Se iTunes cinguetta con Twitter

Annunciato un accordo tra la Mela e la piattaforma microblog. 175 milioni di utenti potranno pubblicare recensioni in 140 caratteri, suggerendo ai propri follower scelte musicali

Roma – C’è chi ha sottolineato come la nuova piattaforma social interna ad iTunes abbia un estremo bisogno di attirare una più vasta massa di utenti. Non sarebbe infatti sufficiente il milione di persone già registratosi su Ping , il neonato social network musicale made in Cupertino . Apple ha dunque annunciato i principali termini di un accordo con la piattaforma di microblogging Twitter, in modo da aprire le porte social di Ping a circa 175 milioni di utenti cinguettanti.

Su iTunes ci sarà infatti la possibilità di accedere al proprio account su Twitter, per condividere con i propri follower scelte e suggerimenti musicali .

Una possibilità offerta in tutti e 23 i paesi coperti da iTunes. Gli utenti di Twitter potranno pubblicare micropost relativi alle proprie preferenze d’acquisto , esprimendo giudizi di valore o scrivendo vere e proprie recensioni in 140 caratteri. Tutti quei follower in cerca di nuovi orizzonti musicali verranno in pratica dirottati verso la piattaforma della Mela.

Su Twitter verranno caricati degli appositi link ad un determinato disco in vendita su iTunes, con la possibilità per gli utenti di ascoltare le canzoni in formato preview direttamente sulla piattaforma cinguettante . Un’occasione ghiotta per Apple, che tenterà di attirare a sè la massa degli utenti di Twitter.

Probabilmente ancora più ghiotta sarebbe stata una partnership con il gigante social Facebook, recentemente assestatosi sui 500 milioni di amici. Pare però, come noto, che le trattative tra le due società siano arrivate ad un punto critico, con il sito in blu a chiedere alla Mela delle condizioni troppo “onerose”.

Mauro Vecchio

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  • ekaterina rhao scrive:
    il computer
    ti voglio bene
  • deactive scrive:
    feisbuk Vs Apple
    Da qualche giorno un articolo si e uno no e' su Facebook. ebbbasta !!!! PS.Qualche tempo fa erano quasi tutti per Apple, non so a sto punto meglio Microsoft no ?
  • Turiddu scrive:
    no feedback
    ricordate che mafe non si ca*a assolutamente i forum del giornale per il quale scrive ;)ciaooo
    • mafe scrive:
      Re: no feedback
      - Scritto da: Turiddu
      ricordate che mafe non si ca*a assolutamente i
      forum del giornale per il quale scrive
      ;)Sbagli. Leggo tutto.
      • mofo scrive:
        Re: no feedback
        - Scritto da: mafe
        - Scritto da: Turiddu

        ricordate che mafe non si ca*a assolutamente i

        forum del giornale per il quale scrive

        ;)

