente,

            in


            fondo non c' è nemmeno bisogno di

            inventarselo...


            ci ha già pensato qualcuno anche per


            quello.



            e cioè quale?

            http://ccs.mit.edu/papers/pdf/wp226.pdfQuesta non è una risposta a tono. Quello studio, tra l'altro generico, è del 2004, un anno prima della nascita di Youtube.
          • koboldo scrive:
            Re: dilemma
            - Scritto da: Leguleio



            Youtube devrebbe decidersi ad



            applicare un modello di marketing


            conveniente,


            in



            fondo non c' è nemmeno bisogno di


            inventarselo...



            ci ha già pensato qualcuno anche
            per



            quello.





            e cioè quale?



            http://ccs.mit.edu/papers/pdf/wp226.pdf

            Questa non è una risposta a tono.Più della tua.
            Quello studio,
            tra l'altro generico, è del 2004, un anno prima
            della nascita di
            Youtube.Equindi? In quello studio ci sono modelli sfruttati in questo preciso momento da innumerevoli imprese nel mondo intero, incluso quello che usa attualmente youtube. Punto (11c), leggi che è meglio.Questa è la prima ed ultima risposta che ti do.
          • Leguleio scrive:
            Re: dilemma




            e cioè quale?





            http://ccs.mit.edu/papers/pdf/wp226.pdf



            Questa non è una risposta a tono.

            Più della tua.Come iniziare la giornata con l'umore nel verso sbagliato.

            Quello studio,

            tra l'altro generico, è del 2004, un anno prima

            della nascita di

            Youtube.

            Equindi? In quello studio ci sono modelli
            sfruttati in questo preciso momento da
            innumerevoli imprese nel mondo intero, incluso
            quello che usa attualmente youtube. Punto (11c),
            leggi che è
            meglio.
            Questa è la prima ed ultima risposta che ti do.Che faccio, mi suicido? (newbie) Oppure vado avanti anche senza di te?Sul punto, ribadisco: l'utente Mario ti ha chiesto "quale" e tu hai risposto con uno studio che di modelli di <I
            businness </I
            ne elenca millemila. Solo ora viene fuori il punto 11c, quindi evidentemente il link all'ingrosso non era proprio una risposta adeguata alla domanda di Mario.
          • panda rossa scrive:
            Re: dilemma
            - Scritto da: Leguleio




            e cioè quale?








            http://ccs.mit.edu/papers/pdf/wp226.pdf





            Questa non è una risposta a tono.



            Più della tua.

            Come iniziare la giornata con l'umore nel verso
            sbagliato.Mica tutti si svegliano alle tre del pomeriggio come te.C'e' chi e' in piedi dall'alba qui.


            Quello studio,


            tra l'altro generico, è del 2004, un
            anno
            prima


            della nascita di


            Youtube.



            Equindi? In quello studio ci sono modelli

            sfruttati in questo preciso momento da

            innumerevoli imprese nel mondo intero,
            incluso

            quello che usa attualmente youtube. Punto
            (11c),

            leggi che è

            meglio.

            Questa è la prima ed ultima risposta che ti
            do.

            Che faccio, mi suicido? (newbie) Oppure vado
            avanti anche senza di
            te?Come preferisci.
            Sul punto, ribadisco: l'utente Mario ti ha
            chiesto "quale" e tu hai risposto con uno studio
            che di modelli di <I
            businness </I

            ne elenca millemila. Solo ora viene fuori il
            punto 11c, quindi evidentemente il link
            all'ingrosso non era proprio una risposta
            adeguata alla domanda di
            Mario.Io lo avevo capito subito.Mario probabilmente pure visto che non ha aggiunto altri commenti.L'unico che non aveva capito e ha avuto bisogno di essere imboccato chi e'?
          • Capitan Ovvio scrive:
            Re: dilemma
            così come c'è gente che non sa quello che vuole ma lo vuole lo stesso c'è gente che non sa cosa dire ma lo vuole dire lo stesso.Non meravigliarti più di tanto.
          • ... scrive:
            Re: dilemma
            - Scritto da: Leguleio




            e cioè quale?








            http://ccs.mit.edu/papers/pdf/wp226.pdf





            Questa non è una risposta a tono.



