Tutto cambia, con o senza Steve

di D. Galimberti - Il futuro dell'informatica e dell'elettronica di consumo non è ancora scritto. Steve Jobs ha contribuito a modellarne gli ultimi 30 anni. Per i prossimi 30 si attende un nuovo visionario

Roma – Non sono mai stato bravo ad affrontare certe circostanze, e lo sono ancora meno in un contesto che non mi vede coinvolto in prima persona ma solo come “osservatore esterno”. Non voglio parlarvi di Steve Jobs, della sua vita, dei suoi successi, dei flop, e delle sue contraddizioni: sono sicuro che molti altri l’hanno già fatto, anche meglio come potrei farlo io in un commento di poche righe, quindi vi rimando ad altre letture se cercate questo tipo di informazioni. Quello che vorrei fare, nei limiti del possibile, è dare un’idea di quello che Jobs ha rappresentato per Apple e per i suoi utenti, nonché per tutto il mondo dell’informatica.

Quando mi avvicinai al mondo Apple (grossomodo 20 anni fa) non sapevo nemmeno chi fosse Steve Jobs: nell’ingenuità dei miei 20 anni di eta rimasi semplicemente affascinato dal Mac. In quel periodo stavano iniziando gli anni peggiori per la società di Cupertino, e dopo qualche anno di utilizzo cominciai ad interessarmi maggiormente della nascita del Mac, del suo sistema operativo, e di Apple. Fu così che entrai in contatto con la storia di questa azienda e quindi, indirettamente, con Steve Jobs, Steve Wozniack, John Sculley , Gil Amelio . Quando iniziai a prendere consapevolezza della situazione accolsi addirittura con un po’ di scetticismo il rientro di Jobs in Apple, anche se bastarono un paio d’anni della nuova gestione a farmi cambiare idea.

Come ho avuto modo di raccontare in altre occasioni, è impossibile immaginare cosa sarebbe oggi Apple se Jobs non se ne fosse mai andato, ma sono sicuro che quello che è oggi Apple derivi anche dalle esperienze (positive e negative) che Jobs ha accumulato con NeXT: anche perché alcuni dei suoi collaboratori più importanti (uno su tutti Scott Forstall, responsabile di iOS) arrivano proprio da lì.

Credo che Steve Jobs sia stato uno dei maggiori visionari (se non “il” maggiore visionario) di tutta la (ancora breve) storia dell’informatica: la sua idea di realizzare un computer “for the rest of us” (traducibile banalmente con “per tutti”) ha avvicinato molte persone a questo mondo, se non direttamente quantomeno portando certe idee e certi concetti che poi sono stati ripresi anche da altri. Fu Steve Jobs (con l’Apple II) a far uscire il computer dall’ Homebrew Computer Club , e fu sempre lui a comprendere che la GUI realizzata dalla Xerox non doveva restare confinata in ambienti relegati alle grandi aziende, ma doveva approdare su macchine su macchine alla portata di tutti (il Macintosh). Poco dopo il suo rientro in Apple chiuse il progetto Newton per iniziare quel lavoro che (dopo sette anni) portò alla nascita di iOS, dell’iPhone, e dell’iPad, rivoluzionando ancora una volta alcuni concetti dell’informatica per consentire una maggiore accessibilità al mondo di smartphone e tablet.

Apple e l’informatica continueranno ad evolversi anche senza Jobs ma per i prossimi anni la sua influenza indiretta sarà ancora evidente in tutti quei progetti il cui sviluppo è iniziato quando era ancora CEO. Steve (memore del passato) si era scelto con cura e con esperienza tutti i collaboratori a lui più vicini, collaboratori che continueranno a sviluppare prodotti con una visione sul futuro che, almeno a medio termine, non può che concordare con quello che aveva in testa anche lui.

Poco per volta però le visioni inizieranno a divergere, e il mondo dell’informatica inizierà a sentire l’influenza di qualche altro “visionario”, forse migliore di Jobs, forse peggiore: sicuramente diverso.

