Thailandia, oscurato lo streaming di protesta

Il governo di Bangkok ha deciso di bloccare l'accesso a Justin.tv, la piattaforma dedicata alle dirette video. Alcuni dei suoi canali avevano dato voce al movimento rivoltoso delle camicie rosse

Roma – Si tratta di una sgradevole prima volta per Justin.tv , la piattaforma online dedicata allo streaming delle più svariate dirette video, frutto di un primo incontro faccia a faccia con l’agguerrito ecosistema della censura governativa. Le autorità della Thailandia hanno infatti temporaneamente bloccato l’accesso ai principali servizi del portale di San Francisco.

Gli utenti thailandesi sono stati quindi dirottati verso uno spazio web predisposto dalle stesse autorità di Bangkok , messo online per comunicare loro che l’accesso a Justin.tv è stato sospeso a causa di una situazione d’emergenza . Ovvero della sanguinosa rivolta scoppiata nel paese del sud-est asiatico, anche nota come movimento delle camicie rosse.

Un’aspra insurrezione nei confronti del potere centrale di Bangkok, montata già da tempo, ma che solo recentemente ha assunto tratti violenti. Justin.tv era diventata una delle piattaforme più sfruttate dagli oppositori per dare voce online al proprio dissenso . Dissenso incanalato in almeno un paio di finestre video sul sito californiano.

Un primo canale , gestito dal fronte unito thailandese per la democrazia contro la dittatura , ha totalizzato finora circa 250mila visioni. Un secondo si è piazzato invece sulle 180mila circa. “Tantissimi cittadini thailandesi – ha spiegato Evan Solomon, vicepresidente di Justin.tv – hanno utilizzato la nostra piattaforma per tenersi informati sulle proteste in corso nel loro paese”. Ora non potranno più farlo.

Mauro Vecchio

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

Chiudi i commenti