        Sbagli. Leggo tutto.Sme**ato in mezza riga. :D
  • Turiddu scrive:
    Su Wired altra prospettiva
    Ricordo a tutti che oltre a BestMovie (per tutti) e questo articolo (sempre per tutti ma con altra prospettiva) , c'è anche quello su wired che è almeno altrettanto interessante.
  • elenaguest scrive:
    Intervista a Riva sui social Network
    A proposito di Facebook e degli altri social network, GUEST.it ha intervistato il prof Giuseppe Riva che ha affrontato alcuni aspetti davvero interessanti nel suo ultimo libro, da poco pubblicato... se volete dare un'occhiata all'intervista: http://www.guest.it/blog/intervista/e-appena-uscito-in-libreria-il-testo-i-social-network-guest-ha-intervistato-lautore-giuseppe-riva.html
  • Turiddu scrive:
    un gran bel bula bula
    Su un quotidiano generalista diverso da PI questo articolo sarebbe benvenuto ed è benvenuto, secondo la mia percezione (quindi assolutamente opinabile) per gente di oltre 45 anni e sotto i 30.Ma c'è una generazione tra le cui fila c'è qualcuno che sa di cosa stai parlando e lo sa davvero.Sa che nel 2.0 non c'è niente che non ci fosse prima, sotto sotto, tranne il "made simple". Il complicated del quale parli è sociologico e internet ce l'ha nel suo DNA da subito, da quando è stato scritto Neuromante e forse anche prima, quando quelli che continuate a vedere come sfigati vivevano già la gioia di conoscere persone lontane e dialogare con spiriti affini senza curarsi di sessorazzareligione o forse curandosene massimamente ... curandosi solo del "nucleo" dell'essere col quale dialogavano. Oggi tutti a parlare di "avatar".E' la stessa storia di Napster: è il "made simple" la novità, perché in realtà non esiste "la mia internet" ... sotto ci sono i protocolli, gli RFC, intorno c'è la legge e i soliti personaggi.Oggi ci sono tante persone che si servono di cose che non conoscono e le vivono come le conoscono loro, spesso guidate da qualcuno che ne conosce alcune facce assai approfonditamente: quella è la loro internet ... ma è come dire che il pianeta è diverso se sei ottimista o pessimista e quella è "la tua visione", oppure se sei ignorante o colto.Che la coppia possa essere in crisi non lo inventa internet, anche se può incidere (ma incidono di piùà gli sms, vera rivoluzione della comunicazione di questo secolo) ... e che tutto sia superato o cambiato o che basti una riga di codice di Zuck ... beh, di questo possiamo permetterci di dubitare: ogni cambiamento troppo rapido è nemico della natura biologica stessa del nostro livello di animalità: per un batterio forse la vita si evolve nel giro di una settimana (molte generazioni) ... ma per noi... possiamo dubitarne?Come ha accennato Mafe, facciamo fatica a leggere tutte le e-mail, a leggere semplicemente tutto quello che ci interessa... a dialogare con gli amici che abbiamo, aggiungici i colleghi e magari i famosi sei gradi di separazione che ci offrono le reti sociali... e ad un certo punto smetterai di essere una persona che fa qualcosa rendendo di fatto uno strumento inutilizzato il decantato social network.L'e-mail ha ancora la giusta dimensione umana: leggo e scrivo quando mi pare, quando ne ho il tempo e prendendomi il tempo che voglio: ci siamo abituati a premere "PAUSE" anche per vedere un film. Vuoi che non lo faccia con i miei rapporti interpersonali? Vuoi fiatarmi sul collo perché non ho letto il tuo messaggio su facebook?Il passaggio da netbook a iPad ci dice molte cose su un certo genere di user: è lo stesso che entra in facebook per vedere "cosa fanno gli amici" (che abitano a 1 metro da lui/lei o che ha visto durante tutto io giorno) e che il giorno dopo ti dice "sai che in fb c'è un sistema che tu scrivi le cose e gli altri le vedono SUBITO, come parlare? scrivi con la tastiera e dall'altra parte vedono le lettere che vanno avanti! strafigo!!!" ... cose di questo tipo.Riscoprono la chat e pensano che sia una invenzione di FB.L'idea di fondo di FB non mi dispiace, come non dispiaceva ClassMates che è nato parecchi anni prima ... ma non è esattamente la stessa cosa, già. E allora preferisco pensare a Diaspora... e spronare chi ci sta dietro a farlo seriamente ( http://punto-informatico.it/2993899/PI/News/diaspora-un-colabrodo.aspx )Ripeto però: l'articolo, fuori da PI, è perfetto ed utile e lo sottoscriverei. Perché dipende a chi ti stai rivolgendo. Che dici, Mafe? non a me ? :-)
    • ttt scrive:
      Re: un gran bel bula bula
      - Scritto da: Turiddu
      Su un quotidiano generalista diverso da PI questo
      articolo sarebbe benvenuto ed è benvenuto,
      secondo la mia percezione (quindi assolutamente
      opinabile) per gente di oltre 45 anni e sotto i
      30.

      Ma c'è una generazione tra le cui fila c'è
      qualcuno che sa di cosa stai parlando e lo
      sa
      davvero.

      Sa che nel 2.0 non c'è niente che non ci fosse
      prima, sotto sotto, tranne il "made simple". Il
      complicated del quale parli è sociologico
      e internet ce l'ha nel suo DNA da subito, da
      quando è stato scritto Neuromante e forse anche
      prima, quando quelli che continuate a vedere come
      sfigati vivevano già la gioia di conoscere
      persone lontane e dialogare con spiriti affini
      senza curarsi di sessorazzareligione o forse
      curandosene massimamente ... curandosi solo del
      "nucleo" dell'essere col quale dialogavano. Oggi
      tutti a parlare di
      "avatar".

      E' la stessa storia di Napster: è il "made
      simple" la novità, perché in realtà non esiste
      "la mia internet" ... sotto ci sono i protocolli,
      gli RFC, intorno c'è la legge e i soliti
      personaggi.

