Silicon Valley, no donne inside

L'eccellenza tecnologica degli Stati Uniti è allergica al gentil sesso? Ai piani alti delle maggiori società della Valley le donne non ci sono. Quelle brave vengono fatte fuori in dispute sulle strategie d'affari

Roma – Donne e business tecnologico, negli States, è un binomio che funziona solo fino a un certo punto. Ai piani alti un executive femminile ancora ci arriva con difficoltà, e una volta raggiunti scatta la lotta per la sopravvivenza alla carica. Secondo le ultime stime disponibili, sulle maggiori 150 società della Silicon Valley nessuna ha un CEO donna .

l'ex dirigente VMWare L’ultima chief executive officer è stata “espulsa” la settimana scorsa: Diane Greene, CEO e co-fondatrice della società VMWare , ha perso il posto apparentemente a causa di contrasti sulle strategie aziendali, una motivazione che non ha evidentemente niente a che fare con il fatto che si tratti di una donna manager. Ma la sua fuoriuscita porta appunto a zero il numero di donne impegnate alla guida dell’eccellenza della Valley, dopo che la sola altra CEO, Meg Whitman, aveva lasciato eBay a inizio anno.

Sulla faccenda, Vallewag imbastisce un post non particolarmente edificante per la posizione del sesso debole negli uffici dirigenziali dell’hi-tech , talmente debole da essere “più preoccupato delle sue relazioni pubbliche che dei noiosi ma importanti problemi operativi” di cui si dovrebbe occupare.

Non la vede alla stessa maniera Wendy Beecham, alla guida dell’organizzazione Forum for Women Entrepreneurs and Executive di Palo Alto pensata per supportare le donne impegnate nel business nella Bay Aria della California del nord. “Non è una bella immagine” quella restituita dalla condizione femminile nei posti che contano della Silicon Valley, dice Beecham.

Il licenziamento di Diane Greene “è certamente un colpo mortale per le donne che la vedono come un modello a cui ispirarsi” gli fa eco Nicole Woolsey Biggart, responsabile dell’istituto di specializzazione nel management della University of California-Davis .

I dirigenti femminili nella Valley non mancano, basti pensare al presidente di Yahoo! Susan Decker, al CFO e co-presidente di Oracle Safra Catz e al vice-presidente esecutivo di HP Ann Livermore. Ma i ruoli esecutivi di primo piano continuano ad essere appannaggio esclusivo dei maschi .

“È più facile per una donna cominciare da una sua propria società piuttosto che salire i gradini di una grossa corporation . Non hai bisogno di chiedere il permesso a nessuno in una start-up” evidenzia Jessica Livingston, responsabile della società di credito per start-up Y Combinator .

Anche qui, però, il problema è il numero particolarmente esiguo di donne tra le fila di ingegneri e scienziati laureati che chiedono finanziamenti: in tre anni di attività, Y Combinator ha contribuito economicamente all’avvio di 250 progetti societari, solo sette dei quali portati avanti da donne .

Secondo Cindy Padnos, ex-CEO ora alle prese con la fondazione di una società di capitali di ventura dedicata esclusivamente alle donne, chi deve decidere di assumere i CEO o deve scegliere i progetti da finanziare appartiene generalmente al sesso maschile, con tutte le conseguenze del caso…

Alfonso Maruccia

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  • lol scrive:
    the american way of life
    si chiama the american way of life
  • Funz scrive:
    I brevetti dovrebbero servire...
    a stimolare lo sviluppo della tecnologia, non a frenare la sua diffusione.E non ho capito cosa c'entri il copyright.
    • rock3r scrive:
      Re: I brevetti dovrebbero servire...
      qui è usato per fare concorrenza. konami aveva brevettato nel 1998 le idee di base di rythm game, cioè è come se io brevettassi l'idea di libro -negli states si potrebbe- e poi pretendessi royalties da tutti gli editori. mi pare che fosse anche già saltata fuori sta storia...
    • CCC scrive:
      Re: I brevetti dovrebbero servire...
      - Scritto da: Funz
      a stimolare lo sviluppo della tecnologia, non a
      frenare la sua
      diffusione.... e invece servono solo a limitare la libertà, la condivisione della conoscenza, e a garantire a pochi "nullafacenti" rendite enormi, parassitarie e del tutto ingiustificate
      E non ho capito cosa c'entri il copyright.boh... forse nulla...ma il copyright ed i brevetti (cose ben diverse fra loro) vanno comunque a braccetto: servono gli stessi scopi...
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