Sci-fi via newsgroup, la via all'Oltrecosmo

Al Concorso Oltrecosmo si partecipa con OpenOffice per fare esperienza dentro e fuori dalla rete come aspiranti scrittori di fantascienza. Una chiacchierata con gli organizzatori del Concorso

Roma – Punto Informatico: Innanzitutto, mi raccontate cos’è Oltrecosmo? Come è nato? Di cosa si occupa? Come è organizzato?
Dario Borghino: L’Oltrecosmo è un premio letterario per racconti di fantascienza nato poco più di un anno fa e per mia iniziativa sul newsgroup it-alt.arti.scrivere.fantascienza. Si tratta di un concorso decisamente atipico sotto vari aspetti, primo tra tutti quello della libertà e della trasparenza.

PI: Che intendi?
Dario Borghino: Nella prima edizione, tutti i racconti in gara venivano inoltrati su questo newsgroup in forma anonima e potevano essere commentati e giudicati da chiunque: gli stessi membri di giuria si servivano del gruppo per assegnare i voti e giudizi ai racconti in gara. Il risultato è una votazione totalmente trasparente, che fuga ogni possibile sospetto di presunte irregolarità.
Con questa procedura i concorrenti hanno poi la possibilità di confrontarsi direttamente con gli altri partecipanti, capire perché un dato racconto è stato giudicato meglio o peggio del proprio, insomma di imparare dai propri difetti e da quelli degli altri, cosa più che mai utile per uno scrittore in erba.

PI: E chi vince? Cosa vince?
Dario Borghino: Diamo a tutti i racconti, e ai vincitori in particolare, una visibilità davvero di tutto rispetto: pubblicazione su e-zine e in antologie virtuali e cartacee, interviste e molto altro. Ultimamente si è parlato anche di tradurre e pubblicare i racconti all’estero.

PI: Il vostro concorso è arrivato quest’anno alla seconda edizione. Ho letto sul vostro sito che l’edizione precedente ha raccolto oltre 120 racconti, un bel successo per un concorso alla sua prima edizione.
Che impressione avete maturato da quella prima esperienza?

Dario Borghino: Sicuramente 120 racconti alla prima edizione sono un risultato di tutto rispetto, ma l’impressione più positiva l’abbiamo avuta dai pareri degli stessi partecipanti, che hanno accolto con sincero entusiasmo questo nostro progetto, mostrando di gradire la possibilità di essere letti e giudicati, di confrontarsi in piena libertà, insomma di imparare dai propri errori e da quelli degli altri in un ambiente creativo e dinamico come quello di un newsgroup, il che non è poco.

PI: Chi ha mandato racconti? Appassionati? Scrittori affermati?
Dario Borghino: Credo sia particolarmente significativo il fatto che abbiamo ricevuto racconti sia da esordienti che da scrittori che già si erano fatti un nome di tutto rispetto nei lidi della fantascienza nostrana: un segno più che mai positivo per noi organizzatori, che crediamo di aver già centrato in pieno questo primo, importante bersaglio.
È la dimostrazione che nessuno scrittore, per quanto dotato possa essere, nasce veramente “imparato”, ma che si ha sempre e comunque il bisogno continuo di confrontarsi col proprio pubblico.

Marco Guasti: Il mio punto di vista è forse particolare, perché nella prima edizione ero solo un concorrente, e sono entrato nel gruppo degli organizzatori solo adesso, con la seconda edizione. Non so cosa diranno gli altri, ma per me, che appunto seguivo il tutto dall’esterno, è stata un’esperienza molto molto istruttiva.
Molti dei racconti inviati erano di autori esordienti e, leggendoli, ho potuto imparare più di quanto avrei fatto seguendo dieci corsi di scrittura (Stephen King nel suo “On writing” aveva ragione). Ho potuto riconoscere alcuni dei miei stessi difetti, le ingenuità, gli errori… così come, naturalmente, i punti di forza e le carte giuste da giocare (almeno spero, ah ah).

PI: Il vostro concorso ha la curiosa caratteristica di essere legato all’uso di OpenOffice come strumento di scrittura. Come mai questa scelta? Avete deciso di abbracciare la causa dell’open source?
Gianluca Turconi: temo di essere, almeno in parte, il “colpevole” di questo legame tra il concorso e il Progetto OpenOffice.org.
Sono entrato nella Comunità OOo ai suoi inizi, nella primavera 2001, e vi ho partecipato a tempo praticamente pieno fino al 2005, quando ho dovuto rallentare i ritmi per ragioni di lavoro. Il fatto curioso è che mi avvicinai per la prima volta a OpenOffice.org unicamente perché ero in cerca di un elaboratore di testi che sostituisse l’accoppiata Microsoft Word-Sun StarOffice utilizzata fino a quel momento.
Ho quindi apprezzato prima la qualità del software libero e poi sono entrato in contatto con le idee che sono alla sua base. Da lì in poi è stato inevitabile partecipare alla vita politica della Comunità, con i suoi alti e i suoi bassi.
Quando quest’anno mi sono “intromesso” nell’organizzazione del Premio Oltrecosmo, mi è parso subito che una delle sue particolarità fosse proprio quella della piena libertà, unita alla trasparenza. Dario e gli altri del nostro gruppo, nonché Davide Dozza, attuale co-mainteiner del progetto italiano OpenOffice.org, si sono subito detti disponibili a una collaborazione. Avevamo idee simili in campi differenti e non è stato difficile capire che insieme avremmo potuto sensibilizzare i rispettivi target (letterario e informatico) che non sempre risultano vicini.

PI: Che cosa vi aspettate da questa edizione del concorso? Vi aspettate che qualche tema particolare venga affrontato più spesso di altri dagli autori? Pensate che qualche stilema avrà un successo particolare, come è successo a suo tempo per le atmosfere cupe del cyberpunk? Nutrite qualche speranza particolare, in fondo al cuore?
Dario Borghino: In realtà, nei racconti della scorsa edizione, non c’è stato un vero e proprio tema privilegiato: al contrario, a stupirci è stata la fantasia degli autori nel trattare i temi più disparati. La Science fiction è in effetti un genere che si presta molto ai crossover con i generi più svariati: giallo, noir, fantasy, grottesco e romanzo storico sono solo alcune delle – pressoché infinite ? possibilità.
La nostra principale aspettativa per le future edizioni, e per la prossima in particolare, riguarda la partecipazione di un numero sempre crescente di autori affermati. I complimenti per l’iniziativa e le innumerevoli proposte di collaborazione che sono fioccate durante l’intero anno ci hanno dato fiducia, e siamo cresciuti, rispetto alla scorsa edizione, sotto moltissimi aspetti. Insomma, guardiamo al futuro con grande serenità e fiducia.

Giampietro Stocco: Saperlo! il punto è che al momento, anche guardando ad altri concorsi, non emergono tendenze particolari; semmai si nota il tentativo comune a molti autori di cercare una via personale alla fantascienza. Ciò che è a un tempo una ricchezza e un limite. Io penso tuttavia che sia necessario moltiplicare i concorsi e le possibilità di farsi notare. Solo così emergono autori e gruppi di autori, e in ultima analisi, anche quella scuola che manca del tutto in Italia.

Marco Guasti: La mia speranza è semplicemente di leggere materiale divertente, intelligente e piacevole. Devo dire che non ho particolari preferenze tra i temi che possono venire affrontati. Una cosa che mi affascina e che mi piace sempre trovare è quando materiale classico viene rielaborato in forme nuove e sorprendenti. Non intendo semplici rimasticature di cose già viste, aggiustamenti “cosmetici” (questi capita spesso di leggerne) ma qualcosa di più… radicale, diciamo. Nuovi punti di vista. Nuovi contenuti, nuove idee presentate attraverso forme già note. PI: Qual è il vostro rapporto con il mondo dell’editoria cartacea? Siete riusciti ad avviare qualche contatto fruttuoso? Vi sembra che sia possibile un dialogo costruttivo con il mondo editoriale o pensate invece che l’autoproduzione sia ormai l’unica strada possibile per gli autori emergenti?
Gianluca Turconi: L’autoproduzione non è l’unica strada, ma una strada possibile per gli autori emergenti. Nel mio caso particolare, ho avuto modo di pubblicare seguendo entrambe le vie – l’autoproduzione e l’editoria tradizionale – e le esperienze che ho vissuto sono estremamente contrastanti.
Ormai, più che un modo di pubblicare, adesso cerco la professionalità in entrambi i campi, merce non sempre diffusa e, soprattutto, a buon mercato. In compenso, il contatto con l’editoria tradizionale mi ha permesso di farmi una chiara idea di cosa sia giusto e di cosa sia sbagliato nel rapporto tra un autore e un editore. Cosa sia giusto è un piccolo segreto che mi tengo stretto!;-)

Marco Guasti: Penso che l’autoproduzione sia un canale sempre più importante, ma non l’unico. Gli spazi editoriali per chi vuole scrivere fantascienza, sia pur ridotti, ci sono. Le case editrici specializzate non smettono di esistere, e continuano ad essere interessate ai nuovi autori emergenti.

PI: Vi trovate in una posizione privilegiata per capire in che direzione potrebbe andare la fantascienza nei prossimi anni. Avete colto qualche segno particolarmente interessante? Avete incontrato autori che vi hanno colpito in modo particolare?
Gianluca Turconi: non posso dire di aver incontrato un autore di fantascienza italiana che mi abbia particolarmente colpito, piuttosto l’intera categoria mi ha lasciato sbalordito per due ragioni: l’estrema professionalità e la qualità della scrittura. La selezione nostrana è decisamente più dura di quella estera, a causa di un mercato proporzionalmente più ristretto, il che comporta un’emersione lenta e a volte tardiva di alcuni autori. D’altro canto, ciò ci permette di poter godere di alcune delle personalità più originali in cui mi sia imbattuto in vita mia.

