Telelavoro? Una rosa con le spine

Molti nuovi commenti su una questione centrale dell'era tecnologica. Ma telelavorare è davvero per tutti? E le imprese italiane sono pronte per il grande salto?


Roma – Sull’articolo di Alberigo Massucci L’ora della telerevolution che condivido pienamente mi vorrei soffermare sull’altra faccia della medaglia. Sono tre anni che come libero professionista lavoro quasi esclusivamente via internet e anche prima, sporadicamente, pur avendo una semplice connessione modem, facevo progetti su server web in giro per il mondo (via ssh).
Questo semplicemente per dire che la banda e la tecnologia sono importanti ma non necessarie per svolgere alcune attività di telelavoro.

Penso che i punti fondamentali che bloccano il diffondersi del telelavoro siano altri:

1) In una società basata sul consumismo cosa vuol dire economicamente fare in modo che una persona possa lavorare da casa senza dover andare in ufficio?
Eliminare il viaggio casa-ufficio con relativi consumi carburante, deperimento mezzo, eventuali costi parcheggio ed eventuali utilizzi dei mezzi pubblici.
Eliminare la prima colazione e il pranzo più varie consumazioni alle macchinette distributrici.
Eliminare la necessità in azienda di un posto fisso con relative spese a contorno (computer, cablaggio, cancelleria, telefono,…) e di conseguenza la possibilità di utilizzare una sede più piccola.
Moltiplicate il tutto per 10, 100, 1000, 10000…

Un’economia basata sui telelavoratori porterebbe al tracollo dell’economia attuale per bar, mense, aziende di macchinette distributrici, aziende immobiliari, servizi pubblici, meccanici, carrozzieri… Inoltre se si entra nell’ottica di usare telelavoratori, perché utilizzarli italiani?

2) Ammettiamo che quanto descritto nel punto 1) sia insignificante. Bisogna passare dal concetto di “lavoro ad ore” al concetto di “lavoro per progetto”. Le aziende medio piccole italiane non sanno lavorare per progetto (e poche di quelle grandi). E’ oggi inconcepibile pensare di dire “hai XXX giorni di tempo per fare questa attività, se ci metti meno meglio per te”. Il “padrone” italiano ha bisogno di controllare anche visivamente l’operato del proprio dipendente.

Inoltre:
3) Lavorare da casa è per pochissimi. Richiede una pianificazione personale, un’autoregolamentazione ed una capacità di concentrazione non indifferenti. Anche le persone che ruotano attorno fanno fatica a capire che stai lavorando, anche se da casa. Le possibili distrazioni sono ovunque, soprattutto se si hanno figli piccoli. Inoltre alcune persone non sono capaci di stare da sole, hanno bisogno delle quattro chiacchiere con il collega, del caffè in gruppo, del mangiare assieme, del semplice uscire di casa.

Fabrizio Pivari
Pivari.com

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  • lordream scrive:
    Re: Soluzione?
    trovo un bug in un programma proprietario?.. cerco l'errore e mi scrivo l'exploit.. etico?.. giusto?.. inutile?.. un lungo braccio di ferro tra bughunter e lobby
  • MisterEmme scrive:
    Esempio di Marketing
    Oculata scelta dei reponsabili del marketing di Tegam.Hanno sollevato un polverone tanto che ora tutto il mondo sapra' l'unica cosa che gli sta a cuore:che l'antivirus in questione e' una BUFALA,.La ditta ha MENTITO. ai suoi 'clienti'.Ma cosa sperano di ottenere di buono da questo processo?Boh....
  • sterlina scrive:
    Re: leggi assurde
    - Scritto da: Anonimo
    Proibire il reverse engineering è
    come dire che non posso smontare il
    tostapane che mi sono appena comprato per
    vedere come è fatto dentro. Leggi
    liberticide volute dalle grandi aziende per
    tagliare le gambe alle piccole.