            Più della tua.

            Come iniziare la giornata con l'umore nel verso
            sbagliato.




            Quello studio,


            tra l'altro generico, è del 2004, un
            anno
            prima


            della nascita di


            Youtube.



            Equindi? In quello studio ci sono modelli

            sfruttati in questo preciso momento da

            innumerevoli imprese nel mondo intero,
            incluso

            quello che usa attualmente youtube. Punto
            (11c),

            leggi che è

            meglio.

            Questa è la prima ed ultima risposta che ti
            do.

            Che faccio, mi suicido?non illuderci.
            (newbie) Oppure vado
            avanti anche senza di te?dovessi scegliere tra aiutare un bambino aggrappato all'orlo di un precipizio e sparare l'ennesima strombazzata legalese... accidenti e' caduto. Va beh colpa sua che non sa reggersi quella 40ina diminuti che ti servivano, giusto?
            Sul punto, ribadisco: l'utente Mario ti ha
            chiesto "quale" e tu hai risposto con uno studio
            che di modelli di <I
            businness </I

            ne elenca millemila. Solo ora viene fuori il
            punto 11c, quindi evidentemente il link
            all'ingrosso non era proprio una risposta
            adeguata alla domanda di
            Mario.scusa sono troppo occupato fare "ping" sui server di Pyongyang, non riesco a seguirti...
          • ... scrive:
            Re: dilemma
            - Scritto da: Leguleio




            e cioè quale?








            http://ccs.mit.edu/papers/pdf/wp226.pdf





            Questa non è una risposta a tono.



            Più della tua.

            Come iniziare la giornata con l'umore nel verso
            sbagliato.




            Quello studio,


            tra l'altro generico, è del 2004, un
            anno
            prima


            della nascita di


            Youtube.



            Equindi? In quello studio ci sono modelli

            sfruttati in questo preciso momento da

            innumerevoli imprese nel mondo intero,
            incluso

            quello che usa attualmente youtube. Punto
            (11c),

            leggi che è

            meglio.

            Questa è la prima ed ultima risposta che ti
            do.

            Che faccio, mi suicido? (newbie)ecco qui 5 litri di benzina e l'accendino.
          • ... scrive:
            Re: dilemma
            - Scritto da: Leguleio




            e cioè quale?








            http://ccs.mit.edu/papers/pdf/wp226.pdf





            Questa non è una risposta a tono.



            Più della tua.

            Come iniziare la giornata con l'umore nel verso
            sbagliato.




            Quello studio,


            tra l'altro generico, è del 2004, un
            anno
            prima


            della nascita di


            Youtube.



            Equindi? In quello studio ci sono modelli

            sfruttati in questo preciso momento da

            innumerevoli imprese nel mondo intero,
            incluso

            quello che usa attualmente youtube. Punto
            (11c),

            leggi che è

            meglio.

            Questa è la prima ed ultima risposta che ti
            do.

            Che faccio, mi suicido? ottima idea! vai, vai! un balcone, un treno, una corda... va bene di tutto BASTA CHE TI LEVI DEFINITIVAMENTE DAI COGLIONI!!!!!!! tranquillo che nessuno violera' la tua liberta' di rendere il pianeta un po' meno peggio!!!!!
          • Tafazzi scrive:
            Re: dilemma
            - Scritto da: Leguleio
            Che faccio, mi suicido? L'idea sarebbe allettante ma purtroppo sappiamo che è la tua solita bufala.
          • ... scrive:
            Re: dilemma
            - Scritto da: Leguleio




            e cioè quale?








            http://ccs.mit.edu/papers/pdf/wp226.pdf





            Questa non è una risposta a tono.



            Più della tua.

