Stanford, la biblioteca che non c'è

Passaggio al digitale per gli scaffali di ingegneria: oltre 60mila volumi digitalizzati e rintracciabili nel database

Roma – L’Università di Stanford ha programmato un cambiamento non da poco: quando ad agosto aprirà la nuova biblioteca di ingegneria , rispetto alla precedente avrà l’85 per cento di libri in meno. Spazio, invece, ad un servizio che offre gli stessi volumi digitalizzati e ricercabili in un archivio online consultabile dagli studenti.

Il nuovo sistema terrà fisicamente a disposizione 10mila libri (quelli più consultati negli ultimi 5 anni), mentre il resto (oltre 60mila titoli, per lo più riviste) saranno forniti solo in formato digitale.

A convincere gli amministratori al cambiamento, le statistiche che mostrano come gli studenti (in particolare quelli di ingegneria) negli ultimi anni non prendano più molti libri in prestito, limitandosi a consultarli velocemente per citazioni o controlli.

Il tempo (e lo spazio) potrà essere utilizzato dai bibliotecari, secondo le intenzioni dei responsabili del nuovo sistema, per offrire servizi aggiuntivi o organizzare laboratori.

Claudio Tamburrino

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  • ephestione scrive:
    In effetti è realistico
    Col mare di sciocchezze che già normalmente circola sui sosciàl nèttuòrc, dei contenuti inutili generati ad arte per contenere messaggi opportunamente modulati dovranno mimetizzarsi alla perfezione col il resto :D Da quel punto di vista sono ancora più sicuri, visto che se un file con contenuto apparentemente casuale, non riconducibile a nessun formato conosciuto, potrebbe essere identificato come un volume cifrato, anche se il contenuto rimarrebbe al sicuro in assenza della chiave, con questo metodo il sospetto, se proprio dovesse sorgere, riguarderebbe l'intero panorama delle relazioni telematiche "spicciole" dell'intero globo, e sarebbe ingestibile qualunque tipo di indagine.
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