    CYAnon proprio, quando apri il tostapane viene a cadere la garanzia, e soprattutto con il tostapane non puoi fare un copia-incolla e rivenderlo.inoltre: se compri qualcosa accettando la licenza d'uso, devi rispettarla. Se non la vuoi nessuno ti obbliga a comprare quel software, ma non puoi prima essere d'accordo e poi violare le regole.detto questo, personalmente preferirei che il codice sorgente di ogni software fosse accessibile a tutti. Magari anche protetto da vari copyright per impedire che chiunque ne faccia quello che gli pare, ma (ripeto: personalmente) ritengo che tutti dovrebbero vedere il sorgente.
  • Anonimo scrive:
    Re: Soluzione?
    - Scritto da: Anonimo


    Prendo virus anche se il mio
    antivirus

    era


    garantito 100%? Bene, voglio
    indietro i


    soldi. Me lo avevi venduto

    perchè mi


    avevi detto che non avrei preso
    nessun


    virus! E' pubblicita' ingannevole!

    Ehm...questo non funzionerebbe
    perché, come anche per le malattie
    esistono cure, ma non è detto che che
    queste ultime funzionino nel caso di nuove
    malattie, mutazioni dei virus ecc.
    Qui spezzo una lancia in favore dei
    produttori degli antivirus, ma concordo che
    dovrebbero moderare le loro affermazioni,
    altrimenti sarebbero veramente da multare
    per pubblicità ingannevole.Si, chiaramente, infatti nel caso parlavo appunto di pubblicita' ingannevole, non di danni (non esiste un prodotto garantito 100% nel software) ;)Il fatto è che è molto facile per il rivenditore parlare di "prodotto 100%", già un prodotto che si presenta così è pubblicita' ingannevole.In altri ambiti, facci caso, nessuno si sbilancia così. Nessun produttore di antifurto ti dice "Il nostro antifurto è sicuro 100%!" perchè sanno che qualsiasi antifurto può essere superato.Nel software invece sparano ca**ate, che gliene frega? Se poi è una ciofeca tanto non sono responsabili.
  • Anonimo scrive:
    Re: Soluzione?
    - Scritto da: Anonimo
    Purtroppo non funziona, se guardi bene, su
    tutte le licenze che devono essere accettate
    per l'uso del prodotto c'è scritto
    che i produttori si astengono da qualsiasi
    responsabilità e che eventuali danni
    non possono essere loro imputati. In pratica
    capiti quello che capiti, chi paga sei tu.
    Quindi anche se li porti davanti a un
    giudice avresti semplicemente torto, se usi
    il loro software, ti sobbarchi pure l'onere
    di correggere/pagare eventuali danni.Si, lo so! Ma è proprio quello che mi chiedevo (sono quello del post iniziale) perchè per il software proprietario questo non deve valere, se è un mero prodotto?Non posso vedere cosa c'è dentro? Beh allora devo comprare a scatola chiusa, e fidarmi di quello che dice il rivenditore.Ma se poi non funziona? Beh con chi me la prendo?Legalmente, chi acquista software proprietario dovrebbe essere più tutelato. Le leggi a riguardo per gli altri prodotti non le hanno certo fatte i rivenditori, sono state imposte: facciamo sì che vengano imposte anche per il software!
  • SyS64738 scrive:
    Re: Ci vuole un database.
    Concordo in pieno
  • Sandro kensan scrive:
    Re: leggi assurde
    - Scritto da: Anonimo
    Proibire il reverse engineering è
    come dire che non posso smontare il
    tostapane che mi sono appena comprato per
    vedere come è fatto dentro. Leggi
    liberticide volute dalle grandi aziende per
    tagliare le gambe alle piccole.Direi che in ballo c'è molto di più che la salute delle piccole aziende, in ballo ci sono gli spazi di libertà personali, un modo di vedere la libertà che confligge con la capacità di incrementare il PIL (prodotto interno lordo).La scelta che più volte l'anno ci viene proposta è se scegliamo la libertà oppure la sicurezza, la giustizia, il buon nome, ecc, ecc.La libertà ha un valore interiore, il resto ha quasi sempre implicazioni economiche, appunto aumenta il PIL.Questo è un caso, i brevetti software è un altro, le leggi antiterrorismo espandono le capacità economiche delle aziende (vedi Amanda e il P2P), oppure un controllo maggiore dei terroristi permette di operare più duramente nei paesi deboli con ricchezze da sfruttare. Credo che gli esempi possano essere tanti.
  • Anonimo scrive:
    Re: falsa la pubblicita' : frode?
    Altro che ECDL, qua ci vuole un corso d'italiano! :D

    Beh, se il ladro è migliardario
    penso

    proprio che un tribunale che ti
    condanna lo

    trova pure. In fondo sono solo i soldi
    che

    contano. E quando i ladri riescono a
    farsi

    le leggi che vogliono per essere
    protetti

    non posso proprio immaginare cos'altro

    può capitare.

