SMSHome.net/ Lucchetti digitali anche sui cellulari

Il Digital Right Management sbarca sui cellulari con uno standard aperto che vuole mettere fine alla libera distribuzione dei contenuti protetti. Ecco come funziona e quali produttori lo hanno già adottato


Roma – Con il termine di Digital Right Management (DRM) ci si riferisce a quella famiglia di tecnologie adottate dall’industria del copyright per proteggere il diritto d’autore nell’ambito della distribuzione dei contenuti in formato digitale, specie via Internet. Il DRM spesso obbliga l’utente a sottostare ad alcune limitazioni che, nella maggior parte dei casi, si traducono nell’impossibilità di effettuare una copia di riserva di ciò che si è acquistato o di duplicare il contenuto su di un altro dispositivo.

L’obiettivo di questa tecnologia è quello di impedire la diffusione gratuita ed incontrollata di materiale protetto dai diritti d’autore. Il DRM ha avuto fino ad oggi vita dura grazie ad alcuni software per PC (o altri semplici espedienti) in grado di superare le limitazioni di questi sistemi di sicurezza. Lo scontro tra hacker e DRM si allarga adesso sul fronte wireless.

Il DRM e la protezione nel wireless: un po’ di storia…

La protezioni dei contenuti nel wireless è nata in concomitanza con la possibilità di ricevere loghi e suonerie tramite cellulare. In molti avranno notato come questi contenuti, ricevibili tramite SMS, siano utilizzabili ma, su molti cellulari, non trasferibili a terzi, ovvero non sia possibile inviarli ad altri numeri di telefono o ad altri dispositivi. I produttori hanno infatti sposato le preoccupazioni dell’industria dei contenuti relative alla protezione dei beni digitali, arrivando a stabilire autonomamente cosa dovesse essere protetto e come.

Con gli EMS e gli MMS la fantasia dei produttori ha prodotto risultati non sempre condivisibili: Nokia, ad esempio, ha deciso di proteggere indistintamente tutte le suonerie polifoniche in arrivo, mentre Sony-Ericsson, in maniera più corretta, dà la possibilità, al fornitore di servizi, di abilitare o meno la protezione dei contenuti attraverso specifiche istruzioni (aprendo la strada al nuovo standard DRM dell’OMA). Quest’ultima protezione, applicabile sia agli MMS che agli EMS, non sembra però adottata in modo uniforme nemmeno dalla stessa Sony-Ericsson. Alcuni cellulari Sony-Ericsson non integrano infatti la protezione sugli EMS (tecnicamente EMS ODI): un esempio è il nuovissimo P800 che, stando a quanto riportato nelle specifiche EMS rilasciate sul sito della stessa azienda, ignora del tutto la protezione e consente di utilizzare senza vincoli immagini e suonerie regolarmente acquistate.

Con l’uscita sul mercato dei primi videogiochi Java (J2ME/MIDP) sono due le strade intraprese dalle software house: affidarsi a sistemi di abilitazione del videogioco che sfruttano l’IMEI, il codice unico di ogni cellulare, o l’utilizzo della piattaforma InFusio (utilizzata da Trium, Sagem, Panasonic, Philips) che offre una tecnologia proprietaria per la gestione dei midlet scaricati (avete presente la pubblicità Load-a-game di Vodafone Omnitel?).

Il DRM che verrà

Per evitare il caos e le soluzioni ?fai-da-te? degli operatori, ecco arrivare un nuovo standard aperto dell’OMA (Open Mobile Alliance, ex WapForum) che metterà tutti d’accordo. Il nuovo standard, voluto dai principali produttori, consente tre diverse modalità di protezione: forward-lock , combined delivery e separate delivery . Sony-Ericsson ha già implementato la prima modalità, forward-lock (modelli attualmente in commercio con forward-lock: T200, T300, T68i, T65), mentre per le altre due occorrerà attendere la seconda metà del 2003. Anche Nokia ha contribuito alla nascita dello standard e non c’è da dubitare sull’implementazione rapida anche da parte del produttore finlandese.

Col forward-lock il contenuto viaggia in chiaro ma il software del cellulare lo memorizza in modalità protetta impedendo che possa essere inoltrato a terzi.

Con la modalità combined delivery il contenuto viaggia ancora in chiaro ma insieme ad esso è associata una chiave che ne regola i diritti e che consente, ad esempio, di utilizzare il contenuto un numero limitato di volte: si pensi, a tal proposito, alla diffusione gratuita di videogiochi e di musica con la limitazione all’utilizzo o all’ascolto per un numero x di volte, superate le quali il contenuto non è più utilizzabile.

Col separate delivery, invece, contenuto e chiave viaggiano separati: il contenuto è questa volta cifrato ed è possibile utilizzarlo solo dopo aver acquisito la chiave, ricevuta separatamente (ad esempio, tramite SMS o tramite WAP in modalità “unconfirmed”, ovvero senza la conferma dell’utente). Anche in questa modalità è possibile indicare limitazioni relative, ad esempio, al numero di volte in cui il contenuto è fruibile. La codifica utilizza l’algoritmo AES128CBC con cifratura simmetrica (come definito dal NIST) con chiavi a 128 bit, modalità di cifratura block chaining (CBC) con vettore di inizializzazione di 128 bit come prefisso del testo cifrato.

