Tutto sui PAN, in nome della trasparenza

Da Parigi un segnale ad esperti e curiosi di tutto il Mondo: è ora di conoscere lo stato delle ricerche sugli oggetti e i fenomeni inspiegabili. Online una quantità enorme di informazione, presa d'assalto dagli utenti Internet

Parigi – Gli ufologi di tutto il mondo hanno ricevuto un uovo pasquale anticipato: la sorpresa inaspettata è l’intero archivio del GEIPAN ( Groupement pour l’Etude et l’Information sur les Phénomènes Aérospatiaux Non identifiés ), l’organismo che all’interno dell’ente spaziale francese si occupa delle decine di fenomeni inspiegabili che ogni anno vengono riportati da testimoni più o meno attendibili.

La Francia, fanno sapere all’Agenzia, è il primo paese ad aver adottato una politica di totale apertura sui propri studi in materia di UFO (che gli scienziati locali preferiscono chiamare PAN: Phénomène Aérospatial Non identifié). I due paesi maggiormente impegnati in questo settore sono Stati Uniti e Regno Unito, ufficialmente per ragioni inerenti alla sicurezza del volo e dei lanci spaziali : entrambi solitamente acconsentono a fornire informazioni su un singolo caso, ma il loro archivio resta per il momento un segreto gelosamente custodito.

Ha quindi scatenato l’euforia degli appassionati la notizia che il CNES (Centre National d’Etudes Spatiales) avrebbe reso pubblico l’intero archivio dei propri lavori: in poche ore il sito del GEIPAN è diventato pressoché irraggiungibile a causa dell’enorme mole di accessi e anche adesso, mentre scriviamo, risulta irraggiungibile. Se in Francia qualcuno pensava che l’argomento potesse riscuotere un certo successo, non immaginava sicuramente una tale eco mediatica.

Persino il celebre eroe di guerra e presidente della repubblica Charles de Gaulle si interessò a queste vicende nel 1954, in seguito ad una notevole ondata di avvistamenti nei cieli francesi: invitò personalmente Jacques Patenet, oggi a capo del GEIPAN, ad investigare con attenzione questi fenomeni allo scopo di stabilire se fossero necessarie iniziative da parte del governo.

L’archivio transalpino raccoglie oltre 100.000 documenti su più di 1.650 casi registrati in Francia dal 1937 ad oggi: verranno tutti resi pubblici ad eccezione delle schede di valutazione psicologica dei testimoni, di cui verrà garantita la privacy. Lo scopo dichiarato è quello di offrire agli studiosi un autentico materiale scientifico su cui basare il proprio lavoro , piuttosto che lasciare campo libero a sette e ciarlatani.

Ogni anno si registrano tra i 50 e i 100 casi di avvistamento sul suolo francese: il 9% del totale viene spiegato riconducendo il fenomeno ad eventi atmosferici o fisici conosciuti, mentre un altro 33% ottiene una spiegazione non definitiva ma piuttosto verosimile. Ben il 30% dei fatti riportati viene dichiarato non investigabile, a causa della carenza di informazioni (segni sul terreno, tracciati radar) o per via di testimonianze poco affidabili. I restanti 28 casi su 100 vengono catalogati dagli esperti come fenomeni aerospaziali di Classe D : si tratta di tutti quegli eventi per i quali esiste una buona quantità di testimonianze e documenti attendibili, per i quali tuttavia non è stata ancora trovata alcuna spiegazione scientifica.

Sui cieli di Varsavia - disegno) Lo stesso Patenet ricorda un episodio accaduto nel 1981, quando in un paesino a ridosso della zona costiera della Provenza fu avvistato un oggetto dalla forma a disco che atterrò nelle campagne. Il velivolo restò solo pochi secondi a terra prima di sparire decollando ad alta velocità, lasciando dietro di sé una macchia di terreno bruciato: le analisi compiute in seguito dagli scienziati rivelarono insolite modificazioni biologiche nelle piante limitrofe.

In altre occasioni si tratta più semplicemente di burle o di fenomeni che nulla hanno a che fare con forme di vita aliene : esplosioni causate da ordigni della Seconda Guerra Mondiale, satelliti in orbita illuminati dal sole o palloni sonda metereologici.

