Un tricorder a raggi T

E non solo. Un nuovo dispositivo laser sviluppato negli USA promette analisi chimiche e mediche senza effetti collaterali. Un lavoro a cui ha contribuito uno scienziato italiano

Roma – È il primo laser a raggi T , vale a dire una particolare frequenza dello spettro infrarosso, operante a temperatura ambiente . L’hanno realizzato i ricercatori dell’Università di Harvard, tra i quali spicca il nome del fisico italiano Federico Capasso . Un traguardo importante, che consentirà di realizzare avanzati scanner chimici e strumenti elettromedicali di nuova generazione.

L'emettitore a temperatura ambiente di laser a raggi T Il nuovo laser a raggi T copre appunto le frequenze nell’ordine di grandezza dei Terahertz, in particolare le lunghezze d’onda comprese tra 30 e 300 Angstrom . Fino ad oggi, tuttavia, gli unici dispositivi in grado di generare questo tipo di radiazione necessitavano di complessi sistemi di raffreddamento criogenico , risultando in pratica inutilizzabili al di fuori del ristretto ambito accademico e della ricerca.

Quanto realizzato nei laboratori di Harvard è invece un dispositivo che opera a temperatura ambiente: “Il nostro apparecchio emette raggi T a diverse centinaia di nanowatt di potenza – spiega Mikhail Belkin, coautore dello studio – e ha la capacità di arrivare a diversi microwatt sfruttando refrigeratori termoelettrici comunemente in commercio”. Secondo Belkin, inoltre, ottimizzando la nanostruttura dei semiconduttori con i quali è realizzato il dispositivo sarà possibile ottimizzare notevolmente l’efficienza, raggiungendo diversi milliwatt di potenza complessiva .

Per eludere il problema del raffreddamento estremo, i ricercatori hanno ribaltato la questione: invece di concentrarsi nella creazione di un apparecchio in grado di emettere direttamente raggi T, hanno invece utilizzato un laser infrarosso a cascata quantica ( Quantum Cascade Laser , realizzato per la prima volta proprio da Capasso nel 1994) che emette una radiazione a due diverse frequenze. Combinando assieme i due segnali è possibile ottenere un laser da 5THz, equivalente alla differenza tra le due frequenze generate dal QCL .

Proprio Capasso chiarisce l’ importanza di questa scoperta : “I sensori a tecnologia Terahertz sono un settore molto promettente, che necessita di dispositivi compatti, flessibili e trasportabili per aumentare la propria importanza: la nostra apparecchiatura fa un passo proprio in questa direzione”. La realizzazione del dispositivo non necessita di alcun particolare metodo di costruzione innovativo, essendo basato su un affermato e diffuso metodo di realizzazione dei semiconduttori denominato Molecular Beam Epitaxy .

Tra le doti dei raggi T c’è la capacità di penetrare facilmente attraverso carta, cartone, stoffa e molti altri materiali. L’ideale per una nuova generazione di fantascientifici apparecchi di scanning per aeroporti e controlli di sicurezza in generale, utili a scovare armi e materiali pericolosi. Ma questa tecnologia potrebbe rivelarsi utile anche in campo medico : una sorta di TAC a raggi T consentirebbe di effettuare la diagnostica per immagini senza particolari effetti collaterali per i pazienti.

Luca Annunziata

( fonte immagine )

