Su AMD le durissime accuse di una mamma

Una dipendente sostiene che il chipmaker l'avrebbe intenzionalmente esposta a sostanze nocive nonostante la sua gravidanza. E questo avrebbe provocato nel bambino gravi difetti fisici e mentali

Roma – Sta facendo molto rumore l’accusa di una madre texana, ex dipendente di Advanced Micro Devices Inc. , che imputa al suo ex-datore di lavoro la colpa per i difetti con cui è venuto al mondo suo figlio . Maria Ruiz, che ha lavorato nella clean room dello stabilimento Fab 14 di AMD tra il 1988 e il 2002, cerca ora un risarcimento per la negligenza della società e dell’associazione medica regionale a cui si era rivolta.

Il figlio Ryan Ruiz, che ha compiuto 16 anni lo scorso 31 ottobre, soffre di molteplici difetti fisici – inclusa la mancanza del braccio destro al di sotto del gomito – e mentali, con danni permanenti al cervello e gravi difetti cognitivi. La colpa, secondo i legali della famiglia Ruiz, è tutta del celebre produttore di microprocessori, che avrebbe volontariamente esposto a sostanze nocive i dipendenti delle stanze sterili adibite alla produzione di CPU.

Maria Ruiz sostiene di avere persino richiesto cure mediche durante il periodo della gravidanza, dopo aver respirato esalazioni chimiche tossiche. E non è servito nemmeno rivolgersi al personale medico della Austin Regional Clinic per ricevere consigli in merito: la causa riguarda anche lo staff medico di quest’ultima, accusato di non aver messo sufficientemente in guardia la donna dai pericoli per la sua gravidanza derivanti dall’esposizione agli agenti chimici.

A rappresentare la famiglia Ruiz è un team di esperti legali specialisti del campo, già responsabili di una causa omologa contro IBM finita col patteggiamento prima di approdare in tribunale. “Come milioni di americani – sostengono gli avvocati interessati del caso – Maria Ruiz non si è resa conto in tempo che le cosiddette clean room sono state progettate per tenere le particelle di polvere lontane dai wafer di semiconduttori durante la produzione, non per proteggere gli uomini e le donne esposti ad una serie di materiali ed esalazioni chimiche pericolosi”.

La causa costringerà AMD a rispondere alle accuse di negligenza, violazione di garanzie, frode e occultamento fraudolento. In quello che si prospetta come un caso dal forte risalto mediatico, i legali della donna sono apparentemente alla ricerca, per mezzo di spot televisivi locali, di chiunque possa fornire informazioni e know-how sulle famigerate “clean room” e sui meccanismi di produzione dei semiconduttori.

Alfonso Maruccia

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