Seagate e WD saggiano USB 3.0

Hanno presentato i loro primi hard disk esterni basati sulla giovane interfaccia SuperSpeed USB

Roma – I due leader del mercato hard disk, Seagate e Western Digital, hanno entrambe svelato al CES di Las Vegas un disco esterno dotato dell’interfaccia USB 3.0. Nel primo caso si tratta del BlackArmor PS110 da 2,5 pollici, nel secondo caso del My Book 3.0 da 3,5 pollici: entrambi i drive usano internamente l’interfaccia SATA da 3 Gbit/s.

Il disco di Seagate è costituito da due piatti magnetici con velocità di rotazione di 7200 RPM. Nella confezione viene fornita una scheda PCI Express che permette di aggiungere una porta SuperSpeed USB a qualsiasi PC preesistente. Insieme al software di backup e ripristino di Acronis, il BlackArmor PS110 viene venduto ad un prezzo di 180 dollari.

Il generoso chassis del My Book 3.0 di WD contiene un hard disk da 3,5 pollici da 1 o 2 TB di capacità con velocità di 7200 RPM. Il drive viene venduto sia con scheda USB 3.0 PCI Express, al prezzo di 200 dollari, sia senza scheda, al prezzo di 180 dollari.

In teoria USB 3.0 dovrebbe fornire performance 10 volte superiori a quelle della versione 2.0, ma Seagate dichiara che le le velocità di trasferimento tipiche del suo nuovo drive sono circa tre volte superiori: in un test interno l’azienda afferma di essere riuscita a trasferire un film HD da 25 GB in 4,2 minuti, contro i 13,9 minuti impiegati da un disco USB 2.0. WD ha eseguito un test molto simile con il suo My Book 3.0, ma con un film da 24 GB: i tempi di trasferimento sono stati di 2,7 minuti con connessione USB 3.0 e di 13,3 minuti con connessione USB 2.0.

In alcuni test eseguiti da Melissa J. Perenson di PC World , il My Book 3.0 ha fornito boost prestazionali di circa 3x-4x rispetto ad un drive USB 2.0: Perenson sostiene che risultati praticamente identici erano stati ottenuti utilizzando un drive esterno di WD basato su interfaccia eSATA.

Tra gli altri produttori che si apprestano a lanciare hard disk esterni con interfaccia SuperSpeed USB ci sono Freecom, Buffalo e LaCie.

Alessandro Del Rosso

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • iupiter scrive:
    balle
    balle..scaricate materiale pirata...non vi inventate le solite scuse per giustificarvi.
  • ephestione scrive:
    In altre parole siamo tutti meretrici
    Se openbittorrent è come un privato che affitta il suo appartamento a donnine di dubbia morale, vuol dire che noi siamo come quelle donnine?E perché devono proprio paragonarlo ad un proprietario immobiliare con pochi scrupoli, piuttosto che a un fabbricante di quaderni?Se io prendo un quaderno e lo riempio di scritti sovversivi che poi diffondo tramite volantinaggio, le autorità vanno ad arrestare il cartolaio?Ci si stanca a fare questi paragoni... esistono usi illeciti (o convenientemente passabili come tali) per ogni oggetto/servizio conosciuto all'uomo, tanto vale il ragionamento di vietare tutto, siccome ci sarà sempre qualcuno che potrà usare questo tutto per i suoi sordidi scopi.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 07 gennaio 2010 21.43-----------------------------------------------------------
    • lorenzo scrive:
      Re: In altre parole siamo tutti meretrici
      hai completamente ragione.senza neppure parlare dei venditori di armi (legali), di automobili, ecc.
    • Valeren scrive:
      Re: In altre parole siamo tutti meretrici
      Hanno fantasia nel creare paragoni.La utilizzassero per scrivere una qualche sceneggiatura originale, così la faremmo finita con cloni + remakes + seguiti!
    • Beta scrive:
      Re: In altre parole siamo tutti meretrici
      Volendo fare paragoni allora le banche sono tutte colpevoli di aver raccoltoi "risparmi" di mafiosi, evasori ecc. E dato che un assassino ha comprato una pistola con i soldi prelevati da un bancomat allora la banca è colpevole di concorso in omicidio. Siamo arrivati alla frutta. Le major ormai non sanno più che fare per difendere i propri interessi; cercano do raccimolare soldi ovunque prima del tracollo della loro visione di business!
Chiudi i commenti