I contenuti codificati con la modalità separate delivery possono essere ugualmente inviati ad altre persone che però dovranno acquisire la chiave per poter sfruttare i contenuti. In quest’ottica chi distribuisce i contenuti è un soggetto diverso da chi ne percepisce i ricavi. Con un paragone azzardato possiamo immaginare il seguente scenario, simile a quello in cui opera chi distribuisce liberamente versioni demo dei software per PC: chi realizza il software lo distribuisce a diversi portali di software gratuiti o tematici consentendone la libera distribuzione. Il software è in versione demo e dopo un certo numero di giorni d’utilizzo è necessario acquistare “la chiave” direttamente dalla software house per continuare ad utilizzare il software.

Enzo dell’Aquila
SMShome.net

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  • Anonimo scrive:
    Ma Unico 2002?????????????????????
    Scusate ma perchè nessuno si indigna e scrive articoli e varie altre cosucce sul fatto che il ministero delle entrate offre solamente versioni windows e/o Mac del suo software per le dichiarazioni???In questo caso nessuno si accorge di Linux????
  • Anonimo scrive:
    Linuxari incapaci...
    Ma scusate voi che ve la tirate tanto non avete un programma per apporre una firma digitale ad un documento??Pretendete che ve ne diano uno?Ha ragione chi sostiene ci voglia anche quello per commodore64!? E SE IO HO SOLO LO SPECTRUM??
    • Anonimo scrive:
      Re: Linuxari incapaci...
      guarda che una cosa è "apporre una firma digitale a un documento", e per questo esiste già PGP (o la sua implementazione libera GnuPG), un'altra è utilizzare le smart card per farlo. mi sa che ti sei perso qualcosa... ma lo so, ormai non si usa leggere la notizia prima di commentarla, e neanche conoscere l'argomento di cui si parla...
  • Anonimo scrive:
    Re: Anzi, non solo linux, ma pure anche...
    Ho controllato meglio.Solaris, BSD, e Mac OS X sicuramente.Sotto solaris magari la scelta del lettore e' un po' piu' obbligata.Comunque il GemPC 430 della gemplus e' quello che gira praticamente su tutto.
  • Anonimo scrive:
    Re: Vergogna!
    - Scritto da: aAaA
    In ogni caso il 99,99%
    delle persone si può solo fidare in quanto
    non ci capisce niente di software.Certo. Su un milione di persone, vuol dire solo fidarsi di una azienda che dice che e' sicuro rispetto a fidarsi di diecimila persone e una azienda che dicono che e' sicuro. Scegli tu.
  • Anonimo scrive:
    SIETE I SOLITI ROMPI...
    Perché vorreste che gli altri vi facessero la pappa pronta... a spese di tutti...Quando la Pubblica Amministrazione usa files in formato XLS voi chiedete a gran voce files standard XML o quant'altro... cosicché CHIUNQUE (secondo voi) sia in grado di elaborarseli...Ora che le chiavi digitali hanno il loro standard universalmente riconosciuto per lo scambio (etc...etc...), voi CHIEDETE IL SOFTWARE?!Ma non è una contraddizione? Oppure è una contraddizione tanto per sentirsi minoranza (perdente) !?E con quale criterio tale software non dovrebbe anche essere disponibile per Commodore 64? Perché Linux sì e Commodore 64 no?Accendete il cervello prima di sprecare bytes di Punto Informatico...
    • Anonimo scrive:
      Re: SIETE I SOLITI ROMPI...
      Zio Bill so che non risponderai a questa risposta, sei solo un troll testa di cazzo.. sappi che ormai con el tue stronzate hai rotto i maroni, so anche che censureranno il mio post, non me ne frega una cippa, la tua linguaccia ne ha gia' dette troppe, TACI ! basta, smettila di sparare cazzate, non ti rendi minimamente conto di quello che dici, stupido coglionazzo lecchino di bill gates, ti ho gia' detto te devi emigrare in cina ! la c'e' la dittatura .. visto la tua testa di cazzo forse in un regime potresti sentirti a tuo agio... Risparmiaci le tue idee tanto nessuno sara' mai d'accordo con te semplicemente, sei solo un settario windowsiano cecato sordato dal cervello totalmente lavato e riprogrammato dagli sponsor mircrosoft.Ti ripeto BASTA ! Sei una nazista schifoso !
    • Anonimo scrive:
      Re: SIETE I SOLITI ROMPI...