Ogni settimana nuovi eventi UFO vengono segnalati in tutto il Mondo: si tratta di un argomento che affascina molti, come dimostra la recente creazione di un motore di ricerca ad hoc. Su Web e nella blogosfera non mancano le testimonianze vere o presunte, come quella degli oggetti volanti non identificati avvistati sui cieli di Varsavia meno di due settimane fa (vedi disegno qui sopra). Tra filmati di sedicenti appassionati di paranormale che ritraggono sfocate luci all’orizzonte, ed ex-governatori dell’Arizona che raccontano di essere stati testimoni di incontri ravvicinati, a volte è davvero difficile distinguere tra realtà e fantasia . Ora, grazie all’ente francese, almeno qualche dubbio, forse, potrà essere dissipato.

Luca Annunziata

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  • ufo1 scrive:
    Applicazione di un ragionamento
    Seguendo gli articoli su questo tema e leggendo di come si evolgono le leggi in merito, mi è venuto un mente d'incrociare i dati con similitudini, più o meno coerenti.Nella repressione alle sostanze stupefacenti, la legge fa distinzione fra chi usa e chi vende;nella rieducazione civica per la prostituzione, la legge fa distinzione fra chi lucra e chi usa.In sostanza: è vietato vendere ma si può comperare. (sic)Su questi due atteggiamenti e altri simili, è risaputo un certo legame con le costituzioni di affari... poco leciti.Interessante, perchè anche nel caso di diritti d'autore e di copia, la legge si comporta in modo analogo: vietato dare, lecito prendere.Non posso fare a meno di notare che dove la logica stride, imperversano i buoni affari (più o meno leciti ma, sempre affari).Siamo di fronte al primo pentito?Senza polemica eh, così per ragionare...
  • Enjoy with Us scrive:
    Arriva tardi!
    Ormai penso che tutti abbiano compreso che il tentativo di criminalizzare in massa gli utilizzatori del P2P stia fallendo. Per due motivi:1. I prezzi fuori mercato imposti dalle Major2. La facilità con cui si può ottenere gratuitamente o quasi (connessione, consumo elettrico ecc...)qualsiasi programma/film/musica.Quando un sistema come il P2P diviene di massa hai voglia a implementare leggi repressive, l'unico risultato è quello di infastidire una platea di cittadini sempre più importante e dato che per fortuna siamo in una democrazia le cose impopolari prima o poi vengono eliminate.Avete visto la direttiva Europea sui diritti d'autore? Non è che il primo passo!
  • Anonimo scrive:
    Ben prima di Byrne c'era già chi...
    denunciava gli abusi degli intermediari sui musicisti:http://archive.salon.com/tech/feature/2000/06/14/love/Perdete qualche minuto a leggervelo: è molto interessante e spiega bene perché gli intermediari così come sono oggi meritano solo di fallire.Altro che proteggere gli artisti!!
    • Anonimo scrive:
      Re: Ben prima di Byrne c'era già chi...
      Tanto per darvi un'idea del tenore dell'articolo, per chi non mastica l'inglese: questo è l'inizio dell'articolo (un intervento di Courtney Love, cantante molto famosa negli Stati Uniti, alla conferenza "Digital Hollywood" del 2000) tradotto in italiano."Today I want to talk about piracy and music. What is piracy? Piracy is the act of stealing an artist's work without any intention of paying for it. I'm not talking about Napster-type software.I'm talking about major label recording contracts. ""Oggi voglio parlarvi di musica e pirateria. Cos'è la pirateria? E' l'atto di rubare il lavoro di un artista senza alcuna intenzione di pagare per il maltolto. Non sto parlando di software P2P. Sto parlando dei contratti delle maggiori etichette musicali."C'è bisogno di dire altro?
      • Anonimo scrive:
        Re: Ben prima di Byrne c'era già chi...
        citatissima la courtney http://punto-informatico.it/cerca.asp?s=courtney+love&B=CERCA&t=4
  • Anonimo scrive:
    Ma va?
    Fanno in modo che uno PAGHI per avere NULLA in cambio e si stupiscono che la gente si lamenta e li manda a quel paese.Sono dei gran volponi, nevvero? :@
  • Anonimo scrive:
    Ma che tempismo!!!
    Bravo , bel ripensamento , complimenti davvero , un tempismo eccezionale
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma che tempismo!!!
      Come minimo dovrebbe risarcire il pesante danno economico a tutti gli sventurati che ci sono passati.
  • Anonimo scrive:
    Film a 5 euro?
    Come mai in inghilterra i film costano 3 sterline - pari a 4.50 euro? Certo, non sono nuovissimi... avranno perlomeno 6 anni... ma in italia un film di 6 anni fa (o anche dieci...) quanto costa? 4.50 euro?Siae siae... quanto vuoi magnà?!? INGORDA!
    • takedown2000 scrive:
      Re: Film a 5 euro?
      Stai scherzando vero ? I dvd con film + vecchi sono di solito a prezzi stratosferici , spesso sopra i 20 :@ è follia pura
    • Epimenide scrive:
      Re: Film a 5 euro?
      Giusto per mettere la cosa in prospettiva anche più chiara...In Inghilterra:DVD "Cars", nel 2006, la stessa settimana che è uscito, £ 9.90 (14 )In Italia:DVD "Shrek 2", che è del 2004, due settimane fa, 12.90 , e solo perché veniva con un'altra rivista (che non nomino, comunque finita nel cestino appena fuori dal giornalaio)Sì, ci mangiano e non poco, no, non è una novità, bene, stiamo qui a lamentarci o cosa si fa?Per quel che mi riguarda, ormai i ragazzi vedono molti più DVD in inglese che in italiano....
  • Anonimo scrive:
    articolo con un ritmo meraviglioso.
    questo articolo ha un gran ritmo.mi piace.continua così A.M. !!
    • Anonimo scrive:
      Re: articolo con un ritmo meraviglioso.
      - Scritto da:
      questo articolo ha un gran ritmo.
      mi piace.

