Spazio, no problem per il veloce Swift

La NASA si dice sicura che il nuovo osservatorio appena posto in orbita riuscirà a catturare tutto quello che c'è da sapere sulle misteriose esplosioni di raggi gamma. Grazie anche all'Italia

Cape Canaveral (USA) – “No problem, Swift goes swiftly”. Così al quartier generale della NASA in queste ore vengono accolte le prime notizie attorno al più straordinario osservatorio astronomico mai messo in orbita dall’agenzia spaziale americana.

Swift, questo il nome del singolarissimo oggetto, sabato scorso è stato sparato con i suoi 250 milioni di dollari di attrezzature ad un’altezza che nei prossimi due anni gli consentirà di eseguire una particolarissima missione scientifica a cui viene attribuita grande importanza: lo studio dei cosiddetti “gamma ray bursts” , esplosioni di raggi gamma di una potenza tale da non avere paragoni nello spazio conosciuto, un fenomeno la cui natura rimane ancora nebulosa. L’importanza del progetto è testimoniata dalla partecipazione delle agenzie spaziali britannica ed italiana.

Caratteristica precipua di Swift rispetto a qualsiasi altro osservatorio scientifico oggi operativo in orbita, come si legge sul sito ufficiale della missione , è poter “muoversi” e “orientarsi” in tempo record. Sebbene vi siano satelliti militari a cui sono attribuite capacità ancora maggiori, Swift nel giro di un minuto è in grado di attivarsi per “ascoltare” un particolare segmento di spazio . Si tratta di un tempo infinitamente minore rispetto a quel che riescono a fare altri strumenti persino più semplici, come Hubble che richiede ore, se non persino un giorno, per essere orientato in una certa direzione.

Swift Questa caratteristica di Swift, che sarà pienamente operativo a partire da gennaio, è essenziale per riuscire a catturare le informazioni sui “bursts”. La loro energia, infatti, è superiore di infinite volte rispetto a quella che il nostro Sole, o qualsiasi altro astro conosciuto, potrà mai emettere nel corso di tutta la propria esistenza. Ma sono esplosioni tanto potenti quanto rapide, e Swift dovrà riuscire a coglierle, orientarsi di conseguenza e “catturare” quello che viene definito l’ afterglow , vale a dire la “traccia” rimanente dopo l’esplosione . Una traccia che potrebbe consentire di scoprire la natura di queste esplosioni, che qualcuno attribuisce alla formazione di buchi neri. Un burst può esprimersi in secondi, dopodiché ci sono solo alcune ore, e solo talvolta settimane, per tentare di carpirne le caratteristiche.

Per fare tutto questo, Swift è dotato di tre sistemi paralleli: il Burst Alert Telescope, che dovrà cogliere la posizione delle esplosioni, il Telescopio a raggi X che contribuirà a cogliere le caratteristiche dei bursts e il Telescopio ottico per la rilevazione spettrale dei fenomeni.

“Riteniamo – ha dichiarato uno scienziato NASA incaricato del progetto – che forse i bursts sono le urla di un buco nero che nasce, e li vediamo in tutto l’Universo”. La stagione di caccia sta per aprirsi.

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  • Anonimo scrive:
    Quando per una volta un avvocato dice...
    ...cose ragionevoli!Ho letto (oltre a numerosissimi ovvi applausi) anche alcune (poche, in verità) critiche feroci, preconcette e poco motivate a questo nuovo articolo accorato, approfondito e chiaro dell'avv. Lisi.C'è chi gli chiede che università ha fatto, c'è chi come 'sto spataro che non dice nulla se non che non è d'accordo e che le basi non sono scientifiche (senza motivare nulla...beato lui, si crede forse dio in terra?? :-)) , chi si erge a saputello e cita articoli a sproposito...in ogni caso e ancora una volta l'avv. Lisi - del quale ho profonda stima e che ho apprezzato durante un convegno a Padova - ha toccato un nervo scoperto e non ha avuto paura a dire cosa pensa e a giustificarlo giuridicamente e commercialmente...preferirei che chi lo critica tanto cercasse di fare almeno l'1% di quello che riesce a fare lui! ;)Grazie di tutto caro avv. Lisi! Paolo
  • Anonimo scrive:
    scripta manent
    bit volant
  • Anonimo scrive:
    Epidemia.
    Finché si trattava solo di Urbani si poteva pensare alle arterie ostruite, ma poi la legge sulla procreazione assistita, l'obbligo del proprietario del mezzo di svolgere il lavoro della polizia identificando il conducente della sua auto anche per infrazioni vecchie di 149 giorni, pena la perdita di punti, ora questa trovata......allarme meningite!Occhio al contagio!Il governo è in pericolo!E ancora, una notizia buona e una cattiva:la buona è che forse Urbani non è sclerotico;la cattiva è che forse è un untore!Dalli all'untore! (cit)
  • Anonimo scrive:
    Re: Egr. Dott. LISI
    [cut]
    1) Lei sembra associare il concetto di
    "identificazione" e "autorizzazione" (ad
    esempio user id e password) al concetto di
    sottoscrizione.Per dire la verità, è lo stesso codice che lo dice, definendo la firma elettronica come "l'insieme dei dati in forma elettronica, allegati oppure connessi tramite associazione logica ad altri dati elettronici, utilizzati come metodo di identificazione informatica". E' scritto anche nell'articolo di Lisi...
    Per sua natura la "firma" ("leggera"
    "pesante" o "ultraleggera") non e' legata
    tanto alla "forza" (metodo di
    autenticazione) o alla "sicurezza" con cui
    si puo' risalire alla identita' del
    sottoscrittore quanto alla certezza che il
    sottoscrittore abbia "sottoscritto" in
    coscienza e conoscenza un documento tale
    conoscenza e coscienza deve essere
    "contestuale" all'atto della sottoscrizione
    e la capacita' di ricostruire il "contesto"
    e la circostanza in cui la sottoscrizione e'
    avvenuta in modo da non lasciare ragionevoli
    dubbi e' FONDAMENTALE.In realtà non si può mai avere la certezza che un documento sia firmato in "coscienza e conoscenza", neanche con la firma autografa (anzi, quando si firmano mille documenti in banca, credo che veramente pochi si soffermino a leggerne il contenuto ...).Quindi la firma, semmai, deve poter assicurare un minimo di ponderazione, richiamando l'utente all'importanza di quello che si "sottoscrive". Il point and click non mi pare uno strumento astrattamente idoneo, ma un'autenticazione tramite password e id, potrebbe esserlo.
    2)La attribuzione di valore probatorio ad
    una qualunque forma di documento (firmato o
    non, cartaceo o elettronico) non puo'
    prescindere in nessun caso dalle circostanze
    relative alla sua origine e formazione (il
    "contesto" di cui parlavo in precedenza).
    In mancanza di tale forma di "verifica" si
    lascio spazio al puro e semplice arbitrio
    (da qualunque parte proveniente).Il valore probatorio di un documento informatico semplice era e rimarrà anche con il nuovo codice, soggetto alla libera valutazione del giudice, tenuto conto delle sue caratteristiche oggettive di qualità e sicurezza.
    3) Francamente trovo gia' sufficientemente
    scandaloso che si attribuisca "valore" ad un
    fax (una volgare bitmap) che chiunque con un
    minimo di conoscenze puo facilmente
    falsificare (cosi' come e' facile simularne
    il "contesto" di "spedizione"... si!
    compresi i log delle nostre "amate" TELCO'S
    basta sapere come sono fatti per fare si che
    "risulti" una certa connessione... se lo
    lasci dire!).
    Non ho buoni motivi per ritenere che
    estendere il danno alla e-mail (non firmata
    beninteso!) oltre ache al fax sia una cosa
    particolarmete furba!
    Il fatto che sia stato fatto un errore nella
    valutazione del FAX non e' buon motivo per
    ripeterlo anche per le e-mail.Ma anche un documento cartaceo è facilmente falsificabile, ma non per questo viene meno la sua forma scritta. Uno scritto dichiarato falso, rimane pur sempre uno scritto. Bisogna tenere separati il piano formale da quello probatorio...

