Spam cinese, condanne americane

I messaggi spazzatura conquistano la Grande Muraglia, mentre negli States si comminano condanne e multe salate per advertising ingannevole. Ma lo spam non doveva già essere sparito?

Roma – La previsione di “zio Bill” sulla morte dello spam rischia di essere smentita dai fatti: i messaggi spazzatura non solo proliferano in maniera incontrollata e apparentemente incontrollabile , ma travalicano anche le barriere tecnologiche conquistando nuovi mezzi per diffondere il “contagio”. Accade ad esempio in Cina, dove lo spam, questa volta quello via sms, è finito sotto l’occhio della televisione di stato CCTV .

Secondo quanto affermato in un servizio andato in onda durante lo scorso weekend sui canali dell’emittente, la società Focus Wireless – sussidiaria del gruppo statunitense Focus Media – ha fatto proprie le informazioni riguardanti circa la metà dei 500 milioni di utilizzatori di cellulare del paese asiatico , aprendo la strada all’uso e all’abuso di tali informazioni per una delle potenze di fuoco spammatorie più massicce del pianeta.

La società, i cui ritmi di crescita sono tali da suggerire un possibile distaccamento dalla parent company d’oltreoceano, è specializzata in affari che coinvolgono proprietari di complessi residenziali e imprenditori, semplici utenti di cellulare ed editori e altri ancora. Secondo le stime pubblicate dal quotidiano Nanfang Metropolis News , le società controllate da Focus Wireless inviano 230 milioni di sms ogni giorno , e grazie alle nuove acquisizioni il gruppo potrebbe essere responsabile dell’ 80% di tutto lo spam via messaggini della Cina.

La Grande Muraglia avrà insomma rallentato le orde mongole del passato, ma nulla può contro la proliferazione di pillole blu, amori eterni e rimedi contro l’infelicità a base di erbe aromatiche. Chi invece è stato fermato, negli USA però, è ValueClick , società di advertising condannata dalla Federal Trade Commission (FTC) statunitense a pagare 2,9 milioni di dollari di multa per pubblicità ingannevole e mancanza di adeguate misure di sicurezza a salvaguardia delle transazioni finanziarie degli utenti.

Attraverso la società sussidiaria Hi-Speed Media , ValueClick secondo il Garante USA spargeva per la rete mail e banner pubblicitari infarciti di doni “regalo” quali PS3, iPod, TV al plasma e via di questo passo. Il problema è che per ottenere tali “regali” gli utenti avrebbero dovuto sottoscrivere servizi a pagamento forniti da soggetti terzi , senza che la cosa venisse adeguatamente evidenziata. Così comportandosi, ValueClick si è resa colpevole di aver violato il CAN-SPAM Act del 2003, la legge USA che regolamenta il mail-advertising e altri generi di pubblicità telematica.

Non bastasse questo, ValueClick ha mentito anche sulla presunta sicurezza delle transazioni finanziarie dei suoi utenti : secondo la propaganda dell’azienda, le transazioni sarebbero dovute essere completamente sicure, ma la FTC ha bollato queste assicurazioni come bugie pure e semplici. Le informazioni scambiate sul web non erano per nulla cifrate, o usavano standard di cifratura insicuri e non adeguati, vulnerabili ad attacchi di tipo SQL injection .