    Con questo non intendo criticare
    nessuno in

    particolare e tutti in generale,

    perchè purtroppo è una
    pratica

    comune tra le grandi aziende e i grandi

    ricchi. L'ultima volta che il popolo se

    n'è accorto è capitato un

    finimondo chiamato Rivoluzione Francese,

    chissà cosa capiterà
    stavolta

    visto che questo sistema è

    globalizzato.

    Migliardario?...
    Allora stasera mi riguardo "Il milio verde",
    và...
    ;)
  • Anonimo scrive:
    La volta prossima ....
    i bug li segnala sui circuiti virus e spam.Ci guadagna di più e sfotte la casa prosuttrice dell' antivirus.Incredibile i coxlioni che girano nelle software house .......
  • Sandro kensan scrive:
    Re: Soluzione?
    - Scritto da: Anonimo
    L'unico consiglio che posso dare ai bug
    hunter è di non fare più nulla
    per il software proprietario e di
    concentrarsi sul software libero.Questo è sbagliato e controproducente. Se passa il concetto che non c'è libertà di guardare dentro un programma, si sposta il limite delle imposizioni del sw proprietario un passo più il la.Di passo in passo siamo arrivati ai brevetti software in America e a un passo dall'approvazione in Europa, stiamo andando verso la data retention e a sistemi per il controllo degli internauti. Faccio un calderone per evidenziare che c'è un movimento di fondo che rosica ogni giorno spazi di libertà e confina il sw libero in spazi sempre più angusti.
  • Anonimo scrive:
    Re: Soluzione?


    Soluzione? Dovremmo esigere la

    responsabilita' oggettiva, e la
    possibilita'

    di essere rimborsati in caso di
    pubblicita'

    ingannevole.Concordo.

    Perdo dati se windows ha dei bug? Bene,

    allora voglio essere risarcito,

    perchè windows non è buon

    prodotto e mi ha causato dei danni.
    Eppure

    mi avevano detto che era più
    stabile,

    più sicuro... e siccome non posso

    correggerlo io o pagare qualcuno che me
    lo

    corregga, allora o funziona, o se non

    funziona e mi causa danni mi rimborsi.Concordo.

    Prendo virus anche se il mio antivirus
    era

    garantito 100%? Bene, voglio indietro i

    soldi. Me lo avevi venduto
    perchè mi

    avevi detto che non avrei preso nessun

    virus! E' pubblicita' ingannevole!Ehm...questo non funzionerebbe perché, come anche per le malattie esistono cure, ma non è detto che che queste ultime funzionino nel caso di nuove malattie, mutazioni dei virus ecc.Qui spezzo una lancia in favore dei produttori degli antivirus, ma concordo che dovrebbero moderare le loro affermazioni, altrimenti sarebbero veramente da multare per pubblicità ingannevole.

