Un weekend di sequestri e denunce

Una serie di operazioni condotte dai cybercop italiani prendono di mira la diffusione illecita di file musicali. Tre denunciati ma migliaia i coinvolti. Inchiesta anche contro il pedoporno: 96 denunce


Roma – E’ stato un fine settimana di fuoco per la rete italiana quello appena passato. Come riportato dalle agenzie e poi confermato dalla Guardia di Finanza, sono state condotte alcune operazioni contro la diffusione illegale di musica sulla rete ed altre contro il commercio di materiale pedopornografico online.

Al centro delle indagini i responsabili e gli utenti di due siti da tempo sotto sequestro. Da settimane, infatti, chiunque si fosse recato sulla home page di un sito come emmerredj.com , sequestrato dal Comando nucleo di Polizia Tributaria di Venezia, avrebbe trovato il solito disclaimer lasciato dalla Guardia di Finanza: “Sito sottoposto a sequestro”. Come già mp3webnetwork.com, emmerredj.com è stato individuato a seguito delle indagini coordinate dal Sostituto procuratore di Pistoia Ornella Galeotti in quanto, a detta degli inquirenti, metteva a disposizione un forum da dove sarebbe stato possibile scaricare alcune migliaia di brani musicali in mp3 e copertine di CD.

Tre i denunciati , responsabili dei siti. In una nota diffusa dalla FIMI , la federazione discografica italiana, si è applaudito all’operazione specificando che i tre risiedono a Napoli, Cagliari e Trento. Le responsabilità dei coinvolti apriranno evidentemente procedimenti amministrativi con conseguenti sanzioni (“pari al doppio del valore commerciale delle opere o dei supporti oggetto della violazione” – specifica FIMI) e procedimenti penali come previsto dalle attuali leggi sul diritto d’autore.

Di interesse segnalare come l’operazione che ha portato al sequestro dei siti sia partita dalle indagini su un distributore di CD duplicati illegalmente nella zona di Montecatini. Stando agli inquirenti, sarebbero quasi 5mila gli utenti internet che da questo forum avrebbero effettivamente scaricato brani musicali . Un numero più alto, circa 30mila utenti, sono coloro che hanno avuto accesso ai siti. Cifre che probabilmente aggraveranno la posizione dei gestori del forum, se le accuse verranno riconosciute.

Nell’occasione Enzo Mazza , direttore generale di FIMI, ha sottolineato che “chi commette un illecito deve essere consapevole che rischia di incorrere nelle sanzioni previste dalla legge e come FIMI ci costituiremo parte civile chiedendo un risarcimento adeguato. Oggi ci sono numerose alternative legali disponibili in rete – che offrono milioni di file – non è più pensabile giustificare il comportamento di chi viola la legge”.

Ma nel weekend, come accennato, è stata anche portata a compimento una importante azione su fronte del tutto diverso, quello del pedoporno. Di seguito i particolari.


Andavano a caccia di fotografie pedopornografiche e compravano i materiali illeciti presenti su una rete di almeno 50 siti tutti riconducibili alla società bielorussa Regpay, azienda con sedi anche in Francia, Spagna e Stati Uniti. Sono 96 gli utenti, considerati tutt’altro che casuali, che sono stati denunciati dai cybercop italiani. Per alcuni di essi può anche scattare la pesante accusa di divulgazione di immagini di pornografia infantile.

Secondo gli investigatori, che lavorano da circa un anno sul business legato a questo scabroso commercio, gli indagati in alcuni casi hanno speso somme ingenti per assicurarsi l’accesso ai contenuti diffusi da Regpay. I denunciati, quindici dei quali residenti a Roma, hanno un’età compresa tra i 30 e i 60 anni e sono tutti benestanti. Gli inquirenti considerano “sconcertante” il fatto che taluni dei denunciati già fossero stati indagati in passato per crimini del tutto simili.

Ad indagare sono stati i Carabinieri del Nucleo operativo del comando provinciale di Roma, coordinati dal Sostituto procuratore di Roma Antonella Cordova. Un’indagine nata sulla scorta delle segnalazioni dell’ICE, i cybercop americani specializzati nel crimine informatico. Proprio l’ICE, infatti, un anno fa nel corso di operazioni di contrasto alla diffusione del pedoporno su Internet aveva scovato database contenenti i riferimenti di clienti della Regpay residenti in tutto il Mondo.

La stragrande maggioranza delle immagini fin qui recuperate nel corso dell’indagine riguardano abusi commessi su minori e bambini dell’Europa orientale. Tutti materiali che verranno consegnati alle forze di polizia di vari paesi, Interpol ed Europol in testa, affinché si possa tentare di identificare le vittime e fermarne il continuato abuso.

Il lavoro degli inquirenti, a quanto si apprende, si è anche basato su una serie di rilevazioni informatiche e su accertamenti bancari: in questo modo è stato possibile ricostruire un network di società di comodo dietro le quali si celava Regpay, e nell’insieme sono migliaia i clienti coinvolti. Non è quindi un caso che la “sponda americana” dell’operazione abbia a sua volta già portato all’arresto di molti utenti.

In Italia, i Carabinieri hanno eseguito una serie di blitz in molte città e, oltre alle denunce, hanno proceduto al sequestro di migliaia di DVD e Cd-ROM contenenti con ogni probabilità immagini illegali, centinaia di VHS, memory card di macchine fotografiche digitali e di 120 personal computer utilizzati dagli indagati.

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