Subito il Regolamento informatico aziendale

di V. Frediani (Consulentelegaleinformatico.it) - Ecco perché è utile alle imprese redigere e far firmare un documento sull'uso delle risorse informatiche in azienda. Prevenire è meglio che curare


Roma – L’illecito utilizzo della strumentazione informatica aziendale da parte dei dipendenti può generare in capo all’azienda una serie di responsabilità sia penali che civili , qualora non dimostri di aver adoperato tutte le precauzioni al fine di evitare il compimento delle stesse.

Questo quanto emerge da un recente orientamento dottrinale, secondo cui il datore di lavoro può rispondere del reato di cui all’art. 40 del codice penale in caso di illecito commesso all’interno dell’azienda da un proprio dipendente, in quanto “non impedire un evento che si ha l’obbligo di impedire, equivale a cagionarlo”. Ovvero: non attivarsi al fine di impedire l’evento illecito posto in essere dal proprio dipendente, equivale a cagionare l’illecito stesso.

Facciamo degli esempi pratici.

Pensiamo ad un dipendente che utilizzi la connessione ad internet al fine di scaricare mp3 illecitamente, o al fine di scambiare fotografie pedo-pornografiche con terzi soggetti. Ebbene, pur essendo percepibile una assenza di volontà contributiva nell’illecito del datore di lavoro, si potrà configurare una responsabilità oggettiva laddove non si sia adoperato al fine di evitare che l’utilizzo della rete non fosse prettamente aziendale.

Come cautelarsi dunque? Uno “strumento” può essere rappresentato dal regolamento informatico interno , ovvero da un documento redatto secondo la struttura e le esigenze aziendali, in cui siano contenute le specifiche relativamente all’utilizzo della strumentazione: dalla regolamentazione dell’installazione del software, a quella relativa all’uso della casella di posta elettronica.

Il regolamento può pertanto definirsi come quello strumento di prevenzione in grado innanzi tutto di dimostrare l’attenzione e la volontà di evitare eventi estranei all’attività lavorativa da parte dell’azienda, e dall’altra come strumento di indicazione per i dipendenti su come utilizzare le risorse informatiche aziendali senza per questo incorrere, anche in buona fede, in illeciti. Non solo: il regolamento può rappresentare un momento evolutivo per l’azienda, laddove intervenendo in modo puntuale, consente di individuare quali limiti e quali diritti sono vigenti all’interno dell’ambiente lavorativo.

In genere un regolamento lo si può strutturare partendo dalla disciplina relativa all’utilizzo dell’hardware: interesse dell’azienda potrà essere, ad esempio, proibire l’utilizzo di masterizzatori esterni, qualora non espressamente autorizzati. Punto dolente appare poi indubbiamente la questione inerente al software: la guerra alla pirateria non consente alle aziende di abbassare la guardia, anzi al contrario, al di là delle ordinarie operazioni di controllo di corrispondenza tra programmi in uso e licenze, è doveroso un monitoraggio dei software scaricati dal web o installati senza autorizzazione: pensiamo al rischio di sequestro cui si può incorrere qualora senza averne conoscenza, qualcuno all’interno dell’azienda, scarichi da internet programmi non licenziati e protetti da copyright: nel caso di intervento della Guardia di Finanza, ci saranno tutti gli estremi per la configurabilità della violazione della legge sul diritto d’autore laddove tutela la illecita riproduzione dei programmi (condotta costituente illecito). Dunque, l’azienda dovrebbe monitorare i programmi in uso presso i propri operatori. E parrebbe opportuno, qualora dovesse adottare un regolamento informatico, allegare allo stesso la mappatura del software il cui utilizzo è autorizzato sul singolo pc o presso i personal situati nei locali aziendali.

Altra questione riguarda internet e l’uso improprio che può esserne fatto.

Le statistiche dimostrano come le navigazioni sui siti pornografici siano particolarmente elevate durante gli orari diurni di lavoro: va da sé che il motivo è ricollegabile alle navigazioni “non autorizzate” conseguenti alla fornitura di connessione delle aziende ai propri operatori. Ciò può costituire un furto di tempo lavoro per l’azienda (e quindi già un danno) ma dall’altro può assumere forme più gravi , qualora la navigazione si concretizzi in illeciti penali: accennavamo allo scambio di immagini pedo-pornografiche: in caso di indagini, la prima figura che emergerà nel procedimento di rintracciabilità sarà l’azienda, e solo secondariamente ed eventualmente, la persona che materialmente ha posto in essere lo scambio incriminato.

In relazione poi alla posta elettronica , occorre dire che in gran parte dei casi la casella fornita dal datore di lavoro è concepita come casella a doppia destinazione: personale ed aziendale. Eppure il datore di lavoro o un delegato potrebbero necessitare di prendere visione della posta elettronica aziendale: ma come farlo qualora siano presenti comunicazioni personali protette dalla tutela apprestata alla corrispondenza? Se non si vogliono rischiare pronunce negative del Garante per la privacy o querele per violazione della segretezza della corrispondenza, altro non resta che attendere la supervisione del dipendente per accedere alla posta aziendale.

La questione si presenta totalmente ribaltata nel caso in cui sia adottato dall’azienda un regolamento informatico interno.

Questo andrà ad individuare in modo specifico la esatta destinazione della strumentazione informatica, evitando a priori che possano nascere equivoci relativamente al duplice utilizzo della stessa (aziendale e personale). Ecco che per la casella di posta elettronica data in dotazione dall’azienda, potrà essere indicato un uso esclusivamente di tipo aziendale, in quanto bene aziendale; e così per le navigazioni (salvo il rispetto di un generico principio di tollerabilità secondo cui saranno limitatamente ammesse le navigazioni di breve durata anche se non attinenti la materia lavorativa) e per altri aspetti che chiariranno la posizione aziendale andando a definire esattamente l’ambito di interoperabilità tra dipendente e strumenti informatici. Per il datore di lavoro sarà così possibile accedere liberamente alla posta presumendosi questa di solo interesse aziendale, senza calpestare in alcun modo diritti dei proprio dipendenti; sarà possibile poi controllare i log di connessione per prevenire eventuali navigazioni che comportino commissioni di illeciti, provvedendo a depennare quella responsabilità originariamente descritta, di mancato impedimento dell’illecito.

Il regolamento perché sia valido occorre però che sia sottoscritto da ciascun dipendente , previo consenso delle rappresentanze sindacali interne o in assenza, dell’Ispettorato del lavoro.

Difatti, le questioni attinenti in particolare il controllo della posta elettronica o dei log di connessione potrebbero comportare una violazione dello Statuto dei lavoratori laddove non attuate nel pieno rispetto dell’iter previsto dall’art. 4 il quale dispone: È vietato l’uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori.
Gli impianti e le apparecchiature di controllo che siano richiesti da esigenze organizzative e produttive ovvero dalla sicurezza del lavoro, ma dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori, possono essere installati soltanto previo accordo con le rappresentanze sindacali aziendali, oppure, in mancanza di queste, con la commissione interna. In difetto di accordo, su istanza del datore di lavoro, provvede l’Ispettorato del lavoro, dettando, ove occorra, le modalità per l’uso di tali impianti.

Addentriamoci brevemente nella potenziale struttura del regolamento : alla già accennata disciplina relativa all’uso della strumentazione, del software, della posta elettronica e di internet, appare ragionevole – nell’occasione della distribuzione del regolamento – affrontare anche altri temi sensibili per l’azienda: si pensi come con l’entrata in vigore dal primo gennaio 2004 del nuovo Codice in materia di protezione dei dati personali, emerga essenziale impartire istruzioni agli operatori circa le modalità e le precauzioni da adottare in occasione del trattamento dati: dalla segretezza, alla riservatezza di taluni, alle modalità di back-up. Centrale inoltre l’indicazione relativamente alla custodia, conservazione e controllo dei dati informatici, o del divieto relativo all’utilizzo di supporti informatici estranei all’ambito aziendale (fonte primaria di virus).

