Sat cifrato: si torna al penale

a cura di Daniele Minotti - Dopo l'approvazione definitiva di nuove sanzioni contro gli abusi dei sistemi di ricezione di trasmissioni televisive cifrate cambia il quadro di riferimento, con storture e problemi che è bene conoscere


Roma – Come annunciato in un precedente articolo su PI, una nuova riforma del diritto d’autore – in particolare sulla disciplina sanzionatoria degli abusi relativi alle trasmissioni audiovisive ad accesso condizionato, in larga parte coincidenti con la emissioni televisive criptate – è stata definitivamente approvata.

Si tratta della Legge 7 febbraio 2003, n. 22 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 38 del 15 febbraio 2003 ed in vigore il quindicesimo giorno da detta pubblicazione. Prima di parlare dei particolari dell’ennesimo ritocco operato in materia, è necessaria una premessa relativa ad una disciplina dimostratasi tra le più tormentate.

Già nel 1993, per gli abusi connessi alla fruizione di trasmissioni criptate si erano introdotte sanzioni penali mediante l’estensione del trattamento riservato al software (in particolare, l’art. 171- bis l.d.a.). Con l’entrata in vigore della l. 547/93 sulla criminalità informatica, si iniziarono ad applicare (peraltro, in un orientamento non poco discutibile) anche altre ipotesi di reato come quelle previste dal codice penale nei nuovi artt. 615- quater (Detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici o telematici) e 617- quinquies (Installazione di apparecchiature atte ad intercettare, impedire od interrompere comunicazioni informatiche o telematiche).

Soltanto con la più organica riforma del diritto d’autore (l. 248/2000), le condotte illecite in argomento furono sanzionate da una specifica previsione, quella di cui all’art. 171- octies l.d.a. sempre in affiancamento, secondo taluni interpreti, alle citate fattispecie del codice penale.

Pochi mesi dopo, verosimilmente a causa di un mancato coordinamento legislativo, fu promulgato il d.lgs. 373/2000 (di attuazione della Direttiva 98/84/CE) riguardante tutti i servizi ad accesso condizionato, compresi quelli televisivi. L’effetto fu dirompente: depenalizzazione. In buona sostanza, alle condotte di commercializzazione diretta o indiretta non si applicavano più le sanzioni penali, ma quelle amministrative del decreto. Ciò trovò autorevole avallo anche da parte della Cassazione la quale, nel corso degli ultimi due anni, ha avuto modo di pronunciarsi anche a Sezioni Unite.

Ora, a distanza di due anni, si è tornati alle sanzioni penali. Inequivoco è, infatti, il testo dell’unico articolo della l. 22/2003 di prossima entrata in vigore: “Al comma 1 dell’articolo 6 del decreto legislativo 15 novembre 2000, n. 373, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Si applicano altresì le sanzioni penali e le altre misure accessorie previste per le attività illecite di cui agli articoli 171- bis e 171- octies della legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni”.

Il provvedimento, apparentemente di facile interpretazione, presta, però, il fianco a non poche critiche.

A parte il menzionato susseguirsi di norme e trattamenti che compromette una lineare e uniforme applicazione della legge (in un quadro non facilmente comprensibile anche per gli stessi operatori del diritto), la legge in commento, lungi dal fissare un semplice ritorno alle sanzioni penali, in realtà le aggiunge, nella stragrande maggioranza dei casi, a quelle amministrative del decreto di fine 2000. Ciò è chiaro dall’uso dell’avverbio “altresì”. Questo “doppio binario” (penale e amministrativo), non è, di per sé, illegittimo, ma costituisce un caso unico, se si considera la non trascurabile entità delle pene, nella disciplina del diritto d’autore e comunque rarissimo se si guarda a tutto il nostro ordinamento. E, non a caso, la duplicazione delle sanzioni è stata criticata anche in Parlamento.

Si noti, infatti, che la fattispecie penale (art. 171- octies l.d.a.) prevede pene da sei mesi a tre anni di reclusione e da 2.582 a 25.823 Euro di multa; quella amministrativa (art. 6 d.lgs. 373/2000) da 5.165 a 25.823 Euro di sanzione pecuniaria oltre al pagamento di una somma da 52 a 258 Euro per ciascun dispositivo illecito.

