Tecnocontrollo dei dipendenti, quando il Garante dice no

di Avv. V. Frediani - La verifica indiscriminata delle attività dei lavoratori con tracciamento degli indirizzi IP e dei MAC Address viola il diritto alla privacy e anche il Jobs Act. L'analisi della decisione dell'Authority italiana

Roma – Il MAC Address (Media Access Control Address) è un dato personale? Sì, lo affermano le norme nazionali e comunitarie e lo ricorda il Garante per la Protezione dei dati personali in un provvedimento datato 13 luglio 2016, pubblicato di recente. Protagonista è un Ateneo italiano accusato dai suoi dipendenti di effettuare verifiche di massa ed indiscriminate – in aperto contrasto con il Codice della Privacy e lo Statuto dei Lavoratori – sulle attività di navigazione in rete ed utilizzo della posta elettronica. Si torna quindi a parlare di controllo a distanza e di Jobs Act.

Il personale tecnico, amministrativo e docente dell’Ateneo in questione ha infatti denunciato la violazione della propria privacy nonché l’essere sottoposti a controllo a distanza da parte dell’amministrazione dell’ente universitario che, di contro, ha respinto ogni accusa affermando come ” l’attività di monitoraggio delle comunicazioni elettroniche ” fosse ” attivata saltuariamente, e solo in caso di rilevamento di software maligno e di violazioni del diritto d’autore o di indagini della magistratura “.
In fase di istruttoria, con specifico riguardo all’utilizzo dei sistemi di comunicazione elettronica, l’Ateneo ha dichiarato che: ” i log delle attività di rete sono anonimi: vengono raccolti e conservati i dati relativi ai MAC Address ed agli indirizzi IP dei personal computer (…) ” e ” non vengono raccolti dati personali contenuti nella comunicazione di rete, eccezion fatta per il MAC Address (legato alla postazione utilizzata per l’attività lavorativa) e l’indirizzo IP dinamico ottenuto nella sessione di lavoro “. E, aspetto determinante, ” non è stata fornita nessuna informativa ai sensi dell’articolo 13 del Codice (…) in quanto non è possibile (trattare) dati personali (…) per cui l’informativa è superflua “.

Quest’ultima affermazione denota una certa contraddittorietà – sottolineata dal Garante per la protezione dei dati personali – dal momento che, appurato come un MAC Address sia a tutti gli effetti un dato personale in quanto codice univoco associato dal produttore a ogni scheda di rete ethernet o wireless prodotta al mondo, e come tale adatto a risalire all’identità del suo utilizzatore, il non aver reso appropriata informativa – di fatto – va a configurare un trattamento illecito nonché un controllo a distanza sull’attività dei lavoratori.
Inoltre, contrariamente a quanto sostenuto dal titolare del trattamento, la presenza di postazioni condivise fra più persone è emersa quale circostanza residuale, non sufficiente a evitare il configurarsi di un monitoraggio costante ed immotivato delle attività svolte dal personale di Ateneo, in contrasto con il Codice Privacy e con la normativa sul controllo dei lavoratori, anche nella aggiornata versione nota come Jobs Act.

Assolutamente inconsistente, dal punto di vista normativo e come best practice, la giustificazione addotta dall’Ateneo: ” L’associazione tra il MAC Address della postazione e del dipendente che lo utilizza non viene in alcun modo effettuata ” e ” il MAC Address non (è) un dato identificativo tale da rendere necessaria l’informativa “; ” nella normale attività nessuno è in grado di associare l’utilizzatore con il MAC Address. Solo l’amministratore di rete (può farlo) previa legittima richiesta ” (cfr. nota del 14 ottobre 2015, in atti).

Allo stesso modo il fatto che il Senato accademico ed il Consiglio di amministrazione dell’Ateneo abbiano approvato un “Regolamento di utilizzo della rete internet e della posta elettronica”, pubblicato sul sito web di cui è ” stata data comunicazione a tutto il personale docente e non docente “, non è misura idonea a sostituire l’adempimento all’art. 13 del Codice. Non sono infatti stati rinvenuti gli elementi essenziali di legge per l’informativa da rendere agli interessati, ” né (il Regolamento, ndr) è idoneo a renderli edotti in modo esaustivo in merito alle operazioni di trattamento effettuate, con particolare riferimento alla raccolta, alla conservazione e alle altre operazioni di trattamento dei dati relativi ai MAC Address e agli indirizzi IP dei personal computer a loro messi a disposizione o assegnati in uso “.