Insomma, il regolamento può rappresentare uno strumento in grado di arginare problematiche anche funzionali dell’azienda. Non resta dunque che redigere il regolamento nel pieno rispetto dei diritti dei lavoratori e seguendo il principio della prevenzione, che nell’ambito informatico sta acquistando sempre più valore laddove un’azienda intenda crescere nell’era dell’informatizzazione.

dott.ssa Valentina Frediani
www.consulentelegaleinformatico.it

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  • Anonimo scrive:
    Re: Ma basta coi dilettanti!
    "Basta coi dilettanti!" ???già solo il titolo è tremendo...cosa vuol dire? chi è dilettante?chi decide che io sono dilettante e tu no?gli anni di studi di musica? un attestato?il successo?e chi decide il successo?il pubblico??già, dj francesco l'ha voluto il pubblico.
  • Pulsar scrive:
    Re: Ma basta coi dilettanti!
    - Scritto da: Ekleptical


    Non sottointende proprio niente.
    Chi


    è bravo emerge. Non vale il


    contrario. Matematicamente, essere
    bravo


    è una condizione
    sufficiente, ma


    non necessaria.

    Se chi fosse bravo emergesse

    sempre e chi è incapace non
    emergesse

    mai vorrebbe dire che il mondo è

    dritto, purtroppo il mondo è
    storto

    a) Rileggiti quello che ho scritto.
    b) Tutto è salvo sfighe. Puoi anche
    finire sotto una macchina domani. Ovvio che
    puoi essere il più bravo al mondo, ma
    se ci rimani secco conta poco! :pNon tolgo i meriti a chi è bravo, anzi, ma sottolineo che davvero uno bravo può essere sfortunato (senza arrivare a incidenti mortali), la constatazione è che se "siamo sommersi da immondizie musicali" (Cito dal grande Battiato) un motivo dovrà pur esserci, no? E' impossibile arrivare a calcolare quanti bravi artisti siano a spasso, è altrettanto impossibile calcolare quanti siano gli idioti mascherati da artisti che vengono prodotti (ma per il solo fatto che sono troppi a volerli contare:D)
  • Anonimo scrive:
    Re: Oh my god, DJ CERLA!!!! :D
    Sono io!Visto il sito? Scaricato rotterdam? :-)
  • Anonimo scrive:
    Re: Ma basta coi dilettanti!
    - Scritto da: Ekleptical
    Gran parte della gente che ha risposto al
    sondaggio non riceve danni dal p2p,
    semplicemente perchè nessun danno
    è possibile: sono hobbysti che fanno
    tanto per, mica ci guadagnano, nè ci
    campano. Che danno potrebbero averne, anche
    in linea puramente teorica?Per vivere solo di dischi ne devi vendere 1000-2000 al mese, qualcuno di meno se l'etichetta e' tua, e io non ci vivo. Ma non c'entra niente coll'essere a favore o meno del P2P. Se fossi contro il P2P anche perdere 10 euro all'anno di potenziale vendita in meno mi romperebbe comunque le scatole.Personalmente vedo piu' vantaggi che svantaggi nel P2P- se uno e' sconosciuto e' un veicolo di promozione, se uno e' conosciuto si presume che qualche soldo tra vendite e serate lo riesca a tirar su comunque. Mi darebbe fastidio che un dj usasse un mio brano piratato quando viene pagato per suonare, ma in generale, se uno vuol scaricarsi il mio brano perche' non lo conosce, o non ha soldi o non gli piace abbastanza da comprarselo, amen. Mi piacerebbe guadagnare su quelli che ritengono giusto comprare la mia roba, non estorcere.Alle recenti elezioni Siae non mi pare di aver visto nessun candidato condividere questa filosofia, non in maniera programmatica perlomeno. Mi dispiace.

    Facciamo un parallelo che calza a pennello.
    Qualcuno di voi, in piena sanità
    mentale, sosterrebbe che Baggio, Totti, Del
    Piero e compagnia sono dei grandi campioni
    SOLO perchè pompati dalle loro
    squadre milionarietantissime cose che ascolto sono fatte da labels indipendenti e artisti sconosciuti, poi tali idee filtrano nelle produzioni delle major, magari a distanza di decenni. Il tuo paragone con lo sport non regge molto, IMHO.
  • avvelenato scrive:
    Re: Oh my god, DJ CERLA!!!! :D
    - Scritto da: Anonimo
    Produco musica dance commerciale da molti
    anni.

    Ho aperto un sito e posto in free download
    circa 300 mega di musica: brani di
    repertorio, demo versions, versioni mai
    pubblicate, remix fatti da me, bootleg remix
    e soprattutto remix e midifiles fatti da
    appassionati della mia musica.

    In quattro mesi, ho avuto circa 22.000
    downloads che, fatti girare sulle reti p2p,
    si moltiplicheranno esponenzialmente .

    Ovviamente però i miei brani nuovi
    sono protetti da copyright e messi sul
    mercato.

    Mi sembra un buon modo di creare interesse,
    far girare un nome, incentivare i giovani
    dj/produttori a remixare i miei brani e,
    così, pubblicizzare loro stessi.

    Cosa ne pensate?

    P.S. se volete vedere il sito,
    www.floorfilla.tvse sei davvero dj cerla sei un grande!!!!!!devo avere decine di cassette registrate dalla radio. Quando andavo alle medie ero un'appassionato di dance. Avrei tanto voluto comprare cassette di artisti dance (non compilation, le compilation mi han sempre fatto schifo), ma sai qual'era il vero problema? non sapevo dove andarle a pescare. Non abito in una grande città, e per me ai tempi era difficoltoso andare fino a Milano da solo.Adesso non ascolto più dance (devo essere sincero, mi ha stancato parecchio, e poi è molto cambiata), ma non posso fare a meno di riscaricare rotterdam '93.Anzi, sai che ne avevo da qualche parte un remix bellissimo, il cui nome mi è ignoto. Se lo ritrovo mi piacerebbe fartelo sentire, magari sai dirmi di chi è.Ti prego rispondimi!! un fan di lunga data. avvelenato che da piccolo andava in discoteca la domenica pomeriggio :D
  • Anonimo scrive:
    Re: Ma basta coi dilettanti!
    - Scritto da: Ekleptical


    Non sottointende proprio niente.
    Chi


    è bravo emerge. Non vale il


    contrario. Matematicamente, essere
    bravo


    è una condizione
    sufficiente, ma


    non necessaria.

    Se chi fosse bravo emergesse

    sempre e chi è incapace non
    emergesse

    mai vorrebbe dire che il mondo è

    dritto, purtroppo il mondo è
    storto

    a) Rileggiti quello che ho scritto.
    b) Tutto è salvo sfighe. Puoi anche
    finire sotto una macchina domani. Ovvio che
    puoi essere il più bravo al mondo, ma
    se ci rimani secco conta poco! :phai ragione! pensa come stai messo tu che non hai neppure la condizione necessaria (essere bravo) figuriamoci poi quella sufficiente!Povero ekleptical ! :D
  • avvelenato scrive:
    Re: Ma basta coi dilettanti!
    - Scritto da: Ekleptical
    ASCOLTATELI questi artisti sconosciuti e
    senza contratto! Andate ai festival degli
    "emergenti" (che non emergono per niente, in
    genere), ascoltate i demo che la gente manda
    alle riviste, sorbitevi centinaia di pezzi
    su Vitaminic, Weed e compagnia.
    Se lo fate VERAMENTE, vi renderete conto che
    tutti questi artisti sconosciuti al 99% lo
    sono perchè semplicemente non sono
    artisti, ma incapaci.sono solo io che riesco a trovare tra i demo delle cose davvero interessanti? (2 nomi: Samsara e Klimt 1918 )apparte questo, sì, da un certo punto di vista hai anche ragione, ma rivedi le percentuali. Di demo validi ce ne sono. Ed effettivamente spesso i gruppi autori di essi trovano rapidamente una loro collocazione commerciale. avvelenato che vorrebbe comprarsi il disco dei klimt1918, anzi sta fremendo x esso, ma costa 15?, ergo x princìpio non lo prende. ==================================Modificato dall'autore il 05/05/2004 23.52.47
  • avvelenato scrive:
    Re: Ma basta coi dilettanti!
    ekle ha in parte ragione:chi ha talento, nel suo piccolo, emerge.questa relazione non gode della proprietà biunivoca, ovvero non è detto che chi è emerso abbia talento. (per esempio dal tuo post mi vien da pensare alla marraia carri, che mi fa venire il latte alle ginocchia)
  • Anonimo scrive:
    Re: Ma basta coi dilettanti!