Un’altra grave iniquità si osserva nella norma penale (ma non in quella amministrativa) che rischia di colpire, nella medesima misura in cui è punito chi fa commercio di dispositivi illeciti, anche l’utilizzatore privato. Ciò a condizione che, come anticipato a suo tempo su Punto Informatico , non si ritenga applicabile – cosa tutt’altro che pacifica – la sanzione amministrativa senz’altro più contenuta di cui all’art. 16 l. 248/2000.

Queste, per la verità, sono soltanto le storture più evidenti della disciplina così come si è venuta a formare con la legge da poco approvata. Purtroppo, situazioni di emergenza come quella prodottasi in seguito alla depenalizzazione determinata (forse involontariamente) dal d.lgs. 373/2000 difficilmente producono rimedi lucidi, ponderati ed equi.

avv. Daniele Minotti – Genova
http://www.studiominotti.it

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  • Anonimo scrive:
    Complimentoni!!!
    Primo: suggerire che il nuovo magnifico e progressivo regno dei Blog sia portatore di queste grandissime novità e poi elencarle (Mio Dio, come avrò mai fatto a sottovalutarle!!!) dicendo intere dimensioni in più (ma quali dimensioni? Quelle che si annidano nelle pieghe dello spazio subatomico, probabilmente), sembra la replica di una bambina a cui hanno detto che il Piccolo Forno Herbert che ha lei è uguale a quello che aveva due anni prima la sua sorellina (Ma il mio fa anche le tortine rotonde!!!!). Secondo: insinuare che le critiche siano state fatte perché determinante il genere dell'autore (aggiungendo per soprammercato che tutti coloro che non hanno condiviso sono bestie da stalla), rientra nell'ennessima sequela di luoghi comuni che ormai su questo topic si sono sprecati. Niente da fare, se si rimesta nel truogolo radical chic delle nuove e affascinanti libertà del blog-mondo (lo ripeto: quali? Come? Di cosa si sta parlando veramente?), si ottiene sempre lo stesso banale mangime rimescolato. Possibile che non si sia in grado di capire che l'attacco è stato sferrato non perché l'intervento fosse innovativo e suggerisse scorci di realtà inaspettati, ma proprio perché banale, senza senso e senza novità?P.S:Se ci si riferiva a me, non sono Ingegnere e ringrazio tutti i miei dei di non esserlo!!!!-Zoroastro-
  • Anonimo scrive:
    Otti' otti'
    Sembra proprio che declamare sonetti in un gregge o in una stalla, produca solo BELATI o MUGGITI. Metaforicamente parlando.Il blog-reame introduce iper-possibilita' che sfuggono anche a lor signori ingegneri con i piedi per terra (nel fango) e la testa attaccata alle spalle. Trackback, ping, syndacate. Qualche dimensione oltre.All'autore/trice:Scandalosamente attaccato/a direi un po' perche' totalmente incompresa (CyberCassandra?) ma soprattutto perche' di sesso femminile. La volonta' di potenza frustrata si esprime attraverso la keyboard. Un modo per cybermasturb**si.Celando il tuo cybersesso, alla prossima riceverai meno grugniti eretti e sessiti di risposta.Lizzy
  • Anonimo scrive:
    mangiato pesante?
    mangiato ... peNsante?;-)
  • Anonimo scrive:
    Coda di paglia?
    Mah, io dico semplicemente quello che penso (e di sfuggita annoto che nessuno ha risposto su quella che è la vera domanda del mio post: a cosa serve un articolo del genere?), non ho nessun desiderio di far meglio, perché quello della "suggestione" è un piano che non mi interessa. O perlomeno non mi interessa in questo contesto e con questi argomenti.Tette e culi??? Ma che avete in testa? Io faccio notare che il "fenomeno" (ma quale?) blog è totalmente sopravvalutato e che siti web personalizzati esistono da secoli. Io stesso ne ho uno che è online ormai da tre anni e mezzo, ma non per questo pretendo di far parte di chissà quale incredibile movimento innovativo. Il riferimento al NetBIOS era esclusivamente ironico, ma visto che le solite menti fini non hanno capito granché, sottolineo che trattasi di protocollo obsoleto (mai sentito parlare di CIFS su porta Microsoft-DS?) e che trovavo abbastanza (involontariamente) divertente il fatto che si decidesse di utilizzare come titolo di una concione sulla possibilità di perderci nel nuovo tessuto granulare della realtà nascente il nome di un protocollo ormai quasi abbandonato. Su Dick accetto una sana discussione in qualunque momento essendo da gran tempo il mio autore preferito, ma chi non ha riconosciuto una natura talvolta bukovskiana in Dick è secondo me qualcuno che non l'ha letto bene. Fondamentalmente da un articolo come questo mi attendo legittimamente spunti e/o riflessioni, non suggestioni d'accatto neppure particolarmente originali, per di più se suggeriscono (ma guardandosi bene dallo spiegare come) nuove soglie di libertà quando queste (purtroppo) non sono raggiungibili. Ripeto: inutilità pretenziosa.-Zoroastro-
  • Anonimo scrive:
    Qualcuno se n'è accorto?
    qualcuno si è accorto che il titolo dell'articolo gioca su il titolo di un famoso album di Brain Eno "Discreet music"? vi siete chiesti cosa voglia dire invece "discreet MUSING"?brava chiara!
    • Anonimo scrive:
      Re: Qualcuno se n'è accorto?
      - Scritto da: Anonimo
      qualcuno si è accorto che il titolo
      dell'articolo gioca su il titolo di un
      famoso album di Brain Eno "Discreet music"?