            Come iniziare la giornata con l'umore nel verso
            sbagliato.




            Quello studio,


            tra l'altro generico, è del 2004, un
            anno
            prima


            della nascita di


            Youtube.



            Equindi? In quello studio ci sono modelli

            sfruttati in questo preciso momento da

            innumerevoli imprese nel mondo intero,
            incluso

            quello che usa attualmente youtube. Punto
            (11c),

            leggi che è

            meglio.

            Questa è la prima ed ultima risposta che ti
            do.

            Che faccio, mi suicido? Si, ma evitiamo gli sprechi: prepara una letterina dove indichi il tuo corpo come destinato alla scienza, appenditela bene in vista al collo, recati al piu' vicino pronto soccorso e fatti saltare le cervella. Cosi' freschi freschi si recuperano cuore, fegato, reni, cornee ecc per che ne ha bisogno.
          • 074522 scrive:
            Re: dilemma
            - Scritto da: Leguleio
            Che faccio, mi suicido? (newbie) Oppure vado
            avanti anche senza di te?Io voto la prima, ma potresti fare un sondaggio qua su PI e vediamo cosa esce...
          • Passante scrive:
            Re: dilemma
            - Scritto da: Leguleio
            Che faccio, mi suicido?Premesso che io voto "SI" !Vorrei far notare la pletora di risposte entusiastiche che ha provocato questa semplice frase nel tuo post...Se vuoi successo e tante risposte dovresti metterla come firma.
          • Pietro scrive:
            Re: dilemma
            - Scritto da: koboldo
            - Scritto da: Leguleio




            Youtube devrebbe decidersi ad




            applicare un modello di marketing



            conveniente,



            in




            fondo non c' è nemmeno bisogno di



            inventarselo...




            ci ha già pensato qualcuno anche

            per




            quello.







            e cioè quale?





            http://ccs.mit.edu/papers/pdf/wp226.pdf



            Questa non è una risposta a tono.

            Più della tua.


            Quello studio,

            tra l'altro generico, è del 2004, un anno prima

            della nascita di

            Youtube.

            Equindi? In quello studio ci sono modelli
            sfruttati in questo preciso momento da
            innumerevoli imprese nel mondo intero, incluso
            quello che usa attualmente youtube. Punto (11c),
            leggi che è
            meglio.
            Questa è la prima ed ultima risposta che ti do.Il modello con la pubblicità non funziona, da più parti dicono che i ritorni pubblicitari non bastano a ripagare gli investimenti inoltre nell'articolo viene detto che molti linkano direttamente il filmato bypassando la pubblicità
          • koboldo scrive:
            Re: dilemma
            Io non ho detto che l' advertising è la strada giusta.Quando ho risposto a Mario ho scritto:Youtube devrebbe decidersi ad applicare un modello di marketing conveniente.E' Google che insiste su quello schema.
          • pietro scrive:
            Re: dilemma
            - Scritto da: koboldo
            Io non ho detto che l' advertising è la strada
            giusta.

            Quando ho risposto a Mario ho scritto:

            Youtube devrebbe decidersi ad applicare un
            modello di marketing
            conveniente.

            E' Google che insiste su quello schema.Google non è certo l'ultima arrivata, non le mancano persone competenti in marketing, vendite, economia etc. se insiste su questo schema forse è perché altre soluzioni efficaci non ce ne sono, non è che ci sia sempre una soluzione a tutto.
          • sentinel scrive:
            Re: dilemma
            - Scritto da: Mario
            - Scritto da: koboldo

            Youtube devrebbe decidersi ad

            applicare un modello di marketing
            conveniente,
            in

            fondo non c' è nemmeno bisogno di
            inventarselo...

            ci ha già pensato qualcuno anche per

            quello.

            e cioè quale?Come fa Vimeo per esempio (tra l'altro il principaleconcorrente di Youtube).
        • panda rossa scrive:
          Re: dilemma
          - Scritto da: Mario
          - Scritto da: panda rossa

          - Scritto da: Mario


          Se fai pagare non viene nessuno, se lo fai

          gratis


          fallisci, bel


          dilemma...