    4)... sono spiacente ma non basta lo spazio
    per proseguire!
    Tuttavia mi auguro di poterlo fare in altre
    sedi.
    A risentirci!Con piacere...
    • Anonimo scrive:
      Re: Egr. Dott. LISI
      - Scritto da: Anonimo
      [cut]

      1) Lei sembra associare il concetto di

      "identificazione" e "autorizzazione" (ad

      esempio user id e password) al concetto
      di

      sottoscrizione.

      Per dire la verità, è lo
      stesso codice che lo dice, definendo la
      firma elettronica come "l'insieme dei dati
      in forma elettronica, allegati oppure
      connessi tramite associazione logica ad
      altri dati elettronici, utilizzati come
      metodo di identificazione informatica". E'
      scritto anche nell'articolo di Lisi...Peccato che manchi appunto (dato che lei considera la sola utenticazione) la "connessione" ovvero laddove si dice (appunto)"connessi tramite associazione logica ad altri dati elettronici".Tale "associazione logica" (dato che il "login" e la stesura di un eventuale documento non sono contestuali) sta solo nella mente (di chi come lei sostiene tale tesi) e non nei fatti oggettivi non nelle strutture dei dati ne in una loro siapur vaga correlazione temporale o di "contesto" (come io la definivo).In altre parole tale "associazione logica" non e' basata su nulla di oggettivo! (a differenza che nella firma digitale)Altro e' (su questo mi pare siamo daccordo da quello che leggo piu' sotto) la verifica di "falsita'" o "autenticita'".


      Per sua natura la "firma" ("leggera"

      "pesante" o "ultraleggera") non e'
      legata

      tanto alla "forza" (metodo di

      autenticazione) o alla "sicurezza" con
      cui

      si puo' risalire alla identita' del

      sottoscrittore quanto alla certezza che
      il

      sottoscrittore abbia "sottoscritto" in

      coscienza e conoscenza un documento tale

      conoscenza e coscienza deve essere

      "contestuale" all'atto della
      sottoscrizione

      e la capacita' di ricostruire il
      "contesto"

      e la circostanza in cui la
      sottoscrizione e'

      avvenuta in modo da non lasciare
      ragionevoli

      dubbi e' FONDAMENTALE.

      In realtà non si può mai avere
      la certezza che un documento sia firmato in
      "coscienza e conoscenza", neanche con la
      firma autografa (anzi, quando si firmano
      mille documenti in banca, credo che
      veramente pochi si soffermino a leggerne il
      contenuto ...).
      Quindi la firma, semmai, deve poter
      assicurare un minimo di ponderazione,
      richiamando l'utente all'importanza di
      quello che si "sottoscrive". Il point and
      click non mi pare uno strumento
      astrattamente idoneo, ma un'autenticazione
      tramite password e id, potrebbe esserlo.Il motivo per cui non e' "idoneo" glielo ho spiegato sopra manca una associazione o una traccia che conducano in modo logico da una operazione all'altra (dal login alla formazione del documento) manca addirittura la stessa traccia di qualcosa che possa essere definita (a prescindere dalla sua forza) come firma (autografa o meno) sigla o altro atto adientificare in modo univoco il documento A o il documento B!il "point and click" (ad esempio) "punta" sempre ad uno stesso documento e ad una stessa sequenza di "simboli informatici" e non e' possibile dire se o quanti di coloro che hanno "pointato e clickato" sono stati associati ad (uno e uno solo) un documento!O si sono "loggati" su un certo sito!Non parliamo poi della e-mail!Credo che basti citare il "fenomeno" spam per fare capire come il concetto faccia acqua da tutte le parti (non meno ... ma questa non e' una scusante.. di quanto non sia per i fax).In tali circostanze mi pare francamente risibile parlare di "documento" o "forma scritta".Senza tralasciare il fatto che si potrebbe (dato che le tecnologie di firma e i prodotti relativi sono ormai "commodities" a basso costo o addirittura gratuite) addirittura postulare il sospetto di malafede da parte di chi continua ad usare come sostitutivi della firma tecnologie di autenticazione nate con altro scopo e per altre applicazioni!



      2)La attribuzione di valore probatorio
      ad

      una qualunque forma di documento
      (firmato o

      non, cartaceo o elettronico) non puo'

      prescindere in nessun caso dalle
      circostanze

      relative alla sua origine e formazione
      (il

      "contesto" di cui parlavo in
      precedenza).

      In mancanza di tale forma di "verifica"
      si

      lascio spazio al puro e semplice
      arbitrio

      (da qualunque parte proveniente).

      Il valore probatorio di un documento
      informatico semplice era e rimarrà
      anche con il nuovo codice, soggetto alla
      libera valutazione del giudice, tenuto conto
      delle sue caratteristiche oggettive di
      qualità e sicurezza.Fermo restando che esistono (le legga per favore!) delle linee guida in forma di standard ETSI-CEN (e quindi di allegato tecnico alla direttiva europea) che spiegano i criteri tecnici da usarsi in tale valutazione che non e' per nulla affidata "al buon cuore" ed escludono in modo ESPLICITO i metodi di pura autenticazione e non gli assegnano il rango di "sottoscrizione" (come lei vorrebbe).


      3) Francamente trovo gia'
      sufficientemente

      scandaloso che si attribuisca "valore"
      ad un

      fax (una volgare bitmap) che chiunque
      con un

      minimo di conoscenze puo facilmente

      falsificare (cosi' come e' facile
      simularne

      il "contesto" di "spedizione"... si!

      compresi i log delle nostre "amate"
      TELCO'S

      basta sapere come sono fatti per fare
      si che

      "risulti" una certa connessione... se lo

      lasci dire!).

      Non ho buoni motivi per ritenere che

      estendere il danno alla e-mail (non
      firmata

      beninteso!) oltre ache al fax sia una
      cosa

      particolarmete furba!

      Il fatto che sia stato fatto un errore
      nella

      valutazione del FAX non e' buon motivo
      per

      ripeterlo anche per le e-mail.

      Ma anche un documento cartaceo è
      facilmente falsificabile, ma non per questo
      viene meno la sua forma scritta. Uno scritto
      dichiarato falso, rimane pur sempre uno
      scritto. Bisogna tenere separati il piano
      formale da quello probatorio...Un documento cartaceo firmato e' molto piu' difficilmente falsificabile di un documento elettronico (non firmato) e (questa e' una differenza tutta'altro che trascurabile) la possibilita' di accedere "fisicamente" al documento da falsificare (e quindi la opportunita') sono di solito molto ma molto diversi per un documento elettronico e per uno "cartaceo"..Pur tenendo separato il piano probatorio e quello formale quando le possibilita' di falsificare un tale documento escono dai confini della numerabilita' (sono praticamente infinite) la rilevanza giuridica di tale "documento" diventa pari a quella della carta "gialla" del suo macellaio di fiducia.Il motivo (ad esempio) per cui la data stampata su un giornale e' piu' "verificabile" della data sulla sua e-mail (o su un fax) non dovrebbe sfuggirle e credo (a mio modesto parere) che NON POSSA e NON DEBBA sfuggire ad un tribunale!




