Speciale/ Le flat-rate sopravvissute

I provider che offrono un contratto a canone fisso sono molti, ma molti sono gli utenti che ancora soffrono di gravi problemi con i propri fornitori. Ecco una cronistoria delle flat e le flat che vogliono vivere


Roma – L’era della Tariffa a tempo
Poco più di un anno fa, nessuno in Italia aveva ancora sentito parlare di Flat. “Meglio così”, penseranno coloro che dalla flat hanno ricevuto solo delusioni. E ‘ innegabile, però che, all’epoca, tutti sognassero la flat, la morte della tariffa a tempo, la libertà di navigare; si è tenuto anche un famoso NetStrike per auspicare l’avvento di tale servizio in Italia.

Ma chi vaneggiava di “contratti senza limite di tempo” per la navigazione, era considerato dagli altri utenti come un utopista, un sognatore. Un illuso. Tutti, però, sia gli idealisti sia i realisti e rassegnati, erano uniti dal comune destino ed entrambi si ritrovavano, insieme, a scrutare di malanimo i “net-friend” americani.

Loro sì che potevano godersi Internet, collegati senza limiti di tempo; da noi la rete era solo un universo luminoso, rinchiuso di colpo in un baule ossidato dal tempo. Una novità sciupata dalla fretta, dalle lancette implacabili che segnavano il nostri minuti di connessione. Poi è arrivata la flat, salutata da ogni parte con gioia, mista ad incredulità: l’America era scesa anche in Italia? Tutti coloro che erano soliti connettersi spesso, si gettarono a capofitto nell’offerta flat; e molti di questi se ne pentirono.

La storia (dolorosa) della flat è nota, ma giova ripassarla brevemente.

La caduta di un sogno
“Il servizio permette agli utenti di utilizzare Internet a tempo illimitato, pagando solo il primo scatto di collegamento e un canone fisso mensile (…) Con l’offerta flatrate, Galactica abbatte il muro della tariffa a tempo per la connessione a Internet, che – secondo gli analisti – è la principale motivazione del gap tecnologico del mercato europeo nei confronti di quello statunitense.
Infatti, se da una parte i servizi di accesso gratuito a Internet hanno permesso a numerosi utenti europei di scoprire la rete, dall’altra non hanno abbattuto tutte le barriere, per cui i consumatori europei rimangono online molto meno dei loro omologhi statunitensi”.

Abbiamo citato lo storico annuncio di Galactica, del 21-03-2000, con cui la flat approdava in Italia (e in Europa). I toni del comunicato erano solenni, come il proclama di una rivoluzione; e come tale venne accolta dalla comunità dei navigatori italiani. Finalmente si poteva rimanere connessi tutta la notte, per scaricare canzoni, programmi, “macrare” ad Ultima Online !

Non era ancora venuto il tempo delle delusioni: dopo Galactica, selve di provider si gettarono nell’affare flat; le società avevano scoperto la miniera d’oro degli utenti provati da lunghi anni di TUT e bollette astronomiche.

E tutti offrivano connessioni “24 ore su 24, 365 giorni l’anno”. Come non approfittarne? E nessuno, proprio nessuno, nemmeno i sospettosi realisti di prima (nel frattempo convertiti anche loro al sogno della flat), badò troppo a un particolare. Nei contratti flat è di solito specificato, infatti, che il rapporto modem-utenti non è 1:1 (con Galactica è 1:5). Che vuol dire? Ogni linea è spartita da 5 utenti (non sempre gli stessi, ma stabiliti dinamicamente). Se uno di quelli ipotetici cinque è connesso, gli altri trovano la linea occupata.


All’inizio però i clienti non erano ancora molti ed era ben raro che questa eventualità si verificasse; poi crebbe sempre più il numero di abbonati e il problema esplose in tutta la sua evidenza. Troppe persone connesse, infrastrutture delle reti e dei server insufficienti.

Risultato? Gli utenti hanno trovato sempre più spesso occupato, perché molti rimanevano connessi parecchie ore di seguito; ben presto la situazione è diventata insostenibile. Galactica è stato il primo provider a fornire contratti flat rate ed anche il primo ad affrontare questo problema. Il polverone che ne seguì è noto a tutti: utenti insoddisfatti, provider intolleranti verso chi rimaneva connesso troppo a lungo. Proteste furiose, rescissioni del contratto, azioni legali (ancora in corso). Qui un articolo , per i dettagli della questione. Gli altri provider che avevano seguito Galactica nell’impresa, si sono trovati ben presto in situazioni anche più difficili da gestire; tutti, in un modo o nell’altro, sono corsi ai ripari.

In un articolo sono riassunte le contromisure prese da alcuni provider: Libero@Sogno e Aruba alzano improvvisamente le loro tariffe flat; NetBusiness addirittura cessa di fornire servizi flat e torna alla TUT. InternetZero cambia tutto e PlanetSec inizia una lunga odissea tuttora in corso.

