Surface, per HP non è granché

Il pezzo grosso dei PC non è particolarmente impressionato dal tablet di Microsoft. E lo boccia senza tanti complimenti. Redmond però tira dritto per la sua strada

Roma – Ancora polemiche e giudizi pungenti su Surface, il tablet ARM commercializzato da Microsoft assieme a Windows 8/RT: Todd Bradley, responsabile del business PC di Hewlett-Packard, si dice convinto del fatto che il convertibile di Redmond non rappresenti affatto una minaccia.

Per Bradley, Surface può essere a malapena definito un prodotto concorrente: il tablet è uscito sul mercato con una distribuzione limitata, dice il manager, tende a essere lento e “non rifinito” durante l’utilizzo quotidiano ed è troppo costoso. Per il responsabile della divisione personal computer del maggior produttore al mondo, Surface ha “storicamente” avuto un successo enormemente superiore presso i recensori piuttosto che presso il pubblico di chi i prodotti deve poi comprarli: il mondo ha scelto di “credere” una storia diversa, suggerisce Bradley, rispetto alle meraviglie raccontate dalla stampa.

Il manager HP conferma poi che la sua azienda non ha alcuna intenzione di (ri)entrare nell’arena dei tablet tanto presto: dopo la non piacevole avventura di TouchPad , il colosso statunitense dice che aspetterà il natale del 2013 per lanciare qualcosa per il mercato consumer. Fino ad allora ci saranno convertibili, laptop, form factor con design a conchiglia ma non tablet consumer.

Ad HP non piace particolarmente l’hardware Microsoft, ma agli alti papaveri di Redmond dicono chiaramente di voler sfruttare l’occasione data da Surface per realizzare nuovo hardware con design proprietario: i partner OEM potranno anche continuare a fare la parte del leone nel mercato dei sistemi Windows, ha detto Steve Ballmer, ma ora c’è l’opportunità di “innovare” tramite una stretta integrazione fra hardware e software.

Per meglio prepararsi a questa fase di innovazione, Microsoft continua a far girare le teste del management dopo l’improvviso (e ancora non motivato) abbandono di Steven Sinofsky : partito Mr. Windows, ora è il turno di Andy Lees passare dalla gestione del progetto Windows Phone (che in realtà aveva abbandonato circa 12 mesi fa, in attesa di un nuovo incarico) alla guida della divisione “corporate development and strategy”.

Alfonso Maruccia

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  • Mario Rossi scrive:
    Da quando l'IP è una prova?
    Da quando è che l'indirizzo IP è diventato una prova di colpevolezza?
    • Leguleio scrive:
      Re: Da quando l'IP è una prova?
      - Scritto da: Mario Rossi
      Da quando è che l'indirizzo IP è diventato una
      prova di
      colpevolezza?Le "prove di colpevolezza" non esistono.Comunque l'IP è una prova valida per stabilire da quale computer o postazione avviene un'azione da che esiste il web.
      • Mario Rossi scrive:
        Re: Da quando l'IP è una prova?
        - Scritto da: Leguleio
        Le "prove di colpevolezza" non esistono.
        Comunque l'IP è una prova valida per stabilire da
        quale computer o postazione avviene un'azione da
        che esiste il
        web.Ma dall'IP puoi risalire all'intestatario della connessione, non puoi però arrivare alla persona che ha effettuato l'azione, potrebbe anche essere stato qualcuno che ha violato la protezione del router
        • Leguleio scrive:
          Re: Da quando l'IP è una prova?
          - Scritto da: Mario Rossi
          - Scritto da: Leguleio

          Le "prove di colpevolezza" non esistono.

          Comunque l'IP è una prova valida per
          stabilire
          da

          quale computer o postazione avviene
          un'azione
          da

          che esiste il

          web.
          Ma dall'IP puoi risalire all'intestatario della
          connessione, non puoi però arrivare alla persona
          che ha effettuato l'azione, potrebbe anche essere
          stato qualcuno che ha violato la protezione del
          routerSi parte da lì, innanzitutto. Non è una prova univoca, come il numero di targa di una macchina non è una prova che al volante ci fosse il proprietario, ma il primo a essere interrogato è lui.
          • Mario Rossi scrive:
            Re: Da quando l'IP è una prova?
            - Scritto da: Leguleio
            Si parte da lì, innanzitutto. Non è una prova
            univoca, come il numero di targa di una macchina
            non è una prova che al volante ci fosse il
            proprietario, ma il primo a essere interrogato è
            lui.Ok, ma come sono risaliti al ragazzo?Non dovrebbero fare tutta questa procedura con ogni IP che vedono condividere materiale protetto da copyright?
          • Leguleio scrive:
            Re: Da quando l'IP è una prova?
            - Scritto da: Mario Rossi
            - Scritto da: Leguleio

