Una Internet... stupefacente?

di Tommaso Lombardi - Sempre più spesso la rete viene additata quale facile mercato per sostanze illegali o dannose, acquistabili in tutto il mondo. Si ritiene davvero utile accusare Internet di questo?


Roma – Le ultime indagini della Guardia di Finanza hanno portato all’arresto di una organizzazione criminale dedita all’importazione dal sud-est asiatico di potenti anfetamine, gergalmente conosciute col nome di “shaboo” o “ice”.

C’è chi nei media ha immediatamente gridato allo scandalo, scaricando tanto per cambiare la responsabilità su Internet: i narcotrafficanti utilizzavano la Rete per gestire la distribuzione della sostanza anabolizzante, che dal “Triangolo d’oro” asiatico (tra Vietnam, Thailandia e Cambogia) giungeva fino alle palestre di mezza Italia.

C’è del vero in quanto riportato da numerosi telegiornali (tra cui la testata di RaiDue): la rivoluzione tecnologica dà indubbiamente molti strumenti ad ogni tipo di commercio, legale e non.

Per quanto riguarda il mondo degli stupefacenti, su Internet esiste da tempo un vero e proprio mercato
sommerso, messo in luce nel 2001 da un rapporto dedicato delle Nazioni Unite. C’è proprio di tutto: dai fornitori ai supermercati, dalle open-communities di tossicomani (orgogliosamente fieri di definirsi “psiconauti”), ad enormi database informativi che mettono a disposizione il “know-how” necessario a sintetizzare sostanze psicoattive. I “supermarket” online della droga, come Azarius , vendono al limite della legalità allucinogeni ed integratori “energizzanti” a base di varie sostanze dall’effetto anfetaminico.

Non solo: con una semplice ricerca su Google, si possono acquistare farmaci d’ogni tipo (anche controllati -come anoressizzanti ed antidepressivi-) senza ricetta e senza problemi. Tutto quello che si richiede è un indirizzo ed una carta di credito.

Quindi è vero, la Rete può essere il terreno fertile per traffici illeciti di ogni tipo, dalla pirateria informatica alla pedofilia. Che persino il futuro del narcotraffico internazionale viaggi su Internet? Potrebbero spuntare nuove figure criminali come il “pusher on-line”, che di chat in chat propone la sua letale mercanzia. O molto più semplicemente, massicce azioni di spamming per promuovere il consumo di psicotropi ed altri farmaci (termine che ha una duplice valenza semantica: veleno e medicina). Infatti, è già abitudine di molti utenti dover fare i conti con tonnellate di email che pubblicizzano miracoli farmaceutici per aumentare le prestazioni sessuali.

I provvedimenti adottati per risolvere il problema, sia dall’Unione Europea che dagli USA , parlano chiaro: stop alle vendite on-line non controllate di farmaci e divieto per i motori di ricerca di pubblicizzare tali attività commerciali, in bilico tra lo spaccio e la vendita all’ingrosso.

Tuttavia, finora rimane molto più rischioso essere adescati da spacciatori in carne ed ossa, che spesso bazzicano sotto casa e molto meno tra gli angoli – peraltro mai così nascosti – della Rete. Forse sarebbe ora che qualche zelante cronista che si occupa di internet sui media italiani ne prendesse atto.