Marco Guasti: Se intendi tra gli autori che hanno partecipato al concorso, la cosa più interessante che si intravedeva era la passione viva dei concorrenti e un certo entusiasmo. Forse a livello letterario niente di davvero epocale, ma ugualmente i motivi di soddisfazione non sono mancati. Se invece s’intendeva al di fuori del concorso, devo confessare che da tempo non mi capita più di essere conquistato da un nuovo scrittore come mi capitava una volta…

PI: La fantascienza, come genere, ha ormai più di 60 anni. Dopo Philip K. Dick, Isaac Asimov, Ballard e altri geni di questo livello, com’è ancora possibile concepire qualcosa di nuovo e di sorprendente? Non è già stato immaginato tutto l’immaginabile e non è già stato scritto tutto il narrabile?
Dario Borghino: Assolutamente no. Vista “da dentro”, è facile accorgersi che la fantascienza è un mondo ben più vasto di quel che possa sembrare di primo acchito, fatto non solo dei soliti androidi e navi spaziali ma anche di – volendo citare alcuni dei racconti partecipanti – delfini e isole sperdute nel Pacifico, ostriche telepatiche o astronavi a forma di cesso, epiche partite a scacchi o città sepolte nel deserto.
Se anche si dovesse arrivare a un punto tale per cui tutto sia già stato scritto (cosa che mi pare decisamente impossibile), non sarà questa la fine. A volte, ed è questa la sfida più grande, basta solo un particolare per trasformare un racconto da pedestre plagio a capolavoro della fantascienza.

Giampietro Stocco: È il reale a offrire come sempre gli spunti più fantastici: lo tsunami in Asia Orientale che si abbatte insieme su paesi poverissimi e su colossi nascenti; i temi già accennati della nuova scienza che cambierà nel futuro i nostri corpi e allungherà la durata delle nostre vite e che impatto avrà tutto ciò sulla nostra etica e sul nostro senso religioso, se ne avremo ancora uno o se lo riguadagneremo. No, non abbiamo ancora scritto tutto, ci mancherebbe: un consiglio è ancora una volta andare all’estero e leggersi autori come Greg Egan: un quadro essenziale e plausibile del nostro futuro secondo me è lì.

Gianluca Turconi: con tutto il rispetto possibile, questa domanda mi pare tanto simile alla convinzione di molti filosofi medioevali che si richiamavano ad Aristotele, considerandolo inarrivabile e, soprattutto, non contraddicibile. Fortunatamente, la letteratura fantascientifica, come la verità, è figlia del suo tempo. Ogni autore scrive in un dato contesto storico e socio-politico, e da questo viene influenzato. Se a ciò aggiungiamo l’elemento “fantasia”, si capisce come i confini del narrabile non soltanto non siano stati raggiunti, ma neppure intravisti. PI: Pensate che il particolare momento storico in cui viviamo, con le sue guerre ed i suoi personaggi controversi, possa fornire spunti interessanti agli autori? So che Giampietro si occupa in modo particolare di ucronia . Questo settore potrebbe risentire in modo particolare degli stimoli che ci fornisce quotidianamente la realtà?
Gianluca Turconi: naturalmente sì. Non solo per le ucronie, ma anche in altri sottogeneri della Sci-Fi tradizionale. Il consumo delle materie prime, gli scontri tra religioni, l’evoluzione di un mondo occidentale a contatto con i nascenti giganti asiatici, ciascun argomento può far da spunto per una storia interessante. Che poi sia fantascienza o cronaca dipende molto dalle inclinazioni letterarie dell’autore.

Giampietro Stocco: Sicuramente. Anche perché sono sicuro che tra qualche anno casi come quelli di Guantanamo e Abu Ghraib diventeranno non solo sceneggiature per film alla Oliver Stone, ma anche modelli sulla base dei quali organizzare la detenzione in altre parti del mondo. Io la vedo un po’ come il vecchio Heinlein: essendo la democrazia il sistema di governo meno insoddisfacente, conviene tenercelo, ma il futuro potrebbe tingerla di fosco. Leggiamoci allora con attenzione gli ultimi volumi dedicati al cosiddetto Impero di Toni Negri (sì, proprio lui) per capire che se dobbiamo dare spazio crescente alla sicurezza a scapito dei diritti occorre anche un forte antagonismo sociale che prenda in mano le sorti del cambiamento. A un potere forte che in molti auspicano possa opporsi alla minaccia del terrorismo globale occorre opporre un sistema di rinnovamento “dal basso” più ampio possibile, per evitare degenerazioni fin troppo ovvie. Quanto all’ucronia, è chiaro che dall’undici settembre cambia molto anche per questo genere, anche se mi pare che nessuno finora abbia provato a cimentarsi con l’argomento. Sarà per timore, sarà perché siamo tutti ancora rintronati.
In Italia siamo ancora a menarcelo su fascismo sì- fascismo no, e il politicamente corretto impazza quando qualcuno cerca di scrivere qualcosa di nuovo. Credo che anche per quanto riguarda l’ucronia occorre creare una scuola, un gruppo di scrittori abbastanza credibile per mettere a tacere i soloni che vogliono sempre indirizzare ogni discussione in una direttrice precisa e a loro gradita.

Marco Guasti: Prescindendo dal discorso dell’ucronia, e volendo parlare di FS nel senso più ampio, direi… certo che sì! Anzi, credo che una delle componenti fondamentali delle migliori opere di questo genere siano proprio gli stimoli provenienti dalla realtà. Un racconto che non avesse nessun contatto con il mondo reale, nemmeno a livello simbolico o emotivo, avrebbe per me ben poco appeal.

PI: In questo momento, molti aspetti della nostra vita digitale, sia personale che sociale, sono oggetto di pesanti attacchi da parte di molti grandi centri di potere, come MPAA, RIAA, BSA, alcune lobby industriali al Congresso USA e via dicendo. Dall’altra parte, molte associazioni di volontari, come EFF e FSF, lottano disperatamente per difendere alcuni diritti digitali fondamentali del consumatore e del cittadino. Che impressione vi siete fatti di questa situazione? Vi sentite in qualche modo coinvolti da queste controversie?
Gianluca Turconi: più che sentirmi coinvolto in qualche modo, vi sono stato dentro in pieno, ai tempi della mia partecipazione attiva in OpenOffice.org. Dall’esperienza ne ho tratto una conclusione sconfortante: un cittadino medio, di un qualsiasi paese del mondo, non è pienamente cosciente di quali pericoli per le libertà individuali siano legati alla creazione di posizioni dominanti in ambito informatico o di protezione della proprietà intellettuale. Non certo per colpa dei cittadini, ma piuttosto per una cronica mancanza di informazione e di interesse da parte delle istituzioni politiche che tali libertà dovrebbero proteggere.
Portiamo un esempio legato ai formati per documenti digitali: attualmente, il formato di una nota Suite software di proprietà statunitense è in generale il più diffuso. Un utente medio solitamente non si preoccupa di quale software utilizza per scrivere un documento digitale; gli importa solo che altre persone siano in grado di poterlo leggere. Fin qui tutto bene, se le altre persone hanno il suo stesso software o uno compatibile.
Quando ciò non succede, si hanno due scelte: o si accetta di non essere letti (la disgrazia più grande per un autore!;-) o si va ad acquistare proprio quel software che la maggioranza possiede. Si è persa cioè la libertà di investimento economico e di scelta.
Ancora più grave è il caso in cui siano le amministrazioni pubbliche a imporre l’uso di un formato legato a un solo produttore, per la distribuzione di certificazioni o nell’interscambio con l’utente privato. Si obbligherebbero i cittadini a sostenere spese aggiuntive per il solo fatto di dover colloquiare con un’amministrazione.
Fortunatamente, qualcosa si sta muovendo a livello politico internazionale, proprio grazie allo standard Open Document. Forse in un prossimo futuro potremo finalmente occuparci solo del contenuto di un documento digitale e non del suo contenitore. PI: Pensate che da queste guerre per i diritti digitali possano nascere spunti interessanti per gli autori? Philip K. Dick, in Minority Report ed in molti altri romanzi, ci ha mostrato chiaramente quali effetti potrebbero avere le tecniche biometriche sulla nostra vita personale. Pensate che verranno analizzate in modo simile anche certe controverse novità tecnologiche come il Trusted Computing?
Dario Borghino: Lo credo senz’altro dato che la fantascienza è per sua stessa natura legata al mondo tecnologico, e a quello informatico in particolare. Il Trusting Computing è a mio parere qualcosa di cui – purtroppo – sentiremo parlare molto nei prossimi tempi, per cui mi aspetto che saranno molti gli autori, di fantascienza ma non solo, a trattare l’argomento.

Gianluca Turconi: William Gibson ci parlava di megacorporation del software già venti anni fa (pensando più al Giappone che agli Stati Uniti) perciò è solo questione di tempo – che l’uomo comune sbatta il muso contro queste nuove tecnologie – perché anche la letteratura di genere se ne interessi appieno. Forse per il Trusted Computing la fantascienza è un po’ in ritardo, perchè più che di futuro, ormai parliamo di presente.

PI: Pensate che la letteratura, in particolare quella di fantascienza, possa svolgere un ruolo attivo nella difesa dei diritti civili e dei diritti digitali? In che modo?
Gianluca Turconi: Certo che sì. George Orwell ne è un esempio lampante. Era capace di denunciare il presente politico come in “La fattoria degli animali” e anticipare i pericoli futuri, basti ricordare “1984”. Nella fantascienza, l’elemento fantastico fa spesso da filtro, lasciando al lettore la possibilità di dire: “È tutta fantasia!” Un autore che si volesse davvero impegnare nella difesa dei diritti civili rivolgendosi al target dei lettori di fantascienza, dovrebbe solo produrre opere in cui il lettore si domandi: “E se accadesse davvero?”