      Oggi ci sono tante persone che si servono di cose
      che non conoscono e le vivono come le conoscono
      loro, spesso guidate da qualcuno che ne conosce
      alcune facce assai approfonditamente: quella è
      la loro internet ... ma è come dire che il
      pianeta è diverso se sei ottimista o pessimista e
      quella è "la tua visione", oppure se sei
      ignorante o
      colto.

      Che la coppia possa essere in crisi non lo
      inventa internet, anche se può incidere (ma
      incidono di piùà gli sms, vera rivoluzione della
      comunicazione di questo secolo) ... e che tutto
      sia superato o cambiato o che basti una riga di
      codice di Zuck ... beh, di questo possiamo
      permetterci di dubitare: ogni cambiamento troppo
      rapido è nemico della natura biologica stessa del
      nostro livello di animalità: per un batterio
      forse la vita si evolve nel giro di una settimana
      (molte generazioni) ... ma per noi... possiamo
      dubitarne?

      Come ha accennato Mafe, facciamo fatica a leggere
      tutte le e-mail, a leggere semplicemente tutto
      quello che ci interessa... a dialogare con gli
      amici che abbiamo, aggiungici i colleghi e magari
      i famosi sei gradi di separazione che ci offrono
      le reti sociali... e ad un certo punto smetterai
      di essere una persona che fa qualcosa
      rendendo di fatto uno strumento inutilizzato il
      decantato social
      network.

      L'e-mail ha ancora la giusta dimensione umana:
      leggo e scrivo quando mi pare, quando ne ho il
      tempo e prendendomi il tempo che voglio: ci siamo
      abituati a premere "PAUSE" anche per vedere un
      film. Vuoi che non lo faccia con i miei rapporti
      interpersonali? Vuoi fiatarmi sul collo perché
      non ho letto il tuo messaggio su
      facebook?

      Il passaggio da netbook a iPad ci dice molte cose
      su un certo genere di user: è lo stesso che entra
      in facebook per vedere "cosa fanno gli amici"
      (che abitano a 1 metro da lui/lei o che ha visto
      durante tutto io giorno) e che il giorno dopo ti
      dice "sai che in fb c'è un sistema che tu scrivi
      le cose e gli altri le vedono SUBITO, come
      parlare? scrivi con la tastiera e dall'altra
      parte vedono le lettere che vanno avanti!
      strafigo!!!" ... cose di questo
      tipo.

      Riscoprono la chat e pensano che sia una
      invenzione di
      FB.

      L'idea di fondo di FB non mi dispiace, come non
      dispiaceva ClassMates che è nato parecchi anni
      prima ... ma non è esattamente la stessa cosa,
      già. E allora preferisco pensare a
      Diaspora... e spronare chi ci sta dietro a farlo
      seriamente (
      http://punto-informatico.it/2993899/PI/News/diaspo

      Ripeto però: l'articolo, fuori da PI, è perfetto
      ed utile e lo sottoscriverei. Perché dipende a
      chi ti stai rivolgendo. Che dici, Mafe? non a
      me ?
      :-)
    • ttt scrive:
      Re: un gran bel bula bula
      - Scritto da: Turiddu
      Su un quotidiano generalista diverso da PI questo
      articolo sarebbe benvenuto ed è benvenuto,
      cut... +1
    • mafe scrive:
      Re: un gran bel bula bula
      - Scritto da: Turiddu
      Su un quotidiano generalista diverso da PI questo
      articolo sarebbe benvenuto ed è benvenuto,
      secondo la mia percezione (quindi assolutamente
      opinabile) per gente di oltre 45 anni e sotto i
      30.

      Ma c'è una generazione tra le cui fila c'è
      qualcuno che sa di cosa stai parlando e lo
      sa
      davvero.

      Sa che nel 2.0 non c'è niente che non ci fosse
      prima, sotto sotto, tranne il "made simple". Il
      complicated del quale parli è sociologico
      e internet ce l'ha nel suo DNA da subito, da
      quando è stato scritto Neuromante e forse anche
      prima, quando quelli che continuate a vedere come
      sfigati vivevano già la gioia di conoscere
      persone lontane e dialogare con spiriti affini
      senza curarsi di sessorazzareligione o forse
      curandosene massimamente ... curandosi solo del
      "nucleo" dell'essere col quale dialogavano. Oggi
      tutti a parlare di
      "avatar".

