TIM: il cellulare si comandi a voce

Con Loquendo, TIM promette che non si dovrà più toccare il telefonino per attivare una serie di servizi e contenuti. Occhio alla bolletta


Roma – Si chiama I-TIM Voice l’ultimo servizio varato da TIM che si avvale della tecnologia di Loquendo (Telecom Italia Lab) per consentire di “comandare” il cellulare con comandi vocali. Un servizio che parte ufficialmente oggi.

L’idea è quella di spingere gli utenti ad un uso più intensivo di servizi come news, meteo, concorsi a premi, informazioni sportive, cinema, oroscopi e ascolto di musica. Una “spinta” che potrebbe arrivare sull’onda della nuova tecnologia che permette all’utente di navigare tra i vari servizi con semplici comandi vocali.

“D’ora in poi – sostiene TIM – sarà possibile comandare il telefonino con la propria voce per selezionare i servizi presenti nel menu o richiedere informazioni, senza digitare nessun tasto. Si potrà, ad esempio, sapere tutto sul calcio e sui goal della squadra del cuore, si potranno avere le ultime notizie, ascoltare l’oroscopo o i brani musicali preferiti e dedicarli ad un amico, e molto altro ancora”.

Per avere i servizi di navigazione a voce si deve chiamare il numero 4444 e seguire il menù vocale.

I prossimi passi di I-TIM Voice, ha spiegato TIM, saranno nella direzione della navigazione “vocale” su siti Internet e wap e nella possibilità di utilizzare UNI.TIM per gestire le e-mail e gli SMS, le informazioni utili per chi viaggia.

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  • giulia scrive:
    come sono
    io penso di essere un idiota xè è da 6 giorni ke nn vado a scuola perchè ho avuto la febbre
  • Anonimo scrive:
    Correttissimo invece
    Sarò decisamente breve.Più o meno chi lavora nel settore e vede se e l'azienda per cui lavora come soggetto principale del rapporto di fornitura di servizi ICT (sistemisti, analisti e operatori help desk compresi...) sa meglio di chiunque che il guadagno atteso dalle borse di mezzo mondo oramai si ricava dal delta tra retribuzione e fornitura del servizio. La questione è che l'80% degli impiegati ha una retribuzione (non mi azzardo a parlare di contratti di consulenza, collaborazione e schifezza simili) pari se non inferiore ad un QUALSIASI lavoro impiegatizio. Nulla di stravolgente, fatto sta che chi offre professionalità in outsourcing (il vero cuore della è-conomy) punta inevitabilmente ad abbassare i costi: i salari. Ripeto che ancora non si è affrontato il problemone 'contratti fasulli' di finte collaborazioni vere schiavitù. Saluti
    • Anonimo scrive:
      Re: Correttissimo invece
      Sono d'accordo però mettiti nei panni delle aziende che forniscono servizi informatici.Devono vedersela con catene di vendita ( Vobis , Computer Union etc. ) che hanno dei prezzi di vendita ridotti al minimo (guarda caso il 20% in meno , ti dice qualcosa questo???) oppure con società di lavoro interinale che vendono dei "tecnici" a prezzi da cooperativa ( oddio non sarò blasfemo paragonandole ?? ).Inoltre le aziende che hanno bisogno di materiale o di personale informatico specializzato chissà perchè tendono a fare i contratti con chi gli fornisce il prezzo più a buon mercato e non con chi gli garantisce la maggior competenza.Una societa di servizi informatici che fa allora??...abbassa i prezzi e di conseguenza ( dato che non può pagare più di quello che introita) anche gli stipendi.Alzi la mano chi non ha cercato il computer al prezzo più basso possibile.E tanto per rincarare la dose ( discorso che ho già fatto una volta )rendiamoci conto che se noi in Italia guadagnamo poco??? nei paesi asiatici gli operai di aziende produttrici di materiale informatico vengono trattati come in Pakistan i bambini che fanno i palloni della Nike.Una volta tanto comprando qualcosa non pensiamo che se la paghiamo 2? di più il Berlusca o l'Agnelli della situazione diventa più ricco ma che magarai un lavoratore sarà pagato più equamente. Questo produrrà un'onda che prima o poi investirà anche noi.N.B. Come al solito parlo per esperienza diretta di entrambi i fronti del mondo del lavoro.Se chi cerca e chi da lavoro cominciassero a venirsi incontro forse si produrrebbero vantaggi per tutti.
  • Anonimo scrive:
    Non è tutt'oro...
    Su una cosa hai ragione tu, Mantellini: non è tutto oro quello che luccica. Ma non mi sembra il caso di usare quei toni apocalittici!Quando alla Borsa di Milano è nato il nuovo mercato si diceva che entro due o tre anni la maggior parte di quelle aziende sarebbe fallita. Non mi pare che questo si sia verificato. Anzi, il mercato sembrerebbe in ripresa.Il fatto che alcune aziende licenzino mi sembra più un fenomeno legato ai problemi degli ultimi due anni che di quello attuale. Perfettamente d'accordo con te invece sul fatto che i lavoratori della new economy probabilmente lavorano troppo e sono mal pagati. Forse sono proprio loro la classe operaia del 21° secolo...ciaoVoltaire 2001
  • Anonimo scrive:
    pessimista, ma sempre retorica
    boh, ho letto e ci sono rimasto male. dal mantellini è un altro cazzotto. ma non ce l'aspettavamo tutti, noi del settore, un periodo così? non ho mai sentito nessuno dire che le cose andavano e sarebbero andate alla grandissima, si diceva sempre che era un periodo euforico passeggero, passato il quale le cose si sarebbero assestate, ed è chiaro che questo percorso avrebbe fatto delle vittime.solo in alcuni posti leggevo che la new economy era la nuova terra promessa: nelle riviste, negli articoli sui nuovi portali, in televisione.ora, sul lavoro, dopo due startup fallite alle spalle (non mie, come dipendente), in giro sento dire le cose di sempre: questo è il periodo di calo, le cose si stabiliranno, dopotutto è servito: ora c'è più cultura, non si parla di chat&forum sull'homepage a cazzo, non si pubblicizza l'oroscopo come servizio del futuro.eppure, toh, ecco che gli articoli assumono ora il tragicomico tono della disfatta totale, la battaglia è persa, in bocca i cartellini e godiamoci la vita, basta con le 24 ore di lavoro al giorno!bah.Matro
    • Anonimo scrive:
      Re: pessimista, ma sempre retorica
      Prima di tutto mi chiedo se è così difficile scrivere qualcosa senza tante virgole (cazzo, cazzi e amazzi vari...). Mi rendo conto che io per primo, quando parlo con amici, mi avvalgo di queste virgole, ma all'interno di un forum letto da tante persone, preferisco rimanere "educato". Tanto il senso delle frasi si capisce ugualmente, no? Detto questo, io non capisco una cosa: perchè continuo a sentire che c'è GROSSA CRISI nel nuovo ed encomiato mondo informatico? Che esista un certo calo, è inutile negarlo, ma forse avete perso di vista che è tutta l'economia mondiale che è in calo. Specialmente in seguito all'11 Settembre, il mondo ha barcollato e tutt'ora è in fase di riassestamento. Bisogna ricostruire un po' la fiducia di tutte le persone. Anche il mondo informatico ha subito un leggero calo, ma questo non significa assolutamente che si sia fermato o che addiritura stia REGREDENDO. E' sempre in crescita, anche se questa crescita non è più esponenziale come prima. Ma da qui a dire che "il mito è stato sfatato", mi sembra che si esageri un pochino, o no? Prima per trovare un'occupazione in campo informatico (anche per i neofiti) era un'operazione che necessitava di una settimana di tempo, ora ce ne vogliono quattro. Ma l'importante non è forse trovarla, questa benedetta occupazione? E mi sembra più semplice diventare un sistemista informatico piuttosto che un "assemblatore d'auto", o no?
      • Anonimo scrive:
        Re: pessimista, ma sempre retorica
        - Scritto da: maxloi E mi sembra più semplice
        diventare un sistemista informatico
        piuttosto che un "assemblatore d'auto", o
        no? Certo. Anche perché tutti possono proporsi come sistemisti (basta trovare chi chi ne sa meno di te di informatica) mentre non è possibile assemblare automobili se non si è capaci di farlo.
    • Anonimo scrive:
      Re: pessimista, ma sempre retorica
      - Scritto da: Matro
      boh, ho letto e ci sono rimasto male. dal
      mantellini è un altro cazzotto.

      eppure, toh, ecco che gli articoli assumono
      ora il tragicomico tono della disfatta
      totale, la battaglia è persa, in bocca i
      cartellini e godiamoci la vita, basta con le
      24 ore di lavoro al giorno!

      bah.