La fine di un sogno? Forse è una conclusione prematura. Sono molti, infatti, i provider che ancora credono nella flat, riveduta e corretta. Alcuni hanno alzato le tariffe; altri cercano d’impartire un po ‘ di Netiquette agli utenti per scoraggiare connessioni troppo prolungate. Lorenzo Podestà, amministratore delegato di Galactica, ha infatti dichiarato, dopo che i problemi della flat si erano già manifestati: “Siamo convinti che… questo modello di business sia del tutto percorribile, a fronte di una serie di inevitabili aggiustamenti, dovuti anche alle necessità di aggiornamento delle infrastrutture di telecomunicazione italiane”.

L’elenco di provider che seguirà in questo speciale dimostra quanto ampia sia la scelta per chi voglia sottoscrivere un contratto flat. La presenza di numerosi concorrenti è di solito un indice positivo e attesta che quel settore di mercato è ancora in buona salute.

Questo basta a far sì che i futuri utenti si possano affidare senza troppe ansie ad un contratto flat rate? Con prudenza: questi servizi sono ancora in una fase di assestamento in Italia e la loro stabilità dipenderà molto da come i provider riusciranno a riorganizzare le loro reti a fronte di una rete infrastrutturale ancora non all’altezza. Se verrà trovata una soluzione ottimale per far convivere tutti gli utenti senza spargimento di sangue, allora si potrà annunciare che la Flat Rate è risorta, come un’araba fenice.

L’alternativa, per chi è abituato a connettersi a lungo, è la sottoscrizione di un contratto ADSL. La flat rate rimane però l’unica via per coloro che abitano in un luogo non fornito di reti a “banda larga”. La differenza di prezzo tra i due contratti è andato riducendosi; nel caso di Aruba, per esempio, la flat “totale” (attiva 24 ore su 24) costa addirittura più della ADSL.

Ma ecco le flat-rate che non si arrendono.


Active Network
Le quattro offerte garantiscono tutte 32kb/s di linea media; le prime tre permettono una connessione illimitata nel tempo. La tariffa Standard Rate, si distingue da Quality of Surfing per il differente rapporto tra utenti e modem: per la prima è 1:6, per la seconda 1:4. Ovviamente questa differenza si riflette sul prezzo: Quality of Surfing costa 69.000 al mese (IVA inclusa), contro le 59.000 al mese (IVA inclusa) di Stardard Rate.
Active Network sta anche offrendo una particolare Flat, ricaricabile: ReActive offre le stesse opzioni di Quality of Surfing e permette 50 ore di connessione a 41.000 lire IVA esclusa.
La quarta tariffa è quella Business, l’unica con limitazioni di tempo: è attiva solo nelle ore di lavoro (8.00-18.30 i feriali, 8.00-12-00 il sabato, la domenica esclusa) e costa 61.000 lire al bimestre, IVA esclusa.
L’abbonamento si può pagare in modo annuale, bimestrale o trimestrale.

Aruba
Cinque offerte, di cui due ricaricabili. Queste ultime sono SempreVerde 50 e VerdeNight 70. La prima offre 50 ore di navigazione a 15 lire al minuto, la seconda 70 a 11 lire al minuto ma solo dalle 20.00 alle 8.00. In entrambi i casi l’IVA è esclusa. L’offerta base di Aruba è NoStop light, per connettesi fino a 100 ore al mese, quando si vuole, al prezzo di 50.000 lire al mese (IVA esclusa). No Stop Pro non ha limiti di tempo, invece, e costa 80.000 lire al mese, IVA esclusa. No StopNight permette invece la connessione dall’1.00 alle 8.00, per 135.000 lire l’anno (IVA esclusa); è l’unico contratto annuale (gli altri sono mensili). In tutte le offerte è garantito un rapporto modem-utenti di 1:4.

Clic
Questo provider distingue le tariffe per la linea analogica da quelle per il digitale. Chi ha l’ISDN quindi pagherà di più. MyFlat e SuperFlat sono per l’utenza con modem a 56k, mentre GoFlat e JollyFlat per l’ISDN.
I canoni mensili delle quattro tariffe sono, rispettivamente, di 49.000, 58.333, 82.500, 149.500 lire. In tutti i casi l’IVA è esclusa. Il rapporto utenti-modem è sempre 1:4 e non ci sono limiti di tempo in nessuna della tariffe. Da cosa dipende la differenza di prezzo? Da altri particolari: con JollyFlat si possono collegare sino a 5 persone in LAN; MyFlat costa meno di SuperFlat, invece, perché prevede limitazioni nella casella di posta elettronica (massimo 5 MB).
I prezzi delle tariffe sono inferiori se si anticipa tutta la quota annuale in un solo pagamento.

