Raspberry Pi mette il turbo

La micro-piattaforma di sviluppo britannica si arricchisce di una funzionalità di overclocking "di fabbrica", con tanto di valvola di sicurezza per evitare danni permanenti. Roba da supercomputer, letteralmente

Roma – Ancora novità in arrivo sul fronte ottimizzazioni per Raspberry Pi, la micro-board di sviluppo ARM che dopo un sistema operativo (Linux) tagliato su misura ha ora anche la possibilità di funzionare oltre i limiti nominali di CPU e circuiteria integrati.

La Fondazione Raspberry Pi ha infatti annunciato la disponibilità di una nuova modalità di funzionamento in overclock: prevedibilmente chiamata “turbo mode”, l’opzione integrata nella nuova versione di Raspbian (l’OS ottimizzato di cui sopra) abilita ben cinque livelli diversi di overclock.

Il livello di overclock più estremo permette alla CPU di funzionare a 1 GHz (contro i 700 MHz del clock base), mentre la modalità turbo agisce in maniera dinamica a seconda del carico di lavoro sul processore e viene comunque disabilitata in automatico se si raggiungono temperature di 89 gradi centigradi.

Ma non di solo overclock si nutrono le novità confezionate dalla fondazione britannica per il nano-computer più economico al mondo: gli utenti potranno ora acquistare una revisione della board maggiormente rifinita rispetto al design originale (Raspberry Pi 2.0), mentre è confermata la volontà di produrre la gran parte delle schede (30mila al mese, al momento) nel Regno Unito anche grazie a una partnership con le fabbriche di assemblaggio di Sony.

Sul fronte “hack” e usi originali della board, invece, si segnalano la realizzazione di una piattaforma di sviluppo che usa il celere lettore di ebook di Amazon ( KindleBerry Pi ) e un piccolo supercomputer composto da 64 schede Raspberry Pi collegate in rete e accatastate una sull’altra con i mattoncini Lego.

Alfonso Maruccia

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  • sergiopi scrive:
    Bravo!
    Caro Andrea, spero che avrai modo di leggere questo commento perchè aggiungo benzina al fuoco. Il ministro Fazio aveva creato una commissione che ha cooptato esperti (veri) ed esponenti delle varie specialità mediche per definire le linee di indirizzo nazionali per la telemedicina. Quasi un anno di lavori, un documento semplice, snello, (ovvio che il mio parere sia di parte, ero nel gruppo ed ogni scarrafone e' bello a mamma sua) approvanto con i complimenti dal consigli sanitario nazionale, con il placet anche delle direzioni coinvolte del ministero della salute....Giace in un cassetto, non se ne fa menzione ne' se ne riprendono i principi nel documento che citi ... non aggiungo altro per evitare che "La redazione con i controlli a campione si riserva di cancellare qualsiasi contenuto ingiurioso, volgare, illegale o contrario alla policy" :-)
  • Scintolo scrive:
    oddio!
    ho finito adesso di leggere il decretone di Monti & C.quanto ha ragione l'avv. Lisi...ma non si rendono proprio conto questi qui dei danni che fanno?mah, 'sti soloni, professori tanto bravi e rispettati, sono almeno con il digitale davvero poco concreti e poco aggiornati (credo sinceramente che dietro tutta questa accozzaglia di principi ci sia un'accozzaglia di fornitori di servizi informatici che consiglia...male, molto male, purtroppo)ciao a tutti e amaramente dico bell'articolo che fa riflettere tanto
  • Licia scrive:
    mi associo ai complimenti
    tra smart city, open gov e tutte queste "novità" all'ultima moda, non ci si rende conto di quanto siano indietro le amministrazioni italiane e ci si dimentica (denotando davvero incredibile ignoranza in materia da parte di chi oggi ci governa e si permette di legiferare senza sapere) che il presupposto di qualsiasi politica e-gov per l'Italia deve necessariamente partire dal documento (amministrativo) e dall'archivio digitale, altrimenti si continua a parlare di aria fritta!complimenti vivissimi all'avvocato Lisi
  • unaltro scrive:
    Manca solo: è tutto un magna magna
    A me sembra che questo articolo non dica assolutamente niente, se non che all'autore non piace il decreto. Per un articolo di diecimila battute, mi sembra un bel risultato. Io sono arrivato a questo articolo cercando il testo del decreto, perché mi interessava leggerlo... mi chiedo quanti dei plaudenti che hanno apprezzato questo articolo lo abbiano fatto, prima di dire che Lisi ha ragione. Io non l'ho ancora letto tutto, ma cito semplicemente l'art. 4: "Anagrafe nazionale della popolazione residente1. Per accelerare il proXXXXX di automazione amministrativa e migliorare i servizi per i cittadini, le imprese e le pubbliche amministrazioni, riducendone i costi connessi, è istituita lAnagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR).2. LANPR subentra, per tutte le finalità previste dalla normativa vigente, alle anagrafi della popolazione residente tenute dai comuni..."Ora, magari si potrà dubitare che il governo riesca ad attuare questo articolo, ma dire che "Si continua a ruotare sempre intorno ai soliti princìpi generali" mi sembra davvero fuori luogo. In realtà l'anagrafe unica è suggerita da tempo da molti, proprio perché ottomila comuni sprecano risorse per fare tutti la stessa cosa, ma ognuno con il suo programma, costoso e compatibile solo con sé stesso, e con il problema del riuso del software che, quello sì, è una peculiarità italiana. Quindi sì, in questo caso la digitalizzazione può fare risparmiare parecchio ai comuni e sì, ci sono novità importanti contenute nel decreto. Anche perché molte delle difficoltà nell'informatizzare la PA partono proprio dalle incompatibilità generate da questa replica inutile di sforzi su migliaia di amministrazioni... e dalle resistenze dei rispettivi amministratori.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 27 settembre 2012 01.46-----------------------------------------------------------
    • Licia scrive:
      Re: Manca solo: è tutto un magna magna
      - Scritto da: unaltro
      A me sembra che questo articolo non dica
      assolutamente niente, se non che all'autore non
      piace il decreto. ***eccolo qui il critico sapientone! :)***
      Per un articolo di diecimila
      battute, mi sembra un bel risultato. Io sono
      arrivato a questo articolo cercando il testo del
      decreto, perché mi interessava leggerlo... mi
      chiedo quanti dei plaudenti che hanno apprezzato
      questo articolo lo abbiano fatto, prima di dire
      che Lisi ha ragione. Io non l'ho ancora letto
      tutto, ma cito semplicemente l'art. 4:

      "Anagrafe nazionale della popolazione residente
      1. Per accelerare il proXXXXX di automazione
      amministrativa e migliorare i servizi per i
      cittadini, le imprese e le pubbliche
      amministrazioni, riducendone i costi connessi, è
      istituita lAnagrafe nazionale della popolazione
      residente
      (ANPR).
      2. LANPR subentra, per tutte le finalità
      previste dalla normativa vigente, alle anagrafi
      della popolazione residente tenute dai
      comuni..."***Ma almeno il Codice dell'amministrazione digitale l'hai letto "un altro"? l'hai ma letto l'articolo (inattuato) sull'Indice Nazionale delle Anagrafi? Si tratta dell'art. 62 del CAD che avrebbe dovuto attuare una legge del 1954 (attraverso gli strumenti informatici appunto!). Che grande novità questa ANPR! Cambiamo il nome all'INA e siamo tutti più contenti!Ma ti rendi conto di ciò che scrivi prima di contestare un articolo finalmente chiaro, critico e autorevole su questa materia???***
      Ora, magari si potrà dubitare che il governo
      riesca ad attuare questo articolo, ma dire che
      "Si continua a ruotare sempre intorno ai soliti
      princìpi generali" mi sembra davvero fuori luogo.
      In realtà l'anagrafe unica è suggerita da tempo
      da molti, proprio perché ottomila comuni sprecano
      risorse per fare tutti la stessa cosa, ma ognuno
      con il suo programma, costoso e compatibile solo
      con sé stesso, e con il problema del riuso del
      software che, quello sì, è una peculiarità
      italiana. ***L'anagrafe unica era prevista da una legge del 1954 (24 dicembre 1954 n. 1228!!!!)***
      • unaltro scrive:
        Re: Manca solo: è tutto un magna magna

        l'hai ma letto l'articolo (inattuato) sull'Indice Nazionale delle
        Anagrafi? Si tratta dell'art. 62 del CAD che avrebbe dovuto attuare una
        legge del 1954 (attraverso gli strumenti informatici appunto!). Quello che leggo è che l'INA è, appunto, un indice, ovvero le anagrafi rimangono presso i comuni con i loro costi, e "alimentano" l'indice, mentre un'anagrafe unica è, appunto, unica, e sostituisce quelle dei comuni. Nella descrizione dell'INA non vedo niente che dica che sostituisce le anagrafi dei comuni. La legge è del '54, quando certo non potevano pensare ad un'anagrafe centralizzata, e infatti dice che ogni comune tiene la sua. Il CAD dice solo che questo indice è realizzato con strumenti informatici, non che i comuni smettono di avere la propria. Sbaglio?
        • Licia scrive:
          Re: Manca solo: è tutto un magna magna
          - Scritto da: unaltro

          l'hai ma letto l'articolo (inattuato)
          sull'Indice Nazionale delle


          Anagrafi? Si tratta dell'art. 62 del CAD che
          avrebbe dovuto attuare una


          legge del 1954 (attraverso gli strumenti
          informatici appunto!).