      Matrocaro matro,no, nessun cazzotto :) e nemmeno intendevo affrontare il problema in questi termini.A me interessava sottolineare due fenomeni.Il primo e' quello cui tu accenni in parte, l'assunto che cio' che e' nuovo e' per definizione migliore. Parlo in generale eppure come ho scritto piu' e piu' volte in passato mi pare che in materia di nuove tecnologie questa tendenza sia assai accentuata ........la mia impressione al riguardo e' che esista ,da sempre una scarsissima analisi culturale dei fenomeni che accadono.....e che questo sia dovuto al fatto che chi dovrebbe dare eventuali allarmi (gli intelletuali, le universita' i media e chi ti pare a te) quasi mai hanno gli strumenti per comprendere a pieno cio' che accade.......in altre parole la velocita' non e' tutto Si puo' non essere d'accordo ma guardati intorno: dove sta l'elaborazione culturale di come internet e la new economy cambiano le nostre vite......per conto mio da nessuna parte. Stiamo navigando a naso e gli effetti si vedono tutti.Noi, tutti noi, mica solo i lavoratori della new economy, di questa comprensione abbiamo invece un maledetto bisogno....... . E nonostante cio' non ho mai scritto che "prima era meglio"......Secondo: provavo a dire che esiste invece una cultura di deriva (una specie di onda lunga di chi e' d'accordo con qualsiasi cosa pur che sia parto della maggioranza) che e quasi peggio della assenza di posizione.....in questi ultimi anni abbiamo collezionato miriadi di saggi sociologici di beatificazione di dinamiche economiche nuove e rivoluzionarie, almeno nel nostro paese, .....apologie di modelli che non funzioneranno, per lo meno nel breve periodo, e nessuno si prendesse la briga (tranne pochissime persone in europa, per quel che ne so virilio e basta) di dire attenti! la tecnologia puo' essere anche una grossa fregatura.....quindi in definitiva per come la vedo io il cazzoto me lo hai tirato tu...;)salutiM.

      • Anonimo scrive:
        Re: pessimista, ma sempre retorica
        - Scritto da: massimo mantellini

        A me interessava sottolineare due fenomeni.
        Il primo e' quello cui tu accenni in parte,
        l'assunto che cio' che e' nuovo e' per
        definizione migliore.In genere il mondo tende a "creare" nuove cose che solitamente sono migliori di quelle vecchie. A volte ci sono dei FLOP giganteschi, altre, come penso sia invece la new economy basata sul mondo informatico, riescono a dare migliorie a livello mondiale. E non credo sia necessario evidenziare "concetti di massa" come "cio' che e' nuovo non e' per definizione migliore", perchè sono frasi fatte, che non comunicano proprio niente. Come per tutte le cose, esistono i pro e i contro anche per questa new economy che tanto critichi e che ti permette di esprimerti in maniera così veloce e diretta come nessun'altra tecnologia potrebbe fare.
        Parlo in generale
        eppure come ho scritto piu' e piu' volte in
        passato mi pare che in materia di nuove
        tecnologie questa tendenza sia assai
        accentuata ........la mia impressione al
        riguardo e' che esista ,da sempre una
        scarsissima analisi culturale dei fenomeni
        che accadono.....Io non capisco perchè devi essere così ottuso nelle tue affermazioni. E' da quando esiste internet, la new economy, l'informatica in generale, che tutti questi argomenti sono analizzati quotidianamente da chiunque. Anche a livello culturale. Su che fonti ti basi per poter asserire ciò che scrivi?
        e che questo sia dovuto al
        fatto che chi dovrebbe dare eventuali
        allarmi (gli intelletuali, le universita' i
        media e chi ti pare a te) quasi mai hanno
        gli strumenti per comprendere a pieno cio'
        che accade.......in altre parole la
        velocita' non e' tutto Chi ha detto che "chi dovrebbe dare eventuali allarmi" devono essere "gli intellettuali, le università e i media"? E anche se continui con le tue "frasi fatte" del tipo "la velocità non è tutto", possiamo "commentare" anche questa: sicuramente non è tutto, ma chi lo ha mai detto? Però fa parte dell'evoluzione. Tutto ha una determinata velocità, che dipende da altri fattori. Nel caso della new economy, la velocità è una dominante, una caratteristica evidente, che fa parte di essa. E non mi sembra che la si possa condannare e dichiarare "fallita" solo per questo.

        Si puo' non essere d'accordo ma guardati
        intorno: dove sta l'elaborazione culturale
        di come internet e la new economy cambiano
        le nostre vite......per conto mio da nessuna
        parte. Stiamo navigando a naso e gli effetti
        si vedono tutti.Ma ancora... io sono proprio curioso di sapere da quali fonti trai le tue informazioni e in base a cosa puoi affermare oscenità simili. Internet stessa è stracolma di ogni tipo di elaborazione di cui necessiti. Il fatto che tu non sappia cercare al suo interno è un altro discorso. Io non navigo "a caso", navigo e pondero ciò che cerco, e gli strumenti che ho a disposizione sono estremamente semplici da utilizzare, quindi alla portata di tutti. Le persone hanno avuto più difficoltà ad utilizzare i cellulari (che ormai hanno tutti) che ad usare internet.

        Noi, tutti noi, mica solo i lavoratori della
        new economy, di questa comprensione abbiamo
        invece un maledetto bisogno....... STUDIA!!! Come per qualsiasi cosa, non puoi pretendere di saper guidare la macchina senza avere la patente o senza almeno imparare a farlo. E se non impari perchè non hai voglia di "studiarlo", non puoi inveire contro chi produce le macchine dicendo che hanno dato al mondo uno strumento difficile da usare e che quindi sarà destinato a perire inesorabilmente perchè uno squilibrato che ha iniziato a prudurle ha miseramente fallito nel proprio intento. Se analizzi bene, magari, quello squilibrato ha fallito perchè pretendeva di far camminare le macchine che produceva col detersivo per i piatti anzichè con la benzina.
        . E
        nonostante cio' non ho mai scritto che
        "prima era meglio"......Vorrei proprio vedere... Perchè altrimenti avresti dovuto inserire i tuoi commenti in questo forum mandando un fax a ciascuno di noi...

        Secondo: provavo a dire che esiste invece
        una cultura di deriva (una specie di onda
        lunga di chi e' d'accordo con qualsiasi cosa
        pur che sia parto della maggioranza) che e
        quasi peggio della assenza di
        posizioneSu questo siamo d'accordo! Ma guarda caso è la stessa maggioranza di cui fai parte tu, che sputa sentenze gratuite (accennate da altri, come evidenzi nel link che hai messo nel tuo articolo) senza avere una posizione personale documentata da esperienze proprie.
        .....in questi ultimi anni abbiamo
        collezionato miriadi di saggi sociologici di
        beatificazione di dinamiche economiche nuove
        e rivoluzionarie, almeno nel nostro paese,
        .....apologie di modelli che non
        funzioneranno, per lo meno nel breve
        periodo, e nessuno si prendesse la briga
        (tranne pochissime persone in europa, per
        quel che ne so virilio e basta) di dire
        attenti! la tecnologia puo' essere anche una
        grossa fregatura.....Ma guarda... Il mondo è pieno di "pubblicazioni baggianate", il tuo articolo per primo. Ma internet da la possibilità di smentirle in maniera diretta, semplice e veloce, cosa che non è possibile fare tramite gli altri media!

        quindi in definitiva per come la vedo io il
        cazzoto me lo hai tirato tu...;)No, infatti te lo sei tirato da solo...
        saluti

        M.