    Toglimi una curiosità, ma tu sei un
    musicista? musicista non so, ma per essere un dilettante è un dilettante :D
  • Anonimo scrive:
    Re: E' attendibile, leggete bene
    - Scritto da: Ekleptical
    basi un
    po' più solide di così.infatti tipo gli studi universiari che u tentavi qualche giorno fa di deridere e minimizzare
  • Anonimo scrive:
    Re: totale ignoranza sull'argomento

    La SIAE è un'associazione di
    categoria. Una specie di sindacato, non bestemmiare
  • messalinaxxx scrive:
    Re: Ma basta coi dilettanti!


    Poverino!ma che risposta da poveraccio la tua, se la sua e' da poverino.argomentare?no, la solita paroletta buttata li'che scatole...
  • Anonimo scrive:
    Re: Ma basta coi dilettanti!
    - Scritto da: Ekleptical
    Gran parte della gente che ha risposto al
    sondaggio non riceve danni dal p2p,
    semplicemente perchè nessun danno
    è possibile: sono hobbysti che fanno
    tanto per, mica ci guadagnano, nè ci
    campano. Che danno potrebbero averne, anche
    in linea puramente teorica?

    Ed è ora di finirla con le vaccate
    che i dilettanti sono soffocati dalle major
    che non vogliono farli emergere!
    Intanto perchè c'avete una fissa
    mentale de 'ste major, quando esistono
    milioni di etichette indipendenti (e quelli
    che han risposto, nemmeno dalle indie son
    stati voluti).

    Poi perchè la dovete piantare di
    sparare la favola dei poveri artisti
    sconosciuti, quando l'unica cosa che
    ascoltate e scaricate sono Eminem, Britney,
    i Queen, gli U2, ecc....
    ASCOLTATELI questi artisti sconosciuti e
    senza contratto! Andate ai festival degli
    "emergenti" (che non emergono per niente, in
    genere), ascoltate i demo che la gente manda
    alle riviste, sorbitevi centinaia di pezzi
    su Vitaminic, Weed e compagnia.
    Se lo fate VERAMENTE, vi renderete conto che
    tutti questi artisti sconosciuti al 99% lo
    sono perchè semplicemente non sono
    artisti, ma incapaci.

    Facciamo un parallelo che calza a pennello.
    Qualcuno di voi, in piena sanità
    mentale, sosterrebbe che Baggio, Totti, Del
    Piero e compagnia sono dei grandi campioni
    SOLO perchè pompati dalle loro
    squadre milionarie? Che si può
    definire calciatore, con lo stesso
    significato, anche l'impiegato che gioca sul
    campetto il venerdì sera coi
    colleghi? Che il padre di famiglia delle
    partite scapoli-ammogliati è
    discriminato e non è un grande
    campione mondiale solo perchè non ha
    i soldi delle squadre di serie A? Che se lo
    facessimo giocare con una parrucca in testa
    al posto di Ronaldinho nessuno noterebbe una
    minima differenza nella qualità del
    gioco?
    Non è che il motivo vero è
    che, semplicemente, non è buono a
    giocare, tutt'al più mediocre e di
    sicuro è anni luce dal
    professionismo?

    Le case discografiche (le indipendenti, in
    particolare) hanno un ruolo primario e
    fondamentale: la selezione! Perchè di
    gente che strimpella è pieno il
    mondo. Basta comprarsi una chitarra e
    prender 4 lezioni per "suonare". Ma è
    ben diverso da essere un musicista vero,
    così come Baggio è tutt'altra
    cosa rispetto al signor Mario Rossi
    dell'Ufficio Acquisti.

    Chi ha la qualità, alla fine emerge,
    non vi preoccupate. Magari si deve sbattere
    un po', ma non si può pretendere la
    strada spianata nella vita!

    ==================================
    Modificato dall'autore il 05/05/2004 18.30.58Poverino!
  • Ekleptical scrive:
    Re: Ma basta coi dilettanti!


    Non sottointende proprio niente. Chi

    è bravo emerge. Non vale il

    contrario. Matematicamente, essere bravo

    è una condizione sufficiente, ma

    non necessaria.
    Se chi fosse bravo emergesse
    sempre e chi è incapace non emergesse
    mai vorrebbe dire che il mondo è
    dritto, purtroppo il mondo è stortoa) Rileggiti quello che ho scritto.b) Tutto è salvo sfighe. Puoi anche finire sotto una macchina domani. Ovvio che puoi essere il più bravo al mondo, ma se ci rimani secco conta poco! :P
  • Ekleptical scrive:
    Re: totale ignoranza sull'argomento

    e che servizio da a NOI comuni cittadini???
    a me di quello frega!!!!!La SIAE è un'associazione di categoria. Una specie di sindacato, diciamo, che come tale è tenuto a tutelare i suoi associati, non i "comuni cittadini", comunque intesi.
  • Ekleptical scrive:
    Re: E' attendibile, leggete bene

    in questo caso il campione rispecchia la
    realtà...Non direi. E in ogni caso non è statisticamente affidabile.Poi tu puoi avere le tua opinione, io la mia. La statistica cerca di avere basi un po' più solide di così.
  • messalinaxxx scrive:
    Re: Ma basta coi dilettanti!
    - Scritto da: Pulsar

    - Scritto da: Ekleptical



    Non sottointende proprio niente. Chi

    è bravo emerge. Non vale il

    contrario. Matematicamente, essere bravo

    è una condizione sufficiente, ma
    non

    necessaria.


    Hai perso qualche fattore per strada? Non
    esiste mica solo la bravura? Esistono anche
    "Fortuna" "Sfortuna" "Carattere debole"
    "Carattere forte" "Saper leccare il culo
    alla persona giusta" "Avere un paio di tette
    così" "Essere raccomandati" "Andare a
    letto col produttore"...vogliamo aggiungerne
    qualcun altro? Se chi fosse bravo emergesse
    sempre e chi è incapace non emergesse
    mai vorrebbe dire che il mondo è
    dritto, purtroppo il mondo è stortoc'e' un dettaglio pero'che mentre in principio essere bravi era la regola ed essere raccomandati era l'eccezione, adesso la regola e' robetta da niente tipo i mostriciattoli rifatti che non sanno cantare per niente, e l'eccezione sono artiste con bella voce.guarda, il genere mi fa cagare, ma per farti un esempio di voce ottima mi viene in mente anastacia.bene, lei nel pop e' una eccezione, mentre la regola sono cessi tipo sugababes, kylie minogue, britney (tra l'altro l'amico che ha postato le foto nell'altro post mi ha fatto venire su i ravioli...) e schifezze simili.se solo ognuno tornasse a fare il proprio mestiere...:)
  • Pulsar scrive:
    Re: Ma basta coi dilettanti!
    - Scritto da: Ekleptical
    Non sottointende proprio niente. Chi
    è bravo emerge. Non vale il
    contrario. Matematicamente, essere bravo
    è una condizione sufficiente, ma non
    necessaria.
    Hai perso qualche fattore per strada? Non esiste mica solo la bravura? Esistono anche "Fortuna" "Sfortuna" "Carattere debole" "Carattere forte" "Saper leccare il culo alla persona giusta" "Avere un paio di tette così" "Essere raccomandati" "Andare a letto col produttore"...vogliamo aggiungerne qualcun altro? Se chi fosse bravo emergesse sempre e chi è incapace non emergesse mai vorrebbe dire che il mondo è dritto, purtroppo il mondo è storto

    Paragone insulso: nel calcio, come in un

    lavoro qualsiasi, la bravura è

    dimostrabile. Nell'arte non è un

    concetto totalmente oggettivo.