Marco Guasti: La letteratura può senz’altro essere adoperata per esprimere determinate posizioni e per combattere battaglie. Per certi versi la letteratura FS e i suoi scrittori, che tradizionalmente hanno gli occhi aperti e attenzione verso le cose del mondo, si prestano più di altri generi a questo scopo. Ciò che fa difetto sono purtroppo i numeri… controbilanciati però da una profondità nelle riflessioni che spesso manca al mainstream.

PI: Infine, avete qualche consiglio particolare da dare agli aspiranti autori?
Dario Borghino: Siate sempre disposti a mettervi in discussione e a dedicarvi alla scrittura con costanza, più che potete. Se avete ricevuto dei complimenti e vi sentite subito dei nuovi Clarke, probabilmente state sbagliando strada.

Gianluca Turconi: Avere molta pazienza. Per migliorarsi, per emergere, per esprimersi. Forse non tutti sono destinati a divenire autori di narrativa (fantascientifica) tuttavia chiunque può utilizzare la scrittura per condividere le proprie idee. Farlo in modo efficace vale bene qualche attesa.

Marco Guasti: leggete, leggete e leggete. E scrivete, scrivete, scrivete (e rileggete). E non arrendetevi.

a cura di Alessandro Bottoni

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  • Alessandrox scrive:
    Bei interventi.....
    Tutti molto interessanti.Ma nassuno (o quasi) che abbia centrato il nocciolo della questione:Cio' che importa non e' tanto la garanzia sull' assistenza che puo' fornire il rivenditore ma l' informativa falsa o manchevole nelle clausola d' aquisto. Non esiste una legge che obblighi l' inserimento di TUTTE le informazioni che potrebbero condizionare l' acquisto di un prodotto?Una informazione completa sulla copertura dlla garanzia e' FONDAMENTALE, non dovrebbe essere omessa. Siamo sicuri che quei venditori siano proprio in regola con la legge? Se non lo sono prima o poi un paio di "bastonate" legali bisognera' dargliele.
    • Anonimo scrive:
      Re: Bei interventi.....
      Questo è ESATTAMENTE il motivo per cui ho scritto la lettera a Punto Informatico. Non trovo affatto giusto che non informino i clienti che le condizioni di garanzia non sono quelle che uno si aspetterebbe... Tanto più che altri produttori di cellulari forniscono assistenza diretta anche in caso di prodotti non importati in Italia direttamente dalla casa.Riguardo al prezzo, poi, era sì buono (EUR189), ma non poi così basso... Nel senso che si parla di differenze di 10-20EUR rispetto ad altri negozi. Certamente, se avessi saputo di questa storia della garanzia, avrei fatto il mio acquisto da un'altra parte senza pensarci su due volte!Purtroppo non so se si possa far qualcosa o meno, io ci tenevo a far conoscere il problema perché altri non ci caschino.- Scritto da: Alessandrox
      Cio' che importa non e' tanto la garanzia sull'
      assistenza che puo' fornire il rivenditore ma l'
      informativa falsa o manchevole nelle clausola d'
      aquisto. Non esiste una legge che obblighi l'
      inserimento di TUTTE le informazioni che
      potrebbero condizionare l' acquisto di un
      prodotto?
      Una informazione completa sulla copertura dlla
      garanzia e' FONDAMENTALE, non dovrebbe essere
      omessa. Siamo sicuri che quei venditori siano
      proprio in regola con la legge? Se non lo sono
      prima o poi un paio di "bastonate" legali
      bisognera'
      dargliele.
    • Anonimo scrive:
      Re: Bei interventi.....
      Per tua informazione è legale vendere cellulari d'importazione, visto che poi ci sono regolari centri assistenza autorizzati che ne effettuano la riparazione, solitamente uno unico in Italia, quindi si allungano i tempi di riparazione.L'importante è che il venditore specifichi che il prodotto è d'importazione.Ma il cliente stesso che ha acquistato questo Motorola si sarà chiesto come mai il telefono ha un costo così inferiore, penso che l'avrà pagato intorno ai 140 rispetto ai 190 prezzo normale, poteva informarsi prima di acquistarlo, tengo sempre bene a precisare che è sempre il venditore che deve esporre le eventuali clausole inerenti all'assistenza.
      • Alessandrox scrive:
        Re: Bei interventi.....
        - Scritto da:
        Per tua informazione è legale vendere cellulari
        d'importazione, Guarda che questo gia' lo sapevo e poi non era questo che contestavo.
        visto che poi ci sono regolari
        centri assistenza autorizzati che ne effettuano
        la riparazione, solitamente uno unico in Italia,
        quindi si allungano i tempi di
        riparazione.L'importante è che il venditore
        specifichi che il prodotto è d'importazione.Ma il
        cliente stesso che ha acquistato questo Motorola
        si sarà chiesto come mai il telefono ha un costo
        così inferiore, penso che l'avrà pagato intorno
        ai 140 rispetto ai 190 prezzo normale, poteva
        informarsi prima di acquistarlo, tengo sempre
        bene a precisare che è sempre il venditore che
        deve esporre le eventuali clausole inerenti
        all'assistenza.Appunto: il venditore DEVE... deve per legge? Se si e non lo fa' e' fuorilegge, altrimenti, se deve solo per questioni di principio etico e' comunque perfettamente in regola.
  • Anonimo scrive:
    E le leggi UE?
    Il consumatore aha diritto a comprare ovunque gli aggradi in UE e di servirsi del centro di assistenza ufficiale a lui più comodo, senza se e senza ma, fermi restando anche gli obblighi del rivenditore.
    • frk scrive:
      Re: E le leggi UE?
      - Scritto da:
      Il consumatore aha diritto a comprare ovunque gli
      aggradi in UE e di servirsi del centro di
      assistenza ufficiale a lui più comodo, senza se e
      senza ma, fermi restando anche gli obblighi del
      rivenditore.E questa legge da dove esce? te la stai inventando tu?Il consumatore ha diritto all'assistenza in garanzia, e questa deve essere assicurata dal venditore.In questo caso non mi pare che la Esselunga si sia tirata indietro. Infatti lo ha preso e ha detto che lo ripara. Che vuoi di più?
      • Anonimo scrive:
        Re: E le leggi UE?
        - Scritto da: frk

        - Scritto da:

        Il consumatore aha diritto a comprare ovunque
        gli

        aggradi in UE e di servirsi del centro di

        assistenza ufficiale a lui più comodo, senza se
        e

        senza ma, fermi restando anche gli obblighi del

        rivenditore.
        E questa legge da dove esce? te la stai
        inventando
        tu?

        Il consumatore ha diritto all'assistenza in
        garanzia, e questa deve essere assicurata dal
        venditore.

        In questo caso non mi pare che la Esselunga si
        sia tirata indietro. Infatti lo ha preso e ha
        detto che lo ripara. Che vuoi di
        più?Quoto e concordo. L'unica lamentela che il cliente può avere è quella dei tempi di riparazione eccessivamente lunghi, ma la protesta deve essere rivolta *esclusivamente* al venditore.
      • AnyFile scrive:
        Re: E le leggi UE?

        Il consumatore ha diritto all'assistenza in
        garanzia, e questa deve essere assicurata dal
        venditore.

