Tecnologie/ Viaggio nel mondo RFID (III)

Di C. Patierno - In questa terza parte dello speciale RFID si lavora sui sistemi di comunicazione fra etichette e lettori e gli standard ISO

Roma – Terzo appuntamento dello speciale sulla tecnologia RFID . Nelle precedenti puntate ho illustrato, per sommi capi, l’evoluzione storica della tecnologia e il funzionamento fisico degli apparati, identificando le limitazioni a cui sono sottoposte le varie tipologie di transponder:
– Attivi: grandi distanze di lettura ma tempo di vita dipendente dalla batteria;
– Passivi magnetici: campo di lettura di massimo un metro;
– Passivi elettrici: campo di lettura inefficace a breve distanza e distanza massima per letture certe fino a 10 metri (la distanza massima è fortemente influenzata dalle normative sulle emissioni elettromagnetiche di ogni singolo stato).

Quest’oggi completerò la parte tecnica approfondendo la parte relativa alla comunicazione tag-reader e alle norme ISO, concetti che ci permettono di districarci nei meandri delle varie tipologie di prodotto.

Il processo di comunicazione sulla portante RF avviene attraverso l’elaborazione dei “disturbi” causati dai tag immersi nel campo elettromagnetico, mentre la velocità di comunicazione tag-reader è funzione della frequenza utilizzata (è un suo sottomultiplo, gli shunt vengono codificati secondo un determinato codice) ed è funzione dell’algoritmo anticollisione utilizzato per la lettura.

Come spiegato negli articoli precedenti, il processo di comunicazione fallisce nel caso che due tag cerchino di comunicare contemporaneamente (effetto collisione) in quanto la comunicazione ricevuta dal reader è la fusione di due comunicazioni, e come tale indecifrabile. Per ottimizzare l’uso della portante RF ed avere una certezza di lettura senza collisioni, si possono utilizzare due sistemi di codifica dell’anticollisione differenti: deterministico e stocastico. Entrambi i due approcci emettono una serie di impulsi (detti “bit-stop”) che determinano un ticchettio radio (come un metronomo, i cui spazi sono denominati “nibble” e dentro i quali vengono inviati i SID dei tag), questa serie è poi divisa in ulteriori segmenti chiamati “time-slot”. Un singolo time-slot permette ai tag di determinare quando trasmettere: in pratica il tag conta quanti battiti sono iniziati dall’inizio del time-slot, e se questo numero corrisponde al suo ultimo numero del SID il tag emette il suo SID. Questo metodo di comunicazione, nel caso di una serie di tag sequenziale (ideale), è ottimale perchè ogni tag sa quando emettere e non avvengono collisioni. Nel caso reale, dove esistono due o più tag con la cifra finale del SID identica, è necessario un sistema che permetta l’identificazione di entrambi i tag: l’algoritmo anticollisione.

L’approccio deterministico all’algoritmo anticollisione ha una struttura lineare di ricerca dei SID dei tag: in pratica, ad ogni collisione, il reader chiede ai tag di contare i time-slot come se fossero la seconda cifra da destra del SID, così da ottenere gli ultimi 2 numeri del SID e permettere di dividersi il tempo di emissione senza collisioni (nel caso di seconda cifra identica, si passa alla terza e così via).

L’approccio stocastico sfrutta sempre il sistema della battitura, solo che in caso di collisione, continua la lettura dei successivi ed elabora i tag collisi in un secondo momento; all’atto dell’elaborazione della collisione, il reader interrogherà solo i tag collisi inviando un comando che identifica la parte del time-slot collisa (preavvisando quindi gli altri tag al silenzio) e la richiesta della seconda cifra da destra come un time-slot normale, ottenendo le due letture separate (il processo si ripete per tag con più di 2 cifre identiche). È facile comprendere che l’algoritmo di tipo B è più performante del tipo A. Nella normalizzazione delle infrastrutture, i tag tipo A saranno sempre deterministici, i tag tipo B saranno sempre stocastici (l’esempio degli algoritmi di tipo A e B sono presenti nell’ISO 14443-3). Entrambi gli algoritmi anticollisione contengono i comandi per eseguire la lettura/scrittura dei dati contenuti nei tag oltre il suo SID. Il processo di lettura/scrittura dei dati all’interno di un tag è univoco, cioè il reader impone il silenzio a tutti i tag eccetto quello per il quale vuole ottenere i dati ivi contenuti oppure scriverne di nuovi: questo presuppone naturalmente una previa lettura del SID da interrogare o aggiornare. Nei sistemi ISO (ed in particolare nel 15693) la memoria è organizzata per pagine, cioè aggregazioni di 8 byte: ogni 8 byte è presente un singolo bit di status (che può assumere valori di 0 od 1). Il bit di status è di fondamentale importanza quando i dati presenti nel tag devono essere preservati in quanto i dati sono scrivibili fintanto che lo status della pagina è posto a 0: quando quest’ultimo viene settato ad 1 i dati e lo stesso bit di status non possono mai più essere modificati, bloccando perennemente il dato contenuto.

Ricollegandomi alla recente notizia ” Come ti cracco l’RFID con un PDA ” pubblicata su queste stesse pagine, vorrei precisare che il cracking è stato possibile semplicemente a causa di una cattiva implementazione del sistema RFID da parte dei tecnici. Il sistema craccato funzionava così:
1) su ogni pacco viene apposta una etichetta RFID e nel suo interno vengono scritti i dati del codice a barre;
2) all’atto dell’acquisto i dati vengono semplicemente cancellati dal tag.