Ciò che il Garante sottolinea è la distanza tra quanto affermato nel documento prodotto e quanto previsto dal Codice in termini di liceità e correttezza dei trattamenti effettuati. Se all’art. 14 del suddetto Regolamento si legge che ” le attività di accesso ai servizi internet ed in particolare l’utilizzo della posta elettronica sono registrati in forma elettronica ” per il tramite del personale del ” settore competente “, il riferimento in esso contenuto alla gestione ” in maniera anonima ” e all’utilizzo di queste informazioni ” esclusivamente in relazione alle attività di monitoraggio del servizio, alla sicurezza e all’integrità dei sistemi “, la fase istruttoria ha invece evidenziato altro.
Emerge che l’Ateneo compie operazioni di raccolta e conservazione dei file di log, per un periodo di 5 anni . Dati che contengono, tra gli altri, il MAC Address, l’indirizzo IP, informazioni relative all’accesso ai servizi internet, dati sull’utilizzo della posta elettronica e delle connessioni di rete. Un tempo di conservazione così elevato, e definito erroneamente ” in forma anonima “, è stato giustificato per finalità ” di monitoraggio del servizio nonché di sicurezza e (…) integrità dei sistemi ” (art. 14, comma 3, Reg., cit.) nonché in caso di richieste investigative dell’Autorità giudiziaria (cfr. nota 22 maggio 2015, cit.: ” (…) fornire alle forze dell’ordine che su mandato della magistratura debbano compiere indagini su attività illecite che hanno avuto come sorgente o come destinatario i sistemi informatici dell’Ateneo “.

Il Regolamento interno appare dunque al Garante ” non idoneo ad informare in modo chiaro e dettagliato circa la raccolta e le caratteristiche dell’effettivo trattamento dei dati personali degli utenti, nonché in ordine all’eventuale utilizzo degli stessi per controlli anche su base individuale “.

In aggiunta a quanto fin qui rilevato, mentre il titolare del trattamento afferma che le operazioni di monitoraggio e controllo vengono effettuate su segnalazione del Network Operating Center (NOC) del Gruppo Armonizzazione Reti della Ricerca (GARR) in caso di violazione del diritto d’autore, diffusione di malware o software maligno, il regolamento interno sottoposto al Garante evidenzia invece che tali attività vengono effettuate in modo costante e che, in presenza di ” violazione delle regole ” vengono informate le Autorità competenti e successivamente consentite le operazioni di identificazione dell'” utente utilizzatore “.

Considerando che il trattamento posto in essere avviene nei confronti di dipendenti e che il collegamento tra i dati relativi alla connessione e la persona utilizzatrice consente di ricostruirne l’attività (anche indirettamente), risulta evidente il contrasto con il principio di liceità, nonché con la disciplina di settore in materia di lavoro, anche rispetto alle modifiche intervenute per effetto dell’art. 23 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 151 (Jobs Act).

È importante, in tal senso, che il Garante abbia rilevato come il trattamento venisse effettuato utilizzando apparati (differenti dalle ordinarie postazioni di lavoro) e sistemi software non percepibili dall’utente che, in background e in modo del tutto indipendente rispetto alla normale attività dell’utilizzatore, operavano ” azioni di “monitoraggio “, ” filtraggio “, ” controllo ” e ” tracciatura ” costanti ed indiscriminati degli accessi a Internet o al servizio di posta elettronica. Software – questi ultimi – che non possono essere considerati ” strumenti utilizzati dal lavoratore per rendere la prestazione lavorativa “.
Lo sono invece e-mail aziendale e collegamento alla rete di Ateneo, così come sistemi e misure di sicurezza della rete aziendale stessa qualora ci si riferisca a firewall, logging con conservazione dei soli dati esteriori delle mail per un periodo non superiore ai sette giorni; filtraggio antivirus per rilevare anomalie di sicurezza nelle postazioni di lavoro o sui server per l’erogazione dei servizi di rete; sistemi di inibizione automatica della consultazione di contenuti in rete inconferenti rispetto alle competenze istituzionali, senza registrazione dei tentativi di accesso.

Considerando quindi le scelte effettuate dall’Ateneo a livello di infrastruttura, gli strumenti di monitoraggio utilizzati, i tempi di conservazione dei dati, la tipologia e profondità dei dati registrati con costanza, i trattamenti effettuati non solo non appaiono leciti, ma si pongono anche in violazione dei principi di necessità, pertinenza e non eccedenza .
Si richiamano qui i principi cardine che hanno guidato la redazione del nuovo Regolamento Europeo sulla Data Protection (GDPR): minimizzazione del trattamento, proporzionalità rispetto alle finalità perseguite e accountability.

In particolare, conservare i dati relativi al MAC Address e quelli relativi alla connessione ai servizi di rete in modo massivo, consentendo allo stesso tempo di associarli in via univoca all’utente, non appare al Garante in linea con la generica finalità di protezione e sicurezza informativa espressa nel Regolamento di Ateneo. Anche la possibilità di indagini giudiziarie (pur in assenza di episodi anomali scatenanti o ricorrenti nel tempo), non basta ad escludere un trattamento di dati eccedente rispetto agli scopi dichiarati (artt. 3 e 11, comma 1, lett. d) del Codice).