      Ora che le chiavi digitali hanno il loro
      standard universalmente riconosciuto per lo
      scambio (etc...etc...), voi CHIEDETE IL
      SOFTWARE?!L'hardware. Compatibilità hardware. E formati aperti.
  • Anonimo scrive:
    ci sono anche os/2 e ecomstation!
    ci sono aziende, anche se poche purtroppo vista la situazione generica di mercato dell'informatica che usano OS/2 (o eCS) sui propri PC e che pagano le tasse proprio come quelle che sfortunatamente per loro usano microsoft..questo modo di agire degli Enti pubblici italiani e' una vera e propria vergogna!se in un paese un'azienda non e' nemmeno padrona di usare il software che preferisce, figuriamoci il resto!!!poi ci lamentiamo che la nostra economia va male!vergogna!
  • Anonimo scrive:
    W le minoranze!
    Ogni volta ci sono polemiche per scelte di questo tipo, la preoccupazione di chi scrive software dovrebbe essere quella di garantire che funzioni su tutte le piattaforme esistenti? Come chi scrive codice HTML e dovrebbe assicurarsi che sia visualizzato correttamente su tutti i browser.Io capisco che si tratti di un servizio statale e che quindi dovrebbe raggiungere tutti i cittadini, ma il 99% non è sufficiente? I costi dello sviluppo aggiuntivo a chi andranno a carico? A chi ha già pagato la "gates-tax", per accontentare l'1% di utenza che non possiede un client (e dico client non server) windows? Insomma, nonostante sia a favore delle minoranze e ed a favore di un libero mercato, non mi sento di colpevolizzare il Ministero delle Finanze o le agenzie delle entrate che tentano di far fronte a mille problemi diversi e semplificare le procedure vuol dire veramente risparmiare decine di milioni (di euro).P.S. non voglio entrare in merito alle scelte dei SO, monopolio, sicurezza ecc. ecc., ognuno usi ciò che vuole, il mio post vuole solo analizzare la scelta dello Stato.
    • Anonimo scrive:
      Re: W le minoranze!
      - Scritto da: solo
      Ogni volta ci sono polemiche per scelte di
      questo tipo, la preoccupazione di chi scrive
      software dovrebbe essere quella di garantire
      che funzioni su tutte le piattaforme
      esistenti? Come chi scrive codice HTML e
      dovrebbe assicurarsi che sia visualizzato
      correttamente su tutti i browser.
      Io capisco che si tratti di un servizio
      statale e che quindi dovrebbe raggiungere
      tutti i cittadini, ma il 99% non è
      sufficiente? I costi dello sviluppo
      aggiuntivo a chi andranno a carico? A chi ha
      già pagato la "gates-tax", per accontentare
      l'1% di utenza che non possiede un client (e
      dico client non server) windows?

      Insomma, nonostante sia a favore delle
      minoranze e ed a favore di un libero
      mercato, non mi sento di colpevolizzare il
      Ministero delle Finanze o le agenzie delle
      entrate che tentano di far fronte a mille
      problemi diversi e semplificare le procedure
      vuol dire veramente risparmiare decine di
      milioni (di euro).

      P.S. non voglio entrare in merito alle
      scelte dei SO, monopolio, sicurezza ecc.
      ecc., ognuno usi ciò che vuole, il mio post
      vuole solo analizzare la scelta dello Stato.Come posso usare quello che voglio se per usufruire di un servizio statale sono COSTRETTO a comprare windows (e quindi ad aggiornare anche l'hardware?).
  • Anonimo scrive:
    LA cosa assolutamente più divertente...
    ...è che Dike ha dei problemi nella verifica della firma digitale di documenti Word! (cfr il messaggio di avviso nel sito Infocamere e gli articoli su Interlex)Ah, le Grandi Aziende italiane!
    • Anonimo scrive:
      Re: LA cosa assolutamente più divertente...
      Direi che gli articoli devono essere letti per intero e non fermarsi al titolo.Nel caso specifico interlex propone una lunga serie di dotte disquisizioni sull'argomento la cui conclusione, per chi non avesse tempo e voglia di leggere è che il problema esiste su Dike COME SU QUALSIASI ALTRO software di firma. Il problema infatti è relativo ai documenti che contengono campi variabili, che possono quindi cambiare il contenuto del documento sotto il naso del firmatario.Inoltre i documenti devono essere trasmessi in formato PDF e TIFF. Benché sia possibile firmare documenti Word, questi non sono accettati dalla pubblica amministrazione.Ciao
      • Anonimo scrive:
        Re: LA cosa assolutamente più divertente...
        - Scritto da: Zibbo
        Direi che gli articoli devono essere letti
        per intero e non fermarsi al titolo....
        il problema esiste su Dike COME SU QUALSIASI
        ALTRO software di firma. Non è vero(1): ho personalmente verificato il problema su Dike, riscontrandolo, e su di un altro sw di firma digitale (gratuito reperibile in internet presso un'altra CA) che non presenta il problema, in quanto effettua la verifica non solo sul file, ma anche sul contenuto di Word IN TEMPO REALE.
        Inoltre i documenti devono essere trasmessi
        in formato PDF e TIFF. Benché sia possibile
        firmare documenti Word, questi non sono
        accettati dalla pubblica amministrazione.Non è vero(2): Le norme AIPA non prevedono un formato particolare nel quale codificare i file (chi ha mai detto che i file debbano essere pdf? E, se permetti, è molto più proprietario un file PDF che non un RTF, no? Hai mai provato a SCRIVERE un PDF da VB o da C++?Le norme della pubblica amministrazione non prevedono un formato particolare.- Scritto da: Zibbo
        Direi che gli articoli devono essere letti
        per intero e non fermarsi al titolo.Appunto.
        • Anonimo scrive:
          Re: LA cosa assolutamente più divertente...
          - Scritto da: SymoPd