      4)... sono spiacente ma non basta lo
      spazio

      per proseguire!

      Tuttavia mi auguro di
      • Anonimo scrive:
        Re: Egr. Dott. LISI

        Peccato che manchi appunto (dato che lei
        considera la sola utenticazione) la
        "connessione" ovvero laddove si dice
        (appunto)
        "connessi tramite associazione logica ad
        altri dati elettronici".

        Tale "associazione logica" (dato che il
        "login" e la stesura di un eventuale
        documento non sono contestuali) sta solo
        nella mente (di chi come lei sostiene tale
        tesi) e non nei fatti oggettivi non nelle
        strutture dei dati ne in una loro siapur
        vaga correlazione temporale o di "contesto"
        (come io la definivo).Nella firma elettronica l'associazione deve essere logica e non univoca come nella firma avanzata. Ci sono eminenti studiosi che sostengono che questa associazione possa considerarsi rispettata anche mediante un'autenticazione con password e id. Lo dice per esempio lo CNIPA nelle sue linee guida (se le legga, per favore) e quindi non è solo nella mia mente!
        Credo che basti citare il "fenomeno" spam
        per fare capire come il concetto faccia
        acqua da tutte le parti (non meno ... ma
        questa non e' una scusante.. di quanto non
        sia per i fax).Sul fatto che si possano mandare delle mail anonime o falsificarne il mittente, credo che siamo tutti d'accordo. E' un fatto. Come un fatto è che la storia è piena di lettere anonime...
        In tali circostanze mi pare francamente
        risibile parlare di "documento" o "forma
        scritta".Mi sembra davvero esagerato arrivare addirittura a negare la qualità di "documento" ad una mail che rappresenti dei fatti giuridicamente rilevanti. Vogliamo proprio smaterializzarle queste e-mail?

        Senza tralasciare il fatto che si potrebbe
        (dato che le tecnologie di firma e i
        prodotti relativi sono ormai "commodities" a
        basso costo o addirittura gratuite)
        addirittura postulare il sospetto di
        malafede da parte di chi continua ad usare
        come sostitutivi della firma tecnologie di
        autenticazione nate con altro scopo e per
        altre applicazioni!E' la firma digitale a essere nata nell'ambito delle pubbliche amministrazioni, ed è in quel contesto che è adeguato e proporzionato continuare ad utilizzarla.
        Fermo restando che esistono (le legga per
        favore!) delle linee guida in forma di
        standard ETSI-CEN (e quindi di allegato
        tecnico alla direttiva europea) che spiegano
        i criteri tecnici da usarsi in tale
        valutazione che non e' per nulla affidata
        "al buon cuore" ed escludono in modo
        ESPLICITO i metodi di pura autenticazione e
        non gli assegnano il rango di
        "sottoscrizione" (come lei vorrebbe).Nulla è più chiaro della lettera della legge su questo punto: dal punto di vista probatorio, il giudice non è vincolato per legge ad alcuna prova legale e ad alcuna presunzione, ma deve valutare il documento prodotto secondo il suo libero convincimento. E' chiaro che esiste una gradazione nella sicurezza e affidabilità delle firme elettroniche: la firma elettronica semplice ha sicuramente il grado più basso.
        Pur tenendo separato il piano probatorio e
        quello formale quando le possibilita' di
        falsificare un tale documento escono dai
        confini della numerabilita' (sono
        praticamente infinite) la rilevanza
        giuridica di tale "documento" diventa pari a
        quella della carta "gialla" del suo
        macellaio di fiducia.
        Il motivo (ad esempio) per cui la data
        stampata su un giornale e' piu'
        "verificabile" della data sulla sua e-mail
        (o su un fax) non dovrebbe sfuggirle e credo
        (a mio modesto parere) che NON POSSA e NON
        DEBBA sfuggire ad un tribunale!Non tutte le email costituiscono documento informatico munito di firma elettronica (perché no sempre è necessaria l'autenticazione del mittente). Tuttavia proprio in considerazione dello spirito della direttiva europea sulle firme elettroniche, che intende creare una vasta gamma di strumenti atti ad essere utilizzati a seconda delle diverse esigenze e circostanze, sarebbe opportuno riconoscere una valenza giuridica, sia pur minima, anche alle e-mail.Per continuare sulla falsa riga del suo esempio, non si capisce perché la carta gialla con cui il mio macellaio riconosce il mio credito, possa essere idonea a fondare un decreto ingiuntivo, e una mail contenente la stessa dichiarazione no.
  • Anonimo scrive:
    un'idea da perfetti incompetenti
    Ma come mai ogni volta che un politico parla o scrive di Internet lo fa da perfetto incompetente?Parlano sempre "per sentito dire" con preconcetti al minimo vecchi di dieci anni (ma quando va tutto bene), non pensano assolutamente all'aplicazione pratica di leggi "che nascono già vecchie" e spesso inapplicabile come il decreto Urbani, fanno e dicono solo sciocchezze che rischiano di lasciare l'Italia indietro di decenni in un mondo ( quello tecnologico) che accelera sempre più.In tutto il mondo e-commerce è accettato e praticato (io stesso ho comprato molte cose su internet) ma noi italiani no, noi dobbiamo distinguerci, noi abbiamo bisogno delle bottegucce e di bottegari (che votano, ci sarà un nesso?)e rimanere ai margini del commercio mondiale. Ma perchè questi politici non si informano prima di dire o fare qualcosa dai loro nipotini di dieci anni che sicuramente ne sanno di più?Michele
  • Anonimo scrive:
    Ancora una volta sbagliato
    Rinuncio anche io a spiegare che l'articolo non poggia su solide basi scientifiche.dott. Spatarodirettore quotidiano giuridicowww.IusSeek.com
    • Anonimo scrive:
      Re: Ancora una volta sbagliato
      - Scritto da: Anonimo
      Rinuncio anche io a spiegare che l'articolo
      non poggia su solide basi scientifiche.
      no infatti è basato più sulla giurisprudenza che sulla dottrina...ma delle due....
      • Anonimo scrive:
        Re: Ancora una volta sbagliato
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        Rinuncio anche io a spiegare che
        l'articolo

        non poggia su solide basi scientifiche.



        no infatti è basato più sulla
        giurisprudenza che sulla dottrina...ma delle
        due....Il problema e' che "non poggia" proprio per nulla! ne sull'una che sull'altra!Ma sopratutto (haime'!) non "poggia" sul buonsenso!
    • Anonimo scrive:
      Re: Ancora una volta sbagliato
      - Scritto da: Anonimo
      Rinuncio anche io a spiegare che l'articolo
      non poggia su solide basi scientifiche.A me sembra invece che siano le sue critiche a poggiare sul nulla... Non sarebbe meglio argomentare quello che si dice e non proporlo come un assioma?
    • Anonimo scrive:
      Re: Ancora una volta sbagliato
      - Scritto da: Anonimo
      Rinuncio anche io a spiegare che l'articolo
      non poggia su solide basi scientifiche.

      dott. Spataro
      direttore quotidiano giuridico
      www.IusSeek.comIlluminaci d'immenso....
  • Anonimo scrive:
    Re: Fatture
    Non hanno mai avuto valore, se qualcuno ti ha mai detto che ce l'hanno è uno stupido- Scritto da: Anonimo
    Quindi le fatture "via mail" non valgono piu?
    Gli ordini "via mail"?
    O "via web"?

    Cioe' un fornitore mi puo' dire che "non e'
    vero" che ho effettuato un'ordine xche la
    mail/sito non hanno valore legale?

    Oh, spiegate un po' meglio?