Per tali motivi appare assolutamente condivisibile la decisione dell’Autorità Garante che ha vietato all’Ateneo – con effetto immediato – l’ulteriore utilizzo dei dati raccolti con trattamento illecito, imponendone tuttavia la conservazione per tutela dei diritti in sede giudiziaria e per eventuali azioni della magistratura. Lasciando a quest’ultima la valutazione di eventuali illeciti penali, il Garante si è riservato di valutare, con procedimento autonomo, la sussistenza di violazioni amministrative in capo al titolare del trattamento.
Un provvedimento che conferma con decisione come la normativa privacy e quella riguardante il controllo dei lavoratori siano tutt’altro che in contrasto. La paura di un’apertura indiscriminata a sistemi di controllo dei dipendenti, anche a distanza – a seguito del Jobs Act – appare oggi ancor meno motivata. Necessaria, dunque, una maggiore cultura aziendale per prevenire inutili conseguenze giudiziarie, amministrative e in termini di reputazione.

Avv. Valentina Frediani
Founder e CEO Colin & Partners

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  • idiotofobo scrive:
    Re: ... errore descrizione?
    Figliolo, dopo aver letto la tua risposta, ho capito che non hai tutte le rotelle a posto; anzi, direi che sono poche le rotelle che ti funzionano bene.Penso che potresti avvalerti con profitto delle prestazioni professionali di uno psicologo, o forse meglio, di uno psichiatra.Ma non aspettarti miracoli, perché sarà un lungo processo.
  • sinonimo contrario e grammarnaz i scrive:
    Re: ... errore descrizione?
    - Scritto da: italofilo
    - Scritto da: Max Me


    Non sono un computer!

    Ah, e si dice elaboratore.No si dice computatore (da computare) se stai alla letteraElaboratore (da elaborare) non è affatto sinonimoLe due radici glottologiche sono identicamente presenti anche in lingua inglese infatti se vuoi dire elaboratore in inglese dici elaboratorse vuoi dire computatore dici computer (e non è sinonimo neppure in inglese).Quindi la traduzione italiana di computer (letterale) è computatore.computatore[com-pu-ta-tó-re] (pl. m. -ri; f. -trìce, pl. -ci)A agg.raro Che computaB s.m. (f. -trìce nel sign. 1)1 Chi computaNon elaboratoreelaboratoree·la·bo·ra·tó·re/aggettivo e sostantivo maschile1.aggettivoChe elabora.(es. elaboratore di testi)Se proprio vuoi la traduzione più sensata devi usare 2 parole Ad esempio calcolatore elettronico o Elaboratore elettronicoIl primo "computer" italiano commercializzato ELEA 90003 (i precedenti modelli 9001 e 9002 furono utilizzati solo all'interno di Olivetti) era l'acronimo di ELaboratore Elettronico Aritmetico (successivamente modificato in Automatico per ragioni di marketing) e fu scelto con riferimento alla polis di Elea, colonia della Magna Grecia, sede della scuola eleatica di filosofia.Quindi la traduzione più corretta fa uso di 2 termini "ELaboratore Elettronico" o "Calcolatore Elettronico".Usare 2 termini composti invece che uno solo per i neologismi è pratica assai comune in molte lingue (comprese quelle derivanti dal latino).
    • italofilo scrive:
      Re: ... errore descrizione?
      - Scritto da: sinonimo contrario e grammarnaz i
      Quindi la traduzione italiana di computer
      (letterale) è computatore.https://it.wiktionary.org/wiki/computerhttp://it.bab.la/dizionario/inglese-italiano/computerhttp://www.wordreference.com/enit/computerDove lo vedi " computatore " lo sai solo tu.
      Se proprio vuoi la traduzione più sensata devi
      usare 2 parole

      Ad esempio
      calcolatore elettronico
      o
      Elaboratore elettronico
      Quindi la traduzione più corretta fa uso di 2
      termini "ELaboratore Elettronico" o "Calcolatore
      Elettronico"." elettronico " era ovviamente sottinteso.
      • Izio01 scrive:
        Re: ... errore descrizione?
        - Scritto da: italofilo
        - Scritto da: sinonimo contrario e grammarnaz i


        Quindi la traduzione italiana di computer

        (letterale) è computatore.

        https://it.wiktionary.org/wiki/computer
        http://it.bab.la/dizionario/inglese-italiano/compu
        http://www.wordreference.com/enit/computer