Edi&Sons
Quattro tariffe, divise per fasce orarie. EdiFlat è il classico abbonamento completo, senza limiti di tempo, a 49.000 lire al mese (IVA inclusa). EdiMoonFlat è invece notturna (dalle 24.00 alle 9.00) per 14.000 lire al mese (IVA inclusa). EdiWeekend è una flat serale (come la precendente), che nei giorni festivi, però, assicura la connessione 24 ore su 24. Il prezzo è di 29.000 lire al mese IVA inclusa. Edi-One-Flat è adatta, invece, a chi non necessità di una connessione prolungata e fissa; con 29.000 lire al mese, IVA inclusa, ci si può collegare al massimo per un’ora di seguito. Poi ci si potrà riconnettere. Ma attenzione: con EdiOne-Flat è previsto lo scatto alla risposta (127 lire IVA esclusa).
In tutte le tariffe il rapporto modem-utenti è di 1:5 e l’abbonamento è pagabile solo annualmente in un’unica soluzione.
Proprio in queste ore Edi&Sons ha comunicato che il collegamento al numero verde è temporaneamente sospeso…


Galactica
Galactica propone contratti separati secondo il tipo di connessione (ISDN o analogica).
Per molti aspetti, le offerte di Galactica sono paragonabili a quelle di Clic. Le due flat classiche sono Galaflat56 (a 70.000 lire al mese IVA inclusa) e Galaflat64 (a 99.000 lire al mese IVA inclusa). Più recenti, sono la Galaflat Easy e la Galaflat Lan 5. La prima è davvero il modello base per Galactica: come Galaflat56, ma con un limite alla casella di posta elettronica (5 mb massimo) e un prezzo ridotto (49.000 lire al mese IVA esclusa). La seconda è invece la flat più avanzata: prevede una connessione digitale con una lan sino a 5 persone (149.000 lire al mese IVA esclusa). Tutte le tariffe sono senza limiti di tempo e con un rapporto modem-utenti di 1:5.
Contratto annuale con pagamento mensile.

Infostrada
La flat di questo operatore è Libero@Sogno. Questa società, come la maggior parte, ha scelto la strada delle fasce orarie. Esiste solo una Flat serale, per cui si può parlare di semiflat.
Ci si può connettere dalle 18.30 alle 8.00 i giorni feriali e 24 su 24 i festivi. Il prezzo è di 35.000 lire IVA esclusa. Nelle altre fasce orarie è possibile comunque connettersi, ma a costo di una telefonata urbana con listino Infostrada.
Il rapporto modem-utenti non è fissato contrattualmente. Per quanto riguarda l’assistenza tecnica agli utenti, Libero@sogno si distingue dagli altri provider, che offrono un servizio di helpdesk gratuito o, in altri casi, al costo di una telefonata urbana; per l’assistenza di Libero@Sogno bisogna infatti pagare 395 lire al minuto + 200 Lire di addebito alla risposta, IVA esclusa.

Micanet
Le offerte di questo provider prevedono diverse tariffe in base sia alla durata del contratto scelto sia alle fasce orarie. Con pagamento annuale, sono previste: Flatnet Full (a 650.000 lire all’anno IVA esclusa, senza limiti di tempo), Flatnet Night (da mezzanotte alle 8.00 a 150.000 lire all’anno, IVA esclusa) e Flatnet Morning (dalle 9.00 alle 14.00 nei giorni feriali e 24 ore su 24 nei festivi), a 295.000 lire all’anno, IVA esclusa. Se si desidera un contratto senza limite di tempo, ma con scadenza in tempi più brevi, si può optare per Flatnet Full 90 Days (dura 90 giorni), a 250.000 lire IVA esclusa; oppure per Flatnet Full 60 Days (dura 60 giorni) a 99.000 lire IVA esclusa.
Il rapporto modem-utenti è di 1:5.

Wind
Internet No-Stop di Wind è un’opzione per la navigazione a costo fisso mensile, attivabile sugli abbonamenti 1088 Light e 1088 24 ore Light (basati sul calcolo degli scatti telefonici), per trasformarli in una flat. Per questo motivo, non è previsto un rapporto modem-utenti prestabilito, come nei normali contratti flat-rate. Il canone è mensile (60.000 lire IVA inclusa) e permette di navigare 24 ore su 24.