    Per chi è incapace lo è, lo
    è eccome.No, il calcio è un'altra cosa e il paragone non regge, in questo caso gli altri fattori sono ancora più "pesanti", pensa che solo un brutto infortunio può condizionare la carriera di un calciatore e conta moltissimo anche il fattore "età", tu prova a chiedere a qualche scout, loro fra i dilettanti pescano moltissimi talenti
  • Anonimo scrive:
    Re: totale ignoranza sull'argomento
    lo so per cosa sta sei tu che non capisci!!! io ho scritto che me fraga perche prefirisco si arricchisca la omnitel che a me da qualcosa come servizio che un ente da cui non ricavo nulla
  • messalinaxxx scrive:
    Re: Ma basta coi dilettanti!


    Quelle

    che intendi tu sono spesso
    sottoetichette

    delle majors

    No, io parlavo delle indipendenti. Anche le
    sottoetichette delle major hanno un ruolo
    importante nello scoprire nuovi talenti....
    o forse avevano, visto che le stanno
    tagliando tutte, con la crisi attuale...beh questo pero' non mi risulta;)
  • Anonimo scrive:
    Re: Ricerca poco seria!
    - Scritto da: Anonimo
    non dico che in questo caso tu non abbia
    ragione, ma dire semplicemente che chi la
    pensa diversamente sbaglia a volte è
    un po' riduttivoPurtroppo questa volta ha ragione: questo sondaggio ha una valenza statistica tendente allo 0. E per dire questo basta vedere come è stato scelto il campione (volontari)
  • Anonimo scrive:
    Re: Ma basta coi dilettanti!
    - Scritto da: Ekleptical
    Ma è obbligatorio avere un contratto
    con una major? Ci sono migliaia di musicisti
    che campano tranquillamente con le
    indipendenti. Sarà che ascolto al 90%
    indipendenti o contemporanea, ma mi sfugge
    perchè uno debba per forza cercare il
    contratto con la major!Sono d'accordo su questo. Infatti ci sono moltissimi musicisti che sono pienamente soddisfatti di restare su etichette indipendenti. Riescono a vivere di musica e non devono sottostare a vessazioni. Un esempio? Fugazi!
    Non sottointende proprio niente. Chi
    è bravo emerge. Non vale il
    contrario. Matematicamente, essere bravo
    è una condizione sufficiente, ma non
    necessaria.Non sono d'accordo. La "bravura" (e secondo quale metro la giudichi poi?) è un fattore che non porta per forza ad affermarsi.

    Paragone insulso: nel calcio, come in un

    lavoro qualsiasi, la bravura è

    dimostrabile. Nell'arte non è un

    concetto totalmente oggettivo.

    Per chi è incapace lo è, lo
    è eccome.E quale sarebbe questo metro oggettivo per giudicare la bravura? La tecnica forse?
    Allora non capisco: questi artisti sfigati
    fanno musica commerciale e le major non li
    cagano, guarda un po', col fior fiore di
    muscisti commerciali che hanno già?E se semplicemente vedessero nel file sharing una possibilità di farsi conoscere?
  • Ekleptical scrive:
    Re: Ma basta coi dilettanti!

    Affermazione assolutamente generica e
    infondata. E' vero che ci sono moltissimi
    incapaci, ma ce ne sono altrettanti che non
    vengono messi sotto contratto per il
    semplice motivo di non proporre materiale
    commercialmente appetibile.Ma è obbligatorio avere un contratto con una major? Ci sono migliaia di musicisti che campano tranquillamente con le indipendenti. Sarà che ascolto al 90% indipendenti o contemporanea, ma mi sfugge perchè uno debba per forza cercare il contratto con la major! Se poi lo trattano come sa che le major ti trattano si lamenta? Masochismo?Ma cosa ve ne sbatte delle major? MAH!Detto sinceramente, a 'sta gente per quel che mi riguarda gli sta bene. Se la sono cercata! Prima cercano disperatamente il contrattone con EMI, Universal e compagnia, poi non ne vogliono seguire le logiche. Mi sembrano i neri del ghetto dei video hip-hop che non vedono l'ora di fare gli arrivati con collanone d'oro e mignotte, salvo lamentarsi se il sogno si infrange.
    Inoltre la tua affermazione sottointende
    implicitamente che chi "emerge" è un
    artista valido.Non sottointende proprio niente. Chi è bravo emerge. Non vale il contrario. Matematicamente, essere bravo è una condizione sufficiente, ma non necessaria.
    Paragone insulso: nel calcio, come in un
    lavoro qualsiasi, la bravura è
    dimostrabile. Nell'arte non è un
    concetto totalmente oggettivo.Per chi è incapace lo è, lo è eccome.
    Le vere "indie" propongono solitamente
    generi di nicchia, che non hanno alcun
    interesse commerciale per le majors.Allora non capisco: questi artisti sfigati fanno musica commerciale e le major non li cagano, guarda un po', col fior fiore di muscisti commerciali che hanno già? Quantomeno sono già saturi.
    Quelle
    che intendi tu sono spesso sottoetichette
    delle majorsNo, io parlavo delle indipendenti. Anche le sottoetichette delle major hanno un ruolo importante nello scoprire nuovi talenti.... o forse avevano, visto che le stanno tagliando tutte, con la crisi attuale...
  • Anonimo scrive:
    Re: Ma basta coi dilettanti!
    - Scritto da: Anonimo
    Vero.

    Peccato che costoro abbiano già
    guadagnato miliardi di euro (vedi Bowie).Non è del tutto vero. Se non sei conosciuto ti scordi di vivere con la vendita dei CD. L'unico modo che hai di veder entrare dei soldi è suonare spesso e soprattutto portare pubblico nei locali. La conclusione è evidente: se le persone possono scaricare le tue canzoni hai più possibilità che la gente venga a vederti suonare.
  • Pulsar scrive:
    Re: Ma basta coi dilettanti!
    - Scritto da: Ekleptical
    Gran parte della gente che ha risposto al
    sondaggio non riceve danni dal p2p,
    semplicemente perchè nessun danno
    è possibile: sono hobbysti che fanno
    tanto per, mica ci guadagnano, nè ci
    campano. Che danno potrebbero averne, anche
    in linea puramente teorica?

    Ed è ora di finirla con le vaccate
    che i dilettanti sono soffocati dalle major
    che non vogliono farli emergere!
    Intanto perchè c'avete una fissa
    mentale de 'ste major, quando esistono
    milioni di etichette indipendenti (e quelli
    che han risposto, nemmeno dalle indie son
    stati voluti).

    Poi perchè la dovete piantare di
    sparare la favola dei poveri artisti
    sconosciuti, quando l'unica cosa che
    ascoltate e scaricate sono Eminem, Britney,
    i Queen, gli U2, ecc....
    ASCOLTATELI questi artisti sconosciuti e
    senza contratto! Andate ai festival degli
    "emergenti" (che non emergono per niente, in
    genere), ascoltate i demo che la gente manda
    alle riviste, sorbitevi centinaia di pezzi
    su Vitaminic, Weed e compagnia.
    Se lo fate VERAMENTE, vi renderete conto che
    tutti questi artisti sconosciuti al 99% lo
    sono perchè semplicemente non sono
    artisti, ma incapaci.

    Facciamo un parallelo che calza a pennello.
    Qualcuno di voi, in piena sanità
    mentale, sosterrebbe che Baggio, Totti, Del
    Piero e compagnia sono dei grandi campioni
    SOLO perchè pompati dalle loro
    squadre milionarie? Che si può
    definire calciatore, con lo stesso
    significato, anche l'impiegato che gioca sul
    campetto il venerdì sera coi
    colleghi? Che il padre di famiglia delle
    partite scapoli-ammogliati è
    discriminato e non è un grande
    campione mondiale solo perchè non ha
    i soldi delle squadre di serie A? Che se lo
    facessimo giocare con una parrucca in testa
    al posto di Ronaldinho nessuno noterebbe una
    minima differenza nella qualità del
    gioco?
    Non è che il motivo vero è
    che, semplicemente, non è buono a
    giocare, tutt'al più mediocre e di
    sicuro è anni luce dal
    professionismo?