    consideriamo il software solo come

    "prodotto", e facciamoci rimborsare
    quando

    non funziona.E qui hai toccato il punto chiave. Per pura ignoranza nostra e dei nostri legislatori quelle "cose" vengono considerate "licenze" mentre a tutti gli effetti si tratta di "prodotti". Posso considerare concesso in licenza un software comprensivo di codice sorgente, ma la scatola chiusa di software proprietario veramente no. Qui sarebbe da informare quegli ignoranti dei nostri legislatori affinché il software chiuso venga chiaramente definito come "prodotto" con tutte le conseguenze che quello comporta come prima il rimborso nel caso del prodotto diffettoso. Inoltre, basta con quelle cavolate di software OEM legato a un computer. Se io da un computer bruciato posso salvare una scheda di rete, scheda audio, cavo IDE (tutti prodotti) ecc, posso anche installare software che c'era sul nuovo computer. Come prodotto posso rivendere il Windows che ho acquistato con il mio portatile a chi lo vuole visto che io non ne ho bisogno.Dite che il software non è una cosa tangibile e per questo non può essere considerato prodotto? Bene, anche l'energia elettrica non è tangibile, ma è cosiderata un prodotto. Carte di credito e conti correnti sono PRODOTTI bancari. Per usare la carta di credito non c'è nemmeno bisogno di quel supporto di plastica in quanto posso acquistare via internet o per corrispondenza indicando solo gli estremi della carta.Così anche il software senza il codice sorgente deve essere considerato prodotto e deve essere chiarito questo con le leggi. Comunque, penso che i produttori del software chiuso si guarderebbero bene dal finire in un tribunale dove si discute di questo. Sicuramente cercherebbero di trattare in un accordo extragiudiziale prima di finire in aula, per evitare di finire in aula.
    Purtroppo non funziona, se guardi bene, su
    tutte le licenze che devono essere accettate
    per l'uso del prodotto c'è scritto
    che i produttori si astengono da qualsiasi
    responsabilità e che eventuali danni
    non possono essere loro imputati.Come ho detto, basta chiarire esplicitamente che non si tratta di licenze ma di prodotti. E penso che ci saranno delle battaglie in questa direzione, ma dobbiamo darci da fare anche noi.
    Quindi anche se li porti davanti a un
    giudice avresti semplicemente torto,Non sono tanto sicuro sai....i precedenti legali di questo tipo non mi sono noti, ma penso che l'"altro" si guarderebe bene dal permettre il pericolo che un precedente si crei...
    L'unica vera soluzione contro questi
    software è non usarli.Concordo pienamente!
    Anche il software libero non fornisce
    garanzie di funzionamento, ma almeno evito
    di pagarlo cifre assurde e quello che mi da
    non è dettato da qualche software
    house che vuole solo spennarmi quattrini per
    un prodotto comunque bacato.Parole sante.
    L'unico consiglio che posso dare ai bug
    hunter è di non fare più nulla
    per il software proprietario e di
    concentrarsi sul software libero. In fondo
    non sono mica pagati da queste software
    house, e se loro non riconoscono neppure la
    validità del loro lavoro, che
    rimangano nella loro m.... e se un cracker
    scopre una bella falla allora ci sarà
    veramente da ridere.Parole santissime. Piuttosto che perdere tempo dietro i PRODOTTI baccati, poteva creare qualcosa di suo e di utile a tutti.
  • Anonimo scrive:
    leggi assurde
    Proibire il reverse engineering è come dire che non posso smontare il tostapane che mi sono appena comprato per vedere come è fatto dentro. Leggi liberticide volute dalle grandi aziende per tagliare le gambe alle piccole.CYA
  • Anonimo scrive:
    Bravo
    L'intervento + serio della giornata.CYA
  • Anonimo scrive:
    Re: Hanno ragione
    - Scritto da: rem

    L'unico appunto,puo' al limite essere
    mosso sull'etica del
    comportamento,avrebbe al limite,ma proprio
    al limite,prima
    dovuto avvisare i produttori,per farli
    correre ai ripari,questo sarebbe stato
    piu' nobile"Che nobile creatura... una qualità che a volte ci fa difetto".Regina Borg, "Primo Contatto"
  • Anonimo scrive:
    Re: falsa la pubblicita' : frode?
    - Scritto da: Anonimo

    - Scritto da: Anonimo

    Ma se la ditta ha pubblicizzato
    informazioni

    risultate

    false, e non solo, il prodotto ha

    manifestato errori

    anche peggiori, che non le semplici

    informazioni

    false, perche' ora non sono loro
    davanti ad

    un tribunale

    a rispondere di come e perche' questo e'

    accaduto?



    Da come descrive la cosa l'articolo e''
    come

    se rubi

    ad un ladro, e lui ti trascina in
    tribunale

    per furto di

    merce rubata.



    O l'articolo manca di qualche
    informazione,

    o siamo

    messi male......