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  • Anonimo scrive:
    Okkio alla volpe...
    e brava Nokia: dicono "evviva l'open source" e intanto si fanno fare GRATIS il software da tanti ingenui boccaloni... ma mi meraviglio di voi!!! sembrate tanto svegli ma vi fate prendere per il culo da quelle 4 volpi finlandesi... OOOH! sveglia!!!! produrre software COSTA!!!! ma lo sapete quanti neuroni si devono bruciare e quanto tempo ci vuole per creare software di buon livello??? a me sta bene l'open source - e' una GRANDE E LIBERA SCUOLA per i giovani che vogliono farsi le ossa e il pelo ma CAZZO! che se ne approfitti una multinazionale con i soldi che gli escono dal bu.. del cu.. NO! NON CI STO!!!scusate l'incazzo...
  • Anonimo scrive:
    www.mp3nonstop.com
    www.mp3nonstop.com
  • Anonimo scrive:
    .....NELLA REDAZIONE DI PI C'E' UN PRETORIANO.....
    ...UNA QUINTA COLONNA....by Alien
  • Anonimo scrive:
    ....E' ARRIVATO IL TAGLIAERBE IN REDAZIONE???.....
    PARE DI SI'.
    • Anonimo scrive:
      Re: ....E' ARRIVATO IL TAGLIAERBE IN REDAZIONE???.....
      - Scritto da: Alien
      PARE DI SI'.Nel tuo caso, si tratta di "canigghia"
      • Anonimo scrive:
        Re: ....E' ARRIVATO IL TAGLIAERBE IN REDAZIONE???.....
        - Scritto da: FDG
        - Scritto da: Alien


        PARE DI SI'.

        Nel tuo caso, si tratta di "canigghia"DAVVERO???? SI PUO' SAPERE CHE CAZZO MI HA CENSURATO IL TAGLIAERBE???????DEVE ESSERE UN "MORIGERATO".
        • Anonimo scrive:
          NO, E' SOLO ARRIVATO L'IDIOTA DEL FORUM...
          Come al solito ti esprimi con idee e parole degne del peggior troglodita.Cresci, cavernicolo!ByeeZeross
          • Anonimo scrive:
            Re: NO, E' SOLO ARRIVATO L'IDIOTA DEL FORUM...
            - Scritto da: Zeross
            Come al solito ti esprimi con idee e parole
            degne del peggior troglodita.
            Cresci, cavernicolo!


            Byee
            ZerossHUAUUUUUU UN PRETORIANO INCAZZATO.Ma che ti incazzi perchè Nokia ha deciso di non farsi DRAGARE LE SACCOCCE dal DRAGA DI REDMOND e così vendere i suoi prodotti senza pagare PEGNI al DRAGAAAAAA?????????????????????????????Presto molti altri, come un DOMINO, abbandoneranno il DRAGA.
        • Anonimo scrive:
          Re: ....E' ARRIVATO IL TAGLIAERBE IN REDAZIONE???.....
          - Scritto da: Alien
          DAVVERO???? SI PUO' SAPERE CHE CAZZO MI HA
          CENSURATO IL TAGLIAERBE???????MA TE LA SEI LETTA LA POLICY DI QUESTO FORUM?MA TI SEI ACCORTO CHE COMUNQUE IL MESSAGGIO NON VIENE RIMOSSO?
  • Anonimo scrive:
    Un grande successo!!!
    Si prevede un grande successo per la Nokia!!!Hanno capito proprio tutto...
  • Anonimo scrive:
    .........QUANDO MICROSOFT CADRA'...........
    ESSENDO GRASSA, GROSSA E PELATA, FARA' MOLTO RUMORE......Sul mercato possono sopravvivere solo chi si comporta correttamente, prima o poi tutti I NODI VENGONO AL PETTINE, PRETORIANI, STATE TRANQUILLI.Giù la TESTA,.......COGLIONE...........(che film è?........., qiaòcono di Voi PARRUCCONI MASTERIZZATI, lo sa?).
  • Anonimo scrive:
    INDREMA
    Allora mi metto a pensare a Indrema ... che è fallita pure lei.Non ho visto Eazel, ma come ha detto Munehiro, non ho dubbi che sia un gran bel pezzo di software.Mi viene da pensare una cosa.Solo aziende del calibro di IBM, Nokia, ORACLE (e Microsoft stessa) si possono permettere di "regalare" il software e di sostenere le perdite relative. In parte poi i costi sono riassorbiti dal fatto che Linux è gratis (il che è più interessante del fatto che funzioni bene!)Voi che ne dite? Marco
    • Anonimo scrive:
      Re: INDREMA
      - Scritto da: Marco
      Voi che ne dite?Sei sicuro che i fatti corrispondano? E se scoviamo un po' di aziende di piccole e medie dimensioni che campano lavorando sull'open source?
      • Anonimo scrive:
        Re: INDREMA
        - Scritto da: FDG
        - Scritto da: Marco


        Voi che ne dite?