        Dove lo vedi " <b
        computatore </b
        " lo sai solo tu.
        Sbagli come sempre, e come sempre vuoi aver ragione.Ma come, un purista come te che si affida a wiktionary.com? Ma se è il genere di sito che deridi quando ti dà torto!Vediamo un po' cosa dice la Treccani, che è l'equivalente italiano della Britannica che, per te, è l'unica fonte attendibile sulla lingua inglese:http://www.treccani.it/enciclopedia/computer/ computer Denominazione inglese, prevalsa nelluso internazionale, del <b
        calcolatore elettronico </b
        .1. C. graphicsInsieme delle operazioni o dei programmi che permettono di realizzare, correggere o modificare immagini per mezzo di <b
        calcolatori elettronici </b
        (e strumenti a essi collegati, come monitor, plotter, penne ottiche ecc.). Ahi ahi ahi, quindi la Treccani ti dà torto. Che sorpresa (rotfl)
        • italofilo scrive:
          Re: ... errore descrizione?
          - Scritto da: Izio01
          Ma come, un purista come te che si affida a
          wiktionary.com? Ma se è il genere di sito che
          deridi quando ti dà torto!Siti che derido quando mi danno torto. Ma che applaudo quando mi danno ragione.Problemi?
          Vediamo un po' cosa dice la Treccani, che è
          l'equivalente italiano della Britannica che, per
          te, è l'unica fonte attendibile sulla lingua
          inglese:

          http://www.treccani.it/enciclopedia/computer/

          Ahi ahi ahi, quindi la Treccani ti dà torto.
          Che sorpresa (rotfl)Ne sei sicuro?Controlla meglio, perché la Treccani non mi smentisce affatto:http://www.treccani.it/enciclopedia/calcolatore/Quindi per la Treccani " elaboratore " e " calcolatore " (elettronico) sono sinonimi e intercambiabili.Inoltre sulla Crusca già da tempo circolano discussioni dove si consiglia l'uso di " elaboratore " al posto di " calcolatore ", dato quest'ultimo rischia di sovrapporsi e confondersi col concetto differente di "calcolatrice".
          • Izio01 scrive:
            Re: ... errore descrizione?
            - Scritto da: italofilo
            - Scritto da: Izio01



            Vediamo un po' cosa dice la Treccani, che è

            l'equivalente italiano della Britannica che, per

            te, è l'unica fonte attendibile sulla lingua

            inglese:



            http://www.treccani.it/enciclopedia/computer/



            Ahi ahi ahi, quindi la Treccani ti dà torto.

            Che sorpresa (rotfl)

            Ne sei sicuro?
            Controlla meglio, perché la Treccani non mi
            smentisce affatto:

            http://www.treccani.it/enciclopedia/calcolatore/

            Quindi per la Treccani " <b
            elaboratore </b
            " e
            " <b
            calcolatore </b
            " (elettronico) sono sinonimi
            e intercambiabili.
            Vero! Ti sei però perso un pezzo della pagina che tu stesso hai citato:"calcolatore (o <b
            computer </b
            , o elaboratore elettronico) Apparecchio o dispositivo utilizzato per lelaborazione di dati e segnali."Quindi, secondo il tuo stesso principio, per la Treccani "elaboratore" e "calcolatore" <b
            ma anche "computer" </b
            sono sinonimi intercambiabili. Quindi era errata la tua osservazione iniziale, secondo cui l'uso del termine "computer" non sarebbe corretto per la lingua italiana. E ho usato lo stesso procedimento che hai usato tu.
          • italofilo scrive:
            Re: ... errore descrizione?
            - Scritto da: Izio01
            Quindi, secondo il tuo stesso principio, per la
            Treccani "elaboratore" e "calcolatore" <b

            ma anche "computer" </b
            sono sinonimi
            intercambiabili. Quindi era errata la tua
            osservazione iniziale, secondo cui l'uso del
            termine "computer" non sarebbe corretto per la
            lingua italiana.Infatti è perfettamente lecito dire "computer" in italiano, in quanto parola importata per effetto di un prestito linguistico.Ma da purista e amante della lingua italiana quale sono, mi vedo costretto a vietare l'uso smodato di tutti questi odiosi e superflui anglicismi, per quanto "corretti" possano essere.Specie quando la nostra lingua già possiede il proprio termine per indicare quel concetto.
          • panda rossa scrive:
            Re: ... errore descrizione?
            - Scritto da: italofilo
            - Scritto da: Izio01


            Quindi, secondo il tuo stesso principio, per
            la

            Treccani "elaboratore" e "calcolatore"
            <b


            ma anche "computer" </b
            sono sinonimi

            intercambiabili. Quindi era errata la tua

            osservazione iniziale, secondo cui l'uso del

            termine "computer" non sarebbe corretto per
            la

            lingua italiana.

            Infatti è perfettamente lecito dire "computer" in
            italiano, in quanto parola importata per effetto
            di un prestito
            linguistico.