      E' la stessa storia di Napster: è il "made
      simple" la novità, perché in realtà non esiste
      "la mia internet" ... sotto ci sono i protocolli,
      gli RFC, intorno c'è la legge e i soliti
      personaggi.

      Oggi ci sono tante persone che si servono di cose
      che non conoscono e le vivono come le conoscono
      loro, spesso guidate da qualcuno che ne conosce
      alcune facce assai approfonditamente: quella è
      la loro internet ... ma è come dire che il
      pianeta è diverso se sei ottimista o pessimista e
      quella è "la tua visione", oppure se sei
      ignorante o
      colto.

      Che la coppia possa essere in crisi non lo
      inventa internet, anche se può incidere (ma
      incidono di piùà gli sms, vera rivoluzione della
      comunicazione di questo secolo) ... e che tutto
      sia superato o cambiato o che basti una riga di
      codice di Zuck ... beh, di questo possiamo
      permetterci di dubitare: ogni cambiamento troppo
      rapido è nemico della natura biologica stessa del
      nostro livello di animalità: per un batterio
      forse la vita si evolve nel giro di una settimana
      (molte generazioni) ... ma per noi... possiamo
      dubitarne?

      Come ha accennato Mafe, facciamo fatica a leggere
      tutte le e-mail, a leggere semplicemente tutto
      quello che ci interessa... a dialogare con gli
      amici che abbiamo, aggiungici i colleghi e magari
      i famosi sei gradi di separazione che ci offrono
      le reti sociali... e ad un certo punto smetterai
      di essere una persona che fa qualcosa
      rendendo di fatto uno strumento inutilizzato il
      decantato social
      network.

      L'e-mail ha ancora la giusta dimensione umana:
      leggo e scrivo quando mi pare, quando ne ho il
      tempo e prendendomi il tempo che voglio: ci siamo
      abituati a premere "PAUSE" anche per vedere un
      film. Vuoi che non lo faccia con i miei rapporti
      interpersonali? Vuoi fiatarmi sul collo perché
      non ho letto il tuo messaggio su
      facebook?

      Il passaggio da netbook a iPad ci dice molte cose
      su un certo genere di user: è lo stesso che entra
      in facebook per vedere "cosa fanno gli amici"
      (che abitano a 1 metro da lui/lei o che ha visto
      durante tutto io giorno) e che il giorno dopo ti
      dice "sai che in fb c'è un sistema che tu scrivi
      le cose e gli altri le vedono SUBITO, come
      parlare? scrivi con la tastiera e dall'altra
      parte vedono le lettere che vanno avanti!
      strafigo!!!" ... cose di questo
      tipo.

      Riscoprono la chat e pensano che sia una
      invenzione di
      FB.

      L'idea di fondo di FB non mi dispiace, come non
      dispiaceva ClassMates che è nato parecchi anni
      prima ... ma non è esattamente la stessa cosa,
      già. E allora preferisco pensare a
      Diaspora... e spronare chi ci sta dietro a farlo
      seriamente (
      http://punto-informatico.it/2993899/PI/News/diaspo