        Max
      • Anonimo scrive:
        Re: pessimista, ma sempre retorica
        - Scritto da: massimo mantellini
        Si puo' non essere d'accordo ma guardati
        intorno: dove sta l'elaborazione culturale
        di come internet e la new economy cambiano
        le nostre vite......per conto mio da nessuna
        parte. Stiamo navigando a naso e gli effetti
        si vedono tutti.
        Noi, tutti noi, mica solo i lavoratori della
        new economy, di questa comprensione abbiamo
        invece un maledetto bisogno....... . E
        nonostante cio' non ho mai scritto che
        "prima era meglio"......Io non leggo, in effetti, alcun pessimismo nel tuo articolo: leggendo gli interventi nel forum, sembra che l'ammettere di aver esagerato nei sogni e nelle utopie promesse da questa grande corsa di Internet significhi screditare il mezzo da cui siamo ormai diventati dipendenti.Non è per fare previsioni: ma nel momento in cui ci accorgiamo che la tecnologia cambia i nostri stili di vita, mi sembra lecito - e doveroso - fermarsi a guardare la strada che è stata percorsa. Soprattutto quando sono in gioco le nostre carriere professionali.La cultura di deriva di cui parli è la stessa che produce le mitizzazioni che screditano, pur di suscitare consenso del pubblico (e di far ruotare denaro), il lavoro e il valore di Internet. Questa cultura non si diffonde solo tramite saggi e libri e conferenze, ma anche grazie a quelle "società di Internet" (quelle che fanno la "new economy") che campano sulla voracità dei media, di quei media che sono tanto alla ricerca di notizie che se non esistono le creano.
        • Anonimo scrive:
          Re: pessimista, ma sempre retorica
          Sono d'accordo con te
          Io non leggo, in effetti, alcun pessimismo
          nel tuo articolo: leggendo gli interventi
          nel forum, sembra che l'ammettere di aver
          esagerato nei sogni e nelle utopie promesse
          da questa grande corsa di Internet
          significhi screditare il mezzo da cui siamo
          ormai diventati dipendenti.Credo che il problema sia quello di molti che vorrebbero vedere una Net Economy in ripresa, senza aver colto quello che e' accaduto in questi mesi. Concordo totalmente con Mantellini su questo.
          Non è per fare previsioni: ma nel momento in
          cui ci accorgiamo che la tecnologia cambia i
          nostri stili di vita, mi sembra lecito - e
          doveroso - fermarsi a guardare la strada che
          è stata percorsa. Soprattutto quando sono in
          gioco le nostre carriere professionali.Assolutamente. Il piu' grande rischio e' continuare a correre avendo perso di vista su che cosa si sta correndo.
          La cultura di deriva di cui parli è la
          stessa che produce le mitizzazioni che
          screditano, pur di suscitare consenso del
          pubblico (e di far ruotare denaro), il
          lavoro e il valore di Internet. Vedi secondo me i grandi portali, le grandi favole che ci hanno raccontato, le grandi "imprese" che stanno ora chiudendo. Mentre rimane in campo chi aveva visto piu' lungo e che, forse, non ha mai corso.
          Questa
          cultura non si diffonde solo tramite saggi e
          libri e conferenze, ma anche grazie a quelle
          "società di Internet" (quelle che fanno la
          "new economy") che campano sulla voracità
          dei media, di quei media che sono tanto alla
          ricerca di notizie che se non esistono le
          creano.Concordo appieno. Anche per questo sono qui.
      • Anonimo scrive:
        Re: pessimista, ma sempre retorica
        aspetta però, il corposo concetto che mi ha toccato è lo sfruttamento delle persone, l'idea del fuori orario, 24 ore al giorno e giardini zen. l'impressione che dai ai non addetti ai lavori (che leggono questi articoli e - spero - anche questi utilissimi forum) è dei salariati come un branco di coglioni accecati e pronti ad essere schiavizzati in nome della new economy.ora, è chiaro che posso portare qui la mia sola esperienza lavorativa di 2 anni e mezzo di new economy [attenzione, ma di 8 nell'IT in generale], cmq qualcosa l'ho vista, e posso dire che questi shiavizzati non mi sembrano poi così tonti: le tecnologie internet e i nuovi settori creati dall'editoria elettronica [intesa come pubblicazione su internet] hanno portato un sacco di roba interessante da fare, finalmente. da un lato logiche enterprise e problematiche di scalabilità e sicurezza, dall'altro nuovi mezzi di comunicazione da creare ed esplorare. vuoi mettere? e ti credo che uno ci perde ore e ore, che magari passerebbe davanti alla tv!è chiaro che mi ci metto in mezzo in questo contesto. ho sempre avuto i piedi per terra e attendevo da un momento a l'altro il momento in cui gli investimenti dovevano tradursi in profitto, il momento in cui qualcuno si sarebbe chiesto "dov'è la ciccia?". il momento è venuto, e ok, magari ora si starà di più davanti alla tv in attesa che il mercato si assesti, per poi riprendere non appena questa ripresa offrirà spunti interessanti sui quali lavorare.per il resto, quello che dici non fa una piega. noi, i salariati-zen, leggiamo con interesse e facciamo sapere che forse abbiamo i paraocchi ma niente sveglia al collo e sopratutto catene.- Scritto da: massimo mantellini
        A me interessava sottolineare due fenomeni.
        Il primo e' quello cui tu accenni in parte,
        l'assunto che cio' che e' nuovo e' per
        definizione migliore. Parlo in generale
        Secondo: provavo a dire che esiste invece
        una cultura di deriva (una specie di onda
        lunga di chi e' d'accordo con qualsiasi cosa
        pur che sia parto della maggioranza) che e
        quasi peggio della assenza di
  • Anonimo scrive:
    articolo estremamente ERRATO!
    Massimo Mantellini... Io non so come tu ti sia svegliato la mattina del giorno in cui hai scritto un articolo che sai che viene letto da tantissime persone, e tanti "addetti ai lavori", che, essendo io uno di questi, considerano PI un buon quotidiano di informazione scientifica. Leggendo il tuo lungo (a tratti banale) articolo, mi sono non poco sorpreso, sorpreso di leggere un commento (perchè non si può certo dire che sia un articolo giornalistico!) ad una serie di fatti perfettamente normali. Da che mondo è mondo, esistono aziende che vivono e aziende che muoiono. Quando muoiono alcune aziende considerate "grosse", non vuol dire che "è la fine di un sogno" o qualcosa di simile a quello che si intuisce dalle tue parole. Vuol dire molto più semplicemente, che queste aziende non hanno saputo dare al mercato un qualcosa di concreto, si sono buttate su di esso senza cognizione di causa, senza sapere su cosa investire per poter far fruttare i loro soldini. E il mercato le snobba e le costringe a chiudere, perchè NON SONO COMPETITIVE. Ovviamente l'azienda chiude e manda a casa i dipendenti, che, se veramente hanno voglia di lavorare seriamente e non desiderano semplicemente ritirare una busta paga a fine mese, cercano un'azienda SERIA che li paga SOLO se VALGONO qualcosa, cioè se danno al mercato quello che questo richiede. Ti chiederei solamente un favore per il futuro: risparmiaci i tuoi commenti completamente gratuito su un mondo che evidentemente non conosci così bene come credi, personalmente te ne sarò grato.Max
    • Anonimo scrive:
      Re: articolo estremamente ERRATO!
      - Scritto da: maxloi
      Ti chiederei solamente un favore per il
      futuro: risparmiaci i tuoi commenti
      completamente gratuito su un mondo che
      evidentemente non conosci così bene come
      credi, personalmente te ne sarò grato.Non capisco, sinceramente, un atteggiamento così chiuso nei confronti dell'articolo di Massimo.Ha centrato il bersaglio, parlando di retorica, guardando agli anni di fuoco e incertezza appena trascorsi: mi stupisce la tua reazione, perché se dici che fai parte del settore avresti sentito, come me, la necessità di un articolo così saggio. E ti saresti sentito soddisfatto a leggerlo.O sei uno di quelli che dentro questa retorica ci sguazza, o, detto più gentilmente, un illuso sognatore di chissà quale potenza nel nostro lavoro?
      • Anonimo scrive:
        Re: articolo estremamente ERRATO!
        Hai totalmente mancato il bersaglio. Molto più semplicemente, trovo perfettamente inutile la retorica contenuta in questo articolo, che non aiuta nessuno, lancia allarmi assolutamente inesistenti e spavanta le poche persone alle quali è rimasta una SANA e GIUSTA voglia di imparare e anche di fare gavetta che, da che mondo è mondo, è il pane di un aspirante esperto. E anche le aziende che ora hanno o stanno per chiudere avrebbero dovuto fare un po' di gavetta sul mercato, invece di gettarvisi a capofitto senza nemmeno sapere se stavano andando a vendere polpette o schede di rete. Ribadisco il concetto: Massimo dovrebbe evitare di scrivere articoli privi di un reale contenuto e dannosi per le persone che ancora non conoscono il mondo informatico che, a parte lui, a detta di tutti è in continua espansione e non vede al momento limiti.
        • Anonimo scrive:
          Re: articolo estremamente ERRATO!
          - Scritto da: maxloi
          Hai totalmente mancato il bersaglio. Molto
          più semplicemente, trovo perfettamente
          inutile la retorica contenuta in questo
          articolo, che non aiuta nessuno, lancia
          allarmi assolutamente inesistenti e spavanta
          le poche persone alle quali è rimasta una
          SANA e GIUSTA voglia di imparare e anche di
          fare gavetta che, da che mondo è mondo, è il
          pane di un aspirante esperto. Credo, sinceramente, che gli articoli che trovano spazio in una rubrica chiamata "Contrappunti" non vadano letti con una intenzione propositiva, ma critica e riflessiva.Vorrei capire da te quando arriverà il momento di guardarsi indietro per capire cosa abbiamo davanti. E magari argomentare un po' meglio la tua opinione, evitando frasi senza senso del tipo "il mondo informatico è in continua espansione" :-)
          • Anonimo scrive:
            Re: articolo estremamente ERRATO!