            Si parte da lì, innanzitutto. Non è una prova

            univoca, come il numero di targa di una
            macchina

            non è una prova che al volante ci fosse il

            proprietario, ma il primo a essere
            interrogato
            è

            lui.
            Ok, ma come sono risaliti al ragazzo?
            Non dovrebbero fare tutta questa procedura con
            ogni IP che vedono condividere materiale protetto
            da
            copyright?Nel caso specifico, senza nemmeno controllare gli atti del proXXXXX di primo grado (ammesso siano online), tiro a indovinare senza tema di smentita: i file musicali erano sul suo computer. E non aveva alcuna prova che mostrasse che li aveva comprati...
          • Fetente scrive:
            Re: Da quando l'IP è una prova?
            Non mi risulta che un privato cittadino sia costretto a conservare gli scontrini di qualsiasi cag*ta che compra.
          • Leguleio scrive:
            Re: Da quando l'IP è una prova?
            - Scritto da: Fetente
            Non mi risulta che un privato cittadino sia
            costretto a conservare gli scontrini di qualsiasi
            cag*ta che
            compra.Non lo è, infatti. Ma quando si va nei pasticci, come qui, l'assenza degli scontrini (o altra prova d'acquisto: per dire, se si usa la carta di credito per acqusito online, o si va sempre nello stesso negozio e ormai ci conoscono per nome e cognome, vale anche quella) è un forte indizio di colpevolezza. Inutile fare finta che non sia così. :-(
          • anon scrive:
            Re: Da quando l'IP è una prova?
            - Scritto da: Leguleio
            Non lo è, infatti. Ma quando si va nei pasticci,
            come qui, l'assenza degli scontrini (o altra
            prova d'acquisto: per dire, se si usa la carta di
            credito per acqusito online, o si va sempre nello
            stesso negozio e ormai ci conoscono per nome e
            cognome, vale anche quella) è un forte indizio di
            colpevolezza. Inutile fare finta che non sia
            così. :-(Sì, ma indizio != prova.E non mi pare si possa venire condannati solo sulla base di qualche indizio, per quanto forte esso possa essere.Da un punto di vista logico/formale, invece, potrebbe trattarsi di http://it.wikipedia.org/wiki/Ad_ignorantiam:A: Questi mp3 sono illegali. Hai lo scontrino per provare il contrario?B: No.A: Allora li hai rubati. (sono illegali)
          • Leguleio scrive:
            Re: Da quando l'IP è una prova?
            - Scritto da: anon
            - Scritto da: Leguleio

            Non lo è, infatti. Ma quando si va nei
            pasticci,

            come qui, l'assenza degli scontrini (o altra

            prova d'acquisto: per dire, se si usa la
            carta
            di

            credito per acqusito online, o si va sempre
            nello

            stesso negozio e ormai ci conoscono per nome
            e

            cognome, vale anche quella) è un forte
            indizio
            di

            colpevolezza. Inutile fare finta che non sia

            così. :-(

            Sì, ma indizio != prova.
            E non mi pare si possa venire condannati solo
            sulla base di qualche indizio, per quanto forte
            esso possa
            essere.Ma infatti non si viene condannati <B
            solo </B
            su quella base. Il tuo discorso funzionerebbe se la polizia andasse a casa di cittadini presi a campione, e controllasse i loro computer (quando lo possiedono) alla ricerca di file musicali. Ma la procedura non è questa. Si parte sempre da qualcosa di concreto, da tracce lasciate online. E poi si piomba a casa del malcapitato, sperando che non sia uno scaricone prudente che ha provveduto a cifrare tutti i file. Il quadro indiziario forma una prova, ma è composito. Ad esempio: un ragazzino di 13 anni ha sul proprio computer oltre diecimila brani musicali, ed è decisamente improbabile che i genitori gli regalino musica in tal quantità? Si fa 2+2, e si deduce che almeno una parte sono di provenienza P2P.
          • anon scrive:
            Re: Da quando l'IP è una prova?
            - Scritto da: Leguleio
            Si parte sempre da qualcosa di concreto,
            da tracce lasciate online.Le tracce online potrebbero anche essere state lasciate da qualcuno che si è intromesso nella rete wi-fi di casa, abusandone.Dubbio ragionevole che potrebbe venir sollevato sia dal ragazzino che dalla famiglia.Hai voglia poi, a dimostrare il contrario...
            Ad esempio: un ragazzino di 13 anni ha sul
            proprio computer oltre diecimila brani musicali,
            ed è decisamente improbabile che i genitori gli
            regalino musica in tal quantità? Si fa 2+2, e si
            deduce che almeno una parte sono di provenienza
            P2P.Tale deduzione, per quanto logica e scontata, dev'essere comunque dimostrata. Non basta dire che la maggior parte di quei 10.000 brani è (quasi) sicuramente di provenienza illecita, per il semplice fatto che è altamente improbabile che siano stati regolarmente acquistati tutti - lo devi anche dimostrare!
          • Leguleio scrive:
            Re: Da quando l'IP è una prova?
            - Scritto da: anon
            - Scritto da: Leguleio
            Le tracce online potrebbero anche essere state
            lasciate da qualcuno che si è intromesso nella
            rete wi-fi di casa,
            abusandone.
            Dubbio ragionevole che potrebbe venir sollevato
            sia dal ragazzino che dalla
            famiglia.

            Hai voglia poi, a dimostrare il contrario...Vedi sopra: l'IP, o altre tracce elettroniche acquisite attraverso la rete, sono una parte dell'impianto accusatorio; diciamo, sono le fondamenta. Poi da quelle si costruisce la casetta... oppure si fa un buco nell'acqua, a seconda dei casi. :-)

            Ad esempio: un ragazzino di 13 anni ha sul

            proprio computer oltre diecimila brani
            musicali,

            ed è decisamente improbabile che i genitori
            gli

            regalino musica in tal quantità? Si fa 2+2,
            e
            si

            deduce che almeno una parte sono di
            provenienza

            P2P.

