Su Linux un Java in salsa wireless

Due società del settore mobile hanno unito le forze per spingere sul mercato una piattaforma integrata Linux/Java per gli smart phone. Per accendere la miccia del mercato dei cellulari Linux-based


Sunnyvale – Scommettendo sul nascente mercato dei telefoni cellulari basati su Linux, MontaVista Software e Esmertec hanno deciso di unire le rispettive tecnologie e dar vita ad una piattaforma integrata Linux/Java per gli smart phone.

L’accoppiata tra Linux e Java sul mobile non è certo una novità, tuttavia la stretta integrazione tra la distribuzione embedded di MontaVista e il software multitasking Jbed Advanced basato sulla piattaforma J2ME (Java 2 Micro Edition) promette di tagliare i costi d’implementazione e accelerare lo sviluppo di nuove applicazioni. Le due partner includeranno, all’interno della propria soluzione, una suite di programmi J2ME e un ambiente di sviluppo orientato agli oggetti.

Il sistema operativo di MontaVista è già stato utilizzato da Motorola all’interno di tutti i propri modelli di telefono cellulare basati su Linux, tra cui l’E680, l’A768 e e l’A780. Una scelta seguita più di recente anche da NEC, con l’ N900iL e da Panasonic con il P901i . La piattaforma Java di Esmertec gira invece su alcuni smart phone di Sendo.

Sebbene la quasi totalità dei cellulari basati su Linux venga oggi venduta in Cina, le cose sembrano destinate a cambiare presto. Nel corso dell’anno Motorola prevede di lanciare da 8 a 10 nuovi modelli di smart phone Linux-based, di cui buona parte anche in Occidente, mentre Panasonic ha già stretto accordi per la distribuzione del suo P901i in USA.

Alcuni analisti prevedono che Linux diverrà il principale sfidante delle piattaforme Symbian OS e Windows Mobile for Smartphone ma prima che ciò avvenga potrebbero volerci ancora diversi anni.

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  • Anonimo scrive:
    Re: Adesso Basta!
    - Scritto da: Anonimo
    Peccato che a livello pratico se io e te
    giochiamo a tennis, a calcio o a bocce e se
    vogliamo che il risultato sia omologato e
    riconosciuto da altri che non siamo io e te,
    abbiamo bisogno di un arbitro. E l'arbitro,
    dai dilettanti ai mondiali... si paga!!!!!Ma, in questo caso, stai parlando di Moreno?:|
  • Sky scrive:
    Re: Siamo arrivati a Java... :)
    - Scritto da: Anonimo

    Sì... c'è del buono

    anche nel

    centrodestra (personalmente rispetto

    gente

    come Tabacci o Pisanu, per esempio)...
    Massì dai, io ci aggiungerei anche
    Monti ;) Per la miseria... ma sai che hai ragione?!!!! L'esimio Mario Monti mi era totalmente sfuggito. :-O Lo stimo talmente tanto che ero convinto fosse di sinistra... ;) :Dhttp://www.unita.it/index.asp?SEZIONE_COD=genovaf&TOPIC_TIPO=&TOPIC_ID=37621http://www.democraticicristiani.it/giadetto2001.html(n.b. questa è una "destra" che potrei accettare) ;)
  • Anonimo scrive:
    Re: Certificazione delle email
    - Scritto da: Anonimo

    Non e' cosi' che funziona. Tu
    l'autocertificazione la presenti e basta,
    loro devono darti il certificato. Non devi
    metterti a discutere. Chiama i vigili. Se
    non vengono velocemente, chiama i
    carabinieri. Nel giro di 30 minuti hai in
    mano tutto quello che ti serve per
    l'autocertificazione, la firmi, e la
    consegni, di fronte ai vigili. Punto.

    Se poi ti preoccupi perche' il dipendente ti
    guarda male ... beh, e' lo stesso motivo per
    cui ancora esiste la mafia, se vuoi che le
    cose cambino devi esporti un po', e di certo
    il rischio non e' lo stesso che quello di
    denunciare un esattore del pizzo. Quindi
    niente lamentele.Si, teoria e' cosi'
  • HotEngine scrive:
    Il sito del CNIPA? Zeppo di errori...
    http://snipurl.com/cfmwhttp://snipurl.com/cfmzE questo dovrebbe essere il pomposo "Centro Nazionale per l?Informatica nella Pubblica Amministrazione "
  • Anonimo scrive:
    Concludendo
    LE finte raccomandate digitali se le possono scambiaresolamente due indirizzi PEC.Percio' chi sara agevolato da tutto cio' sara solo la P.A. e affiliati.Nel mondo reale e' uno standard senza futuro.Nessuno l'adottera' mai.I certificatori sono limitati numericamente, e nessunoaderira mai ad uno standard cosi chiuso per poi pagare!!!!BHA.
  • robbino scrive:
    Posta Certificata??NO GRAZIE
    Scusate l'ignoranza... ma dopo aver dato una lettura al documento che elenca i certificatori .... BANCHE Banche e taaante banche ..... a noi poveri utenti spammati cosa ce ne frega della certificazione??? perche' i provider si spaventano? io continuero' a usare il mio provider locale che fin ora e' stato efficente, cortese e ... scusate se poco ...... ECONOMICO!!I vari utenti istituzionali e non sicuramente sono gia' aggganciati ai grossi distirbutori capofila telecom e a seguire wind, tiscali fastweb ecc. (anche loro con un folto stuolo di user in verita') ma oramai presenti da tempo in un mercato abbastanza statico .... tant'e' che abbiamo gia letto su P.I. dei prezzi adsl esosi rispetto a quelli francesi ... e cose simili.Provider fate dei prezzi convenienti e sopratutto continuate a bastonare telecom affinche' vi faccia lavorare dignitosamente a prezzi europei!!
  • Anonimo scrive:
    Gestore posta remota
    Io uso Foxmail per vedere se c'è della posta per me, e decidere così di scaricarla o meno. Siccome ho una connessione col modemino, evito così di scaricare minchiate che non mi interessano e mi farebbero perdere tempo.In questo caso, se io decido di non ricevere la posta perchè sospetto che sia una grana, a cosa vado incontro ?In definitiva, il server certifica che l'ho ricevuta o no ?Oppure si dovranno usare solo dei programmi di gestione posta certificati ?Grazie, ciao
    • Anonimo scrive:
      Re: Gestore posta remota
      - Scritto da: gamfabi
      Io uso Foxmail per vedere se c'è
      della posta per me, e decidere così
      di scaricarla o meno. Siccome ho una
      connessione col modemino, evito così
      di scaricare minchiate che non mi
      interessano e mi farebbero perdere tempo.

      In questo caso, se io decido di non ricevere
      la posta perchè sospetto che sia una
      grana, a cosa vado incontro ?
      In definitiva, il server certifica che l'ho
      ricevuta o no ?E' espresso in modo esplicito che la ricevuta di ritorno viene inviata nel momento in cui il mailserver riceve la mail, a prescindere che tu la scarichi o meno o che tu ci dia una sbirciatino con foxmail

      Oppure si dovranno usare solo dei programmi
      di gestione posta certificati ?Sarebbe l'apoteosi del ridicolo, ma visto come sono state fatte le cose non ci sarebbe da stupirsene. Probabilmente ti faranno installare del software apposito che si integra solo con outlook, ma questo non l'ho ancora visto scritto da nessuna parte e spero che cio' non accada.
  • AnyFile scrive:
    Si ufficializza il log ancor di piu'
    Sempre contro la privacy!!Gia' c'e' una legge che obbliga i provider a registrare tutti i mesaggi di posta elettronica (e la cosa suona strana visto che le poste non tengono traccia di ogni lettera e cartolina!)Visto che qualcuno ha gia' stortato il naso a questo invadente log, ora ci sara' un motivo in piu' per poter dire che questo log e' necessario: altrimenti il sistema di posta certificata non funziona piu'.
    • Anonimo scrive:
      Re: Si ufficializza il log ancor di piu'
      - Scritto da: AnyFile
      Sempre contro la privacy!!
      Visto che qualcuno ha gia' stortato il nasoStortato? ARGHSempre contro la grammatica itaGLiana!
  • AnyFile scrive:
    Ma cosa certifica?
    Ma cosa certifica questa procedura?Il fatto che sia stato consegnato *A ME* il messaggio? Direi proprio di no!Le linee guide dicono testualmente--La ricevuta di avvenuta consegna è rilasciata contestualmente alla disponibilità del messaggio nella casella di posta elettronica del destinatario, indipendentemente dall avvenuta lettura da parte del soggetto destinatario.--Questo non puo' certo essere paragonato ad una raccomandata postale. In una raccomandata devo essere il destinatario a firmare, non e' mica il postino che attesta al mittente che lui ha messo nella casella la lettera!!!Per la cronaca la possibilita' di inviare Raccomandate on-line esiste di gia'ho trovato qualcosa su http://www.poste.it/online/postaraccomandataonline/a_index.shtml(ma non ho letto, perche' c'e' il rischio che sia talmente complicato da farmi venire il mal di testa)
  • AnyFile scrive:
    Re: settanta euro e ti passa la paura
    - Scritto da: Anonimo
    Leggendo le clausole di una degli enti
    certificatori,
    un famoso gruppo bancario, leggo che la
    "custodia" del certificato costa ben 70
    euro. [...]Ma se uno deposita il certificato, come fa ad usarlo per firmare?
  • Anonimo scrive:
    Re: Certificazione delle email
    - Scritto da: Anonimo
    Giusto per sapere, tu come la faresti la
    certificazione dell'email (SE la faresti) ?
    Io la trovo molto utile per evitare
    fregature....Tanto per cominciare, evitando che lo Stato abbia un altro monopolio da regalare in gestione agli amici degli amici. Altrimenti non si vengano poi a lamentare che non ci sono imprenditori: scelgano uno standard e si facciano da parte.
  • Anonimo scrive:
    Re: Siamo arrivati a Java... :)

    Sì... c'è del buono anche nel
    centrodestra (personalmente rispetto gente
    come Tabacci o Pisanu, per esempio)... Massì dai, io ci aggiungerei anche Monti ;)
  • Anonimo scrive:
    Re: Certificazione delle email
    Non e' cosi' che funziona. Tu l'autocertificazione la presenti e basta, loro devono darti il certificato. Non devi metterti a discutere. Chiama i vigili. Se non vengono velocemente, chiama i carabinieri. Nel giro di 30 minuti hai in mano tutto quello che ti serve per l'autocertificazione, la firmi, e la consegni, di fronte ai vigili. Punto.Se poi ti preoccupi perche' il dipendente ti guarda male ... beh, e' lo stesso motivo per cui ancora esiste la mafia, se vuoi che le cose cambino devi esporti un po', e di certo il rischio non e' lo stesso che quello di denunciare un esattore del pizzo. Quindi niente lamentele.- Scritto da: Anonimo....

