UK, l'ora dei filtri anti-porno

I provider d'Albione offriranno una scelta a tutti gli abbonati: navigare al riparo da pornografia e violenza o sbloccare il meccanismo di filtraggio che tutelerà i minori? Ma ci sono delle crepe nei meccanismi di TalkTalk

Roma – È la nuova crociata del governo britannico, nella lotta alla proliferazione online di materiale pornografico e inadatto ai più sensibili. Per la specifica protezione dei minori d’Albione, tutti gli utenti di Sua Maestà potrebbero presto ritrovarsi invischiati nella tortuosa tela di un vasto meccanismo di filtraggio dei siti web.

Pornografia, anoressia, spazi digitali che incitano al suicidio o alla violenza verso se stessi e gli altri . I principali provider britannici – si parla di quelli con più di 400mila abbonati, da British Telecom a Sky e TalkTalk – dovranno dunque adottare, più che un regolamento ferreo , un codice pratico di condotta.

In sintesi, ai netizen britannici verrebbe imposta consigliata una scelta : continuare con la navigazione filtrata oppure sbloccare certi siti pruriginosi? È una delle teorie più in voga negli Stati Uniti, quella che preferisce l’educazione basata sulla persuasione alla forza bruta. E cosa faranno i cittadini più restii e timorati?

La speranza è che non vogliano far sapere al proprio provider le proprie abitudini di navigazione online. Agli utenti verrebbe comunque offerto un meccanismo di opt-in a posteriori, contattando il singolo operatore per ricevere l’annullamento del blocco e così sguazzare nelle oscenità digitali .

Ovviamente, gli stessi ministri d’Albione sono consapevoli che i filtri anti-porno non possano affatto risultare efficaci al 100 per cento. È la medesima posizione offerta ai media dall’ISP TalkTalk, in seguito alla pubblicazione di un’inchiesta della rivista specializzata PC Pro . Il meccanismo di blocco dei siti predisposto dal provider sarebbe infatti aggirabile.

Aggirabile senza nemmeno ricorrere di servizi proxy, come potranno invece fare tutti i cittadini britannici dopo l’adozione del codice pratico legato al disegno di legge Online Safety Bill . La redazione di PC Pro ha notato che basta rivolgersi a Google Images per visualizzare materiale pornografico, nonostante l’attivazione dei filtri di TalkTalk . Nessuno è perfetto, nemmeno gli inglesi.

Mauro Vecchio

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  • Mux scrive:
    mai utilizzato internet in roaming
    cosi' come mai chiamato in roaming. lo tengo solo per chiamate di emergenza e non di certo per chiacchierare
    • jepessen scrive:
      Re: mai utilizzato internet in roaming
      vuoi l'applauso? C'e' gente cui serve, mica e' inutile...-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 02 luglio 2012 00.56-----------------------------------------------------------
  • pippo scrive:
    Mercato interno UE
    Occorre rendere trasferibili i numeri tra tutti gli operatori mobili nell'Unione con un unico prefisso internazionale, in questo modo le tariffe scendono.
  • ruppolo scrive:
    70 centesimi al megabyte?
    Questi saranno paesi civili quando il prezzo sarà un centesimo dei 70 centesimi, ovvero 7 euro al GIGA byte.
  • Alessandro scrive:
    qualcuno va controcorrente...
    era ora che si mettesse mano alle tariffe roaming per internet!l'unico operatore che va contro corrente e' tre (h3g)prima del 1 luglio la navigazione all'estero sotto rete tre era gratuita, mentre dal 1 luglio ha aggiunto lo scatto di 10 centesimi per ogni connessione...
    • guido scrive:
      Re: qualcuno va controcorrente...

      prima del 1 luglio la navigazione all'estero
      sotto rete tre era gratuita, mentre dal 1 luglio
      ha aggiunto lo scatto di 10 centesimi per ogni
      connessione...nooo :(non lo sapevo! Ne avevo usufruito in austria ed era magnifico! Precisiamo comunque: non "gratuita" ma come se fossi in Italia (ovvero stesso traffico incluso nell'abbonamento). Che peccato che non sia più così :(
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