        Sei sicuro che i fatti corrispondano? E se
        scoviamo un po' di aziende di piccole e
        medie dimensioni che campano lavorando
        sull'open source?E allora?? Io non ci vedo mica nulla di male. Quello è essere furbi, non approfittatori. L'open-source ti permette di prenderti dei forgenti modificarli facendoti delle presonalizzazioni (leggere o pesanti) e rimettere in rete i sorgenti del tuo svluppo. Poi se ti vendi il programma e ci fai i soldi vuole dire che sei stato un ganzo. Pensi che sia facile prendere i sorgenti di un programma serio, modificarli rendendoli professionali e mettere il risultato sul mercato??Prova a dare un occhiata ai sorgenti di netscape (100 Mb e passa di codice). Prenderli, modificarli, compilarli e tirarci fuori un softwere migliore mica è roba da ragazzi!!
  • Anonimo scrive:
    EAZEL
    Guardate la news su Eazel.Ha appena chiuso per mancanza di capitali.L'Open Source va bene, ma ad un certo punto i soldi servono...Ciao, Marco
    • Anonimo scrive:
      Re: EAZEL
      - Scritto da: Marco
      Guardate la news su Eazel.
      Ha appena chiuso per mancanza di capitali.
      L'Open Source va bene, ma ad un certo punto
      i soldi servono...gia'... ma il problema e' che non si puo' tenere in piedi una azienda solo con un file manager, e i tanto sbandierati servizi a cui accedere via nautilus erano assolutamente irraggiungibili. Eazel sarebbe morta comunque (provate a pensare a cosa sarebbe successo se l'avesse prodotto closed source e pensate a quanti l'avrebbero preso).A questo punto il vantaggio dell'opensource si fa evidente. Nautilus e' tutto sommato un bel pezzo di software, ed ora come ora puo' essere raccolto da altri e lo sviluppo puo' proseguire.Se fosse stato closed source, sarebbe morto e sepolto.
      • Anonimo scrive:
        Re: EAZEL
        - Scritto da: munehiro
        A questo punto il vantaggio dell'opensource
        si fa evidente. Nautilus e' tutto sommato un
        bel pezzo di software, ed ora come ora puo'
        essere raccolto da altri e lo sviluppo puo'
        proseguire.
        Se fosse stato closed source, sarebbe morto
        e sepolto.Forse questa e' una delle preoccupazioni di Microsoft. Un concorrente che sviluppa software chiuso, quando muore, per ragioni che magari non hanno nulla a che fare con le sue capacita' di sviluppare software di qualita', si porta nella tomba i suoi prodotti.Il free software non muore per queste ragioni. Il free software premia i prodotti che sono in grado di attirare l'attenzione degli utenti e degli sviluppatori.Questo vuol dire che Microsoft non si puo' sbarazzare di un _prodotto_ concorrente ma solo delle societa' concorrenti. Certo, in una logica di concorrenza sana questo vincolo sarebbe accettabile: in fin dei conti nulla vieterebbe a Microsoft di fare concorrenza agli avversari proprio con gli stessi prodotti open source (ha le risorse economiche per acquisire maggiore visibilita' e investire sullo sviluppo di software open source gli costerebbe meno). Ma e' proprio grazie al suo software chiuso che Microsoft riesce ad attuare il suo monopolio. Il software aperto, come gli standard e i formati aperti, svincolano gli utenti da un particolare produttore/fornitore. La considerazione "non posso abbandonare Microsoft perche' nessuno mi offre un altro Word" non e' piu' vincolante. Certo, questo vale per anche su un mercato in cui siano presenti piu' prodotti chiusi. Ma a maggior raggione vale col free software, in cui nessuno ha la certezza di poter vincolare il mercato al proprio software.
        • Anonimo scrive:
          Re: EAZEL
          Questa riflessione non l'avevo mai fatta, ma mi sembra quanto mai vera e mi rincuora sulle possibilita' di avere finalmente un mercato pulito (o quasi) del software, senza i soprusi fatti da Microsoft (e per i quali e' stata condannata vedete java!!!)

          Forse questa e' una delle preoccupazioni di
          Microsoft. Un concorrente che sviluppa
          software chiuso, quando muore, per ragioni
          che magari non hanno nulla a che fare con le
          sue capacita' di sviluppare software di
          qualita', si porta nella tomba i suoi
          prodotti.

          Il free software non muore per queste
          ragioni. Il free software premia i prodotti
          che sono in grado di attirare l'attenzione
          degli utenti e degli sviluppatori.

          Questo vuol dire che Microsoft non si puo'
          sbarazzare di un _prodotto_ concorrente ma
          solo delle societa' concorrenti. Certo, in
          una logica di concorrenza sana questo
          vincolo sarebbe accettabile: in fin dei
          conti nulla vieterebbe a Microsoft di fare
          concorrenza agli avversari proprio con gli
          stessi prodotti open source (ha le risorse
          economiche per acquisire maggiore
          visibilita' e investire sullo sviluppo di
          software open source gli costerebbe meno).
          Ma e' proprio grazie al suo software chiuso
          che Microsoft riesce ad attuare il suo
          monopolio. Il software aperto, come gli
          standard e i formati aperti, svincolano gli
          utenti da un particolare
          produttore/fornitore. La considerazione "non
          posso abbandonare Microsoft perche' nessuno
          mi offre un altro Word" non e' piu'
          vincolante. Certo, questo vale per anche su
          un mercato in cui siano presenti piu'
          prodotti chiusi. Ma a maggior raggione vale
          col free software, in cui nessuno ha la
          certezza di poter vincolare il mercato al
          proprio software.
      • Anonimo scrive:
        Re: EAZEL
        - Scritto da: munehiro