    Le case discografiche (le indipendenti, in
    particolare) hanno un ruolo primario e
    fondamentale: la selezione! Perchè di
    gente che strimpella è pieno il
    mondo. Basta comprarsi una chitarra e
    prender 4 lezioni per "suonare". Ma è
    ben diverso da essere un musicista vero,
    così come Baggio è tutt'altra
    cosa rispetto al signor Mario Rossi
    dell'Ufficio Acquisti.

    Chi ha la qualità, alla fine emerge,
    non vi preoccupate. Magari si deve sbattere
    un po', ma non si può pretendere la
    strada spianata nella vita!

    ==================================
    Modificato dall'autore il 05/05/2004 18.30.58Toglimi una curiosità, ma tu sei un musicista? ho il sospetto che ci sia qualcosa che ti rode dentro, normalmente non si vede così tanto accanimento...non è che sei uno di quei dilettanti che non arriveranno mai in alto?;)
  • Anonimo scrive:
    Re: Ma basta coi dilettanti!

    Beh, che tu ci creda oppure no molti
    musicisti che si dichiarano favorevoli al
    P2P vivono della loro musica.Vero.Peccato che costoro abbiano già guadagnato miliardi di euro (vedi Bowie).
  • Anonimo scrive:
    Re: Ma basta coi dilettanti!
    - Scritto da: Ekleptical
    Gran parte della gente che ha risposto al
    sondaggio non riceve danni dal p2p,
    semplicemente perchè nessun danno
    è possibile: sono hobbysti che fanno
    tanto per, mica ci guadagnano, nè ci
    campano. Che danno potrebbero averne, anche
    in linea puramente teorica?Beh, che tu ci creda oppure no molti musicisti che si dichiarano favorevoli al P2P vivono della loro musica.
    Ed è ora di finirla con le vaccate
    che i dilettanti sono soffocati dalle major
    che non vogliono farli emergere!Peccato che molte major firmino dei gruppi sconosciuti con un contratto che preveda percentuale sulle vendite. Una volta prodotto il disco NON lo pubblicano perché reputano che non ne valga la pena. Fin qua tutto lecito, senonche usualmente questo contratto ti impedisce anche di pubblicare con altre etichette. L'unica soluzione è cambiare il nome del gruppo.
    ASCOLTATELI questi artisti sconosciuti e
    senza contratto! Andate ai festival degli
    "emergenti" (che non emergono per niente, in
    genere), ascoltate i demo che la gente manda
    alle riviste, sorbitevi centinaia di pezzi
    su Vitaminic, Weed e compagnia.
    Se lo fate VERAMENTE, vi renderete conto che
    tutti questi artisti sconosciuti al 99% lo
    sono perchè semplicemente non sono
    artisti, ma incapaci.Affermazione assolutamente generica e infondata. E' vero che ci sono moltissimi incapaci, ma ce ne sono altrettanti che non vengono messi sotto contratto per il semplice motivo di non proporre materiale commercialmente appetibile.Inoltre la tua affermazione sottointende implicitamente che chi "emerge" è un artista valido. Vogliamo parlare di DJ Francesco? Parliamo del Jovanotti di Gimme Five? E delle Lollipop che mi dici? Gente che "ce l'ha fatta" meritatamente o pupazzetti da classifica?
    Facciamo un parallelo che calza a pennello.
    Qualcuno di voi, in piena sanità
    mentale, sosterrebbe che Baggio, Totti, Del
    Piero e compagnia sono dei grandi campioni
    SOLO perchè pompati dalle loro
    squadre milionarie? Paragone insulso: nel calcio, come in un lavoro qualsiasi, la bravura è dimostrabile. Nell'arte non è un concetto totalmente oggettivo.
    Le case discografiche (le indipendenti, in
    particolare) hanno un ruolo primario e
    fondamentale: la selezione!Le vere "indie" propongono solitamente generi di nicchia, che non hanno alcun interesse commerciale per le majors. Quelle che intendi tu sono spesso sottoetichette delle majors, create proprio con lo scopo di saggiare le potenzialità di un gruppo..
    Chi ha la qualità, alla fine emerge,
    non vi preoccupate. Magari si deve sbattere
    un po', ma non si può pretendere la
    strada spianata nella vita!Si, e poi c'era la marmotta che incartava la cioccolata...
  • Anonimo scrive:
    Re: totale ignoranza sull'argomento

    e che servizio da a NOI comuni cittadini???
    a me di quello frega!!!!!Sei incredibile.SIAE sta per società italiana autori ed editori, quindi non è tenuta a erogare alcun "servizio" al "comune cittadino".
  • Anonimo scrive:
    Re: Ricerca poco seria!
    quindi vuol dire che l'altrra ricerca di una settimana fa dell'università americana era giusta?quello era un isatituto più che serio, ma ovviamente tu hai detto che erano dei cretini...non dico che in questo caso tu non abbia ragione, ma dire semplicemente che chi la pensa diversamente sbaglia a volte è un po' riduttivo
  • Anonimo scrive:
    Re: E' attendibile, leggete bene
    - Scritto da: Ekleptical

    Il sondaggio è

    stato proposto a TRECENTOMILA musicisti
    ed

    è stato ampiamente pubblicizzato.

    Come qualsiasi laureato in statistica ti
    dirà, una ricerca fatta su base
    volontaria (chi ha voglia partecipa) ha una
    rappresentatività NULLA!in questo caso il campione rispecchia la realtà...se poi la domanda è errata e va fatta solo ai musicisti stipendiati o ancora meglio ai musicisti ricchi sfondati (che molto spesso non è il caso di definire musicisti) quello è un altro paio di maniche
  • Anonimo scrive:
    Re: Ma basta coi dilettanti!

    ascoltate e scaricate sono Eminem, Britney,
    vi renderete conto che
    tutti questi artisti sconosciuti al 99% lo
    sono perchè semplicemente non sono
    artisti, ma incapaci.
    non mi sembra che quelli famosi siano meglio, soprattutto i primi dei 2 da te citati (a cui se ne può aggiungere una lunga lista)
    Facciamo un parallelo che calza a pennello.
    Qualcuno di voi, in piena sanità
    mentale, sosterrebbe che Baggio, Totti, Del
    Piero e compagnia sono dei grandi campioni
    SOLO perchè pompati dalle loro
    squadre milionarie? Che si può
    definire calciatore, con lo stesso
    significato, anche l'impiegato che gioca sul
    campetto il venerdì sera coi
    colleghi? no, però in c2 (semi professionisti) e in c1 ho visto giocatori molto molto meglio di del pirla... questo per non parlare dei fenomeni brasiliani che vengono pescati nelle favelas....probabilmente alcuni (e di alcuni) scout del calcio sono meglio di molti delle major
  • Anonimo scrive:
    Re: totale ignoranza sull'argomento
    e che servizio da a NOI comuni cittadini??? a me di quello frega!!!!!
  • messalinaxxx scrive:
    Re: Ma basta coi dilettanti!
    - Scritto da: Anonimo
    Ekleptica, questi caproni lo capiscono
    benissimo, ma non l'ammetteranno MAI.

    Sono ridicoli, fanno i robin hood, sollevano
    la questione morale, ma poi quando gli
    capita per sbaglio di diventare famosi si
    attaccano ai bollettini siae e s'incazzano
    se mancano 2cent... voltagabbana maledetti.