            Tale deduzione, per quanto logica e scontata,
            dev'essere comunque dimostrata. Non basta dire
            che la maggior parte di quei 10.000 brani è
            (quasi) sicuramente di provenienza illecita, per
            il semplice fatto che è altamente improbabile che
            siano stati regolarmente acquistati tutti - lo
            devi anche
            dimostrare!Sì, ma guarda, per illeciti di questo tipo nessuno va tanto per il sottile. Ci si basa molto più sul buonsenso che sull'univocità e sull'inattaccabilità delle prove raccolte. Se per ogni proXXXXX di questo genere fosse necessario dimostrare persino che l'imputato sapeva usare una tastiera, nessuno sarebbe mai stato condannato, in Germania. Invece, in quel sito in tedesco di materie giuridiche che ho citato sopra sono richiamate diverse sentenze precedenti, segno che casi di condanne analoghe esistono. Se ci pensi, anche per reati come la ricettazione spesso ci si basa più sul buonsenso che su prove, spesso difficili da raccogliere: se a casa di qualcuno che ha uno stipendio modesto si trovano oggetti di valore molto superiore al suo introito, e soprattutto se sono di provenienza eterogenea (gioielli, opere d'arte, telefonini di ultima generazione, tv al plasma, vini d'annata) la polizia non ha alcun obbligo di dimostrare che ognuno di quelli è stato rubato, e a chi. Sì, per i gioielli l'imputato potrà raccontare che li ha ereditati da una vecchia zia, e magari gli credono pure. Ma per il resto? :-)
          • contribuisc a scrive:
            Re: Da quando l'IP è una prova?
            - Scritto da: Leguleio
            Ad esempio: un ragazzino di 13 anni ha sul
            proprio computer oltre diecimila brani musicali,questo ragazzino di 13 anni ne aveva addirittura 15 di brani musicali: un criminale in piena regola, senza se e senza ma! :)
            ed è decisamente improbabile che i genitori gli
            regalino musica in tal quantità?eh sì, 15 brani non se li potrebbero mai permettere...
            Si fa 2+2,comincia tu e vedi se viene fuori il 10'000 dai 15 :)
            e si
            deduce che almeno una parte sono di provenienza
            P2P.
          • Leguleio scrive:
            Re: Da quando l'IP è una prova?
            - Scritto da: contribuisc a
            - Scritto da: Leguleio

            Ad esempio: un ragazzino di 13 anni ha sul

            proprio computer oltre diecimila brani
            musicali,

            questo ragazzino di 13 anni ne aveva addirittura
            15 di brani musicali: un criminale in piena
            regola, senza se e senza ma!
            :)Ma che discorsi: ho scritto "per esempio", nessuno sa quanti brani avesse sul computer il ragazzino all'origine di questa vicenda, e se la circostanza è stata usata in tribunale. Come detto, se c'è la confessione, questa vale più di mille indagini e perizie.

            ed è decisamente improbabile che i genitori
            gli

            regalino musica in tal quantità?

            eh sì, 15 brani non se li potrebbero mai
            permettere...È un po' diverso: l'accusa si è basata su 15 brani che ha potuto dimostrare essere stati condivisi a partire dal suo computer.Nulla vieta che ne avesse molti di più, ma che avesse scelto di permettere la condivisione online solo di 15. Oppure, banalmente, la polizia ha trovato prove di condivisione solo per 15 brani, nel momento in cui è intervenuta. Per violare la legge ne bastano anche meno.
          • panda rossa scrive:
            Re: Da quando l'IP è una prova?
            - Scritto da: Leguleio
            Come
            detto, se c'è la confessione, questa vale più di
            mille indagini e
            perizie.La confessione puo' essere estorta.La confessione puo' essere falsa.La confessione puo' anche non essere usabile come prova in assenza delle garanzie del caso.Ricordi lo zio di Avetrana? Aveva confessato, mi pare di ricordare.
          • Leguleio scrive:
            Re: Da quando l'IP è una prova?
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Leguleio

            Come

            detto, se c'è la confessione, questa vale
            più
            di

            mille indagini e

            perizie.

            La confessione puo' essere estorta.
            La confessione puo' essere falsa.
            La confessione puo' anche non essere usabile come
            prova in assenza delle garanzie del
            caso.

            Ricordi lo zio di Avetrana? Aveva confessato, mi
            pare di
            ricordare.Sì, ma guarda che sono casi estremi. Non le confessioni false, ahimè. Ma che gli inquirenti si accorgano che siano tali, e che indirizzino le indagini verso il vero colpevole. Di base, le dichiarazioni del diretto interessato valgono molto di più delle prove raccolte (e infatti spesso nemmeno si perde tanto tempo ad analizzarle con periti e tecnici, se c'è l'ammissione di colpa). Nel caso di Michele Misseri, si autoaccusò per coprire un familiare: non era un mitomane, non era uno spostato. Pensava che la sua libertà personale valesse meno di quella di chi aveva compiuto davvero il delitto.
          • Mario Rossi scrive:
            Re: Da quando l'IP è una prova?
            - Scritto da: Leguleio
            Nel caso specifico, senza nemmeno controllare gli
            atti del proXXXXX di primo grado (ammesso siano
            online), tiro a indovinare senza tema di
            smentita: i file musicali erano sul suo computer.
            E non aveva alcuna prova che mostrasse che li
            aveva
            comprati...Oltre a ciò che ha scritto Fetente, mi chiedo come abbiano ottenuto un mandato per perquisire il computer. Il solo sapere che tale IP condivide determinato materiale non basta ad ottenere un mandato su un PC che potrebbe aver utilizzato tale IP.
          • Leguleio scrive:
            Re: Da quando l'IP è una prova?
            - Scritto da: Mario Rossi
            - Scritto da: Leguleio

            Nel caso specifico, senza nemmeno
            controllare
            gli

            atti del proXXXXX di primo grado (ammesso
            siano

            online), tiro a indovinare senza tema di

            smentita: i file musicali erano sul suo
            computer.