Si desume subito che il sistema è adatto per interfacciarsi con i vecchi codici a barre, ma per venire incontro alle problematiche di privacy, il tag viene cancellato all’uscita. Il cracker non ha modificato il SID né ha in alcun modo violato la tecnologia; anzi, ne ha sfruttato le sue potenzialità: con un palmare ed un reader portatile (ne esistono alcuni in formato CompactFlash con distanze di lettura nell’ordine dei 4 cm) ha eseguito una semplice lettura e cancellazione delle pagine di memoria (non bloccate perché da cancellare all’uscita), quindi il prodotto è risultato non più identificabile dal sistema informativo presente nel supermercato. Questo è accaduto perché è stato fatto un uso scorretto della tecnologia RFID oltre ad una scelta infelice della tipologia di tag da usare (esistono tag con algoritmi studiati specificatamente per le transazioni bancarie, quindi molto sicuri). Un sistema normale avrebbe associato, in un database interno al sistema informativo, il dato del SID con il dato del codice a barre per poi elaborarlo o cancellarlo, lasciando quindi inalterata la struttura del tag (ed utilizzandolo esclusivamente per l’identificazione ). Un sistema idoneo dovrebbe dovuto funzionare così:
1) su ogni pacco viene apposta un’etichetta RFID ed in un apposito database vengono scritti i dati del codice a barre associati al SID;
2) all’atto dell’acquisto viene letto il codice SID, convertito dal database nel relativo codice a barre ed elaborato per il pagamento.

Infine è bene chiarire che non è possibile modificare i dati del SID, in quanto questi vengono inseriti fisicamente dal produttore dei tag all’atto della produzione, così come non è possibile modificare i dati scritti se lo stato delle pagine è impostato ad 1. L’unica possibilità di violare la tecnologia è rompere il tag o guastare totalmente il chip (cancellando brutalmente con eccesso di calore o radiazioni X o UV tutto, compreso numero SID, algoritmo di collisione, sistema di comunicazione: dopo un simile trattamento il tag potrebbe non rispondere nemmeno più al reader). All’inizio della storia dei transponder di natura non aereonautica, la normalizzazione delle procedure di produzione (e di conseguenza di tutti gli apparati visti fino ad ora) erano alquanto flessibili: questa scelta fu presa per permettere un’evoluzione tecnologica quanto più svincolata da norme e regolamenti burocratici, permettendo quindi l’affermazione di uno o più standard sulla base delle effettive capacità o usi derivati. Successivamente si rese necessaria l’emissione di standard per permettere l’intercomunicazione, scambio ed interoperabilità tra apparecchiature e prodotti di diversi produttori. Allo stato attuale, le tipologie di tag passivi non sono state completamente normalizzate proprio per permetterne l’evoluzione non condizionata (la banda magnetica è stata studiata e normalizzata, la banda UHF è ancora libera anche se, come vedremo in seguito, va affermandosi ).

La differenziazione delle tipologie di tag normalizzati viene classificata attraverso determinate norme ISO che impongono ai vari produttori, nel caso decidano di sviluppare un prodotto non esclusivamente funzionante con la loro tecnologia, tutta una serie di prescrizioni generali atte alla produzione di infrastrutture formalmente uguali tra di loro, permettendone quindi l’interoperabilità: per fare un esempio, un tag della Texas Instruments, se rispetta l’ISO 15693, può essere letto da qualunque lettore che supporti tale standard. I due standard più utilizzati in campo magnetico sono il 14443 ed il 15693. Entrambe queste normative sono suddivise in sottocapitolati dove vengono definite delle regole su “Algoritmi di comunicazione RF”, “Algoritmi di comunicazione con altre apparecchiature” (RS232, RS494, ecc.), “Frequenze utilizzate”, “Boxatura e stampabilità”, “Struttura intrinseca”, “Filiera di produzione”, “Requisiti minimi”, “Potenze di emissione massime”, “Regole cogenti”. Queste norme ISO non sono “imposte”: qualunque produttore può decidere di applicare le norme parzialmente o di aggiungere alle norme parti esclusivamente propietarie (con rispetto, ovviamente, alle normative locali sulle emissioni elettromagnetiche ecc.). Un esempio è dato dall’algoritmo anticollisione, e in particolare dalla parte riguardante il campo RF dell’ ISO 15693, sia A che B: Texas Instruments ha aggiunto il suo protocollo TAG-IT, invece Philips il suo ICODE (i prodotti prendono i nomi dai protocolli), questo fa sì che un lettore che supporta lo standard 15693 legge entrambi i prodotti, un lettore che oltre questo standard supporta lo standard nativo del tag, legge con meno collisioni quel prodotto tag.

Vediamo gli elementi normalizzati e comuni alla maggior parte di lettori e tag:
– frequenze RF;
– comandi standard del lettore (reset CPU lettore, impostazioni porta RS, calibrazione campo RF);
– comandi standard lettura RF (tipo di lettura, lettura dei dati contenuti, comandi protocollo anticollisione);
– comandi standard scrittura RF (scrittura e bloccaggio perenne dati)
– risposte e messaggi d’errore.

A questi spesso vengono aggiunti:
– controllo apparecchiature esterne;
– protocolli proprietari;
– sistemi accessori nei tag (ad esempio, i tag ICODE hanno anche un sistema EAS).

