Un altro spammer statunitense in galera

La legge anti-spam statunitense sembra funzionare a dovere; Daniel J. Lin dovrà scontare cinque anni in galera per la sua attività, ma se collaborerà ne farà la metà


Roma – La lista degli spammer statunitensi condannati si allunga. Il primo ad essere stato arrestato – sotto la legge antispam del 2004 – si chiama Daniel J. Lin. Ebbene, martedì scorso la Corte Federale del Michighan l’ha condannato per spamming, e frode, a cinque anni di reclusione e 250 mila dollari di multa.

La sentenza ufficiale verrà annunciata solo il prossimo 16 maggio. Grazie infatti ad un accordo con l’accusa, se Lin collaborerà con gli enti inquirenti potrà avere uno sconto della pena di due o tre anni.

L’arresto di Lin e di tre “collaboratori” è avvenuto nell’aprile del 2004, dopo che una lunga indagine del U.S. Postal Inspection Service aveva confermato che utilizzavano i sistemi di Ford Motor Co., Amoco, Unisys, U.S. Army Information Center e Administrative Office of U.S. Courts per spedire mail spazzatura. La Federal Trade Commission aveva rilevato, nel frattempo, un traffico spam di circa 490 mila mail, veicolate su tutto il territorio statunitense fra il gennaio e l’aprile 2004. Una concentrazione di spazzatura mai raggiunta da nessun altro “professionista” in così poco tempo, a detta degli esperti.

In forza del CAN-SPAM Act , approvato nel dicembre del 2003 e operativo dal gennaio 2004, l’accusa ha potuto avviare facilmente l’iter processuale. Lin dovrà abituarsi all’idea di passare qualche anno in galera, magari in compagnia di James McCalla , Peter Moshou , Alan M. Ralsky e tanti altri spammer finiti nelle tagliole della Giustizia.

Dario d’Elia

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  • Anonimo scrive:
    E te pareva
    Se l'orologio non era dedicato ai manager gonfi di denaro che vengono dall'estero... gli autoctoni possono continuare a crepare
    • Anonimo scrive:
      Re: E te pareva
      - Scritto da: Anonimo
      Se l'orologio non era dedicato ai manager gonfi
      di denaro che vengono dall'estero... gli
      autoctoni possono continuare a crepareMa leggere bene l'articolo no eh? Ecco, te lo faccio rileggere bene io. "Secondo Lubbe questo permetterà ANCHE ai turisti o ai manager di raggiungere zone pericolose...""Alcuni Governi africani e il World Health Organization si sono dimostrati interessati al possibile acquisto dei dispositivi, da distribuire magari nelle zone abitate più impervie e difficilmente raggiungibili con il pronto intervento." (quindi zone evidentemente non abitate da manager gonfi di denaro, ma evidentemente dalla popolazione locale)Dove leggi "dedicato ai manager"?Dove leggi "gli autoctoni possono continuare a crepare"?Solo nel tuo delirante messaggio, ecco dove.
  • Anonimo scrive:
    infezioni
    4 prelievi al giorno non li fa neache un grave diabetico.Dubito che abbia successo.
    • Anonimo scrive:
      Re: infezioni
      - Scritto da: Anonimo
      4 prelievi al giorno non li fa neache un grave
      diabetico.
      Dubito che abbia successo.Prima vedere come funziona, poi giudicare.In genere si fa cosi', oppure si sparano giudizi affrettati.
    • Anonimo scrive:
      Re: infezioni
      - Scritto da: Anonimo
      4 prelievi al giorno non li fa neache un grave
      diabetico.

      Dubito che abbia successo.E' ovvio che e' uno strumento pensato per monitorare la malaria e al contempo creare terribili infezioni.L'hano progettato apposta cosi' da schifo, perche' sono polli.L'interesse suscitato e' dato dal fatto che anche gli altri sono polli.Un applauso quindi al furbo che tutto sa su questo apparecchio, meglio ancora degli stessi progettisti, e ne conosce perfino il futuro.
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