          Quello che leggo è che l'INA è, appunto, un
          indice, ovvero le anagrafi rimangono presso i
          comuni con i loro costi, e "alimentano" l'indice,
          mentre un'anagrafe unica è, appunto, unica, e
          sostituisce quelle dei comuni. Nella descrizione
          dell'INA non vedo niente che dica che sostituisce
          le anagrafi dei comuni. La legge è del '54,
          quando certo non potevano pensare ad un'anagrafe
          centralizzata, e infatti dice che ogni comune
          tiene la sua. Il CAD dice solo che questo indice
          è realizzato con strumenti informatici, non che i
          comuni smettono di avere la propria.
          Sbaglio?^^^Sbagli! l'Indice Nazionale delle anagrafi avrebbe dovuto essere alimentato dai singoli comuni, ma avrebbe dovuto essere appunto UNICO.oppure grazie all'informatica pensi forse che possa essere sufficiente che un bambino esca dall'utero di sua mamma affinchè il cervellone del Ministero dell'Interno lo inserisca automaticamente su un server innovativo (magari servendosi di SIRI della Apple)?!? :PIn ogni caso, quanto hai riportato conferma quanto detto da Lisi e, cioè, che nel decretone ci sono poche, confuse novità, ancora totalmente deregolamentate ed espresse in principi generalissimi che poco aiutano a concretizzare qualcosa!ma dove vivi? in Italia o su un isola del Pacifico con un i-pad in mano dove inserire direttamente i dati della tua famiglia, previa autenticazione con impronta digitale?e come verrebbe alimentata questa anagrafe centrallizzata se ancora non non siamo riusciti a diffondere un'identità digitale unica (pur presente in tante, troppe leggi)??e questa enorme base di dati dell'anagrafe come sarebbe gestita e conervata? se le regole della conservazione dei docuementi informatici non ci sono????come vedi quanto affermi conferma solo quanto sostenuto da Lisi nel suo vivace e ottimo pezzo!ciao
          • unaltro scrive:
            Re: Manca solo: è tutto un magna magna
            Non ci capiamo, credo. La legge del '54 istituisce le anagrafi comunali *e* l'INA. L'INA, unico, viene alimentato dalle anagrafi comunali, ovvero hai una copia (completa) delle informazioni presso il comune (dove la mamma si reca a inserire i dati) e poi, idealmente, almeno una parte di queste informazioni dovrebbero andare all'INA, unico e centralizzato, perché si sappia in quale comune cercare la persona e le sue informazioni complete. Così ho capito il proXXXXX pensato nel '54, quando l'anagrafe aveva tante schedine di cartoncino e un'unica anagrafe centralizzata sarebbe stata inaccessibile per chiunque.Il CAD non cambia questa organizzazione, ma la informatizza.Il nuovo articolo cambia l'organizzazione: "LANPR subentra, per tutte le finalità previste dalla normativa vigente, alle anagrafi della popolazione residente tenute dai comuni, all'INA e all'AIRE". Il che vuole dire che quando la mamma va al comune, l'impiegato non inserisce più il neonato nel database locale dell'anagrafe del locale del comune, ma lo inserisce *solo* in quello nazionale, al quale accede tramite rete. Dal punto di vista di mamme e uteri, non cambia niente: dal punto di vista organizzativo e dei costi, sì.Ora, magari continuo a sbagliarmi nell'interpretazione, ma se vuoi insistere dimmi chiaramente quale parte dell'una o dell'altra legge sto interpretando male.
          • Licia scrive:
            Re: Manca solo: è tutto un magna magna