Il sistema ISO è alquanto articolato, anche perchè spesso i riferimenti tecnici sono incrociati. La normativa generale che racchiude i parametri per l’identificazione e l’uso per lo scambio internazionale (quindi l’utilizzabilità per tutte le normative sulle emissioni elettromagnetiche internazionali) è l’ISO 7810. Qui vengono descritti i parametri per le ISO 10536 (“close-coupled card”), ISO 14443 (“proximity card”), ISO 15693 (“vicinity card”), ISO 10373
(“proximity and vicinity card”), ISO 9798-2 (procedura mutuale di
comunicazione TAG-Reader per la sicurezza in campo pagamenti – cifratura dei dati). Non è invece ancora presente una normativa per i tag UHF, in quanto troppo recenti: per questa categoria è
in fase di redazione la ISO 18000.

Sostanzialmente, a parte i livelli di emissione elettromagnetica (e relativi test) ed i protocolli RF e PC-Reader, le normative
lasciano ampio spazio alla creatività dei produttori.

Le frequenze in campo magnetico più utilizzate sono:
– 125/134 KHz, di norma utilizzate per transponder passivi a basso
costo, con consumi accettabili e ottima capacità di penetrazione in
materiali metallici, non metallici ed acqua. Spesso vengono utilizzati per il controllo animale o per badge di prossimità per il controllo accessi;
– 6,78 MHz, utilizzabile in ogni paese, di fattura ed uso
simile ai tag da 13,56 MHz;
– 13,56 MHz, utilizzabile in tutto il mondo, con una velocità di
trasmissione pari a 106 Kbit/s e un basso costo di produzione per i tag passivi, è lo standard attualmente più diffuso;
– 27,125 MHz, utilizzata per applicazioni ferroviarie speciali.

Le frequenze in campo UHF sono diverse da paese a paese, in italia per i tag attivi sono disponibili due frequenze (433 MHz, per il campo ferroviario e 915 MHz per le applicazioni commerciali come il Telepass); per i Tag Passivi si può utilizzare la frequenza ad 868 MHz, una delle poche che non richiede, per bassissime emissioni, una licenza di emissione.

È quindi possibile distinguere i tag sia per la frequenza utilizzata sia
per la normativa di riferimento a cui si appoggia il protocollo RF. Di fatto, in campo tecnico si identifica una famiglia di tag utilizzando uno schema simile a questo: tag passivo – 13,56 MHz – ISO 15693/B.

La rivoluzione più importante di questa tecnologie è stata la progettazione e la realizzazione di etichette flessibili, autoadesive e stampabili, oggi comunemente denominate tag RFID. La tecnologia utilizzata da queste etichette è a 13,56 MHz su protocollo ISO 15693 (A/B). Questa frequenza permette l’uso dell’etichetta in tutto il mondo e l’algoritmo RF e Reader-PC è semplice e di basso costo.

Nel prossimo articolo tratteremo come utilizzare correttamente i tag, quali sono le applicazioni reali in essere oggi, i limiti dei tag, i problemi di privacy, le evoluzioni con EPCGlobal e UHF.

Corrado Patierno

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  • Anonimo scrive:
    Unica soluzione la ricerca aperta
    Basta fare una legge che dice che se viene pubblicata apertamente una ricerca, allora nessuno può più reclamare il brevetto se non lo fa entro 1 anno.Problema risolto! Ma a quanto pare conviene di più nascondere le proprie ricerche tutti in coro, e pagare quando fanno causa.
  • Anonimo scrive:
    denuncie ridicole
    Ma che bella invenzione il copyright: ti servono soldi?non hai idee?denuncia qualcuno dicendo che ti ha fregato un'idea!E' la moda di questi giorni.Ma andassero tutti affan...
    • avvelenato scrive:
      Re: denuncie ridicole
      - Scritto da: Anonimo
      Ma che bella invenzione il copyright:
      ti servono soldi?
      non hai idee?
      denuncia qualcuno dicendo che ti ha fregato
      un'idea!
      E' la moda di questi giorni.


      Ma andassero tutti affan...ti sei mai domandato perché il giappone, un territorio vasto poco più dell'italia, ma con il doppio della popolazione e oltre, in un paese che come unica risorsa offre soltanto del pesce (che per altro neanche cucinano :D ), riesce alla fine ad avere un pil pro capite superiore del 50% al nostro?
  • Anonimo scrive:
    Fantastico !!
    E' molto piu' conveniente brevettare di nascosto che andare sul mercato e rischiare.Gia' mi vedo le startup company del brevetto bastardo. Si fa ricerca grossolana, anzi, si sgama dove vanno gli altri. Scaracchi (depositi) un tot di brevetti in silenzio e infiltri un tirapiedi, finto fuoriuscito (pieno di idee !!), in una major, quelli ci cascano, sviluppano e vanno sul mercato.Lasci passare un tot poi gli scendi il brevetto e te li ingroppi tutti.Figata !Il problema e': chi ci crede ??Anzi, chi ci crede alzi la mano. Tutti gli altri, per cortesia, si diano da fare. Se no ci fottono.Osso di Seppia
  • Anonimo scrive:
    I soliti ladri!!!!
  • Anonimo scrive:
    Aspetta Honeywell.... la Kodak........
    .........è sicuro che ti paga, non prima però di aver riscosso dalla SUN, la quale a sua volta pagherà con quello che M$ le diede per il java...................e via dicendo......Era come dicevo qualche giorno fa, questi grandi colossi si autodistruggeranno, non passa giorno che qualcuno chiede soldi per un ipotetico brevetto presunto.......ma poi possibile che se ne siano accorti solamente adesso o semplicemente li hanno lasciati fare per poter poi battere cassa più facilmente???Che significa " almeno alcuni"??? Ma questi le prove le hanno o vanno a tentativi????????
    • Solvalou scrive:
      Re: Aspetta Honeywell.... la Kodak......