            Ma da purista e amante della lingua italiana
            quale sono, mi vedo costretto a vietare l'uso
            smodato di tutti questi odiosi e superflui
            anglicismi, per quanto "corretti" possano
            essere.
            Specie quando la nostra lingua già possiede il
            proprio termine per indicare quel
            concetto.Spiacente. La nostra lingua non possiede quel termine.La nostra lingua ha origini PRECEDENTI all'era dell'informatica e quindi c'e' stato bisogno di adottare parole nuove.E tra un termine di importazione, ma semplice e riconosciuto in tutto il mondo, e una ridicola perifrasi inventata da vecchi polverosi che non hanno mai usato lo strumento in vita loro, molto meglio il termine di importazione.Il nome di strumenti tecnici e' quello che viene dato loro dagli addetti ai lavori, ed e' a tutti gli effetti parola italiana.
        • ... scrive:
          Re: ... errore descrizione?
          - Scritto da: Izio01
          - Scritto da: italofilo

          - Scritto da: sinonimo contrario e
          grammarnaz
          i




          Quindi la traduzione italiana di
          computer


          (letterale) è computatore.



          https://it.wiktionary.org/wiki/computer


          http://it.bab.la/dizionario/inglese-italiano/compu

          http://www.wordreference.com/enit/computer



          Dove lo vedi " <b
          computatore
          </b
          " lo sai solo
          tu.



          Sbagli come sempre, e come sempre vuoi aver
          ragione.
          Ma come, un purista come te che si affida a
          wiktionary.com? Ma se è il genere di sito che
          deridi quando ti dà
          torto!
          Vediamo un po' cosa dice la Treccani, che è
          l'equivalente italiano della Britannica che, per
          te, è l'unica fonte attendibile sulla lingua
          inglese:

          http://www.treccani.it/enciclopedia/computer/

          computer Denominazione inglese, prevalsa
          nelluso internazionale, del <b

          calcolatore elettronico </b

          .

          1. C. graphicsInsieme delle operazioni o dei
          programmi che permettono di realizzare,
          correggere o modificare immagini per mezzo di
          <b
          calcolatori elettronici </b
          (e
          strumenti a essi collegati, come monitor,
          plotter, penne ottiche ecc.).


          Ahi ahi ahi, quindi la Treccani ti dà torto. Che
          sorpresa
          (rotfl)Guarda che quello non è il vero Italofilo, quello vero si firma con la "I" maiuscola. Questo è solo l'imbecille disturbato che posta anche a notte fonda e si "diverte" a clonare gli utenti. L'ho già sgamato io ieri, lo fa anche con me, ed è troppo scemo per non farsi sgamare :-o
  • Max Me scrive:
    ... errore descrizione?
    Mi sembra che non tornino le ammaccature con la dinamica descritta dell'incidente, la direzione dei percorsi dovrebbe essere invertita ... forse sono io che sbaglio? Non sono un computer!
    • ynbcvtt scrive:
      Re: ... errore descrizione?
      - Scritto da: Max Me
      Mi sembra che non tornino le ammaccature con la
      dinamica descritta dell'incidente, la direzione
      dei percorsi dovrebbe essere invertita ... forse
      sono io che sbaglio? Non sono un
      computer!In effeti è strano. Il furgone che vedi dietro ha un angolo ammaccato. Quindi ha preso l'auto di sbieco. Se è vero che è passato col rosso e la google car ha frenato si tratta di una manovra stupida. Se la google car avesse proseguito il furgone sarebbe passato dietro.
      • si ma lo sterzo scrive:
        Re: ... errore descrizione?
        - Scritto da: ynbcvttE non ti è venuto in mente invece che l'umano abbia (come è ovvio) preferito sterzare e frenare col risultato (ovvio e "gradito") di prendere la google car "di sbieco" cosa che diminuisce la potenza di impatto (per via che il vettore della forza diminuisce la componente nella direzione dell'ostacolo se sterzi) e quindi con minori possibilità di farsi male?
        • dxgctgvz scrive:
          Re: ... errore descrizione?
          - Scritto da: si ma lo sterzo
          - Scritto da: ynbcvtt
          E non ti è venuto in mente invece che l'umano
          abbia (come è ovvio) preferito sterzare e frenare
          col risultato (ovvio e "gradito") di prendere la
          google car "di sbieco" cosa che diminuisce la
          potenza di impatto (per via che il vettore della
          forza diminuisce la componente nella direzione
          dell'ostacolo se sterzi) e quindi con minori
          possibilità di farsi
          male?Fatti:1) La macchina era di fronte al furgone, quindi relativamente all'incrocio era più avanti.2) Google ha dichiarato che il furgone è passato col rosso.3) Google ha dichiarato che il tecnico nella google car ha frenato.Questi tre fatti messi insiemi indicano o qualche descrizione errata o qualcosa di strano o qualcosa di stupido.
          • sterzo e controster zo scrive:
            Re: ... errore descrizione?
            - Scritto da: dxgctgvz
            Fatti:
            1) La macchina era di fronte al furgone, quindi
            relativamente all'incrocio era più
            avanti.dove lo hai letto che era più avanti?nella tua immaginazione bacata?
            2) Google ha dichiarato che il furgone è passato
            col
            rosso.veroquindi?
            3) Google ha dichiarato che il tecnico nella
            google car ha
            frenato.e ha fatto una cagata (lui non il computer).