    Beh, se il ladro è migliardario penso
    proprio che un tribunale che ti condanna lo
    trova pure. In fondo sono solo i soldi che
    contano. E quando i ladri riescono a farsi
    le leggi che vogliono per essere protetti
    non posso proprio immaginare cos'altro
    può capitare.
    Con questo non intendo criticare nessuno in
    particolare e tutti in generale,
    perchè purtroppo è una pratica
    comune tra le grandi aziende e i grandi
    ricchi. L'ultima volta che il popolo se
    n'è accorto è capitato un
    finimondo chiamato Rivoluzione Francese,
    chissà cosa capiterà stavolta
    visto che questo sistema è
    globalizzato.Migliardario?...Allora stasera mi riguardo "Il milio verde", và...;)
  • Anonimo scrive:
    Dura lex sed lex... o no?
    Giusto o sbagliato che sia dal punto di vista tecnico, resta il fatto che il cracckone ha violato una legge e se non viene punito almeno per il minimo che gli spetta, si rischia di vere i copyright infranti uno dopo l'altro...Se a qualcuno non sta bene il software closed, che non lo compri... in fondo per vedere se riconosceva tutti i virus non era necessario fare il reverse engineer... il cracckone ha solo voluto infangare l'azienda andando a caccia di bugs e precipitandosi alla pubblicazione selvaggia degli stessi sul web...Come minimo una spermulta gli sta bene... e il divieto di smanettare per un po' non guasterebbe...
  • rem scrive:
    Re: Hanno ragione
    - Scritto da: JackMauro
    hanno perfettamente ragione a condannarlo,
    un tal mostro che si è messo a
    studiare come funziona nel minimo dettaglio
    il software che ha pagato, si... solo
    pagato, non acquistato... Non aveva nessun
    diritto di uscire dagli schemi commerciali
    di chi ha preso i suoi soldi... in cambio
    della licenza d'uso di un software
    così ben fatto e privo di bug come
    windows... possibile che non si fidasse di
    una ditta così famosa per
    stabilità e sicurezza dei suoi
    prodotti come microsoft? e poi tanto basta
    fare windows update per tenere tutto a
    posto..
    E al massimo accendere un cero nella
    speranza che i suoi dati non andassero
    persi...

    --
    Jack
    jack.logicalsystems.it/homepage E si' e' proprio un criminale,e che cavolo pretendiamo?di installare software sicuro e conforme alle dichiarazioni dei produttori?Oltretutto tanto imbecilli da denunciare e farsi pubblicita' negativa in pompa magna,chi al limite gli ha pure risparmiato tempo allo staff tecnico per rilevare dei bug,che sinceramente pongono nella condizione di illegalita'(frode,false dichiarazioni,etc etc)la software housepiu' che l'imputato.L'unico appunto,puo' al limite essere mosso sull'etica del comportamento,avrebbe al limite,ma proprio al limite,primadovuto avvisare i produttori,per farli correre ai ripari,questo sarebbe stato piu' nobile
  • Anonimo scrive:
    falsa la pubblicita' : frode?
    Ma se la ditta ha pubblicizzato informazioni risultatefalse, e non solo, il prodotto ha manifestato errorianche peggiori, che non le semplici informazionifalse, perche' ora non sono loro davanti ad un tribunalea rispondere di come e perche' questo e' accaduto?Da come descrive la cosa l'articolo e'' come se rubi ad un ladro, e lui ti trascina in tribunale per furto di merce rubata.O l'articolo manca di qualche informazione, o siamomessi male......
    • Anonimo scrive:
      Re: falsa la pubblicita' : frode?
      - Scritto da: Anonimo
      Ma se la ditta ha pubblicizzato informazioni
      risultate
      false, e non solo, il prodotto ha
      manifestato errori
      anche peggiori, che non le semplici
      informazioni
      false, perche' ora non sono loro davanti ad
      un tribunale
      a rispondere di come e perche' questo e'
      accaduto?

      Da come descrive la cosa l'articolo e'' come
      se rubi
      ad un ladro, e lui ti trascina in tribunale
      per furto di
      merce rubata.