      ma poi possibile che se ne siano accorti
      solamente adesso o semplicemente li hanno
      lasciati fare per poter poi battere cassa
      più facilmente???In america li chiamano submarine patents. Prima si aspetta che la tale tecnologia sia adottata in massa con investimenti etc. Poi si sventola il brevetto e si batte cassa. In paesi civili chi si azzarda a fare robe del genere dovrebbe andare dentro per estorsione, imho.
  • Anonimo scrive:
    Al solito
    In qualsiasi caso vada a finire saranno comunque e sempre gli utenti finali che pageranno sia la multa che il brevetto!A buon intenditore ben poche parole.
  • Anonimo scrive:
    Voglio brevettare...
    Il concetto di elaborazione automatica dell'informazione.Poi pongo 100? come royalty per ogni MIPS elaborato per unità di tempo e 1000? per ogni MFLOPS elaborato nell'unità di tempo. Il tutto per ogni pc esistente sulla Terra naturalmente.Bill Gates come sei povero... :D
  • Anonimo scrive:
    addio baby
    secondo me lo faranno fuori
  • Anonimo scrive:
    Come al solito non sapete leggere...
    ...e straparlate.Il 90% di chi ha scritto qui accusa la Honeywell di aver brevettato un'idea senza avere della ricerca o di "essere andata a farsi un giretto su marte aspettando che gli lcd prendessero piede".come al solito siete un'accozzaglia di superficiali che non riesce neanche a recepire quello che legge.Il brevetto in questione è:A display apparatus including a light source, a liquid crystal panel, and one or more directional diffuser lens arrays disposed therebetween provides a tailored variation of luminance with viewing angle, a uniform variation of luminance with viewing angle within a first predetermined range of viewing angles and a concentration of light energy within a second predetermined range of viewing angles. Questa tecnologia, come si legge nell'articolo, la Honeywell ha "sviluppato tale tecnologia per l'industria aerospaziale, applicandola ai monitor LCD posizionati all'interno delle cabine di pilotaggio degli aerei."Quindi si tratta di una cosa STUDIATA, REALIZZATA ED APPLICATA, e non di favolette teoriche.Il brevetto in questione è solo sulla tecnologia che ti permette di vedere l'LCD a 180 gradi, non è il brevetto dell'LCD.Quindi se è vero che tali case hanno infranto questo brevetto, è giusto che la Honeywell si mobiliti in tal senso.
    • Anonimo scrive:
      Re: Come al solito non sapete leggere...
      Concordo in tutto!
    • Anonimo scrive:
      Re: Come al solito non sapete leggere...
      Quello che ha brevettato è l'acqua calda. Una "tecnologia" del tutto analoga alle lenti di Fresnel e ai proiettori nei fari per la navigazione marittima che esistono da secoli.
      • avvelenato scrive:
        Re: Come al solito non sapete leggere...
        - Scritto da: Anonimo
        Quello che ha brevettato è l'acqua
        calda. Una "tecnologia" del tutto analoga
        alle lenti di Fresnel e ai proiettori nei
        fari per la navigazione marittima che
        esistono da secoli.se così sarà, le case citate in giudizio porteranno in tribunale questi esempi come "prior art" al fine di annullarle il brevetto.credo francamente che la ditta, che a quanto ho capito già riscuote royalities dal suo brevetto (che è realmente e attualmente applicato) abbia valutato attentamente l'eventualità che qualche attore in causa avrebbe cercato di smontarle il brevetto cercandone delle "prior art", attaccandone quindi i suoi attuali guadagni.(a meno che la ditta in accusa non sia con l'acqua alla gola tipo SCO.. in tal caso avrebbero potuto decidere di rischiare il tutto per tutto.. ma non credo.)
    • Anonimo scrive:
      Re: Come al solito non sapete leggere...
      - Scritto da: Anonimo
      Il brevetto in questione è solo sulla
      tecnologia che ti permette di vedere l'LCD a
      180 gradi, non è il brevetto
      dell'LCD.
      Quindi non copre le tecnologie qualitativamente inferiori e schermi con un angolo visuale ridotto?
      • Anonimo scrive:
        Re: Come al solito non sapete leggere...
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        Il brevetto in questione è solo
        sulla

        tecnologia che ti permette di vedere
        l'LCD a

        180 gradi, non è il brevetto

        dell'LCD.


        Quindi non copre le tecnologie
        qualitativamente inferiori e schermi con un
        angolo visuale ridotto?esatto. Infatti sono alcuni prodotti, secondo Honeywell, infrangono il brevetto, non tutti i monitor LCD, e neanche quelli che usano teconolgie diverse
    • Anonimo scrive:
      Re: Come al solito non sapete leggere...
      Concordo, almeno questo non é un brevetto sulle idee come quello di Kodak dell'altro giorno.Spero che non chiedano un prezzo troppo alto e non sperino di vivere di rendita smettendo di innovare.(linux)
    • Anonimo scrive:
      Re: Come al solito non sapete leggere...
      - Scritto da: Anonimo
      ...e straparlate.
      Il 90% di chi ha scritto qui accusa la
      Honeywell di aver brevettato un'idea senza
      avere della ricerca o di "essere andata a
      farsi un giretto su marte aspettando che gli
      lcd prendessero piede".
      come al solito siete un'accozzaglia di
      superficiali che non riesce neanche a
      recepire quello che legge.Come al solito, c'è gente che parla con il cervello spento .

