Torrentnews, nome sbagliato nel momento sbagliato

Corte d'appello e collecting society usano le maniere forti contro l'amministratore del sito francese che ha semplicemente scelto un nome sgradito. Perché la sua storia sia da monito per tutti

Roma – Il proprietario e webmaster di Torrentnews, conosciuto con il nickname Blackistef, rischia di subire il sequestro dei suoi beni in seguito alla condanna subita dal suo sito in Francia.

I tribunali francesi avevano condannato l’amministratore del sito a quattro mesi di carcere e circa 19mila euro di danni e interessi di mora: la colpa era semplicemente quella di richiamare con il nome la tecnologia secondo il giudice sinonimo inequivocabile di attività illecita. I torrent, si legge nella sentenza, “sono conosciuti dagli internauti soprattutto come mezzo per impiegare il protocollo BitTorrent il cui obiettivo principale, se non unico, è lo scaricare opere protette dalla proprietà intellettuale”.

Già delle motivazioni stiracchiate avevano attirato critiche nei confronti della sentenza , e ora la giustizia francese sembra accanirsi su Blackistef: la Corte di Appello ha ordinato la non restituzione dell’attrezzatura che gli era stata sequestrata nel 2008 durante le indagini (due hard disk, mouse, tastiera, televisore e un Freebox).

Inoltre SACEM, il corrispettivo transalpino di SIAE, ha deciso di usare la mano pesante: con una lettera gli ha intimato il pagamento di quanto previsto dalla condanna più 500 euro di interessi e 200 euro per spese di notifica, per un totale di 19.922,66 euro . Se non ci riuscirà SACEM provvederà al sequestro dei suoi beni.

Nella lettera, pubblicata sul blog di Torrentnews.net si legge della scelta esplicita di durezza da parte della SACEM: “dal momento che con il suo sito ha contribuito a sviluppare una vasta economia sotterranea che ha contribuito alla destabilizzazione dell’economia legata alle opere artistiche, deve esservi una sanzione esemplare che possa avere anche un effetto dissuasivo”.

Claudio Tamburrino

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