      O l'articolo manca di qualche informazione,
      o siamo
      messi male......Beh, se il ladro è migliardario penso proprio che un tribunale che ti condanna lo trova pure. In fondo sono solo i soldi che contano. E quando i ladri riescono a farsi le leggi che vogliono per essere protetti non posso proprio immaginare cos'altro può capitare.Con questo non intendo criticare nessuno in particolare e tutti in generale, perchè purtroppo è una pratica comune tra le grandi aziende e i grandi ricchi. L'ultima volta che il popolo se n'è accorto è capitato un finimondo chiamato Rivoluzione Francese, chissà cosa capiterà stavolta visto che questo sistema è globalizzato.
  • Anonimo scrive:
    Re: FORD
  • Anonimo scrive:
    Re: FORD
    - Scritto da: Anonimo
    queste
    multinazionali dell' impero del maleDì ben su, ma da quale cartone animato sei sbucato fuori ? :D ROFLASTC
  • Anonimo scrive:
    FORD
  • JackMauro scrive:
    Hanno ragione
    hanno perfettamente ragione a condannarlo, un tal mostro che si è messo a studiare come funziona nel minimo dettaglio il software che ha pagato, si... solo pagato, non acquistato... Non aveva nessun diritto di uscire dagli schemi commerciali di chi ha preso i suoi soldi... in cambio della licenza d'uso di un software così ben fatto e privo di bug come windows... possibile che non si fidasse di una ditta così famosa per stabilità e sicurezza dei suoi prodotti come microsoft? e poi tanto basta fare windows update per tenere tutto a posto..E al massimo accendere un cero nella speranza che i suoi dati non andassero persi...--Jackhttp://jack.logicalsystems.it/homepage
  • Anonimo scrive:
    Re: Soluzione?
    Ha pienamente ragione !Tanto è vero che ogni volta che reinstallo la groviera icspì e mi capita la famosa schermata con scritto "Windows ora è più sicuro!" rido per non piangere. :'(Se non fosse che al momento non è prevista una legge di questo tipo e quindi porterebbe danno più alle persone normali che alle SH sarebbe da consigliare ai bug hunter di NON RENDERE NOTI A QUESTE i bug dei loro Sw ma direttamente ai cracker così da far piovere sulal testa delle SH fior di denuncie per smarrimento di dati così la smetteranno di prendere in giro chi li mantiene....
  • Anonimo scrive:
    Re: Ci vuole un database.
    Che dire? Sono d'accordo. Chi sbaglia deve pagare. Magari si rallenta di due anni l'uscita dell'ultima versione dell'antivirus (vale cmq anche per tutto l'altro SW) ma quello che c'è in giro DEVE funzionare bene anche se non ha l'ultima tecnologia disponibile e le manfrine grafiche che sembrano essere cosi' tanto in voga durante gli aggiornamenti (ad es: diskeeper7 e diskeeper8)
  • Anonimo scrive:
    Soluzione?
    Innanzitutto, la mia solidarieta' alla persona.Poi, una provocazione: visto che ormai chi fa ricerca di bug rischia davvero grosso, vedere cosa è successo ad un ricercatore italiano Vs GameSpy, allora facciamo così: le leggi sul copyright ci sono, inutile negarlo, le hanno fatte loro in modo che chiunque si azzardi a guardarci dentro possa essere incriminato. Inutile combattere contro chi ha la legge dalla sua.Soluzione? Dovremmo esigere la responsabilita' oggettiva, e la possibilita' di essere rimborsati in caso di pubblicita' ingannevole.Perdo dati se windows ha dei bug? Bene, allora voglio essere risarcito, perchè windows non è buon prodotto e mi ha causato dei danni. Eppure mi avevano detto che era più stabile, più sicuro... e siccome non posso correggerlo io o pagare qualcuno che me lo corregga, allora o funziona, o se non funziona e mi causa danni mi rimborsi.Prendo virus anche se il mio antivirus era garantito 100%? Bene, voglio indietro i soldi. Me lo avevi venduto perchè mi avevi detto che non avrei preso nessun virus! E' pubblicita' ingannevole!Facciamo così, e vediamone gli effetti.Se chi fa software proprietario non tollera queste ingerenze, allora diamogli ragione, consideriamo il software solo come "prodotto", e facciamoci rimborsare quando non funziona.Vorrei proprio vedere se a quel punto le aziende non sarebbero contente di avere uno che gli trova i bachi gratis.Alla faccia...P.S. L'antivirus sicuro 100% esiste davvero, poi (linux) (non ho resistito...)
    • Anonimo scrive:
      Re: Soluzione?
      - Scritto da: Anonimo
      Innanzitutto, la mia solidarieta' alla
      persona.