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  • Alessandro Magnaterra scrive:
    Mannaggia ... m'hanno copiato
    E' da molto tempo ke mi interesso a simili idee.Non x nulla ho messo online le mie idee e progetti su blog all'indirizzo http://isoladieden.wordpress.com/ dove oltre alla tecnica c'è politica e idee sociali da applicare alla comunità isolana.L'idea mi è venuta dall'Isola delle Rose degli anni '60 di cui qua in riviera si narra come di una leggenda, poi in memoria delle navi ke in acque extra territoriali trasmettevano e si comportavano come territori indipendenti ho deciso di mettermi al lavoro x fare di tante idee un progetto da realizzare materialmente.La mia intenzione è cmq di realizzare una costruzione non galleggiante ma piantata sul fondo del mare e farne una comunità ecosostenibile e autosufficiente da trasformare in una micronazione, un modello riproducibile ed estensibile in vasta scala.Mi sono messo in pratica da poki mesi e tutto l'aiuto disponibile è ben accetto, di lavoro da fare ce ne è in quantità, kiunque vorrà unirsi a me è benvenuto :)ciaoAlex
  • realista scrive:
    e gli attacchi dei pirati?
    per difendersi da eventuali navi pirata (tipo quelle indonesiane) bisognerebbe aggiungere ai costi anche un piccolo esercito indipendente, oppure stringere accordi con nazioni vicine ma questo comprometterebbe l'indipendenza della colonia...
    • Joliet Jake scrive:
      Re: e gli attacchi dei pirati?
      Gli unici pirati (veri) che assalterebbero le piattaforme sarebbero quelli della Riaa e della Siae...
      • Smaliziato scrive:
        Re: e gli attacchi dei pirati?
        - Scritto da: Joliet Jake
        Gli unici pirati (veri) che assalterebbero le
        piattaforme sarebbero quelli della Riaa e della
        Siae...Appunto... se dai fastidio a qualcuno, prima o poi arriverebbero i pirati o la mafia... e i mandanti (i potenti) resterebbero nell'anonimato...Si entrerebbe sicuramente in guerra.Ma anche se avessero il coraggio di uscire allo scoperto, non potrebbero fare intervenire le proprie forze dell'ordine perché Paesi e Leggi sarebbero differenti!
  • rotolo scrive:
    sotto il mare non è meglio?
    non c'è più spazio sotto la superficie del mare che sopra? la tecnologia per vivere sotto non c'è? è dai tempi di Verne che ci si pensa, il Nautilus lo usano solo gli gnomi! :)
  • rockroll scrive:
    Fattibile
    Certo, una piattaforma galleggiante autonoma ed all'occorrenza mobile e ancorabile (in definitiva una enorme nave a sviluppo orizzontale) è tecnicamente fattibile, e più è ampia più è stabile. La tecnologia necessaria l'abbiamo da decenni, è solo questione di costi e di ideali da perseguire.
    • aka 0x10E01 scrive:
      Re: Fattibile
      ...pannelli solari e turbine, per produrre energia in autonomia e...da vendere!Modelli di business inventasi!Why not?cH1ss@', for(se){si f@r@'};}
    • vaffa scrive:
      Re: Fattibile
      - Scritto da: rockroll
      Certo, una piattaforma galleggiante autonoma ed
      all'occorrenza mobile e ancorabile (in definitiva
      una enorme nave a sviluppo orizzontale) è
      tecnicamente fattibile, e più è ampia più è
      stabile.

      La tecnologia necessaria l'abbiamo da decenni, è
      solo questione di costi e di ideali da
      perseguire.già è l'utilità che ancora non abbiamo trovato
      • Ricky scrive:
        Re: Fattibile
        Molte cose sono state inventate senza sapere bene come utilizzarle, in seguito poi sono state usate brillantemente.Quindi anche questo progetto potrebbe portare a risvolti molto particolari che al momento ci sfuggono.Detto questo, noi proveniamo dal mare...ritornarci in fase EVOLUTIVA mi intriga :)Oltretutto se queste cose galleggianti sono il futuro, magari verranno predisposte non solo per NON inquinare e per reggere in autonomia,quindi non dipendenti da altre nazioni per materie prime ed energia, ma anche per produrre energia e magari per purificare l'acqua nei loro pressi.L'idea,spero,sia quella di colonizzare il mare e non di MASSACRARLO con altre cose inquinanti...Comunque e' bene ricordare che la Terra e' a misura FINITA,non si espande assiema a noi...quindi colonizza a destra, colonizza a sinistra alla fine ci restera' solo lo spazio...o un periodo mooooolto brutto per tutti.Ricordiamolo al Papa che va' in giro dicendo "crescete e moltiplicatevi"...e' il comando biologico del CANCRO...questo.
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