          il problema esiste su Dike COME SU
          QUALSIASI

          ALTRO software di firma.
          Non è vero(1): ho personalmente verificato
          il problema su Dike, riscontrandolo, e su di
          un altro sw di firma digitale (gratuito
          reperibile in internet presso un'altra CA)
          che non presenta il problema, in quanto
          effettua la verifica non solo sul file, ma
          anche sul contenuto di Word IN TEMPO REALE.Prendo atto. La mia info, ovviamente non verificata direttamente, viene da http://www.sikurezza.org/ml/09_02/msg00054.html (che ho letto completamente...)che dice tra l'altro "E' possibile far firmare a qualcuno un documento di word con** qualsiasi ** strumento di firma digitale (io ho fatto la prova conl'ottimo DiKe di InfoCamere, ma voi sperimentate con il tool che piu'vi piace) e fare si' che in seguito il testo venga modificato in unmodo arbitrario, senza che lo strumento di verifica della firma notialcunche' di anomalo."A questo punto vorrei sapere qual'è il sw che verifica correttamente... se è gratis non si rischia di fare pubblicità occulta...

          Inoltre i documenti devono essere
          trasmessi

          in formato PDF e TIFF. Benché sia
          possibile

          firmare documenti Word, questi non sono

          accettati dalla pubblica amministrazione.
          Non è vero(2): Le norme AIPA non prevedono
          un formato particolare nel quale codificare
          i file (chi ha mai detto che i file debbano
          essere pdf? E, se permetti, è molto più
          proprietario un file PDF che non un RTF, no?
          Hai mai provato a SCRIVERE un PDF da VB o da
          C++?Anche in questo caso mi limito a citarti l'articolo di interlex all'indirizzo http://www.interlex.it/docdigit/infocam4.htm che riporta in verità una lettera di infocamere che alla fine dice "infine, con specifico riferimento all'invio dei documenti alle Camere di Commercio, fino a quando non saranno definiti i requisiti dei formati ammessi, ...omissis... sarà mantenuta la limitazione del software di predisposizione informatica delle pratiche che non consente l'allegazione di file in formato .doc e .xls ai fini della presentazione agli uffici camerali."In effetti riconosco che l'estensione a tutta la PA era forzata. Per le camere di commercio, pur non essendoci (ancora) norme specifiche, la limitazione c'è.Grazie per la costruttiva risposta.
          • Anonimo scrive:
            Re: LA cosa assolutamente più divertente...

            "E' possibile far firmare a qualcuno un
            documento di word con
            ** qualsiasi ** strumento di firma digitale
            (io ho fatto la prova con
            l'ottimo DiKe di InfoCamere, ma voi
            sperimentate con il tool che piu'
            vi piace) e fare si' che in seguito il testo
            venga modificato in un
            modo arbitrario, senza che lo strumento di
            verifica della firma noti
            alcunche' di anomalo."a questo punto mi sorge nu dubbioma Dike, fa un semplice controllo della firma digitale apposta sul documento e che eventualmente il certificato del firmatario non sia scaduto o rifirma il documento con la chiave pubblica del mittente e verifica che le firme coincidano?ciao
          • Anonimo scrive:
            Re: LA cosa assolutamente più divertente...
            Per verificare la firma si decodifica con la chiave pubblica del firmatario l'impronta del documento cifrata, contenuta nel .p7m , dopodichè si ricrea un'altra impronta ex-novo e se le due coincidono il doc è ok.
          • Anonimo scrive:
            Re: LA cosa assolutamente più divertente...

            Per verificare la firma si decodifica con la
            chiave pubblica del firmatario l'impronta
            del documento cifrata, contenuta nel .p7m ,
            dopodichè si ricrea un'altra impronta
            ex-novo e se le due coincidono il doc è ok.appuntose i due documenti differiscono anche di un solo bit la firma dovrebbe essere diversa...o mi sono perso qualcosa? :)
          • Anonimo scrive:
            Re: LA cosa assolutamente più divertente...
            Il Sw è sul sito www.comped.itPer quanto riguarda lo specifico della normativa InfoCamere, sarebbe mica male come segnalazione da fare: hanno fatto un sw non proprio ok e anzichè modificare il sw, modificano le regole.Fantastico.Saluti
  • Anonimo scrive:
    Qual è il problema
    ... semplicemente basta installare, in una partizione da 200 mega, una bella copia di win98 passata dalla nonna con il seriale scaricato da internet, e usarlo solo per quello, no? :)
    • Anonimo scrive:
      Re: Qual è il problema
      ma se i programmatori sono cosi' incapaci da non saper/voler fare un porting su altre piattaforme che cosa c'entra Gates?se c'e' qualcuno che lo compra lo faccio io un software per sta cosa...il problema e' che ci si affida sempre alle solite software house degli "amici" che di solito neanche sanno dell'esistenza delle altre piattaformeciao
    • Anonimo scrive:
      Re: Qual è il problema

      esatto.

