UE, gli obiettivi dell'agenda digitale

Svelati i progetti del Vecchio Continente. Un unico mercato digitale, spinto da contenuti legalmente acquistati. E per una banda larga universale, da almeno 100Mbps

Roma – Un nutrito documento di circa 40 pagine , pubblicato online dalla Commissione Europea: le autorità del Vecchio Continente – nella figura di Neelie Kroes, commissario per l’Agenda Digitale – hanno così svelato quelli che saranno i loro prossimi, urgenti obiettivi in vista di un’economia digitale a livello comunitario .

Un piano strategico della durata di cinque anni, che ha fissato i primi appuntamenti in quella che è appunto stata chiamata agenda digitale europea. Entro l’anno 2013, tutti i cittadini dell’Unione Europea dovranno essere connessi alla banda larga. Solo un primo passo: entro il 2020, metà della popolazione dovrà godere di velocità superiori ai 100Mbps .

Si tratta quasi di un imperativo, almeno secondo i commissari del Vecchio Continente . Sarebbero infatti 150 i milioni di cittadini europei a non aver mai utilizzato Internet . Un numero troppo alto, che potrebbe far perdere all’Europa circa 700mila posti di lavoro high-tech entro il 2015.

“Dobbiamo porre gli interessi dei cittadini e delle aziende europee al centro della rivoluzione digitale – ha spiegato Neelie Kroes – in modo da sfruttare appieno il potenziale dell’ICT per la creazione di nuovi posti di lavoro, la sostenibilità e l’inclusione sociale”.

Questo potenziale andrebbe sfruttato – secondo le autorità dell’Unione Europea – innanzitutto con la creazione di un unico mercato dei servizi digitali . A partire da un’urgente priorità: spingere questo stesso mercato verso l’acquisto legale di musica digitale, dal momento che negli Stati Uniti il volume di musica legale acquistata sarebbe di quattro volte superiore a quello in Europa.

Per Kroes , si dovrebbero semplificare i termini di licenza transfrontaliera, nel tentativo di bilanciare il gap europeo. Un singolo mercato digitale aiuterebbe poi molto lo sviluppo dell’e-commerce e dei vari servizi socio-sanitari. Si tratterebbe anche di una questione di investimenti da parte dei singoli governi europei.

Secondo Kroes, infatti, i paesi dell’UE investono una cifra significativamente inferiore – pari a circa il 40 per cento in meno degli Stati Uniti – nelle nuove tecnologie. Uno sforzo andrebbe fatto soprattutto nello sviluppo di sistemi più efficienti contro il cybercrime . La Commissione ha espresso l’intenzione di dare una mano, affinché si arrivi entro il 2020 ad un’iniezione nel settore di circa 11 miliardi di euro.

Mauro Vecchio

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