            Credo, sinceramente, che gli articoli che
            trovano spazio in una rubrica chiamata
            "Contrappunti" non vadano letti con una
            intenzione propositiva, ma critica e
            riflessiva.Se scrivi articoli che vuoi che siano interpretati o letti con propositi critici e riflessivi, non cerchi di demonizzare un qualcosa basandoti su un fatto più unico che raro e, basandoti unicamente su questo, distruggi con commenti più o meno gratuiti quanto invece funziona e non lamenta il minimo sussulto.
            Vorrei capire da te quando arriverà il
            momento di guardarsi indietro per capire
            cosa abbiamo davanti.Non penso che sia ancora il momento di "guardarsi indietro" per capire cosa abbiamo davanti, visto che NESSUNO al momento è in grado di anche solamente intuire cosa il futuro serbi su questo argomento. Siamo in piena rivoluzione tecnologica, forse possiamo addiritura battezzare la nostra epoca come quella della "Rivoluzione Informatica", che è stata preceduta dalle varie divoluzioni industriali, del piombo, del ferro, della pietra, etc. Oppure, se proprio ci vogliamo "guardare indietro", fammi tu un esempio che riporti un evoluzione così veloce, pressante e coivolgente come quella informatica. Siamo in piena "corsa all'oro", e nessuno ha la minima idea di quante miniere ci siano ancora nel mondo. Come puoi guardarti indietro ADESSO? Ci si guarda indietro alla fine di un'epoca, non agli inizi. E' prematuro, ma a parte questo, determinate asserzioni da parte di persone considerate "esperte" dai meno esperti, possono causare danni non indifferenti e "spaventare" il mercato creando falsi allarmi.
            E magari argomentare
            un po' meglio la tua opinione, evitando
            frasi senza senso del tipo "il mondo
            informatico è in continua espansione" :-)Non ho problemi ad argomentare meglio la mia opinione, anche se pensavo di essermi dilungato anche troppo. Ma se vuoi posso "spiegarmi" meglio su punti che evidentemente ti sono risultati poco argomentati...
        • Anonimo scrive:
          Re: articolo estremamente ERRATO!
          caro mio...mi sa che lavori a tiscali!ma guardati intorno...se vuoi ti presto i miei occhiali...da miope
          • Anonimo scrive:
            Re: articolo estremamente ERRATO!
            Non mi sembra di aver offeso nessuno... IN tiscali forse ci lavori tu e l'anime.... gemelle tue... Ma non capisco il senso della "battuta" degli occhiali da miope... Sei forse senza lavoro? O sei uno di quelli che lavorano non sapendo in cosa consiste il proprio lavoro ma che però vengono pagati? Spiegati...
      • Anonimo scrive:
        Re: articolo estremamente ERRATO!

        Non capisco, sinceramente, un atteggiamento
        così chiuso nei confronti dell'articolo di
        Massimo.A me ha dato fastidio l'atteggiamento.. si puo' criticare senza sentirsi stocazzo. Soprattutto quando non si legge quello che si critica.Mi pare ovvio che la niu economi sia figlia di un certo atteggiamento...
        • Anonimo scrive:
          Re: articolo estremamente ERRATO!
          Mi sono perso tra le virgole e credo di non essere riuscito a capire il senso che volevi attribuire alla tua frase. Potresti scriverla in parole più semplici?
  • Anonimo scrive:
    Problemi di soldi?
    Basterebbe dividire i guadagni miliardari dei dirigenti con i dipendenti e nell'attesa di un altro posto di lavoro scommetto che nessuno si lamenterà.
    • Anonimo scrive:
      Re: Problemi di soldi?
      E secondo te un dirigente se l'azienda non rende che cazzo la tiene viva a fare.Ricordati che gli imprenditori, come i lavoratori del resto, quello che fanno lo fanno per guadagnare soldi non perchè sono dei buoni samaritani.Oddio chi non sapesse chi era il buon samaritano vada a leggersi il vangelo.N.B. parlo per esperienza diretta, sono stato da una parte e dall'altra della barricata per cui quello che dico lo dico con cognizione di causa e non come molti che contestano tanto per partito preso.
      • Anonimo scrive:
        Re: Problemi di soldi?
        Non ha detto che dovrebbe lavorare gratisil dirigente...Ma se prende 13000 euro al mese e il dipendenteche fa le cose 1300 euro al mese qualcosa distrano ci sara' pure.. oppure sei un berluskoniano 'fatto da solo' (nel senso cheti fai le pere nel bagno) ?sai qual'e' il vero problema in italia ?troppi fascisti di destra con idee pseudocapitaliste....@- Scritto da: pirix
        E secondo te un dirigente se l'azienda non
        rende che cazzo la tiene viva a fare.
        Ricordati che gli imprenditori, come i
        lavoratori del resto, quello che fanno lo
        fanno per guadagnare soldi non perchè sono
        dei buoni samaritani.
        Oddio chi non sapesse chi era il buon
        samaritano vada a leggersi il vangelo.

        N.B. parlo per esperienza diretta, sono
        stato da una parte e dall'altra della
        barricata per cui quello che dico lo dico
        con cognizione di causa e non come molti che
        contestano tanto per partito preso.
        • Anonimo scrive:
          Re: Problemi di soldi?
          no, sai qual'è il vero problema in Italia? troppi comunistoidi con la voglia di seguire idee utopiche piuttosto che realtà e progetti reali. In un sistema capitalistico-democratico come il nostro il prezzo lo fa il mercato. Il prezzo di tutto, sia di un pomodoro sul banco del supermercato che dello stipendio del dirigente. Se il dirigente vale ? 12.000 non ci sarà nessuna azienda (che vuol tenerlo) disposta a dargli di meno, semplicemente perchè costui migrerà verso altri lidi. Quindi, è brutto dirlo ma in un certo senso è giusto così: Se Virgilio non rende, è giusto che gli esuberi vadano a casa. Se sono capaci, troveranno sicuramente un'altra occupazione, mentre se non lo sono, perchè dovevano trascinarsi dietro le sorti di una società che ha delle buone potenzialità?Saluti a tutta la lista.- Scritto da: @.

          Non ha detto che dovrebbe lavorare gratis
          il dirigente...

          Ma se prende 13000 euro al mese e il
          dipendente
          che fa le cose 1300 euro al mese qualcosa di
          strano ci sara' pure.. oppure sei un
          berluskoniano 'fatto da solo' (nel senso che
          ti fai le pere nel bagno) ?

          sai qual'e' il vero problema in italia ?

          troppi fascisti di destra con idee
          pseudocapitaliste....

          @




          - Scritto da: pirix

          E secondo te un dirigente se l'azienda non

          rende che cazzo la tiene viva a fare.