      Se si deve soccombere sotto un monopolio,
      che almeno lo Stato possa controllarlo come
      per gli altri prodotti e servizi che IMPONE
      monopolisticamente al cittadino, in modo che
      al maleficio del monopolio venga
      contrapposto un qualche beneficio effettivo
      e ufficiale.
      sbagliatoinq uesto caso il monopolio non c'entra proprio niente.Se io software house faccio un software che gira solo sotto windows, di chi e' la colpa?di windows vero?Se invece facessi un gioco che gira solo su PS2 e non sulle altre console nessuno avrebbe nulla da ridire.ciao
      • Anonimo scrive:
        Re: Qual è il problema
        - Scritto da: maks
        sbagliato
        inq uesto caso il monopolio non c'entra
        proprio niente.
        Se io software house faccio un software che
        gira solo sotto windows, di chi e' la colpa?
        di windows vero?No, dello stato e del suo modo assurdo di sprecare i soldi.
        Se invece facessi un gioco che gira solo su
        PS2 e non sulle altre console nessuno
        avrebbe nulla da ridire.Un gioco non e' un servizio pubblico.Scusa, chiedere alla SW House di farlo anche per piattaforme *nix o, meglio ancora, a sorgente aperto comporta magiore guadagno per la Sw House che lo sviluppa (i sorgenti se li fa pagare, mica e' polla) e maggiore possibilita' per i cittadini.. non vedo perche' io sia costretto a comprare un computer e a piazzarci Win per una firma digitale.Almeno fossero soldi che rimangono in Italia e aiutano l'Italia (via, estendiamo, l'Europa)... ma cosi' e' assurdo.Saluti, Ryo Takatsuki
        • Anonimo scrive:
          Re: Qual è il problema

          Almeno fossero soldi che rimangono in Italia
          e aiutano l'Italia (via, estendiamo,
          l'Europa)... ma cosi' e' assurdo.io sono d'accordoma cosa c'entra in questo caso il monopolio?
      • Anonimo scrive:
        Re: Qual è il problema
        - Scritto da: maks

        esatto.



        Se si deve soccombere sotto un monopolio,

        che almeno lo Stato possa controllarlo
        come

        per gli altri prodotti e servizi che
        IMPONE

        monopolisticamente al cittadino, in modo
        che

        al maleficio del monopolio venga

        contrapposto un qualche beneficio
        effettivo

        e ufficiale.



        sbagliato
        inq uesto caso il monopolio non c'entra
        proprio niente.o sì invece, anche se non come in forma diretta
        Se io software house faccio un software che
        gira solo sotto windows, di chi e' la colpa?
        di windows vero?no, certoQuello che suggerisco è: se lo Stato ritiene (come sembra) di far passare un certo servizio attraverso UN SOLO MEZZO privato, ebbene lo Stato deve prendersi anche l'Onere di mettere tutti i cittadini e contribuenti in condizioni paritarie e ragionevolmente convenienti, in modo da creare il minor squilibrio possibile. Una volta che viene privilegiata una piattaforma software per un singolo applicativo, che si renda questo privilegio di pari carico per tutti i cittadini, imponendo la piattaforma suddetta ad un prezzo politico, facendo venire allo scoperto quello che è un vero e proprio monopolio.
        • Anonimo scrive:
          Re: Qual è il problema


          sbagliato

          inq uesto caso il monopolio non c'entra

          proprio niente.

          o sì invece, anche se non come in forma
          diretta
          a quando il salto mortale carpiato con 8 avvitamenti?

          Se io software house faccio un software
          che

          gira solo sotto windows, di chi e' la
          colpa?

          di windows vero?

          no, certo

          Quello che suggerisco è: se lo Stato ritiene
          (come sembra) di far passare un certo
          servizio attraverso UN SOLO MEZZO privato,
          ebbene lo Stato deve prendersi anche l'Onere
          di mettere tutti i cittadini e contribuenti
          in condizioni paritarie e ragionevolmente
          convenienti, in modo da creare il minor
          squilibrio possibile.
          che e' un problema dello stato italiano.il monopolio MS non c'entra una sega
          Una volta che viene privilegiata una
          piattaforma software per un singolo
          applicativo, che si renda questo privilegio
          di pari carico per tutti i cittadini,
          imponendo la piattaforma suddetta ad un
          prezzo politico, facendo venire allo
          scoperto quello che è un vero e proprio
          monopolio.che voli pindarici fantastici fai...ciao
          • Anonimo scrive:
            Re: Qual è il problema ? la discriminazione
            - Scritto da: maks


            Se io software house faccio un software

            che


            gira solo sotto windows, di chi e' la

            colpa?


            di windows vero?



            no, certo



            Quello che suggerisco è: se lo Stato
            ritiene

            (come sembra) di far passare un certo

            servizio attraverso UN SOLO MEZZO privato,

            ebbene lo Stato deve prendersi anche
            l'Onere

            di mettere tutti i cittadini e
            contribuenti

            in condizioni paritarie e ragionevolmente

            convenienti, in modo da creare il minor

            squilibrio possibile.