Tommaso Lombardi

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  • Anonimo scrive:
    ma come si chiama....
    ... quel senatore??? Lamar Smith? LAMAR?????uahauhauma dai
  • Anonimo scrive:
    Sapete chi sono i cyberterroristi?
    I giornalisti...di cyberterrorismo ne spargono a piene mani dentro e fuori internet.Quanto al caso citato dell'australiano...lavorava per la società che ha sabotato...conosceva il loro sistema di sicurezza...col cavolo che aveva accesso remoto altrimenti...questo è stato detto anche ai tg a suo tempo.Internet è soltanto un mezzo di comunicazione e come tale puo' essere usato per comunicare...e la comunicazione non serve soltanto ai terroristi... e se comunicano non lo fanno certo attraverso Internet...sia perche' non sicuro per tale scopo sia perche' non si capisce perche' dovrebbero attaccarsi alla linea telefonica quando hanno i cellulari criptati come zio Osama l'arabo o i pizzini (i bigliettini) come lo zio Provenzano il siculo...spero che i professionisti di settore che devono tutelarci sappiano il loro mestiere e leggano soprattutto i giornali...che ogni tanto qualcosa di buono oltre alle fregnacce scrivono...
    • Anonimo scrive:
      Re: Sapete chi sono i cyberterroristi?
      Leggete il manifesto di Quintostato:http://www.quintostato.it/archives/000013.htmlEcco la definizione di cyberterrorista:"Oggi ci dicono che l?economia è tornata coi piedi per terra. I monopoli high tech, liberati dall?incubo della pressione competitiva del variegato arcipelago di start up, professionisti e lavoratori della conoscenza che per un decennio sono stati i veri protagonisti dell?innovazione tecnologica e culturale, e di una inedita globalizzazione dal basso, tentano di risalire sul ponte di comando. Oggi ci dicono che siamo in guerra, e che in questa guerra non c?è differenza fra i terroristi che operano nel mondo reale e i cyberterroristi che infestano la Rete. Ma dietro lo spettro del cyberterrorismo si nasconde il vero nemico, e il vero nemico siamo noi: i milioni di utenti e consumatori che si ostinano a scambiare conoscenze e informazioni gratuite, che non accettano le continue violazioni della propria privacy, che preferiscono usare la Rete per comunicare, socializzare e divertirsi che per comprare, sono i lavoratori, i professionisti e gli sviluppatori che preferiscono il software free e open source al software proprietario, sono gli smanettoni che non intendono accettare passivamente una rottamazione dell?intelligenza collettiva fatta di licenziamenti contro alcuni, e di supersfruttamento e tagli di reddito contro tutti gli altri."
  • Anonimo scrive:
    Re: Internet e' un giocattolo
    mah...prendendola da lontano internet è l'ovvia tendenza umana a comunicare, non è un giocattolo, è un fenomeno dovuto all'evoluzione, secondo me si adeguerà da sola, magari come dici tu,una parte sarà resa sicura,sostituendo le vecchie linee dedicate, e una parte sarà aperta
  • Anonimo scrive:
    Ghiaccio sporco???
    Ma come diavolo si arriva a tradurre 'Black ICE' con 'Ghiaccio sporco'?ICE e' un termine utilizzato per primo (mi _pare_) da Gibson in Neuromancer che sta per 'Intrusion Countermeasure Electronics', e indica un qualche tipo di sistema di protezione contro le intrusioni di hacker.Bah...
    • Anonimo scrive:
      Re: Ghiaccio sporco???
      - Scritto da: Anonimo
      Ma come diavolo si arriva a tradurre 'Black
      ICE' con 'Ghiaccio sporco'?
      ICE e' un termine utilizzato per primo (mi
      _pare_) da Gibson in Neuromancer che sta per
      'Intrusion Countermeasure Electronics', e
      indica un qualche tipo di sistema di
      protezione contro le intrusioni di hacker.
      Bah... E allora perché, secondo te, Gibson non ha usato una qualsiasi altra scelta di termini che avrebbe avuto lo stessissimo significato? Forse un fessacchiotto che si sente tanto figo perché conosce l'origine di un cavolo di acronimo non ci arriva, ma molto spesso la scelta di termini viene fatta proprio perché l'acronimo risultante si presta a bei giochi di parole.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ghiaccio sporco???
        - Scritto da: Anonimo
        E allora perché, secondo te, Gibson
        non ha usato una qualsiasi altra scelta di
        termini che avrebbe avuto lo stessissimo
        significato?Fino a qui siamo pure d'accordo...
        Forse un fessacchiotto che si sente tanto
        figo perché conosce l'origine di un
        cavolo di acronimo non ci arriva, ma molto
        spesso la scelta di termini viene fatta
        proprio perché l'acronimo risultante
        si presta a bei giochi di parole.Pero' adesso, caro 'fessachiotto', gentilmente mi spieghi il gioco di parole con 'ghiaccio'?
        • TPK scrive:
          Re: Ghiaccio sporco???
          - Scritto da: Anonimo
          Pero' adesso, caro 'fessachiotto',
          gentilmente mi spieghi il gioco di parole
          con 'ghiaccio'?Beh, ad esempio i programmi per "bucare" gli ICE si chiamano ICE breakers, "rompighiaccio"
          • Anonimo scrive:
            Re: Ghiaccio sporco???
            - Scritto da: TPK