          Ricordati che gli imprenditori, come i

          lavoratori del resto, quello che fanno lo

          fanno per guadagnare soldi non perchè sono

          dei buoni samaritani.

          Oddio chi non sapesse chi era il buon

          samaritano vada a leggersi il vangelo.



          N.B. parlo per esperienza diretta, sono

          stato da una parte e dall'altra della

          barricata per cui quello che dico lo dico

          con cognizione di causa e non come molti
          che

          contestano tanto per partito preso.
          • Anonimo scrive:
            Re: Problemi di soldi?
            sei proprio uno zuzu...rellone...ne riparliamo tra una decina d'anni...e se ti sento piagnucolare che t'hanno fregato...sono c***i tuoi!
          • Anonimo scrive:
            Re: Problemi di soldi?
            se c'è qualcuno che piagnucola qui questo sei certamente te. Zuzzurellone io? mi sembra che qui quello che vuole la paga anche se l'azienda chiude in rosso, sei proprio te. Comunque protesta, richiedi, esigi soldi a man bassa, che questo è il sistema per far crescere un mercato! Se poi si lavora in 300 in un portale dove persino la metà sono troppi, non c'è problema, qualcuno pagherà.Sai quanti sono gli addetti alla sezione news di Virgilio? te lo dico io: 1! una sola persona!Ma guarda che roba.....- Scritto da: seekers64
            sei proprio uno zuzu...rellone...
            ne riparliamo tra una decina d'anni...
            e se ti sento piagnucolare che t'hanno
            fregato...
            sono c***i tuoi!
          • Anonimo scrive:
            Re: Problemi di soldi?
            - Scritto da: zuzu
            no, sai qual'è il vero problema in Italia?
            troppi comunistoidi con la voglia di seguire
            idee utopiche piuttosto che realtà e
            progetti reali. In un sistema
            capitalistico-democratico come il nostro il
            prezzo lo fa il mercato. Il prezzo di tutto,
            sia di un pomodoro sul banco del
            supermercato che dello stipendio del
            dirigente. Sai chi è Pellicoli e quanto ha messo in tascadalla fusione Seat-Pagine Gialle ??Sai chi è Colannino e quanto si è messo intasca con la cessione di Telecom a Provera ??Sentito mai parlare dei grandi manager delledot com che vendono le azioni prima di pubblicarei bilanci ?? (Oracle, Amazon...)E' democratico lasciare sul lastrico qualchecentinaio di migliaio di risparmiatori e didipendenti quest'ultimi senza neanche lapensione (ti dice niente il nome Enron oGlobal Cossing)...Leggi sul sito Enron.it la loro visione delfuturo...corrisponde pari pari alla tua,l'unica differenza è che loro sono scappaticon la cassa...Viva il libero mercato, sopratutto se adintascare sono sempre i soliti.....!!
          • Anonimo scrive:
            Re: Problemi di soldi?
            Ma cosa c'entra questo ensamble di personaggi ultramiliardari con le tute arancioni? adesso vorresti annientare tutti i manager di questo mondo? cazzo, a te Lienin fa una sega, vero?Se questi signori hanno fatto fortuna è perchè qualcuno è stato disposto a pagargli sull'unghia le loro proprietà, e basta. Hanno fatto quello che tutti facciamo quotidianamente, solo che l'hanno fatto "in grande".Non hai mai fatto un'affare con qualche piccolo arnese? Io ho comprato sul fu ibazar una fotocamera digitale che nuova passa il milione, a 300.000 e l'ho rivenduta a 450.000. Vuoi spararmi? Se avessi avuto le mie fortune moltiplicate per 10.000, avrei fatto la stessa cosa con Telecom, puoi starne certo!Non è che per caso sei un ex generale URSS che dopo il crollo si è riciclato in Italy, per caso?- Scritto da: miriambart
            Sai chi è Pellicoli e quanto ha messo in
            tasca
            dalla fusione Seat-Pagine Gialle ??
            Sai chi è Colannino e quanto si è messo in
            tasca con la cessione di Telecom a Provera ??
            Sentito mai parlare dei grandi manager delle
            dot com che vendono le azioni prima di
            pubblicare
            i bilanci ?? (Oracle, Amazon...)
            E' democratico lasciare sul lastrico qualche
            centinaio di migliaio di risparmiatori e di
            dipendenti quest'ultimi senza neanche la
            pensione (ti dice niente il nome Enron o
            Global Cossing)...
            Leggi sul sito Enron.it la loro visione del
            futuro...corrisponde pari pari alla tua,
            l'unica differenza è che loro sono scappati
            con la cassa...
            Viva il libero mercato, sopratutto se ad
            intascare sono sempre i soliti.....!!
          • Anonimo scrive:
            Re: Problemi di soldi?
            -
            Non è che per caso sei un ex generale URSSBeh quella categoria lì a fatto presto a riciclarsi e quindi è più adatta al liberomercato dei furbi di quello che possoessere io.Forse lo sei tu visto che molti ex-rossi arrabbiati sono ora i portabandiera del Berlusconismo arrembante...Comunque se questi sono gli argomenti che hai a disposizione vai pure a disquisire in un circolo (pardon Club) di Forza Italia....Buona Fortuna
        • Anonimo scrive:
          Re: Problemi di soldi?

          sai qual'e' il vero problema in italia ?

          troppi fascisti di destra con idee
          pseudocapitaliste....

          @noooooooooooooooooo bastaaaaaaaaaaaaaaa che noiaaaaaaaaaaaaaa vi dite sempre le stesse stupidaggini.siate costruttivi
        • Anonimo scrive:
          Re: Problemi di soldi?
          Cosa sono sono c.. mieiPer il momento sono uno che lavora in prorpio coordinando un mucchio di persone e mi faccio un c.. così tutti i giorni e anche le notti.Certo così guadagno un mucchio di soldi.. e allora??Me li sudo io, non sto a casa a grattarmi in attesa di poter protestare contro qualsiasi cosa non mi vada bene.Per caso questo non ti va bene perchè tu invece vorresti guadagnare tanto perchè studi tanto ma non hai ancora fatto un giorno di lavoro per verificare le tue capacità???E come cazzo lo dimostri agli altri che sei bravo ... a si stando al computer 10 ore al giorno , dove faccio il consulente ci sono decine di persone che stanno davanti al computer 10 ore al giorno solo che giocano, scaricano MP3 e si fanno i cazzi loro continuamente al posto di lavorare....saranno diventati tutti dei geni facendo così???N.B. Non ce l'ho con te in particolare ma sai quanti colloqui ho fatto con gente che "io smanetto il pc dalla mattina alla sera " "Io overcklocco i processori dai tempi del 486" e poi non erano in grado di fare un cazzo senza l'interfaccina amichevole di win98 o non sapevano neanche mettere 2 HD in cascata.???
          • Anonimo scrive:
            Re: Problemi di soldi?