    Poi una cosa:
    MA BASTA! E CHE PALLE!!!!
    E la privacy e ste menate.
    Fare sto lavoro sta diventando una guerra!
    • Anonimo scrive:
      Re: Fatture
      - Scritto da: Anonimo
      Non hanno mai avuto valore, se qualcuno ti
      ha mai detto che ce l'hanno è uno
      stupidooppure capisce più di te in materie giuridiche!:p
  • Anonimo scrive:
    Per nessun motivo...
    Se una cosa può essere falsificata non si può ricoscerne validità giurdica, è giusto così. Nessuno ha mai detto che il web sia stato fatto per l'e-commerce, non vi è bastata la bolla del 2000, se siete stupidi non è colpa della legge!
    • Anonimo scrive:
      Re: Per nessun motivo...
      stuydia un po' il diritto e poi ne riparliamo....:D
    • Anonimo scrive:
      Re: Per nessun motivo...
      - Scritto da: Anonimo
      Se una cosa può essere falsificata
      non si può ricoscerne validità
      giurdica, è giusto così.vallo a dire a quei giudici che hanno riconoscito sulla base del 445/2000 valore probatorio all'email con firma leggera (header)
      • Anonimo scrive:
        Re: Per nessun motivo...
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        Se una cosa può essere
        falsificata

        non si può ricoscerne
        validità

        giurdica, è giusto così.
        vallo a dire a quei giudici che hanno
        riconoscito sulla base del 445/2000 valore
        probatorio all'email con firma leggera
        (header)Cosa vuoi dirgli che hanno studiato anni e preso una laurea per rimanere profondamente ignoranti?In italia gli errori non fanno comunque "giurisprudenza" questo NON e' un paese a "common law" (con tutti i pregi e difetti che tale fatto puo' avere).... ;-)
        • Anonimo scrive:
          Re: Per nessun motivo...

          In italia gli errori non fanno comunque
          "giurisprudenza" questo NON e' un paese a
          "common law" (con tutti i pregi e difetti
          che tale fatto puo' avere).... ;)E infatti era la legge a definire il valore formale e probatorio della firma elettronica!
      • Anonimo scrive:
        Re: Per nessun motivo...
        Mah, non vedo la necessita di andarglielo a dire di persona...- Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        Se una cosa può essere
        falsificata

        non si può ricoscerne
        validità

        giurdica, è giusto così.
        vallo a dire a quei giudici che hanno
        riconoscito sulla base del 445/2000 valore
        probatorio all'email con firma leggera
        (header)
        • Anonimo scrive:
          Re: Per nessun motivo...
          Comunque con "non si può riconoscerne validità giuridica" intendevo che è sbagliato, non che non sia possibile farlo.- Scritto da: Anonimo
          Mah, non vedo la necessita di andarglielo a
          dire di persona...

          - Scritto da: Anonimo



          - Scritto da: Anonimo


          Se una cosa può essere

          falsificata


          non si può ricoscerne

          validità


          giurdica, è giusto
          così.

          vallo a dire a quei giudici che hanno

          riconoscito sulla base del 445/2000
          valore

          probatorio all'email con firma leggera

          (header)
    • Anonimo scrive:
      Re: Per nessun motivo...
      - Scritto da: Anonimo
      Se una cosa può essere falsificata
      non si può ricoscerne validità
      giurdica, è giusto così.Anche uno scritto è falsificabile, però lo si continua ad utilizzare, mi pare, no?
      Nessuno ha mai detto che il web sia stato
      fatto per l'e-commerce, non vi è
      bastata la bolla del 2000, se siete stupidi
      non è colpa della legge!Se è per questo, allora internet si dovrebbe utilizzare solo per scopi militari!! Mah...
  • Anonimo scrive:
    Un codiced del piffero!!!
    ...Io spero veramente che questo Codice del piffero non venga approvato!Veramente sono senza parole....e per fortuna che c'è Punto Informatico che informa!Altrimenti saremmo tutti a benedire il Governo per questo nuovo "illuminante" decreto !!! :(
  • Anonimo scrive:
    Grande avv. Lisi
    finalmente qualcuno che dice quello che pensa...e dice cose sensate soprattutto con coraggio e onesta portando avanti un'idea importante! :)
  • Anonimo scrive:
    Re: io non ho capito un cazzo
    - Scritto da: Anonimo
    spero di non essere l'unico ebete che non ha
    afferrato una cippa di quello che ha scritto
    lo scribaio :)Su, Pierino, torna a leggere topolino, che questi sono affari di grandi! :-)
  • Anonimo scrive:
    firm digitale
    invece che gli incentivi per quella.......del digitale terreste, perchè non spingere un po di più per la firma digitale?cosi come ci viene dato il tesserino con il codice fiscale appena pochi giorni dopo la nascita, si potrebeb dare al 18 annocon quello ci compri on-line, senza no.rimane da vedere come la pensa il resto del mondo....
    • scorpioprise scrive:
      Re: firm digitale
      Il resto del mondo ci ride in faccia.....E, detto sinceramente, farebbe molto bene.Infatti qualunque transazione estera su siti richiere la presenza di una carta di credito per verificare l'identità (!), figurarsi se chiedono una firma digitale!Senza dubbio non vogliono darsi da fare per la firma digitale perchè non sanno ancora come tassarla......:(
  • Anonimo scrive:
    Halt, un attimo prego
    Qual è il problema dei dati in un file di testo in chiaro, non criptato e quindi senza alcuna firma?Che è facilmente modificabile.Si può fare lo stesso con un contratto scritto e controfirmato? NO
    • Candido scrive:
      Re: Halt, un attimo prego
      - Scritto da: Anonimo
      Qual è il problema dei dati in un
      file di testo in chiaro, non criptato e
      quindi senza alcuna firma?

      Che è facilmente modificabile.

      Si può fare lo stesso con un
      contratto scritto e controfirmato? NOGiusto. Dunque da oggi in poi contratti controfirmati per comprare sigarette, giornali, pere e mele...
      • Anonimo scrive:
        Re: Halt, un attimo prego
        Se vogliamo scherzare facciamolo pure....La forma scritta e' prevista solo per taluni contratti, non per le mele, a meno che non se ne compri un quintale con pagamento a 60 giorni con una e-mail che non verra' rispettata.....La grossolana stupidaggine e' stata sempre quella di ritenere un e-mail prova giudiziale.... il che non e'..... Perche' tanta leggerezza con le e-mail, e poi tanta sfiducia nel dare il numero della propria carta di credito?Anche con e-mail potremmo trovarci ad aver speso 1000 euro o piu'.... no?
        • Anonimo scrive:
          Re: Halt, un attimo prego
          - Scritto da: Anonimo
          Se vogliamo scherzare facciamolo pure....
          La forma scritta e' prevista solo per taluni
          contratti, non per le mele, a meno che non
          se ne compri un quintale con pagamento a 60
          giorni con una e-mail che non verra'
          rispettata.....
          La grossolana stupidaggine e' stata sempre
          quella di ritenere un e-mail prova
          giudiziale.... il che non e'.....
          Perche' tanta leggerezza con le e-mail, e
          poi tanta sfiducia nel dare il numero della
          propria carta di credito?
          Anche con e-mail potremmo trovarci ad aver
          speso 1000 euro o piu'.... no?Se passasse il codice, io potrei ordinarti anche un quintale di mele, come dici tu, e poi non adempiere alla mia obbligazione; non configurando la e-mail neanche prova scritta, tu non potresti ottenere un decreto ingiuntivo fondato sulla mia ordinazione tramite e-mail, ma dovresti affrontare un giudizio ordinario, lungo e con grande difficoltà a provare i fatti che fondano il tuo credito.
          • Anonimo scrive:
            Re: Halt, un attimo prego
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo

            Se vogliamo scherzare facciamolo
            pure....