            E non aveva alcuna prova che mostrasse che li

            aveva

            comprati...
            Oltre a ciò che ha scritto Fetente, mi chiedo
            come abbiano ottenuto un mandato per perquisire
            il computer. Il solo sapere che tale IP condivide
            determinato materiale non basta ad ottenere un
            mandato su un PC che potrebbe aver utilizzato
            tale
            IP.Ah boh... sono risposte che rimarranno inevase, a meno che tu sappia il tedesco così bene da andare nei forum specializzati della germania (ce ne sono) e chiedi lì come abbiano potuto procedere.
          • panda rossa scrive:
            Re: Da quando l'IP è una prova?
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: Mario Rossi

            - Scritto da: Leguleio


            Si parte da lì, innanzitutto. Non è una
            prova


            univoca, come il numero di targa di una

            macchina


            non è una prova che al volante ci fosse
            il


            proprietario, ma il primo a essere

            interrogato

            è


            lui.

            Ok, ma come sono risaliti al ragazzo?

            Non dovrebbero fare tutta questa procedura
            con

            ogni IP che vedono condividere materiale
            protetto

            da

            copyright?

            Nel caso specifico, senza nemmeno controllare gli
            atti del proXXXXX di primo grado (ammesso siano
            online), tiro a indovinare senza tema di
            smentita: i file musicali erano sul suo computer.
            E non aveva alcuna prova che mostrasse che li
            aveva
            comprati...In uno stato di diritto, deve essere l'accusa a dimostrare che sono stati scaricati, non la difesa a dimostrare che sono stati comprati.Sul computer di un minore di anni 14 poi non dovrebbero poterci proprio mettere becco visto che tanto qualsiasi cosa ci sia dentro, il minore non e' responsabile ne' punibile.Qui si stanno perdendo un po' troppo di vista i principi della legge.Sarebbe proprio il caso che, preso atto dell'impossibilita' di far rispettare una legge tanto abominevole, si prenda atto che e' meglio per tutti abrogare il copyright e venga concessa piena liberta' di copia per uso privato.
          • Leguleio scrive:
            Re: Da quando l'IP è una prova?
            - Scritto da: panda rossa

            Nel caso specifico, senza nemmeno
            controllare
            gli

            atti del proXXXXX di primo grado (ammesso
            siano

            online), tiro a indovinare senza tema di

            smentita: i file musicali erano sul suo
            computer.

            E non aveva alcuna prova che mostrasse che li

            aveva

            comprati...

            In uno stato di diritto, deve essere l'accusa a
            dimostrare che sono stati scaricati, non la
            difesa a dimostrare che sono stati
            comprati.In teoria è così. In pratica, in questi procedimenti, avviene l'opposto, se esistono anche prove di diverso tipo (l'indirizzo IP individuato, un programma di condivisione installato....)Poi non mi stupirebbe se, complice l'ingenuità, il tredicenne abbia ammesso spontanemante che usava quei programmi sia per scaricare sia per condividere. E a quel punto l'accusa ha tutto materiale servito su un piatto d'argento, non deve dimostrare proprio nulla.
            Sul computer di un minore di anni 14 poi non
            dovrebbero poterci proprio mettere becco visto
            che tanto qualsiasi cosa ci sia dentro, il minore
            non e' responsabile ne'
            punibile.È vero, ma nulla vieta che facciano indagini. Un minore di anni 14 non è come un ambasciatore con la valigia diplomatica. :-)In più, da quello che so sui crimini dei minori di anni 14 in Italia, è vero, non lo possono mettere in riformatorio: ma in caso di reati particolarmente gravi lo possono togliere alla famiglia, che è una punizione ancora peggiore. Ovviamente sono casi estremi, nulla che riguardi il <I
            file sharing </I
            .
          • panda rossa scrive:
            Re: Da quando l'IP è una prova?
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: panda rossa





            Nel caso specifico, senza nemmeno

            controllare

            gli


            atti del proXXXXX di primo grado
            (ammesso

            siano


            online), tiro a indovinare senza tema di


            smentita: i file musicali erano sul suo

            computer.


            E non aveva alcuna prova che mostrasse
            che
            li


            aveva


            comprati...



            In uno stato di diritto, deve essere
            l'accusa
            a

            dimostrare che sono stati scaricati, non la

            difesa a dimostrare che sono stati

            comprati.

            In teoria è così. In pratica, in questi
            procedimenti, avviene l'opposto, se esistono
            anche prove di diverso tipo (l'indirizzo IP
            individuato, un programma di condivisione
            installato....)Potrebbero chiamare il tutto "caccia alle streghe" cosi' almeno si capisce.
            Poi non mi stupirebbe se, complice l'ingenuità,
            il tredicenne abbia ammesso spontanemante che
            usava quei programmi sia per scaricare sia per
            condividere. E a quel punto l'accusa ha tutto
            materiale servito su un piatto d'argento, non
            deve dimostrare proprio nulla.A questo punto l'accusa cade.Il tredicenne non e' imputabile di nulla in quanto tredicenne.O adesso, oltre al proXXXXX sommario alle intenzioni intendiamo anche incarcerare i bambini?

