Tiscali decide di chiudere Microportal

Il fornitore inglese della tecnologia necessaria non è riuscito ad aggiornare a dovere il sistema che ha continuato a funzionare a singhiozzo. Per questo Tiscali comunicherà ufficialmente nei prossimi giorni la chiusura del servizio


Roma – Si chiude l’esperienza di Microportal per Tiscali. Il provider ha confermato ieri a Punto Informatico che nei prossimi giorni comunicherà agli utenti la chiusura ufficiale del servizio.

Che vi fossero problemi con il funzionamento del sistema è cosa nota ai molti utenti Tiscali che in questi mesi hanno utilizzato la “tool bar”. Un servizio pensato per consentire all’utente di rifarsi delle spese telefoniche mentre è collegato ad internet, con la visualizzazione di banner pubblicitari e link inviati dal sistemone con un meccanismo molto simile ad altri sistemi “pay-to-surf”.

La differenza, rispetto ai servizi che consentivano rimborsi per una navigazione associata a pubblicità, è che questo sistema era fornito direttamente ai propri utenti da uno dei maggiori provider e compagnie telefoniche nazionali. Ora pare proprio che i problemi tecnici legati a Microportal non lascino scelta all’azienda di Renato Soru.

Nei prossimi giorni Tiscali invierà agli abbonati che sfruttano Microportal una lettera nella quale, scusandosi per l’accaduto, spiegherà come “dopo circa un anno dalla partenza del servizio Microportal – Flat Zero abbiamo sperimentato, nostro malgrado, problemi tecnici la cui entità si è intensificata soprattutto nel corso dell’ultimo mese”.

Il problema che si è rivelato invalicabile è stato quello dell’aggiornamento e dell’ottimizzazione del software, un prodotto realizzato dall’inglese Autonomy che non ha ancora fornito “una soluzione tecnica soddisfacente”.

“Di conseguenza – si legge nella bozza della lettera agli abbonati, che Tiscali ha inviato in anteprima a Punto Informatico – nell’obiettivo di tutelare il rapporto con i nostri clienti, pur con grande rammarico da parte nostra, abbiamo deciso di sospendere temporaneamente il servizio piuttosto che continuare ad erogarlo in maniera irregolare.”

Tocca prenderla con… FREElosophia.

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  • Anonimo scrive:
    Re: comunque...

    Solo che a casa mia questo è il tipico
    comportamente da bambino di 5 anni. Ma siScusa ma perche' mai? E' il comportamento giusto di un'azienda , se Apple non usasse macosx sul suo webserver come potrebbe proporlo agli altri?
    sa, alla M$ non possono salire troppo di QI,
    senno non riuscirebbero più a interfacciarsi
    con gli utenti.No per la verita' il comportamento da bambini di 5 anni e' solitamente degli utenti linux che appena pescano qualcosa "gne'gne' microsoft usa apache vuol dire che non si fida di IIS" , come successe con hotmail.
    • Anonimo scrive:
      Re: comunque...