        A questo punto il vantaggio dell'opensource
        si fa evidente. Nautilus e' tutto sommato un
        bel pezzo di software, ed ora come ora puo'
        essere raccolto da altri e lo sviluppo puo'
        proseguire.
        Se fosse stato closed source, sarebbe morto
        e sepolto.Wow... pensa come saranno felici quelli di Eazel... dopo aver speso parecchio (16 mesi di stipendio per i programmatori + tutto il resto per tenere in piedi un'azienda) si trova ora senza i fondi per terminare quello che ha iniziato e le tocca chiudere.Ora il primo pirla che passerà per la strada potrà prendere quel codice, terminarlo e proporlo sul mercato. Tutto questo alla faccia della Eazel che è andata in rovina per produrlo.Bello... veramente.Soprattutto incentiva ad iniziare grossi progetti Open Source.Aveva proprio ragione il vate quando scriveva "...nel doman non v'è certezza...".ByeeZeross
        • Anonimo scrive:
          Re: EAZEL
          - Scritto da: Zeross
          Wow... pensa come saranno felici quelli di
          Eazel... dopo aver speso parecchio (16 mesi
          di stipendio per i programmatori + tutto il
          resto per tenere in piedi un'azienda) si
          trova ora senza i fondi per terminare quello
          che ha iniziato e le tocca chiudere.E con questo, il fatto che sviluppassero free software, c'entra poco. Sviluppare software chiuso comunque non gli garantiva la sopravvivenza. Il problema e' che la loro offerta era povera, se si esclude il "regalo" di Nautilus, e il loro piano di ritorno economico fragile.
          Ora il primo pirla che passerà per la strada
          potrà prendere quel codice, terminarlo e
          proporlo sul mercato. Tutto questo alla
          faccia della Eazel che è andata in rovina
          per produrlo.
          Bello... veramente.Certo, piu' bello che vedere gli estimatori di Nautilus disperarsi per la morte del loro software preferito.
          Soprattutto incentiva ad iniziare grossi
          progetti Open Source.Soprattutto incentiva a non inizare progretti senza piani seri e precisi. IBM ti sembra stia agendo allo stesso modo?ciao
          • Anonimo scrive:
            Re: EAZEL
            - Scritto da: FDG

            E con questo, il fatto che sviluppassero
            free software, c'entra poco. Sviluppare
            software chiuso comunque non gli garantiva
            la sopravvivenza. Il problema e' che la loro
            offerta era povera, se si esclude il
            "regalo" di Nautilus, e il loro piano di
            ritorno economico fragile.Se tutto fosse Open Source, quindi come dici tu "un regalo", che piani di ritorno economico avrebbero le aziende?E' inutile... per quanto tu possa far pagare poco per un prodotto completamente Open Source, prima o poi arriverà qualcuno che con le tue idee (e poca fatica) proporrà qualcosa che costi ancora meno, o addirittura sia gratuito.
            Certo, piu' bello che vedere gli estimatori
            di Nautilus disperarsi per la morte del loro
            software preferito.Che lo finanziassero allora, invece di aspettarsi il regalo piovuto dal cielo!La gente non cambierà mai...
            Soprattutto incentiva a non inizare
            progretti senza piani seri e precisi. IBM ti
            sembra stia agendo allo stesso modo?Oddio... sono spiacente di informarti che IBM non lavora per il bene dell'umanità come suo scopo principale.Lavora per fare soldi... e pure parecchi; al pari di tutte le grandi aziende.E questi soldi li fa vendendo "ferro" per il 97% del suo fatturato.Semplicemente sta cavalcando la moda del momento di infilare Linux un po' in tutte le salse, che fa molto tendenza.E i suoi finanziamenti su Linux finora cos'hanno prodotto? Te lo sei chiesto?Beh se non lo sai ti rinfresco la memoria: una nuova versione di AIX (il sistema UNIX targato IBM) in grado di far girare, con pochissime modifiche al codice sorgente, gli applicativi scritti per Linux.Quindi nulla di Open Source.Se Sparta piange, Atene non mi pare abbia motivo di ridere.ByeeZeross
          • Anonimo scrive:
            Re: EAZEL
            - Scritto da: Zeross
            Che lo finanziassero allora, invece di
            aspettarsi il regalo piovuto dal cielo!
            La gente non cambierà mai...
            Byee
            ZerossZeross, c'e' gente che non concepisce le cose a pagamento solo perche' per loro il computer e' una spesa ed un modo per passare il tempo libero.Chi dall'uso del computer ricava un guadagno vede le cose in modo completamente diverso e non si crea stupidi problemi esistenziali perche' per lui il computer e' un mezzo e certamente le sue scelte non saranno dettate dall'orientamento politico o da altre stupidaggini.I professionisti sono sicuri delle loro scelte mentre i ragazzini mantenuti invece hanno ben altro a cui pensare tanto la mamma non gli fa mancare nulla.
        • Anonimo scrive:
          Re: EAZEL
          - Scritto da: Zeross
          Wow... pensa come saranno felici quelli di
          Eazel... dopo aver speso parecchio (16 mesi
          di stipendio per i programmatori + tutto il
          resto per tenere in piedi un'azienda) si
          trova ora senza i fondi per terminare quello
          che ha iniziato e le tocca chiudere.
          Ora il primo pirla che passerà per la strada
          potrà prendere quel codice, terminarlo e
          proporlo sul mercato.se eazel non ha saputo organizzare il suo business e' forse colpa degli utenti che usano il loro prodotto? perche' un utente si deve trovare senza supporto semplicemente perche' un'azienda si e' dimostrata incapace nel marketing?
          Tutto questo alla
          faccia della Eazel che è andata in rovina
          per produrlo.
          Bello... veramente.e' forse piu' bello vedere un'azienda che ti impone di aggiornare il software (pagandolo) perche' e' bacato?
          Soprattutto incentiva ad iniziare grossi
          progetti Open Source.a me pare che il team kde goda di buona salute, come anche suse, redhat e mandrake.
          • Anonimo scrive:
            Re: EAZEL
            - Scritto da: munehiro