      continua così A.M. !!quoto
      • Anonimo scrive:
        Re: articolo con un ritmo meraviglioso.
        vero, non ci avevo fatto caso, letto senza storcere il naso nemmeno una volta.
    • Alfonso Maruccia scrive:
      Re: articolo con un ritmo meraviglioso.
      Beh, grazie. I complimenti, quando ci sono, fanno sempre piacere :)
  • Anonimo scrive:
    Last.fm
    Orma con servizi di questo tipo le case discografiche e i loro intrattenitori (i musicisti "famosi") nn sono più necessari. Verranno sconfitti, ed in maniera del tutto legale.
  • sgominator scrive:
    PER LA REDAZIONE
    0,92 centesimi sarebbe una cifra onesta...purtroppo sono 0,92 dollari ;)
    a label that takes $0.92 out from every buck they earn
    • rockroll scrive:
      Re: PER LA REDAZIONE
      - Scritto da: sgominator
      0,92 centesimi sarebbe una cifra onesta...
      purtroppo sono 0,92 dollari ;)


      a label that takes $0.92 out from every buck
      they
      earnIo non gli darei nemmeno 0,92 cents per dollaro!
    • Anonimo scrive:
      La matematica non opinione
      - Scritto da: sgominator
      0,92 centesimi sarebbe una cifra onesta...
      purtroppo sono 0,92 dollari ;)


      a label that takes $0.92 out from every buck
      they earnNon capisco la precisazione: a parte che cents sono pur centesimi, tradotti in italiano, nella sostanza 92 parti su 100 di un valore resta 92 parti su 100 qualsiasi sia l'unità di misura (dollari, euro, sterline, yen...).
      • Athlon64 scrive:
        Re: La matematica non opinione

        Non capisco la precisazione: a parte che cents
        sono pur centesimi, tradotti in italiano, nella
        sostanza 92 parti su 100 di un valore resta 92
        parti su 100 qualsiasi sia l'unità di misura
        (dollari, euro, sterline,
        yen...).Guarda che è ovvio: 0,92 centesimi equivale a 0,0092 unità (euro, dollari, sterline, yen...)
  • Anonimo scrive:
    Questo fa riflettere
    Poichè proprio l'ideatore del DMCA ha fatto dichiarazioni speculari a quanto si va dicendo da anni. Ha citato tutti gli aspetti del problema, nessuno escluso.Sono stupefatto.
  • Anonimo scrive:
    Hanno creato un MOSTRO
    Un MOSTRO milardario diventato parassita atraverso il quale le MAJOR parassite tentano di sopravvivere all' infinito mungendo i consumatori attraverso minacce legali.Queto MOSTRO del DMCA deve essere abbattuto e assieme a lui i MAGNA-MAGNA LADRONI delle MAJOR.Non hanno più ragione di esistere con Internet.
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