      vi siete chiesti cosa voglia dire invece
      "discreet MUSING"?Incredibile, hai ragione! Prendendo i primi 128 campioni del cd di Eno, e utilizzandoli come chiave pubblica a 256 bit per l'algoritmo pgp applicato all'articolo, si ottiene un sobrio e informativo editoriale, condito di dati statistici, sull'uso dei blog in rete dal 2000 ad oggi!Geniale, questa Chiara.
    • Anonimo scrive:
      Re: Qualcuno se n'è accorto?
      Si, ma non so cosa vuol dire ;-(
  • Anonimo scrive:
    povera piccola.... quanto soffri.
    .....
  • Anonimo scrive:
    I blog sono sopravvalutati
    I siti personali esistono da sempre ma ora alcuni di essi si chiamano blog.. Mica male, dico io, pero' non e' tutta questa rivoluzione. Non aiuta a divenire cyborg :D
  • Anonimo scrive:
    Mitico Panopticon
    lo consiglio senz'altro a tutti, riferimento indispensabile
  • Anonimo scrive:
    il Cosa e il Come
    Ma insomma, cari, perché tanta insofferenza? Ciò che vi rende così nervosi è lo stile di pensiero e di scrittura dell'autrice, denso e veloce, oppure i contenuti, gli spunti di riflessione (e forse è proprio questa l'attività che più innervosisce?) che vengono suggeriti? Il VersoDove guardare, in realtà, più che il cosa e il come. E mi pare che lo faccia senza pedanteria ma con una certa competenza ben assimilata, e soprattutto con un leggero sorriso ironico: anche giocare col linguaggio dà un valore aggiunto all'informazione, no? Certo i problemi che tocca sono pesi, proprio il contrario della fuffa, ma direfarebaciareletteraetestamento sono in fondo la nostra esistenza (bios?), anche alla tastiera. Aggiungerei 'pensare', fin che si può.
    • Anonimo scrive:
      Re: il Cosa e il Come
      "Problemi pesi", pesissimi infatti. Io ad esempio, solo nel mio piccolo, ne ho trovati alcuni decisamente micidiali: ne butto lì qualcuno.Le nuove tecnologie hanno spostato il caro vecchio problema dell'IO, dell'identità, verso quello dell'identificazione/identificabilità. E questo mette in gioco gli altri due problemini della libertà e della verità; se poi sono in vena a questo punto devo affrontare la conseguente domanda sul livello di 'realtà' che vedo, che mi fanno vedere, che contribuisco a determinare. E allora mi viene in mente che l'open-source ha a che fare con il concetto di 'campo elettromagnetico' studiato in Fisica: tutto è campo, le singole particelle SONO il campo, eppure non sono loro a crearlo ma ne sono determinate. Questo lì per lì mi mette un po' in confusione, ma poi mi sembra di coglierne il "senso": la libertà, la "democratizzazione" -e non solo dei "flussi informativi"- è proprio questa. La rete, la prateria digitale che cambia e si sposta sempre, PROVVISORIAMENTE sempre libera e imprendibile solo in quanto tale....Io sono, anzi E' la rete...Pippe mentali da cyborg? Da lettori in ritardo di Hofstadter e Dick? Poveri negroponti e neuromanti vintage? Boh.E comunque, cara Chiara, io so bene che per te la libertà sarà pur sempre l'aria che ti soffia sul viso tra le orecchie di un cavallo, vero? Nelle sconfinate praterie, digitali e non.
      • Anonimo scrive:
        Re: il Cosa e il Come
        Gli stregoni cavalcano bufalicon la criniera fatta di zerie bastonano con gli unole ranocchie digitaliquelli che si chiamano Marioquelli che si sporcanoGli stregoni cavalcano bufali digitaliche mangiano palline bluper questo hanno la criniera Chiara
    • Anonimo scrive:
      Re: il Cosa e il Come
      - Scritto da: Anonimo
      Ma insomma, cari, perché tanta insofferenza?
      Ciò che vi rende così nervosi è lo stile di
      pensiero e di scrittura dell'autrice, denso
      e veloce,Io direi trito e ritrito. Vecchio, stantio, falso, vacuo.Artefatto, pedante, disonesto, fumoso, cialtronesco.
      oppure i contenuti, gli spunti di
      riflessione (e forse è proprio questa
      l'attività che più innervosisce?) che
      vengono suggeriti?Io francamente non vedo ne' contenuti ne' spunti di riflessione, se non accenni, gettati a casaccio, ai piu' vieti elementi di cultura e controcultura cyber: reti, comunita', controllo, condivisione, registrazione. Quindi ne' contenuti ne' spunti, ma solo evocazione nel lettore di temi gia' noti, senza un pensiero che li unisca e ne tragga qualcosa di nuovo.
      Il VersoDove guardare, in
      realtà, più che il cosa e il come.Gia'. Come se questo VersoDove, come lo chiami tu, fosse mai sfuggito a qualcuno, qui. Un articolo come questo andrebbe bene per uno seduto in poltrona che legge L'Espresso, e pensa
      , poi volta pagina e si beve l'ultimo reportage sulla barca di D'Alema.Ma speravo che il livello qui fosse un po' piu' alto, alto abbastanza da interessarsi a cosa succede veramente, piu' che a un generico esprit du temps per lettori di settimanali.
      Certo i
      problemi che tocca sono pesi, proprio il
      contrario della fuffa, ma
      direfarebaciareletteraetestamento sono in
      fondo la nostra esistenza (bios?), anche
      alla tastiera. Aggiungerei 'pensare', fin
      che si può.Evidentemente, sei di quelli che si fanno abbindolare dalla forma, credendo di scorgervi un contenuto. A parer mio, una disfunzione cognitiva; per qualcun altro, profondita'.Ciao
      • Anonimo scrive:
        Re: il Cosa e il Come