    L'invidia per chi è più
    famoso, ricco e dotato di loro acceca ogni
    loro capacità di ragionamento.quanto avete ragione voi due;)
  • Anonimo scrive:
    Re: Ma basta coi dilettanti!
    Ekleptica, questi caproni lo capiscono benissimo, ma non l'ammetteranno MAI.Sono ridicoli, fanno i robin hood, sollevano la questione morale, ma poi quando gli capita per sbaglio di diventare famosi si attaccano ai bollettini siae e s'incazzano se mancano 2cent... voltagabbana maledetti.L'invidia per chi è più famoso, ricco e dotato di loro acceca ogni loro capacità di ragionamento.
  • Anonimo scrive:
    totale ignoranza sull'argomento


    Certo: "libertà" della vodafone
    di

    fare grana alla faccia dei musicisti e

    "cultura" del "panem et telefonino".

    xchè la "libertà" della SIAE
    di mangiare soldi a sbaffo grattandosi la
    pancia tutto il giorno e senza mai fare
    nulla e senza fornire mai nessun tipo di
    servizio è giusta???Ma che dici?La siae non fa soldi proprio per nulla, anzi non li fa più, molto è cambiato nel cda dalle scorse elezioni e sicuramente IN MEGLIO per noi musicisti.Il servizio che mi dà la siae (raccolta nazionale e internazionale) è di buon livello, mentre non lo sono (ancora) i criteri di ripartizione, che privilegiano i soliti baroni come Mogol.
  • Ekleptical scrive:
    Ma basta coi dilettanti!
    Gran parte della gente che ha risposto al sondaggio non riceve danni dal p2p, semplicemente perchè nessun danno è possibile: sono hobbysti che fanno tanto per, mica ci guadagnano, nè ci campano. Che danno potrebbero averne, anche in linea puramente teorica?Ed è ora di finirla con le vaccate che i dilettanti sono soffocati dalle major che non vogliono farli emergere!Intanto perchè c'avete una fissa mentale de 'ste major, quando esistono milioni di etichette indipendenti (e quelli che han risposto, nemmeno dalle indie son stati voluti).Poi perchè la dovete piantare di sparare la favola dei poveri artisti sconosciuti, quando l'unica cosa che ascoltate e scaricate sono Eminem, Britney, i Queen, gli U2, ecc....ASCOLTATELI questi artisti sconosciuti e senza contratto! Andate ai festival degli "emergenti" (che non emergono per niente, in genere), ascoltate i demo che la gente manda alle riviste, sorbitevi centinaia di pezzi su Vitaminic, Weed e compagnia.Se lo fate VERAMENTE, vi renderete conto che tutti questi artisti sconosciuti al 99% lo sono perchè semplicemente non sono artisti, ma incapaci.Facciamo un parallelo che calza a pennello. Qualcuno di voi, in piena sanità mentale, sosterrebbe che Baggio, Totti, Del Piero e compagnia sono dei grandi campioni SOLO perchè pompati dalle loro squadre milionarie? Che si può definire calciatore, con lo stesso significato, anche l'impiegato che gioca sul campetto il venerdì sera coi colleghi? Che il padre di famiglia delle partite scapoli-ammogliati è discriminato e non è un grande campione mondiale solo perchè non ha i soldi delle squadre di serie A? Che se lo facessimo giocare con una parrucca in testa al posto di Ronaldinho nessuno noterebbe una minima differenza nella qualità del gioco?Non è che il motivo vero è che, semplicemente, non è buono a giocare, tutt'al più mediocre e di sicuro è anni luce dal professionismo?Le case discografiche (le indipendenti, in particolare) hanno un ruolo primario e fondamentale: la selezione! Perchè di gente che strimpella è pieno il mondo. Basta comprarsi una chitarra e prender 4 lezioni per "suonare". Ma è ben diverso da essere un musicista vero, così come Baggio è tutt'altra cosa rispetto al signor Mario Rossi dell'Ufficio Acquisti.Chi ha la qualità, alla fine emerge, non vi preoccupate. Magari si deve sbattere un po', ma non si può pretendere la strada spianata nella vita!==================================Modificato dall'autore il 05/05/2004 18.30.58
  • Ekleptical scrive:
    Re: E' attendibile, leggete bene

    Il sondaggio è
    stato proposto a TRECENTOMILA musicisti ed
    è stato ampiamente pubblicizzato.Come qualsiasi laureato in statistica ti dirà, una ricerca fatta su base volontaria (chi ha voglia partecipa) ha una rappresentatività NULLA!
  • Ekleptical scrive:
    Ricerca poco seria!

    Nella fattispecie, il numero di musicisti
    wannabe è smodatamente più
    alto di quelli affermati, quindi il campione
    andava bilanciato ad esempio in base
    all'importo percepito annualmente in diritti
    d'autore.Concordo con il concetto, anche se sono in disaccordo col metodo puramente monetario. La distinzione va fatta fra musicista professionista e musicista hobbysta della domenica.Leggendo il report c'è scritto:"Most of the respondents have other jobs in addition to their work as in music." -il che è una contraddizione in termini, o è un lavoro o no- "So the answers reported in this survey come from a poorer and less professional segment of the music community"In altre parole: sono hobbysti della domenica, non musicisti! (che sono i professionisti, che ci campano, non chi come il sottoscritto strimpella la tastiera, traffica coi sequencer o chi ha il gruppetto rock per divertirsi).Ovvio che gli hobbysti non ricevono danni dal p2p. Chi mai li caga anche senza?Peraltro non si dice nemmeno come sia stato reclutato il campione!!! Magari sono parenti e amici degli autori. Dal punto di vista statistico è una ricerca di valore nullo. Qualsiasi istituto demoscopico di quart'ordine se la riderebbe, leggendo le premesse! Si può dimostrare tutto e il suo contrario così.
  • Anonimo scrive:
    Re: E' attendibile, leggete bene

    Certo: "libertà" della vodafone di
    fare grana alla faccia dei musicisti e
    "cultura" del "panem et telefonino".xchè la "libertà" della SIAE di mangiare soldi a sbaffo grattandosi la pancia tutto il giorno e senza mai fare nulla e senza fornire mai nessun tipo di servizio è giusta???
  • TPK scrive:
    Re: MY WAY
    Beh, in bocca al lupo!
  • Anonimo scrive:
    Re: MA PER PIACERE democrazia elettiva


    come come? quindi uno che con la musica ci

    guadagna tanto e' di serie A e il suo voto a

    tuo parere dovrebbe contare di piu' di

    quello di chi suona in garage? e magari se

    hai la dichiarazione dei redditi alta puoi

    votare 2 volte alle politiche no?

    sei propio in gamba bravo!
    Sì sì... è anche
    collaudato, ti ricordi? C'erano i
    pentacosiomedimni, i dicosiomedimni, i
    metreti, i vattelapigliainquelposto e gli
    sbarasgnausguarda che funziona proprio così, la democrazia diretta non è mai stata applicabile come sistema di governo (lo strumento dei referendum è l'unico che un minimo ci si avvicini).quella che c'è ed è praticabile è la democrazia elettiva, tutti votano (ciascun voto conta uguale) per dei rappresentanti, dopodichè il potere attuativo è delegato a tali rappresentanti che agiranno in base alla loro (e dei loro collaboratori) cultura e capacità di giudizio e le rispettive proposte sono vagliate non dagli elettori ma dall'insieme di persone elette e può benissimo divergere dall'opinione popolare perchè tale campione non è MEDIO rispetto alla popolazione, ma è ELETTIVO, cioè rappresenta (o dovrebbe rappresentare) le migliori qualità e la massima cultura (che spesso per essere affinate richiedono anche una base di soldi e di tempo, che costa sempre soldi, non indifferente) reputate come tali dalla media della popolazione.In pratica in un sondaggio equilibrato dovrebbe avvenire la stessa cosa, la tale casa discografica vende tot e quindi tot clienti la hanno "eletta" preferendo la sua offerta, come gusti musicali o convenienza economica, a quella della concorrenza, in base a questo (come i voti ottenuti da un partito) potrà presentare tot artisti di sua scelta che rispondano al sondaggio.
  • Anonimo scrive:
    Re: MY WAY