            - Scritto da: Anonimo


            Pero' adesso, caro 'fessachiotto',

            gentilmente mi spieghi il gioco di
            parole

            con 'ghiaccio'?

            Beh, ad esempio i programmi per "bucare" gli
            ICE si chiamano ICE breakers,
            "rompighiaccio"LOL!Il fatto e' che ICE comprende 'ice' (ghiaccio, e per la verita' pure altre cose), ma vale anche come 'intrusion countermeasure electronics' in INGLESE, mentre 'ghiaccio' significa solo 'ghiaccio' in ITALIANO... il gioco di parole in italiano NON c'e'.
          • Anonimo scrive:
            Re: Ghiaccio sporco???
            Vogliamo discutere sull'opportunità e sull'adeguatezza di alcune traduzioni???Allora qualcuno mi spiega perchè il film "Total Recall" (titolo attinente alla trama) l'hanno chiamato "Atto di forza" (che non c'entra davvero una mazza)????:D
          • TPK scrive:
            Re: Ghiaccio sporco???
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: TPK



            - Scritto da: Anonimo




            Pero' adesso, caro 'fessachiotto',


            gentilmente mi spieghi il gioco di

            parole


            con 'ghiaccio'?



            Beh, ad esempio i programmi per
            "bucare" gli

            ICE si chiamano ICE breakers,

            "rompighiaccio"

            LOL!
            Il fatto e' che ICE comprende 'ice'
            (ghiaccio, e per la verita' pure altre
            cose), ma vale anche come 'intrusion
            countermeasure electronics' in INGLESE,
            mentre 'ghiaccio' significa solo 'ghiaccio'
            in ITALIANO... il gioco di parole in
            italiano NON c'e'.Ovviamente "ghiaccio sporco" in italiano non ha senso, ma in inglese l'acronimo ICE e' stato scelto per fare giochi di parole con il ghiaccio.
        • Anonimo scrive:
          Re: Ghiaccio sporco???
          ICE è uno strato messo a protezione di un sistema, ghiaccio calza benissimo, dato che può essere inspessito,allargato,può coprire buchi, etc etc...L'analogia è evidente.
          • Anonimo scrive:
            Re: Ghiaccio sporco???
            - Scritto da: Anonimo
            ICE è uno strato messo a protezione
            di un sistema, OK
            ghiaccio calza benissimo,
            dato che può essere
            inspessito,allargato,può coprire
            buchi, etc etc...Ad essere pignoli, allora il nome di qualsiasi materiale non liquido usato per riempire andrebbe bene, o anche quello di un liquido molto denso e vischioso... e il ghiaccio non e' che sia cosi' duttile come lo descrivi.Inoltre manchi il punto: in inglese ('ice') e' un gioco di parole, in italiano ('ghiaccio') no.
            L'analogia è evidente.Da sola non basterebbe (perche' non 'colla', per fare un esempio banale?).Il fatto e' che in inglese 'ice' e' sia acronimo che nome significativo (con una pluralita' di significati, non solo 'ghiaccio').In italiano, 'ghiaccio' mi pare una frettolosa e non molto buona (in questo contesto) traduzione dell'inglese 'ice'.
          • Anonimo scrive:
            Re: Ghiaccio sporco???
            azz...ma ti chiami Furio per caso? :D
  • Anonimo scrive:
    Re: Internet e' un giocattolo