    Il MIO comune ha chiesto il MIO certificato
    di nascita per il matrimonio, e ho dovuto
    farlo allo sportello, pagare e consegnarlo
    all'impiegato dell'ufficio accanto!
    L'autocertificazione io ho provato a farla,
    ti dicono "mmmh si ma forse e' meglio il
    documento dello sportello. Si fa prima/c'e
    tutto/insomma porto avanti la pratica. Hai
    fretta o no?" (io personalmente non avrei
    affatto fretta di fare documenti e carte, ma
    devo farli per adempiere a norme e
    procedure, di conseguenza se voglio comprare
    una casa/sposarmi/esistere devo fornire
    tutti i documenti, quindi ho fretta).
    Anche questa e' la burocrazia, la resistenza
    dei singoli uffici a cambiare.
    Altro esempio: molti impiegati non voglio un
    fax, parificato per legge al fdocumento
    originale, ma proprio l'originale. Le leggi,
    che esistono, non vengono applicate dagli
    impiegati, che vessano il cittadino. Bella
    forza che li puoi denunciare, passi la vita
    con il giudice quando invece hai altro da
    fare, tu vuoi solo la pratica conclusa in
    fretta, peche' gia' e' una seccatura andare
    in uffici e fare carte, figuriamoci se ho
    tempo di denunciarli, andare a testimoniare,
    seguire la cosa.
  • Mijato scrive:
    Le banche
    risposta alla tua domanda, e aggiungo anche i capitali privati delle grandi famiglie il cui motto (famiglia ricca, azienda povera) è sempre attuale, si pensi a Fiat, Parmalat etc. E quando il potere cambierà di mano anche la Fininvest busserà per l'Aiuto Di Stato: scommetiaaaamo aaammisciiii?Anzi no, ripensando al digitale terrestre, mi pare che l'aiuto di stato ci sia di già per Fininvest. Votate Berlusconi e guardatelo diventare sempre più ricco, sempre più al di sopra della legge, impunito e impunibile.Va bene così, sennò arrivano i comunisti!! Brrrr che pauraaaa!!Quelli mangiano i bambini, Berlusconi solo i tuoi soldi, dai ... ci si può stare, eh!
  • Anonimo scrive:
    Re: Esempi pratici...


    Piccolo appunto tecnico, giusto per
    stabilire le responsabilità
    amministrative.
    A seguito di Tangentopoli, gli
    amministratori di un Comune non hanno
    più titolo a decidere chi sia la
    ditta appaltatrice di un Contratto di
    Appalto.
    C'è un specifica commissione
    costituita di volta in volta, composta di
    funzionari, impiegati e tecnici del settore
    specifico, che vagliano le Offerte e
    decidono a quale Ditta assegnare l'appalto.
    In ogni caso, come provider, per poter istituire delle caselle di posta certificate come requisito è necessario disporre di almeno un milione di euro di capitale sociale, quindi, abbiamo tutte le garanzie necessare affinchè non ci siano manipolazioni e movimenti foschi di quantitativi più o meno consistenti di denaro... no?
  • Anonimo scrive:
    Innovazione, business e burocrazia
    Già oggi noi possiamo acquistare presso note CA certificati che attestano la nostra identità da utilizzare per inviare messaggi email, dove sia il mittente che l'autenticità del messaggio sono garantiti. Le tecnologie alla base sono le stesse e sono state quindi ritenute valide, manca una regola per l'invio di ricevute di ritorno (da parte del cittadino) che ne attestino l'avvenuta consegna e la temporalità. Al di la delle critiche mosse dall'assoproviders che a me sembrano corrette (un milione di euro di capitale sociale che razza di garanzia è? per chi? a che serve realmente?) la mia domanda è: come mai non è stato compiuto il passo antecedente che sarebbe di gran lunga più utile per il cittadino? ossia, come mai i certificati di identità emessi ad esempio da verisign non hanno valore per la legge? o meglio, perchè non istituire una CA dello stato italiano, ad esempio come servizio dell'anagrafe, che ci permetta di firmare le nostre comunicazioni in modo inconfutabile e dare quindi riconoscimento formale alle nostre mail? La ricevuta di ritorno, quantomeno nel caso più comune, dovrebbe essere emessa dall'ente pubblico destinatario il quale il più delle volte è tenuto a dare delle risposte entro termini previsti dalla legge.In fondo, se si vanno a vedere le specifiche tecniche, vediamo che viene data ufficialmente validità a un certificato elettronico di identità basato su chiavi asimmetriche e allora perchè non poterlo richiedere come se fosse un normale documento di identità?La situazione reale invece è che se oggi vogliamo avere comunicazioni formali con un ente pubblico per via email siamo costretti ad acquistare caselle di posta certificate che molto probabilmente non corrisponderanno alla nostra email abituale e che saremo però costretti a controllare quotidianamente, visto che se una comunicazione ci viene inviata su questa casella, dal momento che viene ricevuta dal server formalmente è come se l'avessimo letta. Per chi? solo per aziende che in qualche modo saranno obbligate ad averla e per i cittadini modello che non avranno mai timore di una raccomandata?A me questo sembra il paradosso della burocrazia nell'era di internet.Anzichè cominciare ad utilizzare i mezzi disponibili ce ne inventiamo di nuovi, facendo molta attenzione a come e a chi l'eventuale tornaconto deve essere distribuito. Se le cose fossero fatte meglio e nell'interesse di tutti sarebbero più utili.
  • Lamb scrive:
    Re: Un paio di chiarimenti

    Solito articolo di FUD, linciaggio
    anti-governativo e vaccate assortite di PI,
    che ormai a definire testata giornalistica
    ci vuol coraggio, francamente. State cadendo
    sempre più in basso.Gia'. Peccato che tu non abbia letto quel che e' scritto.
    La mail certificata NON SERVE a garantire
    l'autenticità del mittente e del
    messaggio! NON è un rimpiazzo al PGP!Leggo:"La PEC è in sé evidentemente una vera e-revolution. La nuova email può in pratica sostituire la tradizionale raccomandata con ricevuta di ritorno, perché per ogni parte della comunicazione elettronica, pubblica o privata, compresi gli allegati, diventa possibile dimostrare non solo che l'email è partita, ma anche che è stata ricevuta."Dove si parla di autenticazione?
    Vuole, semplicemente, sostituire la classica
    raccomandata postale con ricevuta di
    ritorno!Appunto, welcome to the PEC ;)

    Perchè la fate? Non certo per
    autenticare la vostra lettera!!! Serve per
    avere un attestato che certifichi che voi
    avete spedito la tal lettera in tal giorno,
    che questa è arrivata al
    destinatario, che l'ha ritirata in
    quell'altro giorno.Sembra di leggere l'articolo di PI
    A questo serve la posta certificata!
    Che poi, nel fare questo, garantisca
    l'autenticità della mail è
    secondario. Non è il suo fine!Vabbe' ma allora lo fai apposta, hanno ragione quelli che se la prendono con te
    Altra cosa. Come la raccomandate, si paga
    EXTRA, quindi NON è gratis! E' un
    servizio che serve solo in certi casiGia'. Si parla anche di questo in effetti su PI oggi..
    Normalmente non ve ne fregherà niente
    della posta certificata, non ci spedirete le
    mail ad amici, parenti, clienti, fornitori,
    ecc.... In verità probabilmente non
    ne spedirete molte nell'intero arco della
    vostra vita!Tua opinione, naturalmente. Io penso il contrario, saranno tante almeno quante le raccomandate (non so tu ma a me tocca mandarne di continuo)ciaoLamberto
  • Anonimo scrive:
    Re: E lo spam?
    L'indirizzo di Posta Elettronica Certificata presuppone di ricevere/scambiare email solo con altri indirizzi/sistemi di PEC (vedi Appendice dell'Allegato Tecnico CNIPA). Nel momento in cui la mail che ci arriva non proviene da un mittente che soddisfa i controlli formali sui messaggi in ingresso, sarà il provider PEC stesso a scartarla.
  • Anonimo scrive:
    L'imprenditore
    Abbiamo dato il nostro paese in mano a un imprenditore di successo affinchè lo rendesse prospero come le sue aziende e vi ci dedicasse le stesso impegno e passione. Quello che forse non abbiamo considerato è che dalle sue aziende lui ci trae profitto perchè questa è la giusta finalità dell'imprenditoria e la più spiccata vocazione di un grande imprenditore. Con la sua logica e i suoi metodi di successo si è formato il suo governo, a sua immagine e somiglianza come è ovvio, e ora non ci lamentiamo se tutta questa gente svolge in modo così egregio il proprio lavoro, cioè fa affari.
  • Anonimo scrive:
    Che i provider chiedano una petizione
    Allora siamo o non siamo un altra cosa rispetto alle prassi politiche e alla comunicazone mediatica?E allora invece che fare comunicati di stampo lobbistico-politico, che gli Asp chiedano ai loro utenti business e non di mandare una mail o fare una petizione che costringa lo stanco Stanca a fare un bel passo indietro sui suoi amichetti provider in lista...(sembra una disco..).Anche perche' sia io che la mia societa' siamo ben lieti di smetterla di dare 2 Euro per mandare racc a qualche cliente insolvente o qualche padrone di casa scorretto!!!P.S.Notare QUALI BANCHE sono in lista... tutte quelle con trascorsi giudiziari.... chi vuol capire capisca....
  • Anonimo scrive:
    Re: quando il gioco si da duro---
    - Scritto da: Anonimo
    E' proprio vero che quando il gioco si fa
    duro solo chi si può comperare
    l'arbitro continua a giocare...Moggi?
  • Anonimo scrive:
    Benvenuti nel mondo reale.
    E' la prima volta che investite tempo e denaro per qualche cosa (tipo: laurea, nuova azienda, lavoro) che poi vi viene sottratto sotto il naso dal solito disonesto (tipo:il diplomato smanettane figlio della segretaria, l?appaltatore con l'appalto truccato, il raccomandato di turno ecc..)? A me è successo più volte e alla fine saltava fuori che la colpa era mia. Non siete nel giro dei certificatori DOC? COLPA VOSTRA!Non siete in grado di trattare con i piani superiori!Se foste stati VERAMENTE capaci a quest?ora sareste anche voi dei ?Certificatori certificati?! Non avete ragionato sempre così in questo forum?Volete veramente cambiare le cose? Scendete dal pero e incominciate ad essere meno stron7i con i vostri diretti vicini. L?onestà parte da noi.
  • Anonimo scrive:
    Terminologia
    ... cosa non mi piace di punto-informatico? dovrebbe fare qualche riferimento a materiale tecnico preciso, non riportare solo le proteste.Con "gestore di posta" generalmente si intende un mua in italiano, per indicare il server di posta si dice .. appunto.Ma dalla documentazione esce questa nuova terminologia.In poche parole i link che mancano all'articolo:http://www.cnipa.gov.it/site/_files/Posta-Certificata---Allegato-Tecnico.pdfe (volendo) anche:http://www.cnipa.gov.it/site/_files/Posta-Certificata---Linee-guida.pdf
  • Anonimo scrive:
    Spiegazioni please !
    Scusate, ma ho bisogno di un chiarimento:Supponiamo che1) Tizio debba inviare una raccomandata a/r a Caio; 2) Tizio ha email tizio@tizio.it;3) Caio ha email caio@caio.it;4) L'ente certificatore è Sempronio e fornisce account di posta;Tizio deve inviare una mail a Caio attraverso l'account "Sempronio" o semplicemente tizio@tizio.it scrive a caio@caio.it passando attraverso la certificazione di Sempronio (ad esempio con un soft fornito gratuitamente o a pagamento da Sempronio) ?Tizio deve pagare il servizio di recapito posta certificata a Sempronio ?Insomma il mio caro e vecchio indirizzo di posta elettronica lo posso mantenere per inviare mail certificate ?????Grazie !!!!!!!!!!!!!!!
    • Anonimo scrive:
      Re: Spiegazioni please !
      - Scritto da: Anonimo
      Scusate, ma ho bisogno di un chiarimento:
      Supponiamo che
      1) Tizio debba inviare una raccomandata a/r
      a Caio;
      2) Tizio ha email tizio@tizio.it;
      3) Caio ha email caio@caio.it;
      4) L'ente certificatore è Sempronio e
      fornisce account di posta;
      Tizio deve inviare una mail a Caio
      attraverso l'account "Sempronio" o
      semplicemente tizio@tizio.it scrive a
      caio@caio.it passando attraverso la
      certificazione di Sempronio (ad esempio con
      un soft fornito gratuitamente o a pagamento
      da Sempronio) ?
      Tizio deve pagare il servizio di recapito
      posta certificata a Sempronio ?
      Insomma il mio caro e vecchio indirizzo di
      posta elettronica lo posso mantenere per
      inviare mail certificate ?????
      Grazie !!!!!!!!!!!!!!!Ovviamente e' tutto un magna-magna, ma perche' poi l'assoprivider abbia partecipato alla sperimentazione e protesti solo ora non si sa.Leggere: http://www.cnipa.gov.it/site/_files/Posta-Certificata---Linee-guida.pdfe http://www.cnipa.gov.it/site/_files/Posta-Certificata---Allegato-Tecnico.pdf
      • Anonimo scrive:
        Re: Spiegazioni please !
        No.. le caselle devono essere entrambe certificate.E' l'unica soluzione sicura e seria. il resto è fuffa...
    • Anonimo scrive:
      Re: Spiegazioni please !
      Nel tuo caso non c'è bisogno di sempronio, semplicemente sia tizio che caio devono disporre di un certificato emesso da un'authority da entrambi riconosciuta. Potete quindi firmare i vostri messaggi in modo tale che nessuno possa metterne in dubbio la provenienza. Il provider inoltre potrebbe fornire un servizio aggiuntivo, ossia una ricevuta di ritorno (firmata con il proprio certificato) che attesta che il messaggio non si è perso in giro per la rete, ma questo non vuol necessariamente dire che il destinatario ha letto la mail, ma solo che il suo provider la ha ricevuta.Nel caso in questione però non stiamo parlando di comunicazioni tra privati cittadini ma di comunicazioni con enti pubblici come mittenti (e forse destinatari). In pratica se tu vuoi che usufruire di questo servizio devi avere una casella di posta elettronica necessariamente presso un provider riconosciuto. Poi sei libero di utilizzare il tuo vecchio account di posta, ma occhio perchè se un ente pubblico ti manderà una raccomandata sulla tua casella certificata e tu ti dimenticherai di scaricarla, la ricevuta di ritorno partirà ugualmente e formalmente sarà come se tu l'avessi effettivamente ricevuta e letta.
  • Ekleptical scrive:
    Re: Esempi pratici...