      Il brevetto in questione è:

      A display apparatus including a light
      source, a liquid crystal panel, and one or
      more directional diffuser lens arrays
      disposed therebetween provides a tailored
      variation of luminance with viewing angle, a
      uniform variation of luminance with viewing
      angle within a first predetermined range of
      viewing angles and a concentration of light
      energy within a second predetermined range
      of viewing angles. La descrizione del suddetto brevetto è talmente generica che si può applicare a centinaia di metodi diversi per ottenere lo stesso risultato...... e ricalca anche tecniche conosciute da anni. Leggiti un post sopra che lo cità, quindi lo conoscono altri, oltre a me...

      Questa tecnologia, come si legge
      nell'articolo, la Honeywell ha "sviluppato
      tale tecnologia per l'industria
      aerospaziale, applicandola ai monitor LCD
      posizionati all'interno delle cabine di
      pilotaggio degli aerei."

      Quindi si tratta di una cosa STUDIATA,
      REALIZZATA ED APPLICATA, e non di favolette
      teoriche.

      Il brevetto in questione è solo sulla
      tecnologia che ti permette di vedere l'LCD a
      180 gradi, non è il brevetto
      dell'LCD.

      Quindi se è vero che tali case hanno
      infranto questo brevetto, è giusto
      che la Honeywell si mobiliti in tal senso.Certo ... un pò come Microsoft che voleva brevettare il termine Windows ....Tutte queste cause dovrebbero avere basi alquanto più solide .... e citare particolari molto più probanti.
      • Anonimo scrive:
        Re: Come al solito non sapete leggere...
        finalmente qualcuno su questo forum che abbia il coraggio di criticare Microsoft e le sue politiche di vendita.ci voleva......
      • avvelenato scrive:
        Re: Come al solito non sapete leggere...
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        ...e straparlate.

        Il 90% di chi ha scritto qui accusa la

        Honeywell di aver brevettato un'idea
        senza

        avere della ricerca o di "essere andata
        a

        farsi un giretto su marte aspettando
        che gli

        lcd prendessero piede".

        come al solito siete un'accozzaglia di

        superficiali che non riesce neanche a

        recepire quello che legge.

        Come al solito, c'è gente che parla
        con il cervello spento .




        Il brevetto in questione è:



        A display apparatus including a light

        source, a liquid crystal panel, and one
        or

        more directional diffuser lens arrays

        disposed therebetween provides a
        tailored

        variation of luminance with viewing
        angle, a

        uniform variation of luminance with
        viewing

        angle within a first predetermined
        range of

        viewing angles and a concentration of
        light

        energy within a second predetermined
        range

        of viewing angles.

        La descrizione del suddetto brevetto
        è talmente generica che si può
        applicare a centinaia di metodi diversi per
        ottenere lo stesso risultato...... e ricalca
        anche tecniche conosciute da anni. Leggiti
        un post sopra che lo cità, quindi lo
        conoscono altri, oltre a me...




        Questa tecnologia, come si legge

        nell'articolo, la Honeywell ha
        "sviluppato

        tale tecnologia per l'industria

        aerospaziale, applicandola ai monitor
        LCD

        posizionati all'interno delle cabine di

        pilotaggio degli aerei."



        Quindi si tratta di una cosa STUDIATA,

        REALIZZATA ED APPLICATA, e non di
        favolette

        teoriche.



        Il brevetto in questione è solo
        sulla

        tecnologia che ti permette di vedere
        l'LCD a

        180 gradi, non è il brevetto

        dell'LCD.



        Quindi se è vero che tali case
        hanno

        infranto questo brevetto, è
        giusto

        che la Honeywell si mobiliti in tal
        senso.

        Certo ... un pò come Microsoft che
        voleva brevettare il termine Windows ....
        Tutte queste cause dovrebbero avere basi
        alquanto più solide .... e citare
        particolari molto più probanti.la descrizione del brevetto è giocoforza generale, ma come già detto altrove è l'implementazione di esso ad essere soggetta di brevetto; di conseguenza la H.w. chiede il rispetto del brevetto nell'esclusivo caso che tale tecnologia (e non tecnologie analoghe ma non identiche) sia stata applicata, e quindi non a tutti i produttori di LCD.non ci vedo nulla di male; e oltretutto l'esempio di MS c'entrava come i cavoli a merenda.
      • Anonimo scrive:
        Re: Come al solito non sapete leggere...
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        ...e straparlate.

        Il 90% di chi ha scritto qui accusa la

        Honeywell di aver brevettato un'idea
        senza

        avere della ricerca o di "essere andata
        a

        farsi un giretto su marte aspettando
        che gli

        lcd prendessero piede".

        come al solito siete un'accozzaglia di

        superficiali che non riesce neanche a

        recepire quello che legge.

        Come al solito, c'è gente che parla
        con il cervello spento . Ti riferisci a te stesso?



        Il brevetto in questione è:



        A display apparatus including a light

        source, a liquid crystal panel, and one
        or

        more directional diffuser lens arrays

        disposed therebetween provides a
        tailored

        variation of luminance with viewing
        angle, a

        uniform variation of luminance with
        viewing

        angle within a first predetermined
        range of

        viewing angles and a concentration of
        light

        energy within a second predetermined
        range

        of viewing angles.

        La descrizione del suddetto brevetto
        è talmente generica che si può
        applicare a centinaia di metodi diversi per
        ottenere lo stesso risultato...... e ricalca
        anche tecniche conosciute da anni. Leggiti
        un post sopra che lo cità, quindi lo
        conoscono altri, oltre a me...Peccato se te ne capissi un pò più di ottica capiresti che con le lenti di fresnel non centro un fico secco. Hai mai fisto un'immagine attraverso una lente di fresnel? Hai mai visto la definiszione un LCD di alto rango? No?? E allora taci!