            Questi tre fatti messi insiemi indicano o qualche
            descrizione errata o qualcosa di strano o
            qualcosa di
            stupido.Si 2 stupidi uno il tecnico che ha frenato 2 tu. :D
          • ctxwedaw scrive:
            Re: ... errore descrizione?
            trollata scarsa
  • prova123 scrive:
    la versione ufficiale di Big G
    Come minimo mi aspetto che ci sia una registrazione frontale con la fotocamera ... l'aveva infilata anche in un paio di occhiali.
  • baboom scrive:
    italioticità
    Mi immagino in italia, con la guida automatica bisognerà istituire dei centri di emergenza per il mal di mare ogni pochi chilometri.Con i limiti di velocità piazzati da veri i@#oti burocratici, tipo 100 metri percorsi a 70 km/h, subito dopo 50 metri a 50 km/h, poi altri 20 metri a 70 km/h, poi fine dei limiti per 5 metri, poi di nuovo 50 km/h perché entri in città (magari su strada a tre corsie per senso di marcia, come a Milano Corvetto)...Oppure limiti da completi im#@cilli tipo 20 km/h e addirittura 5 km/h, neanche misurabili dal tachimetro, magari su strada provinciale o stradale.Per non parlare di limiti per vecchi lavori, mai rimossi, olimiti non agigornati sulle mappe.Per ora l'umano compensa senza farsi vedere da quei bambini dell'asilo che vestono una divisa e che cercano di bambinizzare anche gli altri a suon di multe, ma quando ci sarà una intelligenza i@@ota alla guida, che seguirà alla lettera i limiti saremo fatti...
    • AxAx scrive:
      Re: italioticità
      I comuni vedranno sicuramente di cattivo occhio le auto a guida automatiche.Comne faranno infatti a ripianare i furti che fanno loro derubando gli automobilisti piazzandi limiti di 30km/h su strade a quattro corsie?
    • bubba scrive:
      Re: italioticità
      - Scritto da: baboom
      Mi immagino in italia, con la guida automatica
      bisognerà istituire dei centri di emergenza per
      il mal di mare ogni pochi
      chilometri.
      Con i limiti di velocità piazzati da veri i@#oti
      burocratici, tipo 100 metri percorsi a 70 km/h,
      subito dopo 50 metri a 50 km/h, poi altri 20
      metri a 70 km/h, poi fine dei limiti per 5 metri,
      poi di nuovo 50 km/h perché entri in città
      (magari su strada a tre corsie per senso di
      marcia, come a Milano
      Corvetto)...
      Oppure limiti da completi im#@cilli tipo 20 km/h
      e addirittura 5 km/h, neanche misurabili dal
      tachimetro, magari su strada provinciale o
      stradale.
      Per non parlare di limiti per vecchi lavori, mai
      rimossi, olimiti non agigornati sulle
      mappe.
      Per ora l'umano compensa senza farsi vedere da
      quei bambini dell'asilo che vestono una divisa e
      che cercano di bambinizzare anche gli altri a
      suon di multe, ma quando ci sarà una intelligenza
      i@@ota alla guida, che seguirà alla lettera i
      limiti saremo
      fatti...+1 a gogo!aggiungerei anche i deliri comunali su improbabili sensi unici, rotonde sclerotizzanti e cancellazione di parcheggi a muzzo. Pero' ora e' tutto risolto: abbiamo il reato di "omicidio stradale". :P
  • Whhhhhhhooo oom scrive:
    E invece si
    E invece è proprio un errore del computer. Non proprio un errore tecnico, ma una feature : "Il computer fa tutto secondo le regole" il guidatore umano no.A me capiterà 2 o 3 volte alla settimana eppure la mia macchina sta benissimo.Il fatto è che in autostrada il sistema può funzionare, ma quando sei nel traffico cittadino metà diventa istinto (in Italia il 90%) . Il cervello umano individua il pericolo in base all'istinto di sopravvivenza, vede arrivare un cretino che sta telefonando, o leggendo il giornale, o cercando qualcosa nel portaoggetti e non accenna a fermarsi, e inconsciamente metti il piede sul freno, o magari sull'acceleratore per togliersi in fretta dal pericolo.Il computer da per scontato che quello si fermi, e al limite frena, e si pianta in mezzo all'incrocio, dove il cretino inevitabilmente lo colpirà.È la dura legge della jungla, che al tecnologia al momento non è ancora in grado di interpretare.
    • antidiot scrive:
      Re: E invece si
      Credo che tu abbia centrato una verità, e credo che non sarà possibile farci niente fino a quando tutti i veicoli non saranno automatici.Le case costruttrici trasformeranno questa debolezza dei sistemi in un punto di forza, evidenziando come siano inaffidabili gli umani, come la colpa è sempre loro anche quando è del computer, come hai evidenziato, e come sia meglio per tutti se si fa alla svelta ad automatizzare completamente il parco macchine per rendere più sicura la guida...
      • prova123 scrive:
        Re: E invece si
        Caso semplice semplice:Se una macchina è ferma ad un incrocio semaforizzato e deve svoltare a simistra, deve dare la precedenza alle macchine che provengono di fronte ed a quelle che sono di fronte e svoltano alla loro destra.Risultato: la macchina non svolterà mai a sinistra perchè le altre hanno la precedenza.
        • ...... scrive:
          Re: E invece si
          - Scritto da: prova123
          Risultato: la macchina non svolterà mai a
          sinistra perchè le altre hanno la
          precedenza.Sciocchezze. Se l'incrocio è semaforizzato, prima o poi arriva il suo turno (e solo il suo).
          • Izio01 scrive:
            Re: E invece si
            - Scritto da: ......
            - Scritto da: prova123


            Risultato: la macchina non svolterà mai a

            sinistra perchè le altre hanno la

            precedenza.