            che e' un problema dello stato italiano.certo. infatti la mia rimostranza è nei confronti dello Stato italianoi, non nei confronti del monopolio microsoft
            il monopolio MS non c'entra una segac'entra perchè c'è.se lo Stato Italiano usa sw che funziona SOLO su SO del monopolio è bene che si decida a sancire questa "preferenza", rendendo trasparente questa scelta e decretando i benefici per la cittadinanza che derivano dalla convenzione che uno Stato effettua con OGNI monopolio

            Una volta che viene privilegiata una

            piattaforma software per un singolo

            applicativo, che si renda questo
            privilegio

            di pari carico per tutti i cittadini,

            imponendo la piattaforma suddetta ad un

            prezzo politico, facendo venire allo

            scoperto quello che è un vero e proprio

            monopolio.

            che voli pindarici fantastici fai...quindi non hai nulla di puntuale da contestare in merito a quanto ho detto, immagino. Le affermazioni vuote come questa tua non argomentano alcunché.Nel frattempo il problema della sperequazione tra chi può e chi non può eseguire il sw di Stato c'è e continua a esistere
        • Anonimo scrive:
          Re: Qual è il problema

          Una volta che viene privilegiata una
          piattaforma software per un singolo
          applicativo, che si renda questo privilegio
          di pari carico per tutti i cittadini,
          imponendo la piattaforma suddetta ad un
          prezzo politico, facendo venire allo
          scoperto quello che è un vero e proprio
          monopolio.Percio' se trovo un software che non gira sul mio C64, dovrei chiedere il conto del pc, del software e del tecnico che me lo installa a casa direttamente allo stato?E se suddetto software non girasse sul mio 286 con windows 3.0, posso addebitargli anche l'upgrade hw/sw?In fondo anche quello e' un sistema windows.Che dici?
          • Anonimo scrive:
            Re: Qual è il problema ? Il privilegio monopolista
            - Scritto da: penetrator

            Una volta che viene privilegiata una

            piattaforma software per un singolo

            applicativo, che si renda questo
            privilegio

            di pari carico per tutti i cittadini,

            imponendo la piattaforma suddetta ad un

            prezzo politico, facendo venire allo

            scoperto quello che è un vero e proprio

            monopolio.

            Percio' se trovo un software che non giranon un software qualunque, ma uno che viene fornito dalla PA affinché permetta l'interazione del cittadino con la PA stessa.Se questo sw gira solo su una piattaforma-privata lo Stato deve trarne le conseguenze e riconoscere il monopolio-statale di questa piattaforma, imponendo le necessarie limitazioni al produttore della piattaforma affinché al SUO godimento del beneficio dell'assenza del mercato (che lo Stato gli riconosce), il produttore stesso contrapponga dei benefici alla collettività (ad esempio: le tariffe agevolate della Telecom Italia)
            Che dici?dico che la situazione che poni in forma di paradosso non è affatto paradossale. come la Telecom lo Stato riconosce a certe categorie sociali degli sconti particolari (benefici derivanti dalla concessione del monopolio a UN PRIVATO), nella gestione degli altri monopoli deve riconoscere una forma di compensazione almeno simile.Ad esempio potrebbe riconoscere uno sgravio UNA-TANTUM per persona fisica O/E per persona giuridica nell'acquisto di un PC con il sistema monopolistico.Esattamente come lo Stato riconosce il diritto a TUTTI all'accesso alla PA, esso deve garantire che tale accesso non sia privilegio di alcuni. Che si riconosca la situazione monopolistica e la si gestisca come è stato fatto nel passato per SIP/Telecom.
          • Anonimo scrive:
            Re: Qual è il problema ? Il privilegio monopolista
            zap rispondimi a:http://punto-informatico.it/p.asp?i=42117ciao
          • Anonimo scrive:
            Re: Qual è il problema ? Il privilegio monopolista


            Percio' se trovo un software che non gira

            non un software qualunque, ma uno che viene
            fornito dalla PA affinché permetta
            l'interazione del cittadino con la PA
            stessa.

            Se questo sw gira solo su una
            piattaforma-privata lo Stato deve trarne le
            conseguenze e riconoscere il
            monopolio-statale di questa piattaforma,
            imponendo le necessarie limitazioni al
            produttore della piattaforma affinché al SUO
            godimento del beneficio dell'assenza del
            mercato (che lo Stato gli riconosce), il
            produttore stesso contrapponga dei benefici
            alla collettività (ad esempio: le tariffe
            agevolate della Telecom Italia)
            EH??????io di linux non capisco una segasono bravissimo con il workbench di amiga.Non ho ne tempo ne voglia di installarlo.Io voglio un software per amiga.Qualsiasi altro intervento chi me lo paga?Che la piattaforma sia libera io me ne sbatto.La cosa non regge.