Domenico Galimberti
blog puce72

Gli altri interventi di Domenico Galimberti sono disponibili a questo indirizzo

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Non Me scrive:
    Esiste...
    ...ma anche no. Allo stesso tempo!Se impiegasse un femtosecondo ad eseguire calcoli complicatissimi (ad esempio: primi interi di oltre 300 cifre) a cosa servirebbe?A prevedere se un asteroide ci colpirá?A evitare le crisi finanziarie?A sapere che tempo fará? (Basta chiedere a SIRI :-) e dirgli/dirle di ricordare a tua sorella di non dimenticare l'ombrello)A prevedere un terremoto o un uragano?A prevedere la prossima estrazione del lotto?A decrittare in real-time le comunicazioni? (Addio privacy)Alla base di quello che fará ci sará l'uomo: "difettoso" per Natura!
    • came88 scrive:
      Re: Esiste...
      - Scritto da: Non Me
      ...ma anche no. Allo stesso tempo!

      Se impiegasse un femtosecondo ad eseguire calcoli
      complicatissimi (ad esempio: primi interi di
      oltre 300 cifre) a cosa
      servirebbe? Quando Euclide studiava i numeri primi era orgoglioso del fatto che non servissero a nulla. Ora servono (ad esempio) come ingrediente fondamentale di SSL.Quando Einstein studiava la relatività generale mai avrebbe pensato al GPS. Quando teorizzò l'effetto fotoelettrico mai avrebbe pensato ai CD, DVD e BD.Come possiamo sapere adesso a cosa serviranno i computer quantistici tra 10, 20, 100 o 1000 anni?
      A prevedere se un asteroide ci colpirà?
      A evitare le crisi finanziarie?
      A sapere che tempo farà? (Basta chiedere a
      SIRI :-) e dirgli/dirle di ricordare a tua
      sorella di non dimenticare
      l'ombrello)
      A prevedere un terremoto o un uragano?In tutti questi esempi il problema è che sono problemi caotici, in cui una minima incertezza sui dati iniziali diventa enorme dopo poco tempo. Quindi il computer quantistico potrà farci poco... Ma per quello che ho detto sopra potrò benissimo essere smentito.
      A prevedere la prossima estrazione del lotto?Se l'estrazione non è truccata non c'è modo di prevederla. Il sistema è volutamente caotico, valgono pertanto le considerazioni di cui sopra.
      A decrittare in real-time le comunicazioni?
      (Addio
      privacy)Questo in effetti sarebbe l'effetto più immediato.I cifrari a chiave pubblica normalmente si basano sul problema del logaritmo discreto (RSA e El Gamal su curve ellittiche inclusi) che è vulnerabile a un noto attacco su computer quantistico (che funziona solo se è nota la chiave pubblica, cosa non scontata ma spesso vera).Non sono informato sulle implicazioni del quantum computing sugli algoritmi di cifratura simmetrici ma c'è da aspettarsi che ci siano degli attacchi ora impossibili che dovranno essere tenuti in considerazione.Attenzione però che ci sono degli algoritmi a chiave pubblica per cui sembra (non mi ricordo se è stato dimostrato) che siano invulnerabili ad attacchi quantistici (è necessario andare da NP in N).Spero che quando sarà il caso verrà affrontato seriamente anche questo problema.
      Alla base di quello che farà ci sarà
      l'uomo: "difettoso" per Natura!Questa non l'ho capita...
      • unaDuraLezione scrive:
        Re: Esiste...
        contenuto non disponibile
        • came88 scrive:
          Re: Esiste...
          I problemi in P vengono risolti tranquillamente anche dai computer normali. Derifrare RSA con la chiave è un problema P, senza chiave è NP.Direi che per avere maggiore sicurezza è meglio andare in N (anche se in realtà servirebbe QMA o peggio, ma non sono ferrato sulle classi di complessità di computer quantistici...)
      • Non Me scrive:
        Re: Esiste...
        - Scritto da: came88
        Quando Euclide studiava i numeri primi era
        orgoglioso del fatto che non servissero a nulla.Mentalitá greca, mai dire cio' che si pensa. Ci ho lavorato per qualche anno...
        Ora servono (ad esempio) come ingrediente fondamentale di SSL.SSL? SHA, forse intendevi.E a che mi serve? Ad avere privacy. Ma se lo stesso calcolatore che mi garantirebbe piú privacy me la cracca nello stesso tempo! Per definizione.
        Come possiamo sapere adesso a cosa serviranno i
        computer quantistici tra 10, 20, 100 o 1000
        anni?A scrivere commenti su PI?Dammi un argomento valido per studiare i computer quantistici.Perché sono veloci?Ok, e quando hai il risultato?Il tempo "umano" comunque non permetterebbe di analizzare/assimilare l'informazione altrettanto velocemente...
        In tutti questi esempi il problema è che sono
        problemi caotici, in cui una minima incertezza
        sui dati iniziali diventa enorme dopo poco tempo.Vuoi dirmi che la legge di gravitazione é una baggianata? (nel caso dell'asteroide). Diciamo che i modelli della realtá sono "modelli" appunto, indipendenti dalla velocitá di elaborazione del computer.