            La forma scritta e' prevista solo per
            taluni

            contratti, non per le mele, a meno che
            non

            se ne compri un quintale con pagamento
            a 60

            giorni con una e-mail che non verra'

            rispettata.....

            La grossolana stupidaggine e' stata
            sempre

            quella di ritenere un e-mail prova

            giudiziale.... il che non e'.....

            Perche' tanta leggerezza con le e-mail,
            e

            poi tanta sfiducia nel dare il numero
            della

            propria carta di credito?

            Anche con e-mail potremmo trovarci ad
            aver

            speso 1000 euro o piu'.... no?

            Se passasse il codice, io potrei ordinarti
            anche un quintale di mele, come dici tu, e
            poi non adempiere alla mia obbligazione; non
            configurando la e-mail neanche prova
            scritta, tu non potresti ottenere un decreto
            ingiuntivo fondato sulla mia ordinazione
            tramite e-mail, ma dovresti affrontare un
            giudizio ordinario, lungo e con grande
            difficoltà a provare i fatti che
            fondano il tuo credito.I fatti ti smentiscono dato che un avvocato ITALIANO ha ottenuto da un tribunale ITALIANO un decreto ingiuntivo basato su una e-mail e lo e' anche venuto a raccontare in un convegno a VERONA!Studia! che ti fa bene!
          • Anonimo scrive:
            Re: Halt, un attimo prego

            I fatti ti smentiscono dato che un avvocato
            ITALIANO ha ottenuto da un tribunale
            ITALIANO un decreto ingiuntivo basato su una
            e-mail e lo e' anche venuto a raccontare in
            un convegno a VERONA!il decreto ingiuntivo del tribunale di Cuneo e il successivo decreto ingiuntivo del tribunale di Lucca erano ovviamente fondati sull'attuale normativa e non sul non ancora vigente codice dell'amminitrazione digitale, a cui io mi riferivo ("se passasse il codice...")

            Studia! che ti fa bene!certo, un bagnetto d'umiltà non ti farebbe male...
          • Anonimo scrive:
            Re: Halt, un attimo prego
            Se è messo bene in chiaro che l'e-mail senza firma digitale non ha alcun valore, tu non andrai a fargli l'ordinativo via e-mail si spera...
            Se passasse il codice, io potrei ordinarti
            anche un quintale di mele, come dici tu, e
            poi non adempiere alla mia obbligazione; non
            configurando la e-mail neanche prova
            scritta, tu non potresti ottenere un decreto
            ingiuntivo fondato sulla mia ordinazione
            tramite e-mail, ma dovresti affrontare un
            giudizio ordinario, lungo e con grande
            difficoltà a provare i fatti che
            fondano il tuo credito.
          • Anonimo scrive:
            Re: Halt, un attimo prego
            - Scritto da: Anonimo
            Se è messo bene in chiaro che
            l'e-mail senza firma digitale non ha alcun
            valore, tu non andrai a fargli l'ordinativo
            via e-mail si spera...Ma di fatto non è difficile prevedere che molti continueranno ad utilizzare la mail semplice per molti affari di non vitale importanza...
          • Anonimo scrive:
            Re: Halt, un attimo prego
            Cazzi loro, no?- Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo

            Se è messo bene in chiaro che l'e-mail senza firma digitale non ha alcun valore, tu non andrai a fargli l'ordinativo via e-mail si spera...
            Ma di fatto non è difficile prevedere che molti continueranno ad utilizzare la mail semplice per molti affari di non vitale importanza...
    • Anonimo scrive:
      Re: Halt, un attimo prego
      - Scritto da: Anonimo
      Qual è il problema dei dati in un
      file di testo in chiaro, non criptato e
      quindi senza alcuna firma?

      Che è facilmente modificabile.

      Si può fare lo stesso con un
      contratto scritto e controfirmato? NOIn verità falsificare un documento informatico in genere lascia tracce né più né meno come falsificare uno scritto, con la differenza che il procedimento di verificazione ha esiti più ancora più aleatori...Ma qui il problema non è tanto di prova, ma di riconoscere una valenza giuridica formale ad una quantità enorme di documenti informatici, che nella prassi hanno una grande rilevanza sociale e che nella realtà giuridica rischiano di essere dei figli di nessuno.
      • Anonimo scrive:
        Re: Halt, un attimo prego

        In verità falsificare un documento
        informatico in genere lascia tracce
        né più né meno come
        falsificare uno scrittoIn verita' .. in verita' ti dico che raramente si vedono scritte senza smentita grossolane balle come quella sopra riportata! :DNaturalmente ritiro tutto se la tua convinzione e' "materia di fede"...
        • Anonimo scrive:
          Re: Halt, un attimo prego
          - Scritto da: Anonimo

          In verità falsificare un
          documento

          informatico in genere lascia tracce

          né più né meno come

          falsificare uno scritto

          In verita' .. in verita' ti dico che
          raramente si vedono scritte senza smentita
          grossolane balle come quella sopra
          riportata! :D
          Naturalmente ritiro tutto se la tua
          convinzione e' "materia di fede"...Ho scritto "in genere" perché è vero che una persona con buone conoscenze informatiche può falsificare perfettamente una mail. Ciò non toglie che per un quidam de populo rimane più facile falsificare una firma autografa.
          • Anonimo scrive:
            Re: Halt, un attimo prego
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo


            In verità falsificare un

            documento


            informatico in genere lascia tracce


            né più né
            meno come


            falsificare uno scritto



            In verita' .. in verita' ti dico che

            raramente si vedono scritte senza
            smentita

            grossolane balle come quella sopra

            riportata! :D

            Naturalmente ritiro tutto se la tua

            convinzione e' "materia di fede"...