    . In un sistema di questo genere
    è la CA, ossia chi rilascia i
    certificati che deve essere
    indiscutibilmente riconosciuta dallo stato.
    I provider dovrebbero semplicemente
    acquistare un certificato di identità
    dalla CA per poter supportare questo
    sistema.Continuiamo a non capire. Io, comune di Paperopoli, ho il mio server mail, non uso Libero o un provider. Mi compro il mio certificato dal tuo ente terzo. Dopodichè mi farlocco tutte le date, come cacchio mi pare, tanto i server sono miei!Chi me lo impedisce?
    • Anonimo scrive:
      Re: Esempi pratici...
      - Scritto da: Ekleptical

      Continuiamo a non capire. Io, comune di
      Paperopoli, ho il mio server mail, non uso
      Libero o un provider. Mi compro il mio
      certificato dal tuo ente terzo.
      Dopodichè mi farlocco tutte le date,
      come cacchio mi pare, tanto i server sono
      miei!
      Chi me lo impedisce?Il server di posta del destinatario che dice io non ho ricevuto una sega.
    • Anonimo scrive:
      Re: Esempi pratici...
      Ma tu chi sei? Un provider o un comune cittadino? Se tu sei un provider allora sei penalmente responsabile dei certificati che emetti visto che sono firmati con il tuo certificato di identità. In realtà l'unica cosa che puoi fare, a tuo rischio e pericolo, è non emetterli affatto, o emetterli con un po' di ritardo (in anticipo è impossibile). Se sei un comune cittadino, allora il discorso è diverso, nessuno ha protestato perchè quale cittadino non posso mettere in piedi un server di posta certificato. Qualcuno potrebbe protestare perchè la ricevuta viene emessa solo se il messaggio viene ricevuto dal mail server presso cui tu hai un account, anche se sei in trasferta per un mese e non ti puoi scaricare la posta, per loro la raccomandata è consegnata, ma questo è un altro discorso.
  • Xander2005 scrive:
    Re: Esempi pratici...
    - Scritto da: Anonimo
    Berlusconi, che pare
    che si sia comperato la Actalis per lucrare
    anche sulla PEC...
    Per non parlare del sottosegretario che ha
    messo su una fabbrica di marche temporali in
    un sottoscala a Napoli, e le diffonde
    tramite Digitale Terrestre.Puoi dirci dove hai recuperato queste notizie? Grazie
  • Sky scrive:
    Re: Certificazione delle email
    Beh... alla fine puoi sempre scegliere se lottare per far rispettare i tuoi diritti (come hanno fatto negli altri paesi) oppure lamentarti semplicemente della burocrazia.Da un pò di tempo esiste l'autocertificazione e, dall'alto, è stato detto che non si dovrà più verificare che un ufficio chieda al cittadino ciò che è in possesso di un altro ufficio: hanno l'obbligo di chiederlo direttamente all'ufficio "proprietario" dell'informazione.Poi si tratta sempre di esigere i propri diritti o di non farlo: se mi capita di sentirmi richiedere una fotocopia e lì vicino c'è una fotocopiatrice ma non me la fanno usare "perchè la fotocopia la devo produrre io"... chiedo di parlare con il capoufficio, e "salgo" fino a capire come mai LORO mi chiedono qualcosa che possono fare ma che obbligano ME a fare al loro posto... dato che lo stipendio (ed i soldi per le attrezzature), in pratica, li prendono da me.Non vorrei essere "brutale", dato il tono sostanzialmente pacato della chiacchierata, ma... esigiamo i nostri diritti... per la miseria. ;)
  • Ekleptical scrive:
    Re: Mi sfugge una cosa

    Uff, quanta pazienza....A chi lo dici...
    allora, affinchè la ricevuta di
    ritorno (ricezione e non lettura, quindi
    emessa dal provider) sia considerata valida
    deve essere _firmata_ con il certificato
    posseduto dal providerhttp://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=878360 Esempio 2... anzi, anche l'1 a dir la verità...==================================Modificato dall'autore il 31/01/2005 12.42.59
    • Anonimo scrive:
      Re: Mi sfugge una cosa
      Quando si fa una raccomandata alle poste, le poste stesse garantiscono che qualcuno non apra la raccomandata per sostituire la lettera che io voglio spedire con un'altra.Quando si invia una mail questa garanzia non c'è (spero che su questo non ci siano dubbi) e mi sembra di aver capito che la PEC preveda solo la certificazione del momento in cui è stata inviata e ricevuta la mail (ciò potrebbe essere fatto abbinando un time stamp alla mail).Rimane da dire però che una mail non firmata (con un qualunque schema di firma digitale, ad esempio PGP) è ripudiabile, ovvero l'ipotetico autore può dire di non averla mai scritta. Per questo motivo il solo sistema di certificazione temporale non serve a nulla senza essere abbinato alla firma digitale.D'altra parte, ogni volta che si fa una raccomandata cartacea si mette una firma autografa in calce alla lettera che si spedisce...Saluti a tutti,Ga. Me.
  • Anonimo scrive:
    Re: Quali server la supportano ?
    noi installiamo architetture PEC con Postfix (comunque son supportati anche Qmail e Sendmail)
    • Anonimo scrive:
      Re: Quali server la supportano ?