            Sul computer di un minore di anni 14 poi non

            dovrebbero poterci proprio mettere becco
            visto

            che tanto qualsiasi cosa ci sia dentro, il
            minore

            non e' responsabile ne'

            punibile.

            È vero, ma nulla vieta che facciano
            indagini. Un minore di anni 14 non è come un
            ambasciatore con la valigia diplomatica.
            :-)No, ma in quano minore di 14 anni non puo' essere imputato di nulla.E quindi se uno non e' imputato, neanche puoi indagarlo.E se non puoi indagarlo non lo perquisisci.C'e' una logica nel diritto, oppure facciamo un po' come caxxo ci pare?
            In più, da quello che so sui crimini dei minori
            di anni 14 in Italia, è vero, non lo possono
            mettere in riformatorio: ma in caso di reati
            particolarmente gravi lo possono togliere alla
            famiglia, che è una punizione ancora peggiore.Reati particolarmente gravi?Quindi adesso la canzonetta mp3 e' considerata alla stregua di un reato di sangue?Annamo bene!
            Ovviamente sono casi estremi, nulla che riguardi
            il <I
            file sharing </I

            .Ecco, lo dicevo io.Quindi sarebbe il caso di lasciar perdere, e dedicarsi a cose piu' serie.
          • Leguleio scrive:
            Re: Da quando l'IP è una prova?
            - Scritto da: panda rossa


            dimostrare che sono stati scaricati,
            non
            la


            difesa a dimostrare che sono stati


            comprati.



            In teoria è così. In pratica, in questi

            procedimenti, avviene l'opposto, se esistono

            anche prove di diverso tipo (l'indirizzo IP

            individuato, un programma di condivisione

            installato....)

            Potrebbero chiamare il tutto "caccia alle
            streghe" cosi' almeno si
            capisce.Sì, ma è meglio per tutti sapere, e far sapere al prossimo, anziché farsi il cattivo sangue.

            Poi non mi stupirebbe se, complice
            l'ingenuità,

            il tredicenne abbia ammesso spontanemante che

            usava quei programmi sia per scaricare sia
            per

            condividere. E a quel punto l'accusa ha tutto

            materiale servito su un piatto d'argento, non

            deve dimostrare proprio nulla.

            A questo punto l'accusa cade.
            Il tredicenne non e' imputabile di nulla in
            quanto
            tredicenne.
            O adesso, oltre al proXXXXX sommario alle
            intenzioni intendiamo anche incarcerare i
            bambini?In alcuni Stati i "bambini" di 13 anni sono imputabili. Ad esempio in Gran Bretagna, Paesi Bassi, Francia e Canada. Per fortuna del tredicenne in questione, non in Germania.


            Sul computer di un minore di anni 14
            poi
            non


            dovrebbero poterci proprio mettere becco

            visto


            che tanto qualsiasi cosa ci sia dentro,
            il

            minore


            non e' responsabile ne'


            punibile.



            È vero, ma nulla vieta che facciano

            indagini. Un minore di anni 14 non è come un

            ambasciatore con la valigia diplomatica.

            :-)

            No, ma in quano minore di 14 anni non puo' essere
            imputato di
            nulla.Le indagini si fanno comunque, che discorsi. Le indagini non sono finalizzate solo a mettere sotto accusa qualcuno, ma anche a fare chiarezza su un possibile reato. Quando nei telefilm la polizia indaga su un suicidio, non significa necessariamente che abbiano già in mente un colpevole da mettere sul banco degli imputati. Loro interrogano, si informano, fanno i rilievi dattiloscopici (termine tecnico per impronte digitali) esattamente come se ci fosse un responsabile da individuare. Appurato che si tratta di suicidio, il caso finisce lì.
            E quindi se uno non e' imputato, neanche puoi
            indagarlo.Ma da dove l'hai presa questa regola? :-)
            E se non puoi indagarlo non lo perquisisci.
            C'e' una logica nel diritto, oppure facciamo un
            po' come caxxo ci
            pare?Temo che la logica che sottostà al diritto della Repubblica Federale Tedesca non sia la stessa di Panda Rossa. Se ne faranno una ragione (i tedeschi, intendo).
          • certo certo scrive:
            Re: Da quando l'IP è una prova?
            Ma per una volta che Vecchio scrive correttamente "condivisione" invece che "download" sei proprio tu che ci caschi?Da quando in qua è illecito scaricare senza pagare materiale protetto da copyright? Che razza di discorso è "non aveva alcuna prova che mostrasse che li aveva comprati"?!?!?Non è forse vero che sul PC posso avere Tera e Tera di musica e film senza per questo commettere alcun illecito, fintanto che non consento a nessuno di copiarseli? Se in Germania la faccenda è diversa, illuminaci.
          • Leguleio scrive:
            Re: Da quando l'IP è una prova?
            - Scritto da: certo certo
            Ma per una volta che Vecchio scrive correttamente
            "condivisione" invece che "download" sei proprio
            tu che ci
            caschi?