            Che dici?

            dico che la situazione che poni in forma di
            paradosso non è affatto paradossale. come la
            Telecom lo Stato riconosce a certe categorie
            sociali degli sconti particolari (benefici
            derivanti dalla concessione del monopolio a
            UN PRIVATO), nella gestione degli altri
            monopoli deve riconoscere una forma di
            compensazione almeno simile.
            Microsoft non e' un monopolio riconosciuto.Tutto qui.Lo e' solo per la legge americana.
            Ad esempio potrebbe riconoscere uno sgravio
            UNA-TANTUM per persona fisica O/E per
            persona giuridica nell'acquisto di un PC con
            il sistema monopolistico.
            Potrebbe si, e sarebbe una buona idea.Ma sarebbe pessimo per tutti coloro che supportano le piattaforme alternative.Oltre a costare gia' poco ed essere molto diffuso, gli diamo anche l'incentivo?
            Esattamente come lo Stato riconosce il
            diritto a TUTTI all'accesso alla PA, esso
            deve garantire che tale accesso non sia
            privilegio di alcuni. Che si riconosca la
            situazione monopolistica e la si gestisca
            come è stato fatto nel passato per
            SIP/Telecom.A tutti?Nella mia circoscrizione per chiedere una carta di identita devi salire due piani di scale.Non ci sono gli ascensori.E i disabili?Si portano a braccia...Evviva l'accessibilita'!
          • Anonimo scrive:
            Re: Qual è il problema ? Il privilegio monopolista
            - Scritto da: penetrator



            Percio' se trovo un software che non
            gira



            non un software qualunque, ma uno che
            viene

            fornito dalla PA affinché permetta

            l'interazione del cittadino con la PA

            stessa.



            Se questo sw gira solo su una

            piattaforma-privata lo Stato deve trarne
            le

            conseguenze e riconoscere il

            monopolio-statale di questa piattaforma,

            imponendo le necessarie limitazioni al

            produttore della piattaforma affinché al
            SUO

            godimento del beneficio dell'assenza del

            mercato (che lo Stato gli riconosce), il

            produttore stesso contrapponga dei
            benefici

            alla collettività (ad esempio: le tariffe

            agevolate della Telecom Italia)



            EH??????
            io di linux non capisco una segac'entra _nulla_ con quanto dicevo.

            dico che la situazione che poni in forma
            di

            paradosso non è affatto paradossale. come
            la

            Telecom lo Stato riconosce a certe
            categorie

            sociali degli sconti particolari (benefici

            derivanti dalla concessione del monopolio
            a

            UN PRIVATO), nella gestione degli altri

            monopoli deve riconoscere una forma di

            compensazione almeno simile.



            Microsoft non e' un monopolio riconosciuto.lo è in sede europea (M.Monti della Commissione Europea ha esplicitamente citato microsoft come monopolista nel desktop in occasione della dichiarazione della procedura di infrazione contro microsoft)Ciò che vale in sede europea solitamente viene recepito anche nùin sede nazionale

            Ad esempio potrebbe riconoscere uno
            sgravio

            UNA-TANTUM per persona fisica O/E per

            persona giuridica nell'acquisto di un PC
            con

            il sistema monopolistico.



            Potrebbe si, e sarebbe una buona idea.
            Ma sarebbe pessimo per tutti coloro che
            supportano le piattaforme alternative.
            Oltre a costare gia' poco ed essere molto
            diffuso, gli diamo anche l'incentivo?sì, così lo Stato riconoscerebbe infine anche i _benefici_ ai cittadini di una condizione di monopolio esistente.


            Esattamente come lo Stato riconosce il

            diritto a TUTTI all'accesso alla PA, esso

            deve garantire che tale accesso non sia

            privilegio di alcuni. Che si riconosca la

            situazione monopolistica e la si gestisca

            come è stato fatto nel passato per

            SIP/Telecom.

            A tutti?si a tutti, e gli esempi di malassistenza che fai non sono una foglia di fico per gli obblighi che lo STATO ha nei confronti dei cittadini.DUE (o +) torti non fanno UNA ragioneSe lo stato risultasse inadempiente nel punire un omicida (ad esempio), non è che tu poi la passi liscia se fai fuori qualcuno.Lo StATO assicuri l'accessibilità, secondo le SUE STESSE leggi.
  • Anonimo scrive:
    Niente di nuovo
    http://punto-informatico.it/p.asp?i=38558
  • Anonimo scrive:
    Scusate
    Ho riletto i messaggi che ho scritto. Si vede che e' l'una del mattino :)))Chiedo scusa per l'ortografia.
    • Anonimo scrive:
      Re: Scusate
      - Scritto da: JoCKerZ
      Ho riletto i messaggi che ho scritto. Si
      vede che e' l'una del mattino :)))
      Chiedo scusa per l'ortografia.non ti preoccupare....io li ho letti ma non ho notato nessun errore...evidentemente e'l'una del mattino anche per chi legge :)) quindi gli errori passano....cmq, il sw sotto linux e'interessante...anche perche' se e' open si puo'ricompilare anche per altri sistemi....
  • Anonimo scrive:
    Il lettore invece funziona anche sotto linux
    Il lettore dell'IPM group e' un lettore rimarchiato. La ditta che lo produce e' una ditta di hong kong. Lo so perche' ce l'ho a casa e lo uso anche sotto linux. Per usarlo sotto linux a dir il vero occorre installare Resource Manager che e' nativo invece in Windows 2000.Anche il Gemplus PC410 si puo' usare sotto Linux.Il problema semmai e' il software.Lo potrei pure scrivere io il software, ma con applicazione lo dovrei interfacciare? Open office?
    • Anonimo scrive:
      Dike
      Ho visto il software, non mi sembra si interfaccia con qualcosa. Quindi credo sia piu' facile del previsto. Pero' prima di fare lo sforzo volevo chiedere se qualcuno era interessato, perche' altrimenti cosa lo faccio a fare?
      • Anonimo scrive:
        Re: Dike
        Sarei MOLTO interessato: potresti contattarmi in email: simone.zorzi@poste.it?Grazie.
      • Anonimo scrive:
        Re: Dike
        perché non apri un progetto su sourceforge.net? fai qualche annuncio anche lì e magari trovi qualche altro collaboratore!
        • Anonimo scrive:
          Re: Dike