            se eazel non ha saputo organizzare il suo
            business e' forse colpa degli utenti che
            usano il loro prodotto? perche' un utente si
            deve trovare senza supporto semplicemente
            perche' un'azienda si e' dimostrata incapace
            nel marketing?E se invece non fosse intrinsecamente possibile condurre stabilmente un'attivita' con il solo opensource?


            Tutto questo alla

            faccia della Eazel che è andata in rovina

            per produrlo.

            Bello... veramente.

            e' forse piu' bello vedere un'azienda che ti
            impone di aggiornare il software (pagandolo)
            perche' e' bacato? Chi ti garantisce che Nautilus verra' preso in consegna da qualcun altro?E soprattutto, perche' paghi i service pack ? :-)


            Soprattutto incentiva ad iniziare grossi

            progetti Open Source.

            a me pare che il team kde goda di buona
            salute, come anche suse, redhat e mandrake.Delle altre non so, ma la redhat si fa pagare, proprio per il servizio di patching.Max
          • Anonimo scrive:
            Re: EAZEL
            - Scritto da: Boh
            Delle altre non so, ma la redhat si fa
            pagare, proprio per il servizio di patching.

            MaxAd essere precisi il servizio si paga quando si è un'azienda con vari server linux. Altrimenti come singolo con PC basta registrarsi sul sito redhat e si ricevono gli avvisi degli aggiornamenti che poi si possono scaricare e installare gratis.
        • Anonimo scrive:
          Re: EAZEL

          Aveva proprio ragione il vate quando
          scriveva "...nel doman non v'è certezza...".A parte che non è esattamente così, ma sei sicura che fosse opera del Vate (Gabriele d'Annunzio). A me risuona un certo nome...tipo Lorenzo il Magnifico...
          • Anonimo scrive:
            Re: EAZEL
            - Scritto da: MAx
            A parte che non è esattamente così, ma sei
            sicura che fosse opera del Vate (Gabriele
            d'Annunzio). A me risuona un certo
            nome...tipo Lorenzo il Magnifico...Ho usato "vate" in minuscolo come licenza poetica e termine generale.Non mi riferivo al Vate, tranquillo :)ByeeZeross
  • Anonimo scrive:
    la coaa non mi convince
    Non lo so, io aspetterei di vedere i risultati prima di parlare....L'ultima volta che ho avuto a che fare con Nokia e' stato riguardo ad un loro ricevitore satellite (il fantastico ma da loro bistrattato mediamaster 9500s ) e la cosa non mi e' piaciuta per niente;infatti hanno per quasi un anno negato un accordo con telepiu' che invece alla fine esisteva e volevano 400mila per aggiornare il software del loro ricevitore quando per il suddetto lavoro servivano si e no 5 minuti e hadware per un valore commerciale di circa 10 mila lire ( end-user)....non so, io non mi fido molto
  • Anonimo scrive:
    ...e che gigante...
    Una ennesima prova della bontà della filosofia open-source .E se Nokia si affiderà alla open-sorce bisogna pure ammettere che la stessa open-source ha raggiunto una maturità tale da "prendersi il fardello" di portare avanti un progetto con il più grande produttore mondiale di telefoni mobili . Tutor®
    • Anonimo scrive:
      Re: ...e che gigante...
      - Scritto da: tutor®
      Una ennesima prova della bontà della
      filosofia open-source .