      noi installiamo architetture PEC con Postfix
      (comunque son supportati anche Qmail e
      Sendmail)sai dove posso trovare info per postfix?e un'altra cosa, postfix la risposta di avvenuta consegna la da durante la sessione o richiama in un secondo tempo?
    • Anonimo scrive:
      Re: Quali server la supportano ?
      Io ho server Linux che usano Courier anche come MTA oltre che per SMTP, POP3 e IMAP e non penso di cambiare sistema anche perchè funziona benissimo.Qualcuno sa se è possibile implementare questo meccanismo anche con Courier ?
      • Anonimo scrive:
        Re: Quali server la supportano ?
        Ma... a che ti serve... ?dovrai necessariamente rivolgerti ad un provider certificato...a meno che tu non voglia certificarti...
        • Anonimo scrive:
          Re: Quali server la supportano ?
          Non m'interessa certificarmi, anche perchè non ho una società quindi non potrei mai richiedere la certificazione, però intendo riprodurre sui miei server un sistema analogo per fini personali.
          • Anonimo scrive:
            Re: Quali server la supportano ?
            Ah.. ok.. ma se non comperi la marca temporale da qualcuno non avrai mai niente di simileCiao.
  • Ekleptical scrive:
    Esempi pratici...
    Due esempietti terra terra per capire a cosa serve la mail certificata e perchè non ha niente a che fare con il controllo orwelliano, non è una congiura contro la libertà della rete e vaccate varie.Esempio 1:Io questo mese ho disdetto la mia ADSL per passare ad altro provider. Il contratto scade mese prossimo (domani!). A inizio mese ho mandato in posta una raccomandata con ricevuta di ritorno con la disdetta.Con la mail certificata, senza andare all'ufficio postale, potevo mandare tutto via elettronica, con lo stesso grado di certificazione.Perchè non si può fare tutto in proprio, col PGP o simile? Semplice. Il mio provider riceve la mia mail, se ne frega e non mi manda la ricevuta. A mie proteste, dopo avermi prolungato l'abbonamento per un altro anno, mi dicono: "mai visto niente". Io che gli dico, visto che non ho niente in mano che certifichi che loro la mail l'han ricevuta?Serve un ente terzo di garanzia.Esempio 2:Gara d'appalto. Tot ditte inviano la loro proposta commerciale. Supponiamo che lo facciano per via elettronica. Supponiamo che sindaco e ditta poco onesta siano d'accordo. Il sindaco si valuta tutte le sue belle proposte pervenute, vede la più bassa, dopodichè chiama la ditta amica e dice: "ok, mandami una proposta per l'importo x (uguale all'offerta più bassa) retro-datato". Il mittente invia una mail con data retrocessa (anche semplicemente cambiando l'ora al PC) e idem il sindaco gli manda la ricevuta fittizziamente collocata prima delle altre offerte.Anche in questo caso è evidente che non si può lasciare che si giostrino la cosa mittente e destinatario, ma serve un soggetto terzo ufficialmente investito che garantisca tutto il processo e tutte le date.Più chiaro così?Per mandare le mail ad amici, parenti, clienti, fornitori o che so io, non usate le mail certificate (che si pagano), perchè non ve ne frega una mazza, solitamente, di avere un certificato legale della data di invio e arrivo!!!==================================Modificato dall'autore il 31/01/2005 12.35.36
    • Anonimo scrive:
      Re: Esempi pratici...
      Troppo buon senso per questo forum!!Non hai capito niente!Qua non vogliamo capire, vogliamo solo fare un grande coro e fustigarci sulle p....e come schiavi nelle piantagionitutti contro Previti e Berlusconi, che pare che si sia comperato la Actalis per lucrare anche sulla PEC...Per non parlare del sottosegretario che ha messo su una fabbrica di marche temporali in un sottoscala a Napoli, e le diffonde tramite Digitale Terrestre.
    • Anonimo scrive:
      Re: Esempi pratici...
      Quello che hai scritto sono i vantaggi dovuti all'utilizzo di certificati e ricevute di ritorno con valenza legale. Questo non è in discussione mi sembra, ciò che viene criticato sono le regole di inclusione/esclusione dei provider che possono erogare questo servizio. In un sistema di questo genere è la CA, ossia chi rilascia i certificati che deve essere indiscutibilmente riconosciuta dallo stato. I provider dovrebbero semplicemente acquistare un certificato di identità dalla CA per poter supportare questo sistema. L'impressione invece, che non è una certezza, ma come impressione è assolutamente fondata, è che anzichè pensare al modo migliore per realizzare il servizio, si sia ancora una volta pensato a scambiarsi favori tra amici, metodo da sempre utilizzato per formare cerchie ristrette per la gestione del potere e dei soldi pubblici.
    • oscarfc scrive:
      Re: Esempi pratici...

      Esempio 2:
      Gara d'appalto. Tot ditte inviano la loro
      proposta commerciale. Supponiamo che lo
      facciano per via elettronica. Supponiamo che
      sindaco e ditta poco onesta siano d'accordo.
      Il sindaco si valuta tutte le sue belle
      proposte pervenute, vede la più
      bassa, dopodichè chiama la ditta
      amica e dice: "ok, mandami una proposta per
      l'importo x (uguale all'offerta più
      bassa) retro-datato". Il mittente invia una
      mail con data retrocessa (anche
      semplicemente cambiando l'ora al PC) e idem
      il sindaco gli manda la ricevuta
      fittizziamente collocata prima delle altre
      offerte.
      Piccolo appunto tecnico, giusto per stabilire le responsabilità amministrative.A seguito di Tangentopoli, gli amministratori di un Comune non hanno più titolo a decidere chi sia la ditta appaltatrice di un Contratto di Appalto.C'è un specifica commissione costituita di volta in volta, composta di funzionari, impiegati e tecnici del settore specifico, che vagliano le Offerte e decidono a quale Ditta assegnare l'appalto.Ciao oscar
    • Anonimo scrive:
      Re: Esempi pratici...
      - Scritto da: Ekleptical
      Due esempietti terra terra per capire a cosa
      serve la mail certificata e perchè
      non ha niente a che fare con il controllo
      orwelliano, non è una congiura contro
      la libertà della rete e vaccate
      varie.

      Esempio 1:
      Io questo mese ho disdetto la mia ADSL per
      passare ad altro provider. Il contratto
      scade mese prossimo (domani!). A inizio mese
      ho mandato in posta una raccomandata con
      ricevuta di ritorno con la disdetta.
      Con la mail certificata, senza andare
      all'ufficio postale, potevo mandare tutto
      via elettronica, con lo stesso grado di
      certificazione.
      Perchè non si può fare tutto
      in proprio, col PGP o simile? Semplice. Il
      mio provider riceve la mia mail, se ne frega
      e non mi manda la ricevuta. A mie proteste,
      dopo avermi prolungato l'abbonamento per un
      altro anno, mi dicono: "mai visto niente".
      Io che gli dico, visto che non ho niente in
      mano che certifichi che loro la mail l'han
      ricevuta?
      Serve un ente terzo di garanzia.


      Esempio 2:
      Gara d'appalto. Tot ditte inviano la loro
      proposta commerciale. Supponiamo che lo
      facciano per via elettronica. Supponiamo che
      sindaco e ditta poco onesta siano d'accordo.
      Il sindaco si valuta tutte le sue belle
      proposte pervenute, vede la più
      bassa, dopodichè chiama la ditta
      amica e dice: "ok, mandami una proposta per
      l'importo x (uguale all'offerta più
      bassa) retro-datato". Il mittente invia una
      mail con data retrocessa (anche
      semplicemente cambiando l'ora al PC) e idem
      il sindaco gli manda la ricevuta
      fittizziamente collocata prima delle altre
      offerte.
      Anche in questo caso è evidente che
      non si può lasciare che si giostrino
      la cosa mittente e destinatario, ma serve un
      soggetto terzo ufficialmente investito che
      garantisca tutto il processo e tutte le
      date.


      Più chiaro così?
      Per mandare le mail ad amici, parenti,
      clienti, fornitori o che so io, non usate le
      mail certificate (che si pagano),
      perchè non ve ne frega una mazza,
      solitamente, di avere un certificato legale
      della data di invio e arrivo!!!

      ==================================
      Modificato dall'autore il 31/01/2005 12.35.36Avrei una domanda per il "signor so tutto": Se la mail non utilizza la firma elettronica che mi garantisce l'inalterabilità della stessa chi può dire che la mail che hanno loro corrisponda alla mia?Esattamente come la raccomandata con ricevuta di ritorno che certifica SOLO la busta e non il contenuto?
  • Anonimo scrive:
    vero!
    Addirittura a me hanno detto che, se riesci a sapere chi è il mittente prima di firmare (ad esempio se hai un amico all'ufficio postale) e quindi eviti di ritirare una raccomandata, se si tratta di una multa, puoi riuscire a farla andare in prescrizione. Qualcuno può confermare?D'altra parte non mi è mai successo di ricevere buone notizie con una raccomandata, solo cattive! quelle buone arrivano sempre con una lettera normale.cya
  • Anonimo scrive:
    Re: Un paio di chiarimenti
    Ehhhh.. brucia eh?
  • Anonimo scrive:
    Re: Mi sfugge una cosa

    Non puoi farlo da te! Serve un terzo,
    garantito, che certifichi e che conservi una
    prova dell'avvenuta transazione! Ci vuole
    molto a capirlo?Uff, quanta pazienza....allora, affinchè la ricevuta di ritorno (ricezione e non lettura, quindi emessa dal provider) sia considerata valida deve essere _firmata_ con il certificato posseduto dal provider, il quale deve essere ovviamente rilasciato da un'authority _nota e riconosciuta_. Questo significa che l'unica terza parte necessaria che deve essere riconosciuta dallo stato è l'authority che rilascia il certificato, quindi... affinchè il gestore della posta elettronica possa essere ritenuto affidabile deve anch'esso acquistare un certificato, il che è giusto e corretto, ma è il certificatore che deve essere riconosciuto, non il provider!!!!HAI CAPITO ADESSO????
  • Anonimo scrive:
    Re: Un paio di chiarimenti
    Veramente io ho scritto che tu insulti la tua intelligenza (normale, naturalmente).....vedi tu....
  • Anonimo scrive:
    Re: Un paio di chiarimenti
    Il problema è che tra quei provider ce ne sono alcuni che già forniscono tale servizio... e non solo: hanno anche partecipato alla fase sperimentale. La legge stabilisce criteri (es. capitale sociale
    1 milione di ?) nei quali difficilmente possono rientrare provider che non siano i soliti (Telecom ma soprattutto in questo caso Poste).A tal proposito ti consiglio di leggere il comunicato sul sito di Assoprovider.
  • Anonimo scrive:
    Re: Un paio di chiarimenti

    Sarà.. leggendo i commenti sul Forum
    ho limpressione esattamente contraria...
    hanno praticamente tutti travisato
    totalmente il suo significato...travisato? beh, qualcuno si, altri no, comunque se hanno "travisato" prenditela con il lettori, l'articolo è chiaro, anche se probabilmente scritto da qualcuno che ha una visione critica nei confronti di chi tu probabilmente hai votato e ora giustamente difendi, dicesi libertà di espressione, ingrediente fondamentale di una democrazia... finchè dura.
    Quello che l'articolo non chiarisce è:
    a) perchè questi altri provider non
    hanno ottenuto la certificazione? ci
    sarà un motivo, fosse anche di pura
    forma, nella solita visione dietrologica
    anti-governativa.
    b) possono o non possono questi provider (e
    futuri altri) presentare domanda di
    diventare enti certificati? e se sì,
    dov'è il problema?"""dal provvedimento sono esclusi tutti gli operatori che non abbiano _già_ i requisiti di gestione della firma digitale, strumento del tutto diverso. Questo significa che sono tagliati fuori i provider indipendentemente dalla loro capacità o meno di gestire la PEC"""Mi sembra chiaro, se questa è una balla allora è un'altro discorso. In ogni caso è abbastanza semplice comprenderne le dinamiche ma ovviamente bisogna mettere in campo un po' di senso critico. Se vuoi chiamalo dietrologia anti-governativa, ma sono decenni (o forse secoli, se non millenni) che le cose in Italia vanno in un certo modo e nell'ultimo tempo, il mio _personale_ senso critico come quello di molti altri, mi suggerisce che non c'è il minimo cenno di cambiamento, anzi stiamo degenerando.
  • Anonimo scrive:
    Re: Mi sfugge una cosa
    Non ti arrabbiare. Molti di loro non hanno la minima idea di quello di cui stanno parlando. Eppure quando giocano a calcio in qualunque campionato sanno benissimo che se non arriva l'arbitro non se ne fa niente.Ma si divertono di più a trollare...
  • Ekleptical scrive:
    Re: Mi sfugge una cosa