            Ho scritto "in genere" perché
            è vero che una persona con buone
            conoscenze informatiche può
            falsificare perfettamente una mail.
            Ciò non toglie che per un quidam de
            populo rimane più facile falsificare
            una firma autografa.Insisto che tale affermazione e' contraria al buonsenso e ai fatti Il "quidam de populo" non ha la benche' minima necessita' di essere esperto ne di avere la cognizione tecnica necessaria a capire i mezzi e le tecniche o acquisire le competenze necessarioe in modo "diretto"!Il "quidam de populo" si puo' tranquillamente limitare ad usare gli strumenti e i le tecniche messe a disposizione dai migliori tecnici ed esperti direttamente (e pubblicamente) sulla rete.Il "quidam de populo" ha sicuramente bisogno di tecniche decisamente piu' "rischiose" (lasciano traccie fisiche) per pocedere alla costruzione di un falso "non triviale" di tipo "analogico"...Tale "quidam de populo" (comunemente denominato falsario) e' di gran lunga piu' raro (e di gran lunga meno prolifico) del falsificatore di messaggi elettronici e del "brufoloso" virus writer (che trov tutto sulla rete anche se e' ignorante).La prova inconfutabile la si ottiene facilmente confrontando la percentuale di messaggi "forgiati" (spam) sul totale dei messaggi con la percentuale di documenti analogici falsificati su quelli autentici!La affermazione sul "quidam de populo" e' oltre che priva di buonsenso (sul mezzo digitale) smentita direttamente dai numeri e dai fatti!Proprio per questo affermazioni che sembrano "vere" fuori dal mondo digitali adrebbero riconsiderate e confrontate con la realta' quando si parla di "digitale"...
  • Anonimo scrive:
    Fatture
    Quindi le fatture "via mail" non valgono piu?Gli ordini "via mail"?O "via web"?Cioe' un fornitore mi puo' dire che "non e' vero" che ho effettuato un'ordine xche la mail/sito non hanno valore legale?Oh, spiegate un po' meglio?Poi una cosa:MA BASTA! E CHE PALLE!!!!E la privacy e ste menate.Fare sto lavoro sta diventando una guerra!
  • Anonimo scrive:
    Re: In quale università ha studiato?
    Mmmm.....Il discorso e' questo (provo xche qui siamo a difficolta 80 e io a 3 non ci capisco piu una fava):mi collego al sito "servizomoltocaro.it"mi registroconfermo la mia emailacquisto un servizio compilando apposito modulo / carrello o chissefregadirei che secondo questa legge, mi pare, NON esiste nulla, legalmente utilizzabile d'avanti ad un giudice, che comprovi che io ho richiesto quel servizio e ho pagato (tipo tramite CC)xche le mail, se non firmate in modo digitale, non valgonoche io ho cliccato e scelto non valeche e' stata avviata e eseguita una transazione sulla mia CC non e' veromadonna non ci capisco piu nulla.....
    • Anonimo scrive:
      Re: In quale università ha studiato?
      - Scritto da: Anonimo
      Mmmm.....
      Il discorso e' questo (provo xche qui siamo
      a difficolta 80 e io a 3 non ci capisco piu
      una fava):
      mi collego al sito "servizomoltocaro.it"
      mi registro
      confermo la mia email
      acquisto un servizio compilando apposito
      modulo / carrello o chissefrega
      direi che secondo questa legge, mi pare, NON
      esiste nulla, legalmente utilizzabile
      d'avanti ad un giudice, che comprovi che io
      ho richiesto quel servizio e ho pagato (tipo
      tramite CC)
      xche le mail, se non firmate in modo
      digitale, non valgono
      che io ho cliccato e scelto non vale
      che e' stata avviata e eseguita una
      transazione sulla mia CC non e' vero

      madonna non ci capisco piu nulla.....Ragionevole dubbio.
    • Anonimo scrive:
      Re: In quale università ha studiato?
      E' per questo che l'e-commerce sarebbe fuorilegge, chi ha detto che il web porta soldi è uno che negli anni recenti ha perso miliardi, e molti ancora non hanno capito- Scritto da: Anonimo
      Mmmm.....
      Il discorso e' questo (provo xche qui siamo
      a difficolta 80 e io a 3 non ci capisco piu
      una fava):
      mi collego al sito "servizomoltocaro.it"
      mi registro
      confermo la mia email
      acquisto un servizio compilando apposito
      modulo / carrello o chissefrega
      direi che secondo questa legge, mi pare, NON
      esiste nulla, legalmente utilizzabile
      d'avanti ad un giudice, che comprovi che io
      ho richiesto quel servizio e ho pagato (tipo
      tramite CC)
      xche le mail, se non firmate in modo
      digitale, non valgono
      che io ho cliccato e scelto non vale
      che e' stata avviata e eseguita una
      transazione sulla mia CC non e' vero

      madonna non ci capisco piu nulla.....
    • Anonimo scrive:
      Re: In quale università ha studiato?

      xche le mail, se non firmate in modo
      digitale, non valgonoin realtà secondo un convegno di bergamo e secondo alcuni giudici che sulla base della 445/2000 hanno considerato alcune email equivalenti a lettere manoscritte, potrebbe bastare la firma leggera (header, con ip incluso)... io non sono d'accordo, ma non sono ne giudice ne avvocato
  • Anonimo scrive:
    Re: io non ho capito un cazzo
    Sarà l'ora tarda ma concordo con te. M'hai fatto strappare dalle risate comunque
  • Anonimo scrive:
    io non ho capito un cazzo
    spero di non essere l'unico ebete che non ha afferrato una cippa di quello che ha scrittolo scribaio :)
  • Anonimo scrive:
    In quale università ha studiato?
    Non ritengo che le opinini pseudo giuridiche espresse nell'articolo siano corrette.Fareste un contratto su carta velina scrivendo con l'inchiostro simpatico?Io no, se devo affrontare un affare dal quale può dipendere il mio futuro economico, quindi non uso le semplici mail e non credo nelle parole di questo Sig.Avv.Lisi.(linux)
    • Candido scrive:
      Re: In quale università ha studiato?

      Non ritengo che le opinini pseudo giuridiche
      espresse nell'articolo siano corrette.Prima di tutto dovresti evitare di offendere, sarebbe una cosa gradita.Seconda cosa: tu dove hai studiato, invece?
      Io no, se devo affrontare un affare dal
      quale può dipendere il mio futuro
      economico, quindi non uso le semplici mail e
      non credo nelle parole di questo
      Sig.Avv.Lisi.La gente che lavora di affari ne puo' fare anche decine al giorno. Con la mail si fa prima, perchè non dovrebbe essere usata?
      • Anonimo scrive:
        Re: In quale università ha studiato?
        Anni fa si "giocava" in Borsa sulla parola, muovendo centinaia di milioni solo con una telefonata, poi pero' si passava comunque in Banca a firmare il mandato per le operazioni.......Riesci a comprendere?Bye
        • Anonimo scrive:
          Re: In quale università ha studiato?
          hai ragione, infatti tutti quelli che comprano un libro su amazon vanno in usa a firmare il contratto d'acquistoma riuscire a comprendere che qui si parla di COMMERCIO ELETTRONICO e non di contratti in generale no eh ?- Scritto da: Anonimo
          Anni fa si "giocava" in Borsa sulla parola,
          muovendo centinaia di milioni solo con una
          telefonata, poi pero' si passava comunque in
          Banca a firmare il mandato per le
          operazioni.......
          Riesci a comprendere?
          Bye
          • Anonimo scrive:
            Re: In quale università ha studiato?
            E nel COMMERCIO ELETTRONICO i soldi sono di plastica colorata?- Scritto da: Anonimo

            hai ragione, infatti tutti quelli che
            comprano un libro su amazon vanno in usa a
            firmare il contratto d'acquisto