        In questo caso non mi pare che la Esselunga si
        sia tirata indietro. Infatti lo ha preso e ha
        detto che lo ripara. Che vuoi di
        più?Che la riparazione sia fatta in tempi ragionevoli, altrimenti sia recisso il contratto di vendita.Inolte che siano corrisposti i danni subiti dall'acquirente, compreso il fatto di non aver a disposizione per un certo periodo di tempo un bene da lui regolarmente e completamente pagato.(tutto questo nel caso di prodotto inutilizzabile, non ho capito se nel caso in questione l'apparecchio fosse o meno utilizzabile)
        • Anonimo scrive:
          Re: E le leggi UE?
          Se anche tu pensi che un telefono nel quale a volte (sempre più spesso col passare del tempo) non si sente nulla quando si telefona (non era un problema di campo né di volume ed usando l'auricolare tutto funzionava perfettamente), beh, allora era inutilizzabile:-)- Scritto da: AnyFile
          (tutto questo nel caso di prodotto
          inutilizzabile, non ho capito se nel caso in
          questione l'apparecchio fosse o meno
          utilizzabile)
  • Anonimo scrive:
    non fidarsi..
    e' vero che hanno trovato il pollo, ma e' pur vero che il pollo puo' far valere i suoi diritti sulle garanzie e sui prodotti importati.certo, c'e' da penare, pero' ogni tanto una lezione reciproca serve, non fidarsi mai dei centri commerciali dove solitamente il commesso che vende non e' mai uguale al commesso che trovi quando hai delle lamentele da fare.. :o :'(
    • AnyFile scrive:
      Re: non fidarsi..
      - Scritto da:
      centri commerciali dove solitamente il commesso
      che vende non e' mai uguale al commesso che trovi
      quando hai delle lamentele da fare.. :o
      :'(senza voler togliere nulla ai commessiuno mica acquista da un commesso, uno acquista da una certa societa' (supermercato o quel che sia)il commesso non c'entra nulla(ed infatti non ho tolto nulla al commesso, visto che i soldi della vendita mica sono andati a lui)
  • Anonimo scrive:
    conveniente, allettante = ..fregatura
    caro consumatore fregato, ti sta bene aver ricevuto la fregatura perche' dovresti sapere che quando ci sono offerte con dei prezzi allettanti, la parte allettante e' solo per chi vende (che si e' allettato a prendere il pollo)(anonimo)(rotfl)
  • Anonimo scrive:
    Come aggiornare il motorola ?
    Se volevi aggiornare il motorola senza spendere 18 andavi su www.tuttomotorola.com e lo avevi in 10 min in italiano.
  • frog scrive:
    Negozi
    Stabilito che nessuno regala nulla, neanche i supermercati nonostante vi vogliano far credere il contrario, trovate un buon negozio, gestito da una persona competente, e fatevi amico il negoziante.Pro:Non tentera' di bidonarvi (un buon venditore vuole che torniate da lui)Se avete delle rogne, ve le risolve grazie alla sua esperienza (magari ha anche qualche "gancio" al centro assistenza)Ci potete anche solo fare due parole, fa molto bene non sentirsi dei numeri.Contro:Pagherete un po' di piu' il materiale.Secondo me ne vale la pena
  • Anonimo scrive:
    Vi hanno fregato tutti... :D
    Ho un cellulare vecchio modello, acquistato 8 anni fa (era un modello "ultima generazione" all'epoca).Niente roba sofisticata, niente file video, niente memoria da 10 giga su cui salvare le musiche dei nostri film preferiti... pero'... pero' ha due cose che un cellulare dovrebbe avere :-Ottima capacita' di ricezione (ho il segnale anche in condizioni poco ottimali).-Invio messaggi di testo e rubrica dei contatti personalizzabile.Questo perche', al contrario di quello che le Multinazionali vorrebbero farvi credere, il cellulare e' uno strumento che serve per comunicare in modo pratico, i giochi li potete fare sul pc, per le foto e video ci sono le apparecchiature apposite, per le suonerie ci sono i lettori mp3...Quindi in sostanza : con la menata di avere "un'unico apparecchio" che fa 10.000 cose, le Multinazionali della Telefonia vi fanno :-Spendere soldi per avere apparecchi sempre nuovi, e sempre piu' inutili.-Spendere soldi per avere un'assistenza che in realta' non sarebbe necessaria (ricordiamoci che il 70% della gente non smanetta in rete con software per cellulari...)-Spendere soldi per rinnovare ogni volta il "contratto d'acquisto".Perche' ovviamente le tariffe per i nuovi contratti sono maggiori di quelle per i vecchi, sempre.Che dire, cari ItaGliani :vi hanno trollato (troll) (troll1) (troll2) (troll4) (troll3)
    • Anonimo scrive:
      Re: Vi hanno fregato tutti... :D
      Hai del tutto ragione ma... Se trovi un cellulare senza fronzoli, tri-band (sai, ogni tanto qualche scappata negli USA...) dimmelo che lo compro subito. Io non ne ho trovati. Avrei volentieri tenuto il mio cellulare precedente che era esattamente così, ma ha deciso di smettere di funzionare...
      Questo perche', al contrario di quello che le
      Multinazionali vorrebbero farvi credere, il
      cellulare e' uno strumento che serve per
      comunicare in modo pratico, i giochi li potete
      fare sul pc, per le foto e video ci sono le
      apparecchiature apposite, per le suonerie ci sono
      i lettori
      mp3...
      • AnyFile scrive:
        Re: Vi hanno fregato tutti... :D
        - Scritto da:
        subito. Io non ne ho trovati. Avrei volentieri
        tenuto il mio cellulare precedente che era
        esattamente così, ma ha deciso di smettere di
        funzionare...
        In effetti c'e' da chiedersi se non siano fatti apposta per smettere di funzionare dopo un certo tempo.A scanso di equivoci sul libretto di istruzioni del mio cellulare c'e' scritto chela batteria e' progettata in modo tale da avere una vita media di 6 mesi.Questo ovvimente e' scritto per evitare che uno possa dire che e' un difetto se la batteria inizia a funzionare maluccio.Pero' c'e' anche da chiedersi come mai non si preferisca vendere prodotti piu' duraturi (anche se piu' costosi). La risposta e' ovvia: e' perche' cosi' guadagnano di piu'.
    • Anonimo scrive:
      Re: Vi hanno fregato tutti... :D

      Ho un cellulare vecchio modello, acquistato 8
      anni fa (era un modello "ultima generazione"
      all'epoca).E non ti vergogni a dirlo?
    • dendra75 scrive:
      ci piacciono i gadget!
      Hai perfettamente ragione, la penso anch'io così. Il problema però è che a tutti (a me per primo) piacciono quelle miriadi di funzioni! Amiamo lo schermo a 65000 colori, le suonerie polifoniche, il gprs o umts ecc. Il cellulare è diventato un giocattolino, e abbiamo perso di vista la sua vera funzione: uno strumento di comunicazione. Insomma predichiamo bene e razzoliamo male :) Certo che però quando penso che col mio cell. (che non è nemmeno dei più avanzati) posso vedermi la posta du gmail...(rotfl)
      • frog scrive:
        Re: ci piacciono i gadget!
        - Scritto da: dendra75
        Hai perfettamente ragione, la penso anch'io così.
        Il problema però è che a tutti (a me per primo)
        piacciono quelle miriadi di funzioni! Amiamo lo
        schermo a 65000 colori, le suonerie polifoniche,
        il gprs o umts ecc. Il cellulare è diventato un
        giocattolino, e abbiamo perso di vista la sua
        vera funzione: uno strumento di comunicazione.
        Insomma predichiamo bene e razzoliamo male :)
        Certo che però quando penso che col mio cell.
        (che non è nemmeno dei più avanzati) posso
        vedermi la posta du
        gmail...(rotfl)Chissa' se un giorno capitera' quello che succede per l' audio.La roba con le lucette al supermercato e quella hi-end nei negozi.Pensa un cellurare che prende benissimo, con solo le funzioni indispensabili e robustissimo.
    • Guybrush scrive:
      Re: Vi hanno fregato tutti... :D
      - Scritto da:
      Ho un cellulare vecchio modello, acquistato 8
      anni fa (era un modello "ultima generazione"
      all'epoca).

      Niente roba sofisticata, niente file video,
      niente memoria da 10 giga su cui salvare le
      musiche dei nostri film preferiti... pero'...
      pero' ha due cose che un cellulare dovrebbe avere
      :

      -Ottima capacita' di ricezione (ho il segnale
      anche in condizioni poco
      ottimali).

      -Invio messaggi di testo e rubrica dei contatti
      personalizzabile.


      Questo perche', al contrario di quello che le
      Multinazionali vorrebbero farvi credere, il
      cellulare e' uno strumento che serve per
      comunicare in modo pratico, i giochi li potete
      fare sul pc, per le foto e video ci sono le
      apparecchiature apposite, per le suonerie ci sono
      i lettori
      mp3...

      Quindi in sostanza : con la menata di avere
      "un'unico apparecchio" che fa 10.000 cose, le
      Multinazionali della Telefonia vi fanno
      :

      -Spendere soldi per avere apparecchi sempre
      nuovi, e sempre piu'
      inutili.

      -Spendere soldi per avere un'assistenza che in
      realta' non sarebbe necessaria (ricordiamoci che
      il 70% della gente non smanetta in rete con
      software per
      cellulari...)

      -Spendere soldi per rinnovare ogni volta il
      "contratto
      d'acquisto".
      Perche' ovviamente le tariffe per i nuovi
      contratti sono maggiori di quelle per i vecchi,
      sempre.

      Che dire, cari ItaGliani :