    PGP, e in generale quei sistemi basati su
    chiavi asimmetriche garantiscono appunto
    paternità, affidabilità (il
    messaggio non può essere modificato)
    e volendo segretezza, ovviamente il tutto
    riferito sia ai contenuti dei messaggi, che
    alle ricevute di ritornoIl sistema dev'essere automatico e non manipolabile. La ricevuta di ritorno non posso crearmela io come cavolo mi pare, altrimenti perde totalemente lo scopo di valore legale! Lo stesso dicasi per la data di invio, ecc....Non puoi farlo da te! Serve un terzo, garantito, che certifichi e che conservi una prova dell'avvenuta transazione! Ci vuole molto a capirlo?==================================Modificato dall'autore il 31/01/2005 12.13.35
  • Anonimo scrive:
    Re: Un paio di chiarimenti
    Boh, vedi, il fatto che tu insulti la mia intelligenza (generalmente ritenuta normale,) è esattamente la conferma di quanto sopra...
  • Anonimo scrive:
    Re: settanta euro e ti passa la paura
    Essere una CA comunque ha dei costi e sono costi alti (vai a vedere le tariffe per l'emissione dei più semplici certificati Verisign), non è il costo lo scandalo, semmai chi decide quali siano gli enti certificatori abilitati...
    • Anonimo scrive:
      Re: settanta euro e ti passa la paura
      - Scritto da: Anonimo
      Essere una CA comunque ha dei costi e sono
      costi alti (vai a vedere le tariffe per
      l'emissione dei più semplici
      certificati Verisign), non è il costo
      lo scandalo, semmai chi decide quali siano
      gli enti certificatori abilitati...Secondo me il problema non consiste nello stabilire chi sono gli enti certificatori abilitati. Lo scandalo mi sembra piuttosto che siano i provider che devono essere certificati, in quanto se in possesso di un certificato, devono solo "firmare" la ricevuta di ritorno con tale certificato il che rende il sistema affidabile (nei limiti ovviamente della tecnologia adottata).
  • Anonimo scrive:
    Re: Adesso Basta!
    E a chi la facciamo fare l'autorità di certificazione? A qualche consorzio universitario che ci mette 17 anni a decidere lo standard? Al Linux Club di Forlì? All'Unione delle Banche Rurali di Romagna?
    • Anonimo scrive:
      Re: Adesso Basta!
      Il problema non è chi deve fare la CA. La CA ovviamente deve essere riconosciuta dal governo, in quanto rilascia i certificati che per l'appunto attestano l'identità di chi invia il messaggio. Se un provider acquista un certificato da una CA riconosciuta allora sarà in grado di firmare le ricevute di ritorno che potranno quindi essere considerate affidabili. Il fatto che debba essere certificato il provider invece è una forzatura che non ha nulla a che vedere con il meccanismo della firma digitale.
      • Ekleptical scrive:
        Re: Adesso Basta!

        Il problema non è chi deve fare la
        CA. La CA ovviamente deve essere
        riconosciuta dal governo, in quanto rilascia
        i certificati che per l'appunto attestano
        l'identità di chi invia il messaggio.Continui a non capire. La mail certificata non serve per attestare l'identità, ma le date della transazione.Non è un sostituto della firma elettronica!!!==================================Modificato dall'autore il 31/01/2005 12.50.44
        • Anonimo scrive:
          Re: Adesso Basta!
          Serve per entrambe le cose e l'una non può esistere senza l'altra. Puoi fidarti della ricevuta di ritorno in base al principio che anch'essa è firmata, pertanto chi la emette ne può essere penalmente responsabile. Nella teoria, se vuoi frodare, puoi emettere la ricevuta in un tempo successivo alla ricezione del messaggio o non emetterla affatto, ma non puoi emettere una ricevuta per un messaggio che non è mai arrivato, in quanto la ricevuta comprende l'impronta del messaggio ricevuto criptata con la chiave privata del provider, che può quindi essere decriptata e confrontata unicamente con la chiave pubblica associata allo stesso certificato. Atteggiamenti sospetti da parte di provider sono quindi facilmente identificabili e comunque è maggiore garanzia per tutti se a far parte di questo sistema non fossero solo un numero ristretto di nomi, scelti dal governo, che comunque rappresenta il potere in carica, ma il tutto fosse regolato da norme chiare e responsabilità chiare.Ovviamente non si può certificare qualunque provider tanto facilmente, sono necessarie delle garanzie riguardo sia alla struttura che all'affidabilità del soggetto, ma questo mi sembra ovvio e non è infatti il motivo della protesta.
      • Anonimo scrive:
        Re: Adesso Basta!
        Ci sono delle caratteristiche di affidabilità strutturale che devono comunque essere garantite. Banalmente.. dov'è la tua sala macchine? che dispositivi di business continuity garantisci ai tuoi clienti? La mail che hai segnalato come ricevuta, sei ragionevolemente sicuro di poterla conservare sul tuo server fino all'avvenuta lettura?
        • Mijato scrive:
          Il problema vero...
          Il problema vero è infatti che tra i requisiti richiesti vi è un capitale sociale minimo per la società certificatrice di un milione di euro!! Il che restringe la scelta alle solite spin-out tecnologiche delle banche (Intesa, BNL, MontePaschi etc..), la SOGEI, la FINSIEL, ora spunterà anche la Lottomatica e qualche spin FININVEST, immagino, che non hanno - ovviamente - problemi ad aumentare il CS ad 1 milione, ma taglia fuori di fatto tutti i piccoli e medi provider che avrebbero fior di capacità tecniche (alcuni di loro hanno anche aiutato il CNIPA nella sperimentazione!!!!) ma pochi capitali o poca voglia di aumentare il CS anche nominalmente - ossia sottoscriverlo senza versarlo - ad 1 mln di euro poichè fare ciò comporta una serie di gravi controindicazioni.Insomma, un business per isoliti pochi privilegiati, come se avere capitali disponibili significasse sicurezza per gli utenti. Parmalat non ha insegnato nulla?PUAH!
  • Anonimo scrive:
    Re: Un paio di chiarimenti
    A parte la tua intelligenza....
  • Anonimo scrive:
    Re: Adesso Basta!
    Appunto, abbiamo bisogno di UN arbitro, non di QUELL'arbitro
  • Anonimo scrive:
    Re: Adesso Basta!
    Peccato che a livello pratico se io e te giochiamo a tennis, a calcio o a bocce e se vogliamo che il risultato sia omologato e riconosciuto da altri che non siamo io e te, abbiamo bisogno di un arbitro. E l'arbitro, dai dilettanti ai mondiali... si paga!!!!!
  • Anonimo scrive:
    Re: Siamo arrivati a Java... :)

    Sui server Windows o Linux ci sono già diversi programmi
    per altro già integrati che gestiscono perfettamente i
    ertificati: perché togliere dal mercato i providers che hanno
    fatto il mercato italiano... ma perchè dovrebbero sparire dei providers? il 99.9% delle mail continuerà ad essere di tipo tradizionale! Cosa fai mandi una mail sicura e certificata alla fidanzata???I certificati non bastano occorre una marca temporale fornita da un server di una Certification Autority...
  • Anonimo scrive:
    Re: E chi ha il server di posta in casa?
    Rimane il fatto che PGP è il più usato...(lassamo stare GPG...)Rimane anche il punto che la ricevuta di ritorno oggi si può bloccare (ad esempio Microsoft l'ha implementato da tempo su Outlook per questioni di privacy), questo è forse il motivo che può (solo moooolto teoricamente) goiustificare l'idea di un gestore terza parte autenticata. Rimane il fatto che il server a casa difficilmente può ad oggi essere utilizzato per l'invio di posta di una qualunque importanza, a meno che l' MX non sia registrato, il che richiederebbe un'IP pubblico fisso (e in quanti ce l'hanno a casa)?
  • Anonimo scrive:
    Re: Mi sfugge una cosa

    Lo scopo non
    è riconoscere la paternità
    della mail, come si fa con PGP, ma l'avere
    una mail di valore legale che attesti con
    chiarezza chi l'ha mandata, chi l'ha
    ricevuta e soprattutto per entrambe le cose
    QUANDO!Secondo te questo non ha niente a che fare con paternità della mail?
    Ora, tutto ciò cosa ha a che fare con
    la firma PGP?PGP, e in generale quei sistemi basati su chiavi asimmetriche garantiscono appunto paternità, affidabilità (il messaggio non può essere modificato) e volendo segretezza, ovviamente il tutto riferito sia ai contenuti dei messaggi, che alle ricevute di ritorno
  • Anonimo scrive:
    Adesso Basta!
    Ci sono aziende ed enti pubblici che hanno bisogno di *certezze* dalla rete. Ci sono possibilità enormi di business e servizi che non decollano per l'insicurezza intrinseca della rete.Ci sono milioni di euro spesi ogni giorno perchè le mail non sono legalmente valide.C'è la necessità di avere una *data certa* su alcune transazioni (pensate ad un asta o un bando on line via mail)Questa è una opportunità per chi ha una domanda precisa: "Voglio che la mia mail sia considerata un documento ufficiale a tutti gli effetti"Tutto il resto non cambia. La vostra mail di Libero rimarrà tale... Le vostre mail aziendali non cambieranno!!Qual'è il problema?!!!!
    • Anonimo scrive:
      Re: Adesso Basta!

      Qual'è il problema?!!!!Che anzichè avantaggiarsi delle tecnologie offerte dalla rete per garantire tutte queste cose, nella pratica ne approfittino per fare affari tra di loro, adattando la realtà e la disponibilità dei mezzi ai loro ordinari interessi.
  • Anonimo scrive:
    Re: Siamo arrivati a Java... :)
    Io conosco benissimo la marca temporale, ma non vedo assolutamente cosa c'entri con questo discorso: qui si discute di quali possano essere elevati ad essere CNN (al limite) non di cosa sia o non sia una marca temporale od un hash...Comunque basterà non rivotare le stesse persone (faccio umilmente notare che aspettarsi VERAMENTE il liberismo da un monopolista è come mettere il lupo a guarda dell'agnello....)
  • Anonimo scrive:
    Re: Un paio di chiarimenti
    Parole sante... qualcuno ha capito che i lettori sono per la maggior parte propensi a credere a complotti del Grande Vecchio (La trinità GATES-BUSH-BERLUSCONI) e soffia sul fuoco, facendosi grasse risate dei flame che si vengono a creare.. Complottisti contro ... il buon senso. Senza offesa per nessuno.
  • Anonimo scrive:
    Re: E chi ha il server di posta in casa?
    E' proprio così.. è certificato il provider la casella (e le procedure di sicurezza relative) e il singolo messaggio, marchiato con marca temporale.La comunicazione può avvenire *solo* tra soggetti certificati, altrimenti perde la caratteristiche di sicurezza e ufficialità.
  • Anonimo scrive:
    Re: E chi ha il server di posta in casa?
    - Scritto da: Anonimo
    Compera una o due caselle certificate da un
    provider autorizzato e la sua azienda usa
    tutto come prima. Se non fosse che stiamo parlando di servizi orientati al cittadino e non solo alle aziende
    • Anonimo scrive:
      Re: E chi ha il server di posta in casa?
      Il cittadino non ha 500 caselle Exchange ... La domanda era in quei termini, ed in quei termini ho risposto. L'azienda comprerà una o due caselle (costano pochissimo già oggi)Il cittadino dovrà comperare la sua casella da un provider certificato o continuare a mandare le sue raccomandate AR
      • Anonimo scrive:
        Re: E chi ha il server di posta in casa?
        - Scritto da: Anonimo
        Il cittadino non ha 500 caselle Exchange ...
        La domanda era in quei termini, ed in quei
        termini ho risposto.
        L'azienda comprerà una o due caselle
        (costano pochissimo già oggi)
        Il cittadino dovrà comperare la sua
        casella da un provider certificato o
        continuare a mandare le sue raccomandate ARSono l'autore del primo post del thread. Volevo solo dirti che è proprio quello che avevo scritto nel mio post. Sei tu che hai capito tutto il contrario...;)
  • Anonimo scrive:
    Re: a me piacerebbe un articolo...
    Il destinatario *deve* anch'esso avere una casella Certificata. In questo modo non può ripudiare la propria identità digitale.
  • Anonimo scrive:
    Re: Siamo arrivati a Java... :)
    Mai sentito parlare di Marca Temporale?Ma no.. è più facile e divertente gridare al complotto...
  • Anonimo scrive:
    Re: Quali server la supportano ?
    - Scritto da: Anonimo
    A prescindere dal discorso "certificatori"
    mi chiedo quali server di posta supportano
    questo meccanismo ! :Potenzialmente tutti, ma a quanto pare il gioco è stato destinato a pochi e quindi è solo questione di come questo sistema verrà messo in pratica. Non sempre ciò che permette la tecnologia è in accordo con ciò che consente la gestione del potere.
  • Anonimo scrive:
    Re: Un paio di chiarimenti
    L'articolo di PI spiega chiaramente questi concetti e riporta le critiche dei provider su questioni precise che tu non hai neanche sfiorato. La propaganda anti-governativa, se così la vuoi intendere, è pur sempre informazione fintanto che vengono riportati e discussi dei fatti. Se vuoi muovere delle critiche il mio consiglio è di rileggerti l'articolo.
    • Ekleptical scrive:
      Re: Un paio di chiarimenti