Alfonso Maruccia

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  • ylYaEqImfoL gikUkrum scrive:
    DhXrGuCdqadvkbtDtL
    OBJ3ea http://www.FyLitCl7Pf7kjQdDUOLQOuaxTXbj5iNG.com
  • ciccio scrive:
    Piu di 1000 euro ad access point. Bravi!
    Basta l'oggetto.
    • Marco Ciacci scrive:
      Re: Piu di 1000 euro ad access point. Bravi!
      Ma li leggi i testi? Ci sono anche 15 NAC e relative configurazioni.
      • ciccio scrive:
        Re: Piu di 1000 euro ad access point. Bravi!
        Intendi quei cosi della cisco che puoi rimpiazzare con fedora+packetfence ?Pensavo che le università dovessero fare ricerca, sviluppo, opensource e non supportare prodotti closed source a prezzi ingiustificabili.
      • massimilian o scrive:
        Re: Piu di 1000 euro ad access point. Bravi!
        forse dovresti essere tu a leggere meglio i testi: 370 mila euro di spesa complessivi. non so che esperienza hai nel settore, ma ti assicuro che gli stessi obiettivi si possono raggiungere con molti meno soldi, investendo un po' più in personale capace e non in soluzioni preconfezionate. copio qua sotto alcuni link di reti metropolitane realizzate da altre università, con access point il cui costo per unità non è superiore ai 100 euro. lo stesso discorso vale per il controllo degli accessi: da un'università, il cui scopo è ricerca e innovazione, ci si dovrebbe aspettare altro.MIT, Cambridge, Massachusetts, Stati Unitihttp://pdos.csail.mit.edu/roofnet/doku.phpHumboldt University, Berlino, Germaniahttp://sarwiki.informatik.hu-berlin.de/Main_PagePurdue University, West Lafayette, Indiana, Stati Unitihttps://engineering.purdue.edu/MESH
    • M Z scrive:
      Re: Piu di 1000 euro ad access point. Bravi!
      Di listino forse.... nella realta' costano circa il 50%, quindi +-500 Euro per Access Point... dipende dal modello.Se vuoi una soluzione "seria" multi SSID che non si sieda con 5 client associati i costi sono quelli, se vuoi un accrocchio casalingo, vai a comprarli al supermercato!
  • Michele Pinassi scrive:
    ...l'università si loda, il senese meno.
    Siens arà la prima ad avere un WiFi così esteso, pagato - probabilmente - con i soldi della Fondazione MPS. Peccato che basta spostarsi di 10km dal centro cittadino e molte abitazioni non hanno neppure una semplice ADSL....http://www.grilliparlanti.orghttp://lacastadisiena.wordpress.comSaluti, Michele
    • Marco Ciacci scrive:
      Re: ...l'università si loda, il senese meno.
      Confermo e sottoscrivo
    • Claudio scrive:
      Re: ...l'università si loda, il senese meno.
      Io sono di Siena e mi trovo molto bene...non potete pretendere che il Comune copra con l'ADSL tutta la provincia..questo sta alla Telecom!
  • Regolo scrive:
    ...sicuri che è la più grande?
    Chissà se Siena è davvero la più grande rete Wifi anche a paragone con la rete di Urbino, (www.Wireless-campus.it) che ha vinto il primo premio di un concorso indetto dal consiglio dei Ministri come miglior progetto Wifi italiano... Ad Urbino si parla di copertura su tutta la Provincia sconfinando anche in Romagna ed in Umbria!
  • Nic scrive:
    Spero che non sia come quella di Pavia..
    Qua hanno messo messo 92 punti d'accesso... con dei signor access point (hp da 300 euro l'uno...) antenne esterne.... solo che sono tarati tutti alla minima potenza.Basta che ti allontani dalla vista ottica dell'antenna che il segnale sparisce...
  • Uno scrive:
    Il granducato
    Ieri firenze,oggi siena..! L'unica cosa mi chiedo ma fare qualcosa per i cittadini in genere connettersi dalle cascine o da piazza del campo non sarebbe male, certo registrandosi dando tutte le generalità del caso...
    • Marco Ciacci scrive:
      Re: Il granducato
      Siena è piena di wifi, più o meno protette, basta vedere la gente che va in giro con i portatili come rabdomanti.Quella che manca secondo me è una wifi come Roma Wireless, aperta, pubblica e (per ora! :-) gratis--Marco Ciaccihttp://www.ciacci.biz
  • deltaS scrive:
    Scelte
    E se questi soldi li avessero usati per nominare professori associati alcuni degli innumerevoli ricercatori che aspettano da anni per la mancanza cronica di fondi?Bah,questa e' Italia
    • kralin scrive:
      Re: Scelte
      beh una rete wifi è sicuramente più utile di 10 professori associati ;)i soldi per quello vanno cercati altrove!
  • Sandro F scrive:
    Complimenti
    Ciao,Vorrei fare i miei complimenti a questo progetto e spero che venga preso come modello anche per altre città che hanno atenei oppure no.Sandro
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