          Non c'e' nessun dilemma.

          Se fai cose che nessuno ha chiesto non puoi

          pretendere di essere

          pagato.
          nessuno ha chiesto la corrente elettrica, il
          motore a vapore, il motore a scoppio etc.
          eppure...Come no?Mi pare che chiunque, non appena si trasferisce in una nuova casa, <b
          chieda </b
          l'allacciamento alla corrente elettrica.O forse ci stai dicendo che tu hai disdetto e sei tornato a candele e caminetto?Per quanto riguarda i motori, fanno parte delle automobili che hanno un bel mercato.Quindi che cosa stai dicendo?Le cose e i servizi che la gente vuole, li paga.Le cose e i servizi che la gente non vuole, non li paga, e chi li propone fallisce.
          • Etype scrive:
            Re: dilemma
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Mario

            - Scritto da: panda rossa


            - Scritto da: Mario



            Se fai pagare non viene nessuno,
            se lo
            fai


            gratis



            fallisci, bel



            dilemma...





            Non c'e' nessun dilemma.


            Se fai cose che nessuno ha chiesto non
            puoi


            pretendere di essere


            pagato.

            nessuno ha chiesto la corrente elettrica, il

            motore a vapore, il motore a scoppio etc.

            eppure...

            Come no?

            Mi pare che chiunque, non appena si trasferisce
            in una nuova casa, <b
            chieda </b

            l'allacciamento alla corrente
            elettrica.Così come chiunque vada sul sito di yt sta chiedendo video gratis...
        • Nome e cognome scrive:
          Re: dilemma
          - Scritto da: Mario
          - Scritto da: panda rossa

          - Scritto da: Mario


          Se fai pagare non viene nessuno, se lo fai

          gratis


          fallisci, bel


          dilemma...



          Non c'e' nessun dilemma.

          Se fai cose che nessuno ha chiesto non puoi

          pretendere di essere

          pagato.
          nessuno ha chiesto la corrente elettrica, il
          motore a vapore, il motore a scoppio etc.
          eppure...Nessuno ha chiesto internet ma adesso tutti lo vogliono.Sta di fatto che YT è un servizio e non il mezzo, la gente vuole i video su internet e non un servizio specifico di una ditta in particolare.Se fra 5 anni prevarrà Vimeo per me e per te non cambierà nulla, e ci guarderemo sempre i video sul web.
          • Mario scrive:
            Re: dilemma
            - Scritto da: Nome e cognome
            - Scritto da: Mario

            - Scritto da: panda rossa


            - Scritto da: Mario



            Se fai pagare non viene nessuno, se lo
            fai


            gratis



            fallisci, bel



            dilemma...





            Non c'e' nessun dilemma.


            Se fai cose che nessuno ha chiesto non puoi


            pretendere di essere


            pagato.

            nessuno ha chiesto la corrente elettrica, il

            motore a vapore, il motore a scoppio etc.

            eppure...

            Nessuno ha chiesto internet ma adesso tutti lo
            vogliono.
            Sta di fatto che YT è un servizio e non il mezzo,
            la gente vuole i video su internet e non un
            servizio specifico di una ditta in
            particolare.
            Se fra 5 anni prevarrà Vimeo per me e per te non
            cambierà nulla, e ci guarderemo sempre i video
            sul
            web.tra 5 anni potranno anche aver chiuso sia you tube che Vimeo perché il gioco non vale la candela e non avere più alcun video su internet. Fare certe cose ha un costo e se manca la remunerazione si chiude.
          • panda rossa scrive:
            Re: dilemma
            - Scritto da: Mario
            tra 5 anni potranno anche aver chiuso sia you
            tube che Vimeo perché il gioco non vale la
            candela e non avere più alcun video su internet.
            Fare certe cose ha un costo e se manca la
            remunerazione si
            chiude.Se la gente non e' disposta a pagare il prezzo che viene proposto, si chiude.Non capisco il problema.Tanto una startup si reinventa sempre, mentre gli intermediari parassiti che speravano di parassitare a spese della startup, se si estinguono, nessuno li rimpiange.Se la fine dei video in rete coincide col fallimento di tanti intermediari parassiti, ben venga!
          • Mario scrive:
            Re: dilemma
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Mario


            tra 5 anni potranno anche aver chiuso sia you

            tube che Vimeo perché il gioco non vale la

            candela e non avere più alcun video su
            internet.