            Sciocchezze. Se l'incrocio è semaforizzato, prima
            o poi arriva il suo turno (e solo il suo).Non è detto, mica tutti i semafori prevedono la freccia verde specifica di svolta a sinistra. Effettivamente ci sono situazioni di forte traffico in cui, seguendo le regole al 100%, a sinistra non riuscirai proprio a svoltare mai.
          • prova123 scrive:
            Re: E invece si
            e bisogna fare attenzione perchè dall'altra parte hanno tutti la precedenza. Quindi resti al centro dell'incrocio senza potere vedere più il semaforo e bloccando il traffico delle macchine alla tua sinistra alle quali è scattato il verde, ma non si muovono perchè hanno un ostacolo sulla strada.E questa è ancora una situazione molto semplice... tipica del traffico cittadino.
          • ...... scrive:
            Re: E invece si
            - Scritto da: Izio01
            Non è detto, mica tutti i semafori prevedono la
            freccia verde specifica di svolta a sinistra.I semafori fatti da cane, no di certo.
            Effettivamente ci sono situazioni di forte
            traffico in cui, seguendo le regole al 100%,
            a sinistra non riuscirai proprio a svoltare
            mai.Mai è un'esagerazione. Basta aspettare che il flusso di traffico diminuisca anche solo leggermente, e cogliere l'attimo.
          • Izio01 scrive:
            Re: E invece si
            - Scritto da: ......
            - Scritto da: Izio01


            Non è detto, mica tutti i semafori prevedono
            la

            freccia verde specifica di svolta a sinistra.

            I semafori fatti da cane, no di certo.
            Non ho espresso un giudizio di merito sulla qualità di questi semafori. Dico solo che ce ne sono, non sono nemmeno tanto rari.

            Effettivamente ci sono situazioni di forte

            traffico in cui, seguendo le regole al 100%,

            a sinistra non riuscirai proprio a svoltare

            mai.

            Mai è un'esagerazione. Basta aspettare che il
            flusso di traffico diminuisca anche solo
            leggermente, e cogliere l'attimo.Certo, hai ragione, non intendere letteralmente quel "mai".In certe situazioni estreme, però, l'attesa potrebbe protrarsi per tempi estremamente lunghi, difficilmente quantificabili a priori.L'uomo alla guida che fa? Si sporge un po' più di quanto sarebbe normale, per chiedere a chi viene dall'altra parte di avere pietà. Ne trovi tre che ti chiudono lo spiraglio, sdegnati, poi il quarto si impietosisce e ti fa i fari per dirti di passare.Volendo pensare ad un'applicazione massiva della guida automatica, però, occorrerebbe risolvere a tavolino anche questo tipo di problema, perché gli algoritmi non perdonano l'approssimazione. Non è un gran problema OGGI perché penso che manchi ancora un bel po' :)
          • panda rossa scrive:
            Re: E invece si
            - Scritto da: Izio01
            - Scritto da: ......

            - Scritto da: Izio01




            Non è detto, mica tutti i semafori
            prevedono

            la


            freccia verde specifica di svolta a
            sinistra.



            I semafori fatti da cane, no di certo.



            Non ho espresso un giudizio di merito sulla
            qualità di questi semafori. Dico solo che ce ne
            sono, non sono nemmeno tanto
            rari.Se poi sono semafori con telecamera sopra, su strada comunale, possono anche essere stati tarati con l'intento di fare cassa.


            Effettivamente ci sono situazioni di
            forte


            traffico in cui, seguendo le regole al
            100%,


            a sinistra non riuscirai proprio a
            svoltare


            mai.



            Mai è un'esagerazione. Basta aspettare che il

            flusso di traffico diminuisca anche solo

            leggermente, e cogliere l'attimo.