            N.B. Non ce l'ho con te in particolare ma
            sai quanti colloqui ho fatto con gente che
            "io smanetto il pc dalla mattina alla sera "
            "Io overcklocco i processori dai tempi del
            486" e poi non erano in grado di fare un
            cazzo senza l'interfaccina amichevole di
            win98 o non sapevano neanche mettere 2 HD in
            cascata.???;-0)e scusa fanno l'overclock del processore mica hanno detto che sono capaci di mettere i dischi in cascata...quei bastardi ponticelli...
  • Anonimo scrive:
    "Banditi e Campioni 2"
    Di cosa abbiamo bisogno?Di cosa ho bisogno? Forse e' questa la domanda giusta.Ricordo un articolo su P.I. di qualche mese fa , favoleggiava di frotte di "web esperti" indiani in coda per venire a lavorare nel nostro paese; in relazione a quel pezzo scrissi il mio primo commento e ora provo , cercando di non ripetermi troppo, a formulare il secondo. Gia' allora espressi i miei dubbi sulle fantomatiche carenze di figure professionali specializzate in ambiti ICT nel nostro paese, mi resi presto conto (potenza della rete), che non ero solo , che in tanti condividevano le mie esperienze ed opinioni.In molti mi consigliarono di fare gavetta , di accettare uno di quei tanti "posti di lavoro" che mi venivano offerti.Ho riflettuto molto su quei consigli, ho considerato che tutto sommato potevano essere giusti , per un attimo ho anche pensato di accettare uno di quei "posti" , magari proprio uno di quelli che mi erano stati offerti in seguito al mio commento. Poi una domanda, la domanda, ha iniziato a rimbalzare tra le mie sinapsi : "di cosa ho bisogno?".Forse devo imparare,devo fare esperienza.Per fare questo ho bisogno di essere sottopagato, umiliato, sfruttato da una "StrafigacoolpingpongesaunaWebageny" ?No per imparare ho bisogno di me e della rete , dieci ore a casa tra manuali e web valgono piu' di dieci ore in una fot@@ta web agency a 800 km da casa , dove con lo "stipendio" non copro nemmeno le spese.Cosa mi costa questa scelta? non certo poco ; mi costa l'incomprensione degli "altri" : genitori, parenti,amici, che giustamente mi considerano un folle , uno spiantato , un sognatore , -"cosa stai a fare dieci ore al giorno avanti al computèr(accento voluto), trovati un lavoro serio , iscriviti all'universita'"- .Mi costa spesso frustrazioni :forse ho una considerazione di me troppo alta ma non e' piacevole sentire di valere qualcosa e non avere la possibilita' di far fruttare le proprie capacità.Mi costa spesso rabbia : se rivedo quello che tosa la pecora col mouse in TV cito il governo per pubblicità ingannevole.Se le competenze non bastano di cosa ho bisogno allora?Di un buon curriculum? Come me lo procuro? Con la gavetta? Con le "grigie" e costosissime certificazioni? Ah no! ecco! ho visto un manifesto! Ho capito come si fa a diventare Webbbbenginer! (ancora rabbia).Se devo essere considerato un folle uno spiantato un sognatore tanto vale esprimere cos'e' per me la Rete e quali sono i miei bisogni.La mia Rete e' quella di Napster , dei newsgroup , dei freeforum.La mia rete ha un modello economico sicuramente complesso al pari del "mondo reale" ma che segue schemi completamente diversi.La mia rete e' quella in cui i capitali contano in maniera relativa.La mia rete e' quella in cui un sito con contenuti e con professionalità alle spalle non ha bisogno di campagne pubblicitarie in tv e di banner a 150 lire ad impression(!!!!) per avere successo.I miei bisogni in questo mondo visionario e utopico? Beh forse sono altrettanto utopistici.Ho bisogno di meno burocrazia : non posso spendere milioni solo per creare una societa'.Ho bisogno di spazi : sarebbe impensabile, blasfemo creare una sorta di Università , di ateneo dei lavoratori? un luogo in cui ci siano a disposizione spazi e mezzi per poter lavorare insieme ai miei colleghi. E' irrealizzabile?Quanto costerebbe rispetto alle attuali forme di finanziamento statale?Non posso e non voglio credere che tutto questo non si realizzi per una "Alta Volontà" , per un oscuro timore di concorrenza ma il fatto non mi consola.Sperando che la rete assomigli sempre di piu' alla mia Rete , sperando di non avere mai in futuro datori di lavoro o dipendenti ma al piu' soci, vi saluto."Da grande voglio fare il re, perche' si guadagna bene ma mia madre mi fa fare i concorsi e vuol dire che non ha fiducia in me" -Troisi,Arena,De caro-
    • Anonimo scrive:
      Re:
      Si vede che hai la possibilità di fare il mantenuto facendo un cazzo.Mio padre (7 figli ) col cappero che mi avrebbe tenuto a casa. un lavoro a pedate nel culo me lo avrebbe fatto accettare.Anche perchè se non portavo a casa la mia parte non c'era neanche la mia parte di cibo sulla tavola N.B. non che mio padre fosse uno stronzo ma proprio i soldi non c'erano e avere uno che stava attaccato 10 ore al computer magari dopo aver rifiutato un lavoro in cui poteva imparare/guadagnare ed intanto farsi esperienza proprio non lo concepiva (neanche io a dire il vero)
      • Anonimo scrive:
        Re:
        penso abbiate ragione entrambi magari la verità sta , come stesso suole essere , nel mezzo Ognuno deve fare i conti con la realtà che lo circonda.quindi io proporrei 1 non farsi sfruttare con tanta favolette della new economy e lavoretto da figo da film2 non rimanere a casetta perche alla fine i manuali servono ma l'esperienza diretta non puo essere tralasciata ( e un genio lasciato in una stanza non aiuta nessuno )buon proseguimento a tutti p.s.w linux : )
    • Anonimo scrive:
      Re:
      ciao,il tuo momentaneo sacrificio ti fa onore, ma fa che sia momentaneo, altrimenti ti disfi da solo!non ti sto caz*iando...ho fatto più o meno come te, ma poi scontrandomi con la realtà di tutti i giorni (clienti che non vogliono pagare, pochi capitali, burocrazia estenuante etc etc) ho accettato un lavoro al volo e tutt'oggi sono qui impiegato nella neweconomy delle mie b***e.ci sono sempre i vari personaggi da baraccone!basta farsi le ossa e avere una meta comunque in barba a qualli che dicono che gli ideali li devi buttare nel cesso!Tra dieci anni o più vedremo chi sarà più soddisfatto della propria vita. tu oppure un maxloi...
    • Anonimo scrive:
      Re:

      E'
      scandalosa la disinformazione che vi
      aleggia, e chi l'ha scritto dovrebbe secondo
      me rileggerlo seriamente e confrontarlo con
      i dati delle aziende che CRESCONO e non
      prendere in considerazione solamente quelle
      che chiudono, perchè queste, secondo me,
      chiudono proprio perchè erano improntate sul
      VECCHIO modo di vedere il lavoro, senza
      capire che è iniziata una nuova era, dove
      non c'è posto per i vecchi, anche se sono
      economicamente forti, perchè verranno
      schiacciati dai poveri giovani, che presto
      prenderanno il loro posto, migliorando la
      vita stessa e quindi il mondo!