            Fare certe cose ha un costo e se manca la

            remunerazione si

            chiude.

            Se la gente non e' disposta a pagare il prezzo
            che viene proposto, si
            chiude.
            Non capisco il problema.

            Tanto una startup si reinventa sempre, non nel caso in questione, per fare quello che fa you tube servono server colossali altro che start upmentre gli
            intermediari parassiti che speravano di
            parassitare a spese della startup, se si
            estinguono, nessuno li
            rimpiange.
            nemmeno questo è il caso, you tube è di google, direttamente dal produttore al consumatore senza intermediari
            Se la fine dei video in rete coincide col
            fallimento di tanti intermediari parassiti, ben
            venga!
          • panda rossa scrive:
            Re: dilemma
            - Scritto da: Mario
            - Scritto da: panda rossa

            - Scritto da: Mario




            tra 5 anni potranno anche aver chiuso
            sia
            you


            tube che Vimeo perché il gioco non vale
            la


            candela e non avere più alcun video su

            internet.


            Fare certe cose ha un costo e se manca
            la


            remunerazione si


            chiude.



            Se la gente non e' disposta a pagare il
            prezzo

            che viene proposto, si

            chiude.

            Non capisco il problema.



            Tanto una startup si reinventa sempre,

            non nel caso in questione, per fare quello che fa
            you tube servono server colossali altro che start
            upTutto quello che vuoi.Ma se alla gente non gliene frega niente, non gliene frega niente.
            mentre gli

            intermediari parassiti che speravano di

            parassitare a spese della startup, se si

            estinguono, nessuno li

            rimpiange.



            nemmeno questo è il caso, you tube è di google,
            direttamente dal produttore al consumatore senza
            intermediariE allora a te che cosa importa?Vuoi che questo servizio continui? Paga!Non te ne frega niente?E allora che vuoi?
          • Capitan Ovvio scrive:
            Re: dilemma
            - Scritto da: panda rossa
            E allora a te che cosa importa?
            Vuoi che questo servizio continui? Paga!
            Non te ne frega niente?
            E allora che vuoi?Beh tanta gente non sa quello che vuole ma ha già deciso che lo vuole lo stesso! :DE questo ovviamente è causa (ovvia) di diverse "incazzature" di si occupa di questioni "tenniche".
          • Prozac scrive:
            Re: dilemma
            - Scritto da: panda rossa
            Tutto quello che vuoi.
            Ma se alla gente non gliene frega niente, non
            gliene frega
            niente.Quindi, secondo te, un miliardo di utenti al mese significa che "alla gente non gliene frega niente"?
          • Prozac scrive:
            Re: dilemma
            - Scritto da: panda rossa
            Un miliardo di utenti al mese significa che
            finche' e' gratis, si
            usa.Ed è gratis perché Google sta cercando di attuare un modello di business che permetta di sostenere tale piattaforma.Secondo il WSJ, purtroppo, nonostante il grande successo del servizio (un miliardo di utenti al mese), il modello di business non è sostenibile. I costi per gestire Youtube superano i ricavi che l'attuale modello di business produce.
            Quando smette di essere gratis quel miliardo di
            utenti al mese si rivolgera' ad un altro
            servizio.Sempre che ci sia un altro servizio che offre ciò che attualmente riesce a offrire Youtube.
            NESSUNO di quel miliardo ha mai commissionato una
            piattaforma di video, ma visto che c'e', la
            usano.Nessuno ha mai commissionato il Walkman, ma è nato e ha avuto successo.Nessuno ha mai commissionato il Personal Computer, ma è nato e ha avuto successo.Nessuno ha mai commissionato il protocollo HTTP, ma è nato e ha avuto successo.Nessuno ha mai commissionato Youtube, ma è nato e ha avuto successo.
          • Prozac scrive:
            Re: dilemma
            - Scritto da: panda rossa
            Quelli sono film, non video.Non solo film.