      No per la verita' il comportamento da
      bambini di 5 anni e' solitamente degli
      utenti linux che appena pescano qualcosa
      "gne'gne' microsoft usa apache vuol dire che
      non si fida di IIS" , come successe con
      hotmail. Il comportamento di un bambino da 5 anni non e' ne' di utenti MS ne' di quelli Linux (io li uso entrambi, volente o nolente): il problema, grave, e' dire (MS) che non hanno mai usato software OpenSource e fare invece l'opposto. Tutto qui.Ripeto, io ho riportato la notizia che Listbot usa qmail solo perche' un portavoce MS si e' sbrigato a smentire il tutto e a dichiarare che non e' mai stato fatto uso di SW OpenSource. Se lo vuoi sapere, HotMail non usa Exchange (a quanto mi risulta) ma cio' (giustamente) non ha fatto scalpore.Ciao
  • Anonimo scrive:
    qmail non mi risulta opensource
    Non ho visto eventuali recenti cambi di licenza di qmail,ma fino ad un anno fa non permetteva la distribuzione dipacchetti binari compilati, quindi viola la libera distribuzionee non potrebbe essere OpenSource.
    • Anonimo scrive:
      Re: qmail non mi risulta opensource
      - Scritto da: Michele D. S.
      Non ho visto eventuali recenti cambi di
      licenza di qmail,
      ma fino ad un anno fa non permetteva la
      distribuzione di
      pacchetti binari compilati, quindi viola la
      libera distribuzione
      e non potrebbe essere OpenSource.il fatto che non sia sotto GPL non vuol dire che non sia opensource.
    • Anonimo scrive:
      Re: qmail non mi risulta opensource
      - Scritto da: Michele D. S.
      Non ho visto eventuali recenti cambi di
      licenza di qmail,
      ma fino ad un anno fa non permetteva la
      distribuzione di
      pacchetti binari compilati, quindi viola la
      libera distribuzione
      e non potrebbe essere OpenSource.qmail ha sempre permesso la distribuzione di binari, solo che:1) il binario deve corrispondere a un'installazione standard e non sono permesse modifiche (es: installarlo in /usr/local/qmail al posto di /var/qmail)2) qualsiasi cosa (compilatore, kernel, ecc.) che comprometta il funzionamento di qmail rende indistribuibile il binario ottenuto per tale piattaformaMi sembrano comunque limitazioni sensate. Le info le ho prese da http://cr.yp.to/qmail/dist.htmlComunque, OpenSource significa solo che i sorgenti sono "open", tutto qui. Poi la licenza con la quale si distribuiscono puo' variare.Ciao
    • Anonimo scrive:
      Re: qmail non mi risulta opensource AH NO?
      biz@miz~$ apt-cache show qmail-srcPackage: qmail-srcPriority: extraSection: non-free/mailInstalled-Size: 328Maintainer: Jon Marler Architecture: allSource: qmailVersion: 1.03-17Depends: dpkg-dev (
      = 1.4.0.20), patch (
      = 2.5-0bo1), gcc, make, fakeroot | sudoRecommends: ucspi-tcp-srcFilename: pool/non-free/q/qmail/qmail-src_1.03-17_all.debSize: 273374MD5sum: 5caa6ea432ce1e0820d5fea3e225b214Description: Source only package for building qmail binary package qmail is a secure Secure, reliable, efficient, simple mail transport system. . Dan Bernstein (qmail's author) only gives permission for qmail to be distributed in source form, or binary for by approval. This package has been put together to allow people to easily build a qmail binary package for themselves, from source. . If there is a package called qmail available, then Dan has approved the binary version of the package for approval, so you might as well install that and save yourself some effort.
  • Anonimo scrive:
    Usano Solaris
    Ho provato un paio di tool di scansione e segnalano Solaris come OS usato.
    • Anonimo scrive:
      Re: Usano Solaris
      A me, risulta:# queso lb5.listbot.com 204.71.191.15:80 * Reliant Unix from Siemens-NixdorfMimmus- Scritto da: Fede
      Ho provato un paio di tool di scansione e
      segnalano Solaris come OS usato.
  • Anonimo scrive:
    Non è una novità
    Non è una novità che Microsoft utilizzi ancora dei sistemi UNIX per alcuni dei propri siti.Lo stesso era accaduto con Hotmail, idem con bCentral.Microsoft ha acquistato dei servizi già esistenti su Internet che però non funzionano, o non funzionavano, su sistemi NT. La filosofia seguita da Microsoft è quella del profitto, e va oltre le banalità del genere "il mio sistema è più bello del tuo". Evidentemente la migrazione completa del servizio ListBot su sistemi NT non è ancora conveniente all'azienda, probabilmente per la complessità preesistente del servizio stesso.Dubito infatti che in Microsoft non riescano ad ottenere delle prestazioni maggiori con i sistemi che hanno loro stessi sviluppato: si guardi solo Hotmail o MSN, la cui complessità supera notevolmente quella di ListBot.Probabilmente, il gioco di trasferire tutto su sistemi Windows non vale la candela.Certo, non è escluso che in futuro non avverrà: ma se lo farà, sarà perché conveniente - non perché ragazzini fanno notare un'incoerenza che, in fondo, non porta a nulla di importante.Herr Abraxas
    • Anonimo scrive:
      Re: Non è una novità
      - Scritto da: Herr Abraxas
      Non è una novità che Microsoft utilizzi
      ancora dei sistemi UNIX per alcuni dei
      propri siti.
      Lo stesso era accaduto con Hotmail, idem con
      bCentral.Infatti non e' mai stata una novita'. Mi ricordo che fino a pochi mesi fa HotMail (almeno i relay) giravano ancora con qmail modificato pure loro.
      Dubito infatti che in Microsoft non riescano
      ad ottenere delle prestazioni maggiori con i
      sistemi che hanno loro stessi sviluppato: si
      guardi solo Hotmail o MSN, la cui
      complessità supera notevolmente quella di
      ListBot.Sono d'accordo.
      Probabilmente, il gioco di trasferire tutto
      su sistemi Windows non vale la candela.
      Certo, non è escluso che in futuro non
      avverrà: ma se lo farà, sarà perché
      convenienteLa convenienza, dal punto di vista MS, non e' solo da vedere da un punto di vista di tecnico, ma anche da quello commerciale.
      - non perché ragazzini fanno
      notare un'incoerenza che, in fondo, non
      porta a nulla di importante.Spero tu non ti riferisca a me come ragazzino, anche perche' non mi ci sento proprio: ho fatto notare quello che e' stato tassativamente negato da Microsoft stessa. Ti riporto un pezzo di notizia:"Secondo il WSJ, in una recente intervista Microsoft avrebbe espressamente negato di aver mai utilizzato codice open source e tanto meno di essersi avvalsa di FreeBSD per tenere in piedi Hotmail."Ciao
    • Anonimo scrive:
      Re: Non è una novità
      Non c'è un commmento adatto per queste porcherie che scrivi. - Scritto da: Herr Abraxas
      Non è una novità che Microsoft utilizzi
      ancora dei sistemi UNIX per alcuni dei
      propri siti.
      Lo stesso era accaduto con Hotmail, idem con
      bCentral.

      Microsoft ha acquistato dei servizi già
      esistenti su Internet che però non
      funzionano, o non funzionavano, su sistemi
      NT.
      La filosofia seguita da Microsoft è quella
      del profitto, e va oltre le banalità del
      genere "il mio sistema è più bello del tuo".
      Evidentemente la migrazione completa del
      servizio ListBot su sistemi NT non è ancora
      conveniente all'azienda, probabilmente per
      la complessità preesistente del servizio
      stesso.

      Dubito infatti che in Microsoft non riescano
      ad ottenere delle prestazioni maggiori con i
      sistemi che hanno loro stessi sviluppato: si
      guardi solo Hotmail o MSN, la cui
      complessità supera notevolmente quella di
      ListBot.
      Probabilmente, il gioco di trasferire tutto
      su sistemi Windows non vale la candela.
      Certo, non è escluso che in futuro non
      avverrà: ma se lo farà, sarà perché
      conveniente - non perché ragazzini fanno
      notare un'incoerenza che, in fondo, non
      porta a nulla di importante.

      Herr Abraxas
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