      Ripeto però: l'articolo, fuori da PI, è perfetto
      ed utile e lo sottoscriverei. Perché dipende a
      chi ti stai rivolgendo. Che dici, Mafe? non a
      me ?
      :-)Io parlo a un noi, non a un te o un voi: so che qui si capisce quello che scrivo e che - volendo - potremmo fare un passo avanti, anche due. Vogliamo?
    • gnugnolo scrive:
      Re: un gran bel bula bula
      92 miliardi di anni di applausi continuati!!! Sottoscrivo all'8888888888888%! I social network hanno fatto più danni di virus, worm, trojan e botnet messi assieme... rubano banda, specie al cervello;)
  • Cavallo Pazzo scrive:
    l'articolo (quello vero)
    http://punto-informatico.it/3025542/PI/News/the-social-network-una-storia-blu.aspx
  • iupiter scrive:
    a che serve facebook e le chat
    a che piffero serve facebook...e poi...qualcuno che ne capisce qualcosa perde ancora tempo nelle chat? gia' fatto e ci sono gli stessi idioti se non peggio che nella vita reale..meglio usare il proprio tempo in modi piu' redditizi
    • nessu scrive:
      Re: a che serve facebook e le chat
      - Scritto da: iupiter
      a che piffero serve facebook...e poi...qualcuno
      che ne capisce qualcosa perde ancora tempo nelle
      chat? gia' fatto e ci sono gli stessi idioti se
      non peggio che nella vita reale..meglio usare il
      proprio tempo in modi piu'
      redditizisei un asociale di XXXXX. Non riesci a vedere oltre ai futili utilizzi del mezzo. Ritorna a mIrc, chè quello è il tuo posto.
    • Eledril scrive:
      Re: a che serve facebook e le chat
      Tipo scrivere commenti inutili su PI
      • Turiddu scrive:
        Re: a che serve facebook e le chat
        - Scritto da: Eledril
        Tipo scrivere commenti inutili su PIahahahah accidenti, touché anche per me! ;)
    • Cavallo Pazzo scrive:
      Re: a che serve facebook e le chat
      Serve a rovinare le giovani generazioni che passano tutto il loro tempo a navigare su facebook invece di studiare.
      • Turiddu scrive:
        Re: a che serve facebook e le chat
        - Scritto da: Cavallo Pazzo
        Serve a rovinare le giovani generazioni che
        passano tutto il loro tempo a navigare su
        facebook invece di
        studiare.e io di questo non posso che essere contento
    • markoer scrive:
      Re: a che serve facebook e le chat
      Io conosco persone che trovano risorse utili per le proprie passioni, per esempio ho un amico che frequenta una comunità di musicisti/musicofili e Facebook è in genere utile per trovare persone "like-minded" in ogni campo.Forse non ha un grande utilizzo professionale ma per coltivare degli hobby può essere utile.Cordiali saluti
  • Ale scrive:
    MacGuffin
    Prendete nota: l'autrice è a conoscenza (e ci tiene a farlo sapere) dell'esistenza di un espediente narrativo chiamato MacGuffin. Dimostra però di non sapere cosa sia, visto che Facebook nel film The Social Network non è un MacGuffin.
    • tutto il contrario scrive:
      Re: MacGuffin
      - Scritto da: Ale
      Prendete nota: l'autrice è a conoscenza (e ci
      tiene a farlo sapere) dell'esistenza di un
      espediente narrativo chiamato MacGuffin. Dimostra
      però di non sapere cosa sia, visto che Facebook
      nel film The Social Network non è un
      MacGuffin.Magari è un McLovin. (newbie)
    • Mario Brega scrive:
      Re: MacGuffin

      visto che Facebook
      nel film The Social Network non è un
      MacGuffin.quindi Facebook non è niente :D
      • Turiddu scrive:
        Re: MacGuffin
        - Scritto da: Mario Brega

        visto che Facebook

        nel film The Social Network non è un

        MacGuffin.

        quindi Facebook non è niente :Duna logica che non fa una piega
    • Sauro scrive:
      Re: MacGuffin
      L'avrà letto su Wikipedia.
    • colonnello purstezoffen scrive:
      Re: MacGuffin
      - Scritto da: Ale
      Prendete nota: l'autrice è a conoscenza (e ci
      tiene a farlo sapere) dell'esistenza di un
      espediente narrativo chiamato MacGuffin. Dimostra
      però di non sapere cosa sia, visto che Facebook
      nel film The Social Network non è un
      MacGuffin.Beh, io ho visto il film e penso l'articolista non si sia sbagliata troppo. Secondo te quale è il maguffin nel caso specifico?
    • Turiddu scrive:
      Re: MacGuffin
      - Scritto da: Ale
      Prendete nota: l'autrice è a conoscenza (e ci
      tiene a farlo sapere) dell'esistenza di un
      espediente narrativo chiamato MacGuffin. Dimostra
      però di non sapere cosa sia, visto che [...]a casa mia questo che hai appena citato, allora, si chiama strafalcione :)Ed è una tecnica assai usata dai markettari: termini fichi, ma niente dizionario ;)Grazie per avercelo detto! Ora sono però (moralmente) costretto a leggere ed imparare in cosa consista tale espediente narrativo! Devo imparare qualcosa! E quindi grazie ;)
    • mafe scrive:
      Re: MacGuffin
      - Scritto da: Ale
      Prendete nota: l'autrice è a conoscenza (e ci
      tiene a farlo sapere) dell'esistenza di un
      espediente narrativo chiamato MacGuffin. Dimostra
      però di non sapere cosa sia, visto che Facebook
      nel film The Social Network non è un
      MacGuffin.Davvero? OMG, che figura di XXXXX ;-)
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