      L'articolo di PI spiega chiaramente questi
      concettiSarà.. leggendo i commenti sul Forum ho limpressione esattamente contraria... hanno praticamente tutti travisato totalmente il suo significato...
      e riporta le critiche dei provider
      su questioni precise che tu non hai neanche
      sfiorato.Quello che l'articolo non chiarisce è:a) perchè questi altri provider non hanno ottenuto la certificazione? ci sarà un motivo, fosse anche di pura forma, nella solita visione dietrologica anti-governativa.b) possono o non possono questi provider (e futuri altri) presentare domanda di diventare enti certificati? e se sì, dov'è il problema?A me sembra un articolo di pura e sterile polemica, in piena linea PI degli ultimi tempi!
  • Anonimo scrive:
    Re: E chi ha il server di posta in casa?
    Compera una o due caselle certificate da un provider autorizzato e la sua azienda usa tutto come prima. Quante cassette della posta tradizionale hai in ditta, 500?Certo che la polemica è proprio lo sport nazionale!!!
  • Ekleptical scrive:
    Un paio di chiarimenti
    Solito articolo di FUD, linciaggio anti-governativo e vaccate assortite di PI, che ormai a definire testata giornalistica ci vuol coraggio, francamente. State cadendo sempre più in basso.La mail certificata NON SERVE a garantire l'autenticità del mittente e del messaggio! NON è un rimpiazzo al PGP!Vuole, semplicemente, sostituire la classica raccomandata postale con ricevuta di ritorno!Perchè la fate? Non certo per autenticare la vostra lettera!!! Serve per avere un attestato che certifichi che voi avete spedito la tal lettera in tal giorno, che questa è arrivata al destinatario, che l'ha ritirata in quell'altro giorno.La ricevuta ha valore legale, perchè certifica, tramite ente esterno attendibile, che la consegna è avvenuta con certi tempi.A questo serve la posta certificata!Che poi, nel fare questo, garantisca l'autenticità della mail è secondario. Non è il suo fine!Altra cosa. Come la raccomandate, si paga EXTRA, quindi NON è gratis! E' un servizio che serve solo in certi casi.Non ha NIENTE a che fare con le proposte anti-spam che girano.Normalmente non ve ne fregherà niente della posta certificata, non ci spedirete le mail ad amici, parenti, clienti, fornitori, ecc.... In verità probabilmente non ne spedirete molte nell'intero arco della vostra vita!
  • Anonimo scrive:
    Re: Ma chi comanda in Italia?
    - Scritto da: Mokambo
    Ormai sono anni che viviamo osservando e
    commentando le nuove leggi che il governo
    emana, tese sempre di più a fare
    l'interesse di pochi "eletti".

    Vediamo i media raccontarci sempre le solite
    panzane facendo informazione politica ed
    antidemocratica, informazione tesa a darci
    una visione del mondo come loro ce lo
    vogliono fare vedere; vediamo le voci libere
    nel web venire imbavagliate se vanno "fuori
    controllo".

    Oramai vivamo nell'ILLUSIONE della
    democrazia.
    Quindi sorge la domanda: "Ma chi comanda in
    Italia?"
    Democrazia vuol dire governo del popolo...
    è veramente così?
    O forse il popolo dovrebbe fare sentire la
    propria voce? Ma non con i soliti metodi
    all'italiana, all'acqua di rose...

    Forse il popolo italiano dovrebbe tirare
    fuori le palle... ma forse no dai, domenica
    c'è la partita di calcio, meglio
    rimandare a un'altra volta...

    W la democrazia di regime!Già, l'hai detto e in un certo senso ti sei risposto da solo!Devi sapere, infatti, che il popolo italiano é troppo INDIVIDUALISTA per organizzare una qualsiasi forma di reazione e chi ci governa queste cose le sa perfettamente tanto che, per aumentare questa sorta di anestesia "psico-egoica" ci bombarda continuamente con messaggi a base di calcio, veline,consumismo sfrenato, facili guadagni e.....chi più ne ha più ne metta; tutto questo, lo ripeto, solo per aumentare il più possibile quel senso di illusione che ti fa credere di poter fare tutto da solo senza l'aiuto di nessun altro che , anzi, viene considerato come una debolezza, quindi, in finale, ad essere sempre più soli, individualisti e....soprattutto facilmente governabili!In fondo oggi siamo un pò tutti, come dice mia nonna:"felici e gabbati"
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma chi comanda in Italia?
      Ma rilassatevi...Ma come vivete male..
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma chi comanda in Italia?

      Devi sapere, infatti, che il popolo italiano
      é troppo INDIVIDUALISTA per
      organizzare una qualsiasi forma di reazione
      e chi ci governa queste cose le sa
      perfettamente tanto che, per aumentare
      questa sorta di anestesia "psico-egoica" ci
      bombarda continuamente con messaggi a base
      di calcio, veline,consumismo sfrenato,
      facili guadagni e.....chi più ne ha
      più ne metta; tutto questo, lo
      ripeto, solo per aumentare il più
      possibile quel senso di illusione che ti fa
      credere di poter fare tutto da solo senza
      l'aiuto di nessun altro che , anzi, viene
      considerato come una debolezza, quindi, in
      finale, ad essere sempre più soli,
      individualisti e....soprattutto facilmente
      governabili!

      In fondo oggi siamo un pò tutti, come
      dice mia nonna:"felici e gabbati"molto ben detto
  • Ekleptical scrive:
    Re: Mi sfugge una cosa

    Io ho già un certificato digitale per
    le mie email che ne attestano
    l'originalità.Non avete capito a cosa serve. Lo scopo non è riconoscere la paternità della mail, come si fa con PGP, ma l'avere una mail di valore legale che attesti con chiarezza chi l'ha mandata, chi l'ha ricevuta e soprattutto per entrambe le cose QUANDO!Avete mai fatto una raccomandata con ricevuta di ritorno? Perchè la fate? Per avere un documento che certifichi che la lettera è stata inviata il tal giorno e ricevuta dal destinatario, che la firma, in tal altro giorno. Questo ha validità legale.Ora, tutto ciò cosa ha a che fare con la firma PGP?
  • Ekleptical scrive:
    Re: Certificazione delle email

    Quali raccomandate e favolette? Qui si punta
    alla certificazione di ogni singola email
    ("tanto è gratis") utilizzando
    qualche codice da infilare nella nuova carta
    d'identità elettronica.Si paga la certificazione, NON è mica gratis. Quindi tutto il resto che scrivi lascia il tempo che trova...Si può usare al posto di mandare la raccomandata postale.E' evidente che serve un ente di certificazione autorizzato, altrimenti chiunque si può auto-certificare le proprie mail come cacchio gli pare, perdendo totalmente il senso di un'e-mail certificata dotata di validità legale.Se vuoi far autenticare un documento passi in Comune, no?
  • Anonimo scrive:
    a me piacerebbe un articolo...
    che mi parla del dettaglio, di cosa permetterà, cosa funzionerà, come, chi, con cosache programmi, istruzioni ... qualcosa di utile invece di solamente polemico ...io capisco questo problema ma preferirei che qualcuno dicesse "è uscito questo, funziona così, noi vi aiutiamo"invece così io mi preoccupo solamente, soluzioni non ce ne sono, il servizio lo devo usare comunque, ma nessuno parla del dettagliouna domanda : il destinatario, la sua identità, come vengono garantite?ovvero ok, io mittente sono identificato fino al BDC, ma il destinatario? se uno mi da una mail 234234abc@tin.it io come faccio a sapere che domani non mi dirà "che? non è la mia, io non ho ricevuto mai niente".? :-/
  • Anonimo scrive:
    Re: Siamo arrivati a Java... :)
    - Scritto da: erossini
    Uso spesso questa frase per dire che siamo
    arrivati alla frutta (da buon programmatore
    M$ like).

    Un paio di anni fa ho votato questo governo:
    debbo dire che tra questa legge, la legge
    urbani ed altre in tema informatico non ne
    hanno beccato una.

    Mi spiace constatare che il cosiddetto
    liberismo cerca sempre più di
    deliberalizzare il mercato a favore di pochi
    intimi: se la posta certificata in
    realtà significa avere un
    certificato, la cosa mi sembra veramente
    banale ed alla portata di tutti.

    Sui server Windows o Linux ci sono
    già diversi programmi per altro
    già integrati che gestiscono
    perfettamente i certificati: perché
    togliere dal mercato i providers che hanno
    fatto il mercato italiano? Io come tanti
    altri ho contribuito a farlo, pagando fin
    dal 1994 salate bollette a Telecom.