      vi hanno trollato (troll) (troll1) (troll2)
      (troll4)
      (troll3)Carissimo, hai perfettamente ragione.Purtroppo pero' non esistono in commercio telefoni come il tuo.Anche il piu' scarso degli apparecchi ha come minimo una fotocamera (da operetta) 2mb di memoria (wow) e qualche giochino da cancellare per recuperare spazio per la rubrica.In compenso vorrei chiederti quanto ti dura la carica della batteria: dopo 8 anni dovrebbe essere alla frutta.Saluti
      GT
      • Anonimo scrive:
        Re: Vi hanno fregato tutti... :D
        La carica della batteria mi dura circa 1 giorno e mezzo (tenendolo acceso sempre e lasciando disattivata la vibrazione).Alla sera lo metto sempre in carica.Pero' va detto che di batterie ne ho cambiate parecchie, una all'anno circa.Per il fatto che ora non si trovino piu' in commercio cellulari "semplici" :Ricordate che modelli nuovi (non ultima generazione, semplicemente mai usati) con relative batterie e extra si trovano anche online e all'estero.Ci sono paesi (come la Francia o la Spagna) che hanno modelli simili al mio.Tempo fa vidi anche un'offerta interessante su ebay (un po' come acquistare i dvd e materiale elettronico in Germania e pagarli 1/3 di quello che costano in Italia, avendo pure maggiore scelta tra prodotti...) ;)
        • Anonimo scrive:
          Re: Vi hanno fregato tutti... :D
          C'è da dire che senza il Zamzung Umts non mi potrei connettere ad Internet...Per il resto della doppia fotocamera non me ne impippa nulla, ma umts senza in Italia non se ne trovano...Cmq prima avevo un Motorola c385, niente fotocamera, menù semplice, memoria quasi nulla, batteria valida e sopratutto ricezione da panico e prima ancora un leggendario M35, PERFETTAMENTE funzionante dopo immersione in acqua dolce e cambiato per consunzione fisica dell'apparecchio.Cmq in vendita c'è il Nokia 1100, non ha nemmeno lo schermo a colori, l'unico optional è la funzione torcia ;)Saluti da Trecorone...
  • Mazinga@ scrive:
    La mia esperienza di venditore...
    ... non di cellulari ma di computer.Io per un'estate ho lavorato in una famosa catena e da loro funziona cosi': i dipendenti devono sempre dire che i tempi di attesa sono 1 mese 1 mese e mezzo, proprio perche' in realta' NON SI SA' quanto ci possono mettere... Possono passare 10 giorni, come 20, 40, a volte 60...il prodotto viene mantenuto un po' in magazzino, per aspettare di fare un carico piu' sostanzioso di un solo pacchetto...Quando il prodotto non ha un centro assistenza nei dintorni (quasi sempre per il settore informatico) allora fa scalo in un centro assistenza di Milano e, quando il problema non e' risolvibile da loro (ergo non e' una cosa che saremmo buoni a fare anche noi) va spedito direttamente all'estero... (le tappe sono Francia, Belgio fino anche alla Cina)...(Nota: per i centri assistenza di cellulari in Italia, a quanto mi hanno detto, siamo invece messi molto meglio, altro non so'...)Quando hai davvero un fondo schiena esagerato il responsabile del centro assistenza si fa spedire solo il componente danneggiato e lo fa sistemare da uno di noi (quelli esperti)... il responsabile delle assistenze di solito *non* e' un esperto di informatica ne' tantomeno di riparazioni e tra l'altro queste cose non le dovrebbe neanche fare... tutto andrebbe spedito via per evitare grane coi veri centri assistenza.Spesso un rivenditore si stanca di un produttore e non gli ordina piu' altro; il produttore lo capisce e diciamo che mette i suoi problemi di assistenze "in fondo" alla pila di cose da fare e ci si ritrova a piedi (ad esempio senza portatile) a volte per 6 mesi... (come e' capitato a uno...)Magari vi do' un paio di dritte:- prima di tutto, chiedere subito: "ma questo prodotto quanti hanni di garanzia ha con voi e con il produttore ?"Ti risponderanno (se seri): 2 anni di garanzia europea (quindi il punto vendita risponde del prodotto per 2 anni, e deve pensarci lui stesso a inviarvelo a sue spese), mentre col produttore dipende: da 1 fino a 4 anni... (non aggiuntivi; quindi se e' di 1 anno - che e' possibile - per il secondo anno ti tocca per forza riportarglielo nel punto vendita...)- evitate le estensioni di garanzia del punto vendita: sono quasi sempre assicurazioni camuffate e inutili, il gioco non vale mai la candela... Dove lavoravo io, ogni mese si premiavano i venditori piu' bravi (a farle) e si convocavano i piu' scarsi...- Occhio ai prodotti Microsoft (guardacaso... ;) ): non so' perche' ma i prodotti di consumo (tastiere, mouse, ecc...) li devono spedire in assistenza "per forza" i clienti stessi, altrimenti la Microsoft (a detta del responsabile) rimanda indietro il prodotto, principalmente perche' vuole che i suoi tecnici parlino direttamente col cliente per risolvere i l problema... (Mi e' sempre un po' puzzata questa cosa, magari aspetto un parere da un addetto ai lavori - ovviamente non da un anonimo...)- Chiedere sempre: "E se poi lo compro, lo porto a casa e non va... ?"Di solito si acquista nei supermercati proprio per la garanzia "non ufficiale" (che e' quindi discrezione dello stesso accettarla o meno) di sostituzione "immediata", di tutto o parte del prodotto, entro un tot. di giorni (si va dai 7 ai 15 giorni solitamente...).- Occhio quando il prodotto e' all'interno delle confezioni di plastica (quelle che vanno rotte per forza) perche' spesso questa garanzia con questi prodotti non vale...- Inoltre date uno sguardo anche alla presenza del "marchio": se vedete che quel marchio e' quasi unico state attenti che potreste avere problemi con la garanzia... Se invece il marchio e' presente in varie forme (ad esempio computer, ma anche accessori, carta...) allora il legame tra quel marchio e il punto vendita e' solido.- Evitate i venditori "grandi" (di eta') perche', anche se assunti, fanno *solo* gli interessi dell'azienda...Privilegiano fondi di magazzino, ti parlano di problemi futili solo per farti puntare a spendere di piu'...Non e' vera la leggenda metropolitana che ti dicono: "tanto io non ci guadagno niente...", non e' *assolutamente* vero, una volta venduto un prodotto costoso o difficile da vendere, *tutti* questi soggetti vanno sempre a stimarsi dai loro superiori...- Occhio anche ai venditori troppo giovani che di solito parlano parlano, sembrano esperti e magari si stanno inventando tutto... cercate piuttosto l' "esperto", magari mettendolo alla prova durante il dialogo... (ad esempio chiedendogli: ma abbinando una ram PC 3200 a una PC2-3200?? Se ti invita a rivolgerti a un altro PARLATE CON QUELL'ALTRO, altrimenti ti rispondera' semplicemente: "non riesco a capire... questo non si puo' fare..."Beccare l'esperto arrivato da poco e' fare quasi tombola: se ci si comporta bene, spesso si arriva a ottenere grossi favori...- Evitare COME LA PESTE i promoter: 3 volte su 5 non sanno 1 *niente* di quello che stanno vendendo e ho anche visto 2 soggetti arrivati a "mentire" pur di vendere: poi i clienti sono tornati da noi incazzati e siamo stati costretti a ridargli "i soldi indietro"...Della serie: "le ho viste tutte laggiu'..." e infatti ho capito che fregare gli altri non era un lavoro per me... 8)--------------Un saluto da Mazinga.
    • Anonimo scrive:
      Re: La mia esperienza di venditore...
      - Scritto da: Mazinga@
      ... non di cellulari ma di computer.[...]

      Un saluto da Mazinga.
      bello il post, utile.grazie!
    • AnyFile scrive:
      Re: La mia esperienza di venditore...
      - Scritto da: Mazinga@

      Quando il prodotto non ha un centro assistenza
      nei dintorni (quasi sempre per il settore
      informatico) [...]
      va spedito
      direttamente all'estero... (le tappe sono
      Francia, Belgio fino anche alla
      Cina)...
      Chissa' perche' in Italia le vari ditte hanno qualsi sempre solo edd esclusivamente la parte commerciale.La parte tecnica, quella produttiva, per non parlare di quella che si occupa di ricerca e sviluppo, in Italia non ci sono.Quale di queste due e' vera'1)in Itlia siamo tutti imbranati ed incapaci (ma gli Italiani diventano efficientissimi appena mettono i piedi all'estero in una ditta estera)2)le leggi e tutti i pasticci italiani rendono preferibile far fare queste cose all'estero.L'Irlanda che era un paese in crisi gravissima, dove la poverta' costringeva tutti ad emigrare, ora grazie ad oculata politica e' uno stato molto ricco e che attira ditte estere a dismisura.I politici taliani invece sono solo capaci di sorridere (commento bipartisan)
      • Anonimo scrive:
        Re: La mia esperienza di venditore...
        - Scritto da: AnyFile
        L'Irlanda che era un paese in crisi gravissima,
        dove la poverta' costringeva tutti ad emigrare,
        ora grazie ad oculata politica e' uno stato molto
        ricco e che attira ditte estere a
        dismisura.beh, non è proprio così la storia: l'Irlanda non era una Paese in crisi gravissima ma un Paese privo di risorse, e la ripresa non è stata dovuta ad un'oculata politica ma al fatto che hanno ricevuto finanziamenti massicci dall'Unione Europea ed hanno quindi potuto garantire 5 anni di esenzione fiscale alle imprese straniere che aprivano filiali in Irlanda.Purtroppo l'attuale crisi ha colpito duro anche lì, ed oggi la "tigre celtica" è malconcia quanto il resto d'Europa, anche se non più come prima.Detto questo, il problema dell'assistenza tecnica è sempre quello: la disponibilità dei ricambi ed il costo della manodopera. Se il ricambio non c'è, non c'è. Se due ore di un tecnico "specializzato" (quello che svita la vite, cambia la scheda e avvita la vite) italiano costano 200 euro e quelle del cinese 20, la riparazione la fa il cinese.
        • Anonimo scrive:
          Re: La mia esperienza di venditore...
          i cellulari Motorola d'importazione sono TUTTI riparati in 1 SOLO centro assistenza per TUTTO IL NOSTRO BEL PAESE che è a Firenze, possono passare diverse settimane per la riparazione, poi lo deve spedire IL CLIENTE e NO il negozio, caso contrario lo rimandano indietro senza ripararlo e devi perfino pagare le spesse postali.tutto ciò constattato sulla mia pelle ...e tasca. tutto per mancanza d'informazioni dalla Motorola Italia nel confronto dei comercianti :@ :@adesso anch'io so come "funziona tutto" :@
        • AnyFile scrive:
          Re: La mia esperienza di venditore...
          - Scritto da:

          - Scritto da: AnyFile


          L'Irlanda che era un paese in crisi gravissima,

          dove la poverta' costringeva tutti ad emigrare,

          ora grazie ad oculata politica e' uno stato
          molto

          ricco e che attira ditte estere a

          dismisura.