        Questa tecnologia, come si legge

        nell'articolo, la Honeywell ha
        "sviluppato

        tale tecnologia per l'industria

        aerospaziale, applicandola ai monitor
        LCD

        posizionati all'interno delle cabine di

        pilotaggio degli aerei."



        Quindi si tratta di una cosa STUDIATA,

        REALIZZATA ED APPLICATA, e non di
        favolette

        teoriche.



        Il brevetto in questione è solo
        sulla

        tecnologia che ti permette di vedere
        l'LCD a

        180 gradi, non è il brevetto

        dell'LCD.



        Quindi se è vero che tali case
        hanno

        infranto questo brevetto, è
        giusto

        che la Honeywell si mobiliti in tal
        senso.

        Certo ... un pò come Microsoft che
        voleva brevettare il termine Windows ....
        Tutte queste cause dovrebbero avere basi
        alquanto più solide .... e citare
        particolari molto più probanti.Concordo con chi ha detto che questo esempio centra come i cavoli a merenda. Un conto è brevettare una parola del dizionario, un conto è brevettare una tecnologia dove c'è la ricerca dietro.
    • Anonimo scrive:
      Re: Come al solito non sapete leggere...
      Forse il superficiale sei tu che non hai capito i commenti!Qui si critica il concetto di brevetto, non il brevetto della honeywell.
      • Anonimo scrive:
        Re: Come al solito non sapete leggere...
        Certo, allora facciamo di tutte le erbe un fascio. Se non è essere superficiali questo....
  • Anonimo scrive:
    onere della prova
    mi sembra che molte di queste dispute legali nascano dalla seguente situazione- la ditta A realizza o a volte studia o avolte immagina solo la tecnologia X, la quale anche se relaizzata finisce in un cassetto o in un settore di nicchia- la ditta B realizza per i fatti suoi, con studi suoi e per i suoi prodotti la tecnologia Y, funziona e arriva sul mercato (completamente ignara dell'esistenza di X e spesso anche di A)- la ditta A si accorge, a volte a distanza di anni, che Y a qualcosa lontanamente e vagamente assomigliante alla sua tecnologia X, apre un polveroso archivio e ne tira fuori il brevetto di allora e pensa di rifarsi delle spese di quella ricerca (che non aveva mai fruttato) facendo causa a Bmorale: bisognerebbe che i brevetti fossero impugnabili solo se si può dimostrare (o c'è un fondato sospetto, poi sarà la polizia a fare gli accertamenti) che chi viola il brevetto ha effettivamente utilizzato la mia tecnologia e non l'ha semplicemente reinventata da capo (questo per me è libero mercato: io studio una cosa e la realizzo, tu la rifai da capo, senza copiare, se la fai meglio, sei più bravo!)
    • Anonimo scrive:
      Re: onere della prova
      Ma infatti è proprio come hai descritto tu. Sta storia francamente ha stancato... hanno proprio rotto le palle ste aziendine del cappero che se ne escono con la storia dei brevetti violati, solo per spillare soldi.In fondo, sta marca chi l'ha mai sentita nominare per la qualità dei suoi prodotti? Io no...
      • Anonimo scrive:
        Re: onere della prova
        lavori al pentagono ?i brevetti violati sono tecnologia militare e i militari non vogliono che la tecnologia vada sul mercatoquindi Honeywell non ha fatto altro che stare agli accordiovvio che se la tecnologia finisce sul mercato per un altra strada si rifannoma di chi e' la colpa di tutto cio ?di chi permette che i militari abbiano la tecnologia a propio uso e consumotra l'altro e' una di quelle aziende di bin laden che investe nel settore delle armi in usa e si fa gestire i suoi affari da BUSHbrevetti,drm,copyright una cose da eliminare
      • Anonimo scrive:
        Re: onere della prova

        Ma infatti è proprio come hai
        descritto tu. Sta storia francamente ha
        stancato... hanno proprio rotto le palle su questo sono pienamente d'accordo con il primo post. Un conto e' *rubare* un'idea (e quel caso deve essere punito), un altro e' ricercare per proprio conto, a proprie spese per giungere a conclusioni simili.
        ste
        aziendine del cappero che se ne escono con
        la storia dei brevetti violati, solo per
        spillare soldi....cmq per la cronaca la Honeywell non e' un "aziendina del cappero", ma uno dei leader mondiali nel settore
        In fondo, sta marca chi l'ha mai sentita
        nominare per la qualità dei suoi
        prodotti? Io no...certo che se i tuoi interessi sono giocare Doom-III non utilizzerai mai un prodotto Honeywell.La Honeywell fa avionica. La qualita' dei suoi prodotti la puoi verificare tutte le volte che prendi un aereo, quasi tutti utilizzano almeno uno dei suoi prodotti. Se non ti schianti vuol dire che la qualita' dei loro prodotti e' buona :DAerei di linea, aerei militari, gli ultimi Space Shuttle e anche aerei d'aviazione generale montano strumentazione Honeywell ( guarda che bel cockpit futuro: http://www.grob-aerospace.de/picture.php4?picture=APEX_GROB_G160_Cockpit1.jpg)Fino a relativamente pochi anni fa gli schermi degli aerei erano esclusivamente CRT, mentre solo da poco si e' passati agli LCD, immagino proprio per ragioni di luminosita' angolo di visuale etc...quindi ricerca sicuramente ne hanno fatta
  • Anonimo scrive:
    Peccato!!
    Accidenti, PI poteva mettere al posto di Honeywell Microsoft ed invece Honeywell al posto di Ballmar (qaulche notizia dopo), sai qaunti accessi in più alle pagine!Non lo dico contro PI, affermo questo perchè ormai i frequentatori di PI sono quasi solamente detrattori MS e notizie importanti come queste non sono neppure commentate solamente perchè non c'è scritto Microsoft da nessuna parte, che vergogna.
    • Anonimo scrive:
      Re: Peccato!!