    Le vendite come vanno? I tour?
    Meglio/uguale/peggio di prima?Non è quantificabile.Ma la sensazione è che il feedback sia estremamente positivo.Nota bene che non metto a disposizione le versioni album ed extended degli ultimi brani ma solo versioni speciali di questi (talvolta più belle o particolari), oppure brani vecchi non più in catalogo.Un'altra cosa interessante è che gli stessi che scaricano questo materiale inedito comprano poi il cd originale, lo "devono avere".Io poi cerco di incentivare l'acquisto del cd: nell'ultimo album ad esempio abbiamo messo una bellissima raccolta di adesivini da diario (ministicker), e quelli sulle reti p2p non li troverai mai! :-)www.floorfilla.tv
  • TPK scrive:
    Re: MY WAY
    Le vendite come vanno? I tour?Meglio/uguale/peggio di prima?
  • Anonimo scrive:
    Re: MA PER PIACERE
  • Nonninz scrive:
    Re: MA PER PIACERE
    Complimenti!Sarebbe troppo OT se ti chiedo il nome del gruppo?
  • hdd scrive:
    Perché presto fede al sondaggio
    Oltre ad averlo letto (e a ritenerlo attendibile, per quello che vale il mio giudizio), vedo che questo sondaggio sta venendo ripreso anche da persone che hanno una competenza di quello che succede su Internet da un punto di vista sociale e legale molto maggiore alla mia. Ad esempio, Wendy Seltzer della Electronic Frontier Foundation: http://wendy.seltzer.org/blog/
  • Anonimo scrive:
    Re: E' attendibile, leggete bene

    E a te sfugge un po' il concetto di
    "liberta'" "cultura" che guarda caso e'
    sempre contrapposto con quello di
    "manganello" "commercio"Certo: "libertà" della vodafone di fare grana alla faccia dei musicisti e "cultura" del "panem et telefonino".
  • Anonimo scrive:
    Re: guardate i maroon5

    Brrr.....DRM...fine di qualsiasi liberta'
    digitale :(
    Boh, o sono io che sono idiota o la gente proprio non capisce un c@zz* !Il 3ad si chiama "Proposte costruttive" leggete il PRIMO POST !!!!Marco
  • Anonimo scrive:
    Re: MY WAY
    Che fai relativamente bene.Leggiti questo mio metodo, che forse è più efficace (anche se simile): http://web.fiorellocortiana.it/html/modules/newbb/viewtopic.php?topic_id=12&forum=4 Saluti, Marco.
  • Anonimo scrive:
    Re: E' attendibile, leggete bene
    - Scritto da: BigSam
    A molti degli integralisti del p2p sfugge
    questo passaggio cruciale.E a te sfugge un po' il concetto di "liberta'" "cultura" che guarda caso e' sempre contrapposto con quello di "manganello" "commercio"
  • Anonimo scrive:
    MY WAY
    Produco musica dance commerciale da molti anni.Ho aperto un sito e posto in free download circa 300 mega di musica: brani di repertorio, demo versions, versioni mai pubblicate, remix fatti da me, bootleg remix e soprattutto remix e midifiles fatti da appassionati della mia musica.In quattro mesi, ho avuto circa 22.000 downloads che, fatti girare sulle reti p2p, si moltiplicheranno esponenzialmente .Ovviamente però i miei brani nuovi sono protetti da copyright e messi sul mercato.Mi sembra un buon modo di creare interesse, far girare un nome, incentivare i giovani dj/produttori a remixare i miei brani e, così, pubblicizzare loro stessi.Cosa ne pensate?P.S. se volete vedere il sito, www.floorfilla.tv
  • Anonimo scrive:
    Re: guardate i maroon5
    - Scritto da: Anonimo
    Ufff mi sono quasi stufato di ripeterlo,
    quindi vattelo a leggere sul sito di
    cortiana:
    web.fiorellocortiana.it/html/modules/newbb/viBrrr.....DRM...fine di qualsiasi liberta' digitale :(
  • Anonimo scrive:
    Re: guardate i maroon5

    Guardate invece i Fugazi: in un'intervista hanno chiesto a Ian
    MacKaye cosa pensa del P2P. Lui risponde che è contento Grande MacKaye. I Fugazi li ho conosciuti grazie al p2p e adesso ho già 3 cd originali.
  • Anonimo scrive:
    Re: E' attendibile, leggete bene

    Sarebbe stato molto, molto più
    interessante ed assai indicativo un
    sondaggio tra coloro che fanno della
    produzione musicale la loro prima
    attività, quindi l'ultima frase del
    primo post di bigsam ha sicuramente senso.per me ha il senso di chi sostierne che chi guadagna conta e più guadagna più conta (cosa probabilmente vera, ma moralmente discutibile).Ripeto il campione è ben tarato se la domanda è "cosa ne pensano i musicisti del p2p" questo perchè indicare come musicista più importante chi guadagna di più credo sia una castroneria ben chiara atutti...certo il campione sarebbe stato sbagliato se la domanda fosse stata "cosa ne pensa del p2p chi guadagna con la musica, con maggior peso specifico di chi ci specula..."
  • Anonimo scrive:
    Re: MA PER PIACERE
    - Scritto da: Anonimo

    - Scritto da: BigSam


    Nella fattispecie, il numero di
    musicisti

    wannabe è smodatamente più

    alto di quelli affermati, quindi il
    campione

    andava bilanciato ad esempio in base

    all'importo percepito annualmente in
    diritti

    d'autore.

    come come? quindi uno che con la musica ci
    guadagna tanto e' di serie A e il suo voto a
    tuo parere dovrebbe contare di piu' di
    quello di chi suona in garage? e magari se
    hai la dichiarazione dei redditi alta puoi
    votare 2 volte alle politiche no?
    sei propio in gamba bravo! Sì sì... è anche collaudato, ti ricordi? C'erano i pentacosiomedimni, i dicosiomedimni, i metreti, i vattelapigliainquelposto e gli sbarasgnaus
  • Anonimo scrive:
    Re: E' attendibile, leggete bene

    faccio un esempio se in un paese il 90%
    è sotto la soglia di povertà e
    un sondaggio ben costruito chiede loro se
    vogliono uno stato assistenzaialista, la
    risposta probabilmente sarà si...
    ovviamente questo non significa che sia la
    soluzione più giusta (aldilà
    che il concetto di giustizia è
    relativo).Infatti la democrazia è rappresentativa e non diretta (anche se oggi quest'ultima è tecnicamente realizzabile). In quel sondaggio, il 95% (poniamo) degli intervistati ha interesse a diffondere materiale su p2p, il 5% no. Sarebbe stato molto, molto più interessante ed assai indicativo un sondaggio tra coloro che fanno della produzione musicale la loro prima attività, quindi l'ultima frase del primo post di bigsam ha sicuramente senso.
  • Anonimo scrive:
    Re: E' attendibile, leggete bene

    Certamente, ho letto.

    Di questi 300mila, la grande maggioranza non
    ha un contratto discografico e non ha mai
    incassato cospicui diritti d'autore.
    di euro in
    più.
    la proporzione nel campione rispetta la proporzioni reali, quindi il campione è ben strutturato...faccio un esempio se in un paese il 90% è sotto la soglia di povertà e un sondaggio ben costruito chiede loro se vogliono uno stato assistenzaialista, la risposta probabilmente sarà si... ovviamente questo non significa che sia la soluzione più giusta (aldilà che il concetto di giustizia è relativo).Pensare che, in un sandaggio (ma magari anche oltre), debba contare solo il 10% (o meno) siignifica volere un'oligarchia...pensiero cmq rispettabile, ma che io non approvo
  • BigSam scrive:
    Re: E' attendibile, leggete bene
    Il sondaggio è
    stato proposto a TRECENTOMILA musicisti ed
    è stato ampiamente pubblicizzato.Certamente, ho letto.Di questi 300mila, la grande maggioranza non ha un contratto discografico e non ha mai incassato cospicui diritti d'autore.Quindi, ribadisco le parole del post: "per un musicista sconosciuto il p2p rappresenta una ottima occasione per farsi conoscere, mentre per chi produce musica che ha riscontro commerciale rappresenta una perdita secca" (economica, ovviamente).E' estremamente facile da capire che chi non ha ancora un contratto ha tutto l'interesse a sfruttare le reti p2p per scopi di promozione della propria musica.Che questa posizione, poi, rimanga invariata nel caso di boom commerciale (magari favorito dal p2p) è tutto da dimostrare.Infine, sono certamente molto più "amico della siae" che delle compagnie telefoniche, le cui lobbies sono al lavoro (con successo) nell'opera di indottrinamento anti-copyright.Infatti, per loro è un enorme guadagno aggiuntivo: regalare o far pagare la suoneria (oggi) o l'mp3 (sugli umts di domani ) senza dare il becco di un quattrino agli autori significa miliardi di euro in più.A molti degli integralisti del p2p sfugge questo passaggio cruciale.
  • Marlenus scrive:
    Re: E' attendibile - Distorsione
    - Scritto da: hdd
    A me pare che il sondaggio sia attendibile e
    serio, a differenza di quanto afferma
    l'amico della SIAE in un altro commento. Gli
    intervistati provengono da ambiti tutt'altro
    che sconosciuti e marginali della produzione
    musicale degli USA. Il sondaggio è
    stato proposto a TRECENTOMILA musicisti ed
    è stato ampiamente pubblicizzato.
    Queste sono le organizzazioni principali ai
    cui membri è stato inviato il
    sondaggio.