            Certo, hai ragione, non intendere letteralmente
            quel
            "mai".
            In certe situazioni estreme, però, l'attesa
            potrebbe protrarsi per tempi estremamente lunghi,
            difficilmente quantificabili a
            priori.
            L'uomo alla guida che fa? Si sporge un po' più di
            quanto sarebbe normale, per chiedere a chi viene
            dall'altra parte di avere pietà. Ne trovi tre che
            ti chiudono lo spiraglio, sdegnati, poi il quarto
            si impietosisce e ti fa i fari per dirti di
            passare.D'altra parte c'e' in atto un processo per trasformare tutti gli incroci di questo tipo in rotatorie, e quindi il problema e' destinato a scomparire col tempo anche senza la guida automatica.
          • prova123 scrive:
            Re: E invece si
            CI sono rotatorie in cui chi è nella rotatoria deve dare la precedenza a quelli fuori ... bergamo ...
          • ZLoneW scrive:
            Re: E invece si
            Per assurdo che possa sembrare, salvo aggiornamenti recenti del CdS e in assenza di segnaletica specifica, è il comportamento corretto da codice.
        • Robotto scrive:
          Re: E invece si
          - Scritto da: prova123
          Caso semplice semplice:
          Se una macchina è ferma ad un incrocio
          semaforizzato e deve svoltare a simistra, deve
          dare la precedenza alle macchine che provengono
          di fronte ed a quelle che sono di fronte e
          svoltano alla loro
          destra.Che sono le stesse, vengano dritte o svoltino hanno sempre la precedenza!
          Risultato: la macchina non svolterà mai a
          sinistra perchè le altre hanno la
          precedenza.Se la macchina che proviene da Sud ha il verde, ad un incrocio con semaforo,vuol dire che che anche Nord ha il verde e Est e Ovest hanno il rosso.Fintanto che da Nord arrivano veicoli, Sud non può svoltare a sinistra.Magicamente Nord diventa rosso prima che Est e Ovest diventino verde,l'incrocio é libero da veicoli e Sud può effettuare la svolta.Abito in provincia ma sono anni che negli incroci con il semaforo (senza freccia!)ci sono questi "escamotage"Che poi son tutte rotonde....Risultato semplice semplice....Ma farsi la patente no ?
          • iRoby scrive:
            Re: E invece si
            Diventeranno tutte rotatorie perché così è più semplice.Ah ho sentito spesso criticare le rotatorie, ma per esempio per un motociclista sono state una salvezza, perché l'incidente ha sempre una dinamica certa e verificabile.Coi semafori bastava che l'autoveicolo che ha trasgredito avesse 2 persone a bordo che c'era il testimone del conducente pronto a dichiarare che il motociclista (normalmente da solo) non ha rispettato il semaforo.Oggi quasi tutti i semafori più importanti sono anche dotati di telecamera, e se la controparte dichiara il falso si possono chiedere i video.Ma non è sempre così.Per cui meglio le rotatorie...
    • PandaR1 scrive:
      Re: E invece si
      - Scritto da: Whhhhhhhooo oom
      E invece è proprio un errore del computer. Non
      proprio un errore tecnico, ma una feature : "Il
      computer fa tutto secondo le regole" il guidatore
      umano
      no.

      A me capiterà 2 o 3 volte alla settimana eppure
      la mia macchina sta
      benissimo.

      Il fatto è che in autostrada il sistema può
      funzionare, ma quando sei nel traffico cittadino
      metà diventa istinto (in Italia il 90%) . Il
      cervello umano individua il pericolo in base
      all'istinto di sopravvivenza, vede arrivare un
      cretino che sta telefonando, o leggendo il
      giornale, o cercando qualcosa nel portaoggetti e
      non accenna a fermarsi, e inconsciamente metti il
      piede sul freno, o magari sull'acceleratore per
      togliersi in fretta dal
      pericolo.

      Il computer da per scontato che quello si fermi,
      e al limite frena, e si pianta in mezzo
      all'incrocio, dove il cretino inevitabilmente lo
      colpirà.

      È la dura legge della jungla, che al
      tecnologia al momento non è ancora in grado di
      interpretare.perchè mai? Basta individuare l'ostacolo, muro o auto che sia, e valutare la velocità di avvicinamento. Se una macchina si sta avvicinando velocemente, si rallenta. Non vedo che problema possa avere un <s
      computer </s
      elaboratore a fare questi calcoli.
    • aphex_twin scrive:
      Re: E invece si
      - Scritto da: Whhhhhhhooo oom
      A me capiterà 2 o 3 volte alla settimana eppure
      la mia macchina sta
      benissimo.Scusa ? Se tu per 2 o 3 volte alla settimana schivi automobili che passano col rosso togliere l'uomo dalla guida di quei mezzi é la cosa piú saggia fare.
  • gnammolo scrive:
    brutto incidente?
    ma dove lo vedete brutto, sarà stata una collisione a 10km/hr al massimo? a me pare siano solo 2 portiere da cambiare...
    • iRoby scrive:
      Re: brutto incidente?
      Ma dai, pensa a quanto si è "spaventato" il computer di bordo!
      • olocann scrive:
        Re: brutto incidente?
        - Scritto da: iRoby
        Ma dai, pensa a quanto si è "spaventato" il
        computer di
        bordo!si è spaventato perché l'hanno disattivato poco prima dello scrontro, dovrebbero dargli una personalità alla HAL 9000
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