      Max
      maxloi@hotmail.com"..... sta vivendo un periodo di crescita continua sostenuta dall'apertura dei mercati dell'energia e delle telecomunicazioni europei. Ciò ha generato incredibili opportunità commerciali. In pochi anni siamo diventati una delle "blue chip" di riferimento nel panorama internazionale. Sempre più spesso, autorevoli riviste riconoscono pubblicamente i nostri successi. Il nostro obbiettivo è consolidare i risultati ottenuti e aumentare le nostre potenzialità di crescita. Creatività, dinamismo, innovazione, dedizione, flessibilità sono alla base della nostra cultura aziendale. A breve, espanderemo il nostro ufficio di Milano ed avremmo bisogno di persone capaci di raccogliere le sfide e le opportunità che la liberalizzazione del mercato nazionale ci pone di fronte. Se desideri far parte del nostro team basato a Milano, ti chiediamo di verificare periodicamente le posizioni richieste che di volta in volta appariranno su questa webpage...." Presa dalla chache di Google, la società sichiama ancora ENRON...ma le promesse sonosvanite insieme ai soldi che ha ingoiato...Evviva il libero mercato....
      • Anonimo scrive:
        Re:
        Come per qualsiasi settore, non solo quello informatico, nascono e muoiono aziende fantasma e non, che, anche se a volte in buona fede, sono convinte di poter "spaccare il mondo" con la loro buona volontà e le loro "idee innovative". Ma dato che questo è ancora un mondo "sconosciuto ai più", il rischio di commettere sbagli è ancora grande, quindi bisogna saper "scegliere" con chi lavorare, a chi credere, a chi concedere la nostra potenzialità di crescere e far crescere. Noi tutti non siamo più solamente dei "robot" che possono essere sostituiti addirittura dalle macchine, ma siamo l'unico strumento che hanno in mano le aziende per poter crescere, quindi il nostro valore aumenta a dismisura nei confronti dei "vecchi lavori". Ovviamente, chi ha più passione, più voglia di fare, più capacità di crescita, avrà la meglio sugli altri.
  • Anonimo scrive:
    Dubito......
    Dubito proprio che un taiwanese o un indiano con master negli USA venga a lavorare in Italia con un bel CFL a 42 milioni lordi e quinto metalmeccanico.Se qualche straniero arrivera' in Italia sara' solo uno scarto degli USA in primis, della Germania in secondis.Semmai, se dovesse ripartire veramente l'economia USA forse ci saranno tanti figli di Dante a dirigersi verso l'America.
  • Anonimo scrive:
    E' vero ma ...
    Massimo, è vero che le famose startup hanno apporfittato/approfittano di figure professionali sfruttandole ma non sono d'accordo quando mi dici che le persone messe in mobilità da Virgilio non si possono ricollocare in fretta.Io sono convinto che manchino delle risorse qualificate e che le aziende tecnologiche cerchino personale; basta farsi un giro su Qualche NG o sfogliare qualche giornale per rendersene conto. Io me ne accorgo anche dal prezzo (alto) a cui riesco a vendere i miei servizi di programmatore freelance. Va da se che le società che crescono, e di conseguenza assumono sono quelle più "concrete", ben lontane dalla filosofia Trendi della "Mil@no da Cliccare" di uno o due anni fa, fatta da Venture Capitalist o Figli di Papà. Diciamo che ragionano di più a livello "Capannone" (Come direbbe qualcuno ...)Un altro segnale che conferma le mie convinzioni è quello del fenomeno del Body Rental che moltissime società informatiche fanno, se non ci fosse un eccesso di domanda non sarebbe conveniente farlo ... o sbaglio?La realtà di cui parlo è quella Milanese/Lombarda ... Ah si, ma siamo nella new economy e non esistono ( o meglio non dovrebbero esistere ) confini .. altra b@ggi@nat@ della Mil@no da Cliccare ...Ciao e Buon LavoroCla
  • Anonimo scrive:
    Il colmo dei colmi
    Sapete qual'e' il colmo dei colmi? Vivere nell'era di internet, lavorare in un'azienda legata al mondo della rete e nonostante questo continuare imperterriti a rifiutare il concetto di "flessibilita' del lavoro".
    • Anonimo scrive:
      Re: Il colmo dei colmi
      Beh, dipende cosa intendi per 'flessibilità'. Se flessibilita' significa lavorare 50-60 ore a settimana senza orario con cellulare aperto 24 su 24 per 60 milioni l'anno, forse sarebbe il caso di fermarsi a riflettere non credi.Ci sono altre cose nella vita a parte il lavoro, almeno io la penso cosi'.Volente o nolente alla fine occorre fare i conti non con il salario annuale ma con la paga oraria che nel limite del possibile permette, se buona, di lavorare il giusto senza compromettere la propria esistenza.Inoltre, se si fa per caso riferimento all'articolo 18, occorre secondo me sottolineare che in Italia non esistono gli ammortizzatori sociali che ci sono negli USA, ed inoltre il mercato non e' cosi' dinamico e reattivo come quello statunitense non solo per problemi strutturali dovuti alla legislazione ma anche per un problema di cultura che riguarda non solo i lavoratori, ma anche gli imprenditori.Eliminare l'articolo 18 in questo momento in Italia con le condizioni che ci sono riporterebbe l'Italia nel medioevo. Occorrerebbere un progetto di ben piu' ampio respiro.La situazione Italiana la conosciamo tutti. Ci sono ben poche isole felici, e nella maggioranza dei casi gli imprenditori odierni non sono sto granche'. Spesso sono figli di papa', che non sanno cosa vuol dire fame e cosa significa lavorare e fare la gavetta, e non riescono a continuare il lavoro dei loro genitori che, loro si, sono cresciuti dal basso.Questi vivono sulle fortune accumulate dai padri e con gli aiuti statali che arrivano sempre grazie ale conoscenze dei padri.E' notizia di ieri che il Montezemolo chiede l'elemosina al governo per l'editoria. La morale e sempre la stessa se va bene mangiamo e se va male paghino gli altri.In Italia sono ben pochi quelli che veramente rischiano ed hanno coraggio a cercare l'innovazione, il risultato a lungo termine.In questo grado, ahime, credo che occorra andare con i piedi di piombo su certi argomenti. E non te lo dico perche' sostenitore del posto fissa o pseudo-comunista convinto, ma perche' faccio i conti con la realta' che mi circonda oggi giorno.Stiamo attendi prima di fare cazz..e, e lasciamo perdere le ideologie e guardiamo i fatti del nostro paese.
      • Anonimo scrive:
        Errata corrige
        - Scritto da: JoCKerZ
        Beh, dipende cosa intendi per
        'flessibilità'. Se flessibilita' significa
        lavorare 50-60 ore a settimana senza orario
        con cellulare aperto 24 su 24 per 60 milioni
        l'anno, forse sarebbe il caso di fermarsi a
        riflettere non credi.
        Ci sono altre cose nella vita a parte il
        lavoro, almeno io la penso cosi'.
        Volente o nolente alla fine occorre fare i
        conti non con il salario annuale ma con la
        paga oraria che nel limite del possibile
        permette, se buona, di lavorare il giusto
        senza compromettere la propria esistenza.
        Inoltre, se si fa per caso riferimento
        all'articolo 18, occorre secondo me
        sottolineare che in Italia non esistono gli
        ammortizzatori sociali che ci sono negli
        USA, ed inoltre il mercato non e' cosi'
        dinamico e reattivo come quello statunitense
        non solo per problemi strutturali dovuti
        alla legislazione ma anche per un problema
        di cultura che riguarda non solo i
        lavoratori, ma anche gli imprenditori.
        Eliminare l'articolo 18 in questo momento in
        Italia con le condizioni che ci sono
        riporterebbe l'Italia nel medioevo.
        Occorrerebbere un progetto di ben piu' ampio
        respiro.
        La situazione Italiana la conosciamo tutti.
        Ci sono ben poche isole felici, e nella
        maggioranza dei casi gli imprenditori
        odierni non sono sto granche'. Spesso sono
        figli di papa', che non sanno cosa vuol dire
        fame e cosa significa lavorare e fare la
        gavetta, e non riescono a continuare il
        lavoro dei loro genitori che, loro si, sono
        cresciuti dal basso.
        Questi vivono sulle fortune accumulate dai
        padri e con gli aiuti statali che arrivano
        sempre grazie alle conoscenze dei padri.
        E' notizia di ieri che il Montezemolo chiede
        l'elemosina al governo per l'editoria. La
        morale e' sempre la stessa se va bene
        mangiamo e se va male paghino gli altri.
        In Italia sono ben pochi quelli che
        veramente rischiano ed hanno coraggio a
        cercare l'innovazione, il risultato a lungo
        termine.
        Con questo quadro della situazione, ahime,
        credo che occorra
        andare con i piedi di piombo su certi
        argomenti. E non te lo dico perche'
        sostenitore del posto fisso o
        pseudo-comunista convinto, ma perche' faccio
        i conti con la realta' che mi circonda ogni
        giorno.
        Stiamo attendi prima di fare cazz..e, e
        lasciamo perdere le ideologie e guardiamo i
        fatti del nostro paese.
        • Anonimo scrive:
          Re: Errata corrige

          all'articolo 18, occorre secondo me
          sottolineare che in Italia non esistono gli
          ammortizzatori sociali che ci sono negli
          USAPensavo che NON ci fossero ammortizzatori sociali: leggo che due milioni di americani non possono piu' pagarsi l'assicurazione sanitaria, dopo i fatti di Settembre.Qualcuno puo' chiarirmi questo punto?
          • Anonimo scrive:
            Re: Errata corrige
            - Scritto da: Balbo

            all'articolo 18, occorre secondo me

            sottolineare che in Italia non esistono
            gli

            ammortizzatori sociali che ci sono negli

            USA
            Pensavo che NON ci fossero ammortizzatori
            sociali: leggo che due milioni di americani
            non possono piu' pagarsi l'assicurazione
            sanitaria, dopo i fatti di Settembre.Non sono molto informato sugli USA, qualche tempo fa ho parlato con un Italiano in Germania (tutti dicono che l'abolizione dell'art.18 serve per uniformarci all'europa) e lui mi ha detto che da loro erano anni luce avanti, come sanita' e come "disoccupazione" (ovvero il disoccupato non moriva di fame).More Info?
          • Anonimo scrive:
            Re: Errata corrige
            - Scritto da: Dixie


            - Scritto da: Balbo


            all'articolo 18, occorre secondo me


            sottolineare che in Italia non esistono

            gli


            ammortizzatori sociali che ci sono
            negli


            USA

            Pensavo che NON ci fossero ammortizzatori

            sociali: leggo che due milioni di
            americani

            non possono piu' pagarsi l'assicurazione

            sanitaria, dopo i fatti di Settembre.