          beh, non è proprio così la storia: l'Irlanda non
          era una Paese in crisi gravissimase lo dici tu .... mi pare che chi emigrava in Inghilterra o in America, la pensava diversamente
          ma un Paese
          privo di risorse,Quello lo sono anche molti altri paesi europei. E l'Italia e' scarsissima di risorse. (che infatti non fa parte del primo mondo, ma del secondo mondo)
          e la ripresa non è stata dovuta
          ad un'oculata politica ma al fatto che hanno
          ricevuto finanziamenti massicci dall'Unione
          Europea ed hanno quindi potuto garantire 5 anni
          di esenzione fiscale alle imprese straniere che
          aprivano filiali in
          Irlanda.E' stata proprio l'esenzione fiscale e sopratutto la facilita' di aprire nuove ditte e societaì ad attirare societa' estere e soldi.In Italia invece aprire una ditta ed assumere gente e' difficilissimo (ho visto uno studio pubblicato da qualche parte: nazioni che noi itlaiani normalmente consideriamo troglodite, sono invece un paradiso a confronto dell'italia su questo aspetto).Non so quanti finanziamenti abbia ricevuto l'Irlanda dalla UE, ma di certo non erano per poter esentare societa' straniere dal pagamento dlle tasse (che senso avrebbe) e sopratttutto non si puo' dire che l'Italia non li abbia ricevuti anche lei (che poi parte non piccola di questi siano finiti in acciaierie che sono state chiuse poco dopo o in tasca ad imprenditori che hanno fatto finta di aprire aziende mai aperte oppure in altri sperperi infruttiferi per l'economia del paese è appunto una cosa di cui chiedere conto a chi ci ha amministrati)
          Purtroppo l'attuale crisi ha colpito duro anche
          lì, ed oggi la "tigre celtica" è malconcia quanto
          il resto d'Europa, anche se non più come
          prima.
          Ammetto di non avere dati completi, ma da quelli che ho io e da quanto sentito in diversi servizi giornalistici non mi pare che gli Irlandesi stiano cosi' male, ne' che noi possiamo dire di stare meglio (basta vedere che gli Italiani trentenni non possono nemmeno permettersi di sposarsi, avere una casa e non possono nemmeno sognare di avere una fmiglia con dei figli, mentre in Irlanda il numero dei figli di coppie giovani e' estremamente piu' alto)
          Detto questo, il problema dell'assistenza tecnica
          è sempre quello: la disponibilità dei ricambi ed
          il costo della manodopera. Se il ricambio non
          c'è, non c'è. Se due ore di un tecnico
          "specializzato" (quello che svita la vite, cambia
          la scheda e avvita la vite) italiano costano 200
          euro e quelle del cinese 20, la riparazione la fa
          il
          cinese.beh, allora al posto di far riparare il cellulare, si dia all'acquirente un cellulare nuovo (che prodotto dal "cinese" costa meno che far riparare dallo specializzato italiano quello nuovo)(lo so di aver detto una cosa orribile, dove finirebbero i celulari difettosi?)
    • Anonimo scrive:
      Re: La mia esperienza di venditore...
      - Scritto da: Mazinga@
      ... non di cellulari ma di computer. Non ti preoccupare... la mia esperienza di compratore (per giunta difficile...) mi ha portato a capire che funziona così in tutti i settori...Comunque complimenti per il bel post !
  • Anonimo scrive:
    COMPLIMENTI AGLI STOLTI
    Basta andare su questo sito,http://motorolarazr.forumcommunity.net/ leggere leggere e leggere ancora e capire che quei 18 euro per l'aggiornamento sono come le suonerie a pagamento.... W gli utonti
    • Anonimo scrive:
      Re: COMPLIMENTI AGLI STOLTI
      Se ti riferisci al fatto che l'aggiornamento del firmware lo si possa fare da se... Si, lo so, lo si può fare (e, tecnicamente, avrei potuto farlo senza problemi), ma si deve scaricare illegalmente il sw necessario. Tale software, infatti, è riservato a centri di assistenza. A me non andava di farlo.
      • Anonimo scrive:
        Re: COMPLIMENTI AGLI STOLTI
        da nessuna parte è scritto che è illegale.Leggere leggere e leggere ancora
        • Anonimo scrive:
          Re: COMPLIMENTI AGLI STOLTI
          Ho letto altri forum e siti. Scaricare il FIRMWARE non è illegale. Il software che si utilizza per l'aggiornamento (MultiFlashFlex), invece, ha una licenza e non è disponibile per l'acquisto (a quanto ne so), infatti in tutti i siti e forum trovi le varie versioni dei firmware ma NON il programma né i link a siti dove poterlo scaricare... In alcuni forum è spiegato esplicitamente il motivo (quanto detto sopra).- Scritto da:
          da nessuna parte è scritto che è illegale.

          Leggere leggere e leggere ancora
    • Anonimo scrive:
      Re: COMPLIMENTI AGLI STOLTI
      io che sono stolto se non erro mi sembra che un terminale radiomobile che si collega ad una rete di pubblica utilità può essere riprogrammato solo con fw che hanno ottenuto l'omologazione e solo e unicamente da centri autorizzati dal produttore e da esso certificati, pena l'invalidità dell'omologazione del terminale(mi hanno anche detto anche che se carichi male un fw o ne carichi uno "craccato" che fa casini in rete additirrura l'operatore telefonico può citarti per danni..)che poi non succede mai niente è un'altro discorso...
  • AnyFile scrive:
    Ridicoli: garanzia DOVREBBE essere Euro
    Ma sono ridicole queste cose.La garanzia ovrebbe essere europea.Da qualcunque parte d'europa compri il prodotto, dovresti essere in grado di portarlo in qualunque parte d'europa.Qui si fa solo l'europa a favore dei banchieri. Non ha caso la parola piu' ricorrente nella costituzione europea (quella di cui non si sa piu' a che punto sia la sua approvazione/rifiuto) e' proprio banca.I diritti dei cittadini vengono sempre in ultimo piano.Comunque la garanzia la deve fornire il venditore.Sia chi ha preso direttamente dall'acquirente i soldi a sistemare tutti i problemi
    • Anonimo scrive:
      Re: Ridicoli: garanzia DOVREBBE essere
      Da come la so io, il venditore è tenuto alla sostituzione del prodotto entro 30 giorni dall'acquisto. Decorso tale termine, il cliente si deve rivolgere al C.A.T. (Centro Assistenza Tecnico). Questo per il primo anno di garanzia.Per il secondo anno di garanzia ci deve pensare il rivenditore, dal momento che il secondo anno è da considerarsi come mera garanzia commerciale.Requisito indispensabile per potere godere di ciò che ho detto sopra è la presentazione dello scontrino di acquisto del prodotto.Inoltre: se il prodotto è stato acquistato con normale scontrino fiscale, la garanzia sarà di due anni; se invece è stata emessa fattura verso una ditta (quindi con Partita IVA), la garanzia si dimezzerà ad un anno.Tutto ciò, naturalmente, salvo diverse specificazioni del produttore (non del negozio).Mauro
      • AnyFile scrive:
        Re: Ridicoli: garanzia DOVREBBE essere
        - Scritto da:
        Da come la so io, il venditore è tenuto alla
        sostituzione del prodotto entro 30 giorni
        dall'acquisto. Decorso tale termine, il cliente
        si deve rivolgere al C.A.T. (Centro Assistenza
        Tecnico). Questo per il primo anno di
        garanzia.Questo e' quello che ti raccontano loro.ma in base a quale legge?Secondo la legge e' il venditore a dover fornire la garanzia e a rispondere dei difetti. Punto.
        • Anonimo scrive:
          Re: Ridicoli: garanzia DOVREBBE essere
          Infatti loro lo stanno facendo... mica gli hanno detto che non glielo sistemano... gli hanno solo detto che ci vogliono quasi DUE mesi... per la legge sono a posto.
          • AnyFile scrive:
            Re: Ridicoli: garanzia DOVREBBE essere
            - Scritto da:
            Infatti loro lo stanno facendo... mica gli hanno
            detto che non glielo sistemano... gli hanno solo
            detto che ci vogliono quasi DUE mesi... per la
            legge sono a
            posto.Non penso prroprio. Infatti chi vende una cosa vizizata e procura un danno e' tenuto pure al risarcimento dei danni.Ora pefino nel caso in cui uno acquista una cosa, scopre che e' difettata (subito al primo utilizzo o più tardi se e' un vizio nascosto) la riporta indietro al negozio e questo subito ed imediatamente la sostituisce immediatamente e senza spese è indubbio che l'acquirente ha subito un danno (magari l'apperacchio sbagliando gli ha rovinato qualcosa, non ha potuto usarlo dal momento in cui ha scoperto che era difettoso al momento in cui lo ha sostituito, ha dovuto riportarlo al negozio, ecc.)Se poi l'apparecchiatura non viene sostituita immediatamente ma viene prima presa indietro epoi non si sa quando restituita (perche' questo, mi pare di aver capito, è il messaggio che ci sta dietro la frase "un mese" e tra l'altro se si dice "un mese" quando non si sa realmente il tempo vi è perfino malafade) allora i danni aumentano eccome.Troppo comodo dire al cliente ... arrangiati aspetta ... io ho spedito ... prenditela conil centro assistenza ... oppure dirgli sempliemente rivolgiti al centro assistenza.In casoo di un difetto che rende inutilizzabile l'apparechhiatura fino a riparazione oppure nel caso in cui l'apperecchiatura non sia piu' utilizzabile perche' di fatto non e' piu' nella disponibilita' dell'acquirente fino a riparazione avvenuta e il tempo necessario per la riparzione e' non solo elevato ma adirriturra inqualificabile allora la suluzione della ripazione in garanzia non e' piu' una cosa ne' a favore del cliente ne' accettabile da parte del cliente. La soluzione da prospettare al clinete allora, in mancanza di altre alternative, e' la risoluzione del contratto, la restituzione dei soldi e il risarcimento dei danni (che vengono pagati dall'assicurazione).
      • david74 scrive:
        Re: Ridicoli: garanzia DOVREBBE essere
        - Scritto da:
        Da come la so io, il venditore è tenuto alla
        sostituzione del prodotto entro 30 giorni
        dall'acquisto. Decorso tale termine, il cliente
        si deve rivolgere al C.A.T. (Centro Assistenza
        Tecnico). Questo per il primo anno di
        garanzia.
        Per il secondo anno di garanzia ci deve pensare
        il rivenditore, dal momento che il secondo anno è
        da considerarsi come mera garanzia
        commerciale.E la sai male, sta cosa... :)Infatti la garanzia europea, valida in tutti i paesi membri dell'Unione Europea, ha una durata di due anni. Il negozio o rivenditore ha il dovere di riparare a sue spese presso un centro assistenza autorizzato, o di sostituire sempre a sue spese, il prodotto difettoso entro 7 giorni dalla data di acquisto (fa fede il documento d'acquisto, che sia uno scontrino o una fattura). Questo periodo non va confuso con i 10 giorni del diritto di recesso previsti dal decreto legislativo che regola le vendite a distanza, il quale, in caso di vendita a distanza, non annulla il diritto alla sostituzione o riparazione presso il rivenditore entro i 7 giorni dalla data di acquisto del prodotto. Non esiste alcuna differenza tra il primo ed il secondo anno, per la garanzia europea.
        Requisito indispensabile per potere godere di ciò
        che ho detto sopra è la presentazione dello
        scontrino di acquisto del
        prodotto.E fin qui ci siamo...
        Inoltre: se il prodotto è stato acquistato con
        normale scontrino fiscale, la garanzia sarà di
        due anni; se invece è stata emessa fattura verso
        una ditta (quindi con Partita IVA), la garanzia
        si dimezzerà ad un
        anno.Non è affatto vero. Io ho la partita IVA, e la garanzia di alcuni beni che ho comprato per uso professionale, come dichiarato in sede d'acquisto per beneficiare del recupero dell'IVA sulla dichiarazione dei redditi, godono della stessa identica garanzia europea di 2 anni come nel caso in cui l'acquisto venga fatto con un normale scontrino.
        Tutto ciò, naturalmente, salvo diverse
        specificazioni del produttore (non del
        negozio).
        MauroLa garanzia di un anno in Europa è ormai valida praticamente solo su alcuni beni di consumo elettronici, videocamere e computer portatili in primis. La quasi totalità dei beni di consumo venduti in Europa gode della garanzia di 2 anni.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ridicoli: garanzia DOVREBBE essere
      Prodi invece mi sembra fierissimo di questa Europa!....che a parte nella moneta non vedo cosa diavolo ci accomuna...se contiamo che ora grazie al governissimo diventeranno europei pure arabi che non parlano una cicca di italiano, che non sanno niente dell'Italia etc....ma com'è che in Australia si fa giuramento, bisogna sapere l'inno e la storia per diventare cittadini?? (oltre ai requisiti ovviamente)...razzismo al contrario...italia ai non italiani
  • Anonimo scrive:
    Cellulari import
    In effetti ho avuto anche io qualche problema con il cellulare acquistato in un supermercato.Un paio di anni fa ho preso un Nokia 6600 import ad un prezzo conveniente. Anche io ho pensato alla possibilità che fosse importato dato il prezzo.Comunque dopo meno di un anno, ho dovuto sostituire il display che aveva ben 3 pix bruciati.Pensavo che ci fossero dei problemi visto che era import ma, con mia piacevole sorpresa, il telefono mi è stato riparato in 10 giorni come avviene solitamente con i cellulari con garanzia Italia.
    • AnyFile scrive:
      Re: Cellulari import
      - Scritto da:
      ad un prezzo conveniente. Anche io ho pensato
      alla possibilità che fosse importato dato il
      prezzo.
      questo e' sicuro. In Italia non esistono cellulari che non sono importati.Chissa' come mai la Finlandia riesce a farli, la Germania pure e l'Italia no.
      • Alessandrox scrive:
        Re: Cellulari import
        - Scritto da: AnyFile
        - Scritto da:

        ad un prezzo conveniente. Anche io ho pensato

        alla possibilità che fosse importato dato il

        prezzo.
        questo e' sicuro. In Italia non esistono
        cellulari che non sono
        importati.
        Chissa' come mai la Finlandia riesce a farli, la
        Germania pure e l'Italia
        no.http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E8722,00.html
  • Anonimo scrive:
    i tempi dei supermercati
    anche a me è successo di chiedere l'assistenza al centro commerciale Carrefour, risposta del commesso:"tramite noi l'articolo va in assistenza e torna dopo DUE MESI circama se lei SI ARRANGIA può portarlo al centro assistenza più vicino e averlo riparato in 2 settimane".Messaggio chiaro...Scarlight
    • Anonimo scrive:
      Re: i tempi dei supermercati
      Anche a me è successa la stessa cosa col Carrefour. Ho comprato il portatile e la batteria dopo 3 mesi non teneva + la carica. Sono andato da Carrefour e mi hanno detto che se la mandavano via loro ci voleva 1 mese e mezzo. L'ho mandata via posta raccomandata e in 12 giorni è tornata da Milano!
      • Anonimo scrive:
        Re: i tempi dei supermercati
        - Scritto da:
        Anche a me è successa la stessa cosa col
        Carrefour. Ho comprato il portatile e la batteria
        dopo 3 mesi non teneva + la carica. Sono andato
        da Carrefour e mi hanno detto che se la mandavano
        via loro ci voleva 1 mese e mezzo. L'ho mandata
        via posta raccomandata e in 12 giorni è tornata
        da
        Milano!La storia del tempo è per evitare di avere queste piccole responsabilità addosso... Insomma se ne fregano!Io, per principio, non compro nulla di elettronico nei supermercati!
        • Anonimo scrive:
          Re: i tempi dei supermercati
          A me è successo col dv fisso. tramite coop di reggio emilia ci voleva almeno un mese, e dovevo pagare la spedizione (10€) invece se lo portavo io direttamente(10Km al max) in max 2 settimane, e così è stato. NON HO PAROLE!
    • Anonimo scrive:
      Re: i tempi dei supermercati
      - Scritto da:
      anche a me è successo di chiedere l'assistenza al
      centro commerciale Carrefour, risposta del
      commesso:

      "tramite noi l'articolo va in assistenza e torna
      dopo DUE MESI
      circa

      ma se lei SI ARRANGIA può portarlo al centro
      assistenza più vicino e averlo riparato in 2
      settimane".

      Messaggio chiaro...
      Scarlightio quelli del carrefour li ODIO da profondo del k uore...sono proprio degli infami,ladri, etc etcspero che gli facciano brillare la sede...
    • Anonimo scrive:
      Re: i tempi dei supermercati
      - Scritto da:
      anche a me è successo di chiedere l'assistenza al
      centro commerciale Carrefour, risposta del
      commesso:

      "tramite noi l'articolo va in assistenza e torna
      dopo DUE MESI
      circa

      ma se lei SI ARRANGIA può portarlo al centro
      assistenza più vicino e averlo riparato in 2
      settimane".Risposta da dare indietro "Allora mi date in sostituzione un vostro cellulare in attesa che mi fate ripare il mio ... oppure mi date 50 euro di danni al giorno"
  • The Raptus scrive:
    DIritti del consumatore
    Confermo quanto detto da un altro poco fa:Il venditore è responsabile: è LUI che deve provvedere alla riparazione "in un tempo ragionevole".Senz'altro unmese sembra un po' troppo: a me per un siemens con assistenza in Italia hanno chiesto 2 settimane ... !!!Mi pare comunque troppo poci il giorno che il centro assistenza ti ha pronosticato.Hai mai comprato una scheda madre? Stai senza computer per UN MESE (... come fai???) quando ti va bene, ed assolutamente non ti danno nulla per poter lavorare. Il centro assistenza .. non c'è, devi mandarl oper forza in casa madre, quindi ti conviene comprare un'altra motherboard identica e cercare di rivendere la riparata, non appena ti ritorna.Ogni tanto leggi il forum della Bartolini sul corriere online, tra troll e sinistroidi (lei compresa) qualcosa di utile lo trovi!Buona fortuna
    • Anonimo scrive:
      Re: DIritti del consumatore
      In realtà il mese non è colpa del rivenditore ma della motorola Italia. Spiego meglio: se si rompe un cellulare motorola Italia si può andare in qualsiasi centro Motorola e lo riparano in breve tempo. Se il cellulare è d'importazione bisogna mandarlo a Firenze (mi è capitato una volta) e ci vuole un mese almeno. Se provate a sentire il call center di Motorola sono loro a dire che ci vuole un mese. Questo è dovuto al fatto che Motorola non usa una garanzia internazionale per i prodotti venduti in Italia altrimenti potresti prendere il cellulare ed andare in qualsiasi centro. Un mio amico ha comprato un cellulare di una marca poco famosa (ora non ricordo). Se si rompe può andare in qualsiasi centro riparazione senza problemi.
      • Anonimo scrive:
        Re: DIritti del consumatore
        Scusate la domanda stupida ...... ma la comunità economica europea non fu creata non so quanti decenni fa per garantire la libera circolazione delle merci?... ma da qualche annetto non sono stati aboliti i controlli doganali tra i paesi membri della Unione Europea, molti dei quali hanno addirittura deciso di adottare un'unica moneta?... ma non sono libero di andare in giro o addirittura a vivere a Lione, Monaco di Baviera, Barcellona o in qualunque altra amena cittadina dell'unione europea comprando quello che mi pare dove mi pare e piace?... ma la segmentazione del mercato non era una pratica anticoncorrenziale illegittima?
        • Anonimo scrive:
          Re: DIritti del consumatore

          ... ma non sono libero di andare in giro o
          addirittura a vivere a Lione, Monaco di Baviera,
          Barcellona o in qualunque altra amena cittadina
          dell'unione europea comprando quello che mi pare
          dove mi pare e
          piace?
          ... ma la segmentazione del mercato non era una
          pratica anticoncorrenziale
          illegittima?No, la segmentazione non è affatto illegittima, anzi è più usata che mai.All'interno dell'UE si sta armonizzando, ma non siamo ancora all'identicità di segmento.La garanzia europea esiste ma non è obbligatoria.Comunque riguardo ai tempi di riparazione anche per i prodotti italiani c'è poco da stare allegri.
          • Anonimo scrive:
            Re: DIritti del consumatore
            Mi pare che stiate usando il termine "segmentazione" in modo improprio. Questa non è segmentazione, si tratta di importazioni parallele (spesso nemmeno gradite al produttore) fatte per offrire prodotti che, in effetti vengono offerti in altri paesi europei a prezzi più bassi (sembra ingiusto, certo, ma non possiamo pensare che i greci possano permettersi di pagare i prezzi che paghiamo noi!!!). Lo stesso avviene anche per i prodotti offerti ad esempio da Pixmania, privi della garanzia italiana. Quindi più che segmantazione questa è discriminazione (dei prezzi), pratica peraltro legittima (anche di negozio in negozio, nell'ambito della stessa città i prezzi non sono omogenie, quindi perché stupirsi???). Quando al produttore viene quindi richiesto di prestare assistenza deve mandare il prodotto presso il paese in cui la garanzia è valida (spesso quello ove ha sede la multinazionale). certo, sarebbe molto elegante e con buon impatto sull'immagine se l'assistenza venisse comunque prestata nel paese in cui l'acquirente vive...
          • Anonimo scrive:
            Re: DIritti del consumatore
            - Scritto da:
            (sembra ingiusto, certo, ma non
            possiamo pensare che i greci possano permettersi
            di pagare i prezzi che paghiamo noi!!!). Perchè allora i prezzi in Germania sono sempre più bassi rispetto all'Italia, tenendo conto che gli stipendi tedeschi sono invece più alti ?
          • Anonimo scrive:
            Re: DIritti del consumatore
            Si l'Europa è un invenzione delle sinistre europee per avere un soviet internazionale legittimato....per il resto non serve a niente, c'han dato l'Euro giusto per convincerci che era cosa buona (eh già!!) e il resto è tutta politica
          • AnyFile scrive:
            Re: DIritti del consumatore
            - Scritto da:
            Si l'Europa è un invenzione delle sinistre
            europee per avere un soviet internazionale
            legittimato....dici? Non mi pare che fossero cosi' sinistrorsi gli stati che hanno firmato prima ilpatto sul carbone, poi la mEC, poi la CEE ... (quando sia padssata da CEE a UE non l'ho mai capito ...)
            per il resto non serve a niente,
            c'han dato l'Euro giusto per convincerci che era
            cosa buona (eh già!!) e il resto è tutta
            politicabeh .. almeno risparmio sul fatto che non devo cambiare i soldi in banca quando devo andare negli altri paesi dove c'è l'euro.
        • Anonimo scrive:
          Re: DIritti del consumatore