            Da quando in qua è illecito scaricare senza
            pagare materiale protetto da copyright? In alcuni Stati lo è. Non so in Germania, se vuoi mi informo.In ogni caso, l'accusa era un po' più pesante: come dice l'articolo di PI "condivisione di 15 brani". E questo, oramai, credo sia illegale un po' dappertutto.
            Che razza
            di discorso è "non aveva alcuna prova che
            mostrasse che li aveva
            comprati"?!?!?
            Non è forse vero che sul PC posso avere Tera e
            Tera di musica e film senza per questo commettere
            alcun illecito, fintanto che non consento a
            nessuno di copiarseli? Dipende cosa dice la legge di quel Paese, ripeto.E tra l'altro, ti stai attaccando solo a metà della storia: gli inquirenti tedeschi erano arrivati alla famiglia con il figlio tredicenne tramite IP. E sul suo PC c'erano i file musicali. Le due circostanze, isoltamante, prese da sole, formano solo un indizio. Ma due indizi come questi, temo, formano una prova. Se in Germania la faccenda
            è diversa,
            illuminaci.
          • contribuisc a scrive:
            Re: Da quando l'IP è una prova?
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: certo certo

            Ma per una volta che Vecchio scrive
            correttamente

            "condivisione" invece che "download" sei
            proprio

            tu che ci

            caschi?



            Da quando in qua è illecito scaricare senza

            pagare materiale protetto da copyright?dal 2004
            In alcuni Stati lo è. Non so in Germania, se vuoi
            mi
            informo.
            In ogni caso, l'accusa era un po' più pesante:
            come dice l'articolo di PI "condivisione di 15
            brani". E questo, oramai, credo sia illegale un
            po'
            dappertutto.Anche in Svizzera?
          • Leguleio scrive:
            Re: Da quando l'IP è una prova?
            - Scritto da: contribuisc a

            In alcuni Stati lo è. Non so in Germania, se
            vuoi

            mi

            informo.

            In ogni caso, l'accusa era un po' più
            pesante:

            come dice l'articolo di PI "condivisione di
            15

            brani". E questo, oramai, credo sia illegale
            un

            po'

            dappertutto.

            Anche in Svizzera?Sì, secondo questo articolo del 2010:http://tinyurl.com/cdyj9l2Non ti so dire se la legge sia cambiata nel frattempo.
          • panda rossa scrive:
            Re: Da quando l'IP è una prova?
            - Scritto da: Leguleio

            Anche in Svizzera?

            Sì, secondo questo articolo del 2010:

            http://tinyurl.com/cdyj9l2

            Non ti so dire se la legge sia cambiata nel
            frattempo.Questo titolo del 2011 dice esattamente il contrario.http://punto-informatico.it/3355677/PI/News/svizzera-scaricare-resta-lecito.aspxquindi la legge e' cambiata.
          • Leguleio scrive:
            Re: Da quando l'IP è una prova?
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Leguleio



            Anche in Svizzera?



            Sì, secondo questo articolo del 2010:



            http://tinyurl.com/cdyj9l2



            Non ti so dire se la legge sia cambiata nel

            frattempo.

            Questo titolo del 2011 dice esattamente il
            contrario.
            http://punto-informatico.it/3355677/PI/News/svizze
            quindi la legge e' cambiata.No, leggi bene: "lo scaricamento su Internet di contenuti audiovisivi per uso personale resterà un'attività lecita". Scaricare e condividere sono due cose diverse, per la legge. La prima in Svizzera è lecita. Io rispondevo alla domanda se condividere sia illegale un po' ovunque, oramai. E di eccezioni non ne vedo.
          • panda rossa scrive:
            Re: Da quando l'IP è una prova?
            - Scritto da: Leguleio