    Mi sa che è arrivata l'ora di
    trasferirsi in Russia!WOW! finalmente uno che si é svegliato!Complimenti vivissimi (e non in senso ironico) ma perchè finalmente hai capito come ci hanno ingannato (e soprattutto come in generale un pò tutti i politici ci ingannano)Quanto, poi, al decreto Urbani: stai tranquillo che dopo la "mazzolata" che riceveranno alle regionali lo rimetteranno subito a posto con proceura d'urgenza fulminante scommettiamo?Quanto alla Russia, infine, non c'é bisogno di andare così lontano: basta semplicemente votare per cuei pochi politici buoni (o almeno presunti tali) che si candideranno alle prossime elezioni indipendentemente dal partito a cui appartengono.
    • Sky scrive:
      Re: Siamo arrivati a Java... :)
      - Scritto da: Anonimo
      - Scritto da: erossini

      Un paio di anni fa ho votato questo

      governo:

      debbo dire che tra questa legge, la

      legge

      urbani ed altre in tema informatico non

      ne hanno beccato una. (...CUT...)

      Mi sa che è arrivata l'ora di

      trasferirsi in Russia!
      WOW! finalmente uno che si é
      svegliato! Mi aggiungo ai complimenti... ma per un altro motivo... ;)
      Complimenti vivissimi (e non in senso
      ironico) ma perchè finalmente hai
      capito come ci hanno ingannato (e
      soprattutto come in generale un pò
      tutti i politici ci ingannano) Ed eccoci... io NON ho votato a destra, alle ultime elezioni, ed anche se ho i miei motivi per essere incaxxato per come vanno le cose (in fondo si stanno distruggendo cose che anch'io ho contribuito a costruire) diciamo che se l'avessi fatto avrei, come erossini, ancora più motivi per "dissentire": mi sentirei "offeso" e "fregato". "Offeso", per i motivi che ha già esposto e "fregato" perchè si sarebbero approfittati della mia fiducia (che, anche se non sembra, non è in "bundle" col voto ma ha bisogno di essere meritata... cosa che, a consuntivo, possiamo dire che NON hanno fatto). Con questo non voglio innalzare al ruolo di "santi" quelli che hanno ricevuto il mio voto... ma, anche se certe cose non sono riusciti a farle (come tutti), almeno non mi sono sentito preso per il cu£0.
      Quanto alla Russia, infine, non c'é
      bisogno di andare così lontano: Non solo non ce n'è bisogno... ma è decisamente meglio NON farlo: si stanno rivelando una gang di mafiosi che nemmeno Cosa Nostra.... :((ah... chiaramente Putin ed il cavaliere si baciano ed abbracciano... adesso :D)
      basta
      semplicemente votare per cuei pochi politici
      buoni (o almeno presunti tali) che si
      candideranno alle prossime elezioni
      indipendentemente dal partito a cui
      appartengono. Sì... c'è del buono anche nel centrodestra (personalmente rispetto gente come Tabacci o Pisanu, per esempio)... anche se penso che voterò dall'altra parte. ;)
  • Anonimo scrive:
    Re: E chi ha il server di posta in casa?
    - Scritto da: Anonimo
    Ovviamente, dovrà spostare le sue
    cinquecento caselle di posta Exchange sui
    server "certificati" dei "soliti noti",
    pagando una valanga di quattrini.Non hai capito nulla,i tuoi indirizzi email possono stare dove vuoi. Quando scrivi una email che vuoi certificare basta che usi un programmino (integrato nel lettore di posta oppure indipendente) che prende la tua chiave privata e la usa per cifrare (e/o firmare) il messaggio. Il sistema di posta lo prende in carico come un messaggio qualsiasi, con un allegato. Dall'altro lato succedera' la stessa cosa. Chi riceve il messaggio apre l'allegato e lo "decifra" utilizzando la tua chiave pubblica. Il sistema di posta poi scrivera' in un log che tu hai ricevuto il messaggio ad una certa ora. Il problema casomai e' che nessuno puo' sapere se tu leggi o meno il messaggio dopo che lo hai ricevuto.
    • Anonimo scrive:
      Re: E chi ha il server di posta in casa?
      Sei tu che non hai capito.Quello che hai descritto è la teoria che è alla base ed è corretta, ma la legge prevede che sia "certificata" anche la casella di posta, e non solo i tuoi messaggi. Da li la protesta dei provider che a quanto pare sono stati esclusi dai giochi a priori.
      • Anonimo scrive:
        Re: E chi ha il server di posta in casa?
        - Scritto da: Anonimo
        Sei tu che non hai capito.
        Quello che hai descritto è la teoria
        che è alla base ed è corretta,
        ma la legge prevede che sia "certificata"
        anche la casella di posta, e non solo i tuoi
        messaggi. Da li la protesta dei provider che
        a quanto pare sono stati esclusi dai giochi
        a priori."certificata" anche la casella? scusa ma dov'e' scritto questo? magari ho letto male la legge ma non l'ho proprio visto.
    • ldsandon scrive:
      Re: E chi ha il server di posta in casa?

      vuoi. Quando scrivi una email che vuoi
      certificare basta che usi un programmino
      (integrato nel lettore di posta oppure
      indipendente) che prende la tua chiave
      privata e la usa per cifrare (e/o firmare)
      il messaggio. Il sistema di posta lo prendeQuesto si può fare da anni, e anche richiedere una ricevuta di ritorno autenticata.
      stessa cosa. Chi riceve il messaggio apre
      l'allegato e lo "decifra" utilizzando la tua
      chiave pubblica. Il sistema di posta poi
      scrivera' in un log che tu hai ricevuto il
      messaggio ad una certa ora. Il problema è proprio questo: quale sistema di posta? Il mio e quello del destinatario, o quello di un "terzo gestore"? Dall'articolo sembrerebbe che sia richiesta una terza parte. Come questo si integri con l'attuale situazione (server di posta nel CED aziendale, in housing, in hosting) dall'articolo non è chiaro, e la domanda iniziale è valida.Per svariati motivi c'è chi non è così ansioso di affidare a terzi la gestione dei proprio server di posta.
      Il problema casomai e' che nessuno puo'
      sapere se tu leggi o meno il messaggio dopo
      che lo hai ricevuto.Si può sapere quando il messaggio viene aperto. Se poi non lo leggi sono affari tuoi. Del resto anche con la raccomandata cartacea si attesta solo la consegna, se poi qualcuno non le apre... :DPS: PGP è quello che ha meno supporto di tutti - ci sono standard come X.509 con un supporto nettamente maggiore.
  • Anonimo scrive:
    Re: Certificazione delle email
    - Scritto da: wishyou
    -
    In Italia se il

    comune in cui vivete vi chiede un

    certificato di nascita dal comune di

    nascita, dovete voi richiedere e pagare
    e

    portare questo certificato. Praticamente

    date allo stato informazioni che gia'

    possiede e pagate e lavorare per farlo.

    Non, non è così. Se il comune
    ti richiede il certificato di nascita puoi
    dargli una autocertificazione.
    Se la rifiutano puoi denunciarli.Il MIO comune ha chiesto il MIO certificato di nascita per il matrimonio, e ho dovuto farlo allo sportello, pagare e consegnarlo all'impiegato dell'ufficio accanto!L'autocertificazione io ho provato a farla, ti dicono "mmmh si ma forse e' meglio il documento dello sportello. Si fa prima/c'e tutto/insomma porto avanti la pratica. Hai fretta o no?" (io personalmente non avrei affatto fretta di fare documenti e carte, ma devo farli per adempiere a norme e procedure, di conseguenza se voglio comprare una casa/sposarmi/esistere devo fornire tutti i documenti, quindi ho fretta).Anche questa e' la burocrazia, la resistenza dei singoli uffici a cambiare.Altro esempio: molti impiegati non voglio un fax, parificato per legge al fdocumento originale, ma proprio l'originale. Le leggi, che esistono, non vengono applicate dagli impiegati, che vessano il cittadino. Bella forza che li puoi denunciare, passi la vita con il giudice quando invece hai altro da fare, tu vuoi solo la pratica conclusa in fretta, peche' gia' e' una seccatura andare in uffici e fare carte, figuriamoci se ho tempo di denunciarli, andare a testimoniare, seguire la cosa.
  • Anonimo scrive:
    Re: Farà la stessa fine del WAP?
    - Scritto da: Ottav(i)o Nano
    Ecco come una idea potenzialmente
    rivoluzionaria diventa un buco nell'acqua...
    Nel caso del WAP si è finiti a fare
    browsing su display stile calcolatrice
    tascabile a prezzi da telefonata
    satellitare.
    Nel caso della "PEC" la brillantissima idea
    di imporre procedure fuori standard si
    risolverà nel fatto che potremmo
    mandare posta "certificata" solo abbonandoci
    tutti ai pochi provider abilitati.
    Con buona pace di tutto il resto del mondo,
    per il quale la nostra "certificazione
    legale" sarà carta straccia.
    Virtuale, ovviamente...Beh, sul wap un pò devo smenterti: infatti oggi gli operatori si sono accorti del flop che hanno fatto con la politica che tu dici e, in un certo senso sono corsi ai ripari offrendo (sui nuovi cellulari) pagine un pò più colorate e ricche di icone, nonchà servizi multimediali spesso di dubbia utilità (vedi Cartoon Network sui cellulari 3).Certo, in quanto ad utilità non é che sia cambiato molto rispetto a 4-5 anni fa ma se non altro l'estetica é decisament migliorata e, infine, anche i prezzi sono un pò scesi sopratutto tenendo in considerazione le diverse offerte di tipo flat che alcuni gestori cominciano a praticare (ad esempio Freecard WAP per TIM).Il discorso della posta certificata, invece, é ben più serio e, purtroppo, conferma ancora una volta la strategia di questo governo che usa il progresso tecnologico come strumento per fare arricchire sempre i soliti noti spacciandolo allo stesso tempo come un "grande progresso per la nazione intera"!Guardate un pò, a mero titolo d'esempio, cosa stanno facendo con il digitale terrestre: chi ci sta guadagnando secondo voi?
  • Mokambo scrive:
    Ma chi comanda in Italia?
    Ormai sono anni che viviamo osservando e commentando le nuove leggi che il governo emana, tese sempre di più a fare l'interesse di pochi "eletti".Vediamo i media raccontarci sempre le solite panzane facendo informazione politica ed antidemocratica, informazione tesa a darci una visione del mondo come loro ce lo vogliono fare vedere; vediamo le voci libere nel web venire imbavagliate se vanno "fuori controllo".Oramai vivamo nell'ILLUSIONE della democrazia.Quindi sorge la domanda: "Ma chi comanda in Italia?"Democrazia vuol dire governo del popolo... È veramente così?O forse il popolo dovrebbe fare sentire la propria voce? Ma non con i soliti metodi all'italiana, all'acqua di rose...Forse il popolo italiano dovrebbe tirare fuori le palle... ma forse no dai, domenica c'è la partita di calcio, meglio rimandare a un'altra volta...W la democrazia di regime!
  • Anonimo scrive:
    Quali server la supportano ?
    A prescindere dal discorso "certificatori" mi chiedo quali server di posta supportano questo meccanismo ! :
  • Anonimo scrive:
    Re: Certificazione delle email
    - Scritto da: YangChenping
    - Scritto da: Anonimo


    m'inchino;

    condivido ogni parola.