        A decrittare in real-time le comunicazioni?

        (Addio

        privacy)

        Questo in effetti sarebbe l'effetto più immediato.
        I cifrari a chiave pubblica normalmente si basano
        sul problema del logaritmo discreto (RSA e El
        Gamal su curve ellittiche inclusi) che è
        vulnerabile a un noto attacco su computer
        quantistico (che funziona solo se è nota la
        chiave pubblica, cosa non scontata ma spesso
        vera).
        Non sono informato sulle implicazioni del quantum
        computing sugli algoritmi di cifratura simmetrici
        ma c'è da aspettarsi che ci siano degli attacchi
        ora impossibili che dovranno essere tenuti in
        considerazione.c'é di tutto su wikipedia :-D
        Attenzione però che ci sono degli algoritmi a
        chiave pubblica per cui sembra (non mi ricordo se
        è stato dimostrato) che siano invulnerabili ad
        attacchi quantistici (è necessario andare da NP
        in
        N).
        Spero che quando sarà il caso verrà affrontato
        seriamente anche questo
        problema.Infatti! In teoria il quantum computing permette di fare tutto "subito", quindi anche craccare istantaneamente qualsiasi codice!

        Alla base di quello che farà ci sarà

        l'uomo: "difettoso" per Natura!

        Questa non l'ho capita...Il computer é uno strumento. Se ci metto un dato sbagliato otterro' sempre e comunque una risposta sbagliata. Subito. Ma sbagliata!
        • came88 scrive:
          Re: Esiste...
          - Scritto da: Non Me
          - Scritto da: came88

          Ora servono (ad esempio) come ingrediente
          fondamentale di
          SSL.

          SSL? SHA, forse intendevi.No, proprio SSL (o TSL) visto che usano (anche) RSA che è basato sulle proprietà dei numeri primi
          E a che mi serve? Ad avere privacy. Ma se lo
          stesso calcolatore che mi garantirebbe più
          privacy me la cracca nello stesso tempo! Per
          definizione.La privacy non te la dà il calcolatore, ma il modo in cui lo usi, gli algoritmi che applichi...

          Come possiamo sapere adesso a cosa
          serviranno
          i

          computer quantistici tra 10, 20, 100 o 1000

          anni?

          A scrivere commenti su PI?

          Dammi un argomento valido per studiare i computer
          quantistici.
          Perché sono veloci?Se tu non sai cosa fartene di computer più veloci non vuol dire che il resto dell'umanità la pensi come te.
          Ok, e quando hai il risultato?
          Il tempo "umano" comunque non permetterebbe di
          analizzare/assimilare l'informazione altrettanto
          velocemente...Magari non l'utente comune, applicazioni scientifiche magari si...

          In tutti questi esempi il problema è che sono

          problemi caotici, in cui una minima
          incertezza

          sui dati iniziali diventa enorme dopo poco
          tempo.