            Ora, magari continuo a sbagliarmi
            nell'interpretazione, ma se vuoi insistere dimmi
            chiaramente quale parte dell'una o dell'altra
            legge sto interpretando
            male.***Appunto, interpretiamo in maniera diversa norme molto generiche che continuano a rimanere inattuate! proprio quello che Lisi afferma nel suo pezzo (e che frettolosamente e spocchiosamente hai riferito che non diceva nulla)!inoltre, ti ricordo che nel pezzo (che avresti dovuto leggere con maggiore attenzione) Lisi ha affermato che nel decreto ci sono poche cose nuove e comunque molto generiche e quanto da te riportato ne è appunto la conferma, o no?ciao
          • unaltro scrive:
            Re: Manca solo: è tutto un magna magna
            Non vedo cosa tu trovi di generico nella scomparsa delle anagrafi comunali. Comunque mi pare che la discussione abbia esaurito i suoi contenuti.
          • Scintolo scrive:
            Re: Manca solo: è tutto un magna magna
            - Scritto da: unaltro
            Non vedo cosa tu trovi di generico nella
            scomparsa delle anagrafi comunali. Comunque mi
            pare che la discussione abbia esaurito i suoi
            contenuti.eliminiamo le anagrafi comunalipuffmagiae si fa!tutto qui: eccolo il nuovo miracolo digitale italiano!
          • unaltro scrive:
            Re: Manca solo: è tutto un magna magna
            Questo è un problema diverso, ed è esattamente la critica di merito (seppure, permetterai, un po' generica ;) ) che avrebbe senso in un articolo di PI. Ma porsi questo problema vuole prima di tutto aver capito che nel decreto ci sono novità: apprezzabili o meno, ma ci sono.
          • Scintolo scrive:
            Re: Manca solo: è tutto un magna magna
            - Scritto da: unaltro
            Questo è un problema diverso, ed è esattamente la
            critica di merito (seppure, permetterai, un po'
            generica ;) ) che avrebbe senso in un articolo di
            PI. Ma porsi questo problema vuole prima di tutto
            aver capito che nel decreto ci sono novità:
            apprezzabili o meno, ma ci
            sono.***in verità, come ti è stato già detto da altri, l'autore del pezzo ha scritto che le novità sono poche rispetto a quanto sbandierato in questi giorni oppure avrebbe dovuto fare, secondo te, un lungo elenco di articoli di legge e specificare cosa c'è di nuovo e cosa di vecchio nel testo normativo? sarebbe uscito un volume di mille pagine non un articolo da pubblicare su PI!ma ti rendi conto di ciò che dici?e la critica "di merito" che io ho fatto, forse neppure te ne sei reso conto, è esattamente la stessa critica che emerge dalla lettura dell'articolo di Lisi: e cioè che nel decretone c'è un'accozzaglia di principi spesso più vecchi che nuovi che non possono essere concretizzati senza regole tecniche (e avrebbero dovuto essere inseriti per garantire maggiore sistematicità al nostro ordinamento nel CAD piuttosto che in un'altra, ennesima normativa)a sembra una critica giusta e pertinente e ovviamente sintetica ed efficace perchè inserita non in un saggio universitario, ma in un articolo da pubblicarsi appunto su PIciao
          • unaltro scrive:
            Re: Manca solo: è tutto un magna magna
            In realtà, chi non ha voglia di fare l'elenco sono io ;)
    • Pedro scrive:
      Re: Manca solo: è tutto un magna magna
      - Scritto da: unaltro
      A me sembra che questo articolo non dica
      assolutamente niente, se non che all'autore non
      piace il decreto. ^^^si dovrebbe più correttamente scrivere "non piaccia il decreto", se proprio si ha voglia, scrivendo, di ricordare a qualcuno che in Italia esiste ancora il congiuntivo.la lingua italiana (con i suoi congiuntivi) non è un optional!:pper il resto condivido quanto detto da Licia e, cioè, che il pezzo di Lisi dice tanto e bene e nel "decretone" c'è davvero poco di nuovo.
      • unaltro scrive:
        Re: Manca solo: è tutto un magna magna
        Non sono mica convinto... io dico "io so che ti non sai", non "io so che tu non sappia", e qui dico "se ne deduce che a lui non piace", non "se ne deduce che a lui non piaccia". Nella parte che quoti il congiuntivo c'è, "non dica..." quindi che esista (congiuntivo) me lo ricordo ;)
  • eleirbag scrive:
    + Digitale = + Efficienza = - Costi =
    -MagnaMagnaLa più semplice delle formule la più reale.Per il resto Monti è ostaggio dei politici, che tengono suil suo governo, e dunque dello stesso magnamagna.Non vi è altro ne da dire ne da capire, purtroppo! :
  • Pierino scrive:
    il professorone Monti...
    non ci fa una bella figura!;)
  • al cad scrive:
    se l'italia fosse un paese normale
    Gran bel pezzo. Mi complimento con l'avv. Lisi per l'ennesima prova della sua indubbia competenza in materia. Se l'Italia fosse un paese normale l'avv. Lisi sarebbe il candidato ideale per la neocostituita Agenzia!
  • almodovar scrive:
    povera Italia
    normale...
  • emadallo scrive:
    Rivoluzione all'italiana
    Mi unisco al coro di approvazione per l'articolo. Per lavoro anche io mi sono avvicinato, in varie battute, al tema della digitalizzazione dello stato, e a dirla tutta la mia posizione è molto simile alla tua. In un Paese dove non c'è la pazienza di aspettare nulla, figuriamoci quale vita breve avrà, eventualmente, questa riforma digitale...
  • iRoby scrive:
    Niente di nuovo
    È da quando leggevo MC Microcomputer che c'erano articoli assolutamente identici riguardo alla P.A. e soprattutto al governo...Vuol dire che abbiamo sempre avuto governanti inetti, o che c'è sempre stata una volontà comune o da qualche organo superiore, a tenere a freno questo paese o ad affossarlo?
  • paola scrive:
    grande pezzo
    Letto tutto d'un fiato! Irriverente, ironico, pungente...grande pezzo! :-)
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