          perché non apri un progetto su
          sourceforge.net? fai qualche annuncio anche
          lì e magari trovi qualche altro
          collaboratore!c'e' gia'..questo e' il primo che ho trovatohttp://smartsign.sourceforge.net
    • Anonimo scrive:
      Re: Il lettore invece funziona anche sotto linux
      - Scritto da: JoCKerZ
      Il lettore dell'IPM group e' un lettore
      rimarchiato. La ditta che lo produce e' una
      ditta di hong kong. Lo so perche' ce l'ho a
      casa e lo uso anche sotto linux. Per usarlo
      sotto linux a dir il vero occorre installare
      Resource Manager che e' nativo invece in
      Windows 2000.
      Anche il Gemplus PC410 si puo' usare sotto
      Linux.
      Il problema semmai e' il software.
      Lo potrei pure scrivere io il software, ma
      con applicazione lo dovrei interfacciare?
      Open office?Il punto non è questo, il problema è che non si tenga conto delle differenti piattaforme.Non credo si possa parlare di ignoranza informatica poichè si suppone che i "signori" sviluppatori di questi progetti qualcosa di informatica capiscano.Va bene che win è la piattaforma più diffusa, ma cosa costerebbe rilasciare anche dei "porting" su altre piattaforme?? (anche a codice "chiuso", s'intende.. benchè ciò comporti una minore sicurezza)Visti i fatti c'è da supporre che, come al solito, qualche mazzetta sottobanco di M$ italia ogni tanto faccia capolino..
      • Anonimo scrive:
        Re: Il lettore invece funziona anche sotto linux

        Il punto non è questo, il problema è che non
        si tenga conto delle differenti piattaforme.
        Non credo si possa parlare di ignoranza
        informatica poichè si suppone che i
        "signori" sviluppatori di questi progetti
        qualcosa di informatica capiscano.Io non sarei cosi' convinto. Non molti sanno dell'esistenza del supporto smartcard gia' bello che pronto per Linux. Io ci sono capitato per caso.
    • Anonimo scrive:
      Re: Il lettore invece funziona anche sotto linux
      - Scritto da: JoCKerZ
      Il lettore dell'IPM group e' un lettore
      rimarchiato. La ditta che lo produce e' una
      ditta di hong kong. Lo so perche' ce l'ho a
      casa e lo uso anche sotto linux. Per usarlo
      sotto linux a dir il vero occorre installare
      Resource Manager che e' nativo invece in
      Windows 2000.potresti essere piu' preciso? mi interesserebbe sapere la marca reale, che driver compilare e di quale resource manager parli.. grazie!
      Il problema semmai e' il software.
      Lo potrei pure scrivere io il software, ma
      con applicazione lo dovrei interfacciare?
      Open office?bah, basterebbe che gestisse tif e pdf.. sono gli unici da autenticare
      • Anonimo scrive:
        Modello e driver ipm
        Il lettore dell'ipm e' questohttp://www.acs.com.hk/products_readers_acr30.aspSul sito si trova anche il driver per pcsc_lite.Int
    • Anonimo scrive:
      Re: Il lettore invece funziona anche sotto linux
      Salve,scusate ma io mi sono occupato di firma digitale circa 6/12 mesi fa ed ho disperatamente cercato dei driver smartcard per linux, MA NON NE HO TROVATO MANCO UNO!!Vorrei specificare che avevo guardato il sito della azienda produttrice dei lettori IPM ma non c'erano i driver per le smartcard.Mi spiego meglio, per firmare digitalmente un documento "alla italiana" con una smartcard (crittografica) serve un layer di pilotaggio delle funzioni crittografiche.Dalla mia esperienza, questo puo' essere MS PC/SC o RSA PKCS#11 (quello che usa anche Netscape).Ora il problema none e' tanto far "vedere" il reader a Linux ma trovare il layer PKCS#11 compilato per Linux per quella smartcard! Avete notizie in questo senso?La cosa potrebbe essere MOOLTO interessante se la risposta e' si.P.S.=Lo stesso dicasi per GemPlus
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