            ma riuscire a comprendere che qui si parla
            di COMMERCIO ELETTRONICO e non di contratti
            in generale no eh ?
          • Anonimo scrive:
            Re: In quale università ha studiato?
            - Scritto da: Anonimo
            E nel COMMERCIO ELETTRONICO i soldi sono di
            plastica colorata?No, però per adesso sembra ancora sproporzionato l'uso della firma digitale. Una legge che ne volesse imporre l'uso, secondo me avrebbe un tasso di effettività molto basso e rischierebbe di costituire un ulteriore freno in una materia che già stenta a decollare
    • Anonimo scrive:
      Re: In quale università ha studiato?
      non si sta parlando si contratti su carta.nell'e-commerce la carta non c'entra proprio niente.
      • Anonimo scrive:
        Re: In quale università ha studiato?
        Il codice civile non parla di carta o non carta, parla di forma scritta.....E, aggiungo io, di scritto stabile e non ripudiabile dall'autore.Studiate ragazzi....Bye
        • Anonimo scrive:
          Re: In quale università ha studiato?
          - Scritto da: Anonimo
          Il codice civile non parla di carta o non
          carta, parla di forma scritta.....
          E, aggiungo io, di scritto stabile e non
          ripudiabile dall'autore.E questa dove l'hai presa?Di grazia, puoi indicare a me, povero ignorante, la norma di riferimento?
          Studiate ragazzi....
          ByeNoi?????Ma tu hai idea della differenza che passa tra requisito legale di forma scritta e valore di prova scritta?Ma hai dato una sola occhiata al TUDA ed all'interpretazione che è stata data?Non hai letto che nessuno ha mai parlato di efficacia probatoria di scrittura privata (ma, come recita il c. 2 dell'art. 10, tale efficacia è liberamente valutata dal giudice nel caso concreto, il che significa che può benissimo dire che tale prova non è sufficiente)?Lo capisci o no che il rischio di non riuscire a provare che quella tale email contenga una dichiarazione di scienza o volontà effettivamente riconducibile a me lo corre chi produce detta email e non io?Ti rendi conto che, se questo possono ovviamente stentare a capirlo i tecnici - o comunque coloro che non hanno a che fare con la legge - lo stesso è invece intollerabile per chi di legge dovrebbe capire o comunque si vanta di conoscere (visto che inviti gli altri a studiare...)??Ti prego, riprenditi il Galgano e ricomincia da lì.Ma con molta umiltà, se no farai sempre e solo la figura del superficiale.Bye
          • Anonimo scrive:
            Re: In quale università ha studiato?
            in generale sono d'accordo con l'autore di questa reply
            Non hai letto che nessuno ha mai parlato di
            efficacia probatoria di scrittura privata
            (ma, come recita il c. 2 dell'art. 10, tale
            efficacia è liberamente valutata dal
            giudice nel caso concreto, il che significa
            che può benissimo dire che tale prova
            non è sufficiente)?
            Lo capisci o no che il rischio di non
            riuscire a provare che quella tale email
            contenga una dichiarazione di scienza o
            volontà effettivamente riconducibile
            a me lo corre chi produce detta email e non
            io?qui aggiungo solo che ultimamente i giudici stanno riconoscendo valore probatorio all'email con irma digitale leggera...per me, in alcuni casi, è una fesseria e per fortuna l'Italia è un paese civil law, tuttavia una giurisprudenza in questo senso sarebbe preoccupane (si che garantirebbe l'e-commerce, ma avrebbe anche altre implicazioni)
          • Anonimo scrive:
            Re: In quale università ha studiato?

            qui aggiungo solo che ultimamente i giudici
            stanno riconoscendo valore probatorio
            all'email con irma digitale leggera...No, nessun valore probatorio di per sè. Ti risulta per caso il contrario? Spiegaci, please.
            per me, in alcuni casi, è una
            fesseria e per fortuna l'Italia è un
            paese civil law, tuttavia una giurisprudenza
            in questo senso sarebbe preoccupane (si che
            garantirebbe l'e-commerce, ma avrebbe anche
            altre implicazioni)???Spiegaci, per favore, le eventuali implicazioni negative del riconoscimento del valore "formale" di forma scritta (e non efficacia probatoria di scrittura privata).Saresti il primo, davvero: ma sono comunque curioso di sentire la tua opinione (basta che sia seria e abbia riferimenti precisi, normativi o giurisprudenziali che siano).Attendo.
          • Anonimo scrive:
            Re: In quale università ha studiato?

            qui aggiungo solo che ultimamente i giudici
            stanno riconoscendo valore probatorio
            all'email con irma digitale leggera...meglio: firma elettronica leggera
            per me, in alcuni casi, è una
            fesseria e per fortuna l'Italia è un
            paese civil law, tuttavia una giurisprudenza
            in questo senso sarebbe preoccupane (si che
            garantirebbe l'e-commerce, ma avrebbe anche
            altre implicazioni)quali implicazioni preoccupanti, per esempio?
    • Anonimo scrive:
      Re: In quale università ha studiato?
      - Scritto da: Anonimo
      Non ritengo che le opinini pseudo giuridiche
      espresse nell'articolo siano corrette.
      Fareste un contratto su carta velina
      scrivendo con l'inchiostro simpatico?
      Io no, se devo affrontare un affare dal
      quale può dipendere il mio futuro
      economico, quindi non uso le semplici mail e
      non credo nelle parole di questo
      Sig.Avv.Lisi.Bé, non hai tutti i torti. Nel senso che saresti un idiota se concludessi un affare importante via e-mail, perché non avresti alcuna sicurezza né da un punto di vista tecnico, né da un punto di vista probatorio. E' altresì vero che per i contratti di importanza non vitale, molta gente utilizza tale strumento che è snello, veloce, semplice, economico, diffuso. Il problema è: che fine fanno tutte queste mail?Né possono essere equiparate, come fai tu, a contratti scritti su carta velina con inchiostro simpatico... prova a mandare una e-mail di offese ad un magistrato o a un politico, vedrai se l'inchiostro scompare... :-)
      • Anonimo scrive:
        Ci sono anche gli usi.........
        ....Una parte (ormai piccola, ma ancora significativa) della legislazione italiana deriva dai cosiddetti "usi", antiche norme concernenti soprattutto commercio e proprietà, spesso non scritte, o scritte in testi che non sono strettamente giuridici. Tuttavia, oggi tali norme (a volte assorbite pari pari in norme di legge propriamente dette) sono ancora validissime e tranquillamente esercitabili davanti a qualsiasi grado di giudizio.Con questo intendo che un qualsiasi giudice DEVE tenere conto delle prassi che si instaurano nella società. Ovvero, se una e-mail (che comunque a mio parere non dovrebbe essere conclusiva per un contratto) STA DIVENTANDO prassi di conclusione di contratti, il giudice è moralmente obbligato quanto meno a considerare lo stato delle cose. Poi può prendere una decisione completamente estraniata dal contesto della società in cui si muove, ma questo è un problema diverso. In genere, in questo tipo di circostanze, la parte migliore dei tribunali e simili avvia decisioni intermedie, che cerchino di conciliare i dettami più rigorosi della normativa con le usanze e le abitudini.
        • Anonimo scrive:
          Re: Ci sono anche gli usi.........
          Che cosa intendi dire che il giudice deve imparare a cercare nella coscienza astrale per l'autenticità di una e-mail?- Scritto da: Anonimo
          ....Una parte (ormai piccola, ma ancora
          significativa) della legislazione italiana
          deriva dai cosiddetti "usi", antiche norme
          concernenti soprattutto commercio e
          proprietà, spesso non scritte, o
          scritte in testi che non sono strettamente
          giuridici. Tuttavia, oggi tali norme (a
          volte assorbite pari pari in norme di legge
          propriamente dette) sono ancora validissime
          e tranquillamente esercitabili davanti a
          qualsiasi grado di giudizio.
          Con questo intendo che un qualsiasi giudice
          DEVE tenere conto delle prassi che si
          instaurano nella società. Ovvero, se
          una e-mail (che comunque a mio parere non
          dovrebbe essere conclusiva per un contratto)
          STA DIVENTANDO prassi di conclusione di
          contratti, il giudice è moralmente
          obbligato quanto meno a considerare lo stato
          delle cose. Poi può prendere una
          decisione completamente estraniata dal
          contesto della società in cui si
          muove, ma questo è un problema
          diverso. In genere, in questo tipo di
          circostanze, la parte migliore dei tribunali
          e simili avvia decisioni intermedie, che
          cerchino di conciliare i dettami più
          rigorosi della normativa con le usanze e le
          abitudini.
    • Anonimo scrive:
      Re: In quale università ha studiato?
      Spero non nella tua.... anche se sicuramente non hai fatto Giurisprudenza (ed hai saltato a pié pari educazione civica alle medie).Comunque.... se avessi un minimo di cognizione della differenza tra il piano documentale (ovvero che cosa è idoneo a cosituire documento giuridicamente rilevante e produrre effetti giuridici) e quello probatorio (ovvero quello relativo alla costituzione in giudizio di prove / riscontro di atti e fatti).Ti stupirò: sai che sono pienamente validi anche i contratti orali - pure senza testimoni? (almeno per i beni mobili non registrati... poi ti spiego cosa sono nella seconda puntata ;-) ). Certo... non concluderei un contratto da 10,000,000 di euro oralmente. Ma ciò non mi impedisce di farlo.My2c
  • Anonimo scrive:
    Incompetenti!
    Sono degl'incompetenti totali! Il peggior governo degli ultimi 62 anni!
  • Anonimo scrive:
    ma per favore
    ...ignoranti che fanno leggi... destra, sinistra, centro, ma andate tutti a....
  • Anonimo scrive:
    Chiedo i danni...
    ...a tutti i politici italiani che in questi decenni con la loro incompetenza hanno rovinato questo paese e chiedo che il debito pubblico venga risanato togliendogli ogni centesimo dai loro conti correnti.
    • Anonimo scrive:
      Re: Chiedo i danni...
      - Scritto da: Anonimo
      ...a tutti i politici italiani che in questi
      decenni con la loro incompetenza hanno
      rovinato questo paese e chiedo che il debito
      pubblico venga risanato togliendogli ogni
      centesimo dai loro conti correnti.Magari bastasse :(La verita' è che questa gente non ha il minimo senso di responsabilita' quando legifera su cose che non conosce e non si documenta prima, non pensa alle conseguenze, se ne frega delle proteste e dei disagi che può creare.L'unica cosa che gli frega è la loro panza e piazzare il cognato/nipote al ministero (non parliamo dei figli, altrimenti vado in galera dritto come un fuso)E in più con 5 anni di lavoro (lavoro, poi... certi parlamentari ci vanno 1 giorno si e 10 no in aula) hanno diritto ad una pensione da favola!Perchè? :'(
      • Alessandrox scrive:
        Re: Chiedo i danni...
        - Scritto da: Anonimo
        La verita' è che questa gente non ha
        il minimo senso di responsabilita' quando
        legifera su cose che non conosce e non si
        documenta prima, non pensa alle conseguenze,
        se ne frega delle proteste e dei disagi che
        può creare.
        L'unica cosa che gli frega è la loro
        panza e piazzare il cognato/nipote al
        ministero (non parliamo dei figli,
        altrimenti vado in galera dritto come un
        fuso)
        E in più con 5 anni di lavoro
        (lavoro, poi... certi parlamentari ci vanno
        1 giorno si e 10 no in aula) hanno diritto
        ad una pensione da favola!
        Perchè? :'(Bella domanda...io credo che in parte la risposta sta nei nomi (le crocette contano ma un po' meno) che scriviamo sulle schede elettorali.Tanta gente (e una volta pure io lo ammetto) va a votare ste personcine senza conoscerle davvero... esse si fanno conoscere durante il periodo elettorale e vengono spinte (chi piu' chi meno) dai loro partiti. Oramai mi sono fatto questa opinione: in genere piu' un candidato e' spinto dal proprio partito meno e' affidabile. Fate voi i conti.... vedete chi sta' al parlamento e al senato (a dx e sx)...
      • JoJo79 scrive:
        Re: Chiedo i danni...
        - Scritto da: Anonimo