          Vuoi dirmi che la legge di gravitazione é una
          baggianata? (nel caso dell'asteroide). Diciamo
          che i modelli della realtà sono "modelli"
          appunto, indipendenti dalla velocità di
          elaborazione del
          computer.No. La legge di gravità di Newton o di Einstein non prevede incertezza. PuntoIl problema sorge quando cerchi di applicarla a dati sperimentali, che hanno una incertezza dovuta alla misurazione.Se guardi come evolve il sisteme con dati iniziali compatibili con i dati sperimentali (cioé entro l'errore) scopri che l'errore è molto più grande dell'ordine di grandezza di quello che vuoi prevdere, ergo non prevedi nulla.Prova a farti un giro qui http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_del_caos o se vuoi un semplice esempio pratico fai un girio qui http://it.wikipedia.org/wiki/Mappa_logistica


          A decrittare in real-time le
          comunicazioni?


          (Addio


          privacy)



          Questo in effetti sarebbe l'effetto più
          immediato.

          I cifrari a chiave pubblica normalmente si
          basano

          sul problema del logaritmo discreto (RSA e El

          Gamal su curve ellittiche inclusi) che è

          vulnerabile a un noto attacco su computer

          quantistico (che funziona solo se è nota la

          chiave pubblica, cosa non scontata ma spesso

          vera).

          Non sono informato sulle implicazioni del
          quantum

          computing sugli algoritmi di cifratura
          simmetrici

          ma c'è da aspettarsi che ci siano degli
          attacchi

          ora impossibili che dovranno essere tenuti in

          considerazione.

          c'é di tutto su wikipedia :-DCerto, ma anche quello di cui parlo io appena qua sotto c'è su wikipedia :-D

          Attenzione però che ci sono degli algoritmi a

          chiave pubblica per cui sembra (non mi
          ricordo
          se

          è stato dimostrato) che siano invulnerabili
          ad

          attacchi quantistici (è necessario andare da
          NP

          in

          N).

          Spero che quando sarà il caso verrà
          affrontato

          seriamente anche questo

          problema.

          Infatti! In teoria il quantum computing permette
          di fare tutto "subito", quindi anche craccare
          istantaneamente qualsiasi
          codice!



          Alla base di quello che farà ci sarà


          l'uomo: "difettoso" per Natura!



          Questa non l'ho capita...