        L'Espresso, e pensa"sono matti questi hecher"ha preso le doppie acute per un tag html :))O ERA UN CONTROLLO DALL'ALTO?
      • TieFighter scrive:
        Re: il Cosa e il Come

        Io direi trito e ritrito. Vecchio, stantio,
        falso, vacuo.Falso e artefatto, forse per secondi fini, mi sembra il tuo post
        Io francamente non vedo ne' contenuti ne'
        spunti di riflessione, Questa e' una boutadeMah
        • Anonimo scrive:
          Re: il Cosa e il Come
          - Scritto da: TieFighter
          Falso e artefatto, forse per secondi fini,
          mi sembra il tuo postQuesta buffonata dei "secondi fini" è una costante universale nelle distorsioni cognitive dei commentatori su PI, un jolly da giocare ogni volta che ci si scontra con una opinione troppo profonda, troppo intelligente, che magari mette in crisi d'un botto le troppe false certezze che si accumulano in molte teste. La tua personale esperienza ti conduce a parlar bene del tal provider, di una tecnologia, di una certa marca ? Tutti addosso, hai secondi fini, sei prezzolato. Equidistanza è una parola sconosciuta. Trionfo della dietrologia imbecille, della diffidenza contadina o da sbirri di borgata elevata a stile di vita, del tifo da stadio "o con noi o contro di noi". Tertium non datur.Dici cose intelligenti, quindi controcorrente ? Hai secondi fini, infatti fai funzionare il cervello, sicuramente sei un agente della CIA. Parli male dei miti moderni, evidenziandone difetti nascosti e contropartite ? Hai secondi fini, l'ha detto il maestro Rael, o di qua o di là.Signori, un po' di sano pragmatismo: il mondo PUO' essere diverso da come lo vedete dietro le vostre lenti affumicate, mode di massa, approssimazioni culturali, correnti di pensiero, parrocchie e paraocchi vari. Benvenuto sia il dubbio, sempre e comunque... e quando troppe persone si mostrano d'accordo con una certa visione, il dubbio DEVE venire istantaneamente, d'ufficio. Autonomia di pensiero, una conquista per pochi, nonostante tutto. Eccolo qui il secondo fine: sviluppare e coltivare luoghi di pensiero forti, autonomi, a tutta prova, che distruggano i luoghi comuni e sconfiggano la banalità. Senza fare del semplice bastiancontrarismo a tutti i costi, che è solo un'altra pagliacciata.Il resto è commedia umana, e per fortuna non si paga il biglietto: ci sarebbe da strepitare per il rimborso.
    • Anonimo scrive:
      Re: il Cosa e il Come
      L'insofferenza nasce, provvidenzialmente, dal ragionamento. Ti pongo una semplice questione: conosci gli argomenti di cui parla l'articolo? Se sì, ti sembra che ci sia un seppur minimo tentativo di approfondimento o di senso "reale", chiamiamolo substrato (passatemi un marxiano esame di struttura e sovrastruttura)? C'è qualcosa che abbia senso da un punto di vista "reale". Ho un'idea che mi dia almeno uno spunto per sfuggire al Panopticon/Echelon? No, solo ed esclusivamente modaioli riferimenti a questa fantastico brave new world dei blog (cazzarola, che novità, lo sarà per chi non è nel giro da un po' di tempo e non ha mai saputo che si potevano fare siti web anche senza conoscere l'html da almeno 7/8 anni!!!! Mamma mia che afflato libertario della mutua!). Non conosci gli argomenti trattati? E adesso che hai letto questo articolo infarcito dei luoghi comuni della Net-Intellighenzia prossima ventura (Dick, ma come osate citare Dick per questo triste esercizio di onanismo alla page? Egli avrebbe giustamente prestato attenzione solo ai capezzoli della scrittrice meditanto sulla loro forma a cono, mentre discuteva con un ascensore omeostatico), ti senti di saperne qualcosa di più? Credi di avere ricevuto anche solo un fuggevole barbaglio di illuminazione.No e ancora no! Solo inutilità e della peggior specie, quella pretenziosa.P.S.Ma non sapete che le porte NetBIOS vanno chiuse? Per di più ormai il protocollo è obsoleto.-Zoroastro-
