Uber, accordo per piacere

L'app accetta di calmierare i prezzi del servizio durante gli stati di emergenza. Ma oltre ad Uber sono altre le app che fanno discutere le autorità, da Airbnb a Lyft, passando per le app dedicate alla condivisone di piccoli aerei

Roma – Il procuratore generale dello Stato di New York Eric T. Schneiderman ha annunciato di aver raggiunto con Uber un accordo per limitare il prezzo del suo servizio durante situazioni di “interruzione anomale del mercato” del trasporto pubblico.

Da parte sua il procuratore generale di New York spiega che l’accordo rappresenta un modello di collaborazione tra Uber e le autorità ed uno schema attraverso il quale queste potranno valutare le politiche di prezzo adottate dall’azienda che gestisce l’app per i passaggi in macchina.

Proprio la normativa newyorkese sui prezzi e l’oscillazione delle tariffe, Uber rappresentava per l’app una questione al centro di polemiche e uno degli ostacoli al suo ingresso sul mercato: mentre secondo Uber un prezzo maggiore funge da incentivo per gli autisti a mettersi in strada nonostante la situazione di difficoltà, per le autorità i prezzi troppo alti non sarebbero altro che un modo per approfittarsi di una situazione disperata.

Anche a livello federale Uber ha stretto un accordo con la Croce Rossa americana per offrire supporto alle città ed ai cittadini durante le situazioni critiche , come è già accaduto la scorsa settimana durante la tempesta tropicale “Arthur”.

In particolare durante gli stati di emergenza, Uber donerà alla Croce Rossa la sua commissione relativa ai viaggi d’emergenza e promette che in queste situazioni – come annunciato con l’accordo newyorkese – il prezzo sarà calmierato sotto ai 3 prezzi maggiori offerti nei due mesi precedenti alla calamità .
Questo significa che per viaggi particolarmente costosi il 20 per cento del prezzo totale sarà destinato, tramite la Red Cross, al sostegno del soccorso; inoltre garantirà ai volontari trasporti affidabili a prezzi molto competitivi.

Non solo nei trasporti, peraltro, le app che permettono gli incontri tra privati stanno incontrando problemi: il servizio dedicato ai bed&breakfast Airbnb è stato multato per 30mila euro in Spagna perché non ha ottemperato alla normativa locale che obbliga tutti i servizi di accoglienza per turisti a Barcellona ad essere registrati presso il registro del turismo della Catalogna.

La battaglia e le mosse di Uber, peraltro, servono anche ad aprire la strada alle sue concorrenti più o meno dirette:
proprio in questi giorni esordirà nella Grande Mela anche Lyft, un’altra app dedicata agli spostamenti in città ed in particolare alla possibilità di condividere un passaggio fra sconosciuti. L’app deve ancora ricevere l’approvazione da parte delle autorità. Ma non basta: la Federal Aviation Administration sta cercando di capire se permettere il funzionamento di app per la condivisione dei viaggi aerei, che fanno cioè incontrare sconosciuti su piccoli velivoli.

Claudio Tamburrino

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