    e non solo ma windows non e' mission
    critical quindi chi usa windows in tali
    applicazioni e' responsabile dei danni
    c'e' pure scritto nella licenzaOpenQNX
  • Anonimo scrive:
    Internet e' un giocattolo
    .. e come tale deve rimanare non e' mission criticalun negozio online e' gia troppo dato che ci girano dati sensibiliBance e altri che su internet trasferiscono denaro ecc...ma prima non avevano linee dedicate oggi ???A mio parere ce la stiamo cercando !ricordiamoci nel 1995 quando internet era semisconosciuto e c'erano 4 gatti nessuno si preoccupava di cyberterrorismo oggi dato che per ridurre i costi ci si affida sempre di piu ad un sistema dove chiunque puo collegarsi.e non solo ma windows non e' mission critical quindi chi usa windows in tali applicazioni e' responsabile dei dannic'e' pure scritto nella licenza
  • Anonimo scrive:
    Internet e' un giocattolo
    .. e come tale deve rimanare non e' mission criticalun negozio online e' gia troppo dato che ci girano dati sensibiliBance e altri che su internet trasferiscono denaro ecc...ma prima non avevano linee dedicate oggi ???A mio parere ce la stiamo cercando !ricordiamoci nel 1995 quando internet era semisconosciuto e c'erano 4 gatti nessuno si preoccupava di cyberterrorismo oggi dato che per ridurre i costi ci si affida sempre di piu ad un sistema dove chiunque puo collegarsi.e non solo ma windows non e' mission critical quindi chi usa windows in tali applicazioni e' responsabile dei dannic'e' pure scritto nella licenza
  • Anonimo scrive:
    x la redazione - link incasinati - 2 pag
    "La situazione in Europa rimane di allerta, senza però le onerose pretese di normative americane come il http://www.netstrike.it" target="ontop"
    http://punto-informatico.it/p.asp?i=43320" target="ontop"
    http://www.excite.it/news/politica/articolo?id=685480,408026&key=TERRORISMO" target="ontop"
    http://punto-informatico.it/p.asp?i=46024" target="ontop"
    http://www.epic.org/privacy/terrorism/hr3162.html" target="ontop"
    Patriot Act (legge straordinaria che stringe in una morsa la privacy dei cittadini). La UE sta da tempo cercando di stringere il cerchio attorno ai crimini informatici."
  • avvelenato scrive:
    si può uccidere
    ascoltate: nella società odierna si può uccidere.nessuno si scandalizza se dico ciò. l'americano può prendere una pistola da walmarket, l'italiano si accontenta di un coltello da cucina o di un cacciavite.. magari un giapponese con un nukité alla gola ci riesce...beh ci sarebbe allora da chiedersi come mai, nonostante spesso sembra che le botte ce le stiano proprio implorando, in linea di massima l'idea di omicidio non si traduce sempre in omicidio.beh è evidente! chi lo commette rischia il carcere, rischia di rovinarsi carriera e vita sociale! a volte rischia anche la morte!e allora qual'è il problema? ho dimostrato empiricamente che non c'è bisogno di un occhio a persona che lo controlli costantemente per tutelare la sua sicurezza.Allo stesso modo dovrebbe essere preso internet: i reati vanno prevenuti, sì, ma non esageriamo con questa prevenzione, perché se questa compromette la nostra libertà, allora penso che tanto valga lasciare che i criminali compiano i loro reati.(e ovviamente i sistemi mission-critical vanno sconnessi dalla rete!!!!)
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