Tim Cook: innovare o morire

Una rara intervista al CEO di Apple. A cui si aggiungono le dichiarazioni di Jony Ive e Craig Federighi. Ce n'è per tutti: da Nokia a Google, da Microsoft a Samsung

Roma – “Non siamo nel business della robaccia”: Tim Cook, CEO di Apple, è piuttosto chiaro nella sua intervista al Businessweek . Cupertino è su piazza solo per la fetta più remunerativa e costosa del mercato, e proseguirà su questa strada: “Il marketshare di Apple è maggiore di quello di BMW o Mercedes o Porsche nel mercato delle automobili. Che c’è di sbagliato nell’essere BMW o Mercedes?”. È anche per questo che iPhone 5C non è economico come qualcuno si attendeva: Apple punta a produrre smartphone di lusso , più che status symbol dei prodotti che nell’immaginario della clientela siano associati a un’esperienza utente unica.

la copertina di businessweek dedicata a apple e tim cook È raro che la Mela si conceda ai giornalisti, e non è escluso che qualcuno potrebbe vedere il gesto come una mossa difensiva in un mercato che impone un grave fardello competitivo a Cook e colleghi: ma Apple si dichiara spavaldamente sicura dei propri mezzi, mettendo in bella mostra non tanto la fetta di mercato conquistata da iPhone e iPad (inevitabilmente cannibalizzata dall’offerta a basso costo di terminali Android), quanto la percentuale di attività online svolta con i device iOS . “Quando guardi ad aspetti come la soddisfazione del cliente e l’utilizzo, è lì che si misura la distanza considerevole tra Android e iOS” dice Cook, passando poi a rimarcare la problematica della frammentazione del sistema operativo concorrente (tesi rigettata dalla stessa Google nel corso della stessa intervista): “Si manifesta nello sviluppo, si manifesta alla gente che non può avere accesso a certe app. Si manifesta nei problemi di sicurezza perché non stai muovendo tutta la tua base utenti all’ultima versione, quindi devi tornare indietro a tappare buchi, e la gente non lo fa mai davvero seriamente”.

L’ascia cala anche su Nokia, di recente acquisita da Microsoft al termine di un percorso complesso che l’ha vista perdere la leadership di un mercato nel quale era leader incontrastata: “Credo sia un monito per tutti in questo mercato, devi continuare a innovare e se non lo fai sei morto”. Ive e Federighi spiegano a Businessweek quanto sia complesso non limitarsi ad aggiungere funzioni alla lista degli optional, e quanto sia invece necessaria collaborazione interna per riuscire a produrre una novità che conti : “Non cerchiamo prove esterne della bontà della nostra strategia, ma credo che si possa dire che ci sia un gran copiare, per modo di dire, la nostra strategia di cui le persone hanno riconosciuto l’importanza” chiosa Cook, riferendosi all’accordo Nokia-Microsoft ma anche a quello Google-Motorola. Curiosamente, nell’intera intervista non si fa alcuna menzione di brevetti e vertenze brevettuali , un tema che invece ha infiammato gli ultimi anni della sfida mobile.

Per il resto, Cook non è neppure preoccupato dalle montagne russe del titolo AAPL in Borsa : “Ne sono felice? No, non lo sono. Ma devi domandarti stai facendo la cosa giusta? ed è questo su cui mi concentro, invece di lasciare che sia qualcun altro o qualcosa come il mercato a decidere come mi debba sentire”. O, verrebbe da aggiungere, a decidere come e cosa Apple debba sviluppare per garantirsi un futuro prospero.

Luca Annunziata

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • prova123 scrive:
    Una bella torta ...
    ma chi sviluppa queste app riesce a campare una famiglia oppure è un lavoretto da fine settimana quando fuori piove ?. Chiariamoci: non mi interessa "quello che ..." altrimenti con il super enalotto si può guadagnare molto di più.
    • panda rossa scrive:
      Re: Una bella torta ...
      - Scritto da: prova123
      ma chi sviluppa queste app riesce a campare una
      famiglia oppure è un lavoretto da fine settimana
      quando fuori piove ?.Chi sviluppa non guadagna una bega di niente.Tutti i soldi finiscono nelle saccocce di chi gestisce lo store.Per questo se uno vuole sviluppare app, produce delle app gratuite.E siccome certi store chiedono comunque un pizzo che in confronto la mafia fa beneficenza, allora pure per il target non ci sono dubbi.
      Chiariamoci: non mi
      interessa "quello che ..." altrimenti con il
      super enalotto si può guadagnare molto di
      più.Se fai delle buone app, gratuite, che tutti si scaricano, poi lo puoi mettere sul curriculum e avvantaggiarti sul posto di lavoro.
  • ruppolo scrive:
    26 miliardi di dollari
    di cui 25,9 su AppStore 0,1 su Google Play.
Chiudi i commenti