      • Anonimo scrive:
        Re: il Cosa e il Come
        il termine "suggestioni" ti dice qualcosa?il concetto di "citazione" ti dice qualcosa?hai letto bene l'articolo?hai capito che il passato (blog... 7/8 anni fa..) è talmente lontano da appartenere a una dimensione parallela?
      • Anonimo scrive:
        Re: il Cosa e il Come
        - Scritto da: Anonimo
        L'insofferenza nasce, provvidenzialmente,
        dal ragionamento. Esatto, soprattutto da quelli del cazzo....(no flames)non ha mai
        saputo che si potevano fare siti web anche
        senza conoscere l'html da almeno 7/8
        anni!!!!e cosa sarebbero questi "siti web" di cui tu parli? Intendi forse quel ciarpame colorato tutto più o meno di viola che tra bocconi di tette, pezzi di culo (rotto) ed altre amenità, frantumi di parole e mezze frasi lampeggianti ti si insinua nei formicolii del tuo cellulare del menga mentre vibra?Egli
        avrebbe giustamente prestato attenzione solo
        ai capezzoli della scrittrice meditanto
        sulla loro forma a cono, santo cielo, bisogna proprio insegnarti tutto!Per di più ormai il protocollo è
        obsoleto.Quello della tua testa sicuramente...
      • grossogrosso scrive:
        Re: il Cosa e il Come
        Il problema e' che nelle tue parole c'e' rabbia, forse il desiderio di far meglio, forse l'impossibilita' di farlo o non so. Fatto sta che il quadro disegnato dall'articolo mi ha intrigato e trascinato, ho riconosciuto mie proprie ricerche e ho riscontrato alcuni dei miei dubbi. Per quanto riguarda nello specifico i blog ti consiglio di andarti a leggere un po' di blog, troverai un sacco di roba sull'argomento.Saluti
  • astroboy scrive:
    ed io dico Forza Chiara... ;-)
    un articolo molto divertente tra fantascienza, stupidaggini e possibile futuro
  • Anonimo scrive:
    Accontentatevi
    ...almeno su raitre hanno chiuso la trasmissione Mediamente. Trasmissione fumosa che in un periodo in cui la tv di stato avrebbe dovuto svolgere un ruolo informativo e pedagogico riguardo a internet e al mondo dell'informatica ci ha invece rifiliato un angolino notturno di pippe mentali stile Chiara Ferrari .
  • Anonimo scrive:
    grazie
    Devo esprimere i miei complimenti per il tuo articolo che ritengo molto interessante perché dai spunti per una infinità di approfondimenti possibili. Io che amo la fantascienza, quella vera, le tue riflessioni, per niente strampalate, sono state da me veramente apprezzate. Continua che sei veramente brava.Grazie Chiarafirmato acer57(ps: lascia perdere chi della fantasia non sa che farsene
  • Anonimo scrive:
    CONISGLIO......
    ......è meglio che tu vada a fare WIKIWIKI con qualcuno.......ti farà bene.......e vedrai la vita in modo più umano......
  • Anonimo scrive:
    the Future?!
    dai, ragazzi non vi arrabiate... la storiella è godibile, anche se un pò noiosa e non proprio scorrevolissima... e poi può capitare a chiunque di leggere gibson, sterling e compagnia con 20anni di ritardo, no?! ;-)
  • Anonimo scrive:
    Manca qualcosa:
    In definitiva l'articolo comunica un concetto di per sè buono, ma un articolo fatto così è incompleto.Mancano i link ai riferimenti, manca l'informazione tecnica ed una conclusione veramente costruttiva.Design
    • Anonimo scrive:
      Re: Manca qualcosa:
      - Scritto da: Anonimo
      In definitiva l'articolo comunica un
      concetto di per sè buono, ma un articolo
      fatto così è incompleto.
      Mancano i link ai riferimenti, manca
      l'informazione tecnica ed una conclusione
      veramente costruttiva.