    Venite tutti qui in cina a bere una tazza di
    te'.Non ce n'è bisogno, la Cina sta arrivando da noi, giornodopo giorno ci sentiamo tutti un po' più cinesi...
  • Anonimo scrive:
    Re: Certificazione delle email
    Quoto "purtroppo" al 100%
  • Anonimo scrive:
    Il CNIPA e la lobby dei certificatori
    Il fatto triste è che questo progetto della PEC poteva essere veramente quel qualcosa che avrebbe potuto snellire la farraginosa pubblica amministrazione italiana. E ci eravamo quasi riusciti, con l'aiuto delle principali aziende di informatica operanti in Italia.Era bellissimo, forse non perfetto, ma sicuramente snello quanto bastava ed economico per gli utenti e per le PA.Poi i certificatori, per rifarsi della "botta" delle CA ci si sono buttate a pesce, sperando che fosse possibile con la PEC rivendere un pò di quei certificati che facevano la muffa nei cassetti.E così l'hanno snaturata. Resa difficile, costosa, impraticabile.Complimenti al CNIPA per il modo con cui ha gestito la cosa. Da due anni dicevano che avrebbero fatto uscire la legge. Due anni in cui il tutto è rimasto fermo su qualche scrivania in attesa che i certificatori si organizzassero e chiedessero al Ministro un intervento a loro favore.E tutti quelli che ci hanno lavorato, che l'hanno comprata, su cui hanno fatto degli investimenti, fidando nella serietà di questa gente, ha perso tempo e denaro. Montagne di tempo e fiumi di denaro.E chi ci guadagnerà? Sempre i soliti... i certificatori.Bah.Che vergogna.
  • Anonimo scrive:
    Re: Certificazione delle email
    beh non è detto che sia gratuito... anzi dubito assai.
  • wishyou scrive:
    Re: Certificazione delle email
    -
    In Italia se il
    comune in cui vivete vi chiede un
    certificato di nascita dal comune di
    nascita, dovete voi richiedere e pagare e
    portare questo certificato. Praticamente
    date allo stato informazioni che gia'
    possiede e pagate e lavorare per farlo. Non, non è così. Se il comune ti richiede il certificato di nascita puoi dargli una autocertificazione.Se la rifiutano puoi denunciarli.
  • Anonimo scrive:
    Re: Mi sfugge una cosa
    - Scritto da: Anonimo
    A che serve che il governo nomini dei
    certificatori ufficiali? Il sitema dei
    certificati digitali esiste da prima che i
    nostri politici accendessero per la prima
    volta un pc e viste le vaccate che vengono
    fuori credo che ci sia qualcuno che ancora
    non l'abbia fatto.
    Io ho già un certificato digitale per
    le mie email che ne attestano
    l'originalità. Già; anch'io ho un certificato della mia email, alla quale potrò fra un po' affiancare il mio nome e cognome.Nel PEC mi pare di capire che non sussista più la necessità di autenticarsi tramite la PKI, ma solo di garantire recapito e ricezione. Dove va a finire l'autenticazione?
  • Anonimo scrive:
    E chi ha il server di posta in casa?
    Ovviamente, dovrà spostare le sue cinquecento caselle di posta Exchange sui server "certificati" dei "soliti noti", pagando una valanga di quattrini. O almeno così sperano Stanca e i suoi compagni di merende.Figuriamoci! Si prende una casella "raccomandate.nomezaianda" presso Telecom, Infocamere o chi più ci garba, la si dà alla segreteria e tutti usano quella. Fine del business. Ciao ciao, Lucio.
  • erossini scrive:
    Siamo arrivati a Java... :)
    Uso spesso questa frase per dire che siamo arrivati alla frutta (da buon programmatore M$ like).Un paio di anni fa ho votato questo governo: debbo dire che tra questa legge, la legge urbani ed altre in tema informatico non ne hanno beccato una. Mi spiace constatare che il cosiddetto liberismo cerca sempre più di deliberalizzare il mercato a favore di pochi intimi: se la posta certificata in realtà significa avere un certificato, la cosa mi sembra veramente banale ed alla portata di tutti.Sui server Windows o Linux ci sono già diversi programmi per altro già integrati che gestiscono perfettamente i certificati: perché togliere dal mercato i providers che hanno fatto il mercato italiano? Io come tanti altri ho contribuito a farlo, pagando fin dal 1994 salate bollette a Telecom.Mi sa che è arrivata l'ora di trasferirsi in Russia!
  • Anonimo scrive:
    Re: Mai buone notizie dalle raccomandate
    se lanciano il servizio è illusorio farne a meno. ti costringeranno in qualche maniera a farlo.
  • Anonimo scrive:
    Fa tutto parte dell'accordo
    che una ristretta lobby col beneplacito del governo sta mettendo in essere per privatizzare internet.ormai è troppo tardi anche per dire la prossima volta guardate bene quando votate certi elementi
  • Anonimo scrive:
    Re: settanta euro e ti passa la paura
    a quelli che hanno fatto approvare la legge no?
  • Anonimo scrive:
    Mai buone notizie dalle raccomandate...
    Mi spiegate quale psicopatico si dovrebbe dotare di uno strumento che serve nel 99% dei casi allo stato e ad enti parastatali a notificare brutte notizie (multe, tasse ecc,) in 10 secondi, invece che fargli correre il rischio, speranzosi, che incorrano in prescrizione e quant'altro? Io farò senza, grazie. Ovviamente fino a che non diventerà obbligatorio avere una e-mail certificata... ma suppongo che per allora questo business ridicolo avrà già arricchito chi di dovere (che è il vero scopo di queste tecno-cazzate) e staremo invece tutti a discutere di qualche altro stupido servizio di cui nessuno sente il bisogno ma che verrà, al solito, spacciato come un grande passo avanti.... Puah!!
  • Ottav(i)o Nano scrive:
    Re: Certificazione delle email
    - Scritto da: Anonimo
    Quali raccomandate e favolette? Qui si punta
    alla certificazione di ogni singola email
    ("tanto è gratis") utilizzando
    qualche codice da infilare nella nuova carta
    d'identità elettronica. [...]
    L'unica
    cosa che interessa al governo (come a tutti
    i governi, sia chiaro) è il
    controllo, che deve venire imposto per gradi
    e con motivazioni tali da far abboccare i
    soliti quattro pesci.MADDECHE!!!!Stiamo solo seguendo il Metodo Urbani (TM)...Dietro non c'è la Massoneria ma la Cialtroneria; associazione non segreta, ma trasversale, essa è infinitamente più pericolosa della precedente, e i suoi danni sono spesso irreparabili...Sebbene le trame della Massoneria, se portate a compimento, sfocino in tragedie, le trame della Cialtroneria -nel raro caso caso in cui, a dispetto della logica, vadano in porto- finiscono inevitabilmente in farsa...E così sarà...
  • YangChenping scrive:
    Re: Certificazione delle email
    - Scritto da: Anonimo
    m'inchino;
    condivido ogni parola.Venite tutti qui in cina a bere una tazza di te'.
  • Ottav(i)o Nano scrive:
    Farà la stessa fine del WAP?
    Ecco come una idea potenzialmente rivoluzionaria diventa un buco nell'acqua...Nel caso del WAP si è finiti a fare browsing su display stile calcolatrice tascabile a prezzi da telefonata satellitare.Nel caso della "PEC" la brillantissima idea di imporre procedure fuori standard si risolverà nel fatto che potremmo mandare posta "certificata" solo abbonandoci tutti ai pochi provider abilitati.Con buona pace di tutto il resto del mondo, per il quale la nostra "certificazione legale" sarà carta straccia. Virtuale, ovviamente...
  • Anonimo scrive:
    Re: Certificazione delle email
    m'inchino; condivido ogni parola.
  • Alessandrox scrive:
    Re: Mi sfugge una cosa
    - Scritto da: Anonimo
    A che serve che il governo nomini dei
    certificatori ufficiali? Il sitema dei
    certificati digitali esiste da prima che i
    nostri politici accendessero per la prima
    volta un pc e viste le vaccate che vengono
    fuori credo che ci sia qualcuno che ancora
    non l'abbia fatto.
    Io ho già un certificato digitale per
    le mie email che ne attestano
    l'originalità.
    Tutto quello che serve è che l'smtp
    di uscita del provider invii una mail
    anch'essa certificata che attesti che ho
    inviato la "raccomandata" e che tale mail
    è stata consegnata all'smtp del
    destinatario che a sua volta invierà
    una mail certificata quando l'utente
    scaricherà la mail via pop o la
    aprirà tramite una webmail. Voglio
    capire l'utilità dei certificatori
    ufficiali, perchè ci hanno messo
    tanto per partorire sta vaccata e
    soprattutto quanto hanno speso in consulenze
    per una cosa che poteva essere pensata da
    qualsiasi bambino di 3 anni.Infatti, tutto cio' che occorre e' l' ufficialita' di uno standard non degli enti...Ma vallo a far capire a quegli "intelligentoni" dei nostri ministri.
  • Anonimo scrive:
    staccare la spina
    rigettare in toto l'idea e la normativa.I provider sono fornitori di servizi non notai o postini.Che continuino a mandare raccomandate col metodo tradizionale.La rete non può divenire il nuovo giocattolo in mano a politici e lobby: pena la sua definitiva scomparsa.Tanto, non è qualcosa di strettamente necessario..
  • Anonimo scrive:
    Re: che schifo
    - Scritto da: Anonimo
    unico commentoindignatonon ho parole
  • Anonimo scrive:
    Mi sfugge una cosa
    A che serve che il governo nomini dei certificatori ufficiali? Il sitema dei certificati digitali esiste da prima che i nostri politici accendessero per la prima volta un pc e viste le vaccate che vengono fuori credo che ci sia qualcuno che ancora non l'abbia fatto. Io ho già un certificato digitale per le mie email che ne attestano l'originalità. Tutto quello che serve è che l'smtp di uscita del provider invii una mail anch'essa certificata che attesti che ho inviato la "raccomandata" e che tale mail è stata consegnata all'smtp del destinatario che a sua volta invierà una mail certificata quando l'utente scaricherà la mail via pop o la aprirà tramite una webmail. Voglio capire l'utilità dei certificatori ufficiali, perchè ci hanno messo tanto per partorire sta vaccata e soprattutto quanto hanno speso in consulenze per una cosa che poteva essere pensata da qualsiasi bambino di 3 anni.
  • Anonimo scrive:
    settanta euro e ti passa la paura
    Leggendo le clausole di una degli enti certificatori,un famoso gruppo bancario, leggo che la "custodia" del certificato costa ben 70 euro. Naturalmente da rinnovarsi ogni anno, e magari con i rincari legati al caro vita si arriverà subito ai cento e passa euro in poco, pochissimo tempo.CUI PRODEST?
  • Anonimo scrive:
    che schifo
    unico commento
  • Anonimo scrive:
    Re: pec
    passi avanti... se non si perderanno offerte sulla strada.
  • ely88f scrive:
    pec
    Finalmente si fanno passi avanti anche se non con i piedi di piombo.Gli intralci si toglieranno strada facendo.
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