      queste non sono neppure
      commentate solamente perchè non
      c'è scritto Microsoft da nessuna
      parte.Quello sulla Kodak invece é stato invece commentato molto, eppure non mi pare che la Kodak sia odiata quanto Microsoft o centrasse la microsoft...Probabilmente dipende dal fatto che é un brevetto su una loro scoperta tecnica e non su una idea, il che la rende meno suscettibile di critiche.In più, osserva i (pochi) commenti alle notizie in cui la MS annuncia l'uscita di suoi programmi open source e confrontali con gli altri e cerca di capire CHI manca in quei commenti... Capirai perché si crea l'enorme mole di commenti da te citati...
  • Anonimo scrive:
    Brevetto a breve durata e reale
    Brevetti una tecnologia? Hai Scoperto qualcosa di nuovo ?Bravo, bene, che meraviglia !!!Punto 1Il tuo è un brevetto reale ? cioè descrive qualcosa che hai costruito o e solo teorico ? se è solo teorico, vai a cagare (l'ultima frase la vorrei brevettare, si puo? :) )Punto 2Non hai niente di pronto ma riesci a sviluppare qualcosa nei prossimi 2 anni? , ok.Dopo 10-12 anni salti fuori che hai brevettato un qualcosa che richiama magari lontanamente una tecnologia utilizzata, sviluppata, e consolidata da altre ditte, e ne pretendi i diritti ? vai a cagare (vedi sopra)Punto 3Dopo 5-6 anni il tuo brevetto dovrà essere considerato comunque esaurito e le tue tecnologie dovranno essere pubblicate interamente in modo che tutti ne possano usufruire.Risultato:Nessuno brevetterebbe concetti teorici e astrusi.I brevetti sarebbero fatti su innovazioni tecnologiche già pronte, e chi le sviluppa per primo vince (regola di mercato).Nessuno potrebbe rivendicare brevetti vecchi di secoli perche 15 anni fà si è svegliato con un idea innovativa (a quei tempi) ma non poteva ne svilupparla ne provare se funzionasse realmente, aveva solo i oldi per la marca da bollo utile per registrare il brevetto.In ultimo l'impossibilità assoluta di registrare una ben che minima riga di codice software.Arrivi per primo, bravo, scrivi compili e vendi il tuo prodotto innovativo.Qualcuno dopo di te arriva alla stessa soluzione ? vuol dire che è un'ottima soluzione, bravo.Qualcuno forse inventerà qualcos'altro sviluppando la tua idea e quindi il consumantore avrà uno strumento efficiente, economico, sempre innovativo ...
    • Anonimo scrive:
      Re: Brevetto a breve durata e reale
      In effetti con 6 milioni di brevetti registrati in USA sarà il caso di rendere le regole più rigide.Un dubbio mi rimane. Le società che hanno sviluppato quella tecnologia sicuramente avranno depositato i loro brevetti... possibile che nessuno si sia accorto che un brevetto simile già esisteva?
      • Anonimo scrive:
        Re: Brevetto a breve durata e reale
        - Scritto da: Anonimo
        In effetti con 6 milioni di brevetti
        registrati in USA sarà il caso di
        rendere le regole più rigide.

        Un dubbio mi rimane. Le società che
        hanno sviluppato quella tecnologia
        sicuramente avranno depositato i loro
        brevetti... possibile che nessuno si sia
        accorto che un brevetto simile già
        esisteva?Ti sei risposto da solo, mi pare.Immagina cosa vuol dire cercare tra 6 milioni di brevetti tutti quelli che 'potrebbero' interessarti?
        • Anonimo scrive:
          Re: Brevetto a breve durata e reale

          Ti sei risposto da solo, mi pare.
          Immagina cosa vuol dire cercare tra 6
          milioni di brevetti tutti quelli che
          'potrebbero' interessarti?E i computer a cosa sevono?Allo sportello brevetti digitano LCD e vedono che hanno già brevettato.D'altra parte é il loro lavoro controllare.O li pagano per mangiar ciambelle e porre timbri?Che organizzazione del cavolo.
  • Anonimo scrive:
    brava Honeywell magari lo avessi
    brevettato io lcd.ha investito in ricerca e ora ne gode i frutti, e con essa tutti i suoi dipendenti, azionisti ecc..questo e il vero mercato altro che l'open niente
    • Anonimo scrive:
      Re: brava Honeywell magari lo avessi
      - Scritto da: Anonimo
      brevettato io lcd.
      ha investito in ricerca e ora ne gode i
      frutti, e con essa tutti i suoi dipendenti,
      azionisti ecc..