      DesignBeh diciamo che un intervento cosi' richiede un pubblico che abbia letto e curiosato in giro. Come dicevo altrove a me e' piaciuto
      • Anonimo scrive:
        Re: Manca qualcosa:

        Beh diciamo che un intervento cosi' richiede
        un pubblico che abbia letto e curiosato in
        giro. Come dicevo altrove a me e' piaciutoma scusa, perché "in giro" non può essere qui? che, dobbiamo essere tutti imparati?allora un articolo così diventa una predica ai convertiti, uno sfoggio di erudizione tra una cerchia di eletti.
        • Anonimo scrive:
          Re: Manca qualcosa:

          allora un articolo così diventa una predica
          ai convertiti, uno sfoggio di erudizione tra
          una cerchia di eletti.qui andiamo otma non e' sfoggio... se stai su pi si presuppone che tu sappia cos'e' una keyboard o un blog, e se non lo sai che sei disponibile a saperlo. ergo, l'articolo e' molto interessante.imho.
  • Anonimo scrive:
    A me é piaciuto
    Semiseria presa in giro dei fatti accaduti di recente e delle preoccupazioni che hanno invaso la blogsfera italiana.Ottima conclusione:"Pensi che diventare un cyborg possa avere un senso. Se ti farà sentire libero avrà un senso. Se imparerai cose nuove avrà un senso. Se creerà un'alternativa avrà un senso"
    • maks scrive:
      Re: A me é piaciuto