            Io rispondevo alla domanda se condividere sia
            illegale un po' ovunque, oramai. E di eccezioni
            non ne
            vedo.Condividere vuole anche dire che io ti invito questa sera a cena da me e poi ci vediamo un dvd.Se questa cosa e' illecita, che lo dicano chiaramente, che facciano una bella campagna pubblicitaria e che mettano un bel filmatino introduttivo non skippabile prima del film.NON RUBERESTI MAI UN'AUTO!GUARDARE UN FILM IN COMPAGNIA E' REATO!O TE LO GUARDI DA SOLO NELLA TUA CAMERETTA CON LE CUFFIE, O SEI UN LADRO!Quindi o vale il principio che posso condividere il dvd con te, o invitandoti a cena o in qualunque altra forma che la tecnologia permette. Oppure non posso.Tertium non datur.
          • certo certo scrive:
            Re: Da quando l'IP è una prova?
            Non stavo mettendo in discussione il fatto che fossero giuste (scusate, "legali") le accuse. E' pacifico che se io ho musica protetta da copyright e la condivido senza averne i diritti sto commettendo un illecito, e siamo tutti d'accordo.Contestavo il fatto che dalla tua risposta sembrava ci fosse una differenza nella gravità del fatto a seconda che i file fossero stati ottenuti legalmente o meno... ovvero: condividere un file che ho ottenuto illecitamente è più grave di condividerne lo stesso identico file ma ottenuto per vie legali? Penso proprio di no. Anche perchè, in assenza di DRM (e chiunque voglia farsi una collezione decente di mp3 dovrebbe aver capito abbastanza in fretta che deve procurarsi solo file DRM-free) non c'è modo di distinguere fra un file "legale" e uno "illegale".Ipotizza che ieri sia uscito "Unz Tunz", nuovo singolo di DJ Pasticca.Se io cerco su Google "Unz Tunz download" posso ottenere come risultato:1) Link ad Amazon col file a 0.99$2) Link a Piratebay che propone il torrent dello stesso file3) Link a Pastebin che contiene a sua volta altri link al file in DDL su vari cyberlocker4) Link alla pagina Facebook di DJ Pasticca che come iniziativa promozionale mi consente, solo per oggi, di scaricare il brano gratuitamente se premo "Like" diventando suo fan5) Link a un sito russo di dubbia moralità che mi fa scaricare 100 brani a mia scelta per 4.99$, fra cui "Unz Tunz"6) Link a un motore di ricerca dedicato che mi propone un NZB che a sua volta rimanda ad alt.binaries.music.technoSe scelgo di ottenere il file nei metodi 1 o 4, ottengo il file in modo legale.Se scelgo il metodo 2 ottengo il file ma commetto un illecito, perchè lo condivido.Se scelgo il metodo 3 o 6 lo sto semplicemente scaricando, esattamente come farei coi metodi 1 o 4, ma "ad occhio" sto commettendo un illecito (anche se io NON POSSO sapere se chi l'ha diffuso gratuitamente aveva i diritti per farlo)Se scelgo il metodo 5, non ho la minima idea se sia una truffa, una transazione perfettamente legale o "ricettazione".In ogni caso, alla fine sul mio PC ci sarà sempre lo stesso, identico, file.Se io questo file NON lo condivido, ho commesso qualche infrazione?E se lo condivido, visto che sto commettendo un illecito, questo diventa più o meno grave a seconda del metodo con cui me lo sono procurato?
          • panda rossa scrive:
            Re: Da quando l'IP è una prova?
            - Scritto da: certo certo
            Non stavo mettendo in discussione il fatto che
            fossero giuste (scusate, "legali") le accuse. E'
            pacifico che se io ho musica protetta da
            copyright e la condivido senza averne i diritti
            sto commettendo un illecito, e siamo tutti
            d'accordo.La tua frase contiene un ossimoro grande come l'himalaya.O hai la musica.O e' protetta da copyright.E' pacifico che se ce l'hai, se la possiedi, allora e' tua e ci fai quello che ti pare, compreso il condividerla.Se non puoi condividerla allora non la possiedi. La possiede qualcun altro che ti concede di ascoltarla, purche' poco e a volume molto basso.E magari tu hai gli dato pure dei soldi.
            Contestavo il fatto che dalla tua risposta
            sembrava ci fosse una differenza nella gravità
            del fatto a seconda che i file fossero stati
            ottenuti legalmente o meno... ovvero: condividere
            un file che ho ottenuto illecitamente è più grave
            di condividerne lo stesso identico file ma
            ottenuto per vie legali? Penso proprio di no.La questione e' piu' sottile.Chi determina se c'e' un illecito a monte?Io entro in possesso di un file.Posso entrarci in possesso in mille modi:1) lo scarico da itunes2) lo scarico da internet3) mi arriva in mail4) trovo una chiavetta usb per terra5) ...E' pacifico che io non so e non devo preoccuparmi dell'origine legale di tale file. Nel momento in cui questo e' nella mia disponibilita' io devo essere libero di condividerlo col resto del mondo.
            Anche perchè, in assenza di DRM (e chiunque
            voglia farsi una collezione decente di mp3Una collezione decente la fai coi flac non con i lossy mp3
            dovrebbe aver capito abbastanza in fretta che
            deve procurarsi solo file DRM-free) non c'è modo
            di distinguere fra un file "legale" e uno
            "illegale".
            Ipotizza che ieri sia uscito "Unz Tunz", nuovo
            singolo di DJ
            Pasticca.
            Se io cerco su Google "Unz Tunz download" posso
            ottenere come
            risultato:
            1) Link ad Amazon col file a 0.99$
            2) Link a Piratebay che propone il torrent dello
            stesso
            file
            3) Link a Pastebin che contiene a sua volta altri
            link al file in DDL su vari
            cyberlocker
            4) Link alla pagina Facebook di DJ Pasticca che
            come iniziativa promozionale mi consente, solo
            per oggi, di scaricare il brano gratuitamente se
            premo "Like" diventando suo
            fan
            5) Link a un sito russo di dubbia moralità che mi
            fa scaricare 100 brani a mia scelta per 4.99$,
            fra cui "Unz
            Tunz"
            6) Link a un motore di ricerca dedicato che mi
            propone un NZB che a sua volta rimanda ad
            alt.binaries.music.techno

