Trump non rinuncia al suo Galaxy

Il Presidente degli Stati Uniti sta ancora utilizzando il suo "vecchio" smartphone Samsung, con possibili rischi per la sicurezza del Paese e della sua incolumità. E anche con gli altri membri del Congresso non sembra andar meglio

Roma – Telefoni criptati e dispositivi impenetrabili alla 007? Sembra non essere cosa per Donald Trump. Il 54esimo presidente degli Stati Uniti d’America non sembra aver preso troppo sul serio la necessità di cambiare smartphone per questioni di sicurezza nazionale. Con l’utilizzo del suo dispositivo personale potrebbe mettere a repentaglio la sua vita e creare gravi danni alla stabilità del Paese (si pensi ai segreti di Stato che potrebbero essere violati proprio attraverso il suo cellulare). Sullo stesso tema, anche il predecessore Barack Obama era sceso a compromessi accettando, malvolentieri , di utilizzare un Black Berry modificato.

Eppure Trump, come notato dal New York Times (e come evidente da alcuni tweet dell’account @realDonaldTrump pubblicati da un dispositivo Android) sta continuando a usare il suo vecchio cellulare Android . Si tratterebbe   presumibilmente di un Samsung Galaxy S3 o S4 , come in parte confermato in un recente tweet . Il telefono attuale è sicuramente dotato di un software specifico per la sicurezza chiamato Software Knox sviluppato dalla stessa Samsung. Il software possiede varie certificazioni tra le quali spicca quella del Dipartimento della Difesa degli USA che garantisce l’impenetrabilità e la pulizia del dispositivo di almeno alcuni file sensibili, se ben configurato. Ma è sufficiente?

Nonostante non vi siano informazioni circa la configurazione, quel che è noto è che il sistema Android sarebbe meno sicuro di iOS e Windows . Spesso tra la scoperta di una possibile falla e la pubblicazione dell’aggiornamento da parte di Google passano diversi giorni o settimane. È curioso l’accanimento di Trump verso l’utilizzo del suo vecchio cellulare, rifiutando una soluzione ad hoc proposta dalla Difesa americana (che sia solo questione di tempo?). Forse anche l’uomo più potente del mondo non è disposto a rinunciare alla comodità di un telefono moderno (selfie e messaggini compresi).

Allo stato attuale il presidente sarebbe esposto a numerose minacce , tra le quali spiccano malware, software spia in grado di penetrare nelle reti alle quali il dispositivo si aggancia o di utilizzare telecamera e microfono per azioni di spionaggio. Anche la geolocalizzazione è un dato sensibile facilmente carpibile addirittura attraverso app legittime. Niente male vero?

Greg Linares, esperto in sicurezza e intelligence, come molti altri analisti sospetta che “probabilmente i Servizi Segreti considerano il dispositivo già compromesso evitando che abbia collegamenti con materiali, risorse, reti e documenti segreti o ufficiali”.

Anche l’entourage del presidente sarebbe esposto a minacce. Il gruppo di hacker WauchulaGhost avrebbe già messo gli occhi su numerose falle che renderebbe facile far breccia in molti account Twitter dei fedeli di Trump (@POTUS, @FLOTUS e @VP tra questi). E pensare che sole poche settimane fa era Hillary Clinton quella tacciata di essere stata incauta per via delle email trafugate dal suo account privato. La Casa Bianca dispone dei migliori server privati e dei migliori sistemi di sicurezza al mondo, ma secondo quanto riportato da News Week , molti alla Casa Bianca starebbero ancora usando indirizzi email gravitanti nei meno sicuri server del Partito repubblicano ( rnchq.org ).

Insomma, la musica è sempre la stessa: istruire le persone affinché sfruttino la tecnologia a disposizione nella maniera corretta è tutt’altro che facile. Anche quando ne va della sicurezza del mondo intero.

Mirko Zago

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