    The Future of Music Coalition
    Just Plain Folks
    American Federation of Television and Radio
    Artists
    CD Baby
    Nashville Songwriters Association
    Garageband.com
    American Society of Composers, Authors and
    Publishers
    American Federation of MusiciansNon conosco i dettagli, ma se è stato inviato e non tutti hanno risposto, potrebbe essere distorto dal fatto che chi non la pensa in quel modo non si è degnato di rispondere.Poi la diatriba tra "professionisti" e "dilettanti" si applica ad ogni campo professionale umano.Poichè si tratta chiaramente di interessi contrapposti tra professionisti affermati e wannabe, personalmente ritengo che sia equo e preferibile favorire i secondi, in quanto diminuisce la (impercettibilmente) la qualità di vita già alta di pochi per migliorare (sensibilmente) la qualità della vita di molti (sia i musicisti che tentano di affermarsi, sia del pubblico che può scegliere tra una maggiore varietà).Solo la forza economica dei padroni dei primi (le case discografiche con in mano i loro contratti capestro) riesce a nascondere questa fondamentale osservazione.
  • hdd scrive:
    E' attendibile, leggete bene
    A me pare che il sondaggio sia attendibile e serio, a differenza di quanto afferma l'amico della SIAE in un altro commento. Gli intervistati provengono da ambiti tutt'altro che sconosciuti e marginali della produzione musicale degli USA. Il sondaggio è stato proposto a TRECENTOMILA musicisti ed è stato ampiamente pubblicizzato.Queste sono le organizzazioni principali ai cui membri è stato inviato il sondaggio. The Future of Music Coalition Just Plain Folks American Federation of Television and Radio Artists CD Baby Nashville Songwriters Association Garageband.com American Society of Composers, Authors and Publishers American Federation of Musicians
  • Anonimo scrive:
    Re: MA PER PIACERE
    - Scritto da: BigSam
    Nella fattispecie, il numero di musicisti
    wannabe è smodatamente più
    alto di quelli affermati, quindi il campione
    andava bilanciato ad esempio in base
    all'importo percepito annualmente in diritti
    d'autore.come come? quindi uno che con la musica ci guadagna tanto e' di serie A e il suo voto a tuo parere dovrebbe contare di piu' di quello di chi suona in garage? e magari se hai la dichiarazione dei redditi alta puoi votare 2 volte alle politiche no?sei propio in gamba bravo!
  • avvelenato scrive:
    Re: ** Detected ** AMICO DELLA SIAE
    - Scritto da: Anonimo

    L'interesse di chi vuole ascoltare musica
    è averne molta tra cui poter
    scegliere comodamente. E i musicisti non
    affermati stanno trovando nel P2P un modo
    per farsi conoscere dalla gente. se vuoi ti mando qualche demo, sono sicuro che dopo un po' di ore di ascolto cambierai idea in un attimo. :)(ciò non toglie che la posizione di BigSam sia totalmente sbilanciata dal piano opposto)
  • avvelenato scrive:
    ot: MA PER PIACERE
    - Scritto da: MaurizioB
    Un MaurizioB che odia svegliarsi sentendo
    Tiziano Ferro.ma perché? l'ultima di tiziano, "non me lo so spiegare", è così bellina! 8) :D (troll)
  • ParisDabar scrive:
    OT: L'immagine e' tutto
    ..fino a che non ti fotografano dilaniata dall'alcool :)http://www.tivocommunity.com/tivo-vb/showthread.php?s=&threadid=172478
  • Anonimo scrive:
    Re: guardate i maroon5
    Ufff mi sono quasi stufato di ripeterlo, quindi vattelo a leggere sul sito di cortiana: http://web.fiorellocortiana.it/html/modules/newbb/viewtopic.php?topic_id=12&forum=4
  • Anonimo scrive:
    Re: guardate i maroon5
    - Scritto da: Stephan
    son diventati famosi (parole loro)
    perchè i ragazzi dei vari campus si
    scaricavano le loro canzoni.
    ora che son famosi dicono "sì ma non
    è che si aproprio una bella
    cosa...."   :|

    No comment...Guardate invece i Fugazi: in un'intervista hanno chiesto a Ian MacKaye cosa pensa del P2P. Lui risponde che è contento :-)http://www.downhillbattle.org/interviews/ian_mackaye.php
  • Anonimo scrive:
    ** Detected ** AMICO DELLA SIAE
    - Scritto da: BigSam(...)
    Nella fattispecie, il numero di musicisti
    wannabe è smodatamente più
    alto di quelli affermati, quindi il campione
    andava bilanciato ad esempio in base
    all'importo percepito annualmente in diritti
    d'autore.Questo è un approccio analogo a quello su cui si basa la SIAE, grazie al quale si privilegia ulteriormente chi è già famoso.Invece il campione del sondaggio è bilanciato così com'è, perché i musicisti wannabe sono molti di più di quelli affermati. E non c'è motivo, se non l'interesse aziendale o di categoria, di far pesare l'opinione di chi vende centomila CD più di quella di chi ne vende cento. L'interesse di chi vuole ascoltare musica è averne molta tra cui poter scegliere comodamente. E i musicisti non affermati stanno trovando nel P2P un modo per farsi conoscere dalla gente.
  • MaurizioB scrive:
    Re: MA PER PIACERE
    - Scritto da: BigSam
    Ma per un musicista sconosciuto il p2p
    rappresenta una ottima occasione per farsi
    conoscere, mentre per chi produce musica che
    ha riscontro commerciale rappresenta una
    perdita secca.

    Nella fattispecie, il numero di musicisti
    wannabe è smodatamente più
    alto di quelli affermati, quindi il campione
    andava bilanciato ad esempio in base
    all'importo percepito annualmente in diritti
    d'autore.Siamo d'accordo. Quindi allora possiamo tranquillamente continuare ad affermare che il P2P uccida la musica commerciale ed al contrario aiuti la musica in quanto arte, no? :-)Nulla di nuovo sotto il sole. Per quanto mi riguarda, finché esisteranno persone che continuano a pensare che musica sia solo fonte di guadagno economico, questa diatriba non avrà mai fine.Nessuno qui ha mai detto che la musica dovrebbe essere gratis, pure gli artisti devono mangiare. È qui il punto: gli artisti devono mangiare. Gli altri si cerchino un lavoro più morale ed onesto. Per quanto riguarda coloro che passano il tempo ad ascoltare solo questi ultimi, sarebbe utile che cominciassero a crearsi una cultura artistica un po' più vasta e con un minimo di spessore.Un MaurizioB che odia svegliarsi sentendo Tiziano Ferro.Saluti
  • Stephan scrive:
    guardate i maroon5
    son diventati famosi (parole loro) perchè i ragazzi dei vari campus si scaricavano le loro canzoni.ora che son famosi dicono "sì ma non è che si aproprio una bella cosa...." :|No comment...
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