            Se scelgo di ottenere il file nei metodi 1 o 4,
            ottengo il file in modo
            legale.
            Se scelgo il metodo 2 ottengo il file ma commetto
            un illecito, perchè lo
            condivido.
            Se scelgo il metodo 3 o 6 lo sto semplicemente
            scaricando, esattamente come farei coi metodi 1 o
            4, ma "ad occhio" sto commettendo un illecito
            (anche se io NON POSSO sapere se chi l'ha diffuso
            gratuitamente aveva i diritti per
            farlo)
            Se scelgo il metodo 5, non ho la minima idea se
            sia una truffa, una transazione perfettamente
            legale o
            "ricettazione".La fai troppo difficile.Troppi tecnicismi.Devi renderla piu' chiara.Tutti i casi che hai elencato tranne uno consistono in 1) clicco2) ho il fileUno e' piu' complesso perche' devi1) clicco2) inserisco carta di credito3) mi arriva mail4) confermo la mail5) un'altra serie di inutili operazioni6) ho il file, forseE' chiaro che e' troppo macchinoso e non puo' avere futuro.
            In ogni caso, alla fine sul mio PC ci sarà sempre
            lo stesso, identico,
            file.E da quel punto in avanti il file e' nostro e possiamo farci quello che vogliamo, altrimenti non e' nostro.
            Se io questo file NON lo condivido, ho commesso
            qualche infrazione?No, ma saresti un grosso egoista.
            E se lo condivido, visto che sto commettendo un
            illecito, questo diventa più o meno grave a
            seconda del metodo con cui me lo sono
            procurato?Tu zippalo prima cosi' non condividi quel file ma altro.E poi dici che e' stato tuo figlio di 10 anni.
          • Leguleio scrive:
            Re: Da quando l'IP è una prova?
            - Scritto da: certo certo
            Non stavo mettendo in discussione il fatto che
            fossero giuste (scusate, "legali") le accuse. E'
            pacifico che se io ho musica protetta da
            copyright e la condivido senza averne i diritti
            sto commettendo un illecito, e siamo tutti
            d'accordo.
            Contestavo il fatto che dalla tua risposta
            sembrava ci fosse una differenza nella gravità
            del fatto a seconda che i file fossero stati
            ottenuti legalmente o meno... ovvero: condividere
            un file che ho ottenuto illecitamente è più grave
            di condividerne lo stesso identico file ma
            ottenuto per vie legali? Non credo proprio. E non era certo quello il senso del mio discorso. Io rispondevo alla domanda di Mario Rossi sull'identificazione certa del responsabile dei file in condivisione su un certo IP. È ovvio che in quella casa i computer fossero più di uno. Ed è semplice: basta vedere quanti file musicali ha sul computer il tredicenne, e quanti, ragionevolmente, gliene possono regalare genitori e parenti acquistandoli regolarmente.
            Se io questo file NON lo condivido, ho commesso
            qualche
            infrazione?Dipende dalla legislazione del Paese in cui vivi. Il mero download non è reato in Svizzera, si è visto. La condivisione sì.In Italia sulla carta è reato anche il download, ma è tutto espresso in maniera confusa, e non ci sono precedenti a cui appoggiarsi, nessuna sentenza ha ancora condannato una persona <B
            solo </B
            per aver scaricato per uso personale. Non che si sappia, almeno.
            E se lo condivido, visto che sto commettendo un
            illecito, questo diventa più o meno grave a
            seconda del metodo con cui me lo sono
            procurato?Non credo proprio, ma attenzione: se nel Paese di cui parliamo è illecito anche il download, il tribunale può condannare per due reati: condivisione, e scaricamento. Non è detto insomma che decida che il reato più grave assorba il meno grave, perché si sono compiuti in momenti distinti.E quando si viene condannati per due reati, è lapalissiano, la pena è più pesante che se fosse uno solo. :
  • jackoverfull scrive:
    200 euro a brano
    Ma siamo fuori? Con 200 euro quasi quasi lo si può registrare il brano (a livelli non ultra professionali si fa con molto meno).
    • Ciccio scrive:
      Re: 200 euro a brano
      - Scritto da: jackoverfull
      Ma siamo fuori? Con 200 euro quasi quasi lo si
      può registrare il brano (a livelli non ultra
      professionali si fa con molto
      meno).Purtroppo, ci sono state condanne anche molto superiori.. anche con migliaia e migliaia di dollari a brano...Roba da pazzi, secndo me...
  • anon scrive:
    certe affermazioni...
    mi fanno rabbrividire: <i
    " i giudici teutonici avevano sottolineato come <b
    i due genitori non si fossero adoperati a sufficienza per prevenire lo scaricamento </b
    illecito, dunque <b
    risultando responsabili in maniera diretta </b
    delle condivisioni " </i
    Quindi se io non mi "adopero a sufficienza" per prevenire una rapina, ne divento diretto responsabile? Che logica è mai questa?Per fortuna c'ha pensato la Corte Federale a sistemare le cose.
    • Leguleio scrive:
      Re: certe affermazioni...
      - Scritto da: anon
      mi fanno rabbrividire:

      <i
      " i giudici teutonici avevano
      sottolineato come <b
      i due genitori non
      si fossero adoperati a sufficienza per prevenire
      lo scaricamento </b
      illecito, dunque
      <b
      risultando responsabili in maniera
      diretta </b
      delle condivisioni "
      </i

      Questo è un riassunto preso pari pari dal sito in inglese torrentfreak.com, il cui nome indica da solo di che pasta siano fatti. Questo sito di materie legali in tedesco non riporta quella frase:http://www.lto.de/recht/hintergruende/h/fragwuerdige-erziehungsmethoden-aus-karlsruhe-bgh-lehnt-filesharing-haftung-von-eltern-fuer-ihre-kinder-ab/almeno non in questi termini.L'ho già scritto, sul web si è creato un ricco genere giornalistico che anziché inventarsi di sana pianta storie di letto dei VIP e dei politici si inventa le notizie di informatica. La sensazione suscitata in una parte di lettori è la stessa: scandalo.
  • arvaro scrive:
    retromarcia
    gia' sei tu che viaggi sempre a retromarcia
  • panda rossa scrive:
    Ma vieni!!!
    Un bel post-it appiccicato sul monitor con scritto "non scaricare mp3 e non guardare i XXXXX" e uno e' a posto.Sono troppo avanti i tedeschi!
    • Argo scrive:
      Re: Ma vieni!!!
      I bambini tedeschi passeranno dal "non lo sapevo, non l'ho fatto apposta" al "lo sapevo e l'ho fatto apposta - quindi tutto okay" :D
    • bubba scrive:
      Re: Ma vieni!!!
      - Scritto da: panda rossa
      Un bel post-it appiccicato sul monitor con
      scritto "non scaricare mp3 e non guardare i
      XXXXX" e uno e' a
      posto.

      Sono troppo avanti i tedeschi!c'e' il trucco pero'. Per produrre questo risultato devi beccarti 2 processi = palanche a go-go per gli avvocati. as usual.
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