            Nessuno ha mai commissionato il
            Personal



            Computer, ma è nato e ha avuto



            successo.





            In realta' qualcuno lo ha commissionato.


            Non ricordo bene la storia: avevo letto

            qualcosa


            in


            proposito.


            Ha a che fare con IBM comunque.



            Errore mio. Dovevo scrivere "personal
            computer"
            e

            non "Personal Computer". Il personal
            computer
            è

            nato prima di quello prodotto da IBM. E,

            comunque, quello di IBM non è stato
            commissionato

            da nessuno. È IBM stessa che ha deciso
            di

            "inventare" il Personal Computer. Le
            sembrava
            la

            cosa giusta da fare al

            momento.

            Mi cogli impreparato. Ricordavo diversamente e
            comunque non ho voglia di
            cercare.Nel 1981 IBM, che prima snobbava il mondo dei microcomputer/home computer/personal computer, decise di recuperare tempo perso e terreno e affidò ad un team di sui ingegneri di realizzare in brevissimo tempo il loro PC (lo chiamarono proprio IMB Personal Computer).



            Forse confondi il fatto che IBM abbia

            commissionato Microsoft per realizzare il
            sistema

            operativo del suo Personal

            Computer.

            No, no, mi riferivo proprio al ferro.Allora è stata "un'idea" di IBM per IBM. Un'idea tra virgolette visto che quando si sono buttati in quell'ambito esistevano già diversi "personal computer" in giro.



            Nessuno ha mai commissionato il

            protocollo


            HTTP,



            ma è nato e ha avuto



            successo.





            Che c'entra? Mica e' un prodotto
            commerciale.



            E quindi? È pur sempre un esempio di
            idea

            nata da qualcuno che l'ha realizzata perché
            ci

            credeva e che è piaciuta al grande

            pubblico.

            Veramente il grande pubblico dubito fortemente
            che sappia che cosa sia
            http.Sì che lo sa: è Internet.
          • Leguleio scrive:
            Re: dilemma

            Un'idea

            tra virgolette visto che quando si sono
            buttati

            in quell'ambito esistevano già diversi
            "personal

            computer" in

            giro.


            l'Apple II è di aprile 1977 mentre l'apple I (ma
            era solo la scheda madre non un computer
            completo) è del
            1976Ma non era nemmeno il primo, anche se quanto a diffusione per l'epoca raggiunse numeri notevoli. Qui un elenco dei computer che possono assurgere alla definizione di personal (salta pure la prima parte, che è la storia del computer pura e semplice):http://www.computerhope.com/issues/ch000984.htm
          • Pietro scrive:
            Re: dilemma
            - Scritto da: Leguleio

            Un'idea


            tra virgolette visto che quando si sono

            buttati


            in quell'ambito esistevano già diversi

            "personal


            computer" in


            giro.





            l'Apple II è di aprile 1977 mentre l'apple I
            (ma

            era solo la scheda madre non un computer

            completo) è del

            1976

            Ma non era nemmeno il primo, anche se quanto a
            diffusione per l'epoca raggiunse numeri notevoli.