        E in più con 5 anni di lavoro
        (lavoro, poi... certi parlamentari ci vanno
        1 giorno si e 10 no in aula) hanno diritto
        ad una pensione da favola!

        Perchè? :'(Se non sbaglio (e può benisimo essere cosi! :D) gli bastano 18 mesi per la pensione da favola metnre, a noi, 40'anni per fare la fame...==================================Modificato dall'autore il 23/11/2004 15.18.12
  • Anonimo scrive:
    Ce lo dicessero apertamente...
    ... che non gli piace, Internet con annessi&connessi.E prima la legge Urbani, i bollini, le biblioteche nazionali, la memoria storica, adesso questo...Di questo passo quelle poche aziende che fanno e-commerce in Italia leveranno le tende e si metteranno a vendere pure loro il digitale terrestre, così siamo tutti contenti.Evviva l'ItaGLia.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ce lo dicessero apertamente...
      - Scritto da: Anonimo
      ... che non gli piace, Internet con
      annessi&connessi.

      E prima la legge Urbani, i bollini, le
      biblioteche nazionali, la memoria storica,
      adesso questo...

      Di questo passo quelle poche aziende che
      fanno e-commerce in Italia leveranno le
      tende e si metteranno a vendere pure loro il
      digitale terrestre, così siamo tutti
      contenti.

      Evviva l'ItaGLia.Così impari a votare il nano
      • Anonimo scrive:
        Re: Ce lo dicessero apertamente...
        - Scritto da: Anonimo

        Evviva l'ItaGLia.

        Così impari a votare il nanoNon vedo che c'entra, oltre al fatto che il nano non l'ho mai votato. Se ti riferisci alla faccenda delle 3 i, ormai è roba vecchia, e poi chi ci ha mai creduto? Giusto i fessi.Cmq, consiglio da amico, lascia perdere i discorsi "il nano, etc" perchè appena entrerai nel mondo del lavoro ti accorgerai che non è questione di nani o mortadelle, stiamo messi male cmq.La verità è che servirebbe gente nuova, che conosce le cose su cui legifera. Uno tipo Cortiana non mi dispiacerebbe, tanto per dirne una, ma nell'Ulivo per controaltare ci sta pure gente tipo De Mita, tanto per dire.Saluti
        • Anonimo scrive:
          Re: Ce lo dicessero apertamente...
          - Scritto da: Anonimo
          La verità è che servirebbe
          gente nuova, che conosce le cose su cui
          legifera. Uno tipo Cortiana non mi
          dispiacerebbe, tanto per dirne una, ma
          nell'Ulivo per controaltare ci sta pure
          gente tipo De Mita, tanto per dire.Preciso che Cortiana non mi dispiacerebbe in fatto di legislazione su argomenti "tecnologici", beninteso, non è che lui sia onnisciente.
          • Anonimo scrive:
            Re: Ce lo dicessero apertamente...
            E torniamo a una cosa che dicevo annnni fa!Perche non si tiene un "ossevatorio delle dabbenaggini dei nosti politico / osservatorio dei pochi da slavare"??Una lista, anche informale, anche alla buona di politici che A PRESCINDERE DALLO SCHIERAMENTO POLITICO "sembra" ci capiscano di piu / siano meno assogettati a certe lobby.Caxxo, non funziona...Scusate, ma scrivendo mi sono reso conto che e' una caxxata.Ok, c'e' cortiana, ma a me cosa cambia?Io vivo in Liguria, come lo voto?Poi che gente ha intorno?Quanto conta (zero) quello che dice?Che schifo che schifo che schifoooooo, che paese, che situazione...Finiamo che l'Argentina ci sembrerà l'america.Ci stanno già comprando a pezzi, ci lascieranno solo gli scarti e sti "improvvisati" (a dx e sx) che ci governano
          • Anonimo scrive:
            Re: Ce lo dicessero apertamente...
            ehehe... speriamo proprio di non fare la fine dell' Argentina... ma siamo sull buona strada cmq
      • Anonimo scrive:
        Re: Ce lo dicessero apertamente...

        Così impari a votare il nanoBeato te che credi ancora che il problema dell'Italia sia solo B. E' un problema di mentalità che hanno TUTTI e sul piano della libertà individuale a sinistra non sono certamente dei campioni di riferimento. Purtroppo per noi Internet è la quintessenza della libertà individuale e come tale in Italia ci sarà sempre ostracismo nei suoi confronti.
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