            Non sono molto informato sugli USA, qualche
            tempo fa ho parlato con un Italiano in
            Germania (tutti dicono che l'abolizione
            dell'art.18 serve per uniformarci
            all'europa) e lui mi ha detto che da loro
            erano anni luce avanti, come sanita' e come
            "disoccupazione" (ovvero il disoccupato non
            moriva di fame).

            More Info?La modifica dell'articolo 18 ci porta nel medio evo? Ridicolaggini. Che in Germania abbiano uno stato sociale che fa impalliire il nostro e' invece tristemente vero: burocrazia snella, sussidi di disoccupazione in tempi rapidi (cioe' subito non appena uno e' senza lavoro!) e di cifre congrue al costo della vita, rimborsi delle tasse in 4 settimane contro gli anni del nostro sistema fiscale... questo solo per citare alcuni aspetti. Lo stesso dicasi per la Francia e molti altri paesi nordici.Quanto agli ammortizzatori sociali USA essi esistono a dispetto di cio' che normalmente si crede. Vi sono varie forme di assistenza sociale per chi dimostra di essere veramente bisognoso, come le mense, sussidi alle famiglie e simili. Anche l'assistenza sanitaria e' pubblica e a carico dello stato per i piu' bisognosi. Allora perche' si parla tanto dell'assistenza sanitaria molto salata degli USA? Perche' in USA le tasse sulla assistenza sanitaria non sono detratte dallo stipendio a priori, ma ciascuno investe parte dei suoi guadagni in una assicurazione sanitaria, con una compagnia di sua scelta ed alle condizioni che crede, e se vuole puo' anche non pagare alcuna assitenza e comperarsi cio' che gli piace. Se uno NON si paga una assicurazione e spende per altri beni o servizi, si trova certamente in gravi difficolta' economiche nel caso di un ricovero ospedaliero.E' chiaro quindi che se una persona si impoverisce cio' potrebbe anche voler dire che non e' piu' in grado di pagarsi una assicurazione sanitaria (quindi forse puo' essere vero che due milioni di americani non possono piu' pagarsi l'assicurazione sanitaria, dopo i fatti di settembre).E' chiaro anche pero' che se uno e' veramente povero, ha l'assistenza sanitaria statale.
          • Anonimo scrive:
            Re: Errata corrige

            La modifica dell'articolo 18 ci porta nel
            medio evo? Ridicolaggini. Se fossi stato piu' attento nel leggere il mio intervento avresti capito che io non sono contro l'abolizione dell'articolo 18, ma sono contro l'eliminazione dell'articolo 18 in queste condizioni sociali. Prima si fanno gli ammortizzatori sociali adeguati e poi puoi proporre di eliminare l'articolo 18. Non si puo' fare il viceversa perche' nel frattempo qualcuno paghera' a duro prezzo sulla propria pelle, e qui parliamo non di cellulare si o cellulare no ma di fame.Poi a dir il vero ci sono altre ragioni che portano una grossa resistenza sul tema dell'articolo 18.Io non so te, ma hai mai provato a chiedere un prestito in una banca italiana se non hai un contratto a tempo indeterminato?A meno che tu non abbia un patrimonio che garantisce tre volte la cifra che chiedi non ti danno un fico secco! Il che significa che non puoi comprarti casa, macchina e quant'altro.La cultura bancaria in Italia e' anni luce da quella dei paesi anglosassoni.E' troppo facile prelevare dagli altri quello che fa comodo e basta. In quei paesi certe cose funzionano perche' c'e' un contesto che lo permette che in Italia non c'e'.Per non parlare di un argomento importante che in Italia tutti i politici omettono maliziosamente: l'Italia e' un paese che esporta tantissimo di quello che produce, cioe' il problema del mercato interno e' marginale. Ecco perche' la svalutazione monetaria del passato ha fatto la fortuna degli imprenditori e la fame dei poveracci. Negli USA il PIL e' per il 90% consumato negli USA che significa che gli stipendi devono rimanere alti altrimenti il mercato crolla. Questa e' la grossa differenza. Ci sono grossi problemi strutturali e culturali che fanno si che certi modelli al momento, e sottolineo al momento, in Italia non siano applicabili se non con conseguenze sociali molto gravi.Non basta sventolare ideologie e dire questo e' moderno questo e' vecchio. Non si fanno le cose in maniera adeguata sventolando slogan, ma facendo delle analisi serie.
          • Anonimo scrive:
            Re: Errata corrige
            Non e' mia intenzione imarcarmi in discorsi senza fine sull'art. 18. Mi trovo d'accordo con gran parte delle tue considerazioni, effettivamente viviamo in una nazione con uno dei sistemi bancari peggiori rispetto ai modelli esteri.Molta della nostra economia dovrebbe essere snellita e modificata a vantaggio dei risparmiatori, senza venire insultati e depredati da banche ed assicurazioni il tutto nella perfetta copertura legale nata in anni e anni di governanti compiacenti con i poteri economici. Sono anche d'accordo sul fatto che prima di una legge c'e' bisogno dell'effettivo supporto economico, materiale e legislativo che permetta di ottimizzare una situazione e non di sbilanciarla, peggiorando una situazione go'a delicata.Pero' se vogliamo parlare di slogan, nessuno se ne priva: il governo sbandiera come passi da gigante delle modeste modifiche legislative; l'opposizione sbandiera comne attentati alla costituzione sempre queste modeste modifiche legislative. E' possibile che la modifica dell'art.18 possa avere conseguenze negative e/o positive, va valutata con attenzione, l'opposizione deve far valere le proprie posizioni. Peccato pero' che nel parlare comune non si dia sostegno alle proprie argomentazioni come hai ben fatto tu. Nel comune chiaccherare, ogni atto legislativo e' "un enorme progresso" oppure "un passo indietro di 500 anni" per chi ne e' contrario.Bella la retorica, pero' ha stufato. Non aiuta certo a capire le cose, ma solo a mistificarle. E' quindi al linguaggio che e' rivolta la mia critica, ecco perche' ho liquidato come "ridicola" la tua affermazione. Mi pare che troppo spesso si parli con espressioni dialetticamente efficaci, ma insulse ai fini di giudicare con cognizione un dato fatto. Mi ha fatto piacere quindi leggere il tuo esauriente messaggio successivo.
          • Anonimo scrive:
            Re: Errata corrige
            Grazie. Purtroppo come tu sai meglio di me certe discussioni argomentate si vedono solo su internet. E' davvero una tristezza la mediocrita' in cui siamo caduti.Il mondo e' rosso o neroqui in Italia, anzi Berlusconiano o contro. La verita' e' che il nostro mondo politico e' mediocre, come il sistema di informazione (escludo internet usata da pochi) ma ahime mi sono convinto che non ci meritiamo molto di piu'.Uno dei padri fondatori degli Stati Uniti disse 'In democrazia ogni popolo ha il governo che si merita'. Beh, sono cinquant'anni che vediamo i risultati.
          • Anonimo scrive:
            Re: Errata corrige
            - Scritto da: JoCKerZ
            Grazie. Purtroppo come tu sai meglio di me
            certe discussioni argomentate si vedono solo
            su internet. E' davvero una tristezza la
            mediocrita' in cui siamo caduti.
            Il mondo e' rosso o neroqui in Italia, anzi
            Berlusconiano o contro. La verita' e' che il
            nostro mondo politico e' mediocre, come il
            sistema di informazione (escludo internet
            usata da pochi) ma ahime mi sono convinto
            che non ci meritiamo molto di piu'.
            Uno dei padri fondatori degli Stati Uniti
            disse 'In democrazia ogni popolo ha il
            governo che si merita'. Beh, sono
            cinquant'anni che vediamo i risultati.E' la prima volta che leggo un'analisi sensatasull'abolizione (pardon leggera modifica) dell'articolo 18..Se tocca davvero così poca gente come diconoperchè ritrovarsi con un'effetto psicologicodisastroso sui consumi e quindi sul pil equindi sulla crescita ???
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