          ... ma la segmentazione del mercato non era una
          pratica anticoncorrenziale
          illegittima?La segmentazione non è una pratica illegittima.Quello che però fa incazzare è il fatto che in Italia i prezzi di TUTTE le apparecchiature elettroniche sono molto più alti di tanti altri paesi, ad es. in Germania. ( e tralascio il discorso sulle ragioni di questa discriminazione perche è un argomento troppo lungo).In ogni caso quella della Garanzia Italiana (e la cosa non vale solo per Motorola, beninteso) non è altro che un artificio commerciale per impedire al consumetore di acquistare l'apparecchio dove vuole.Nel caso in oggetto Esselunga avrebbe dovuto pre-avvertire l'utente di questo problema della garanzia. Diversamante tantovale acquistare su Ebay.bye
    • Anonimo scrive:
      Re: DIritti del consumatore

      Mi pare comunque troppo poci il giorno che il centro assistenza ti ha pronosticato.Ciao,sono l'autore della lettera... Guarda, quando sono stato al centro di assistenza per l'installazione dell'update, mentre aspettavo che l'update venisse effettuato ho visto un po' di gente portare telefoni per riparazioni. Quasi tutti hanno avuto la stessa risposta: "dovrebbe essere pronto etro domani mattina". Io ho chiesto ed ho avuto la stessa risposta. Che ne so, magari in questo periodo hanno poco lavoro, oppure a Varese sono molto efficienti :-))
      • Anonimo scrive:
        Re: DIritti del consumatore
        si a Varese sono efficienti...non prendono la pensione di invalidità giusto per rimanere a letto a dormire!
    • Anonimo scrive:
      Re: DIritti del consumatore
      Allora, la legge che regolamenta la "garanzia" di prodotti acquistati e' d.lgs.n.24/2002 consultabile qui http://www.parlamento.it/leggi/deleghe/02024dl.htm e parla dei 7 giorni entro i quali il prodotto va restituito funzionante, dei 2 anni di garanzia (il primo il produttore il secondo il venditore - ma basta che il negozio chiude o cambia denominazione che il secondo anno di garanzia va a farsi friggere) e fa la differenza tra consumatore (utente finale) e il professionista. Per il professionista le cose comprate con p.iva hanno un solo anno di garanzia.Poi c'e' la realta', cioe' che tanti venditori si approfittano della nostra ignoranza e ci "mariano" come si dice dalle mie parti. a proposito di motherboard un famoso negoziante di roma ha impiegato 6 (SEI!) mesi a restituirmela in garanzia. Ovviamente ne comprai un'altra perche' avevo capito l'antifona. Che fai gli fai causa per 40 euro???qui ci sono altre info utili http://www.sv.camcom.it/IT/Page/t03/view_html?idp=536
  • Anonimo scrive:
    Garanzia sul prodotto
    Il consumatore ha - in Italia almeno - sempre il diritto di rivolgersi, per qualunque non conformità del prodotto (il non funzionamento, tranne i casi di guasto provocato da uso irregolare, è una non conformità qualora il cliente dimostri che il difetto sussisteva all'atto dell'acquisto: nei primi sei mesi di vita del prodotto il legislatore riconosce automaticamente che il difetto sussisteva già all'acquisto), al venditore per ottenere il ripristino delle funzionalità (= la riparazione) in forma del tutto gratuita. Diverso è il caso della garanzia convenzionale, che PUO' (non deve) essere offerta dal produttore, la quale potrebbe coprire solo determinati casi, imporre il pagamento di determinate somme, ecc. In sostanza, nel caso in questione, la Motorola può rifiutarsi di riparare il prodotto in garanzia (sempre che le condizioni della sua garanzia convenzionale lo prescrivono: la garanzia convenzionale è facoltativa, ma se il produttore la concede, allora è obbligato ad attenersi alle condizioni concordate), ma il venditore (ossia il supermercato dove il prodotto è stato acquistato) è tenuto alla riparazione. Se si rifiuta, è possibile rivolgersi al giudice di pace e/o al giudice ordinario.
    • Anonimo scrive:
      Re: Garanzia sul prodotto
      Infatti il supermercato non si è rifiutato...solo gli ha preventivato un tempo di riparazione biblico.In realtà i tempi biblici li ho sempre beccati anche io con prodotti italianissimi.L'unico sistema per farsi riparare il cell in due giorni è portarlo direttamente al centro assistenza, che per motorola è presente solo a Milano e Roma che io sappia.Così ho fatto (passavo da Milano) e in 36 ore me lo hanno fatto.Riguardo alla garanzia estera c'è da considerare che la spagna è uno stao UE, quindi non capisco perchè Motorola non fornisca una garanzia europea: quasi tutti i produttori oramai la offrono.
    • Anonimo scrive:
      Re: Garanzia sul prodotto
      - Scritto da:
      Il consumatore ha - in Italia almeno - sempre il
      diritto ....
      il
      supermercato dove il prodotto è stato acquistato
      è tenuto alla riparazione. Se si rifiuta, è
      possibile rivolgersi al giudice di pace e/o al
      giudice
      ordinario.
      Il quale risponderà dopo mesi. Se il problema è il tempo necessario alla riparazione, come in questo caso....E' chiaro che, nel caso in specie, l'invio al centro di Firenze non ha ragioni organizzative (salvo prova contraria) ma semplicemente serve a rendere meno attraente l'acquisto di cellulari d'importazione parallela scoraggiando gli acquirenti con l'attesa necessaria in caso di guasto. Pratica peraltro scarsamente efficace, visti i comportamenti dei supermercati, e comunque largamente punitiva (verso i più sfortunati). E contro questa pratica anti-concorrenziale mi pare che nessuna legge faccia nulla. Dov'è il legislatore quando serve? Ah, sì, a discutere di misure delle banane e dei tagli inderogabili (o dei condoni necessari, e degli indulti, a seconda delle preferenze) ;)
      • AnyFile scrive:
        Re: Garanzia sul prodotto
        - Scritto da:
        faccia nulla. Dov'è il legislatore quando serve?
        Ah, sì, a discutere di misure delle banane e dei
        tagli inderogabili (o dei condoni necessari, e
        degli indulti, a seconda delle preferenze)
        ;)Quelli che si occupano di queste cose commerciali, sono occupati a discutere sui calibri delle mele (perche' altrimenti quando le metti sul banco al supermercato sta male se non hanno tutto lo stesso identico diamentro)oppure sono impegnati a dire che si puo' chiamare cioccolato qnahche una cosa che non ha mai visto un ombra di cacao (e questo, dicono, perche' in una sola lingua con il termine usata per indicare il cioccolato si intendeva anche quello senza cacao. non era piu' facile imporre per legge che quando si usava quella lingua andava sempre specificato se era con o senza cacao?)scusa il piccolo OT, ma in realta' e' qui l'origine del problema!Cosa direste se un agaranzia o una qualsiasi cosa distinguesse in base se avete comprato il cellulare in "Padania" o in "Etruria" (per usare termini cari ai leghisti)?Cosa direste se la legge imponesse una differenza a seconda che il cellulare sia stato acquisto in un comune il cui nome inizia per I o un'altra lettera?Direste che sono cose assurde. E allora perche' distinguere tra Italia e resto di UE?
  • Anonimo scrive:
    E' successo anche a me
    Purtroppo questa storia non è rara, evidentemente sono molti i supermercati "furbi"!A me è successa la stessa cosa comprando un Nokia da Emmezeta. Il telefono era importato dalla Germania, e quando mi si è bloccato il software il centro assistenza Nokia non ne ha voluto sapere niente di ripararlo, neanche pagando!Praticamente bisogna fare attenzione ogni qualvolta si compra un cellulare, di qualunque marca, dovunque lo si compri!!Saluti,RedArrow
    • Mech scrive:
      Re: E' successo anche a me
      Però chissà come mai, anche se si paga con Euro tedeschi o spagnoli, quelli vanno sempre bene e sono sempre esenti da difetti. :$
      • Anonimo scrive:
        Re: E' successo anche a me
        - Scritto da: Mech
        Però chissà come mai, anche se si paga con Euro
        tedeschi o spagnoli, quelli vanno sempre bene e
        sono sempre esenti da difetti.
        :$Penso che in alcuni casi ti accettano anche i franchi svizzeri
    • Anonimo scrive:
      Re: E' successo anche a me
      A me è successo col cellulare nokia 6600 di mio fratello, ma al centro nokia dopo aver notato il fatto che era di importazione lo hanno ripatato in una sera... :D
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