            Qui un elenco dei computer che possono assurgere
            alla definizione di personal (salta pure la prima
            parte, che è la storia del computer pura e
            semplice):

            http://www.computerhope.com/issues/ch000984.htma quell'elenco manca l'olivetti programma 101 del 1965 che fu realmente il primo personal computer desktop.
          • Leguleio scrive:
            Re: dilemma

            a quell'elenco manca l'olivetti programma 101 del
            1965 che fu realmente il primo personal computer
            desktop.Sai, son quelle cose che riscaldano il core a noi italiani, come il fatto che Cristoforo Colombo fosse italiano (di nascita) oppure che Bell ha rubato l'invenzione del telefono a Meucci. Tutte cose che nei testi di storia scritti al di fuori dell'Italia non si trovano, ma guarda caso.L'Olivetti Programma 101 era troppo cara per rientrare nella categoria "personal": 3200 dollari del 1965 corrispondono a oltre 20 000 dollari di oggi. Esistono personal computer che costano oltre 20 000 dollari anche oggi, ma si tratta di macchine potenziate per usi particolari, non destinate al grande pubblico.
          • Pietro scrive:
            Re: dilemma
            - Scritto da: Leguleio

            a quell'elenco manca l'olivetti programma
            101
            del

            1965 che fu realmente il primo personal
            computer

            desktop.

            Sai, son quelle cose che riscaldano il core a noi
            italiani, come il fatto che Cristoforo Colombo
            fosse italiano (di nascita) oppure che Bell ha
            rubato l'invenzione del telefono a Meucci. Tutte
            cose che nei testi di storia scritti al di fuori
            dell'Italia non si trovano, ma guarda
            caso.
            Sembra che Bell abbia rubato l'invenzione del telefono a Innocenzo Manzetti più che a Meucci
            L'Olivetti Programma 101 era troppo cara per
            rientrare nella categoria "personal": 3200
            dollari del 1965 corrispondono a oltre
            20 000 dollari di oggi.

            Esistono personal computer che costano oltre
            20 000 dollari anche oggi, ma si tratta di
            macchine potenziate per usi particolari, non
            destinate al grande
            pubblico.Allora i computer non erano indirizzati al grande pubblico ma ad aziende e universitá, anzi, non esisteva l'idea che il grande pubblico potesse essere interessato ai computer.
          • Leguleio scrive:
            Re: dilemma


            Sai, son quelle cose che riscaldano il core
            a
            noi

            italiani, come il fatto che Cristoforo
            Colombo

            fosse italiano (di nascita) oppure che Bell
            ha

            rubato l'invenzione del telefono a Meucci.
            Tutte

            cose che nei testi di storia scritti al di
            fuori

            dell'Italia non si trovano, ma guarda

            caso.


            Sembra che Bell abbia rubato l'invenzione del
            telefono a Innocenzo Manzetti più che a
            MeucciMai sentito prima d'ora Innocenzo Manzetti, ma il succo è sempre quello: il genio italico incompreso. È inerente alla mitologia, non alla storia.

            L'Olivetti Programma 101 era troppo cara per

            rientrare nella categoria "personal": 3200

            dollari del 1965 corrispondono a oltre

            20 000 dollari di oggi.



            Esistono personal computer che costano oltre

            20 000 dollari anche oggi, ma si tratta
            di

            macchine potenziate per usi particolari, non

            destinate al grande

            pubblico.
            Allora i computer non erano indirizzati al grande
            pubblico ma ad aziende e universitá, Sul punto siamo d'accordo, ma qualcuno ha necessariamente dovuto fare il passo di renderli più economici e meno ingombranti per farli entrare nelle case, a un certo punto. Diversamente sarebbero tuttora strumenti da centri di ricerca e università, come lo è un microscopio elettronico. E quel qualcuno non era Pier Giorgio Perotto, e l'anno non era il 1965.
          • Pietro scrive:
            Re: dilemma
            - Scritto da: Leguleio

            a quell'elenco manca l'olivetti programma
            101
            del

            1965 che fu realmente il primo personal
            computer

            desktop.