      questo e il vero mercato altro che l'open
      nienteInfatti l'IBM e la Novel le vedo molto scoraggiate sull'uso dell'opensource...E infatti poche settimane fa l'IBM ha cominciato ad assumere altro personale grazie allo sviluppo del mercato opensource.
  • Anonimo scrive:
    Honeywell sei grande, sai perchè?
    Honeywell ha fatto una cosa giustissima!Davvero!Sono Entusiasta!Spero con tutto il cuore che sta storia finisca in tribunale e la honeywell si becchi una cifra esorbitante di dollari!!!Dopotutto l' "idea" è loro no?FORSE MAGARI CHISSA' , dopo il processo, un bel giorno, qualcuno si renderà conto che questa storia dei brevetti è come una rulette russa, non si sa bene chi ma qualcuno di certo se la prende sempre nel cul@. E' vero che in fin dei conti siamo sempre noi a pagare, ma se davvero (come penso) il mondo è governato dalle multinazionali e non dai governi, è a loro che bisogna rompere i cogli@ni.Una storia come questa crea molti danni alle multinazionali interessate, e ogni nuova società di grosso calibro che viene coinvolta in pasticci burocratici come qiesto mi riempie sempre di gioia.Spero che un giorno a forza di batoste multimilionarie qualcuno si decida a eliminare questo tipo di brevetti, e a favorire finalmente lo sviluppo per tutti.Anche perchè , tutto sommato, se un alieno guardasse il mondo da fuori, lo troverebbe senz'altro comico!Direbbe:Ma guarda un pò che strani questi umani, si stanno tagliando i cogli@ni da soli...macchè, ci sono o ci fanno?Senz'altro la situazione appare comunque buffa non credete?Non si sa bene se ridere o piangere...
    • Anonimo scrive:
      Re: Honeywell sei grande, sai perchè?
      Postulato: Il mondo appartiene ai grossi coli. :|Comitato "facciamo qualcosa"Osso di Seppia
  • Anonimo scrive:
    violare brevvetti, io direi
    scusa ma l'innovazione? dove la mettiamo? se fosse stata brevettata la ruota avremo le ruote quadrate? o kosa? ok si fa pagare ma poi li fa lui i monitor lcd?ma ke kazzate brevetti, pura follia, come le majorp.s. il mondo cambia o cambiano pure loro o soccombononn possono essere milioni ad adeguarsi a poki ma poki a milioni, e vero i solid fanno potere, ma i soldi ed il potere è poko contro milioni di persone che nn ne possono + di questi sopprusi:@
    • Anonimo scrive:
      Re: violare brevvetti, io direi
      - Scritto da: Anonimo
      scusa ma l'innovazione? dove la mettiamo? se
      fosse stata brevettata la ruota avremo le
      ruote quadrate? o kosa? ok si fa pagare ma
      poi li fa lui i monitor lcd?

      ma ke kazzate brevetti, pura follia, come le
      major

      p.s. il mondo cambia o cambiano pure loro o
      soccombono

      nn possono essere milioni ad adeguarsi a
      poki ma poki a milioni, e vero i solid fanno
      potere, ma i soldi ed il potere è
      poko contro milioni di persone che nn ne
      possono + di questi sopprusi:@E' più facile che soccombano quelli che scrivono "k" al posto di "c"....
      • Anonimo scrive:
        Re: violare brevvetti, io direi
        - Scritto da: Anonimo

        E' più facile che soccombano quelli
        che scrivono "k" al posto di "c"....Dipende, se ti trovi alle spalle a sorpresa uno che ha un AK47, soccombi tu...Salutoni da GiGiO
        • avvelenato scrive:
          Re: violare brevvetti, io direi
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: Anonimo



          E' più facile che soccombano
          quelli

          che scrivono "k" al posto di "c"....

          Dipende, se ti trovi alle spalle a sorpresa
          uno che ha un AK47, soccombi tu...

          Salutoni da GiGiO..se lo sa usare.
    • Anonimo scrive:
      Re: violare brevvetti, io direi
      - Scritto da: Anonimo
      scusa ma l'innovazione? dove la mettiamo? se
      fosse stata brevettata la ruota avremo le
      ruote quadrate? o kosa? ok si fa pagare ma
      poi li fa lui i monitor lcd?

      ma ke kazzate brevetti, pura follia, come le
      major

      p.s. il mondo cambia o cambiano pure loro o
      soccombono

      nn possono essere milioni ad adeguarsi a
      poki ma poki a milioni, e vero i solid fanno
      potere, ma i soldi ed il potere è
      poko contro milioni di persone che nn ne
      possono + di questi sopprusi:@Concordo su tutto. Ci è andata di culo che il primo essere umano non abbia brevettato il modo di respirare
  • Anonimo scrive:
    ormai è stato brevettato quasi tutto
    quindi, facendo un discorso più generale, imho si tratta solo di aspettare che una tecnologia molto simile prenda piede nel mercato e poi "ricordarsi" di avere un certo brevettino nel cassetto per sguinzagliare gli avvocati... se va male beh, "ce abbiamo provato" altrimenti inizia la mungitura :(Che mondo tristePS: anche perchè brevettare un'idea più o meno vaga e poi riscuotere quando qualcun'altro (che magari ci è arrivato da sè) la applica è moooolto meno costoso che *produrre*, in termini di ricerca, sviluppo, costruzione di fabbriche etc
  • Anonimo scrive:
    parassiti extraterrestri
    Sara' andata cosi'?1992 Honeywell ottiene sto brevetto.Il giorno dopo l'azienda si trasferisce su Marte."Andiamo a farci una gita sul pianeta rosso...Diciamo una decina di anni. Tanto l'LCD non fa figo, abbiamo brevettato una tecnologia non interessante a breve termine..."8)2004 Passati piu' di 10 anni tornano sulla Terra e dicono..."Toh, il mercato LCD e' aumentato esponezialmente...ma... un attimo...noi abbiamo un brevetto alla base di molti dispositivi elettronici... e nonostante non abbiamo investito in ricerca durante questi anni, le altre aziende l'hanno gia' fatta per noi...che fortuna!"...si, deve essere senz'altro andata cosi':s
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