Seconda RC per OpenOffice 1.1

Rilasciato OpenOffice 1.1 RC2


Roma – E’ disponibile la seconda release candidate (RC2) di OpenOffice 1.1 , la nuova versione della nota suite per l’ufficio open source destinata a rimpiazzare l’ultima build legacy 1.0.3.1.

Fra le novità c’è il supporto all’esportazione dei file in formato PDF, Flash (SWF) e DocBook, il miglioramento del sistema di Help, l’inclusione dei font Bitstream Vera, l’integrazione di un maggior numero di dizionari localizzati e il miglioramento dei filtri di importazione ed esportazione dei formati di MS Office.

OpenOffice 1.1 RC2 può essere scaricato da qui mentre l’elenco delle nuove funzionalità è accessibile qui .

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  • Anonimo scrive:
    Re: Mi meraviglio....
    htmlha circa 20 anni di vita ed e' ancora govanee' apertopermette tuttoio non sto li a sbattermi:un giorno mi hanno chiestoin un ufficio usano mac noi qui con pc non riusciamo a leggere i documentigli ho detto 2 soluzioni1 il formato testo (ora valido ma obsoleto)2 html validissimo e non obsoleto3 gif e png jpgtutto quello che e' in grado di leggere il browserlo leggono cani e porcie state a penzare al latex pdf doc rtf ecc.....html (w3c) e notte al secchio
  • Alessandrox scrive:
    Mi meraviglio....
    di una cosa (e non solo), anche se non piu' di tanto:che ancora si stia discutere sui "formati aperti".E' cosi' LOGICO che sono giusti, piu' di quelli chiusi... che non ci si debba stare a pensare e a discutere cosi' tanto per adottarli.IO credo che il min. stanca che se non erro ha un passato in IBM...( che tra l'altro favorisce le soluzioni open) e quindi non mi pare proprio digiuno di informatica, personalmente creda della giusteza dei formati open ma che sia costretto a trattare, a trovare soluzioni "di mezzo" per venire incontro anche ai formati chiusi, spinto da interessi piu' potenti che si sa' possono avere grande influenza nella vita politica e istituzionale di un paese.
    • Anonimo scrive:
      Re: Mi meraviglio....
      - Scritto da: Alessandrox
      di una cosa (e non solo), anche se non piu'
      di tanto:
      che ancora si stia discutere sui "formati
      aperti".
      E' cosi' LOGICO che sono giusti, piu' di
      quelli chiusi... che non ci si debba stare a
      pensare e a discutere cosi' tanto per
      adottarli.No, non è affatto "logico" o assiomatico. Qui si parla di un banale confronto tra costi e benefici, la logica proposizionale e l'intuizionismo non c'entrano un tubo.Non è sufficiente che un generico formato "aperto", ossia un formato dati la cui specifica è pubblica, sia "ontologicamente buono": la questione è ingegneristica, non filosofico-etica. Dunque qualsiasi relazione d'ordine deve essere efficacemente e documentatamente dimostrata.L'ingegneria non può prescindere dal fare i conti con i costi: costi dei cambi di piattaforma, dell'istruzione del personale, TCO delle piattaforme e soprattutto con l'efficienza e la qualità (intese in senso rigorosamente quantitativo, e quindi misurabile) del complesso di programmi destinati a manipolare quei dati.Certo, l'idea del formato aperto è buona e giusta e metterebbe al riparo contro eventuali turnover di fornitori, ricatti commerciali e quant'altro (le farneticazioni sugli spyware le lasciamo volentieri ai casi clinici di sindrome persecutoria, pronti a vedere uomini in nero dietro ogni angolo e sedi della Spectre in ogni bocciofila). Tuttavia sarebbe perfettamente inutile, in linea di principio, usare un formato "aperto" quando gli unici programmi che lo manipolano sono delle patacche amatoriali messe assieme alla bell'e meglio, senza progettazione e senza la minima attenzione ad ergonomia ed usabilità. E' un caso limite, ma neppure troppo lontano da certe realtà.Dunque non è sufficiente l'idea di usare solamente formati "open": occorre considerare anche tutto il resto dei fattori al contorno prima di intraprendere un qualsiasi cambio di piattaforma che potrebbe non rivelarsi così vantaggioso come appare da una frettolosa analisi parziale.Senza contare che fino ad oggi migliaia di pubbliche amministrazioni hanno impiegato dei gran AS/400, dei VAX o roba ancora più esoterica: ma dal momento che i deliverables di qualsivoglia attività della PA sono costituiti al 99.9 periodico % da CARTA, la questione semplicemente non si è mai posta. Non so cosa capita a voi, ma quando il fisco o il Comune o altri burocrati si degnano di dedicarmi la loro attenzione (di solito per pretendere dei quattrini), mi recapitano a casa dei bei fogli di carta, non un file di word piuttosto che un pdf o un sorgente LaTeX.
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