          Il computer é uno strumento. Se ci metto un dato
          sbagliato otterro' sempre e comunque una risposta
          sbagliata. Subito. Ma sbagliata!Chi dice il contrario?
          • Non Me scrive:
            Re: Esiste...
            - Scritto da: came88
            No, proprio SSL (o TSL) visto che usano (anche)
            RSA che è basato sulle proprietà dei numeri
            primiSSL é un protocollo di comunicazione.SHA é un algoritmo di criptazione.Lo so che lo sai, ma "repetita iuvant".Il protocollo definisce il modo in cui si apre un canale cifrato. (qui il PC fa poco)SHA definisce il modo in cui si cifra l'informazione. (qui il proXXXXXre é usato piú intensamente, quindi se SHA2 é giá veloce - alcuni algoritmi per la competizione SHA-3 hanno fallito proprio la prova "velocitá" - su un quantum computer diventa "istantaneo").La chiave della cifratura sta nella velocitá di cifratura contro la velocitá di decifratura dell'informazione da parte di un soggetto estraneo.Esistono, come affermi, algoritmi che resistono anche al quantum computing... difficile dimostrarlo per il momento!
            Se tu non sai cosa fartene di computer più veloci
            non vuol dire che il resto dell'umanità la pensi
            come
            te.Fammi un esempio di ricerca che gioverebbe dall'avere computer piú veloci di quelli attuali!
            Magari non l'utente comune, applicazioni
            scientifiche magari
            si...Vedi sopra. Ma forse i problemi che ti ho detto ricadono in quelli di cui al mio primo post (a parte il lotto che era una evidente provocazione! o hai bisogno delle faccine?)
            No. La legge di gravità di Newton o di Einstein
            non prevede incertezza.Vabbeh, finché qualcuno non dimostra il contrario. Cosa che per il momento non é riuscita, concordo. Perfino il viaggio nel tempo (letterale!) dei neutrini svizzeri (se confermato) é previsto da Einstein. Mi sfugge la relazione con la gravitá comunque, perché Einstein é stato un po' criptico in merito.
            Il problema sorge quando cerchi di applicarla a
            dati sperimentali, che hanno una incertezza
            dovuta alla misurazione.Quindi, come dicevo, il "fattore umano" é fonte di errore. Anche piú grande della misura stessa.
            Se guardi come evolve il sisteme con dati
            iniziali compatibili con i dati sperimentali
            (cioé entro l'errore) scopri che l'errore è molto
            più grande dell'ordine di grandezza di quello che
            vuoi prevdere, ergo non prevedi
            nulla.Quindi? E' quello che dico io. A cosa serve un computer superveloce se alla fine il risultato che fornisce subito é comunque incerto! E lo é visto che il computer quantistico risolve problemi in modo probabilistico per sua natura!!!
            Chi dice il contrario?Stai dicendo che il computer quantistico é utile.Io sto dicendo che ho dei dubbi: Einstein (visto che lo citi) non ebbe bisogno del computer (non c'era!). E da allora, pochi Einstein... pochi Tesla... ma molti commentatori.
          • Non Me scrive:
            Re: Esiste...
            Non dirmi che la cifratura é essenziale per la vita comune.E' essenziale ed é nata per puri scopi militari o economici (questi ultimi a fini di supremazia e dominio).E non venire a fare l'esempio del conto in banca mio o tuo, che non contano nulla. Una volta funzionava tutto lo stesso!
          • came88 scrive:
            Re: Esiste...
            Ti rispondo in fretta perché siamo andati decisamente OTSHA non è un algoritmo di cifratura ma, come dice l'acronimo stesso, di HASH.La cifratura non è indispensabile, ma questo implicherebbe rivedere in modo sostanziale la società in cui viviamo.Non è vero che un computer quantistico è più veloce di uno normale a fare qualunque cosa. Semplicemente fa cose diverse, e in questo modo riesce a risolvere facilmente ALCUNI problemi che per un computer tradizionale sono difficili.Al CERN devono elaborare i vari GB che vengono prodotti ogni minuto da LHC per scartare tutte le informazioni relative a cose note per cercare interazioni ancora ignote, secondo me in questo un computer quantistico sarebbe molto utile. Con algoritmi ancora da scrivere, sicuramente, ma secondo me ci sono buone potenzialità.Detto questo io chiudo perché siamo palesemente OT
          • Non Me scrive:
            Re: Esiste...
            Su SHA hai ragione.Anche se tale computer gioverebbe anche alla generazione di Hash!Scegli tra AES, 3DES, D-H e RSA (ma anche altri).SSL rimane un protocollo: una indicazione su come scambiare dati tra due device in modo che si capiscano (controllo errori, autenticazione, compressione, messaggio finito, messaggio ricevuto, etc.).Il computer a qu-bit é comunque sulla carta molto veloce: soprattutto a svolgere funzioni sugli interi. E giá qui le implicazioni nella ricerca sono quindi limitate (alla cifratura?).Quindi tu useresti tale computer per fare confronto di dati, non per elaborare modelli. O forse intendi per elaborare modelli e confrontare i risultati con i dati reali da esperimento? Qui non capisco io.Nel primo caso é velocissimo, senza errori.Nel secondo caso é velocissimo ma "ha un margine di errore".Questo tipo di computer ha senso solo se applicato per scopi di decifrazione (che é lo scopo della ricerca). Questo si lo sa fare bene! (Oddio anche la cifratura)Se tu con questo intendi il fatto che é piú adatto a risolvere una certa classe di problemi, ok.Ma ti rimando al mio primo post. L'ordine e il tipo delle domande non é casuale come invece sembra che hai interpretato!
          • benkj scrive:
            Re: Esiste...
            Solo una cerchia di problemi possono essere risolti piu' velocemente da un computer quantistico. Molti di questi (come l'algoritmo per fattorizzare i numeri primi) si basano sulla quantum fourier transform. Un altro importante e' l'algoritmo di Grover per velocizzare la ricerca in un database. Comunque a mio avviso la parte piu' importante riguarda la simulazione "naturale" di sistemi quantistici, cosa che aprirebbe la strada ad un sacco di applicazioni in fisica, chimica ed anche farmacia, biologia ecc.. Visto che attualmente simulare un sistema quantistico su un pc standard e' molto complicato.
Chiudi i commenti