            Sai, son quelle cose che riscaldano il core a noi
            italiani, come il fatto che Cristoforo Colombo
            fosse italiano (di nascita) oppure che Bell ha
            rubato l'invenzione del telefono a Meucci. Tutte
            cose che nei testi di storia scritti al di fuori
            dell'Italia non si trovano, ma guarda
            caso.
            Sembra che Bell abbia rubato l'invenzione del telefono a Innocenzo Manzetti più che a Meucci
            L'Olivetti Programma 101 era troppo cara per
            rientrare nella categoria "personal": 3200
            dollari del 1965 corrispondono a oltre
            20 000 dollari di oggi.

            Esistono personal computer che costano oltre
            20 000 dollari anche oggi, ma si tratta di
            macchine potenziate per usi particolari, non
            destinate al grande
            pubblico.Allora i computer non erano indirizzati al grande pubblico ma ad aziende e universitá, anzi, non esisteva l'idea che il grande pubblico potesse essere interessato ai computer.
          • ... scrive:
            Re: dilemma
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Mario


            tra 5 anni potranno anche aver chiuso sia you

            tube che Vimeo perché il gioco non vale la

            candela e non avere più alcun video su
            internet.

            Fare certe cose ha un costo e se manca la

            remunerazione si

            chiude.

            Se la gente non e' disposta a pagare il prezzo
            che viene proposto, si
            chiude.
            Non capisco il problema.

            Tanto una startup si reinventa sempre, mentre gli
            intermediari parassiti che speravano di
            parassitare a spese della startup, se si
            estinguono, nessuno li
            rimpiange.

            Se la fine dei video in rete coincide col
            fallimento di tanti intermediari parassiti , ben
            venga!applausi in piedi!
          • Prozac scrive:
            Re: dilemma
            - Scritto da: ...

            Se la fine dei video in rete coincide col

            <b
            fallimento di tanti intermediari
            parassiti </b
            ,
            ben

            venga!

            applausi in piedi!Mi spieghi nel caso di Youtube chi sono questi <b
            intermediari parassiti </b
            che devono fallire?
          • Prozac scrive:
            Re: dilemma
            - Scritto da: panda rossa

            <b
            intermediari parassiti </b

            che

            devono

            fallire?

            Tutti quelli che hanno richiesto la rimozione di
            video, per
            esempio.Non mi sembra che la rimozione di tali video abbia minimamente influenzato il successo di Youtube: un miliardo di utenti al mese nonostante la rimozione di alcuni video.Se fosse colpa loro, il problema non sarebbe la sostenibilità del modello di business. Il problema sarebbe la mancanza di utenti.
          • Nome e cognome scrive:
            Re: dilemma
            - Scritto da: Mario
            - Scritto da: Nome e cognome

            - Scritto da: Mario


            - Scritto da: panda rossa



            - Scritto da: Mario




            Se fai pagare non viene
            nessuno, se
            lo

            fai



            gratis




            fallisci, bel




            dilemma...







            Non c'e' nessun dilemma.



            Se fai cose che nessuno ha chiesto
            non
            puoi



            pretendere di essere



            pagato.


            nessuno ha chiesto la corrente
            elettrica,
            il


            motore a vapore, il motore a scoppio
            etc.


            eppure...



            Nessuno ha chiesto internet ma adesso tutti
            lo

            vogliono.

            Sta di fatto che YT è un servizio e non il
            mezzo,

            la gente vuole i video su internet e non un

            servizio specifico di una ditta in

            particolare.

            Se fra 5 anni prevarrà Vimeo per me e per te
            non

            cambierà nulla, e ci guarderemo sempre i
            video

            sul

            web.
            tra 5 anni potranno anche aver chiuso sia you
            tube che Vimeo perché il gioco non vale la
            candela e non avere più alcun video su internet.
            Fare certe cose ha un costo e se manca la
            remunerazione si
            chiude.Non sono tanto parassiti.Visto che per tenere in piedi YT o Vimeo o altro con la loro enorme domanda di banda ci vogliono molti server e soldi; al punto che Google non riesce a far quadrare i conti.Se la domanda esiste prima o poi troveranno una soluzione, che sia G o altri è poco importate.
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