      "Pensi che diventare un cyborg possa avere
      un senso. Se ti farà sentire libero avrà un
      senso. Se imparerai cose nuove avrà un
      senso. Se creerà un'alternativa avrà un
      senso"niente di nuovo sotto il solegalaxy express 999vecchio anime giapponese di Matsumotoanno 1978ciao
      • Anonimo scrive:
        Re: A me é piaciuto
        - Scritto da: maks
        niente di nuovo sotto il sole
        galaxy express 999
        vecchio anime giapponese di Matsumoto
        anno 1978Sull'ultimo o penultimo Urania è pubblicato un pezzo breve, ma intenso, sulla serie televisiva a cartoni animati (ai miei tempi si chiamavano così). A me piaceva un sacco... L'articolo invece ...mi è piaciuto - abbastanza -. Credo che avrei dovuto leggerlo alle due del mattino, piuttosto che alle 6 e mezza di sera... Utonto_da_SempreCiao.
        • maks scrive:
          Re: A me é piaciuto

          ma intenso, sulla serie
          televisiva a cartoni animati (ai miei tempi
          si chiamavano così). A me piaceva un
          sacco...
          sono anche i miei tempi quelli :)anche per me erano e restano cartoni animaticiao
          • Anonimo scrive:
            Re: A me é piaciuto
            - Scritto da: maks

            ma intenso, sulla serie

            televisiva a cartoni animati (ai miei
            tempi

            si chiamavano così). A me piaceva un

            sacco...



            sono anche i miei tempi quelli :)
            anche per me erano e restano cartoni animatiMa l'uomo che ha inventato il wearcomp esiste veramente. Diciamo che ha preso una serie di cose reali e l'ha rilette in un'ottica simile a quella di mio cugino Alfredo quando si faceva di lsd
  • Anonimo scrive:
    In difesa dell'autore
    Letti i commenti precedenti............fatti forza; il coraggio non sempre paga
    • Anonimo scrive:
      Re: In difesa dell'autore

      Letti i commenti precedenti......
      ......fatti forza; il coraggio non sempre
      pagaSottoscrivo. Per di qui passa gente piuttosto pratica che sogna poco e non crede alle visioni futuriste come quelle che descrivi. Incluso me medesimo.Per noi, l'informatica di tutti i giorni, e dei prossimi anni, è e sarà fatta di problemi più pratici. Macchine, protocolli, bug, linguaggi, e così via.E' certo che un articolo più "attuale" scritto come scrivi tu, sarebbe un capolavoro.Ciao, non mollare.
    • Anonimo scrive:
      Re: In difesa dell'autore
      - Scritto da: gianbuzz
      Letti i commenti precedenti......
      ......fatti forza; il coraggio non sempre
      pagaA me l'articolo è piaciuto !! :)Continua così.Ciao Paolo
    • Anonimo scrive:
      Re: In difesa dell'autore
      - Scritto da: gianbuzz
      Letti i commenti precedenti......
      ......fatti forza; il coraggio non sempre
      pagaCoraggio di che? Guarda che qui e' una questione di pavidita', non di coraggio. Una persona coraggiosa si documenta bene, si fa venire una buona idea sull'argomento (magari un'idea che provochi, tipo "i blog sono una stupidaggine che scomparira' dopodomani"), ed espone in modo chiaro i suoi ragionamenti.Qui abbiamo il caso opposto, di un articolo scritto nel classico stile fumoso di un certo giornalismo alternativo (buono per un libretto di Costa & Nolan), infarcito di buzzwords e vago abbastanza da lasciarti immaginare quello che, in realta', non c'e'.Terminata la lettura di un simile articolo, non sai una virgola di piu' di quello che sapevi prima. Cioe' non sei informato su niente. Almeno ti sei divertito? No, perche' l'articolo e' scritto pure in uno stile piuttosto pedantesco, che infastidisce piu' che sorprendere, e non spreca battute o giochi di parole o calembour o qualsiasi altra delle mille tecniche per indurre ad un sorriso.E qualcuno incita anche l'autrice e continuare? Speravo che almeno da PI questi arzigogoli venissero banditi.
  • Anonimo scrive:
    Ma che vuol dire?
    Domanda: ma che cosa vuol dire questo articolo?mah...
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma che vuol dire?
      Niente. Secondo me e' la fuffa che insegnano a scienze della comunicazione.Ma non ci bastava L'Espresso?
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma che vuol dire?
        - Scritto da: Anonimo
        Niente. Secondo me e' la fuffa che insegnano
        a scienze della comunicazione.
        Ma non ci bastava L'Espresso?fosse l'unico...
  • Anonimo scrive:
    in che senso?
    "Pensi a una soluzione che ti permetta di non esistere se non come puro contributo a un sistema di contenuti decentralizzati, molecolari"fatti una domanda e datti una risposta
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