      E se Nokia si affiderà alla open-sorce
      bisogna pure ammettere che la stessa
      open-source ha raggiunto una maturità tale
      da "prendersi il fardello" di portare avanti
      un progetto con il più grande produttore
      mondiale di telefoni mobili .


      Tutor®Che e' gratis... immagino gia' i mila miliardi che risparmieranno.
  • Anonimo scrive:
    Due candidati ...
    Due strumenti che in futuro vorranno proporsi come home gateway (Media Terminal e PSX2), che hanno aperto le porte a linux e all'open source ... non male (sempre che AOL condivida le stretegie di SONY riguardo LINUX).Tra l'altro ... usando linux quelli di sony risparminao ben 80U$ di licenza OEM da pagare a Microsoft potendo vendere il proprio prodotto a 800.000 Lire piuttosto che a 990.000Ciao!Cla
  • Anonimo scrive:
    ...SEMPRE PIU' NON ACCETTANO PIU'........
    .....DI PAGARE PEGNO AL DTRAGA DI REDMOND.....
    • Anonimo scrive:
      Re: ...SEMPRE PIU' NON ACCETTANO PIU'........
      - Scritto da: Alien
      .....DI PAGARE PEGNO AL DTRAGA DI
      REDMOND.....Questa, tra il free software e Microsoft, e' una battaglia "politica" (non del tipo di politica di cui discutono gli uomini politici Italiani). E una battaglia politica si vince con gli argomenti (chiari, logici, razionali e concreti), non con le urla, gli insulti e gli slogan di bassa lega. Anzi, l'atteggiamento irrazionale e aggressivo fa piu' danno che altro. Quindi, per piacere, togli le maiuscole e smettila di deliare.
  • Anonimo scrive:
    Open Mind

    "Noi preferiamo avere una piccola parte di un
    grande mercato piuttosto che, come sarebbe
    successo se ci fossimo avvalsi di tecnologie
    proprietarie, una larga parte di un piccolo
    mercato".Vedo che finalmente qualcuno inizia a credere che si possano fare soldi anche sposando una filosofia open!Nokia si dimostra ancora una volta all'avanguardia mentre altri si fanno cullare ancora dalla old economy e dalla filosofia closed dei brevetti che contrariamente a quanto dice Microsoft e' il principale ostacolo all'innovazione piuttosto che il contrario.Mi sta venendo un'idea: dovrei spedire la frase di Nelger alla Apple.Meglio di no, tanto se non hanno capito in tutti questi anni... o forse sono proprio loro a preferire un piccolo mercato?Ciao.
    • Anonimo scrive:
      Re: Open Mind
      - Scritto da: Leonardo

      "Noi preferiamo avere una piccola parte di
      un

      grande mercato piuttosto che, come sarebbe

      successo se ci fossimo avvalsi di
      tecnologie

      proprietarie, una larga parte di un piccolo

      mercato".

      Vedo che finalmente qualcuno inizia a
      credere che si possano fare soldi anche
      sposando una filosofia open!

      Nokia si dimostra ancora una volta
      all'avanguardia mentre altri si fanno
      cullare ancora dalla old economy e dalla
      filosofia closed dei brevetti che
      contrariamente a quanto dice Microsoft e' il
      principale ostacolo all'innovazione
      piuttosto che il contrario.

      Mi sta venendo un'idea: dovrei spedire la
      frase di Nelger alla Apple.
      Meglio di no, tanto se non hanno capito in
      tutti questi anni... o forse sono proprio
      loro a preferire un piccolo mercato?

      Ciao.Non per dire ma anche in italia qualcuno ci crede sul serio: www.mosaicostore.it
    • Anonimo scrive:
      Re: Open Mind
      - Scritto da: Leonardo
      "Noi preferiamo avere una piccola parte di un
      grande mercato piuttosto che, come sarebbe
      successo se ci fossimo avvalsi di
      tecnologie
      proprietarie, una larga parte di un piccolo
      mercato".Mi trova pienamente d'accordo.La filosofia è sempre la stessa: Fa + male una bomba grande grande oppure tante piccine? E' meglio guadagnare 100 lire da ognuno di un milione di clienti oppure 10.000 da diecimila clienti? Con la differenza che non posso predire quanti clienti avrò disposti a sborsare 10K£ piuttosto di 100£.'Iao
  • Anonimo scrive:
    Se qualcuno avesse in mente di cambiare paese...
    ... la Finlandia promette bene!
    • Anonimo scrive:
      Re: Se qualcuno avesse in mente di cambiare paese...
      - Scritto da: Max
      ... la Finlandia promette bene!Non tutti amano i climi freddi.Io sarei andato volentieri a Cuba, se non l'avesse distrutta gli Stati Uniti...
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