      Poi, una provocazione: visto che ormai chi
      fa ricerca di bug rischia davvero grosso,
      vedere cosa è successo ad un
      ricercatore italiano Vs GameSpy, allora
      facciamo così: le leggi sul copyright
      ci sono, inutile negarlo, le hanno fatte
      loro in modo che chiunque si azzardi a
      guardarci dentro possa essere incriminato.
      Inutile combattere contro chi ha la legge
      dalla sua.

      Soluzione? Dovremmo esigere la
      responsabilita' oggettiva, e la possibilita'
      di essere rimborsati in caso di pubblicita'
      ingannevole.

      Perdo dati se windows ha dei bug? Bene,
      allora voglio essere risarcito,
      perchè windows non è buon
      prodotto e mi ha causato dei danni. Eppure
      mi avevano detto che era più stabile,
      più sicuro... e siccome non posso
      correggerlo io o pagare qualcuno che me lo
      corregga, allora o funziona, o se non
      funziona e mi causa danni mi rimborsi.

      Prendo virus anche se il mio antivirus era
      garantito 100%? Bene, voglio indietro i
      soldi. Me lo avevi venduto perchè mi
      avevi detto che non avrei preso nessun
      virus! E' pubblicita' ingannevole!

      Facciamo così, e vediamone gli
      effetti.

      Se chi fa software proprietario non tollera
      queste ingerenze, allora diamogli ragione,
      consideriamo il software solo come
      "prodotto", e facciamoci rimborsare quando
      non funziona.

      Vorrei proprio vedere se a quel punto le
      aziende non sarebbero contente di avere uno
      che gli trova i bachi gratis.

      Alla faccia...

      P.S. L'antivirus sicuro 100% esiste davvero,
      poi (linux) (non ho resistito...)Purtroppo non funziona, se guardi bene, su tutte le licenze che devono essere accettate per l'uso del prodotto c'è scritto che i produttori si astengono da qualsiasi responsabilità e che eventuali danni non possono essere loro imputati. In pratica capiti quello che capiti, chi paga sei tu.Quindi anche se li porti davanti a un giudice avresti semplicemente torto, se usi il loro software, ti sobbarchi pure l'onere di correggere/pagare eventuali danni.L'unica vera soluzione contro questi software è non usarli. Io personalmente uso quasi esclusivamente software libero (fa eccezione il PC sul posto di lavoro dove a volte devo usare Windows+Office, ma meno dell'1% del tempo).Anche il software libero non fornisce garanzie di funzionamento, ma almeno evito di pagarlo cifre assurde e quello che mi da non è dettato da qualche software house che vuole solo spennarmi quattrini per un prodotto comunque bacato.L'unico consiglio che posso dare ai bug hunter è di non fare più nulla per il software proprietario e di concentrarsi sul software libero. In fondo non sono mica pagati da queste software house, e se loro non riconoscono neppure la validità del loro lavoro, che rimangano nella loro m.... e se un cracker scopre una bella falla allora ci sarà veramente da ridere.
  • Anonimo scrive:
    Ci vuole un database.
    Delle SW house guidate da figli di TEG@MI come TEGAM.A queste SW house si devono spulciare tutti i SW anche colreverse engineering, e le falle trovate si postano anonimamente, senza avvertirli e senza dare il periodo di grazia, devono saperlo cani e porci e loro scoprirle per ultimi, che le proteste e le richieste di danni degli utenti inferociti li seppelliscano e lascino senza un quattrino per poter perseguire chi ha avuto la dabbenaggine di testare gratis, anzi pagando, i loro prodotti al posto loro.Ma poi 'sta manfrina ha il coraggio di montarla un produttore di un antivirus fallato, ma si nascondano.Bast@rdi pezz&nti.
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